Le imprese sono come il pallone in una partita di calcio: non smettono mai di muoversi. La regola vale anche per l’azienda farmacia e quindi sbaglia il titolare che non tiene sempre acceso il proprio cervello. Parole di Franco Falorni, commercialista e docente di economia d’impresa alla facoltà di Farmacia di Pisa, mattatore a Cosmofarma dell’evento che ieri mattina ha cercato di irradiare un po’ di ottimismo in una platea intristita dalle insistite analisi del giorno prima sugli effetti delle liberalizzazioni (almeno quattro gli incontri di sabato sul tema). Organizzato dal Laboratorio Farmacia, il centro studi diret to dallo stesso Falorni, il convegno ha messo sul tavolo non la ricetta ma gli ingredienti che serviranno alla professione per uscire dal tunnel. E per cambiare, perché come s’è detto un’azienda è come un pallone e il movimento è insito nella sua stessa forma.
E allora la parola d’ordine è quella di non vedere nel mutamento solo un male né nella crisi solo un rischio. «Come diceva Einstein» ha ricordato Falorni «solo chi non ha fiducia nelle sue capacità ha paura». Certo le incognite non vanno nascoste: come ha ricordato Riccardo Varaldo, presidente della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, lo spostamento di prodotti extra-canale è certamente destinato a proseguire nei prossimi anni e questo – unito all’allargamento delle farmacie – comporterà nel tempo una diversificazione della rete, con presidi caratterizzati da modernizzazione e innovazione da una parte e dall’altro presidi di connotazione tradizionale. Ma ci sono anche le opportunità: come ha ricordato con una robusta serie di dati Carla Colicelli, direttore del Censis-Forum per la ricerca biomedica, le famiglie e i cittadini sono chiamati nel tempo a coprire di tasca propria una fetta sempre più consistente di prestazioni ed è forte il bisogno di soggetti che sappiano offrire a questa domanda risposte qualificate e dal corretto rapporto prezzo-beneficio, anche per contrastare le sirene talvolta pericolose della sanità low cost.
La conclusione è un invito ai titolari perché non si perdano d’animo. L’hanno persino messo in musica alcuni giovani titolari di Pisa, in un applaudito videoclip proiettato al termine del convegno: i farmacisti sono ancora qua.(fonte farmacista33)
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Gli ingredienti per uscire dalla crisi
Pubblicato da fidest su giovedì, 10 maggio 2012
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Piemonte: il prezzo della crisi
Pubblicato da fidest su mercoledì, 4 aprile 2012
Il Piemonte è tra le regioni che in questi anni più hanno subito il peso delle difficoltà economiche. Oggi a Roma i vertici dell’Indesit avrebbero annunciato ai sindacati la decisione di spostare la produzione di lavastoviglie in Polonia. Una presa di posizione che andrebbe a colpire in primo luogo la nostra Regione e Provincia. Sono 400 i lavoratori dipendenti dello stabilimento di None, senza contare tutti coloro che vengono impiegati nell’indotto. Nel 2009 ci trovammo di fronte ad una situazione simile. Anche in quel caso il futuro dello stabilimento torinese veniva messo in discussione, ma dopo una lunga trattativa tra azienda e sindacati si trovò una soluzione. Oggi chiediamo alla proprietà di dimostrare lo stesso impegno che mise in campo all’epoca. Il gruppo di Sinistra Ecologia Libertà con Vendola in Regione Piemonte presenterà un’interrogazione urgente per chiedere all’Assessore di riferimento quali iniziative intenda mettere in atto per garantire i livelli occupazionali dell’azienda e la tutela dei lavoratori dell’indotto. I piemontesi hanno già fatto grossi sacrifici, le imprese dimostrino responsabilità. (Monica Cerutti, Sinistra Ecologia Libertà)
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Economia: La ricetta è la stessa
Pubblicato da fidest su domenica, 12 febbraio 2012
