Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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La manovra: E’ scandalosa

Pubblicato da fidest su venerdì, 9 settembre 2011

Nei documenti presentati alle autorità europee, il Governo si era impegnato a un aggiustamento prevalentemente sul lato della spesa. La manovra approvata al Senato mercoled 7 settembre si muove in direzione opposta poichè si basa sull’aumento delle tasse, innanzitutto sull’inasprimento Iva, che vale a regime più di 4 miliardi; bruscolini verranno dal contributo di solidarietà sui redditi superiori a 300 mila euro: circa 140 milioni a regime. Complessivamente il contributo delle tasse salirà al 73 per cento nel 2012, anzi di più considerando le nuove tasse degli enti locali che si rifaranno dei tagli ai trasferimenti aumentando le addizionali Irpef, come loro consentito già nel 2012. Il risultato finale è che per ogni euro generato (alla luce del sole e non in nero), metà andrà all’erario. E i tagli ai costi della politica? Spariti; un emendamento del governo in zona cesarini ha ridotto il taglio delle indennità dei membri di Camera e Senato, almeno sei volte di meno rispetto a quanto previsto nel testo originario, e ammorbidito l’incompatibilità del loro mandato con gli altri incarichi pubblici. Per taglio province e dimezzamento parlamentari siamo sempre a livello di promesse. Riassumendo: settimane di annunci per partorire una “geniale” manovra fatta del solito inasprimento delle tasse, a carico ovviamente di chi già le paga. Equità? Ignorata.
La domanda viene spontanea: giusto far fatica a tirare la fine del mese per permettere a questi signori di continuare il loro avido gioco? “i mercati finanziari non sono qualcosa di imparziale e neutrale, ma sono espressione di una precisa gerarchia: lungi dallessere concorrenziali, si confermano come fortemente concentrati: una piramide che vede al vertice pochi operatori finanziari in grado di controllare il 70% dei flussi finanziari globali e, alla base, una miriade di piccoli risparmiatori che svolgono una funzione meramente passiva”. (Andrea Fumagalli).
Limitandoci al settore energia, la manovra si rivela assurda poichè non ha compreso alcuna misura di sviluppo del settore green, fra i pochi che nel biennio abbia prodotto lavoro e reddito, nessuna misura semplificativa (vero motore di sviluppo, non i soliti incentivi) o sgravi fiscali (perchè non un annuncio dell’estensione della detrazione del 55% stabile per i prossimi cinque anni per interventi di efficienza energetica? Tremonti non ha provato a pensare a quanta Iva avrebbe incamerato? Ha calcolato quanta ne ha recuperata solo lo scorso anno grazie a un fotovoltaico che ha superato i 10.000 MW ?). Ora le nuove norme, come le ha riassunte l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas:
• ampliano il novero delle attività energetiche cui si applica la citata maggiorazione includendovi anche le attività di trasmissione e dispacciamento dell’energia elettrica,
• trasporto del gas e le attività di distribuzione sia del gas che dellenergia elettrica;
• eliminano l’esenzione precedentemente prevista per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (biomasse, solare-fotovoltaica, eolica);
• incrementano dal 6,5% al 10,5% l’addizionale, da applicarsi nei tre esercizi finanziari successivi a quello in corso al 31 dicembre 2010.
Colpendo poi il settore delle reti, si rischia di ridurre gli investimenti che sono urgenti per migliorare la rete elettrica e permettere l’utilizzo della produzione rinnovabile, quanto all’estensione dell’Ires a questo comparto, che dire di uno Stato che da un lato si fa carico di incentivarne la produzione e dall’altro stabilisce una tassa su di essa?
Questo governo aveva varato un piano nucleare con l’obiettivo, fra gli altri, di ridurre il costo dell’energia, ma nei fatti continua a considerare il settore (accise benzina compresa) come un paniere a cui attingere a richiesta. Ottima cosa se l’obiettivo è quello di tirare a avanti il più possibile sulle spalle dei contribuenti, pessima se si ha a cuore le persone che abitano il Paese. (Roberto Meregalli)

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Lampedusa e le promesse della ministra

