Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Nel diabetico, meglio la chirurgia dell’angioplastica

Pubblicato da fidest su martedì, 12 febbraio 2013

I pazienti con diabete e arteriopatie diffuse stanno meglio (e costano meno) quando vengono rivascolarizzati chirurgicamente con by-pass rispetto a quando si usa l’angioplastica percutanea. Non solo: la “vecchia” tecnica, apparentemente più invasiva, risulta avere un migliore profilo di costo-efficacia. Lo dimostra Freedom, uno studio pubblicato su Circulation e condotto su 1.900 pazienti con diabete e arteriopatie diffuse, sottoposti in modo randomizzato a uno dei due interventi in esame. Il follow-up è durato 5 anni (dal 20 05 al 2010) ma i risultati sono stati utilizzati per ottenere, con l’aiuto di apposito programma, una proiezione di costo-efficacia sulla durata della vita ipotizzabile in base ai dati epidemiologici e ai costi sanitari statunitensi. «Benché il costo iniziale della chirurgia sia più alto di quello dell’angioplastica, soprattutto per via dei giorni di ricovero, il follow-up a cinque anni suggerisce che i miglioramenti clinici associati alla procedura più invasiva portino a una riduzione dei costi a lungo termine» spiega Elizabeth A. Magnuson, cardiologa del Saint Luke’s mid America heart institute di Kansas City che ha coordinato un ampio gruppo di ricercatori. Ad alzare i costi dell’angioplastica è la necessità di ripetere frequentemente la procedura negli anni successivi. Nonostante ciò, se si tiene conto dei calcoli a cinque anni, questa procedura rimane più conveniente. È la proiezione sulla totalità della vita a ribaltare l’esito dell’analisi, con guadagni sostanziali sia nell’aspettativa di vita sia nella qualità di vita per anno guadagnato a favore della chirurgia. Non solo si risparmiano circa 10.000 dollari l’anno per tutta la durata della vita del paziente, ma anche la qualità della sopravvivenza è migliore. «Questo studio fornisce dati consistenti con quelli precedenti, in particolare per quanto riguarda il rapporto di costo-efficacia dell’angioplastica nei 12 mesi post intervento» spiega l’esperta. «Benché vi sia un aumento dell’uso dell’angioplastica in molti Paesi, anche perché i pazienti tendono a preferirla per la minore invasività, il risultato non ci sorprende e dovrebbe far riflettere sull’organizzazione del trattamento dei disturbi vascolari nei pazienti diabetici».(fonte cardiologia33)

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Procedura di registrazione semplificata dei medicinali omeopatici

Pubblicato da fidest su venerdì, 20 gennaio 2012

Dichiarazione senatrice Emanuela Baio sulla mozione relativa alla procedura di registrazione semplificata dei medicinali omeopatici. “In un momento di revisione dell’impianto di Welfare è fondamentale rendere accessibili ai nostri cittadini quei medicinali omeopatici che per il relativo dosaggio e grado di diluizione, sono privi di controindicazioni terapeutiche. Accessibilità che oggi in Italia è ancora carente. Serve, infatti, semplificare la procedura per la registrazione e la messa in commercio di questi farmaci, così come previsto non solo da una direttiva europea, ma già attuato in alcuni Paesi della stessa Unione. Parallelamente, è logico che la stessa procedura si applichi a quei farmaci omeopatici già in commercio al 6 giugno 1995 che hanno dimostrato efficacia terapeutica e un profilo di massima sicurezza. Non si sono infatti riscontrate complicanze derivanti dall’assunzione di questi farmaci, così come non si è registrato il ritiro dal mercato di nessuno di essi. Questo processo di semplificazione è previsto, come accennato, dalla direttiva UE del 2001, n. 83. Da allora sono trascorsi 10 anni e il processo è non solo lento, ma rischia di essere anche lacunoso. Le linee guida emanate dall’Agenzia Italia del Farmaco chiedono infatti requisiti aggiuntivi di sicurezza, che hanno ragione di esistere per i “farmaci etici”, ma che nel caso dei low dose non presentano nessuna giustificazione di carattere scientifico. È proprio per superare questo empasse che ho proposto, insieme a 32 colleghi di tutte le forze politiche presenti in Parlamento, una mozione che impegna il Governo ad affrontare e risolvere questo annoso problema. E come ricordava il grande filosofo greco Aristotele, l’auctoritas per eccellenza, “La speranza è un sogno ad occhi aperti.”

