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Agricoltura UE: cresce la destinazione delle aree al biologico

Pubblicato da fidest su sabato, 19 maggio 2012

Italiano: Valore biologico di proteine in alim...

Italiano: Valore biologico di proteine in alimenti per l’essere umano diagramma, valore biologico, proteine alimentari, umano, uovo, latte, formaggio, pesce, carne, leguminacee, graminacee (Photo credit: Wikipedia)

La Commissione europea ha pubblicato una relazione sull’attuazione delle norme comunitarie in materia di produzione biologica ed etichettatura. Lo studio analizza l’esperienza maturata nell’applicazione della legislazione europea sul biologico dal 2009, incentrato su 4 aree principali: a) il campo di applicazione del regolamento e la sua possibile estensione ad altri prodotti agricoli (ad esempio per alimenti biologici preparati dalla ristorazione collettiva, ai tessuti e cosmetici); b) il divieto di uso di OGM nella produzione biologica (la fattibilità di specifiche soglie di tolleranza e il loro impatto sul settore biologico); c) il funzionamento del mercato interno e del sistema dei controlli (valutando in particolare che le pratiche consolidate non diano luogo a concorrenza sleale o ostacolino la produzione e commercializzazione di prodotti biologici; d) il regime d’importazione (fonte aiccre)

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Italia: emergenza lavoro

Pubblicato da fidest su martedì, 3 aprile 2012

Italiano: Roma, Ministero del Lavoro (via Flavia)

Italiano: Roma, Ministero del Lavoro (via Flavia) (Photo credit: Wikipedia)

I dati emersi negli ultimi giorni mostrano chiaramente come siano stati violati alcuni articoli di Legge Costituzionale. Nel dettaglio risulta dai dati diffusi dall’ISTAT che la disoccupazione in Italia ha raggiunto quota 10,8% con un tasso di disoccupazione giovanile che raggiunge persino il 32% circa. Ebbene questa situazione è in chiaro contrasto con l’art.4 della Costituzione che cita: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto ……”.Recenti sono i dati diffusi dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia evidenziando come il 40% dei contribuenti abbia un reddito che non supera i 15.000/20.000 euro lordi all’anno ed un terzo degli italiani (14 milioni circa) non supera un reddito complessivo lordo di 10.000 euro. Questa situazione a nostro avviso è una chiara violazione dell’art.36 – Titolo II, rapporti Etico-Sociali – della Costituzione, che recita: “ il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa ……”. Sicuramente 20 anni di politica “allegra” ha creato un debito pubblico difficile anche da pronunciare, non permettendo il rispetto di queste Leggi Cardine; sicuramente adottare misure che gravano soprattutto sul ceto medio-basso non aiuta una ripresa dell’economia, tutt’altro. Secondo le nostre previsioni, già annunciate nel 2011, – conclude Bardoscia – questi dati sono destinati a peggiorare, in particolare da Ottobre 2012 quando verrà aumentata ulteriormente l’Iva dal 21 al 23% e dal 10 al 12% con una drastica riduzione dei consumi e quindi della produzione e non sarà di certo la modifica dell’art.18, ultimo baluardo a difesa dei lavoratori, a migliorare le condizioni degli italiani. (Pietro Bardoscia)

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Olio: Ercole olivario

Pubblicato da fidest su domenica, 1 aprile 2012

Olio Extra Vergine d'Oliva Novello 2008 www.fr...

Olio Extra Vergine d'Oliva Novello 2008 http://www.frantoio.it/index.htm http://www.frantoio.it/frantoiosantanna.htm (Photo credit: Wikipedia)

