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Quotidiano di informazione – Anno 24 n° 213

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La nuova frontiera nella prevenzione dell’invecchiamento cellulare

Pubblicato da fidest su mercoledì, 9 maggio 2012

La popolazione mondiale sta invecchiando e il fenomeno è destinato ad assumere proporzioni sempre più preoccupanti, con oltre 2 miliardi di ultrasessantenni nel 2050[1]. Prevenzione è dunque la parola d’ordine.
L’Esperidina è l’innovativa strada percorsa dai laboratori L’Oréal e Nestlé. Questo attivo è stato presentato al 20° Congresso EADV (European Academy of Dermatology and Venereology) di Lisbona, durante il quale sono state evidenziate le sue proprietà nel contrastare la micro-infiammazione, una nuova causa dell’invecchiamento cellulare solo recentemente scoperta. Da anni è noto il ruolo chiave che lo stress ossidativo ha nel precoce invecchiamento delle cellule: l’assenza di equilibrio tra quantità di radicali liberi (ROS) e antiossidanti presenti a livello cellulare consente ai radicali liberi di danneggiare le strutture delle cellule in profondità. Recenti studi hanno tuttavia confermato l’esistenza di un altro evento in grado di precludere la salute cellulare: la micro-infiammazione cronica. Questo fenomeno è in grado anch’esso di provocare ROS, ed è ugualmente responsabile dell’invecchiamento cellulare.
“La micro-infiammazione cronica è una condizione insidiosa poiché silente e asintomatica, rilevabile solo a livello cellulare. La causa: un disequilibrio tra mediatori pro-infiammatori e anti-infiammatori” conferma Mariuccia Bucci, Vice Presidente e Responsabile Dipartimento NutriDermatologia ISPLAD.
“Il nostro corpo è vittima di stress quotidiani che determinano uno squilibrio ossidativo e infiammatorio.” prosegue Bucci “Un accumulo di radicali liberi ed uno stato di micro-infiammazione cronica causano un danneggiamento di tutti i costituenti cellulari, proteine, lipidi e anche DNA. Le cellule come conseguenza di ciò perdono la loro omeostasi, il loro equilibrio, funzionano male e invecchiano precocemente”. Da questa nuova conoscenza, l’importante intuizione dei laboratori L’Oréal e Nestlé: rallentare l’invecchiamento contrastandone le due principali cause a livello cellulare. La soluzione un approccio nutrizionale che combina antiossidanti, in grado di neutralizzare i radicali liberi, con un potente modulatore dell’infiammazione, l’Esperidina.
Già nel 2008 l’INRA, istituto di ricerca europeo in scienze agronomiche, dimostra le proprietà biologiche dell’Esperidina nella prevenzione dell’alterazione del metabolismo osseo nel processo di invecchiamento[2]. Nel 2011 i ricercatori L’Oréal e Nestlé, consapevoli del fatto che ossa e pelle condividono la stessa origine a livello embrionale, decidono di andare oltre, studiando l’effetto dell’Esperidina sulla cute. Lo studio clinico in doppio cieco contro placebo L’Oréal e Nestlé coinvolge 66 donne che per 6 mesi assumono quotidianamente 430mg di Esperidina o placebo. Le evidenze emerse da valutazione immunoistologica con biopsia e valutazioni strumentali vengono presentate durante il 20° Congresso EADV (European Academy of Dermatology and Venereology), suscitando grande interesse tra gli esperti del settore.
“Le approfondite valutazioni condotte per verificare l’efficacia dell’Esperidina ne hanno evidenziato la capacità di agire sui principali segni dell’invecchiamento cutaneo a livello di derma ed epidermide” spiega Norma Cameli, Responsabile Dermatologia Estetica, Istituto Dermatologico San Gallicano IRCCS di Roma. “I dati raccolti dimostrano come l’Esperidina assunta per via orale sia in grado di ridurre l’intensità delle iperpigmentazioni cutanee, di migliorare le proprietà biomeccaniche della pelle e di accelerare il turnover epidermico, aumentando così la luminosità della cute. Inoltre, è stato dimostrato a livello del derma anche un aumento di collagene, glicosaminoglicani e acido ialuronico, con conseguente aumento d’idratazione ed elasticità della cute”.Ed è così che arriviamo ad oggi, quando, forti delle evidenze emerse sull’Esperidina come modulatore del processo infiammatorio cellulare, della sua azione su metabolismo osseo e cute i laboratori Innéov la selezionano come ingrediente principale di un rivoluzionario integratore alimentare, Anti-Age Cellulaire. Un vero e proprio alleato che, grazie anche alla combinazione con un sistema antiossidante di Selenio e Vitamina C, consente di rallentare l’invecchiamento cellulare dall’interno, combattendo gli effetti dei radicali liberi e proteggendo i costituenti cellulari.

