Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 170

Posts Tagged ‘pianificazione’

Air China riadatta la sua pianificazione per Parigi

Posted by fidest on Thursday, 29 December 2011

An Air China Airbus A330-243, in Star Alliance...

Image via Wikipedia

Pechino, PRNewswire. A partire dal 10 marzo 2012, Air China riprenderà i voli di andata e ritorno Shanghai-Parigi CA833/4 e cambierà il servizio Shanghai-Pechino-Parigi CA933/4 nel servizio diretto Pechino-Parigi. Su queste rotte saranno utilizzati B777-300ER widebody in sostituzione degli originali A340. L’ufficio di Parigi di Air China ha recentemente invitato duecento ospiti del governo e dei settori aviazione civile, industria, commercio e viaggio, tra cui il Ministro francese per i Trasporti Thierry Mariani e l’ambasciatore cinese a Parigi Kong Quan e sua moglie, ad un gran galà che aveva lo scopo di generare pubblicità appropriata per la ripresa del collegamento diretto fra Shanghai e Parigi e il cambiamento di tipo di aereo sulla rotta Pechino-Parigi. Dall’ingresso in Star Alliance, la più grande rete di linee aeree al mondo, nel 2007, Air China ha rafforzato la sua presenza nel mercato internazionale. La sua ampia rete di rotte gestisce 1.160 destinazioni in 181 Paesi in tutto il mondo, facilmente raggiungibili. Ciò che Air China ha fatto rispetto al mercato Pechino-Parigi è solo una delle mosse che il vettore sta effettuando per rafforzare la sua presenza internazionale. Nel 2012 Air China punterà ad ampliare ulteriormente la sua presenza nei mercati internazionali. In Europa, ad esempio, l’inaugurazione dei collegamenti con Düsseldorf, Atene e Milano nel 2011 sarà seguita da quella dei voli di andata e ritorno Pechino-Copenaghen nel 2012, che porterà a 13 le destinazioni europee di Air China. Attualmente, Air China è il maggiore vettore a servire il mercato Cina-Europa.

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Il “percorso nascita” in Italia

Posted by fidest on Monday, 15 November 2010

In Italia è in fase di trasformazione: i piccoli centri confluiranno in quelli più grandi, con almeno 1.000 parti l’anno ed assistenza 24 ore su 24, verrà incentivato – anche economicamente – il parto naturale, si garantirà l’epidurale a tutte le donne. È quanto prevede la riforma disegnata dal Ministro Fazio e presentata alle Regioni, una proposta che incontra l’approvazione dei ginecologi italiani. Ma la rivoluzione si compirà solo se si darà il giusto riconoscimento a tutte le fasi, dalla pianificazione familiare alla nascita. Per questo è indispensabile intervenire sui rimborsi e i DRG. Oggi un parto normale “vale” meno di un’artroscopia, dai 1.200-2.000 euro. Se le prestazioni che riguardano l’ostetricia e la ginecologia non vengono rivalutate, per far quadrare i conti ci si troverà costretti a limitarle controllandone la quantità e diminuendo la qualità”. Da un sondaggio effettuato su 750 italiane che lamentano sofferenza ginecologica emerge che il dolore pelvico è molto diffuso e che le correlazioni sono sottostimate: il 56% di loro soffre di colon irritabile, il 47.8% di dispareunia, il 37.3% di mestruazioni dolorose (e di queste ben l’86,6% prima dei 20 anni), solo per citare i più consistenti. Il 66.3% giudica questa sofferenza di intensità pari a 7 o più in una scala da 1 a 10 ed ha un impatto pesante sulla vita quotidiana: ben il 21.1% afferma di provarlo sempre, il 16.3% una volta a settimana. E’ quindi indispensabile una maggior formazione dei medici sul dolore e questo Congresso vi dedica ampio spazio”. L’attenzione per questo aspetto scarseggia nella pratica anche nei confronti del parto: “In Italia attualmente solo il 16% delle strutture offre l’anestesia epidurale, in Gran Bretagna e in Francia la utilizza il 70% delle partorienti, il 90% negli Usa – spiega il prof. Nicola Natale, Primario Emerito A.O. Manzoni di Lecco e co-presidente del Congresso -, una chiara discriminazione per le nostre pazienti. l’obiettivo è che tutti gli ospedali offrano modalità efficaci per alleviare il dolore. “Oggi sono meno della metà, ma è aumentata la complessità, per l’innalzamento dell’età alla gravidanza e perché sono cambiate le donne – afferma il prof. Mauro Buscaglia, Direttore del dipartimento di Ginecologia del San Carlo di Milano e co-presidente del Congresso – basti pensare che nel 2008 sono stati 72.472 i figli di genitori stranieri. Al San Carlo, ben 544 donne su 1500 che hanno partorito nel 2009 erano extracomunitarie. Di queste il 10% musulmana. Su 776 aborti totali, nel 63% dei casi la richiesta è venuta da straniere, il 17% delle quali islamiche. Donne che in genere non si fanno visitare dal ginecologo se non in presenza del marito, e solo da medici donna. Un discorso a parte andrebbe fatto per i cesarei che con una media del 38% è il più alto in Europa, sintomo evidente degli attuali problemi organizzativi. La riforma deve però avvenire in maniera virtuosa, senza prevedere tagli al personale che anzi va potenziato.