Spoleto (Pg) – Spoleto in festa per l’Ercole Olivario, il premio che disegna la mappa del gusto del vero olio extra vergine di oliva I.O.O.% italiano di alta qualità.
Dalla Sardegna all’Emilia Romagna, passando per la Puglia e la Campania; e poi ancora Sicilia e Lazio. Sono le regioni che si aggiudicano i primi posti dell’Ercole Olivario edizione 2012. Il Lazio si aggiudica anche la menzione speciale per l’olio biologico, mentre al Trentino il premio della confezione più bella con la migliore etichetta che racconta la propria storia. Al concorso 2012 hanno partecipato 275 oli extra vergine di oliva, di cui 89 in finale, provenienti da 17 regioni italiane. La cerimonia di Spoleto, che quest’ano compie vent’anni, ha visto l’adesione delle due più alte cariche istituzionali dello Stato. Targa per il ventennale del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e medaglia del presidente del Senato, Renato Schifani. Sono state consegnate a Giorgio Mencaroni, presidente del comitato organizzatore del premio e della Camera di Commercio di Perugia, rispettivamente dalle senatrici Annarita Fioroni e Colomba Mongiello del consiglio di presidenza di Palazzo Madama.
L’edizione di quest’anno dedicata al valore della dieta mediterranea ha registrato due contributi del presidente del Senato Renato Schifani e del presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro.
Spoleto e l’Ercole Olivario un binomio vincente, un vero trionfo del gusto che celebra l’olio extra vergine di oliva di alta qualità I.O.O:% italiana nel vero protagonista della tavola degli italiani. L’olio extra vergine di oliva diventa anche motore dello sviluppo economico di un sistema di imprese che trova oggi, nel legame tra origine obbligatoria e territorio, il punto di equilibrio più alto rappresentato dalla qualità. Un legame forte che dà valore al valore del prodotto targato made in Italy.
E che l’Italia sia la patria dei mille sapori dell’olio di qualità lo dimostra la mappa del gusto tracciata da questa XX edizione.
Di seguito le tre categorie di oli extravergine di oliva e DOP, fruttato leggero, medio, intenso, con la segnalazione speciale, “Amphora Olearia”, per la migliore confezione, l’azienda che si aggiudica la menzione speciale per il miglior olio biologico in gara del 2012 e il vincitore del premio Lekythos.I vincitori;
OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA FRUTTATO LEGGERO
2 CLASSIFICATO Olio extravergine dell’Azienda Agraria Peppetò di Tore Giuseppe di Ittiri, Sassari (SARDEGNA)
1 CLASSIFICATO Olio extravergine dell’Azienda Agricola Fois Giuseppe di Alghero, Sassari (SARDEGNA)
OLIO EXTRAVERGINE DOP FRUTTATO LEGGERO
2 CLASSIFICATO Olio extravergine DOP “Dauno Gargano” dell’Azienda S.I.O. Società Italiana Olearia di Carpino, Foggia (PUGLIA)
1 CLASSIFICATO Olio extravergine DOP “Colline di Romagna” del Frantoio Paganelli di Sant’Arcangelo di Romagna, Rimini (EMILIA ROMAGNA)
OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA FRUTTATO MEDIO
2 CLASSIFICATO Olio extravergine dell’Azienda Badevisco di Cassetta Franco di Sessa Aurunca, Campania (CAMPANIA)
1 CLASSIFICATO Olio extravergine dell’Azienda Olivicola Titerno di San Lorenzello, Benevento (CAMPANIA)
OLIO EXTRAVERGINE DOP FRUTTATO MEDIO
2 CLASSIFICATO Olio extravergine DOP “Terre di Bari” dell’Azienda Agricola Ing. Minervini Gregorio di Molfetta, Bari (PUGLIA)
1 CLASSIFICATO Olio extravergine DOP “Colline Pontine” dell’Azienda Agraria Biologica Paola Orsini di Priverno, Latina (LAZIO)
OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA FRUTTATO INTENSO 2 CLASSIFICATO Olio extravergine dell’Azienda Agricola Alfredo Cetrone di Sonnino, Latina (LAZIO)
1 CLASSIFICATO Olio extravergine dell’Azienda Agricola Tenuta Piscoianni di Sonnino, Latina (LAZIO)
OLIO EXTRAVERGINE DOP FRUTTATO INTENSO
2 CLASSIFICATO Olio extravergine DOP “Monti Iblei – Gulfi” dell’Azienda Frantoi Cutrera di Cutrera Giovanni di Chiaramonte Gulfi, Ragusa (SICILIA)
1 CLASSIFICATO Olio Extravergine DOP “Monti Iblei – Monte Lauro” dell’Azienda Agraria Terraliva di Frontino Giuseppina di Siracusa (SICILIA)
MENZIONE SPECIALE PER L’OLIO BIOLOGICO Olio extravergine DOP “Colline Pontine” dell’Azienda Agraria Biologica Paola Orsini di Priverno, Latina (LAZIO)
PREMIO SPECIALE AMPHORA OLEARIA Azienda Agraria Riva del Garda di Riva del Garda (TN)
PREMIO LEKYTHOS Al ristoratore e assaggiatore Maurizio Ferreri (Rosalia Imperato)

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Approvato QNASLTM Aerosol Nasale

Pubblicato da fidest su venerdì, 30 marzo 2012

Gerusalemme (BUSINESS WIRE) – Teva Pharmaceutical Industries Ltd. ha annunciato che la Food and Drug Administration americana (FDA) ha approvato QNASLTM Aerosol Nasale, un nuovo aerosol nasale corticosteroideo “a secco” per il trattamento dei sintomi stagionali o continui di allergia nasale, in soggetti con età superiore a 12 anni. Il prodotto sarà disponibile su prescrizione il prossimo mese e rappresenta il primo aerosol non acquoso o “a secco”, in un mercato che vale 2,5 miliardi di dollari. QNASLTM sarà commercializzato come aerosol non acquoso, da usare una volta al giorno, in contenitore con contatore incorporato pressurizzato, con HFA propellente rispettoso dell’ambiente. L’approvazione di QNASLTM aerosol nasale si basa su un programma di sviluppo clinico che ha valutato la sicurezza del prodotto e l’efficacia nel trattamento della rinite allergica stagionale (SAR) e della rinite allergica continua (PAR) in soggetti con età superiore ai 12 anni. La sicurezza e l’efficacia di QNASLTM aerosol nasale è stata dimostrata in quattro studi clinici multicentrici di fase III randomizzati in doppio cieco, con gruppi paralleli, controllati verso placebo . In questi studi, i pazienti hanno ricevuto 320 mcg di QNASLTM una volta al giorno, somministrato con due spruzzi in ciascuna narice.
La rinite allergica (AR) è la più comune malattia allergica negli Stati Uniti; colpisce dal 10 al 30 per cento degli adulti e adolescenti. Ne è affetta più di una persona su cinque e porta ad avere sintomi che persistono tutto l’anno (PAR), oppure limitati alla primavera e/o autunno (SAR). I corticosteroidi per via endonasale sono raccomandati come terapia di prima linea per la rinite allergica; le uniche opzioni disponibili sul mercato prima dell’ approvazione di QNASLTM (beclometasone dipropionato) erano le formulazioni acquose.
La rinite allergica (AR) è una malattia infiammatoria cronica, caratterizzata da sintomi quali starnuti, prurito nasale, rinorrea e congestione nasale. Per molti pazienti affetti da AR, la congestione nasale o il naso chiuso rappresentano in molti casi i sintomi più frequenti e fastidiosi. Secondo una recente indagine, i pazienti manifestano notevoli disagi durante gli attacchi di allergia, tanto che quasi due su cinque (il 38 per cento) hanno dichiarato che il disagio non è tollerabile senza un’adeguata terapia.
Negli Stati Uniti, la prevalenza di AR è aumentata nel corso degli ultimi 30 anni, si stima che sia attorno al 20 per cento nella popolazione adulta e negli adolescenti. Tra gli americani affetti da AR, circa il 20 per cento è affetto da SAR, il 40 per cento da PAR e il restante 40 per cento soffre di una combinazione dei due (ad esempio, PAR con esacerbazione stagionale), a seconda della sensibilità agli allergeni.
QNASL Aerosol Nasale è un farmaco corticosteroideo per il trattamento, in soggetti adulti o adolescenti con età superiore a 12 anni di età, dei sintomi nasali legati a allergie stagionali o presenti tutto l’anno. Il farmaco è somministrato con spray non acquoso o “a secco” basato su idrofluoroalcano (HFA), un propellente ecologico. QNASL aerosol nasale contiene beclometasone dipropionato, un corticosteroide artificiale (sintetico). I corticosteroidi sono sostanze naturali presenti nel corpo che riducono le infiammazioni. Quando QNASL aerosol nasale è spruzzato nel naso, può contribuire a ridurre i sintomi nasali della rinite allergica (infiammazione della mucosa del naso), come naso chiuso, naso che cola, prurito e starnuti. Non è noto se QNASL Aerosol nasale sia sicuro ed efficace nei bambini sotto i 12 anni di età.
Teva Pharmaceutical Industries Ltd. (Nasdaq: TEVA) è una delle principali aziende farmaceutiche mondiali. È impegnata nell’accrescere l’accesso ad un’assistenza sanitaria di qualità attraverso lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di farmaci generici a prezzi accessibili, così come di farmaci innovativi e di specialità e ingredienti farmaceutici attivi. Con sede in Israele, Teva è il più grande produttore di farmaci equivalenti al mondo, con un portfolio prodotti globale di oltre 1.300 molecole e una presenza diretta in circa 60 paesi. Per quanto riguarda i farmaci innovativi, Teva concentra la sua attività di sviluppo nell’area delle malattie neurologiche, di quelle oncologiche, respiratorie e della salute della donna, oltre che nel settore dei farmaci biotecnologici e biosimilari. Teva impiega circa 46.000 persone in tutto il mondo e ha registrato 18,3 miliardi di dollari in ricavi netti nel 2011.