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Droga e prevenzione

Pubblicato da fidest su venerdì, 20 aprile 2012

«Le informazioni che emergono dal rapporto Espad-Cnr, secondo cui gli studenti delle scuole superiori italiane continuano ad essere particolarmente interessati dal consumo di droghe nonostante un’incoraggiante diminuzione nell’uso di sostanze psicotrope illegali, confermano l’opportunità della scelta di Roma Capitale di puntare forte sulla prevenzione fin dall’età precoce per poter sconfiggere definitivamente questa piaga, che impedisce loro di vivere la bellezza della loro età e di costruire il proprio futuro come un’opera d’arte».È quanto dichiara l’assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale Gianluigi De Palo con delega all’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, commentando i dati dell’indagine del Cnr sul consumo di droghe tra gli studenti italiani nel 2011, diffusi ieri.«Negli ultimi tre anni – prosegue l’Assessore capitolino – gli studi hanno evidenziato un calo costante dei consumi di sostanze stupefacenti e alcoliche, soprattutto nelle giovani generazioni. Segno che è appunto la prevenzione, l’informazione in contesti educativi e scolastici e la promozione di stili di vita sani già nei bambini e nei ragazzi che può fare la differenza per il futuro dei nostri figli».«I ragazzi – sottolinea Luigi Maccaro, presidente dell’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze – devono capire, sin dalla più tenera età, che tutte le sostanze stupefacenti sono gravemente dannose per la loro salute psico-fisica e che ne impediscono una presenza positiva e armonica nella società. Bisogna interrogarsi seriamente sulla qualità degli ambienti che frequentano i nostri figli. Alcuni di loro sono particolarmente vulnerabili, per mille ragioni, e hanno bisogno di azioni di prevenzione sostenute e mantenute nel tempo. Per questo, è indispensabile supportare e rinforzare il ruolo e la responsabilità di famiglia e scuola, le agenzie educative più importanti, dove la maggior parte dei ragazzi può vivere una proposta educativa densa di significati e fortemente formativa. Ed è necessario che ci sia condivisione del progetto educativo, coerenza di messaggi e sintonia di azione tra le varie agenzie educative».«I dati della ricerca Cnr indicano – conclude De Palo – che lo scorso anno più del 20% degli studenti ha fatto uso di cannabis, il 2,7% di cocaina e l’1,2% di eroina. Numeri che ci dicono che c’è ancora molto da fare e che non dobbiamo abbassare la guardia. Attraverso le proposte del Nuovo Quadro dei Servizi cittadino, Roma Capitale ha voluto confermare i servizi importanti per chi cerca di uscire dal tunnel della dipendenza rafforzando nel contempo tutte quelle iniziative utili per estirpare alla radice il problema, prima ancora che si verifichi. Siamo convinti che avere a cuore il futuro dei nostri giovani significa impegnarsi nel presente per tenerli lontani dall’abisso della tossicodipendenza».

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Prevenzione delle malattie cardiovascolari

Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012

Napoli “E’ importante vivere a lungo ma soprattutto vivere bene. La prevenzione rappresenta una assoluta priorità in tal senso. Una adeguata dieta alimentare e uno stile di vita corretto rappresentano il punto di partenza per una salute duratura. Con oggi inizia un percorso che ogni anno ci farà conoscere meglio come difenderci dalle malattie più diffuse”. Lo dichiara la professoressa Annamaria Colao, tra le prime cento scienziate italiane nel mondo, presentando il1° simposio internazionale “Club della scienza … l’Altra Italia”, una iniziativa rivolta proprio alla prevenzione e alla diagnosi precoce. “Un incontro tra scienziati e artisti per mettere a disposizione dei cittadini un patrimonio di conoscenze e di comportamenti per vivere meglio. Una azione di prevenzione fondamentale che rilanciamo anche sul campo”, prosegue la Colao che ha preannunciato la presenza alla Fiera della casa del Villaggio della Salute.
“Il Club della Scienza presentato oggi presso la sede dell’Istituto di cultura meridionale – dichiara Gaetano Cerrito, direttore artistico organizzativo dell’evento – adotta un taglio divulgativo, tale da contribuire alla diffusione di una nuova concezione di benessere psichico, in piena coerenza con l’assunto filosofico Mens sana in corpore sano ma vuole essere anche un nuovo modo di fare divulgazione scientifica che approdi nelle menti e nei cuori di tantissimi italiani, perché il mondo della ricerca scientifica e le Istituzioni lavorino insieme al fine di spingere il piede sull’acceleratore per altri studi importanti che rispondano alle legittime aspettative della gente che soffre”, conclude Cerrito.
“Abbiamo l’obiettivo di spingere il pubblico a far propri concetti come prevenzione e diagnosi precoce. L’auspicio è che si inizi ad adottare una serie di buone pratiche atte a ridurre il rischio dell’insorgenza di svariate patologie, ma soprattutto per intervenire tempestivamente nella diagnosi e nella terapia di malattie già in atto”, spiega Tommaso Mandato, presidente del Villaggio della Salute.
La mattina del 16 Aprile presso l’Istituto di Cultura Meridionale un incontro tra gli scienziati con il Presidente del comitato scientifico Annamaria Colao, i Presidenti Onorari Aldo Pinchera e Silvio Garattini, il Presidente del Villaggio della Salute Tommaso Mandato e il direttore artistico – organizzativo Gaetano Cerrito decreterà la nascita del “Club della Scienza … L’Altra Italia”.
Il Talk tv alle ore 17:00 presso l’Agorà Morelli vedrà la presenza di numerosi tra i principali esperti italiani del settore cardiovascolare a cui è dedicata la prima edizione del Simposio (Riccardo Cappato del Policlinico S. Donato Milanese, Carla Giordano dell’Università di Palermo, Antonio Amodeo dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, Bruno Trimarco dell’Università Federico II di Napoli, Carlo Pappone del Gruppo Villa Maria di Ravenna, Maurizio Cutolo dell’Università di Genova, Raffaele Calabrò della II Università di Napoli) che si alterneranno ai testimonial artistici dell’iniziativa come Little Tony, Martine Brochard, Francesco Postiglione, Alfonso De Nicola, Enzo Garramone, Pino De Maio, Maurizio De Giovanni.
Il simposio sarà condotto da Rosanna Lambertucci e presieduto da Silvio Garattini e Aldo Pinchera. A tutti verrà conferita una targa ricordo del M° Egidio Ambrosetti, poeta del bronzo e scultore di fama internazione,
Alla conferenza stampa è stata letta una lettera della professoressa Giuseppina Tripodi, consigliere delegato della Fondazione Rita Levi Montalcini che ha voluto testimoniare la vicinanza e identità di azione del premio Nobel alla manifestazione e, in particolare, all’opera di prevenzione che sta conducendo la professoressa Annamaria Colao, Presidente del comitato scientifico.
Hanno partecipato alla presentazione, tra gli altri, Tommaso Mandato Presidente del Villaggio della Salute Onlus, Gaetano Cerrito Direttore artistico dell’evento, Gennaro Famiglietti Presidente dell’Istituto di cultura meridionale, console onorario di Bulgaria, e importanti rappresentanti del mondo sanitario come Guido Bourelly, Flavia Fumo, Massimo Petrone, Attilio Coppola direttore commerciale dell’Hospital Consulting, nonché il presidente della Banca di credito cooperativo di Napoli Amedeo Manzo.