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Quarta giornata mondiale della contraccezione

Posted by fidest on Saturday, 25 September 2010

E’ il 26 settembre. La Giornata mondiale della contraccezione è promossa da alcune fra le più autorevoli Associazioni e Fondazioni internazionali che si occupano di pianificazione familiare e salute della donna. Fra queste Marie Stopes International, Population Council, Federation Internationale de Gynecologie Infantile et Juvenile e International Planned Parenthood Federation con il sostegno di Bayer Schering Pharma. Lo slogan scelto in Italia per il 2010 è “Abbatti il muro dell’ignoranza: la contraccezione è una scelta intelligente!”. L’autrice, Lucia, una ragazza di Pavia, ha vinto il concorso promosso da Scegli tu, sbaragliando oltre 350 concorrenti, ed è diventata “portavoce” ufficiale del progetto. Tra i testimonial illustri anche Federica Pellegrini, Alessandra Sensini e Diana Bianchedi, medaglie d’oro olimpiche, tra le protagoniste dell’iniziativa Scegli tu di vincere promossa dalla SIGO. “Per noi è fondamentale sottolineare la continuità fra l’educazione alla salute, in senso stretto, e quella alla sessualità consapevole – aggiunge Arisi -. Proteggere sè stessi e il proprio partner, con una contraccezione sicura, rappresenta un tassello basilare per un corretto stile di vita, tanto quanto il costante movimento fisico o la dieta equilibrata. E solo con una corretta formazione ciascuno potrà poi, adeguatamente informato, compiere anche in campo sessuale le scelte che reputa più adatte”.
Per facilitare il confronto con i teenager, dalle 14 alle 18 verrà attivato su http://www.sceglitu.it un filo diretto con la ginecologa, disponibile anche via chat. L’intervento dell’esperto, potrà essere richiesto on-line anche da insegnanti e operatori dei consultori, che avranno inoltre la possibilità di colloqui privati per consigli su come trattare questi temi in classe. Attualmente, come risulta da un’indagine internazionale condotta per la Giornata mondiale, solo il 36% dei ragazzi italiani dichiara di rivolgersi al proprio docente per chiedere informazioni sulla contraccezione contro il 64% della Gran Bretagna, il 44% della Spagna e il 42% della Francia. Al primo posto nel nostro Paese risultano i genitori, cui si rivolge il 55% dei ragazzi.
In 12 mesi oltre 250.000 studenti italiani hanno seguito in classe corsi di educazione sessuale: per il 90% sono stati estremamente utili, l’83% spera possano continuare, al 75% sono serviti per chiarire i dubbi e diventare “più competenti”. È il bilancio positivo di un’esperienza unica in Europa: per la prima volta una società scientifica, quella di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), è riuscita a formare il 10% dei ragazzi delle superiori, in un solo anno e contando unicamente sulle proprie forze. Come? Con un vero e proprio kit, uniforme e certificato, fornito ai ginecologi che effettuano interventi nelle scuole. L’iniziativa è ormai considerata un caso a livello internazionale perché si è riusciti a rendere omogeneo un percorso formativo finora lasciato alla “buona volontà” dei singoli. “Ma il nostro obiettivo è coprire tutti gli istituti – afferma la prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia del San Raffaele Resnati di Milano