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Mediazione in materia tributaria

Pubblicato da fidest su domenica, 3 luglio 2011

Dal 1° gennaio 2012, parte la mediazione anche in materia tributaria nel senso che un cittadino prima di adire il normale contenzioso, per le controversie inferiori ai 20.000 euro e relative ad atti emessi dall’agenzia delle Entrate, dovrà preventivamente presentare «avvio di procedura conciliativa». Dunque, tutela di diritti disponibili di un cittadino attraverso la mediazione nei confronti di un’amministrazione pubblica. Questi diritti – dice Pecoraro – debbono essere “mediati” da organismi di conciliazione iscritti nel registro del ministero di Giustizia con conciliatori altamente specializzati nel settore tributario. L’avvio di procedura conciliativa non può essere affidata o risolta da funzionario, anche se di ufficio diverso, appartenente comunque alla stessa direzione. L’attività di mediazione, così come concepita farebbe la stessa fi! ne di quello “dell’autotuitela”. E’ difficile da parte di una direzione che ha emesso l’atto ammettere di averlo emesso erroneamente. Il cittadino si troverebbe comunque e sempre in una posizione di debolezza nei confronti del fisco. Ecco perchè è necessario che la controversia amministrativa insorta, prima della proposizione del ricorso, debba essere risolta da un soggetto terzo, iimparzialle e neutrale designato da un organismo di conciliazione. L’Associazione Nazionale per l’Arbitrato & la Conciliazione (A.N.P.A.R.) –, senza scopo di lucro – l’unica ad aver acquisito il diritto ai sensi dell’art. 26 d.lgs. 26/2007 art 2 comma 2, di essere “sentita”, ai fini delle elaborazioni di piattaforme comuni, proposte da altri Stati membri, in materia di mediazione/conciliazione, ove partecipa il ministero di Giustizia, come sempre farà “sentire” la sua voce oltre che ai ministri interessati anche nelle sedi opportune U.E.

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Poste: domande di conciliazione

Pubblicato da fidest su sabato, 18 giugno 2011

Al via il Tavolo di Conciliazione. Poste Italiane ha definito d’intesa con le Associazioni dei consumatori modalità e tempi per la presentazione delle domande di conciliazione per il rimborso a favore dei cittadini che hanno subito danni a causa dei problemi informatici avvenuti nei giorni scorsi negli uffici postali. La procedura di conciliazione sarà gratuita. L’azienda ha confermato ai rappresentanti dei consumatori la propria volontà di riconoscere un rimborso a tutti coloro che abbiano subito un danno documentabile tra il 1° e il 10 giugno. Poste Italiane e le Associazioni hanno fissato i termini di presentazione delle domande di conciliazione: i cittadini potranno richiedere il rimborso a partire dal 1° luglio fino al 31 dicembre prossimi consegnando le domande direttamente negli uffici postali o presso le Associazioni dei consumatori. I moduli saranno a disposizione negli uffici postali, presso le sedi delle associazioni e potranno essere scaricati dal sito http://www.poste.it. e da quelli delle stesse associazioni. Le richieste saranno poi valutate caso per caso al tavolo di Conciliazione che sarà composto da un rappresentante dell’azienda e dal rappresentante dell’Associazioni scelta dal cliente. Al termine del dibattito, Poste Italiane ha preso atto delle richieste presentate dalle Associazioni dei consumatori e si è offerta di formulare una serie di proposte da riservare ai pensionati come ulteriore gesto di attenzione dell’azienda verso questa fascia di clientela. Le associazioni che hanno siglato l’accordo sono:
Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Arco, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori.