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Settimana della prevenzione tiroide: target under 45

Pubblicato da fidest su mercoledì, 4 aprile 2012

Torna, con la quarta edizione, la settimana di prevenzione dedicata alla tiroide: da lunedì 16 a venerdì 20, in tutte le Regioni italiane oltre 100 centri specializzati ospedalieri, universitari e di strutture sanitarie private, metteranno a disposizione i loro specialisti per una visita gratuita completa del collo e, se necessario, proporranno un percorso di diagnosi e cura completo. L’iniziativa è promossa dal Club delle Uec, Associazione delle unità di endocrinochirurgia italiane e quest’anno presta un’attenzione più mirata alle donne giovani. «Nell’edizione 2010» ricorda Giorgio De Toma, presidente del Club e direttore della Chirurgia del Policlinico Umberto I di Roma «le visite sono state oltre 8.400 e nel 13% dei pazienti è stato trovato un nodulo tiroideo fino ad allora sconosciuto, che nel 3,5% dei casi è stato sottoposto a terapia chirurgica. Mentre l’8% di tutti i pazienti ha necessitato di una terapia farmacologica. Oltre l’80% dei cittadini che hanno usufruito di una terapia era di sesso femminile». Proprio per quest’ultimo dato, l’iniziativa di quest’anno è particolarmente indirizzata alle donne al di sotto dei 45 anni che hanno una familiarità per patologia tiroidea, soprattutto se tumorale, e che manifestano nervosismo, irritabilità, insonnia, gonfiore al collo, oscillazioni nel peso, ma che non si sono mai sottoposte a un controllo in precedenza. «Obiettivo di questa Campagna» aggiunge Paolo Miccoli, past president del Club delle Uec e direttore della Chirurgia all’Ospedale universitario di Pisa  «è sensibilizzare l’opinione pubblica e gli operatori sanitari a cercare di formulare una diagnosi precoce sulla natura di un nodulo tiroideo allo scopo di selezionare quelli da sottoporre a terapia medica o chirurgica. Nel secondo caso sarà possibile utilizzare, se indicato, tecniche mininvasive come la Minimally invasive video assisted thyroidectomy (Mivat), che prevede un’incisione minima, di 1,5 centimetri, e quindi una cicatrice ridotta».(fonte farmacista33)

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Farmacie di Dalmine: contro il fumo la rete fa la forza

Pubblicato da fidest su mercoledì, 4 aprile 2012

È stato dimostrato che per smettere di fumare la rete sociale è importante: i migliori risultati si hanno se si fanno attività con i gruppi di mutuo aiuto o con un amico o con il partner. Lo sostiene Roberto Moretti, responsabile del progetto promozione salute dell’Asl di Bergamo che aggiunge: «In compagnia, con un obiettivo comune, è più facile smettere». Con queste premesse, sei farmacie di Dalmine (Bg) hanno deciso di fare rete proponendo insieme un progetto antifumo, che dopo due-tre mesi di sperimentazione potrà essere esteso a tutta la provincia. Il percorso inizia con una valutazione sia del grado di dipendenza del fumatore sia quello motivazionale, per poi differenziarsi a seconda del profilo che si delinea. Nel progetto sperimentale è incluso il servizio “Smsmetto” che consiste nell’invio, su richiesta, di messaggi gratuiti sul telefono cellulare che possano dare supporto emotivo, per esempio “Butta l’accendino e le sigarette”, “Bravo resisti!”. Inoltre, sono previste sedute di gruppo, organizzate dall’Asl, nove in tutto per un costo di 90 euro (meno della spesa mensile per un pacchetto di sigarette al giorno). Infine, nelle farmacie aderenti è possibile eseguire misurazioni del monossido di carbonio, che i fumatori possono eseguire prima di iniziare il percorso e dopo quando non saranno più fumatori. «Abbiamo un vantaggio culturale» commenta Giorgio Locatelli, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bergamo «che &egra ve; la cultura solidaristica di prevenzione». «La farmacia» aggiunge Giovanni Petrosillo, di Federfarma Bergamo «deve essere sempre più integrata nel sistema sanitario. È questa la farmacia in cui crediamo e non certo quella che emerge dalla recentissima riforma che ha inteso erroneamente inquadrare le farmacie solo come unità commerciali».(fonte farmacista33)

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Prevenzione contro il cancro