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Stato sociale o anarco-capitalismo?

Posted by fidest on Monday, 16 August 2010

Le critiche, non pienamente condivisibili, fatte al nazismo da parte dei teo-conservatori filo americanisti, non sono esattamente quelle mosse dalla Mit brennender Sorge di Pio XI, che sono da me totalmente condivise. Le prime, infatti, più che l’aspetto filosofico-religioso, criticano quello sociale del III Reich, si celano dietro la condanna (in sé giusta) del “totalitarismo, ma in realtà, come ogni scuola di derivazione liberista, criticano lo ‘Stato sociale’, ossia il fatto che lo Stato si occupi anche di economia, la quale – per i liberisti – andrebbe lasciata del tutto esente da ogni intervento o ‘pianificazione’ statale. Questa teoria è inconciliabile con la sana filosofia: “l’uomo è animale sociale” (Aristotele e san Tommaso); con la retta ragione: il caso (o la assoluta libertà) è sempre più imperfetto di ogni “piano” umano, che per quanto fallace possa essere non lo è mai tanto quanto il fato o la pura casualità (“laissez faire”). Certamente il nazismo è stato, tendenzialmente, totalitario, neopagano, anticristiano (ma mai come il bolscevismo, il III Reich non ha abolito la famiglia, la proprietà privata e la religione, il comunismo sì), come tale è mal conciliabile con la dottrina cattolica. Tuttavia, socialmente parlando, il III Reich è stato l’unico sistema “socialista” che ha portato benessere per tutti, specialmente per i meno abbienti. Proprio tale aspetto (non quello religioso) è mal visto dal teo-conservatorismo “elitario” ed esageratamente in teoria “antiegualitarista”, ossia in pratica “pro sfruttamento dei poveri” (“peccato che grida vendetta in Cielo”). Solo in tale senso (economico-sociale), affronto il problema della dottrina e soprattutto della azione pratica sociale del III Reich germanico, la quale de facto ha raggiunto degli scopi che ogni cristiano non può non apprezzare alla luce della dottrina sociale della Chiesa. (don Curzio Nitoglia in sintesi)

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Turismo e meteorologia

Posted by fidest on Tuesday, 8 June 2010

Milano Marittima 18 giugno alle ore 20.45, presso il Centro Congressi in Via Jelenia Gora, convegno dedicato al rapporto sempre più stretto che si è venuto a creare fra mondo del turismo e le vicende meteorologiche. Ospiti della serata, il Colonnello Mario Giuliacci del Centro EPSON Meteo e Pierluigi Randi di Meteoromagna.  “Il turismo degli anni 2000, e l’economia del suo settore, sono condizionati in maniera importante dalle condizioni meteorologiche” – spiega Biondi Claudio organizzatore dell’incontro – “oggi la vacanza media è composta dai giorni di una settimana, o addirittura dal solo weekend, è quindi logico che la sua pianificazione passi attraverso ad una attenta consultazione delle previsioni meteo, nella speranza che il bel tempo sia un gradito compagno di viaggio.  E’ quindi facile intuire quale “responsabilità” viene attribuita ai meteorologi quando il servizio di previsioni non rispecchia la realtà dei fatti.” Il Colonnello Mario Giuliacci e Pierluigi Randi, saranno lieti di illustrare al pubblico, in modo sobrio ed efficace, le ultime evidenze scientifiche, utili per comprendere meglio il complesso mondo della meteorologia.