Mario Monti va negli Stati Uniti. Incontra Obama e i vertici della finanza e dell’economia americana. Li rassicura per ciò che il capitalismo si attende. Indica la misura degli interventi che lo tutelino nei suoi interressi primari, nei suoi profitti, e se ne fa garante. Ma ci siamo chiesti qual è il prezzo di tutto ciò? Un prezzo per essere chiari e franchi che nella sua tradizione il capitalismo ha fatto e continua a far pagare solo ai ceti più deboli. Ma sia chiaro. Non è una preconcetta opposizione, fine a se stessa, verso l’accrescimento della competitività dei sistemi paese, verso la sua piena apertura e una maggiore concorrenza. E’ che tutto questo lo si debba fare a spese delle aree economicamente e socialmente più esposte al rischio povertà. Significa che se emergenza è, se si riconosce una necessità che è quella di riformare per rendere i mercati più flessibili e in pari tempo più competitivi, occorre fare della crescita un’occasione per creare nuove risorse o opportunità lavorative e partire dal presupposto che è necessario in pari tempo un’equa ridistribuzione delle ricchezze che sviluppiamo. In altri termini se un paese cresce, se le macchine della produzione industriale vanno a pieno regime il fattore lavoro non va umiliato, rendendolo ai margini del profitto, ma esaltandolo. E occorre anche avere la capacità di saper crescere nel rispetto di regole condivise che attraversano il mondo del lavoro e del capitale e si fissano nella società civile poiché la perdita di potere non sta tanto nella debolezza di una economia quanto negli sprechi che essa produce nel corso d’opera. Ma la forza di un sistema dipende anche dal riconoscimento o meno dei valori che intendiamo fondanti quali il lavoro, la salute e, nel suo insieme il diritto alla vita e a vivere. Progresso significa sconfiggere la povertà, le malattie, le carestie,l’incapacità di disporre un’equa ridistribuzione delle risorse. L’essere umano va riabilitato per ciò che è e non per ciò che ha, e la natura che lo ospita con esso. Se questi principi acquistano valore noi possiamo dire di aver raggiunto un livello di maturità culturale, civile e sociale adeguato ai nuovi tempi. In caso contrario ritorneremo al lato oscuro delle nostre coscienza, al risveglio della barbarie. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
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Prezzo dell’oro: possibili ribassi
Pubblicato da fidest su giovedì, 8 dicembre 2011
Roma – La crisi delle borse condiziona anche al mercato dell’oro: gli investitori guardano con preoccupazione i bilanci dei paesi europei e degli Stati Uniti, mentre il prezzo del metallo più prezioso – che fino a poche settimane fa tendeva al rialzo – continua a scendere. La scorsa primavera, il prezzo era a livelli di 1.500 dollari all’oncia, ma a luglio aveva toccato i 1900 dollari, prima di scendere ai 1675 dei giorni scorsi. Una valutazione che non superi i 2.000 dollari entro la fine dell’anno, informa Agipronews, è ora offerta a 1,10 sulla lavagna di Ladbrokes. Un’impennata del prezzo dell’oro oltre 2.000 dollari all’oncia entro il 2011 pagherebbe invece 6 volte la posta.
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Prezzo latte ovino
Pubblicato da fidest su sabato, 5 novembre 2011
Sembra essere entrata nelle ore decisive la vertenza sul prezzo del latte ovino del Lazio. Una vertenza che il mondo agricolo reatino osserva con grandissima attenzione visto il ruolo di primo piano che la produzione della provincia occupa nel panorama regionale e non solo. Una vertenza che vede Coldiretti impegnata da diverso tempo a trovare la giusta soluzione per il bene dei produttori, ma l’associazione non disdegnerà di tornare in piazza qualora non si trovasse un accordo ragionevole. Nell’incontro tra istituzioni, associazioni di categoria e industriali avvenuta nei giorni scorsi si è deciso di portare avanti la trattativa, pur non senza difficoltà. Grazie anche all’intercessione dell’assessore regionale all’agricoltura Angela Birindelli, la riunione si è conclusa con alcune proposte presentate dagli industriali: conferma delle azioni immediate per la promozione del prodotto trasformato da parte della Regione; costruzione di una griglia di qualità e stagionalità; per quanto riguarda il mercato sardo, si prenderà come riferimento il miglior prezzo di piazza pagato da due industriali e due cooperative; una maggiorazione del 10% più un ulteriore maggiorazione sulla qualità di cui alla griglia di cui sopra. Su quest’ultimo punto, però, le associazioni di categoria unite hanno proposto una percentuale del 25%. Il tutto considerando che il mondo della produzione aveva chiesto un prezzo minimo del latte ovi-caprino di 95 centesimi. Le parti, ora, dovrebbero incontrarsi lunedì 7 novembre e solo allora si capirà se la vertenza potrà trovare una soluzione positiva. Altrimenti Coldiretti è pronta a tornare in piazza per far valere le sue ragioni.
