Pure per il 2011 L’Italia si riconferma tra i primi della classe nella farmacovigilanza, grazie anche all’importante contributo dei farmacisti. Non di tutti, però. Anzi, per essere precisi i meriti vanno soltanto a una ristretta parte, quella rappresentata dai farmacisti che lavorano nelle strutture pubbliche. La spiacevole verità arriva dai dati dell’Aifa sulle segnalazioni di eventi avversi ricevute nel corso dell’ultimo anno. Come già scritto (vedi F33 di giovedì scorso) nel 2011 sono state registrate 21.473 reazioni sospette, per un tasso di 356 segnalazioni ogni milione di abitanti. Come già l’anno prima, l’Italia si colloca così nel ristretto club dei paesi che dispongono di un sistema di farmacovigilanza avanzato, perché capaci di collocarsi al di sopra del tasso che per l’Oms rappresenta il “gold standard” di riferimento, cioè 300 segnalazioni per milione di cittadini.Tra le cifre dell’Aifa, tuttavia, non tutto luccica come oro. Innanzitutto esistono ancora forti differenze a livello regionale, tali per cui il superamento della soglia di cui s’è detto è di fatto merito solo di quattro Regioni (Lombardia e Toscana hanno fatto registrare tassi superiori alle 800 segnalazioni per milione di abitanti e da sole sommano più della metà delle segnalazioni registrate nel 2011). Stesse distanze da un analisi in base alle professioni: i medici sono in testa alla classifica con il 55% delle segnalazioni, seguit i al secondo posto dai farmacisti con il 12% (ancora più staccati gli operatori dei distretti e, al quarto posto, i medici di famiglia). Per i farmacisti parrebbe una performance di cui andare fieri, ma come si è detto così è solo in apparenza: «La maggior parte delle segnalazioni» osserva infatti l’Aifa «proviene da tre regioni, Lombardia, Toscana e Campania, dove alcuni farmacisti ospedalieri sono coinvolti in un progetto di monitoraggio attivo». In particolare, puntualizza ancora l’Agenzia, «il 70% delle segnalazioni 2011 provenienti da farmacisti è stato inviato da 10 farmacisti ospedalieri inseriti in questo progetto». In altri termini, delle 2.530 segnalazioni “addebitate” alla professione, soltanto 760 circa possono essere rivendicate dalla categoria nel suo insieme. «Il “peso” dei farmacisti nella segnalazione spontanea» è l’inevitabile conclusione dell’Aifa «è ancora molto basso». È un dato da tenere in stre tta considerazione nel momento in cui si parla di riforma della remunerazione e di compensi legati alle prestazioni professionali in farmacia. (fonte farmacista33)
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Farmacovigilanza, la maggioranza dei farmacisti ne fa poca
Pubblicato da fidest su domenica, 27 maggio 2012
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Le imprese regionali guardano al Montenegro per nuove opportunità di business
Pubblicato da fidest su lunedì, 14 maggio 2012
Tra le attrattive del Paese, la facilità ad avviare una nuova impresa e le relazioni ormai storiche fra i due territori. L’interesse delle imprese regionali per il Montenegro si riconferma alto: sono molti, circa una cinquantina, gli imprenditori locali che stamani nell’ente camerale triestino hanno preso parte alla presentazione dell’Asse II del progetto regionale Adria 3 “Internazionalizzazione – sviluppo dei rapporti economici tra Friuli Venezia Giulia e Montenegro”, organizzata da Unioncamere Friuli Venezia Giulia e Informest.
I dati sull’export Friuli Venezia Giulia in Montenegro sono interessanti. L’ultimo dato Istat (2011) si assesta a 8 milioni di euro: “Mobile, manufatti metallici, articoli di abbigliamento sono i nostri settori trainanti nel Paese, ma ci sono ottimi margini per molti altri – rileva il presidente camerale Antonio Paoletti –. In tal senso possiamo far fruttare la nostra esperienza nell’area balcanica e adriatica, che registra una continuità operativa e sistemica ormai di lungo termine“.