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“Meeting architecture”

Posted by fidest on Wednesday, 14 April 2010

Roma 16 aprile, presso l’Una Hotel, in una giornata full time dalle 9.30 alle 18.00, organizza il seminario Meeting architecture – Designing meetings for results. Il seminario, che sarà tenuto in lingua inglese, intende approfondire la disciplina della Meeting architecture, che altro non è se non un approccio scientifico al meeting  planning, focalizzato sui contenuti, sui format, sulle caratteristiche della location e sul timing, così da massimizzare i risultati per tutti i partecipanti, inclusi i relatori, i fornitori e i titolari/manager della sede. La meeting architecture assume particolare rilievo in quanto pone il momento  organizzativo a valle di quello strategico, dando a quest’ultimo il ruolo che più gli compete nell’ambito della concezione, della pianificazione e della realizzazione di ogni evento. Particolarmente prestigiosi i relatori. Il seminario sarà moderato da Rodolfo Musco  CMM CMP emeritus, past president di MPI Italia Chapter, e verrà tenuto da Elling Hamso dello European Event Roi Institute, l’ente che studia le applicazioni del calcolo del Roi (Return on investment) nella meeting industry. L’evento è a cura del Comitato education di MPI Italia, presieduto da Gaetano Sciatà  CMP. La partecipazione costa 40 euro ai soci MPI (solo 20 per i soci student), 60 euro  ai soci di Federcongressi e 80 euro ai non soci. http://www.mpiweb.it!
Meeting Professionals International è una community internazionale che riunisce oltre 24mila professionisti di convegni riuniti in 72 capitoli e club di 60 differenti paesi assicurando i più alti standard qualitativi e impegnandosi nello studio del settore, nella comunicazione e nell’aggiornamento  e formazione dei propri associati. MPI Italia Chapter è il primo capitolo nato in Europa e conta oggi 240 soci.

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Master in Strategia e Pianificazione delle Organizzazioni

Posted by fidest on Sunday, 17 January 2010

Parma 18 gennaio, alle 10.30, presso l’Aula Congressi della Facoltà di Economia dell’Università di Parma (via Kennedy 6), si terrà la Lezione inaugurale della XIV edizione del Master internazionale in Strategia e Pianificazione delle Organizzazioni, degli Eventi e degli Impianti Sportivi.  All’incontro, che si svolge con il patrocinio del Comune di Parma, interverranno Marco Brunelli(Direttore generale della Lega Calcio e Direttore del Master), Roberto Ghiretti(Assessore allo Sport del Comune di Parma), Pietro Leonardi (Amministratore Delegato del Parma FC) e Alessandro Melli (Team Manager del Parma FC).

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Centro di ricerca per la pianificazione