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L’altalena dei prezzi che affama i più poveri
Pubblicato da fidest su mercoledì, 19 ottobre 2011
Roma 19 Ottobre, ore 9.00, Piazza di Porta Capena (Circo Massimo)Gli attivisti di Oxfam Italia saranno davanti alla FAO per chiedere ai delegati del Comitato sulla Sicurezza Alimentare Mondiale (Csa) di mettere fine alla volatilità dei prezzi alimentari che solo nel 2010 ha spinto al di sotto della soglia di povertà 44 milioni di persone. Sullo sfondo di un grafico che mostra l’andamento irregolare dei prezzi, gli attivisti mostreranno, in modo simbolico, quanto riso, grano e mais era possibile comprare ieri, e la quantità – ben più scarsa – che è possibile
acquistare oggi con la stessa somma di denaro. Cosa accadrà domani? E’ un punto interrogativo sospeso sopra il destino dei più poveri e vulnerabili. Per evitare che i più poveri siano vittime della volatilità dei prezzi alimentari, Oxfam chiede al Csa tre misure urgenti:
1. Abbandonare le politiche di sostegno ai biocarburanti, che tolgono il cibo dalla bocca delle persone per metterlo nei serbatoi delle auto;
2. Dare regole ai mercati delle materie prime alimentari per frenare le speculazioni;
3. Costituire riserve alimentari nei paesi poveri per permettere ai più vulnerabili di far fronte all’altalena dei prezzi del cibo.Per la maggioranza delle persone il termine volatilità dei prezzi è oscuro. Se nei supermercati il cibo costa qualche euro in più, molti non ci fanno caso. Ma per quanti spendono tra il 50 e l’80% dello stipendio per sfamare le proprie famiglie, la volatilità dei prezzi è una grave minaccia oggi e in futuro.
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Prezzo oro: nuovo record
Pubblicato da fidest su mercoledì, 7 settembre 2011
Nuovo record per il prezzo dell’oro, che stamattina ha superato la soglia di 1.920 dollari l’oncia. I timori che la crisi del debito europea possa aggravarsi spinge in alto il costo del metallo più prezioso, anche sulle lavagne dei bookmaker d’oltremanica. L’agenzia Paddy Power, riporta Agipronews, offre a 3,75 la possibilità che il prezzo del metallo più prezioso superi entro la fine dell’anno i 2.000 dollari. La quota per una valutazione record è crollata negli ultimi giorni, portandosi quasi alla pari con quella di un valore compreso tra i 1.800 e i 1.900 dollari (3,50).
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Prezzo della Benzina ad Agosto
Pubblicato da fidest su lunedì, 5 settembre 2011
Verificando l’andamento giornaliero del Brent Dated– Dollaro/Barile nel mese di Agosto, notiamo come nonostante il ribasso delle quotazioni del barile di greggio nei primissimi giorni di Agosto (risalito invece negli ultimi giorni del mese stesso), i prezzi del carburante presso i principali distributori Italiani abbiano seguito un andamento inverso. Lo dice in un comunicato il Segretario Nazionale dell’Associazione a tutela del Cittadino Assotutela.net Pietro Bardoscia.