Il protocollo Italia – Montenegro sottoscritto nel 2010 da cui nasce la possibilità di una cooperazione decentrata tra Friuli Venezia Giulia e Montenegro è stato ricordato da Elio De Anna, assessore regionale alle Relazioni Internazionali: “La nostra regione svolge un’azione geopolitica forte nel Sud – Est Europa, le nostre imprese hanno una vocazione naturale verso quest’area, terreno fertile per le nostre realtà, che stiamo incoraggiando ulteriormente e per il quale stiamo lavorando a un nuovo protocollo”. Relazioni storiche e opportunità di sviluppo ribadite anche dal vice ministro montenegrino all’Industria e alle imprese, Dragan Kujovic: ”Ci sono sempre stati ottimi rapporti , ormai conosciamo bene entrambe le economie, ma intendiamo rafforzare ulteriormente questa collaborazione per lo sviluppo delle piccole e medie imprese di entrambi i territori e di settori strategici come il turismo, l’edilizia, le infrastrutture e molti altri ancora”.
Il Montenegro nel corso degli ultimi anni ha sviluppato un’indubbia capacità d’attrazione per la cooperazione economica: la normativa più recente agevola le imprese in molti fondamentali aspetti tecnici, come i costi/tempi di registrazione. Commenta la presidente di Informest Silvia Acerbi: “Informest segue da anni e da vicino il sud-est Europa, le possibilità di sviluppo economico che offre e i passi avanti che avvicinano l’economia del nostro territorio alle opportunità di business. I dati parlano chiaro: il Montenegro sempre più si sta rivelando come una realtà amica delle piccole medie imprese. Secondo un rapporto della Banca Mondiale del 2012, nell’area dei balcani il Montenegro è secondo solo alla Macedonia per facilità ad avviare un’impresa”.
La presentazione odierna si inserisce nel progetto di cooperazione “Adria 3 – Rafforzamento e sviluppo della cooperazione con i paesi della sponda dell’Adriatico orientale” finanziato dalla L.R 19/2000 Regione Friuli Venezia Giulia, di cui Informest è capofila, tra le cui finalità vi è anche superare le eventuali problematicità legate all’accesso al mercato, migliorare le capacità degli attori economici e istituzionali nello sviluppo di politiche a favore della crescita del territorio, con particolare attenzione ai principi di sostenibilità ambientale, economico e sociale. Il progetto Adria 3 è dedicato ad Albania, Croazia (regione Istria) e Montenegro.
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Milano, al Sacco premi a chi aiuta a tagliare i costi
Pubblicato da fidest su venerdì, 11 maggio 2012
Se il Governo chiede aiuto ai cittadini perché mandino segnalazioni che aiutino a tagliare gli sprechi anche i manager della sanità milanese si rivolgono al personale alla ricerca di idee per tagliare i costi. L’iniziativa viene dall’Ospedale Sacco e ha la particolarità di erogare un premio in denaro a chi, tra infermieri e amministrativi, fa la migliore proposta finalizzata a razionalizzare le spese. «In un momento di particolare crisi e di grande fatica lavorativa per il personale» spiega a DoctorNews33 il direttore generale Callisto Bravi «ci sembrava giusto rinunciare ai nostri soldi personali per premiare il contributo di idee provenienti dal personale». Oltre a Bravi sono altri due i manager coinvolti nell’iniziativa, Mauro Agnello, direttore sanitario e Maria Grazia Colombo, direttore amministrativo. ognuno dei quali mette di tasca propria 1500 euro per arrivare ai 4500 euro del premio. Ma in che cosa consiste la “competizione”? «Al concorso possono partecipare infermieri, tecnici e amministrativi» ci spiega il Dg del Sacco «che, singolarmente o in un gruppo non superiore a quattro dipendenti, possono presentare un progetto con un ipotesi di taglio o di buone pratiche da applicare. Ne verranno selezionati cinque e il Collegio di direzione formato dai capi dipartimento sceglierà il progetto vincente». Un modo, sottolinea Bravi, per far emergere le potenzialità presenti con l’obiettivo dichiarato di risparmiare. Il bando è stato pubblicato da soli tre giorni, troppo presto per tastare le reazioni del personale e le idee devono essere presentate il 31 maggio. Entro il mese di giugno sarà pubblicato il progetto scelto. (Marco Malagutti) (fonte doctornews.33)