Posted by fidest on Thursday, 19 November 2009

Un supporto dalla ricerca per gestire la pianificazione paesaggistica e per definire metodologie innovative nel governo del territorio, ponendo particolare attenzione all’applicazione della “Convenzione europea per il paesaggio”. Sono alcune delle finalità del “Centro di ricerca per la pianificazione e governo del territorio e del paesaggio”, con sede a San Giuliano Terme (Pisa), presentato al Sant’Anna di Pisa oggi, mercoledì 18 novembre, dai rappresentanti dei soggetti promotori: Maria Chiara Carrozza, Direttore della Scuola Superiore Sant’Anna; Marco Frey, referente della Scuola Superiore Sant’Anna per il Centro; Fulvio Esposito, Rettore dell’Università di Camerino; Massimo Sargolini, referente dell’Università di Camerino per il Centro; Paolo Panattoni, Sindaco di San Giuliano Terme. Il Centro nascerà infatti dalla collaborazione tra la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’Università di Camerino e il Comune di San Giuliano Terme.    Il Centro di ricerca promuoverà l’applicazione della “Convenzione Europea del Paesaggio” agli strumenti di pianificazione territoriale, agli atti di governo del territorio, nonché agli strumenti di programmazione e di gestione delle risorse naturali e culturali, rivolgendo particolare attenzione a quelli che assumono una significativa valenza paesaggistica e ambientale. Il Centro avrà una spiccata vocazione interdisciplinare, grazie alle partecipazione di ricercatori con esperienze che variano dall’urbanistica all’economia all’ingegneria alle scienze agronomiche e vorrà diventare interlocutore per i soggetti, pubblici e privati, interessati a sviluppare metodologie innovative di studio, di analisi e di ricerca nell’ambito dei loro processi di tutela e sviluppo sostenibile del territorio. Il “Centro di Ricerca per la pianificazione e governo del territorio e del paesaggio” affiancherà e integrerà altre linee di ricerca sviluppate nell’ambito del “Sistema universitario pisano”dedicate a tematiche simili, seppure affrontate sotto ottiche diverse.  Sulla nascita del Centro, Fulvio Esposito, Rettore dell’Università di Camerino, dichiara: “Questa è una prova tangibile di quanto una proficua collaborazione tra Atenei possa essere importante  per lo sviluppo del territorio. Le competenze dell’Università di Camerino e del Sant’Anna si integrano  creando una perfetta  sinergia: da parte nostra siamo lieti di poter mettere a disposizione le professionalità del nostro Ateneo nell’ambito della pianificazione urbanistica, territoriale ed ecologica. Anche con  il Comune di San Giuliano Terme è  da tempo  in atto una collaborazione che ci vede coinvolti in progetti di ricerca e siamo particolarmente grati all’Amministrazione Comunale per essersi resa disponibile collaborando alla creazione di questo centro”.

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La produzione industriale italiana

Posted by fidest on Wednesday, 5 August 2009

I dati delle ultime ore sono confortanti. La caduta della produzione industriale ha avuto una battuta d’arresto nel secondo trimestre di quest’anno. La ripresa, ovvero l’inversione di tendenza, appare ancora molto debole ma, se non altro, abbiamo evitato di continuare a cadere. Ciò induce a un minore pessimismo sia per le imprese sia per le famiglie. Ma non tutti i dati ci confortano, Continua un preoccupante deterioramento del mercato del lavoro. Resta l’incertezza sulle prospettive occupazionali. Rimane forte, altresì, la contrazione degli investimenti, frenati dal basso utilizzo della capacità produttiva. Un termometro della situazione è dato dal Pil che si è ridotto dello 0,6% nel primo trimestre di quest’anno contro il più 2,6% dell’analogo periodo dello scorso anno. Anche solo assumendo che per il resto dell’anno il prodotto si mantenga sul livello raggiunto nel primo trimestre, la sua flessione media annua si avvicinerebbe al 5%. Il problema, a nostro avviso, sta nel fatto che corriamo il rischio di non essere capaci di riprendere la coda della ripresa mondiale che si sta consolidando per via di una insufficienza dei provvedimenti governativi messi in cantiere in questi ultimi mesi come la temporanea agevolazione fiscale degli investimenti in macchinari e l’aumento dei fondi destinati al pagamento dei debiti commerciali alle imprese. Il valore nullo prospettato per la crescita del Pil nella media dell’anno è il punto centrale di un ventaglio ampio di possibilità. Lo scenario centrale sconta il ripristino del normale finanziamento del mercato del credito, particolarmente rilevante per la capacità d’investimento delle imprese. (R.A. e B.I.)