Entrando nel dettaglio, ad esempio dal 4 al 9 Agosto 2011 il Brent Dated ha registrato un calo del costo del greggio per Barile da 107 a 104 dollari circa, mentre nei distributori Italiani il costo della Benzina è aumentato. Cosi come riportato dal Quotidiano Energia, risulta che in data 4 Agosto 2011, presso l’Eni la Benzina era di 1,631; alla Esso 1,634; all’IP 1,639; alla Q8 1,638; alla Shell 1,639 ; alla Tamoil 1,640; alla Total Erg 1,637; mentre la Diesel all’Eni era di 1,512; alla Esso 1,514; all’IP 1,519; alla Q8 1,518, alla Shell 1,515, alla Tamoil 1,518, alla Total Erg 1,516 Invece analizzando il Brent Dated a fine mese, il costo del greggio al barile è risalito a 117 euro circa, mentre presso i vari distributori Italiani inspiegabilmente i prezzi sono scesi, come dimostrano i dati riportati dal Quotidiano Energia, con la Benzina all’ 1,606 presso l’Agip; all’1,610 per la Total Erg; all’1,612 per la Esso; 1,608 per l’IP; 1,609 per la Q8; 1,614 per la Shell; 1,615 per la Tamoil. Mentre per la Diesel risulta: 1,484 per l’Eni, 1,489 per la Total Erg, 1,487 per la Esso, 1,486 per l’IP, l’1,483 per la Q8, 1,491 per la Shell e la 1,492 per la Tamoil. Alla luce di questa analisi che, se dovesse corrispondere al vero non lascia spazio a dubbi e ad interpretazioni, ci domandiamo come possa essersi generata una cosa del genere, a nostro avviso del tutto anomala? E’ possibile che questo fenomeno sia legato alle vacanze estive? Per questo Assotutela.net – conclude Bardoscia – alla luce di questi dati, nei prossimi giorni valuterà attentamente l’ipotesi di procedere tramite i propri legali ad una denuncia contro ignoti con la speranza di verificare se nel Mese di Agosto si sia verificato un caso di Aggiotaggio. Nel frattempo chiediamo un incontro urgente con il Governo per discutere di tutto questo al fine di trovare le misure idonee a tutelare, una volta per tutte, i cittadini italiani.
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Il prezzo dell’energia
Pubblicato da fidest su giovedì, 7 luglio 2011
“Il fatto che nel secondo semestre 2010 le imprese italiane abbiano pagato prezzi dell’energia elettrica superiori alla media europea è molto allarmante. La relazione presentata oggi dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha portato a galla l’ennesimo ostacolo alla crescita: il prezzo alto per la fornitura e il consumo di energia da parte delle aziende. Se il governo fosse lucido e vigile sui problemi del Paese si renderebbe conto che nulla è stato fatto per portare a termine le liberalizzazioni che renderebbero più competitive le imprese e anche le aziende fornitrici, come dimostrano le vicende degli altri paesi europei. Quello al quale ogni giorno assistiamo, invece, è un continuo innalzamento di paletti allo sviluppo, da parte di una maggioranza che non bada alla tutela della carne viva del Paese – le imprese – e pensa soltanto a come tutelare il proprio premier. Liberalizzazioni, piano energetico sono strumenti fondamentali per rilanciare la competitività del sistema Italia: governo e maggioranza si occupino subito di questo”. Lo dichiara Paola De Micheli, deputato e responsabile PMI del PD, dal sito di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta.
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Prezzo dell’oro, per i bookie il 2011 chiude al rialzo
Pubblicato da fidest su mercoledì, 6 luglio 2011
Il prezzo dell’oro verso i 2.300 dollari l’oncia nel corso del 2011. È quanto sostiene Frank Holmes, amministratore delegato della società di investimenti finanziari US Global Investor. La valutazione del metallo più prezioso viene analizzata anche dai bookmaker internazionali che, riferisce Agipronews, bancano il prezzo all’oncia per la fine del 2011. Secondo Stan James una valutazione sopra i 1.700 dollari (e quindi vicina alle previsioni di Holmes) è data a 3,50. L’ipotesi più probabile è sempre al rialzo rispetto ai 1495 dollari di valutazione attuali. Si gioca a 2,75 che l’oro sarà valutato fra i 1600 e i 1700 dollari a fine 2011. Un assestamento sui valori attuali (fra 1400 e 1500) vale 4 volte la scommessa, si scende a 3,25 per una forbice fra i 1500 e i 1600 dollari. Difficile che l’oro possa scendere fra i 1400 e i 1300 euro (opzione a 7,00) o che possa addirittura andare giù fino a 1200 euro (un’ipotesi da 13,00).