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Euro Mediterraneo: al via il progetto Euromed Justice III
Pubblicato da fidest su sabato, 5 maggio 2012
Lavori in corso per il progetto Euromed Justice III che porterà alla stesura di una guida per l’accesso alla giustizia. Rappresentanti da Israele, Cisgiordania, Libano, Marocco e Tunisia e alcuni esperti in materia francesi e austriaci hanno partecipato tra il 17 e il 19 aprile scorso al primo gruppo di lavoro sul tema “Accesso alla giustizia e legalità”, che ha assunto il compito della stesura del manuale. Durante l’incontro sono stati presentati il sito web del progetto e tutti gli strumenti ad esso correlati con il relativo calendario di incontri. Nello specifico, due eventi hanno tenuto banco nella tre giorni di Parigi: uno dal titolo “Legalità: un approccio internazionale e l’esperienza francese” realizzata da un esperto del Ministero francese della giustizia e l’altro dal titolo “Introduzione generale sull’accesso alla giustizia e legalità, con specifico riferimento alle minoranze svantaggiate” a cura dell’Ufficio di prevenzione per il controllo della droga e della criminalità delle Nazioni Unite. Con un budget di 5 milioni di euro il progetto Euromed Justice III in programma dal 2011 al 2014 ha lo scopo di sviluppare la capacità e la buona amministrazione nei Paesi del Mediterraneo in campo giudiziario. I rappresentanti dei Paesi dell’area del Mediterraneo hanno stilato una relazione sulla situazione attuale nelle rispettive nazioni cui è seguito un dibattito molto partecipato. È prevedibile che la conclusione dei lavori si realizzerà con cinque incontri entro l’Aprile del 2013. Il prossimo incontro prevede la discussione sulla lunghezza dei procedimenti e sui tempi del processo. Con questo progetto, dunque, si realizza un passo avanti nella modernizzazione dei sistemi giuridici internazionali e nella semplificazione dei processi. (Valeriano Valerio) (fonte aiccre)
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Il progetto di paesaggio come strumento di ricomposizione dei conflitti
Pubblicato da fidest su lunedì, 16 aprile 2012
Italiano: Chiesa di Sant'Ivo alla sapienza interno Palazzo della Sapienza, Roma (Photo credit: Wikipedia)
Roma venerdì 20 aprile 2012 ore 9.00 – aula magna – Facoltà di Architettura via Gramsci 53, Venerdì prossimo si terrà la V edizione del Colloquio internazionale organizzato dal dottorato in Progettazione e gestione dell’ambiente e del paesaggio al quale, oltre ai rappresentanti delle istituzioni e delle università, porteranno il loro contributo esperti di diverse discipline italiani e stranieri.
Il tema dell’incontro è Il progetto di paesaggio come strumento di ricomposizione dei conflitti.
Si parlerà della necessità della formazione di una coscienza nuova nella difesa del territorio e dei beni comuni dai conflitti crescenti: a fronte di una realtà che vede il territorio come “substrato indifferente” e quasi abiotico da riempire con le attività e gli impatti più disparati, va contrapposta una rete consapevole di azioni per un equilibrio efficace in termini di sicurezza ambientale e di equità sociale ed economica.
Il progetto di paesaggio, in virtù della sua trans-disciplinarietà, può essere uno strumento di chiarimento, mediazione e ricomposizione dei conflitti per affrontare la mutazione dei territori facendo lavorare in sinergia i diversi punti di vista e le capacità. Questa edizione è stata organizzata con l’Unità di Ricerca Paesaggi del Dipartimento di Architettura e Progetto della Sapienza, i dipartimenti DIBAF e DAFNE della Tuscia, STAT del Molise, con la partecipazione delle Ente CRA e del CURSA. I relatori, oltre che dai citati dipartimenti ed enti, provengo da altri dipartimenti e dal dottorato di ricerca in Storia dell’Europa della Sapienza e dalle Università di Strasburgo, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Reggio Calabria,Trieste e dal Ministero per i beni e le attività culturali.