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PDL, Santori: avanti con primarie

Pubblicato da fidest su domenica, 5 giugno 2011

“Avanti con le primarie per non far implodere il partito al soffio delle correnti, come accadde alla Dc. Le ultime elezioni amministrative e le dinamiche di questi ultimi tempi evidenziano la flessione dei partiti tradizionali e un clima di sfiducia verso la politica che sembra sempre più inarrestabile. Il sistema delle primarie rappresenta senz’altro una prima proposta per arginare questo allontanamento dei cittadini dalla politica, una strada da percorrere anche a costo di ottenere una procedura non perfetta nella definizione della rappresentanza interna al PDL” – lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere del Pdl di Roma Capitale. “E’ necessario che il PDL torni a fare i conti con il territorio e con i suoi rappresentanti, attraverso un puntuale screening delle professioni che abbiamo all’interno delle nostre strutture, valorizzandole e formandole con progetti specifici. Le primarie serviranno certamente a far valere le ragioni del territorio, a far emergere il patrimonio di idee, progetti e uomini che lo caratterizza e di cui mai nessuno sembra essersene accorto, perché arroccato nelle proprie stanze del potere. Le primarie sono l’unica soluzione per ridare dignità al partito, basta candidati calati dall’alto, altrimenti i “signor si” della politica non avranno remore a tradire il proprio elettorato per seguire il “capataz” di turno. Fli docet”. conclude Santori.

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Invalidi e inps

Pubblicato da fidest su venerdì, 1 aprile 2011

“Se la lotta ai falsi invalidi è doverosa, non si può però portarla avanti cancellando i diritti di tutti gli altri disabili, quelli veri, che quotidianamente lottano per avere riconosciuto un loro diritto: invece, un anno dopo l’entrata in vigore delle nuove norme che avrebbero dovuto portare chiarezza e celerità nella procedura per il riconoscimento dei benefici, si registrano gravissime inefficienze, che stanno provocando disagi a persone già drammaticamente colpite, costrette ad aspettare mesi e mesi prima di vedere riconosciuto un loro diritto”: questa è la denuncia dell’On. Luigi BOBBA (Deputato PD e VicePresidente Commissione Lavoro) che ha presentato un question time chiedendo al Governo di spiegare le ragioni dei ritardi e delle inadempienze da parte dell’Inps.  “L’Inps – ricorda l’On. Luigi BOBBA – si era impegnato a non superare il periodo dei 120 giorni per concludere l’iter amministrativo delle domande e aveva annunciato, con grande enfasi, l’utilizzo di una procedura informatica innovativa che avrebbe consentito di rendere più rapido lo scambio di informazioni tra i diversi enti coinvolti (da qui l’obbligo di presentare le domande soltanto per via telematica). La realtà di oggi sta dimostrando che l’istituto non ha saputo raggiungere i suoi obiettivi; infatti, si sta procedendo a rilento, con gravi ricadute sul piano dei diritti, anche nel caso di persone affette da patologie oncologiche. E’ stato un errore grave e superficiale non verificare prima l’incompatibilità tra i sistemi informatici in uso nelle Asl e il nuovo programma dell’Inps,e il Governo deve dare spiegazioni esaustive”.  “Sostanzialmente le nuove procedure hanno finito per restringere ulteriormente i meccanismi di controllo sulle invalidità, sottoponendo molti cittadini a una doppia visita (prima dell’Asl e poi dell’Inps), e chiedendo nuovi accertamenti specialistici al fine di dimostrare la permanenza dello stato invalidante anche a persone con patologie molto gravi per le quali la legge evita i controlli”.  “Infine, il Presidente Cota dovrebbe dirci che cosa pensa del fatto che a causa dell’introduzione del nuovo programma informatico dell’Inps si rischia di dover abbandonare, dopo tanti investimenti, l’ottima anagrafe sanitaria regionale, ovvero il ‘Passaporto delle abilità”.

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Lazio: Ritirata procedura di mobilità sanità

Pubblicato da fidest su sabato, 12 marzo 2011

Ugl sanità:“Ritirata procedura di mobilità a Sorriso sul Mare” “Siamo soddisfatti per il ritiro della procedura di mobilità che avrebbe messo a rischio quasi 50 posti di lavoro presso la clinica Sorriso sul Mare, e di poter annunciare la riassunzione, a partire dal 1° aprile, di quattro lavoratori”.Lo dichiarano in una nota congiunta il segretario dell’Ugl Sanità Roma e Lazio, Antonio Cuozzo, e il segretario provinciale dell’Ugl Sanità di Latina, Franco Carocci, dopo la firma del protocollo d’intesa siglato stamattina con la Asl di Latina e la proprietà Sorriso sul Mare per porre fine allo stato di crisi della clinica di Formia.  “L’accordo – spiegano i sindacalisti – apre una nuova fase per l’azienda e mette la parola fine a una lunga vertenza, che ha fatto vivere ai lavoratori un periodo di forti preoccupazioni”.“Diamo atto al nuovo direttore generale Renato Sponsilli – concludono – di aver accolto l’appello del sindacato ad  una soluzione non traumatica della vertenza”.  Roma, 11 marzo 2011