Pubblicato da fidest su sabato, 24 marzo 2012

“Quando si parla di salute meglio giocare in attacco. Non bisogna restare in attesa ma muoversi per tempo per anticipare le mosse di questo terribile avversario: il cancro. Quindi ragazzi, niente sigarette, dieta sana e tanto sport!”. È la raccomandazione di Stephan El Shaarawy, uno dei giovani più promettenti del panorama calcistico nazionale, assoluto protagonista questa mattina al Liceo “Piero Bottoni” di Milano per la prima tappa del progetto nazionale “Non fare autogol” che parte dalla Lombardia. Dopo il grande successo della prima edizione, che ha coinvolto migliaia di ragazzi in tutta Italia, torna la campagna promossa dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), per spiegare come tenersi alla larga dai tumori. “La prevenzione oncologica comincia da giovani – ha spiegato il prof. Stefano Cascinu, presidente nazionale AIOM -. Circa il 40% delle neoplasie è causato da fattori modificabili ed evitabili. Grazie all’aiuto dei calciatori, vogliamo spiegare ai ragazzi quali siano i rischi e convincerli che non è mai troppo presto per iniziare a giocare questa partita”. Un progetto innovativo che fino al termine del campionato toccherà 5 scuole di 5 capoluoghi di regione coinvolgendo alcuni dei più importanti calciatori italiani: Giorgio Chiellini, Tommaso Rocchi, Sebastian Giovinco e Vincenzo Montella, ex campione ed ora allenatore. Nella prima edizione grazie anche al contributo di Pato, Legrottaglie, Miccoli, Gilardino, Palombo, De Sanctis, Sculli, Perrotta e al CT della Nazionale Cesare Prandelli, che completano la “squadra” dell’AIOM, sono stati raggiunti migliaia di studenti dal vivo e on line. Nel sito www.nonfareautogol.it e sulla pagina facebook (http://www.facebook.com/NonfareAutogol) è infatti attivo il primo “Campionato della Salute”: tappa per tappa i ragazzi devono sfidarsi a rispondere correttamente a domande di prevenzione, imparando gli stili di vita per proteggersi. Per tutti è inoltre disponibile un opuscolo, in distribuzione in centinaia di istituti secondari italiani, con le caricature dei calciatori. “Sappiamo di essere un esempio – ha affermato El Shaarawy – e questo ci dà grandi responsabilità. Possiamo far capire ai giovani quali siano i comportamenti positivi e quelli negativi da eliminare. È con grande piacere e onore, quindi, che ho deciso di accettare di partecipare a un progetto così importante, soprattutto perché dedicato a ragazzi come me e i miei coetanei”. In Italia nel 2012 si registreranno circa 400 mila casi e 180 mila morti per tumori, 100 mila negli uomini e 78 mila nelle donne. I tumori sono secondi solo alle malattie cardiovascolari come numero di decessi, ma sono la principale causa di anni di vita persi, poiché insorgono in età più giovane rispetto alle patologie del cuore. I più frequenti nel 2012 in Italia saranno quelli del polmone, dell’intestino, della mammella, del pancreas, dello stomaco e della prostata. Si tratta in tutti i casi di neoplasie in cui la prevenzione può fare la differenza: per ribadire questo concetto al fianco di AIOM si sono schierati anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il CONI, la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e la Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI).
Fra i giovani la conoscenza del rischio oncologico è molto scarsa: “Pochissimi sanno che oltre il 30% dei tumori è direttamente collegato ad una dieta scorretta e che esiste una forte relazione, ad esempio, tra alcol e cancro – ha aggiunto il prof. Carmelo Iacono, Presidente della Fondazione AIOM –. Secondo i sondaggi raccolti da AIOM fra gli studenti, nella prima edizione del progetto ‘Non fare autogol’, il 71% non ha mai ricevuto informazioni in proposito, solo il 17% ne ha parlato in famiglia, appena il 12% a scuola. Le conseguenze sono una forte ignoranza sui pericoli, da fumo e alcol (un terzo non crede abbiano legami con i tumori) fino alla sedentarietà (il 43% la sottovaluta). Ma il 94% dei ragazzi ha apprezzato il nostro intervento, di questi la metà si augura possa diventare un appuntamento fisso in classe”. AIOM, che riunisce oltre 2.000 specialisti, ha identificato nella fascia d’età 14-16 un target prioritario per la formazione e la sensibilizzazione, dentro e fuori la scuola. Per massimizzare la ricaduta educazionale è infatti attivo anche un canale YouTube e un gruppo su facebook. Nel sito è prevista inoltre un’area dedicata agli insegnanti (e più in generale agli educatori), strutturata con schede pratiche e consigli, a cura di AIOM, su come prevenire i principali fattori di rischio. “La mortalità per tumore in Lombardia è superiore alla media nazionale, nonostante la regione sia considerata un’eccellenza in campo oncologico – ha concluso il prof. Cascinu –. Dai dati in nostro possesso, inoltre, emerge che l’indice di mediterraneità della dieta (MAI: indicatore di salubrità dell’alimentazione), in Lombardia è pari a una media di 1.32, mentre per le altre regioni italiane è dell’1.44”. Un dato che rivela un’adesione complessivamente deludente dei lombardi al modello alimentare mediterraneo, che prevede un regolare consumo di verdure, frutta, pesce (soprattutto azzurro), carboidrati, olio di oliva, cereali e legumi. Il regime alimentare deve essere corretto ed equilibrato, così da avere la giusta energia per svolgere tutte le attività quotidiane senza assumere calorie in eccesso, che possono poi trasformarsi in chili di troppo.

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Aggressioni e prevenzione omofoba

Pubblicato da fidest su martedì, 20 marzo 2012

“Esprimiamo vivo rammarico per il silenzio istituzionale che ha circondato la brutale aggressione omofoba a sette giovani in provincia di Varese. A quanto ci risulta non una voce istituzionale si è levata nell’espressione di solidarietà e a difesa della dignità delle vittime. Peggio nessuno, se si esclude l’iniziativa parlamentare di Paola Concia, ha proposto modalità o iniziative urgenti per fermare finalmente la mano agli omofobi che, in assenza di una legge contro la discriminazione e l’odio antigay, agiscono impunemente.
L’opinione pubblica, al contrario, ha ampiamente solidarizzato con i giovani esprimendo vicinanza alle vittime insieme a sdegno e sgomento per l’assurdo pestaggio. Cosi’, se da una parte valutiamo con interesse e attesa le aperture del Ministro con delega alle pari opportunità Fornero, espresse nel corso della trasmissione “Che tempo che fa” sulla piena parità della famiglia gay, dal Ministro attendiamo una road map per risolvere in prospettiva europea le questioni sul tavolo e per dare una svolta all’attuazione della direttiva orizzontale in materia di parità, su cui il Ministro ha assunto un impegno durante l’audizione in Parlamento”. Lo dichiara Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

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“Promuoviamo la cultura della prevenzione”

Pubblicato da fidest su giovedì, 15 marzo 2012

Uno stile di vita attivo, sicuro e accessibile a tutti, e scelte alimentari corrette sono la ricetta dell’Italian Wellness Alliance. Il Progetto, nato in accordo con la strategia globale dell’OMS e, in particolare, della NCD Alliance (Non-Communicable Diseases), istituzione operativa a livello internazionale, ha come obiettivo quello di contrastare la diffusione di alcune malattie come il diabete, malattie cardiovascolari, cancro e malattie respiratorie croniche. Ideare e realizzare interventi, con sostenibilità economica, che supportino l’adozione di corrette abitudini alimentari e la riduzione della sedentarietà, sono il fine ultimo per favorire e mantenere lo stato di benessere del singolo individuo, della collettività e dell’ambiente. Già in età infantile, un eccesso di peso può essere associato ad una serie di comorbidità (si può anche parlare di diabete di tipo 2) e soprattutto può costituire un fattore di rischio precoce per morbilità e mortalità nella vita adulta. A maggior ragione nel 2012, anno designato dall’Unione Europea come l’anno dell’Invecchiamento Attivo e della Solidarietà Intergenerazionale, dove la popolazione anziana predomina su quella giovanile e si contraddistingue per un’aspettativa di vita allungata: non auspicabile nella società moderna se non si associa a un concomitante miglioramento della qualità di vita. “Con la creazione dell’Italian Wellness Alliance, finalmente, anche l’Italia contribuirà alla crescita e alla diffusione della cultura della prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili (NCD), contrastandone la ormai ben nota diffusione epidemica e il significativo impatto sociale ed economico.” Ha spiegato il prof. Pierpaolo De Feo, Direttore Centro Universitario Ricerca Interdipartimentale Attività Motoria dell’ Università degli Studi di Perugia e Presidente dell’Italian Wellness Alliance. “La creazione dei presupposti per una valida collaborazione tra medici di medicina generale, diabetologi, nutrizionisti, psicologi, laureati in scienze motorie, pediatri, istituzioni scolastiche, servizi territoriali ed associazioni è alla base per la promozione di corretti stili di vita.” Ha concluso De Feo.