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Autismo: progetto ricerca europeo
Pubblicato da fidest su martedì, 3 aprile 2012
European Autism Interventions (EU-AIMS) è il nome del programma di ricerca per lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici contro i disordini dello spettro autistico (ASD), che vede coinvolti quattordici centri universitari e di ricerca europei, aziende farmaceutiche riunite nella European Federation of Pharmaceutical Industry Associations (EFPIA) e la più grande organizzazione mondiale per la lotta a questa patologia, l’Autism Speaks. Nel gruppo di lavoro il nostro Paese è rappresentato dall’Università Campus Bio-Medico di Roma.
“Le nostre conoscenze scientifiche – spiega il Prof. Antonio Persico, Professore associato di Neuropsichiatria Infantile al Campus Bio-Medico e responsabile del gruppo di ricerca italiano – hanno finalmente raggiunto la massa critica necessaria per passarealla fase traslazionale, ossia alla loro traduzione in metodi diagnostici e in agenti terapeutici innovativi. Tutto questo sarebbe impossibile, senza uno sforzo congiunto d’istituzioni universitarie e di ricerca, case farmaceutiche e Comunità Europea“.Con un badget di 29,6 milioni di euro nell’ambito del VII Programma Quadro dell’Unione Europea, EU-AIMS rappresenta il più grande progetto di ricerca sull’autismo al mondo e il più grande mai sviluppato a livello europeo nell’ambito della salute mentale. Un consorzio internazionale di gruppi di ricerca, organizzazioni di pazienti e industrie farmaceutiche uniscono le forze per ottenere entro i prossimi cinque anni nuovi test cellulari, nuove tecniche di analisi tramite risonanza magnetica funzionale e nuovi bio-marcatori genetici e proteomici.“La mancanza di efficaci trattamenti farmacologici per i disturbi dello spettro autistico – ci spiega Robert Ring, Vice Presidente della Ricerca Traslazionale per Autism Speaks – ha un profondo effetto sulla vita dei pazienti. Siamo entusiasti di questa collaborazione unica. Ora possiamo sperare in un reale cambiamento nel trattamento futuro di questa malattia devastante”.L’autismo colpisce 1 bambino su 88 ed è caratterizzato da un gruppo di disordini dello sviluppo cerebrale, causati da una combinazione di geni e influenze ambientali. “È una ricerca senza precedenti al mondo – è il commento del Prof. Declan Murphy, del King’s College di Londra – Ci darà la possibilità di cambiare il panorama scientifico sull’autismo e sullo sviluppo clinico di farmaci efficaci in tutta Europa”. Il soggetto autistico vive in un mondo personale e distaccato dagli altri, che preclude l’accesso comunicativo e relazionale. Chi ne è colpito, manifesta quella che viene definita la triade del comportamento autistico: lo sviluppo anomalo o deficitario dell’interazione sociale, gravi difetti di comunicazione e una marcata ristrettezza del repertorio di attività e di interessi.
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Progetto: il pane a chi serve
Pubblicato da fidest su giovedì, 29 marzo 2012
Roma «Con il progetto “il Pane a chi serve” la nostra città si dimostra ancora una volta vicina e solidale a chi si trova in difficoltà. Un esempio riuscito di sussidiarietà che pone al centro della propria azione la persona umana, soprattutto la più fragile».E’ quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in merito al progetto “Il pane a chi serve” che prende il via oggi nella sua fase operativa in due Municipi della Capitale.
«Ringrazio le ACLI – aggiunge Alemanno – e l’Unione panificatori della Confcommercio di Roma per avere creduto fermamente a questo progetto che sta creando una vera e propria rete virtuosa di associazioni che capillarmente hanno la grande capacità di intercettare il disagio sociale con prontezza ed efficacia».