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Lampedusa: emergenza profughi

Pubblicato da fidest su sabato, 12 febbraio 2011

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) chiede al Ministero dell’Interno di aprire subito la struttura già esistente a Lampedusa come centro di puro transito per chi arriva via mare dal nord Africa. Le persone sbarcate hanno spesso bisogno di un primo soccorso e comunque di una breve sosta prima del trasferimento nei centri sulla terraferma. Il CIR chiede, inoltre, che le persone siano informate sul loro diritto di richiedere protezione internazionale all’Italia e l’ammissione alla procedura d’asilo per chi intende fare uso di tale diritto.
In quanto alla condivisione europea delle responsabilità per le persone in arrivo dal nord Africa, il CIR ricorda che esiste dal 2001 la Direttiva comunitaria sulla Protezione Temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati, normativa recepita dall’Italia con un decreto legislativo nel 2003. Esiste anche un fondo comunitario per tali situazioni che l’Italia – se necessario – potrebbe attivare attraverso una semplice richiesta alla Commissione Europea. “Non sappiamo naturalmente quanti tra i cittadini tunisini arrivati presenteranno richiesta di protezione internazionale” commenta Hein “Questo potrà solo stabilirsi sulla base di valutazioni individuali da parte delle apposite Commissioni Territoriali d’Asilo che dovranno anche tener conto, eventualmente, del fatto che tra le persone arrivate possano esserci coloro che si sono macchiati di crimini durante il regime dell’ex Presidente Ben Ali. L’applicazione delle cosiddette “clausole di esclusione” dal beneficio della protezione è prevista dalla normativa internazionale ed italiana e dovrà essere valutata attentamente caso per caso”.

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Valorizzazione villa reale di Monza

Pubblicato da fidest su mercoledì, 2 febbraio 2011

Il Sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali, Francesco Maria Giro, durante l’interrogazione avvenuta sul programma di tutela e valorizzazione della Villa Reale di Monza, ha dichiarato:
“La procedura amministrativa impiegata per l’assegnazione a terzi del Consorzio “Villa Reale e Parco di Monza”, del quale sono promotori il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Lombardia, il Comune di Milano ed il Comune di Monza, è consistita in una prima fase di pubblicazione del bando che ha individuato i requisiti di qualificazione per la partecipazione; a seguito di tale verifica, i soggetti invitati hanno presentato l’offerta. L’appalto è stato conferito a ‘Infrastrutture Lombarde S.p.a.’, società interna al sistema regionale e partecipata totalmente dalla Regione Lombardia, che aveva già provveduto ad adeguare il progetto preliminare di rifunzionalizzazione della villa, a seguito delle mutate esigenze di utilizzo e sostenibilità economica da parte della Regione. Infatti tale progetto riguarda solo l’ala settentrionale, parte della centrale e gli spazi esterni. Sono esclusi quella meridionale e la porzione centrale al piano nobile, di proprietà statale. Questo progetto ha permesso di impegnare subito i finanziamenti disponibili, prevalentemente regionali, ad eccezione di 1 milione di euro, messo a disposizione da Arcus. Durante l’intera durata dei lavori, la Villa non sarà chiusa interamente ma ne saranno rese fruibili solo le parti non direttamente interessate dai lavori. La spesa complessiva prevista per le manutenzioni comporterà 30 milioni per una durata trentennale che vanno ad aggiungersi ai 4,5 milioni per i lavori”.

