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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Governo Monti: generosa disponibilità

Pubblicato da fidest su domenica, 4 dicembre 2011

Alle critiche che da più parti sono pervenute al Presidente del Consiglio riguardo l’inopportunità di avere banchieri e uomini d’affari tra le sue fila, la risposta avuta è che si è al cospetto di persone che lo hanno fatto in un moto di “generosa disponibilità”. Ci sarebbe da essere contenti che in Italia vi siano persone di questa fatta. La realtà, purtroppo, ci smentisce. Lo sono i provvedimenti che come un veleno, assunto a piccole gocce, stanno emergendo con tutta la loro drammaticità sul piano sociale ed umano. Tali circostanze non solo sono atti di governo ma anche di immagine se si pensa che l’invito “soft” al presidente di un ente pubblico statale a dimettersi si è tradotto con la liquidazione in conto buonuscita di ben 5 milioni e mezzo di euro. Da qui il differenziale tra chi è licenziato con i guanti di velluto e chi è strapazzato senza diritti e risarcimenti e per errori di conduzione industriale dettati per lo più alla miopia dei loro manager.
Abbiamo già con una lettera, di certo finita all’ultimo posto nel cestino dei rifiuti della Presidenza del Consiglio, rappresentato non solo e non tanto un disagio ma l’invito a fare delle riforme strutturali capaci di “raffreddare” le attuali tensioni invece di acuirle. Lo abbiamo dimostrato con i progetti dei nostri Centri Studi, già testati da autorità competenti, su previdenza e assistenza. Questo non certo per pretendere che si prenda in considerazione una nostra proposta ma per significare che iniziative del genere già da anni sono in circolazione ma nessun governo, o parlamento, ha inteso prenderli in considerazione per il semplice motivo che avrebbero impedito ai tanti amici e amici degli amici di lucrarvi a piacimento.
Ora vi aggiungiamo le riflessioni di Luigi Cipriani, segretario del Gruppo indipendente Libertà, nostro attento lettore ed anche politico sensibile e per questo preoccupato. Egli, infatti; scrive:
1) – Se il governo monti approverà l’aumento dell’iva  sarà un disastro unicamente per le fasce più deboli (disoccupati, pensionati, lavoratori monoreddito, lavoratori in mobilità, cassintegrati  ecc.) e non certo per i ricchi;
2) – no all’ici sulla 1° casa. L’ici deve essere applicata dalla 2° casa in su  e non sulla 1° casa in quanto ricadrebbe su pensionati monoreddito e famiglie che stanno pagando il mutuo, famiglie che percepiscono indennità di cassintegrazione, mobilita’ e in molti casi licenziati. come potranno pagare l’ici?
3) – si alla patrimoniale. La patrimoniale dovrebbe essere applicata partendo da chi guadagna oltre 100 mila € per poi inasprirsi a scaglioni su chi guadagna di piu’ infatti chi gudagna oltre 100 mila €  non può considerarsi povero.
4) – no all’obbligo di fare la spesa con la carta di credito tale misura graverebbe sui bilanci familiari e favorirebbe le banche, di  cui Monti è consigliere di amministrazione e il suo ministro Passera è amministratore delegato di Intesa San Paolo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Editoria – idv: no a licenziamenti all music

Pubblicato da fidest su venerdì, 20 marzo 2009

“L’Italia dei Valori è vicina ai lavoratori di All Music Spa ed esprime tutta la sua solidarietà per la delicata situazione che stanno vivendo. Alla base della vicenda vi è la decisione, presa dall’azienda che fa capo al Gruppo Espresso, di licenziare 29 dipendenti su 37. Desta preoccupazione il fatto che l’azienda, nella lettera inviata ai dipendenti, annunci la volontà di chiudere gli studi televisivi di via Stromboli 18, a Milano, per affidare a società esterne tutto il lavoro affermando che ‘non sono previste, allo stato, misure per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale’. L’Italia dei Valori è al fianco dei lavoratori e delle famiglie che corrono il reale rischio di perdere il lavoro e, nell’auspicare una soluzione positiva della vicenda,  riteniamo sia importante che sulla stessa si apra un confronto e che i rappresentanti dell’azienda si siedano al tavolo delle trattative con i rappresentanti sindacali”.

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