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Greenpeace, Legambiente e WWf su Porto Tolle
Pubblicato da fidest su martedì, 13 marzo 2012
«Il progetto più pericoloso e dannoso per il clima, nel nostro Paese, è diventato un progetto fantasma. Ma i fantasmi non sono mai presenze rassicuranti». Così Greenpeace, Legambiente e WWF commentano la scomparsa dei 2,5 miliardi di euro destinati alla conversione a carbone della centrale termoelettrica di Porto Tolle dai piani di investimento di Enel 2012-2016. «Questo annuncio è anche il frutto della forte opposizione al progetto, ma quella che potrebbe sembrare una buona notizia, è solo un grande pasticcio che non serve all’Italia» aggiungono le associazioni. Enel cancella Porto Tolle dal suo piano industriale mentre il suo amministratore delegato continua a contestare magistratura e istituzioni per aver rallentato quello stesso progetto. Sulla conversione a carbone di Porto Tolle, poi, è aperta una formale procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) presso il Ministero dell’Ambiente. Se da quella procedura Enel ottenesse un parere positivo, che cosa succederebbe? Direbbero ‘scusate, ci siamo sbagliati e vi abbiamo fatto lavorare per nulla’ o estrarrebbero dal cilindro i 2,5 miliardi di euro necessari per quello scempio? Dietro a questo pasticcio dell’Enel si cela forse un trucco. Fino a quando l’azienda non annuncerà formalmente la revoca della richiesta di VIA su Porto Tolle, quel progetto resterà una spada di Damocle su ambiente e clima e troverà la più ferma opposizione delle associazioni. E, comunque, come già successo con la scomparsa del nucleare dai precedenti piani di investimento, speriamo che questo annuncio sia di buon auspicio per il definitivo abbandono del progetto di Porto Tolle.
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Ocm vino
Pubblicato da fidest su lunedì, 5 marzo 2012
Udine martedì 6 marzo l’incontro per definire la nuova programmazione Ultimi giorni per inviare le adesioni da parte delle imprese interessate al progetto guidato dalla Cciaa per la promozione negli Usa, Russia e Cina.
Un’Ati (Associazione temporanea d’imprese) guidata dalla Camera di Commercio di Udine che, da una ventina di aziende vitivinicole regionali coinvolte è arrivata a ben 42, per fare, in aggregazione, una più efficace promozione negli Stati Uniti, ma anche in Russia e in Cina. E’ l’ottimo risultato a cui, in Friuli Venezia Giulia, è giunto in tre anni il progetto Ocm vino, che l’ente camerale vuole rinnovare per la prossima annualità: martedì 6 marzo, alle 12, in Sala Valduga, la Cciaa invita infatti tutte le aziende interessate a partecipare all’incontro informativo per elaborare una proposta progettuale a valere sui fondi 2012-2013. Ultimi giorni di tempo, dunque, per le imprese per inviare la scheda di adesione, segnalando inoltre nel modulo presente su http://www.ud.camcom.it quali Paesi ritengano di maggior attrattiva e l’importo dell’investimento previsto per ciascun Paese. Chi è impossibilitato a partecipare alla riunione può comunque segnalare il proprio interesse all’iniziativa inviando la scheda. Attualmente, il regolamento per l’annualità 2012 prevede di finanziare con fondi pubblici (attraverso l’approvazione della Regione e del Ministero per le politiche agricole) fino a un massimo del 50% la spesa realizzata dalle imprese per azioni di promozione e pubblicità, campagne di informazione e promozione, partecipazione a manifestazioni, fiere, ed esposizioni di importanza internazionale e altri strumenti di comunicazione (da siti internet agli opuscoli, dalle degustazioni guidate a incontri con operatori terzi), nonché incoming di operatori stranieri. Le informazioni raccolte dalle aziende coinvolte saranno diffuse in occasione dell’incontro del 6 marzo, per arrivare alla definizione finale dei Paesi obiettivo per la prossima annualità.