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Pomigliano d’Arco: salvi 37 posti di lavoro

Pubblicato da fidest su domenica, 19 dicembre 2010

Con la sottoscrizione del protocollo d’intesa avvenuta fra i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale di Pomigliano d’Arco, della ENAM S.p.A. (società a capitale pubblico con 150 dipendenti, che gestisce il servizio di raccolta rifiuti nella città pomiglianese) e delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori, il mosaico del risanamento dell’Azienda si arricchisce di un nuovo tassello: la chiusura della procedura di mobilità per 37 esuberi con nessun licenziamento.   “Sono convinto – ha affermato il Top Manager dell’Enam Spa , Nicola Di Raffaele – che quello che sta accadendo a Pomigliano in queste settimane è qualcosa di importante non solo perché si sono evitati 37 licenziamenti  ma perché si è sperimentato come esercitare in modo equilibrato la responsabilità correlata alla funzione sociale che tutti i soggetti  in campo svolgono, la quale può realizzare, anche nelle nostre terre, forme di solidarietà neofederaliste senza far ricorso ad ammortizzatori sociali o ad aiuti esogeni. Ritengo questo dato eccezionale per la capacità di tutti di aver compreso il momento difficile e di aver favorito la migliore e più equilibrata soluzione senza rinunciare a grandi sacrifici.  Bella storia questa di Pomigliano! Perché fa intravedere uno spiraglio di luce in un “Sistema Paese” che non riesce a trovare una via d’uscita endogena dalla crisi. E che questo esempio venga proprio da una realtà dove l’industria per eccellenza, la FIAT, mette in pericolo 36 famiglie (una in meno di quella dell’ENAM S.p.A.) per una politica industriale condivisibile ma sicuramente perfezionabile, ci riempie di orgoglio e di fiducia nel prossimo”. Dunque nessuno dei 37 dipendenti in esubero, dell’Enam , società che gestisce tra gli altri anche il servizio di raccolta dei rifiuti, perderà il lavoro.
In effetti con la chiusura dell’accordo dei 37 esuberi segnalati dalla ENAM S.p.A. alla Regione Campania il 22 ottobre ultimo scorso, n. 22 ex LSU saranno internalizzati presso il Comune di Pomigliano d’Arco con contratto a tempo indeterminato con livello B6 e n. 15 lavoratori resteranno presso l’Azienda cui verranno garantite le seguenti condizioni: eliminazione dei buoni pasto, ritorno ai livelli retributivi del  giugno 2008 (anno del passaggio di cantiere dalla Pomigliano Ambiente fallita alla ENAM S.p.A.) e rinuncia da parte dei restanti 128 lavoratori agli elementi retributivi aggiuntivi.    Il tutto dopo che l’Azienda aveva incassato un altro risultato positivo avendo chiuso con la procedura fallimentare della fallita Pomigliano Ambiente S.p.A.( società che prima gestiva il servizio di igiene urbana) l’acquisto del lotto 1 comprendente il parco degli automezzi necessari alla ENAM S.p.A. per lo svolgimento del servizio di raccolta.  (Giuseppe Ragosta – estratto)

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Il sistema balneare in Italia

Pubblicato da fidest su venerdì, 17 dicembre 2010

Carrara. Operatori e fornitori saranno a Balnearia, dal 28 al 31 gennaio, per discutere il futuro di un settore che sente la necessità di investire in immagine e innovazione. Tutte le iniziative del dodicesimo Salone professionale delle attrezzature balneari, outdoor design e benessere
Carrara 15 dicembre 2010 L’assemblea, coinvolgerà fornitori e operatori preoccupati per le conseguenze della procedura d’infrazione avviata dalla Comunità Europea in relazione alla direttiva Bolkenstein relativa alle concessioni degli arenili che genera pesanti ripercussioni sugli investimenti di 30.000 piccole e medie imprese balneari alle quali si aggiungono le oltre mille le aziende fornitrici che rischiano la crisi se non riparte un ciclo virtuoso di investimenti. Si tratta di aziende che forniscono prodotti in cui è evidente il valore aggiunto di un Made in Italy di qualità che va dal livello dei materiali impiegati frutto di ricerca specifica (alluminio anodizzato a lunga durata, teli in acrilico e plastica rigenerata multiuso) fino alle macchine per pulire le spiagge, senza tralasciare le dotazioni sofisticate usate da migliaia di assistenti di salvamento specializzati. Se si aggiungono l’eccellenza della ristorazione e la qualità delle attività e terapie offerte nei centri benessere e negli stabilimenti emerge un sistema complesso, basato sull’Impresa Balneare, ormai una vera e propria industria, ma che deve diventare un “soggetto industriale collettivo” capace di fare sistema partendo dal modello di eccellenza che la balneazione italiana rappresenta. Fin dal primo annuncio l’assemblea dei fornitori e balneari ha suscitato grande interesse fra gli operatori e l’appuntamento del 28 gennaio, organizzato in collaborazione con il Movimento Balneare (www.movimentobalneare.it) che ha come leader Oreste Giannessi di è entrato nell’agenda degli addetti ai lavori.
Il panorama degli eventi programmati nell’ambito di Balnearia prevede anche tanti altri argomenti definiti in base alle indicazioni di tutti i soggetti, pubblici e privati, aziendali, associativi e sindacali, che operano nel campo del turismo, della balneazione e del benessere.