Pubblicato da fidest su venerdì, 15 luglio 2011

Michela Vittoria Brambilla

Image by G.M.Belli via Flickr

“Sono passati più di due mesi dalla conferenza stampa del ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla nella quale ha annunciato un maxi pacchetto-turismo che avrebbe dovuto rilanciare Lampedusa dopo l’emergenza profughi. Tuttavia, tra gli operatori del settore turistico dell’isola siciliana serpeggia molto malumore: scarse presenze, prenotazioni diminuite, volume degli affari ridotto, prospettive pessime per l’alta stagione estiva. Le maggiori criticità riguardano i collegamenti aerei, con orari e tariffe a dir poco proibitivi”. Questo il tema dell’inchiesta pubblicata dal nuovo quotidiano on line di Forza del Sud. Comparando le diverse offerte della compagnie aeree, forzadelsud.itha scoperto che “che per raggiungere Lampedusa da Roma e trascorrevi il prossimo fine settimana ogni singolo viaggiatore dovrebbe spendere, tra andata e ritorno con le compagnie Alitalia o Meridiana, da un minimo di 510 euro fino a un massimo di 1.140 euro (fonteexpedia.it, ricerca effettuate oggi alle 11). Tariffe leggermente inferiori per chi parte da Milano. Se a questi costi – prosegue l’inchiesta condotta dal quotidiano on line del movimento arancione – si aggiungono anche quelli del vitto e dell’alloggio e’ facile comprendere che un italiano medio non prenderebbe nemmeno in considerazione l’ipotesi di trascorrere un weekend o parte delle proprie vacanze estive a Lampedusa”. Discorso a parte per la compagnia aerea Blu Panorama, che su richiesta del Governo, così come annunciato sempre nella conferenza stampa del 29 aprile scorso, ha predisposto un articolato “Piano a supporto del rilancio turistico di Lampedusa” in raccordo con tour operator e agenzie di viaggio, con tariffe particolarmente scontate per la stagione estiva (da 39,98 euro). “Ebbene – si legge suforzadelsud.it – a parte l’esiguità dell’offerta – sono pochi, infatti, i posti disponibili rimasti – e lo stupore di tutte le agenzie di viaggio contattate – che a precisa richiesta di informazioni sulle tariffe agevolate per raggiungere l’isola siciliana, non sapevano nemmeno di cosa stessimo parlando – per raggiungere Lampedusa da Roma il prossimo fine settimana la tariffa e’ di circa 275 euro, pero’ con partenza non il venerdì pomeriggio, ma sabato alle 6 del mattino e ritorno alle 13.30 della domenica. Insomma, un mini weekend ad un prezzo di viaggio conveniente (sic) solo dal punto di vista economico. Discorso non molto diverso se si parte da Milano. Per il weekend del 22 – 24 luglio – continua forzadelsud.it – Lampedusa non e’ raggiungibile, a meno che non si scelga di partire giovedì 21 alle 11.30 del mattino. E comunque l’unico volo Lampedusa-Milano di domenica 24 parte alle 8.25 del mattino. Questa combinazione costerebbe circa 290 euro (fonte bluexpress.com, ricerca effettuata effettuata oggi alle 11)”. In definitiva per il quotidiano on line del movimento arancione “appare evidente che i propositi del governo e del ministro Brambilla sul rilancio turistico di Lampedusa sono destinati a rimanere tali. E come sempre a farne le spese sono i cittadini della più bella isola del Sud”.

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Le false promesse di Maroni e La Russa

Pubblicato da fidest su mercoledì, 8 giugno 2011

“Il ministro Maroni promette l’assunzione di cinquemila poliziotti in due anni. Il ministro La Russa promette l’assunzione di quattromila carabinieri in due anni. A parole sembrano dei sindacalisti di Polizia; con i fatti questi ministri di lotta e di governo hanno condotto un’azione politica devastante contro le Forze dell’Ordine, portando al collasso l’intero comparto Sicurezza-Difesa”. Lo afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia. “I due ministri – continua Maccari – durante le feste di Polizia e Carabinieri hanno vaneggiato di ingenti investimenti del Governo sulle Forze dell’Ordine: dichiarazioni probabilmente dettate dal clima festoso o da qualche brindisi di troppo, ma che rappresentano una situazione diametralmente opposta a quella reale. La realtà, infatti, sono i tagli da tre miliardi di euro al comparto Sicurezza che stanno gravemente limitando la capacità operativa delle Forze dell’Ordine, la riduzione di 40 mila unità degli organici, il mancato effettivo riconoscimento della specificità degli Operatori e i ritardi rispetto al riordino delle carriere. Il Governo, al di là dei proclami e delle incredibili promesse, sta disattendendo tutti gli impegni assunti sul fronte della sicurezza: i risultati nella lotta al crimine e nella difesa della legalità sono ottenuti esclusivamente grazie al sacrificio delle Forze di Polizia, che svolgono il proprio lavoro con professionalità, dedizione, senso del dovere, spirito di sacrificio. Per questo meriterebbero maggiore rispetto da parte dei rappresentanti del Governo”.