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No Smoking Be Happy

Pubblicato da fidest su giovedì, 23 febbraio 2012

La Fondazione Umberto Veronesi e la Fondazione Pfizer, nell’ambito della Campagna No Smoking Be Happy, hanno voluto indagare su quali sono i motivi per cui gli italiani adulti non riescono ad abbandonare il vizio delle ‘bionde’. L’indagine, che ha coinvolto 1000 persone di età compresa tra i 30 e i 64 anni, sia ex-fumatori che fumatori, è stata organizzata anche con lo scopo di capire qual è il ruolo delle Campagne antifumo e di come implementare ulteriormente gli strumenti che la Fondazione Veronesi e la Fondazione Pfizer, da anni, mettono a disposizione del pubblico per prevenire l’iniziazione del fumo e favorirne il percorso di disassuefazione.I risultati più importanti hanno evidenziato che soltanto il 22,2% di chi ha provato a smettere ha avuto successo, mentre il 54,5% non ci è mai riuscito. Invece, il 23,3% degli intervistati che non ha mai provato a smettere di fumare, ha affermato di non aver nessun interesse a farlo (37,3%) oppure che è un piacere al quale non sa rinunciare (27,9%). Questo risultato è in linea con i motivi per cui chi ha provato a smettere non ci è riuscito, cioè la poca forza di volontà (58,2%) o una dipendenza psico-fisica che non vuole, o riesce, a combattere (22,9%).I motivi principali che hanno spinto gli intervistati a provare ad abbandonare la sigaretta sono stati il miglioramento della salute in generale (62,1%) e il ritorno ad avere migliori relazioni sociali e riscoprire sapori e profumi (48,8%). Sorprendentemente, la preoccupazione per la salute delle famiglia e, in particolar modo, dei figli, è stato un fattore determinante solo per il 32,6% degli intervistati, quasi al pari del miglioramento nelle attività fisiche (33%).
Per quanto riguarda i metodi per smettere di fumare, i centri antifumo (48,3%) e Internet (45,9%) sono considerate le fonti migliori per reperire informazioni, seguite a stretto giro dal medico (44,8%). Sorprendentemente, considerando che gli intervistati sanno dove è possibile reperire informazioni, il 43% di loro ha dichiarato di non essere abbastanza informato su come smettere di fumare. Infine, è stato confermato il dato che evidenzia che le donne continuano a fumare perché è l’unico modo che hanno per rilassarsi. «Le donne – afferma il prof. Paolo Veronesi – sono sempre state uno dei target, insieme ai giovani, che abbiamo privilegiato, in quanto colpite in modo particolare dai danni provocati dal fumo. Questo dato va però letto anche in una chiave più estesa. Bisogna, infatti, pensare al fatto che questo è un periodo di grande crisi, sempre più fonte di ansia e stress. Quindi, è necessario tenere presente che questo trend potrebbe toccare sempre di più anche il mondo maschile che, dai dati in nostro possesso, dimostra già uno scarso interesse ad intraprendere una strada di disassuefazione».
No Smoking Be Happy è un programma educativo realizzato grazie al sostegno della Fondazione Pfizer, e che ha come obiettivo primario di prevenire l’iniziazione al fumo, favorire un maggiore orientamento ai servizi disponibili per la disassuefazione dal vizio e educare alla tutela della propria salute. La campagna si rivolge agli adulti fumatori per cercare di dissuaderli, ma al contempo parla ai giovani in termini di prevenzione.
La Fondazione Umberto Veronesi nasce nel 2003 allo scopo di sostenere la ricerca scientifica, attraverso l’erogazione di borse di ricerca per medici e ricercatori e il sostegno a progetti di altissimo profilo. Ne sono promotori scienziati, tra i quali ben 6 premi Nobel che ne costituiscono anche il Comitato d’Onore, il cui operato è riconosciuto a livello internazionale.
La Fondazione Pfizer è stata costituita il 20 febbraio 2002 per dar seguito alla volontà dell’azienda farmaceutica Pfizer di dar vita ad un’entità, da essa indipendente e organizzativamente autonoma, capace di contribuire alla crescita della cultura e della conoscenza scientifica in Italia.

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Sicurezza a Roma e in Italia

Pubblicato da fidest su domenica, 8 gennaio 2012

English: Polizia di Stato Land Rover Discovery...