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L’Impronta Digitale per l’Uva da Tavola

Pubblicato da fidest su lunedì, 6 febbraio 2012

Photo taken in Maiori, Italy uva

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Berlino dall’8 al 10 febbraio. A Fruit Logistica, l’appuntamento internazionale per eccellenza dedicato alla presentazione dell’intera filiera dei prodotti ortofrutticoli, che si svolgerà a Berlino dall’8 al 10 febbraio, parteciperà anche la Samer, l’azienda speciale della Camera di Commercio di Bari, che opera nella certificazione di qualità di prodotto. Nell’ambito dell’area dedicata agli espositori pugliesi, curata da Unioncamere e dalla Regione Puglia, Area Politiche per lo Sviluppo Rurale, Samer presenterà al qualificato pubblico di visitatori della manifestazione, il progetto sull’“Impronta digitale dell’uva da tavola” che ha l’obiettivo di dotare la Puglia e il comparto viticolo regionale di uno strumento innovativo per la valorizzazione di questo prodotto. “E’ un’iniziativa all’avanguardia, realizzata in collaborazione con il Politecnico di Bari – spiega il presidente della Samer, Giuseppe Margiotta – grazie alla quale sarà possibile garantire la qualità, la tipicità e l’origine geografica dell’uva pugliese. Un metodo nuovisimo, che ha incontrato l’apprezzamento dei consorzi dei produttori fra i quali l’Apeo che sarà presente a Berlino e che è facile leggere in una dimensione molto più vasta nell’interesse del territorio e di altre produzioni agricole cui verrà esteso. Siamo troppo sovra esposti alla concorrenza di prodotti obiettivamente non eccellenti come i nostri. La qualità e la tracciabilità faranno la differenza e la Puglia, con una ricchissima e variegata produzione agricola, facendo rete fra istituzioni non può che essere in prima linea a supporto delle imprese per l’innovazione”.

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Alimentazione e pecorino rumeno

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 gennaio 2012

English: Bucegi mountains, Romania

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“Come uscire dalla crisi se si accetta che risorse e tradizione siano trasferite all’estero a danno del made in Italy?” E’ quanto si chiede Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando la triste vicenda del pecorino prodotto in Romania anche grazie ai finanziamenti pubblici italiani.
“E’ purtroppo emblematico -dichiara l’avv. Dona- il caso ‘SIMEST’ (Società Italiana per le Imprese Miste all’Estero), di cui il Governo Italiano è il principale azionista, che attraverso un complesso meccanismo di interventi, è entrata nella Roinvest S.r.l. (società italiana), ma controlla la Lactitalia che opera in Romania, dove produce formaggi che vengono etichettati con marchi che palesemente richiamano il made in Italy”.
“La Coldiretti da tempo ha denunciato il fatto, ma per il momento sembra che abbia ottenuto soltanto solidarietà e promesse. Probabilmente quanto fatto rientra nella piena legalità anche se il percorso seguito sembra essere simile al gioco delle scatole cinesi. Quello che però si deve sottolineare -prosegue l’avv. Dona- è che, di fatto, un imprenditore si è arrogato il diritto di trasferire un pezzo della nostra tradizione e della nostra cultura in Romania. Questo è stato possibile trasferendo le tecniche casearie che si sono affinate nel nostro Paese nel corso dei secoli utilizzando probabilmente anche l’esperienza di mastri casari italiani che è stata trasferita a loro colleghi rumeni”.
“Questo tipo di esportazione -incalza Dona- danneggia la nostra economia: come dimenticare che la pastorizia in alcune Regioni italiane, ed in particolare in Sardegna, ha una importanza economica capitale ed attualmente si trova in crisi drammatica? Il nostro Governo ha deciso di finanziare la ‘concorrenza’, cosa che è inaccettabile. Questa mancanza di lealtà è ampiamente dimostrata dal fatto che i formaggi romeni vengono venduti non soltanto con denominazioni come “pecorino romano” o “caciotta”, ma anche con etichette che richiamano il nostro Paese con il tricolore”.
“Sarebbe interessante sapere -conclude Massimiliano Dona- se il nostro Governo, nell’intervenire finanziariamente a favore di un’impresa romena ne ha verificato i disciplinari di produzione. Chiediamo di fare chiarezza di quanto è stato fatto, ma soprattutto auspichiamo che il Governo si impegni a sostegno delle nostre produzioni agroalimentari”.