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La partita dei veleni: Pdl-Pd 4 a 1

Pubblicato da fidest su venerdì, 3 giugno 2011

Bruno Vespa e Silvio Berlusconi

Image by Hytok via Flickr

Berlusconi: “Siamo ancora in partita”. Se ci rifacciamo alle dichiarazioni del nostro presidente del consiglio intervistato subito dopo i risultati delle amministrative dobbiamo rilevare che la debacle elettorale non lo ha scosso più di tanto. Per lui la partita è iniziata con quattro risultati elettorali positivi, nel corso di questi ultimi anni, e aver perso oggi significa che lui è ancora “in partita”. I suoi avversari devono ancora rimontare la china. Gli altri incontri “calcistico-politici” potrebbero essere la prossima tornata referendaria e poi ancora le politiche. E saremmo, comunque, se perde anche questi appuntamenti con gli elettori, a 4 a 3 a suo favore. Nel frattempo dovremmo restare incollati al televisore per pendere dalle labbra di chi per anni non ha fatto che farci promesse irrealizzate:
Ricordate il contratto con gli italiani firmato durante la trasmissione televisiva “Porta a porta” condotta da Bruno Vespa nell’aprile 2001, cioè 10 anni fa? Vediamone i punti che dovevano essere realizzati in cinque anni (2001-2006).
• Tasse: riduzione delle aliquote a due, 23% fino a 100mila euro e 33% oltre i 100mila euro. Obiettivo non raggiunto.
• Disoccupazione: dimezzamento del tasso di disoccupazione. Si doveva raggiungere il 4,8%, oggi siamo all’8,5%. Obiettivo non raggiunto.
• Pensioni: la minima a 520 euro mensili. Oggi e’ 467 euro mensili. Obiettivo non raggiunto.
• Criminalità: diminuzione dei reati. In dieci anni i reati sono aumentati del 21%. Obiettivo non raggiunto.
• Grandi opere: apertura per il 40% delle opere finanziate. Oggi le opere realizzate e cantierate arrivano al 23%. Obiettivo non raggiunto.
E non finisce qui. Abbiamo avuto la riforma della scuola: e come è finita? Molto male e lo ricordano i precari, gli insegnati di ruolo, gli studenti, le famiglie perché sono mancati i fondi per realizzarla e si sa che le nozze non si fanno con i fichi secchi. E la riforma della giustizia? Non si va oltre le leggi ad personam. E la disoccupazione giovanile? Cresce perché manca una seria politica di rilancio e d’investimenti nell’industria, nel terziario e nelle infrastrutture. Cosa si inventerà ora il nostro presidente? Un altro contratto con gli italiani? Nulla di tutto questo: un altro “fumus” con la nomina del segretario del suo partito, come di solito fa un presidente scegliendo il suo segretario tutto fare. Ma siamo sempre a 4 a 1 ed è quello che conta per lui e dovrebbe contare anche per noi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Promesse premiate dalla Bcc Bassa Friulana

Pubblicato da fidest su venerdì, 20 maggio 2011

Sono 9 i brillanti laureati, figli di soci, che la Banca di Credito Cooperativo della Bassa Friulana ha voluto premiare per gli ottimi risultati conseguiti nel percorso accademico. A consegnare le borse di studio (che sono andate a Carlo Zamparo, Valentina Vida, Marta Mancin per la sezione laurea triennale e a Massimo Cignolini, Alice Paulitti, Silvia D’Ambrosio, Fabio Valentinuzzi, Silvia Venuti e Alberto Della Mora per la specialistica), nella suggestiva location di Villa Manin, il presidente della Bcc, Valter Vecchiato e il direttore Giancarlo Diminutto, affiancati per l’occasione da un ospite speciale: la campionessa olimpica Chiara Cainero. «La nostra Banca – ha commentato il presidente Vecchiato – ha voluto introdurre questo appuntamento, che diventerà annuale, per premiare il sacrificio e la bravura di questi giovani, che sono il nostro futuro». Un riconoscimento speciale, frutto di una raccolta fondi a cui hanno partecipato soci, clienti, amministratori e dipenedenti della Bcc, è andato anche alla Onlus “La Pannocchia”, che da anni opera sul territorio a favore delle persone disabili.