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Editoriale Fidest. Il caso della bambina cinese uccisa con sua padre, per una rapina in un quartiere romano, ha fatto riaprire la questione della sicurezza, ammesso che fosse stata in qualche modo accantonata, sia nella capitale sia altrove nel Paese. La prima reazione dei politici è stata quella di rapportare l’evento alla scarsa presenza della polizia sul territorio. Un giudizio poco ragionato e semplicistico tra causa ed effetto che non credo sia stato espresso senza qualche riserva di merito anche se faceva comodo, agli occhi dell’opinione pubblica, scaricare la “responsabilità” dei gesti criminali a chi istituzionalmente è preposto a reprimerli. Queste motivazioni le conosciamo da tempo e le andiamo sottolineando, da cronisti, ogni volta che il fattaccio si verifica, diciamo, in pratica senza soluzione di continuità. Ora mi sembra che ancora una volta, questa rilevazione giunge da chi come Franco Maccari Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, è ben addentro al sistema per esprimere un giudizio da competente. Per lui ed anche per noi il problema è duplice. Prima di tutto è una questione di mezzi che scarseggiano. Secondariamente è tutta la filiera giustizia che va rivista. D’altra parte si può fare prevenzione solo se il deterrente è credibile mentre sappiamo bene che le lungaggini della giustizia, l’affollamento forzoso delle carceri che induce a depenalizzare i reati minori e chiede il ricorso delle amnistie, la disposizione a “legalizzare” la corruzione, a depenalizzare taluni gravi reati patrimoniali come il falso in bilancio e via di questo passo, marciano in senso contrario alla soluzione del problema. E tutte queste cose non sono state, ovviamente, inventate dai poliziotti, ma dalla politica, la stessa, guarda caso, che oggi alza la voce cercando di ammantare le proprie malefatte. Ma anche se fosse solo una questione di presenze, osserva, giustamente, in proposito Maccari: “non si può continuare a pensare che il problema sia solo il numero degli Agenti o dei Carabinieri impegnati. il problema sicurezza va affrontato nella sua complessità, se davvero si vuole trovare una soluzione.” “C’è un altro aspetto da non sottovalutare – dice ancora il Segretario Generale del Coisp – oggi si parla di Roma, ma domani lo stesso problema di un reiterarsi dei reati potrebbe averlo Milano o Napoli e così via molte altre città. E allora cosa si farà? Si sposteranno uomini come soldatini di stagno senza potenziare i mezzi?”. “La sicurezza – conclude Maccari – non può essere argomento su cui fare demagogia, non può essere un problema da risolvere con la più classica delle pezze a colori. Non più almeno, non quando il tiro della criminalità si alza tanto da non avere pietà di un bambina di dieci mesi. Va bene potenziare gli organici, ma è fondamentale che questi siano messi nelle condizioni di salvaguardare sé e la comunità intera. E i tagli lineari fin qui operati al comparto, non aiutano di certo.” (Riccardo Alfonso www.fidest.it)

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Ictus silenti responsabili della perdita di memoria

Pubblicato da fidest su venerdì, 6 gennaio 2012

English: PET scan of a human brain with Alzhei...

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(Centro Maderna) Una ricerca statunitense della Columbia University Medical Center di New York evidenzia nuovi collegamenti tra la perdita di memoria e gli ictus silenti che attaccano circa uno su quattro adulti anziani. Lo studio è pubblicato sul numero di gennaio di Neurology, la rivista medica dell’American Academy of Neurology. “L’aspetto nuovo di questo studio sulla perdita di memoria negli anziani è che si esamina in relazione agli ictus silenti”, ha commentato l’autore dello studio Adam Brickman, ricercatore della Columbia University Medical Center di New York. Per l’indagine è stato esaminato un gruppo di 658 persone di età media di 65 anni. I partecipanti sono stati sottoposti a test che misuravano la memoria, la capacità di linguaggio, la velocità di elaborazione delle informazioni e la percezione visiva. Un totale di 174 dei parte cipanti risultava aver subito ictus silenti e ha ottenuto esiti peggiori ai test di memoria rispetto agli intervistati sani. “Dato che i sintomi iniziali di patologie come il morbo di Alzheimer sono definiti principalmente da problemi di memoria – ha concluso Brickman – i nostri risultati potrebbero portare a una visione più completa di cosa provoca i sintomi e lo sviluppo di nuovi interventi per la prevenzione”.

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Prevenzione corruzione nella P.A.

Pubblicato da fidest su mercoledì, 28 dicembre 2011

English: The Palace of Justice in Rome, Italy,...

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Il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi, ha istituito una commissione di studio sulla trasparenza e la prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione. La Commissione è composta dal dott. Raffaele Cantone, Magistrato in servizio presso la Corte di Cassazione, dal dott. Ermanno Granelli, Consigliere della Corte dei Conti, e dai professori universitari Bernardo Mattarella, Francesco Merloni e Giorgio Spangher. La Commissione avrà il compito di elaborare, in tempi brevi, proposte in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione nella Pubblica amministrazione. La partecipazione alla commissione è a titolo gratuito.