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Filetto, al via la raccolta degli oli vegetali

Pubblicato da fidest su lunedì, 16 gennaio 2012

Il Comune di Filetto (Chieti) ha attivato il servizio di raccolta dell’olio vegetale esausto, usato ad esempio per la conservazione degli alimenti, residuo di frittura o sotto forma di grassi, burro, strutto, margarina. Ciascuno di noi ogni anno produce 4 chilogrammi di olio esausto. Se disperso nell’ambiente diventa una sostanza altamente inquinante.
In prossimità del Campo sportivo il Comune ha fatto installare un apposito contenitore accessibile a tutti i cittadini. Basta raccogliere l’olio da cucina in semplici recipienti di vetro o plastica e portarli nel luogo di smaltimento. Qui sarà sufficiente ruotare e sollevare il coperchio, versare l’olio esausto e chiudere il coperchio.
Non si devono introdurre aceto, sali e zuccheri, residui di alimenti solidi, oli minerali (idraulici o per motori), detersivi e prodotti chimici in genere. L’invito rivolto dall’assessore comunale all’Ambiente, Riccardo Tullio, e dal sindaco di Filetto, Sandro Di Tullio, è di non abbandonare i recipienti usati per il trasporto, ma di riutilizzarli. La raccolta è riservata alle sole utenze domestiche. Tuttavia la ditta incaricata del servizio, Adriatica Ambiente, è disponibile a fornire agli esercizi commerciali dei contenitori adeguati, in comodato d’uso gratuito, e a effettuare la raccolta altrettanto gratuitamente.L’olio vegetale dopo la frittura si ossida e assorbe le sostanze inquinanti derivanti dalla carbonizzazione dei residui alimentari. Se gettato in acqua, galleggia e la rende non potabile, oltre a causare il cattivo funzionamento degli impianti di depurazione, con i conseguenti maggiori costi; nel suolo l’olio esausto forma una patina sottile che impedisce alle piante di assorbire le sostanze nutritive.
La corretta raccolta e il successivo trattamento degli oli alimentari usati permettono il riutilizzo in processi industriali per la produzione di lubrificanti, biodiesel, saponi, tensioattivi, inchiostri, distaccanti e altri prodotti.Per informare i cittadini il Comune ha realizzato un’apposita campagna di comunicazione: il manifesto e il relativo volantino sono scaricabili dal sito Internet dell’Unione dei Comuni della Marrucina (www.marrucina.it).

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Nuovo equilibrio tra economia libera di mercato e stato sociale

Pubblicato da fidest su venerdì, 30 dicembre 2011

“Ci confrontiamo ormai quotidianamente con la crisi di quel progetto europeo che ha rappresentato la più grande invenzione politica della seconda metà del Novecento, sprigionando dinamismo e potenzialità in tale misura da imporsi come punto di riferimento, se non come modello, ben oltre i confini dell’Europa”. E’ partendo da questa considerazione che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una lettera inviata al direttore della rivista “Reset”, Giancarlo Bosetti, ha affrontato il tema dei grandi mutamenti avvenuti all’indomani della seconda guerra mondiale e del 1989: “Siamo ora giunti, in special modo in Europa, a un terzo appuntamento con la storia: quello del calare – approfondendolo come non mai – il nostro processo di integrazione nel contesto di una fase critica della globalizzazione. Ed è vero che questa volta le leadership europee appaiono invece in grande affanno a raccogliere la sfida, innanzitutto nei suoi termini di crisi incalzante dell’euro; appaiono palesemente inadeguate anche a causa di un generale arretramento culturale e di un impoverimento della vita politica democratica, che hanno congiurato nel provocare fatali ripiegamenti su meschini e anacronistici orizzonti e pregiudizi nazionali”.Facendo riferimento agli insegnamenti e all’eredità di Luigi Einaudi, il Presidente Napolitano ha scritto: “Particolarmente acuta è oggi per le forze riformiste l’esigenza di perseguire nuovi equilibri, sul piano delle politiche economiche e sociali, tra i condizionamenti ineludibili della competizione in un mondo radicalmente cambiato e valori di giustizia e di benessere popolare, divenuti concrete conquiste in termini di diritti e garanzie attraverso la costruzione di sistemi di Welfare State in Italia e in Europa”. Il Presidente ha poi affrontato la questione del confine fra un’economia libera di mercato ed uno Stato sociale, ricordando che “con i Trattati di Roma del 1957 e la nascita del Mercato Comune, furono riconosciuti e assunti dall’Italia i fondamenti dell’economia di mercato, i principi della libera circolazione (merci, persone, servizi e capitali), le regole della concorrenza”. Ha sottolineato il Capo dello Stato: “Ora che a minare la sostenibilità di quella grande e irrinunciabile conquista che è stata la creazione dell’euro concorre fortemente la crisi dei debiti sovrani di diversi Stati tra i quali l’Italia, è diventata ineludibile una profonda, accurata operazione di riduzione e selezione della spesa pubblica, anche in funzione di un processo di sburocratizzazione e risanamento degli apparati istituzionali e del loro modus operandi”. “Tale discorso – ha rilevato il Presidente Napolitano – non può non investire le degenerazioni parassitarie del ‘Welfare all’italiana’, rifondando motivazioni, obiettivi e limiti delle politiche sociali, ovvero rimodellandole in coerenza con l’epoca della competizione globale e con le sfide che essa pone all’Italia”.Per il Capo dello Stato “non possiamo ormai che riflettere sull’Italia guardando all’Europa: anche così tornando a incontrare Einaudi, come grande anticipatore e assertore di quella prospettiva di unione federale dell’Europa che oggi siamo chiamati a rilanciare mirando con coraggio einaudiano al più coerente superamento del dogma e del limite delle sovranità nazionali”. (fonte: http://www.criticasociale.net)