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Stragi: restano le promesse

Pubblicato da fidest su venerdì, 13 maggio 2011

Sul sito del Governo-Presidenza del Consiglio dei Ministri-il 9 maggio in occasione della “giornata della Memoria delle Vittime del Terrorismo e delle Stragi di tale matrice”,sono apparse delle dichiarazioni ufficiali del Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi che tra l’altro dicono testualmente: ” Queste ferite non sono ancora completamente rimarginate perché per molti atti di terrorismo manca ancora il sigillo della verità. Il giusto obiettivo di una pacificazione nazionale e di un adeguato risarcimento morale per i familiari delle vittime, non può dunque prescindere da uno sforzo comune per definire un percorso di verità su quegli anni. Per questo diciamo basta alle tribune mediatiche e universitarie concesse con disinvoltura ai terroristi che sono stati protagonisti feroci e criminali di quegli anni. Per questo diciamo basta all’umiliazione delle vittime e dei loro parenti. Per questo dichiaro oggi l’impegno del Governo a contribuire ad aprire tutti gli armadi della vergogna perché nessuna strage rimanga più avvolta nel mistero. Dobbiamo colmare una grande sete di giustizia e di verità, in modo concreto, senza retorica. Lo faremo. E sarà il modo migliore per onorare la memoria delle oltre 400 vittime innocenti della sanguinosa ideologia del terrorismo”.
Apprezziamo le promesse del Presidente del Consiglio , il risultato sarà che ogni ostacolo sarà rimosso e verranno messi immediatamente a disposizione degli inquirenti tutti i documenti relativi ad eventi di terrorismo e stragi e alle persone ad essi collegati in possesso degli archivi di tutti i servizi della polizia dei carabinieri e dei vari Ministreri, iniziando da quelli della Presidenza del Consiglio, permettendo così di fare piena luce su quegli avvenimenti. Vogliamo far notare che da molti anni chiediamo che avvenga il deposito di questi documenti, ma fino ad oggi non abbiamo ricevuto risposte. Quando nelle dichiarazioni si parla di risarcimenti morali alle vittime, dobbiamo rilevare che nonostante le promesse fatte il 9 Maggio del 2008 dallo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri On.Silvio Berlusconi, sulla definizione di ogni problematica relativa alla legge 206/2004 “Nuove norme a favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice”queste promesse non sono state mantenute e il Sottosegretario Gianni Letta è letteralmente scomparso non trovando più il tempo di rispondere degli impegni presi. Non vorremmo che queste dichiarazioni fossero l’ennesimo spot elettorale giocato sulla pelle delle vittime. Sarà presto verificato ed eventualmente metodicamente denunciato. (Il Presidente Paolo Bolognesi)

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Promemoria per gli amici di Lampedusa

