Dopo un 2009 caratterizzato da una produzione industriale manifatturiera in forte difficoltà, ed un 2010 in recupero seppure a ritmi differenziati nei vari trimestri, il 2011 inizia in positivo ma in forte rallentamento: la produzione manifatturiera aretina si ferma infatti a +1,5% subendo una frenata di 2,7 p.p.( punti percentuali) rispetto al IV trimestre del 2010 e di 4,8 p.p. rispetto al terzo trimestre del 2010 e posizionandosi così sul valore più basso dall’inizio della fase di ripresa. Il confronto con il dato regionale mostra che in questo primo quarto del 2011 la Toscana (+3,7%) cresce in maniera più vigorosa rispetto alla nostra provincia, ribaltando quanto emerso negli ultimi due trimestri del 2010. A livello provinciale Arezzo continua, con un + 1,5%, a partecipare in maniera positiva alla crescita regionale nonostante risulti preceduta da Massa Carrara che, chiudendo con +8,7%, segna la miglior performance regionale, da Firenze (+8,3%), da Prato (+7,1%) e da Lucca (+2%). Più contenuto il dato di Pisa (+0,6%) mentre si muovono in terreno negativo Siena (-0,7%), Livorno (-1,1% dopo un 2010 estremamente positivo +17,2%), e Grosseto che con il -6,8% segna la variazione più negativa. Scendendo nel dettaglio dei singoli indicatori, nonostante la permanenza in terreno positivo, complessivamente il quadro appare in rallentamento. Oltre alla produzione che come abbiamo già detto passa dal +5,8% del 2010 al + 1,5%, frenano anche il fatturato e gli ordinativi (il primo fermatosi ad un +4,5% contro un +8,6%, il secondo ad un +1% contro un +4,5%). Continua a destare preoccupazione il fronte occupazionale che anche nei primi mesi dell’anno si è ridotta dell’1,1% rispetto ai primi mesi del 2010, proseguendo in una tendenza già evidenziata nei periodo precedenti.
A livello settoriale sono decisamente più numerosi i comparti in crescita (9) di quelli in contrazione purtroppo, però, fra questi ultimi, oltre ai minerali non metalliferi (-5,3%) comprendono uno dei principali motori del sistema economico provinciale, l’oreficeria che continua ed anzi aggrava la flessione iniziata dai primi trimestri del 2008 (-8,6% la produzione, -8,6% gli ordinativi e -5,4% l’occupazione). Incoraggianti i risultati degli altri settori tra i quali spiccano i dati della meccanica (+12,5%), del pelli e cuoio (+6,8%) e deimetalli (+5,8%); in crescita anche le variazioni dell’industria alimentare (+4,4%), del tessile e abbigliamento (3,9%) e delle calzature (+3,4%). Resta purtroppo generalizzato il problema occupazionale per il quale infatti, con le uniche eccezioni dei metalli, del settore varie e dell’elettronica, si rilevano variazioni a segno “-“.
In termini dimensionali, sono le piccole imprese (da 10 a 49 addetti) a registrare le crescite più contenute sia per produzione che per fatturato (rispettivamente +0,9% e +2,3%) mentre dal lato degli ordinativi e dell’occupazione le variazioni sono addirittura negative (-1,1% e -1,6%). Più incoraggianti le performance delle medie imprese (50-249 addetti), che iniziano il 2011 con una ripresa produttiva del +1,5%, ma soprattutto, in provincia così come nell’intero sistema economico regionale, le grandi (oltre 250 addetti) che recuperano sia in termini produttivi (+3,7%) che di fatturato e occupazione (+13,4% e +3,8%). Resta contenuto il dato della domanda (+0,4%).