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Whirlpool Corporation archivia il terzo trimestre 2011- I risultati

Pubblicato da fidest su domenica, 30 ottobre 2011

View of the city of Comerío from Lazos hill.

Image via Wikipedia

Comerio, Varese Whirlpool EMEA ha registrato nel terzo trimestre vendite per 874 milioni di dollari, un aumento del 6 per cento rispetto all’anno precedente. Gli ordini per la Regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) sono risultati piatti. Escludendo il cambio, le vendite sono diminuite di circa il 3 per cento. Whirlpool chiude il terzo trimestre del 2011 con una perdita operativa pari a $ (12) milioni contro i $ 26 milioni di utile operativo nello stesso periodo dell’anno precedente. Maggiori costi delle materie prime, il mix prezzo/prodotto sfavorevole e i livelli di produzione più bassi sono stati solo parzialmente compensati dalle misure già prese in materia di produttività e riduzione dei costi. La società si aspetta che per la fine del 2011 gli ordini si mantengano piatti rispetto al 2010. A livello globale, Whirlpool Corporation (NYSE: WHR) ha annunciato utili netti nel terzo trimestre di 177 milioni dollari, o 2,27 dollari per azione diluita, contro un utile netto di $ 79 milioni, o 1,02 dollari per azione diluita riportati nello stesso periodo dell’anno scorso. Su base adjusted, escludendo quindi gli oneri non operativi, l’utile diluito per azione è pari a 2,35 dollari rispetto ai 2,22 dollari dell’anno precedente. Le vendite nel 2011 sono state di 4,6 miliardi di dollari rispetto ai 4,5 miliardi di dollari riportati nel terzo trimestre del 2010; un aumento del 2 per cento. Nel terzo trimestre l’utile operativo ammonta a 136 milioni di dollari rispetto ai $ 234 milioni dell’anno precedente. Indebolimento della domanda globale e costi più elevati delle materie prime e del petrolio nel corso del trimestre hanno controbilanciato i vantaggi dati dalle iniziative in corso su produttività, riduzione dei costi e aumenti di prezzo.I Piani di riduzione dei costi e di riduzione di capacità produttive significano una riduzione della forza lavoro di oltre 5.000 posizioni, principalmente in Nord America e in Europa (una riduzione della forza lavoro del 10 per cento circa nelle due regioni).Questi piani comprendono:

Riduzione di circa 1.200 posizioni nelle fasce impiegatizie.
Chiusura del centro di produzione di frigoriferi a Fort Smith (Arkansas) entro la metà del 2012. La produzione da Fort Smith sarà trasferita in altri siti nel Nord America per mettere a frutto le risorse esistenti.
Delocalizzazione della produzione di lavastoviglie da Neunkirchen (Germania) alla Polonia nel gennaio del 2012.
Ulteriori azioni di efficienza organizzativa in Nord America ed Europa.
La capacità produttiva complessiva dovrebbe essere ridotta di circa 6 milioni di pezzi.
Queste azioni dovrebbero consentire $ 400 milioni di risparmi annui entro la fine del 2013. Si attende che l’effetto di questi piani, combinato con gli aumenti dei prezzi annunciati, acceleri la crescita dei margini a partire dal 2012. Oneri di ristrutturazione per un totale di circa $ 500 milioni saranno sostenuti a partire dal quarto trimestre del 2011 e fino al 2013. La società prevede ora di impiegare circa 160 milioni dollari in spese di ristrutturazione nel 2011 rispetto alla sua precedente stima che oscillava tra i $ 75 milioni e i $ 100 milioni.
Nel trimestre Whirlpool EMEA ha lanciato:
- per il marchio Whirlpool, Green Generation lavastoviglie, con tecnologia 6° Senso di offre prestazioni superiori di lavaggio e risparmio energetico grazie alla scelta automatica del ciclo ideale di lavaggio e con il più basso consumo di acqua.
- per il marchio Bauknecht, l’asciugatrice a pompa di calore ad alta efficienza con una tecnologia che riduce il consumo di energia. L’aria è aspirata attraverso il tamburo essiccatore in un flusso, producendo risultati perfetti che sono ideali sui tessuti

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Giornata farmaci equivalenti