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Nuova associata in Unicom

Posted by fidest on Wednesday, 15 July 2009

Un nuovo ingresso nell’Associazione guidata da Lorenzo Strona; il Consiglio Direttivo di Unicom nella sua riunione del 14 Luglio, ha accolto la domanda di ammissione di: Advisionair (Giuseppe Coldani) Flessibilità, partnership, professionalità ed esperienza sono gli ingredienti che concorrono a fare di Advisionair, il partner ideale in comunicazione. Nata ad Asolo nel 2003 dall’esperienza di Giuseppe Coldani, è oggi una struttura che ha solide relazioni con importanti realtà del panorama imprenditoriale locale e nazionale, spaziando dal food ai prodotti finanziari, passando attraverso il prodotto tecnico-sportivo, la formazione, l’ambito istituzionale, la distribuzione e il terzo settore. L’Agenzia è affiancata da professionisti che hanno vissuto l’azienda dall’interno di multinazionali del largo consumo; analisi, strategia e pianificazione supportano lo sviluppo creativo in nome di un’unica mission: incrementare la qualità e la quantità dei servizi creativi per contribuire alla crescita dei propri clienti.  http://www.advisionair.it

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In Bretagna Primo Salone Europeo del Litorale

Posted by fidest on Tuesday, 23 June 2009

Lorient (Francia)  6-8 ottobre 2009  E’ il primo salone europeo dedicato a tutti i temi economici e di pianificazione delle aree costiere. Questo evento, che non ha equivalente in Europa, è l’appuntamento professionale atteso da tempo da tutti gli operatori del settore: da chi opera nel campo delle infrastrutture, degli equipaggiamenti, della tecnologia e dei servizi correlati all’economia costiera.  Il salone sarà punto di incontro per il business, per lo scambio di esperienze e un luogo dove si prenderanno decisioni a livello europeo, affrontando il tema del litorale in modo trasversale e multidisciplinare. Partendo dal fatto che in Europa non era mai esistito un salone di questo tipo, le autorità e i responsabili a livello tecnico e amministrativo delle regioni costiere hanno deciso, di comune accordo con gli operatori economici, che era venuto il momento di organizzarlo. Infatti  solo un evento specifico e capace di riunire tutti i vari operatori del settore può offrire ai partecipanti un’occasione per incontrarsi e confrontarsi sulle varie problematiche. Su un’area di 7.500 m², le aziende espositrici copriranno diversi settori di attività: specialiste del mare, società edili e di lavori pubblici, trasportatori ma anche esperti di ambiente, telecomunicazioni e finanza.  La manifestazione è rivolta a tutti i decision makers del settore privato e pubblico, a livello nazionale ed europeo, che saranno inoltre rappresentati da diverse prestigiose organizzazioni partner della manifestazione e sponsor.Una serie di conferenze e tavole rotonde  sarà  organizzata da “Cap l’Orient”, il consorzio territoriale dell’area geografica di Lorient. Durante questi seminari saranno presentate le ultime innovazioni tecnologiche e le realizzazioni più recenti in tema di sviluppo, riassetto, gestione e protezione del litorale.Tra i temi trattati si può citare ad esempio la politica marittima europea associata allo sviluppo dei territori costieri o i comportamenti “eco-responsabili” nel campo della navigazione da diporto. Una quarantina di partner regionali, nazionali ed europei sponsorizzano il SEL. Tra questi la Commissione Europea, il Ministero francese per l’Ecologia, per l’Energia, per lo Sviluppo Sostenibile e per la Pianificazione del Territorio e inoltre la Segreteria di Stato per il Mare, il Consiglio Regionale della Bretagna e il Consiglio Generale del Morbihan. Si possono citare anche IFREMER, Agence Européen de l’Environnement, la Conférence des Régions Périphériques Maritimes Européennes, l’Association Nazionale des Elus du Littoral, Cap l’Orient, la Commission Arc Atlantique, ecc… Questo sostegno delle istituzioni testimonia l’interesse dimostrato per questa manifestazione e garantisce una qualità di partecipazione senza precedenti nel settore.  La città di Lorient, che si colloca idealmente nel cuore della Bretagna del sud, è stata scelta per ospitare il SEL in virtù della diversità e del dinamismo della sua economia marittima. Inoltre Lorient è ben nota per l’esperienza accumulata e per essere all’avanguardia nel campo della ricerca e nell’applicazione di soluzioni per le aree costiere.