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Prevenzione cardiovascolare

Pubblicato da fidest su sabato, 3 dicembre 2011

Roma. “Le malattie cardiovascolari costituiscono la più importante causa di morte nel mondo e la loro elevata, crescente prevalenza incide, anche in Italia, sulla salute pubblica e sulle risorse sanitarie ed economiche. I recenti dati Istat riportano che 1 italiano su 4 è affetto da malattie cardiache, che rappresentano la principale causa di disabilità fra gli anziani. La frequenza di nuovi eventi coronarici avviene nella fascia di età 35-69 anni è di 5,7/ 1000/ anno negli uomini e di 1,7/ 1000/ anno nelle donne e la spesa per gli interventi cardiochirurgici è stimabile in circa 650 milioni di euro/anno e rappresenta da sola l’1% della spesa sanitaria. L’invecchiamento della popolazione e l’aumentata sopravvivenza dopo eventi cardiaci acuti ne giustificano l’aumento di prevalenza negli ultimi anni e l’ulteriore incremento previsto nei prossimi decenni”. Questo è l’incipit del capitolo “Malattie cardiovascolari” del Piano Sanitario Nazionale 2011-2013 predisposto dal Ministero della Salute.Un quadro allarmante eppure le malattie cardiovascolari si possono prevenire. Le strategie su cui puntare si basano sul cambiamento di particolari abitudini comportamentali e in particolare su una corretta alimentazione. Le attuali indicazioni nutrizionali per prevenire le malattie cardiovascolari puntano meno sui divieti e più sulle qualità positive dei cibi.Un’alimentazione corretta ed equilibrata, sullo stile della dieta mediterranea, infatti è in grado di offrire un maggiore effetto protettivo del cuore e dei vasi sanguigni senza rinunciare ai piaceri della buona tavola.
In questo ambito è nata l’agenda per la prevenzione cardiovascolare 2012 promossa dalla Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC) che si pone l’obiettivo di dimostrare che la prevenzione può essere fatta quotidianamente, anche tra le mura di casa, non necessariamente in ospedale o in uno studio medico. E il primo passo è in cucina.L’iniziativa conta del supporto di Teva, azienda farmaceutica leader nella produzione di farmaci equivalenti e impegnata nel miglioramento della qualità dell’assistenza ai pazienti associato al concetto di risparmio e di rispetto dell’ambiente.
L’agenda, oltre a offrire un diario dove annotare i valori di pressione arteriosa, colesterolo, glicemia, ore di attività fisica e calorie assunte, presenta 33 ricette regionali che hanno un effetto positivo sul cuore e che sono adatte a tutta la famiglia. Ogni mese vengono proposte ricette semplici e gustose da preparare con frutta e ortaggi di stagione, alleati della sostenibilità. Infatti scegliendo prodotti di stagione si riducono gli sprechi energetici necessari a produrre le primizie e l’inquinamento del trasporto di questi beni sulle lunghe distanze. In questi mesi invernali meglio portare in tavola barbabietole, broccoli, cavolfiori, finocchi, patate, ananas, arance, mandarini, cachi, kiwi, pere, noci e pompelmi. Senza dimenticare il pesce, il cui consumo settimanale può ridurre del 30% la probabilità di malattie cardiache e vascolari grazie all’apporto degli acidi grassi Omega-3 sia nelle donne sia negli uomini.
Le ricette sono state approvate dal cuoco Filippo La Mantia, dell’omonimo ristorante dell’Hotel Majestic di Roma, che ha letto con attenzione ogni piatto, riconoscendone la genuinità, la semplicità di preparazione e gli effetti positivi sulla salute. Sua una ricetta speciale, tutta salute e tutto gusto: il pesto agli agrumi. “Mangiare bene con ingredienti di qualità per me è una componente imprescindibile della nostra esistenza” dichiara La Mantia. “Avvicinarsi alla cultura alimentare sana deve rappresentare uno stile di vita per ciascuno di noi e non essere visto come un sacrificio, bensì come un piacere in grado di soddisfare corpo e mente”.Seguire un’alimentazione equilibrata significa avere uno stile di vita più salutare e ridurre l’incidenza di malattie cardiovascolari. Attraverso una dieta bilanciata si può arrivare a una consapevolezza alimentare indispensabile per una vita in salute. “Siamo convinti che la prevenzione cardiovascolare possa e debba essere un percorso ricco di stimoli per poter privilegiare la salute a tavola, coniugando il rispetto delle regole di una sana alimentazione al gusto, alle tradizioni regionali e alla convivialità del pasto” conclude Laura Ebbli, dietista S.C. Direzione Medica, Ospedale San Paolo di Savona. “L’agenda SIPREC è l’esempio pratico di come tutto ciò sia realmente e piacevolmente realizzabile”.

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Dalla sanità universale alla prevenzione

Pubblicato da fidest su giovedì, 1 dicembre 2011

I malanni non hanno confini ma si diffondono ovunque anche in conseguenza dell’aumentata mobilità delle persone. La pandemia è la parola che sembra aver preso il posto delle epidemia per significare qualcosa di più vasto e immanente che può coinvolgerci anche se ci troviamo a grandi distanze dalla fonte infettiva. Non solo. Molte gravi malattie sono insidiose perché asintomatiche e alla fine possono rivelarsi infauste o procurano interventi invasivi e debilitanti. Logica vorrebbe che tutta la popolazione mondiale fosse soggetta ad un check-up periodico per individuare anzitempo l’insorgenza di potenziali e gravi malanni. Lo dobbiamo anche al fatto che i pericoli si annidano ovunque: nel cibo, nell’acqua, nei contatti interumani e nella loro mobilità, nella scarsa igiene personale, nell’uso e nell’abuso di farmaci e degli effetti collaterali che provocano, e via di questo passo. Ma tale pratica presume un costo gestionale elevato per via della sovrappopolazione del nostro pianeta. Essere in sette miliardi non ci aiuta di certo. Eppure se ci caliamo nella realtà italiana, per quanto la ricchezza nazionale sia limitata per non dire scarsa, possiamo dire che la prevenzione, tutto sommato, non costituirebbe un costo maggiore dell’attuale sistema. Tutto ciò perché abbiamo una filiera assistenziale molto dispersiva, eccessivamente dispendiosa e incapace di fare economie di gestione per via di interessi clientelari, di conflitti d’interessi, di rendite di posizione, di sprechi per mancanza di adeguati controlli e indirizzi virtuosi. Se spurgassimo l’assistenza da tali e tante bardature ci troveremmo a gestire un servizio capace d’essere prevenzione universale e trarne forti economie. A condizione, però, d’agire su tutta la filiera assistenziale a partire dal medico di base. Oggi, infatti quest’ultimo si riduce sempre più ad una funzione marginale nel processo terapeutico e per uscire dalla centralità del suo ruolo guida sia per seguire meglio i pazienti a lui affidati sia per indirizzarli nei ricorsi specialistici e di interventistica. Diversa sarebbe la prospettazione se gestisse direttamente l’iter terapeutico attraverso l’aggiornamento della cartella clinica da raccogliere in un chip inseribile nella tessera sanitaria, nel pianificare i necessari interventi, a che livello interrvenire e ad essere inserito in una equipe di specialisti per un’indagine comparata dello status clinico specifico. Oggi spesso uscendo dallo studio del medico di famiglia si tende ad andare alla visita specialistica a “tentoni” scegliendolo per “sentito dire”, per un ascolto televisivo, per una lettura e quanto altro. Non solo. Capita che rivolgendosi allo specialista in visita ambulatoriale si stabilisca un buon rapporto che finisce con l’esaurirsi alla successiva visita che non prevede il contatto con lo stesso sanitario ma è affidato al caso. Significa che al costo dell’assistenza pubblica si aggiunge quello del paziente che, alla fine, avverte la necessità di rivolgersi al privato.
Ciò spiega la necessità che l’assistenza vada riformata e che in tale ambito si passi alla prevenzione “universale”. Un processo inevitabile se teniamo conto delle premesse già fatte. Il mio studio parte da tali considerazioni ed è valutato per realizzarlo con “progetti pilota” a partire da alcune aree territorialmente limitate per favorire un’analisi accurata dei risultati e per introdurre, all’occorrenza, le varianti del caso ed anche per rispettare le caratteristiche e le specifiche esigenze del territorio sin esame. (Riccardo Alfonso www.fidest.it)

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La ginecologia e l’ostetricia nel territorio: prevenzione, clinica, integrazione?