Pubblicato da fidest su giovedì, 20 ottobre 2011

Medicine Drug Pills on Plate

Image by epSos.de via Flickr

Roma presso la sede del centro anziani “G. Perlasca”, in via Sabotino 7, è stata ospitata una nuova tappa della campagna educazionale promossa da Teva Italia “Equivalente. Conosci e scegli i farmaci equivalenti”. L’iniziativa è stata patrocinata da Movimento Consumatori e dal Municipio di Roma XVII ed è stata resa possibile grazie al contributo di Teva Italia, azienda leader mondiale nella produzione di farmaci equivalenti. E’ nata con lo scopo di dare una corretta informazione su questo tipo di farmaci, affinché ci si avvicini con maggiore fiducia al loro utilizzo. Il farmaco equivalente, infatti, è qualità, sicurezza ed efficacia, ma è anche risparmio. Un risparmio a vantaggio di tutti, del singolo cittadino e del Sistema Sanitario Nazionale. Nonostante la garanzia e la sicurezza dei farmaci equivalenti, però, oggi solo il 10% dei farmaci dispensati è generico, contro una media europea del 50%.
Il farmaco equivalente è qualità, sicurezza ed efficacia. Ma è anche risparmio, a vantaggio del cittadino e del Sistema Sanitario Nazionale, che può così concentrare le risorse per favorire l’accesso a terapie costose e innovative di ultima generazione. La maggior parte dei Paesi europei ha compreso l’importanze dell’uso dei farmaci equivalenti, al fine di garantire un’assistenza sanitaria eccellente ma, nello stesso tempo, sostenibile. In Italia c’è ancora strada da fare, visto che solo il 10% dei farmaci dispensati è generico, contro una media europea del 50%. Tutti gli operatori del settore, medici e farmacisti, sono quindi chiamati a contribuire alla diffusione della cultura del farmaco equivalente.
FARMACI EQUIVALENTI I farmaci equivalenti (detti anche farmaci generici), pur avendo lo stesso principio attivo, presente alla medesima dose, la stessa forma farmaceutica, la stessa via di somministrazione e le stesse indicazioni terapeutiche del farmaco originale, costano meno, per motivi indipendenti dalla qualità del prodotto, legati alla commercializzazione e sviluppo. Forniscono le medesime garanzie di sicurezza, efficacia e qualità dei farmaci originali ma ad un prezzo inferiore. Questo a tutto vantaggio delle tasche dei cittadini e del Sistema Sanitario Nazionale. Per maggiori informazioni sulla campagna: http://www.equivalente.it

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La crescita dell’economia mondiale

Pubblicato da fidest su giovedì, 11 agosto 2011

Quanto sta accadendo oggi con il termometro impazzito delle borse non è, dopotutto, una novità. Molti segnali in passato lasciavano intravedere una instabilità che trae la sua origine da mali antichi. D’altra parte i più recenti indicatori congiunturali rilevano tra i principali elementi di rischio la persistente debolezza del mercato del lavoro, l’aumento dei beni alimentari ed energetici nei panieri di consumo, le tensioni sul debito sovrano che risulta eccessivo in alcune nazioni, tra le quali gli Usa e l’Italia, e in prospettiva il surriscaldamento dell’economia e al possibile innesco di spirali inflazionistiche. Per l’Italia, nello specifico, restiamo alle solite, con un aumento dei differenziali di rendimento sui titoli di Stato che ha costretto la Bce ad acquistarli per raffreddare la speculazione. Non vi è dubbio che se l’attuale livello degli spread persistesse noi non solo dobbiamo mettere in conto la perdita già subita che si aggira sui 30 miliardi di euro, ma cifre ben superiori nel giro di pochi giorni. La risposta resta nelle decisioni di politica economica e monetaria che il governo italiano, sia pure tardivamente, deve prendere non solo per arginare tale emorragia ma per favorire la crescita economica. Diversamente ci troveremmo come un serpente che si morde la coda e ci avviteremmo su noi stessi. E qui il discorso si fa più serio. Per rientrare nell’area di sicurezza ed evitare altre turbative il nostro debito pubblico deve contrarsi portandosi al 70% e ciò significa che in pochi anni dobbiamo trovare qualcosa come 800 miliardi di euro. E tutto questo dobbiamo farlo pensando al tempo stesso a non deprimere la produzione industriale, l’impegno per il potenziamento delle infrastrutture, la competitività delle nostre imprese sui mercati internazionali e ad umiliare il welfare.
Possiamo farcela solo se riusciamo ad adottare una politica di rigore non nel senso, ovviamente, di “armarci e partite” ma di “armarci e partiamo” incominciando a colpire senza remore o pregiudizi, o riserve, i rami secchi a partire dalla politica non tanto riferita agli stipendi dei parlamentari e di pubblici amministratori quanto al loro numero, ai privilegi che godono (auto blu, spese di rappresentanza, ecc.), alla pletora di uffici, di doppioni di incarichi e via di questo passo. E da qui porre mano alle riforme strutturali del welfare, della sanità, della scuola, della giustizia non per deprimere e comprimere ma per vitalizzarle sconfiggendo, innanzitutto, quel luogo comune che associa le riforme con maggiori costi e non con maggiori economie innestandovi un circolo virtuoso. E tutto questo non possiamo farlo un domani, ma già oggi perché non abbiamo più tempo per le dotte concioni, per convegni, per sprechi di parole. Ci vogliono fatti e realizzazioni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Jurij Bashmet alla 80ª Estate Musicale Chigiana