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Quando l’Europa nega l’asilo
Pubblicato da fidest su lunedì, 27 febbraio 2012
Roma 29 febbraio @ ore 19,30 La Città dell’Utopia – via Valeriano 3F [metro B Basilica S.Paolo] Il diritto d’asilo nell’Europa mediterranea: tra “stato d’eccezione” e violazioni. Dibattito con Katerina Toya dalla Grecia – volontaria SVE a “La Città dell’Utopia”, Emanuela Fortuna (ass. Laboratorio 53) e la testimonianza di due richiedenti asilo. A seguire: proiezione di video documentari tratti da “Through the desert and sea” – un progetto multimediale di SCI e Amisnet sulle rotte migratorie tra Grecia e Italia
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Progetto per un’Italia sostenibile
Pubblicato da fidest su venerdì, 17 febbraio 2012
Dichiarazione di Enrico Cappanera, amministratore delegato di Energy Resources, al termine dell’incontro di oggi con il ministro Clini: “Un incontro molto proficuo, che può aprire una nuova fase di dialogo tra politica e impresa sul tema dello sviluppo sostenibile. Al ministro abbiamo avanzato tre richieste: decalage morbido degli incentivi al fotovoltaico fino alla grid parity; varare al più presto il conto energia termico; sul fronte finanziario, defiscalizzare la ricerca e fare in modo che l’accessibilità al credito e i tassi di interesse privilegino chi attua interventi per la sostenibilità, l’efficienza energetica e le rinnovabili.Il ministro ha ribadito la necessità di abbasare gli incentivi al fotovoltaico, in modo che il settore cresca in modo sostenibile e senza speculazioni; ha assicurato che il conto energia termico verrà varato a brevissimo; sul terzo aspetto, ha convenuto sulla necessità di incentivare la ricerca ed ha sottolineato che recentemente il Ministero e la Cassa depositi e prestiti hanno promosso un fondo rotativo per finanziare interventi di efficienza energetica e fonti rinnovabili nel residenziale e nelle pmi.Il ministro ha inoltre fatto un’affermazione che giudichiamo di grande importanza: ha sostenuto che è necessario diminuire la centralizzazione dell’energia; come Energy Resources sosteniamo con forza il grande potenziale delle rinnovabili, che consentono a tutti i cittadini di essere contemporaneamente produttori e consumatori di energia pulita.Esprimo infine forte soddisfazione per l’intenzione dichiarata dal ministro di proseguire questo importante dialogo con le imprese”. L’incontro, dal titolo “Progetto nazionale per l’Italia sostenibile”, si è svolto nel pomeriggio di oggi al Teatro Agorà della Triennale di Milano. Energy Resources era tra le ventidue aziende, selezionate come più rappresentative del settore sostenibilità, chiamate a fornire al Ministero elementi funzionali all’elaborazione di una strategia d’intervento mirata.
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Progetto per robotizzare l’assistenza agli anziani
Pubblicato da fidest su venerdì, 10 febbraio 2012
(Centro Maderna) Ha preso avvio oggi, con un primo incontro introduttivo, “Robot-Era”, un progetto internazionale di robotica sociale coordinato dall’Italia, che coinvolge l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa insieme a ricercatori svedesi, inglesi e tedeschi, alla multinazionale ST Microelectronics, a due aziende spin-off dell’Istituto Sant’Anna e al comune di Peccioli in provincia di Pisa. L’ambizioso progetto, che avrà la durata di quattro anni, ha lo scopo di identificare le esigenze e le necessità quotidiane degli anziani e dei loro familiari per poi creare ausili robotici che possano supportarli. Saranno tre i tipi di robot che sembra verranno realizzati, uno per i lavori in casa, uno per il condominio e un terzo per l’assistenza in strada. “I robot,” spiega Paolo Dario, direttore dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore di Pisa, “saranno in grado di cooperare fra loro, per cui l’elevata complessità del sistema risulterà ridistribuita nell’ambiente dimostrandosi efficace, facile da usare e accettabile. Grazie a questo progetto internazionale la Regione Toscana si conferma una realtà dinamica e capace di promuovere e di ospitare iniziative di ricerca di alto profilo, ma anche direttamente rivolte al miglioramento della qualità della vita dei propri cittadini e dello sviluppo industriale”. (News del 07 /02/2012)