Pubblicato da fidest su lunedì, 21 novembre 2011

Ginecología

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Roma dal 24 al 26 novembre Via Lucilio 61 tahotel Villa Pamphili, via della Nocetta 105 Congresso Nazionale dell’Associazione dei Ginecologi e delle Ginecologhe del Territorio (AGITE) e della  SMIC (Società Medica Italiana per la Contraccezione)
Agite, l’Associazione dei Ginecologi e delle Ginecologhe del Territorio, assieme alla SMIC (Società Medica Italiana per la Contraccezione), organizza il suo II° Congresso Nazionale, con lo scopo di definire gli aspetti della professione del ginecologo che lavora sul Territorio, nei Consultori e negli ambulatori pubblici e privati, per incoraggiare  una formazione specifica, una uniformità di azione ed organizzazione, omogeneità ed efficienza nei servizi rivolti alla salute delle donne. Si tratterà di mettere a confronto le due anime della Ginecologia: quella chirurgica (che sul Territorio non si fa o si fa in modo limitato) e quella medica (che, invece, sul Territorio si fa e molto, ma che ?pesa? meno nella considerazione “sociale” della professione). Sarà interessante provare a mettere in discussione le due posizioni e tentare di trovare una sintesi condivisa. Nel corso dei tre giorni verranno presentati i risultati dei lavori e dei progetti realizzati da AGITE dalla sua nascita sino ad oggi e sui progressi della contraccezione e dell’aborto medico,  presentati da SMIC .
Giovedì 24 novembre, dalle 10 alle 13, il Congresso sarà aperto da una Tavola Rotonda dal titolo “Il riordino dei Consultori e dei Servizi per la salute della donna” a cui parteciperanno, tra gli altri, i senatori Ignazio Marino (Pd), Claudio Gustavino (Udc) e Antonio Tomassini  (PdL); i Segretari nazionali di due importanti Sindacati come il SUMAI con Giuseppe Nielfi e la FESMED con Carmine Gigli; la giornalista Elena Ribet (Noidonne), l?ostetrica Gabriella Pacini (Vitadidonna.it) oltre a Rossella Giangrazi (Assemblea permanente Donne della Casa Internazionale delle Donne). Con loro anche il Presidente della SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) prof. Nicola Surico, il Presidente di AOGOI (Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani) prof. Vito Trojano e il Segretario AOGOI prof. Antonio Chiantera. Sono state invitate a partecipare anche la  ex-sottosegretaria del Ministero della Salute on. Eugenia Roccella, la Governatrice del Lazio, Renata Polverini, e la Consigliera della Regione  Lazio Isabella Rauti. Al centro del dibattito, il riordino dei Consultori e dei servizi socio-sanitari, che svolgono un ruolo importante per la salute riproduttiva della donna, da qualche tempo oggetto di attacchi sia economici (tagli del personale), sia organizzativi (non chiara e disomogenea dirigenza nei Servizi Consultoriali), sia legislativi, attraverso proposte di leggi regionali molto controverse (come in Lazio e Piemonte).
Dopo il successo del I Congresso Nazionale del maggio 2010, che ha ridefinito i canoni della visita ginecologica ambulatoriale e consultoriale, questo secondo appuntamento – organizzato in collaborazione con SMIC e AOGOI  – mira a definire gli aspetti specifici della professione ginecologica territoriale, per la quale manca un riconoscimento della specificità del lavoro svolto. Verranno  affrontati diversi aspetti, tra cui la gravidanza fisiologica, la contraccezione e l?aborto medico, la menopausa e la nuova Cartella Nazionale per gli adolescenti. Inoltre si parlerà dei rischi professionali e degli aspetti assicurativi, sempre più importanti e pesanti anche per i ginecologi del Territorio.  Tra le numerose sessioni in programma anche quella dedicata al progetto di ricerca epidemiologica sulla condilomatosi genitale, che si inserisce nel ruolo di ricerca sul territorio che AGITE promuove come elemento di valorizzazione della ginecologia pubblica.
E? prevista infine una sessione POSTER in cui tutte le realtà territoriali pubbliche e private potranno mostrare il loro operato per “Mantenere la fisiologia  in gravidanza” con immagini e testi. Sono previsti almeno 12 poster di ostetriche, ginecologi, fisioterapisti: il migliore verrà insignito, venerdì 25 novembre alle 16, da un’apposita giuria (composta da Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Presidente dei Collegi delle Ostetriche del Lazio, Rappresentanti AOGOI e AGITE, giornaliste), con un premio in ricordo di Marilina Liuzzo, collega siciliana fondatrice di AGITE che purtroppo è deceduta 2 anni fa, ma che molto aveva lasciato della sua professionalità  ai servizi consultoriali di Enna in cui aveva lavorato.
AGITE è un’associazione nata nel 2008, che vede nel suo Direttivo rispettato il principio di Pari Opportunità di rappresentazione dei generi, e che ha tra i suoi scopi: favorire in modo organico la formazione del ginecologo territoriale anche per le/gli specializzandi;  individuare e uniformare le buone prassi cliniche per la prevenzione e per la rispettosa gestione della salute olistica della donna ed integrare i diversi servizi territoriali con la rete degli ospedali. È una realtà giovane e in espansione in tutta Italia, che intende promuovere una visione medica territoriale integrata tra strutture e competenze, per migliorare l?efficacia e l?efficienza dei diversi campi di intervento  ostetrico e ginecologico sia nel pubblico che nel privato.
SMIC è una società scientifica interessata alle tematiche della salute riproduttiva, dalla contraccezione all?aborto e alla sua prevenzione. Essa riunisce in unico intento i ginecologi aderenti alla AOGOI, quelli aderenti alla AGITE e i medici di medicina generale della SIMG.

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