Pubblicato da fidest su domenica, 17 luglio 2011

Asciano (Siena) 18 luglio alle ore 21.30 nella suggestiva cornice dell’abbazia di Monte Oliveto Maggiore, In caso di maltempo il concerto si terrà nella Chiesa di Sant’Agostino a Siena Jurij Bashmet inaugura la 80ª Estate Musicale Chigiana Il celebre violista ucraino con Mikhail Muntjan al pianoforte proporrà un programma con pagine di Brahms, Schumann e Schubert Tre colonne portanti della letteratura romantica, dunque, che Bashmet presenterà in ordine inverso rispetto alla cronologia consueta: dalla tarda produzione di Brahms, ormai alle porte del Novecento, attraverso Schumann, che di quella corrente incarna la stagione della piena maturità, e indietro fino a Schubert, che scrisse la Sonata in la minore per uno strumento, l’arpeggione, caduto presto in disuso e oggi sostituito di norma dalla viola o dal violoncello.
Jurij Bashmet, nato nel 1953 a Rostov in Ucraina, ha studiato al Conservatorio di Mosca. Dal 1987 tiene la cattedra di Viola presso l’Accademia Chigiana di Siena. Nel 1976 ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale di Monaco, grazie al quale ha iniziato la sua carriera internazionale.
Mikhail Muntjan si è diplomato all’Istituto musicale Gnesin di Mosca. Dal 1962 al 1978 ha lavorato come pianista nella Grande Orchestra Sinfonica della Radio Televisione Sovietica e, dopo il 1978, ha suonato con la Filarmonica di Mosca. Ha effettuato tournées in molte città dell’URSS e in più di 25 paesi del mondo, esibendosi con famosi violisti, violinisti e violoncellisti sovietici.
I biglietti (posto unico, interi 18 euro, ridotti 8 euro per studenti, giovani sotto i 26 anni e over 65) saranno in vendita lunedì 18 luglio dalle ore 15.30 alle ore 18 presso il botteghino di Palazzo Chigi Saracini (via di Città 89, Siena) e a partire dalle ore 19.30 presso l’abbazia di Monte Oliveto Maggiore (Asciano).
Per raggiungere l’abbazia, l’Accademia Chigiana organizza un servizio navetta (costo 8 euro andata e ritorno) con partenza da Siena – piazza La Lizza, davanti all’hotel NH Excelsior (ex Jolly Hotel), alle ore 19.30. Il servizio navetta verrà effettuato solo al raggiungimento del numero minimo di partecipanti. Le prenotazioni possono essere effettuate presso la portineria di Palazzo Chigi Saracini (via di Città 89, Siena). http://www.chigiana.it (BASHMET E MUNTJAN)

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L’industria aretina nel I trimestre 2011

Pubblicato da fidest su sabato, 16 luglio 2011

Dopo un 2009 caratterizzato da una produzione industriale manifatturiera in forte difficoltà, ed un 2010 in recupero seppure a ritmi differenziati nei vari trimestri, il 2011 inizia in positivo ma in forte rallentamento: la produzione manifatturiera aretina si ferma infatti a +1,5% subendo una frenata di 2,7 p.p.( punti percentuali) rispetto al IV trimestre del 2010 e di 4,8 p.p. rispetto al terzo trimestre del 2010 e posizionandosi così sul valore più basso dall’inizio della fase di ripresa. Il confronto con il dato regionale mostra che in questo primo quarto del 2011 la Toscana (+3,7%) cresce in maniera più vigorosa rispetto alla nostra provincia, ribaltando quanto emerso negli ultimi due trimestri del 2010. A livello provinciale Arezzo continua, con un + 1,5%, a partecipare in maniera positiva alla crescita regionale nonostante risulti preceduta da Massa Carrara che, chiudendo con +8,7%, segna la miglior performance regionale, da Firenze (+8,3%), da Prato (+7,1%) e da Lucca (+2%). Più contenuto il dato di Pisa (+0,6%) mentre si muovono in terreno negativo Siena (-0,7%), Livorno (-1,1% dopo un 2010 estremamente positivo +17,2%), e Grosseto che con il -6,8% segna la variazione più negativa. Scendendo nel dettaglio dei singoli indicatori, nonostante la permanenza in terreno positivo, complessivamente il quadro appare in rallentamento. Oltre alla produzione che come abbiamo già detto passa dal +5,8% del 2010 al + 1,5%, frenano anche il fatturato e gli ordinativi (il primo fermatosi ad un +4,5% contro un +8,6%, il secondo ad un +1% contro un +4,5%). Continua a destare preoccupazione il fronte occupazionale che anche nei primi mesi dell’anno si è ridotta dell’1,1% rispetto ai primi mesi del 2010, proseguendo in una tendenza già evidenziata nei periodo precedenti.
A livello settoriale sono decisamente più numerosi i comparti in crescita (9) di quelli in contrazione purtroppo, però, fra questi ultimi, oltre ai minerali non metalliferi (-5,3%) comprendono uno dei principali motori del sistema economico provinciale, l’oreficeria che continua ed anzi aggrava la flessione iniziata dai primi trimestri del 2008 (-8,6% la produzione, -8,6% gli ordinativi e -5,4% l’occupazione). Incoraggianti i risultati degli altri settori tra i quali spiccano i dati della meccanica (+12,5%), del pelli e cuoio (+6,8%) e deimetalli (+5,8%); in crescita anche le variazioni dell’industria alimentare (+4,4%), del tessile e abbigliamento (3,9%) e delle calzature (+3,4%). Resta purtroppo generalizzato il problema occupazionale per il quale infatti, con le uniche eccezioni dei metalli, del settore varie e dell’elettronica, si rilevano variazioni a segno “-“.
In termini dimensionali, sono le piccole imprese (da 10 a 49 addetti) a registrare le crescite più contenute sia per produzione che per fatturato (rispettivamente +0,9% e +2,3%) mentre dal lato degli ordinativi e dell’occupazione le variazioni sono addirittura negative (-1,1% e -1,6%). Più incoraggianti le performance delle medie imprese (50-249 addetti), che iniziano il 2011 con una ripresa produttiva del +1,5%, ma soprattutto, in provincia così come nell’intero sistema economico regionale, le grandi (oltre 250 addetti) che recuperano sia in termini produttivi (+3,7%) che di fatturato e occupazione (+13,4% e +3,8%). Resta contenuto il dato della domanda (+0,4%).

