Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 95

Posts Tagged ‘perequazioni’

Pensionati in rivolta

Posted by fidest on Tuesday, 6 December 2011

Il Forum dei Pensionati con sede a Roma in via di Porta San Lorenzo A/15 nella persona del suo segretario nazionale Michele De Cesare ha inviato una lettera aperta ai segretari dei maggiori partiti nazionali di questo tenore: “Il Forum dei pensionati riunitosi in data odierna ha analizzato i provvedimenti che il governo Monti ha ritenuto d’inserire nel Dl di stabilizzazione dei conti pubblici. Si tratta dell’ennesimo intervento correttivo che porta a 20 le manovre subite dagli italiani negli ultimi 12 anni per un ammontare complessivo di 600 miliardi di euro. Dalla manovra “natalizia” – prosegue la lettera – ci aspettavamo come promesso, soprattutto equità e non lacrime e sangue come invece, per l’ennesima volta, lavoratori e pensionati dovranno caricarsi sulle proprie spalle. Il blocco delle perequazioni delle pensioni per gli anni 2012 e 2013 , il ritorno dell’Ici sulla prima casa e il consistente aumento sulla seconda, la revisione degli estimi catastali, l’introduzione di ulteriori ticket sulla sanità, i riflessi derivanti dall’ennesimo aumento dell’iva, sono solo alcuni dei provvedimenti che colpiranno in modo definitivo il potere di acquisto degli assegni di altri due terzi dei pensionati, andando ad ingrossare il numero di chi già vive nella fascia di povertà assoluta. Il solo congelamento della scala mobile comporterà sacrifici ben superiori a quelli richiesti alle altre componenti sociali del Paese che, tradotto in cifre, ammontano ad un mancato aumento delle pensioni nell’ordine di 100 euro mensili. Anche il prof. Monti ritiene di far cassa intervenendo sulle pensioni di chi i sacrifici li fa da troppo tempo e che farà sentire la propria voce sino in fondo nel contrastare le scelte sbagliate. Per questi motivi non daremo tregua, non abdicheremo al nostro ruolo fino al varo della manovra nei due rami del Parlamento, ma soprattutto non ci faremo intenerire dalle lacrime del ministro Fornero.” (n.r. Ci pare opportuno aggiungere che il prof. Monti avrebbe potuto agevolmente evitare questo modo di fare cassa con tre semplici provvedimenti: recuperare i 13 miliardi di euro previsti per l’acquisto di caccia bombardieri, tenendo conto che non siamo un paese in guerra, di 2 miliardi di consulenze, di recupero di 3 miliardi di euro aumentando il contributo per il rientro dei capitali scudati. Sono 18 miliardi di cui non si ha traccia pur nei severi provvedimenti del Presidente del Consiglio. E’ davvero un “bel modo” per dare fiducia nelle istituzioni.al paese E queste cifre, sia chiaro, possono da subito fare cassa, forse più e meglio dei 100 euro sottratti ai pensionati in due anni dopo che le pensioni sono rimaste congelate per 5 anni.)