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In aumento il prezzo degli affitti
Pubblicato da fidest su mercoledì, 11 maggio 2011
Secondo un’indagine comunicata da Immobiliare.it, sito leader del settore, i canoni di affitto in Italia sono saliti mediamente dell’1,5% negli ultimi 12 mesi. Prezzi da capogiro si raggiungono a Roma (dove l’incremento è stato dell’8,6%) che guida la classifica dei rincari davanti a Firenze e Milano (entrambe +6,4% sui canoni di locazione) e a Vicenza (+6,2%). Napoli, Viterbo e Reggio Emilia sono i capoluoghi dove si sono registrati gli aumenti minori, mentre i prezzi sono addirittura in discesa a Bari, Caserta (entrambe -8%) e Palermo (-5%). Le cinque città più care d’Italia sono risultate essere Roma, Milano, Firenze, Napoli e Venezia, la tipologia di contratto più diffusa il 4+4 (anche se cresce anche quello transitorio). Sperando che la notizia sia di vostro interesse, alleghiamo la relativa nota stampa e rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore necessità di approfondimento.
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Spesa farmaceutica
Pubblicato da fidest su venerdì, 1 aprile 2011
Il nuovo intervento sulla spesa farmaceutica rilancia la necessità, da parte di tutto il comparto ma anche della parte pubblica, di elaborare una strategia che tenga conto delle necessità e delle criticità di tutta gli attori del mondo del farmaco” dice il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti, Andrea Mandelli a commento della riduzione del prezzo dei farmaci a brevetto scaduto decisa dall’Agenzia del Farmaco. “Una necessità che abbiamo più volte fatto presente dalle vicende del Decreto Abruzzo in poi”. E’ evidente che la discesa dei prezzi dei farmaci non coperti da brevetto è una tendenza mondiale, ma vanno considerati alcuni pericoli. “C’è il rischio che alcuni medicinali, anche importanti, scendano al di sotto della soglia dell&rsq uo;economicità per chi li produce, come è accaduto per esempio per alcune eparine più datate” prosegue Mandelli. “Poi c’è l’aspetto della dispensazione: come è possibile remunerare un professionista con un margine su un farmaco che costa due euro? Non si tratta di consegnare, ma di verificare confezione e dosaggio, risolvere i dubbi del paziente e assicurare la gestione della prescrizione. E’ per questo che in alcuni dei paesi che l’AIFA ha preso come riferimento per il prezzo dei generici è previsto un ulteriore riconoscimento per la dispensazione dei farmaci più economici, in termini di margine o di quota fissa”. La Federazione – ricorda Mandelli – sostiene da tempo che si debba rivedere la remunerazione della farmacia, in modo che la giusta necessità delle Regioni di contenere la spesa non si traduca nel depauperamento del servizio farmaceutico sul territorio. &ldquo ;In questo senso, le vicende della Francia, uno dei paesi presi a riferimento, mostrano come mettere in crisi la stabilità economica delle farmacie porti alla loro chiusura nelle aree meno favorite, quelle dove la farmacia svolge un ruolo di presidio sanitario irrinunciabile. Non a caso è recente la decisione del ministro della salute francese Xavier Bertrand che ha disposto un’indagine conoscitiva sullo stato della rete delle farmacie proprio per trovare correttivi alla difficile situazione economica. E’ venuto il momento che anche in Italia si esaminino in modo organico i problemi del settore, cercando soluzioni razionali e condivise alle criticità”.