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La Rivoluzione Del Controllo Di Gestione

Posted by fidest on Thursday, 11 June 2009

La globalizzazione dei mercati e la diminuzione dei margini aziendali, impongono alle Piccole e Medie Imprese l’esigenza di indirizzare la propria organizzazione verso un maggiore controllo di gestione. Risulta quindi vitale in questi tempi di crisi per le imprese, disporre di informazioni tempestive al fine di valutare l’economicità e la correttezza strategica delle proprie decisioni. Per questo Gem Consulting dalla primavera di questo anno ha qualificato consulenti in grado di supportare le aziende in un sistema di pianificazione e controllo di gestione fornito dalla certificazione D-1001:2008 creata dall’ente Dasa-Rägister S.p.A.. Il percorso per la certificazione D-1001:2008 è molto simile a quello necessario per gli altri standard riconosciuti e prevede un importante momento di analisi dell’organizzazione aziendale al fine di poter rendere quest’ultima conforme ai requisiti della norma. Ovviamente i requisiti della norma sono applicabili a tutte le aziende, indipendentemente dal tipo, dalla dimensione e dai prodotti forniti o servizi erogati.  La D-1001:2008 è stata concepita per una facile integrazione con la UNI EN ISO 9001:2008, anche se può trovare applicazione a prescindere dall’esistenza nell’organizzazione di un sistema di gestione della qualità. È chiaro come l’adozione di un sistema di pianificazione e controllo di gestione D-1001:2008 garantirà alle Piccole e Medie Imprese Italiane una marginalità di profitto prestabilita e la sopravvivenza dell’azienda nel tempo.

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La lezione che viene dal XX secolo

Posted by fidest on Friday, 22 May 2009

Editoriale Fidest. E’ il secolo che ha visto affermarsi, come portato e degenerazione dell’hegelismo, di destra e di sinistra, e come reazione a gravi squilibri economici e sociali, il fascismo, il nazismo, il comunismo. Anche se occorrerà attendere la fine del “secolo breve” per assistere al definitivo crollo di queste visioni, già nel 1936 Maritain prevede che il comunismo, nella sua concreta attuazione in Russia secondo gli schemi della teoria marxista-leninista, cadrà perché non vivibile, perché contrario alla più profonda natura dell’uomo. Attingendo anche alla tradizione americana e muovendo lungo linee di pensiero che passano attraverso Rosmini e Newman, e in Italia attraverso Toniolo e Sturzo, egli dimostra il fondamentale accordo tra democrazia, libertà e cristianesimo; riconduce la sovranità dello Stato al popolo. E’ senza dubbio un passaggio, ma temiamo non si possa considerare l’ultimo dato che la democrazia, come la stiamo vivendo, lascia ampi margini di insoddisfazione. Per certi versi la democrazia è diventata un alibi per favorire gli abusi in nome del garantismo. In questo contesto ci avviciniamo di più al concetto di “società aperta” vagheggiata da Popper che si fonda sull’idea della fallibilità umana, sulla necessità della tolleranza e dell’educazione degli individui. In questa concezione, il mercato è più efficiente e produttivo di un sistema di pianificazione centralizzata, che fatalmente conduce al totalitarismo. Per certi versi all’opposto incontriamo Hayek secondo cui la dimensione economica prevale su quella filosofica e spirituale. Nel suo sistema di pensiero, infatti, la libertà è importante, non come valore in sé ma in primo luogo per le sue conseguenze economiche. Per Sen, premio Nobel per l’economia, l’individuo tende alla eudaimonia. Se ne deduce che l’economia è parte integrante della vita di una comunità; l’elevata disponibilità di beni materiali e soprattutto una loro equa distribuzione sono una componente importante del benessere della società. Non si tratta di contrapporre l’avere all’essere, ma in un contesto concreto riflettere in che misura l’avere può contribuire all’essere. La partecipazione alla vita civile si sostanzia soprattutto nell’attività lavorativa. Dobbiamo ora chiederci se la “formula capitalistica” non diventi un’altra “non vivibilità” come lo è stato il marxismo-leninismo e se dobbiamo attenderci un altro collasso mentre stiamo ruotando intorno ad una idea ancora vaga e poco delineata di una società diversa e più adatta ad essere indossata dalla società del futuro. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Un provocatorio romanzo sulla morte