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Giù le mani dalle pensioni

Posted by fidest on Wednesday, 23 February 2011

La situazione:
• perdita potere d’acquisto dal 1993 al 2010 per le pensioni di 30mila o 56mila euro lordi annui pari al 49% (14mila euro) o 43% (26mila euro) (Fonte: Elaborazioni Manageritalia su Rapporto Ufficio Studi Pensionati Cisl febbraio 2011);
• azzeramento perequazione 2008 sulle pensioni di otto volte il minimo INPS (3.539,72 euro lordi mensili, pari a circa 2.200 euro netti) produce in dieci anni un’ulteriore perdita secca di circa 8.000 euro lordi (Fonte: Stime Ufficio Studi Manageritalia)
• pensioni di reversibilità: chi ha redditi superiori a 20mila o 30mila euro lordi annui percepisce solo il 36% o 30% della pensione del deceduto;
• i pensionati sono il 28,6% dei 6,3 milioni di contribuenti che dichiarano più di 30mila euro lordi annui, il 26,5% dei 930mila che dichiarano più di 70 mila euro, il 26,4% dei 398mila che dichiarano più di 100mila euro(Fonte: elaborazioni Manageritalia su dati Agenzia delle entrate dichiarazioni 2009 per anno d’imposta 2008).
• A fine 2010 ha perso vigore la norma del 2007 che aveva modificato in meglio le percentuali di rivalutazione automatica delle pensioni per il triennio 2008-2010. Attualmente quindi l’indicizzazione delle pensioni, peggiorativa rispetto a quella in vigore negli ultimi tre anni, è rivalutazione al 100% per pensioni pari a meno di 3 volte il minimo Inps, al 90% da 3 a 5 volte il minimo e al 75% oltre 5 volte il minimo.Si chiede:
• 1a ipotesi: 100% di perequazione fino ad 8 volte il minimo Inps, 75% oltre tale limite
• 2a ipotesi: ripristino indicizzazione pensioni come per il periodo 2008-2010 (rivalutazione del 100% dell’indice di inflazione Istat sino a 5 volte il minimo Inps e 75% oltre 5 volte il minimo)alzare il livello di reddito personale entro il quale si può percepire una pensione di reversibilità piena (60% del reddito del defunto), innalzando la soglia entro oltre la quale scattano riduzioni e contestualmente rendere più stringenti le norme che regolano il diritto di avere la pensione di reversibilità. Chiediamo si ponga fine ad una forte iniquità che vede persone, molto spesso donne, “scippate” di parte del reddito loro spettante e altre, che magari godono di redditi sommersi, fruire di migliori condizioni di reversibilità.(fonte: Francesco ManticaUfficio stampa Adnkronos Comunicazione e Confedir mit)

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Le pensioni crescono appena dello 0,7%

Posted by fidest on Monday, 7 December 2009

Dal 1° gennaio 2010 le pensioni crescono appena dello 0,7% (contro il 3,2% del 2009)- La percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno 2009 è determinata in misura pari a +0,7 dal 1° gennaio 2010, salvo conguaglio da effettuarsi in sede di perequazione per l’anno successivo.

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Pensioni e il blocco della perequazione per il 2008

Posted by fidest on Thursday, 23 April 2009

Il Giudice del Lavoro presso il Tribunale di Vicenza Dottor Luigi Perina in data 17 aprile 2009 ha emesso l’ordinanza relativa al ricorso presentato da due pensionati associati a Manageritalia, che l’ha promosso, sostenuto e seguito. Accogliendo l’eccezione di incostituzionalità della norma che ha disposto per il 2008 il blocco della perequazione delle pensioni di importo superiore ad otto volte il minimo Inps (3.539,72 lorde mensili, pari a circa 2.300 euro netti), il Giudice del Lavoro ha sospeso il giudizio in corso e disposto l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale perché decida in merito all’incostituzionalità o meno della norma in oggetto. La norma introdotta con la legge di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007  ha tolto un diritto guadagnato con anni di contributi previdenziali a quasi 600mila pensionati che hanno subito il blocco totale (temporaneo ma con riflessi permanenti anche negli anni successivi) della perequazione per il 2008. Manageritalia calcola che su una pensione media lorda mensile di 3.500 euro, il mancato aumento è paria a 700 euro lordi il primo anno e determina in dieci anni una perdita totale di 7.500 euro lordi. Una cifra di non poco conto che aumenta all’aumentare dell’importo della pensione. E non si tratta sicuramente di pensioni d’oro, visto che con un lordo di 3.500 euro si ha un netto di 2.300 euro circa. <<Abbiamo vinto un’importante battaglia – dice Claudio Pasini Presidente Manageritalia e Segretario generale Servizi e Imprese Confedir-Mit a nome degli oltre 10.000 dirigenti pensionati associati a Manageritalia e Confedir-Mit, ma anche di tutti i 600.000 pensionati incappati nel blocco – e il percorso è ancora lungo, ma rafforzeremo la nostra azione per arrivare all’obiettivo finale di vedere dichiarata l’incostituzionalità del blocco totale della perequazione per il 2008. Un obiettivo da perseguire nell’interesse di chi lo ha oggi ingiustamente subito, ma anche di tutti quelli che, anche se non ancora in pensione, potrebbero un giorno trovarsi, alla luce di questo iniquo precedente, a doverne subire di simili.>>

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