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Impegno per Palermo
Pubblicato da fidest su lunedì, 6 febbraio 2012
Palermo. Oggi pomeriggio alle 17,30, a Palazzo Fatta, Fabrizio Ferrandelli, candidato a sindaco della città di Palermo, ha incontrato la società civile, i movimenti, le associazioni e i cittadini che in questi mesi hanno sostenuto la sua candidatura, per tracciare insieme una nuova tappa del percorso. “Nonostante le continue chiacchiere e le dicerie uscite su blog e giornali, che mi vedrebbero alleato un po’ con tutti – dichiara Ferrandelli – c’è la stragrande maggioranza di persone che non si è lasciata abbindolare dalla macchina del fango e che a gran voce ha richiesto un altro incontro per parlare di Palermo, delle sue emergenze e soprattutto per discutere insieme di programmi e progetti per trasformare la nostra città in un posto vivibile e a misura d’uomo. Tra i presenti, questo pomeriggio, anche Padre Gianni Notari con il quale non si è mai interrotto il dialogo e, come sempre, saremo uno al fianco dell’altro nella realizzazione del nostro progetto, nella costruzione di quel grande Polo Civico che vuole lavorare per trasformare Palermo.”
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Come riformare l’indennità parlamentare
Pubblicato da fidest su sabato, 7 gennaio 2012
Un progetto elaborato anni fa dai Centri studi della Fidest prospettava la possibilità di mettere ordine ai costi della politica partendo proprio dalle indennità parlamentari, o meglio ancora dagli oneri indiretti che ne derivavano. Si voleva riconfermare il principio che i rappresentanti del popolo fossero, da una parte, affrancati dall’assillo economico assumendo incarichi di rappresentanza e, dall’altra riconoscere la diversità di trattamento rendendo la stessa indennità, che si voleva loro riconoscere, flessibile in quanto rapportata alla reale perdita di proventi retributivi percetti prima del mandato. In altre parole se l’avvocato, il medico ecc. continuavano a svolgere il loro lavoro durante il mandato parlamentare non si potevano riconoscere analoghe indennità nei confronti di chi aveva smesso di farlo. Valutando in questo modo le posizioni di ciascuno si potevano ottenere risultati più rispondenti alle singole problematiche economiche. Non solo. Al parlamentare il progetto prevedeva, da parte delle rispettive camere, una serie di servizi monetizzabili in prestazioni come mettergli a disposizione un collaboratore retribuito direttamente dal Parlamento e un ufficio, e in aggiunta un rimborso spese a piè di lista per il viaggio e la permanenza a Roma e un buono pasto, ma solo per la durata dei lavori parlamentari. Tutti gli altri servizi erano stabiliti a carico del parlamentare: spese postali, viaggi non previsti dagli impegni istituzionali, ecc. Dalla indennità base stabilita in 5.500 euro mensili dovevano essere detratte per una polizza assicurativa di 1000 euro per il fondo pensione e 500 per l’assistenza sanitaria pubblica. Un rimborso forfettario del massimo di 3000 euro era, invece, stabilito per il parlamentare che rinunciasse, durante il mandato, alla sua attività professionale (avvocato, medico, commercialista, ecc). Tutto questo ci pareva fondamentale per stabilire un rapporto di maggiore trasparenza tra l’eletto e gli elettori e per sancire il principio che il mandato non costituisse un affare. Per lo stesso motivo si aggiungeva il suggerimento di porre mano ad una legge, a somiglianza di quella del parlamento europeo, per i rapporti con le lobby. E il tutto condito con la riduzione del numero dei deputati portandoli a 315 e dei senatori a 135, ma con l’aggiunta di 40 senatori designati dalle regioni. Un altro capitolo del progetto riguardava il numero e le indennità degli eletti nelle amministrazioni locali. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
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