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Certificati medici on-line

Pubblicato da fidest su sabato, 11 settembre 2010

E’ stata completata la rilevazione sullo stato di attuazione della procedura di invio telematico dei certificati medici, realizzata da Formez PA su incarico del Dipartimento per la Innovazione e la Digitalizzazione della PA. Il monitoraggio, iniziato lunedì 9 agosto, è stato avviato al fine di verificare la distribuzione ai medici delle credenziali di accesso (PIN). La rilevazione, che ha anche l’obiettivo di evidenziare quali siano state le motivazioni che hanno rallentato l’adeguamento alla nuova procedura, è rivolta alle Regioni e alle Province Autonome di Bolzano e Trento. Da notare che le Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Toscana hanno optato per il sistema CNS (Carta Nazionale dei Servizi), potendo cioé già effettuare l’invio telematico dei certificati senza attendere la consegna del PIN.  Nel periodo intercorso tra il 9 agosto ed il 10 settembre sono state contattate 167 (su un totale di 168, escluse le quattro Regioni aderenti alla CNS) tra ASL ed Aziende Ospedaliere operanti sul territorio nazionale. Le amministrazioni che hanno partecipato e risposto in modo esaustivo all’intervista sono state l’82%, mentre il 18% delle organizzazioni ascoltate ha fornito dati parziali e a tutt’oggi non completi, Dalle interviste è emerso che la distribuzione dei PIN alle 168 aziende è conclusa. Il 100% delle ASL avevano attivato già ad agosto il piano di distribuzione dei PIN (e hanno medici già operativi), mentre lo stesso piano era attivato dal 73% delle aziende ospedaliere. In molti casi le ASL/AO hanno stabilito autonomamente la quantità di credenziali da distribuire secondo regole interne. Le singole aziende sanitarie hanno infatti indicato delle “quantità obiettivo” di medici che ritengono siano coinvolti nel processo di certificazione medica, escludendo quanti non rilasciano certificati da trasmettere. Sul totale delle aziende che hanno completato le interviste, la “quantità obiettivo” di medici da raggiungere è risultata pari a 93.000 credenziali di accesso. Per tutte le aziende è stata data priorità alla certificazione online dei medici di base, in alcuni casi anche dei pediatri. La ricerca, confrontata con i dati di attivazione rilevati dal Ministero dell’Economia, ha confermato che per molte aziende sanitarie la distribuzione ai medici di base è in fase di completamento, mentre risulta già avviata nella totalità delle aziende sanitarie intervistate, anche la distribuzione ai medici ospedalieri. Gli ostacoli alla distribuzione, registrati principalmente nelle aziende ospedaliere, sono da ricondurre soprattutto a problemi organizzativi-burocratici interni alle aziende (reticenza dei medici a ritirare materialmente la busta contenente il PIN; periodo di ferie; dissenso dei sindacati; attesa di direttive definitive nel caso di alcune Regioni; problemi di natura tecnico-informatica, ma solo per un numero di casi molto limitato).  La situazione varia da Regione a Regione (sempre escludendo le quattro regioni con Carta Nazionale dei Servizi): le ASL che risultano vicine al completamento del risultato obiettivo che si sono prefissate sono prevalentemente nelle Marche, Veneto, Piemonte, Sardegna, Val d’Aosta e Provincia Autonoma di Trento, mentre le situazioni più complicate risultano in Sicilia, Puglia e Campania.