Posted by fidest on Tuesday, 17 March 2009

(Centro Maderna) Come ridurre i costi di mantenimento degli anziani e degli altri membri improduttivi della nostra società? Il benessere sociale è una conquista che richiede sacrifici, per quanto estremi. Ecco il tema di un curioso colloquio in cui medici, politici, economisti e teologi membri del progetto USTAU (Ultimo Stadio della vita Umana) tentano di “pianificare in modo responsabile l’avvenire di milioni di persone”, compreso il loro auspicabile decesso: “Tutti noi nasciamo alla stessa età, perché non dovremmo anche morire alla stessa età?”. Una soluzione finale garbata, rispettosa del benessere comune ed economicamente efficiente, una vera ‘eutanasia sociale’, s’impone. Nelle parole di questi illuminati architetti sociali traspare un significativo ribaltamento nel rapporto tra istituzioni e individuo: se la “medicalizzazione” della società ha rifiutato la morte, questa “deve diventare di nuovo naturale”. Il cittadino, assimilato biologicamente al ‘corpo’ dello Stato, dovrà inserirsi docilmente nel ciclo di produzione e smaltimento che governa la società dei consumi. Il provocatorio cinismo di questa “modesta proposta”, comparsa nel 1978, in pieno apogeo del modello sociale svedese, raccolse l’inevitabile scandalo dei benpensanti per la lucidità con cui riusciva a rovesciare l’ottimismo ecumenico del welfare state scandinavo in una distopia di inquietante attualità, che “precorre di decenni il nostro tempo”, come scrive H.M. Enzensberger in occasione dell’adattamento teatrale dell’opera realizzato in Germania nel 2006.

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Dast per i nomadi

Posted by fidest on Friday, 6 March 2009

Il responsabile romano Alessandro Calgani: “Ben vengano provvedimenti per migliorare le necessità di pianificazione e identificazione” Il Comune di Roma ha predisposto un “documento autorizzativo allo stazionamento temporaneo” (Dast) che conterrà nome, cognome, dati anagrafici, fotografia e numero di serie dei nomadi che vogliono rimanere nei campi attrezzati dal Comune di Roma. Una sorta di carta d’identità che non sostituisce il documento di riconoscimento, ma che servirà al Dipartimento per le Politiche sociali del Campidoglio a verificare le condizioni di legalità delle famiglie ospitate. Nel Dast saranno contenuti anche etnia, religione e appartenenza a nuclei familiari del detentore.”Sono d’accordo sul rendere visibile l’etnia dei nomadi sul documento – ha dichiarato Alessandro Calgani, responsabile romano dell’Italia dei Diritti – e ne riscontro sicuramente l’utilità in termini di pianificazione e di necessità di identificazione”. Quanto alle modalità di permanenza temporanea nei villaggi attrezzati per le comunità nomadi del Comune di Roma, Calgani esprime la propria perplessità: “Non capisco perché si debba specificare il divieto di manomissione di impianti idrici, elettrici e antincendio. Mi sembra che le leggi in questa materia valgano da sempre, non si deve attendere una normativa ad hoc per i nomadi per farle rispettare. Altra cosa che mi fa riflettere non positivamente – aggiunge il responsabile romano del movimento presieduto da Antonello De Pierro – è la decisione da parte del Campidoglio di escludere dai provvedimenti di rilocazione il campo nomadi Casilino ’900, dopo espliciti impegni presi con i cittadini. Non esistono cittadini di serie B, ma mi sembra che le ultime decisioni prese anche nel settore trasporti certamente pongano le periferie in seconda linea”.

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