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I giganti asiatici guidano la domanda

Pubblicato da fidest su mercoledì, 13 luglio 2011

A livello globale, la domanda di energia subirà una crescita esponenziale tra il 2010 ed il 2030, particolarmente nei Paesi in via di sviluppo. Questo e’ dovuto principalmente all’espansione del ceto medio ed alla rapida urbanizzazione. Con l’aumento del potere di acquisto in queste regioni, si assisterà al conseguente incremento dell’utilizzo di apparecchi elettrici. Una nuova analisi di Frost & Sullivan, (http://www.energy.frost.com), intitolata Annual Global Power Generation Forecasts 2011, rivela che la produzione di elettricità crescera’ ad un tasso di annuo composto di 2.7% fino al 2020, tasso che scendera’ all’1.8% durante i successivi 10 anni. Tale flessione sarà principalmente dovuta al rallentamento nello sviluppo dei mercati emergenti ed al crescente impatto delle misure di efficienza energetica imposte dai Governi a livello globale. Più in generale, nei prossimi 20 anni la fetta di mercato congiunta della domanda di elettricità da parte di Unione Europea, Nord America ed Asia Pacifico scendera’ dal 49.6% al 37.5%. La domanda più alta arriverà da parte di India e Cina, con un aumento della fetta di mercato combinata di questi due singoli Paesi dal 23.6% nel 2010 al 34.5% nel 2030. Si prevede, dunque, una forte crescita nell’utilizzo dell’energia rinnovabile, sia in ottemperanza degli accordi internazionali in tema di cambiamenti climatici e riduzione delle emissioni di CO2, sia per supportare lo sviluppo di nuove opportunità. Sebbene tutte le fonti di combustibile – escluso il petrolio – vedranno una forte espansione, il carbone rimarrà in ogni caso la risorsa prevalente, contando ancora per quasi il 28% della capacità installata e per oltre il 34% della produzione energetica nel 2030.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, permette ai suoi clienti di accelerare la loro crescita e di raggiungere posizioni di rilievo in termini di progresso, innovazione e leadership di mercato. La Growth Partnership Service di Frost & Sullivan offre al Ceo e al suo team una ricerca accurata dei modelli “best practice” da seguire per guidarli nella creazione, nella valutazione e nell’attuazione di significative strategie di crescita. Frost & Sullivan vanta oltre 50 anni di esperienza come partner delle prime 1000 società a livello globale, aziende emergenti e investitori di più di 40 uffici in 6 continenti. Per far parte della nostra Growth Partnership, visita il nostro sitohttp://www.frost.com

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Master in “produzione multimediale”

Pubblicato da fidest su mercoledì, 15 giugno 2011

Perugia, formare professionisti in possesso di abilità e conoscenze specialistiche della produzione audio/video, in grado di misurarsi con la continua evoluzione dei media digitali e con un mercato (senz’altro globale) in vorticoso sviluppo: è questo l’obiettivo principale delMaster di I livello in “Produzione multimediale” che partirà all’Università per Stranieri di Perugia nel settembre 2011 per terminare nell’aprile successivo (otto mesi di formazione d’aula). La figura professionale che questo modulo post laurea ritaglia potrà collocarsi, quale esperto in produzione multimediale, presso emittenti televisive e radiofoniche, case di produzione cinematografiche, web services, web tv, web radio, services video e redazioni giornalistiche on line, mettendo a frutto le competenze acquisite anche in ambito informatico: nel web e nella produzione e post produzione, sia audio che video. Questo corso, cui è possibile fare domanda d’accesso sino all’8 luglio prossimo (www.unistrapg.it per ogni altra informazione), prevede anche la possibilità di un’iscrizione parziale per la frequenza a singoli insegnamenti o unicamente all’intera sezione didattica d’aula (le lezioni tradizionali), a fronte della quale verrà rilasciato un certificato di partecipazione.
Il percorso formativo prevede lo svolgimento di 360 ore di lezioni frontali, 120 ore di stage e la realizzazione di un project work, i quali porteranno al conseguimento di 60 crediti formativi. Il Master è a numero programmato e prevede un massimo di 35 partecipanti. La frequenza delle attività è obbligatoria nella misura del 75% delle ore d’insegnamento e del 75% delle ore di stage. La didattica frontale prevede, tra gli altri, insegnamenti quali Media digitali e Social network, Architettura dell’informazione, Produzione e Post produzione, Regia digitale, Giornalismo multimediale, Dizione e Doppiaggio. Particolarmente qualificato è il pull di docenti del corso, provenienti dal mondo accademico e delle professioni di settore. Tra essi Tiziano BONINI (Radio 24); Arnaldo COLASANTI (Radio 1), Daniele MACHEDA (Rai News 24); Marta PERROTTA (Radio Due); Andrea PURGATORI (Corriere della sera); Andrea SALERNO (Direttore Editoriale Fandango); Daniel DELLA SETA (Radio Due); Claudio DI MAURO (Centro sperimentale Cinematografia-Accademia dell’Aquila); Roberta GISOTTI (Radio Vaticana); Massimo LAVATORE (Rai Due); Daniele MACHEDA (Rai News 24); Pasquale MALLOZZI (Corriere dello Sport); Stefano PAOLILLO (Rai); Andrea SALERNO (Direttore Editoriale Fandango); Riccardo STAGLIANÒ (La Repubblica). Tra le sedi previste per lo svolgimento dello stage formativo: Promovideo (Perugia), Radio Vaticana (Roma), Festival del giornalismo di Perugia, Tef Channel (Perugia), Multiplayer (Terni), società di produzione cinematografica Fandango (Roma), Tam Tam On line (Roma), H-Farm (Treviso), Rai (Roma), Shado TV (Venezia), Umbria Journal (Perugia) Corriere dello sport (Roma).

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