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Autovie Venete: Prezzi dei carburanti on line
Pubblicato da fidest su giovedì, 17 marzo 2011
La Concessionaria, adeguandosi a una circolare del Ministero dello Sviluppo Economico, ha concertato con i gestori degli impianti presenti nelle aree di servizio attive sulla rete, le modalità di aggiornamento e di trasferimento dei dati relativi ai prezzi di Super senza piombo e Gasolio al self service, pubblicandoli poi sul sito http://www.autovie.it e su http://www.osservaprezzi.it il sito di servizio del Ministero per lo Sviluppo Economico. I gestori degli impianti o ad ogni modifica di prezzo, aggiorneranno l’importo (l’operazione viene effettuata grazie a una password che consente loro di inserire le informazioni direttamente nell’area riservata del sito di Autovie), che, con un automatismo, verrà poi trasferito anche all’osservatorio prezzi. Se non ci saranno variazioni, ogni settimana provvederanno a confermare quelli precedenti. Oltre ad Autostrade per l’Italia, Autovie è la prima concessionaria ad aver attivato il servizio, in un’ottica di miglioramento costante della trasparenza e delle informazioni fornite agli utenti. Un intervento che è valso, alla Società, il plauso del Ministero. Le informazioni relative ai prezzi praticati per ogni tipologia di carburante commercializzato, sono disponibili sul sito http://www.autovie.it . Basta cliccare, sulla home page, la voce ”autostrada” e selezionare, fra le opzioni che compaiono, la scritta “aree di servizio”.
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Prezzo dei libri
Pubblicato da fidest su venerdì, 4 marzo 2011
Intervento dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca, Radicali: “Con una legge all’esame oggi dell’aula si interviene nuovamente sulla disciplina del prezzo dei libri alzando dall’attuale 15% al 20 il tetto massimo degli sconti. Se c’era necessita’ di una norma che rivedesse la legge attualmente in vigore del 2001 doveva seguire il principio principio della garanzia della liberta’ di concorrenza contenuto nelle liberalizzazioni del 2006 di Bersani. Con questo ddl invece non solo si pone il tetto massimo di sconto al 20%, ma si pone anche limiti temporali agli sconti che non possono durare piu’ di un mese e mai a dicembre. I nostri emendamenti intervengono nella direzione auspicata dall’Antitrust. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha evidenziato come “l’intervento pubblico volto a conseguire un più efficiente funzionamento del mercato è giustificato quando i risultati dell’interazione concorrenziale sono carenti rispetto al raggiungimento di specifici obiettivi di interesse generale. In particolare, la regolamentazione si giustifica quando i benefici che da essa possono derivare sono superiori ai costi che essa impone”. L’Autorità ha rilevato che, oltre alle restrizioni all’accesso, persistono diffusi vincoli regolamentari al comportamento degli operatori, come, ad esempio, il prezzo dei libri, e ha sottolineato che le disposizioni che limitano le possibilità di sconto delle librerie, apparentemente finalizzate alla protezione delle piccole librerie dalla concorrenza delle grandi, danneggiano i consumatori e impediscono l’introduzione di servizi innovativi che il mercato deve essere lasciato libero di promuovere. Pertanto, l’Autorità ha auspicato l’eliminazione di tutte le norme che prevedono prezzi minimi di vendita di beni e servizi, incluse quelle che introducono un tetto allo sconto dei libri. Con il primo emendamento si suggerisce la “liberalizzazione del prezzo dei libri”, ossia gli editori scelgono i prezzi, e i rivenditori sceglieranno tutti gli sconti che vogliono. Con il secondo facciamo opera di riduzionedel danno e quindi lasciamo la liberta’ di decidere quando realizzare le campagne promozionali, perche’ vietarle a dicembre, regalare un libro a Natale potrebbe diventare regala due libri e ne paghi uno! Infine, realizzato insieme all’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori (Aduc) abbiamo predisposto un ordine del giorno per dare in prestito nelle scuole pubbliche i libri di testo agli studenti.
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Per le cose che muoiono
Pubblicato da fidest su sabato, 19 febbraio 2011
Lettera al direttore. Dai nuovi cablo sull’Italia venuti in possesso di WikiLeaks emerge che Washington, in cambio del sostegno al governo Berlusconi, chiede la massima collaborazione in campo militare. Come volevasi dimostrare. Le bare italiane che rientrano dall’Afghanistan, sulle quali il Presidente della Repubblica, e Frattini, e la Russa, immancabilmente piangono adddoloratissimi, sono il prezzo da pagare al premio Nobel per la pace, Obama. Del resto, non è la prima volta nella storia che la vita dei giovani diventa merce di scambio. E’ il principio del do ut des: io do una cosa a te e tu dai una cosa a me. Solo che non bisognerebbe poi mostrarsi profondamente addolorati per le “cose” che muoiono. (Elisa Merlo)
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