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L’estate della sanità privata laziale

Pubblicato da fidest su domenica, 18 luglio 2010

“Il caldo torrido di questi giorni non giova né alla salute dei cittadini laziali né alla stessa Sanità del Lazio specialmente la Sanità Privata” Lo dichiarano in una nota il Segretario Provinciale dell’Ugl Sanità di Roma Antonio Cuozzo ed il Coordinatore della Sanità Privata Ugl Sanità di Roma Valerio Franceschini, oggi 16 luglio – dichiarano i sindacalisti – alle ore 10 presso la struttura INI Città Bianca di Veroli (Fr), si è svolto l’incontro tra i rappresentanti del Gruppo Ini e le OO.SS. , si doveva discutere della procedura di mobilità di 206 lavoratori avviata dal gruppo stesso lo scorso 27 Giugno c.a., ma l’azienda  ha comunicato che  in riferimento alla nota del Sub-Commissario Morlacco con cui si invitano le strutture a sottoscrivere gli accordi relativi al Budget 2010, sotto la minaccia dell’avvio di procedimento di sospensione dell’accreditamento, le strutture associate non sono assolutamente  nelle condizioni di poter firmare nessun accordo, senza aver prima verificato la correttezza dei dati relativi alla produzione, anno 2009, richiesti all’ASP, ai sensi della legge 241/90. Quindi alla luce di tutto ciò si prospetta uno scenario molto preoccupante per tutti i lavoratori sia del Gruppo INI che di tutte le altre strutture sanitarie private associate all’AIOP e accreditate alla Regione, da una parte strutture che non faranno più ricoveri e quindi assistenza ai cittadini e dall’altra parte lavoratori che non riceveranno più lo stipendio e lo spettro del licenziamento sempre più vicino. Pensiamo che sia arrivata l’ora  – concludono i sindacalisti – di trovare una possibile soluzione o un punto di incontro che possa soddisfare tutte le controparti sia Aiop, sia Regione Lazio e infine tutti i lavoratori della Sanità Privata e questo può solo avvenire aprendo il più presto possibile un tavolo regionale dove si possa confrontarsi.

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Manovra: si allunga l’età pensionabile

Pubblicato da fidest su venerdì, 2 luglio 2010

Dal 2016 non saranno più sufficienti quarant’anni di contributi per andare in pensione. L’aggiornamento delle speranze di vita all’età pensionabile sarà infatti applicata anche alle pensioni di vecchiaia. E’ quanto si evince dalla relazione della Ragioneria di Stato che accompagna l’emendamento del relatore, Antonio Azzollini (PDL). Per valutare gli incrementi della speranza di vita, dovrebbe essere applicata la procedura illustrata nella relazione, che ha utilizzato lo scenario demografico Istat centrale. Quindi l’incremento dei requisiti dal primo gennaio 2016 ”è stimato pari a 3 mesi”. Per i successivi adeguamenti triennali adeguati dal 2019 l’incremento sarà di 4 mesi per gli adeguamenti fino al 2030, con successivi adeguamenti inferiori e attorno ai 3 mesi fino al 2050. ”Ciò comporta una adeguamento cumulato, ad esempio al 2050, pari a circa 3,5 anni”. La segreteria confederale della Cgil esprime un giudizio ”molto negativo” sull’emendamento del relatore della manovra Antonio Azzollini sulle pensioni e in particolare sulla parte che sottopone all’adeguamento alle aspettative di vita anche il requisito dei 40 anni di contributi. ”L’emendamento – spiega Lamonica – peggiora la situazione perchè un lavoratore con 40 anni di contributi incappa non solo nella finestra mobile, che significa l’allungamento di un anno, ma anche nell’applicazione dei coefficienti sull’attesa di vita. Nel mentre dal lavoro oltre i 40 anni non ricevono nessun beneficio contributivo cioè vanno in pensione dopo ma i contributi non producono nulla”. (fonte grnet.it)

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Trattamento invalidità civile

Pubblicato da fidest su domenica, 28 marzo 2010

L’Inps rende noto che nei primi due mesi del 2010 sono state presentate 150.000 domande contro le circa 350.000 presentate nei primi due mesi del 2009, con un crollo del 58 per cento. Ciò è avvenuto in coincidenza con la nuova procedura in vigore dal primo gennaio, per la quale la presentazione delle domande avviene direttamente all’Inps per via telematica piuttosto che alle Asl. Gli obiettivi della riforma partita dal primo gennaio sono la trasparenza, il rigore e l’uniformità su tutto il territorio nazionale nel riconoscimento e nel trattamento dell’invalidità civile. (fonte j buon giorno impresa)

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