Pubblicato da fidest su sabato, 2 aprile 2011

Mi auguro che gli amici “sicilianissimi” di Lampedusa si siano ripresi dallo tsunami Berlusconi, giunto nell’isola come una valanga, investendo gli attoniti isolani con una montagna di promesse, mentre il sindaco Bernardino De Rubeis  aveva provveduto a eliminare la protesta libera e civile, imponendo di eliminare “sta m… di cartelli”; mentre il vice-sindaco leghista Angela Maraventano inneggiava al premier come un capo claque. Così desidero porgere ai lampedusani  un promemoria da spuntare  per ogni promessa mantenuta e giunta a normale scadenza.  (in corsivo le parole testuali pronunciate dal presidente del consiglio   n.d.r.)
1)      Lampedusa sarà restituita ai lampedusani  entro  48 max 60 ore.
2)       Mi sono chiesto: come posso dare ai lampedusani la sicurezza che tutti questi piani saranno messi in pratica? Risposta: devo diventare lampedusano anch’io. Così mi sono attaccato a internet e ho scovato una casa bellissima a Cala francese: si chiama due palme e l’ho comprata. Adesso avete nel governo un interlocutore assolutamente interessato’.  (per pudore non dico a cosa si devono attaccare i lampedusani  che hanno creduto a quelle promesse).
3)      Sarà realizzato un casinò  (il cavaliere ha insistito su quell’accento sulla  “ò” per evitare facili fraintendimenti.
4)      Candidatura al premio Nobel per la pace per tutti i lampedusani.
5)      Realizzazione di un campo di golf.
6)      Rifacimento del piano regolatore e ritinteggiatura delle abitazioni secondo i colori che detterà a suo tempo.
7)      Stiamo cercando di comprare i pescherecci nordafricani per evitare che vengano usati dai trafficanti di migranti.
8)      Abbiamo incaricato Rai e Mediaset di confezionare dei servizi per far sì che gli italiani vengano in questo paradiso.
9)      Vi concederemo una moratoria fiscale, bancaria e finanziaria per il disagio che avete patito
10)    Non ci siamo dimenticati neppure dei pescatori: siamo in contatto con l’Eni che fornirà benzina a basso prezzo e faremo in modo che il primo carico sia gratuito’.
11)   Lampedusa diventerà una zona a burocrazia zero e chiederemo a Bruxelles l’istituzione di una zona franca nella quale non si paghino tasse per i prodotti importati ed esportati.
Il tutto in poche ore di permanenza, attirando l’attenzione dei media  per evitare che tale attenzione potesse dedicarsi ai lavori in  Parlamento, dove con un colpo di mano è stato alterato l’ordine del giorno per discutere e votare con urgenza quel processo breve che rappresenta l’ultima spiaggia  dove rifugiarsi per evitare le condanne penali che pendono sul suo capo. (Rosario Amico Roxas)

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Italiani: me li gioco come voglio

Pubblicato da fidest su giovedì, 31 marzo 2011

Senza andare molto lontano nel tempo bastano alcuni episodi di questi ultimi giorni per capire quanto sia facile governare il nostro paese e trarne lauti profitti. Ci rifilano di tutto a colpi di promesse, mistificazione della realtà, show mediatici con imbonitori da strapazzo e quel che ne segue. C’è da chiedersi, a questo punto, se abbiamo toccato il fondo o ci resta ancora un tratto da percorrere anche se è arduo solo immaginare che si possa fare di più dopo i limiti che stiamo toccando. Certo che se qualche buontempone avesse messo in giro la voce che il nostro presidente del consiglio si fosse presentato a Lampedusa per informarli che vi aveva comprato casa pagandola due milioni di euro, che si riprometteva di aprire un casinò e che avrebbe presentato la candidatura a premio Nobel per la Pace al comune disastrato dall’emergenza migratoria e fossimo al primo aprile non credo che i giornali ne avrebbero parlato anche in presenza di telecamere. Ed invece è tutto vero. E’ tanto vero che anche la notizia che le 40 vichinghe del rais Gheddafi si trovano a Milano in attesa di ricongiungersi con il loro patron e che per l’occasione sono state ordinate 40 divise di poliziotte (a spese del Ministero degli interni) non sembra tanto strana, anzi potrebbe essere classificata verosimile a tutti gli effetti. Ciò che intendo dire è che siamo giunti ad un punto nel quale tutto diventa accettabile e digeribile dagli italiani tanto che chi le dice e ancor più chi le fa sa che in ogni caso può farla franca, anzi se si presenta alle elezioni diventa il più gettonato. Questi italiani, pare dire: “me li gioco come voglio” tanto sono…. E’ proprio così? Ma. Certo che è strano… (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Sicurezza e promesse del governo

Pubblicato da fidest su lunedì, 14 marzo 2011

“Le promesse di risorse economiche e di solidarietà che il Presidente del consiglio dei ministri ha fatto questa mattina nell’estemporaneo incontro con i rappresentanti dei sindacati di polizia impegnati a manifestare davanti la villa di Arcore contro la devastante politica governativa attuata nei confronti del personale dei comparti Sicurezza e Difesa, non sono differenti da quelle che ormai i vari esponenti del PdL ripetono a memoria dall’aprile del 2008. Se nulla dovesse accadere di quanto promesso nel Consiglio dei ministri del 23 marzo, bene faranno i sindacati di polizia a proseguire ad oltranza la loro protesta. Tuttavia anche se il Ministro Tremonti dovesse reperire gli 80 milioni di euro promessi per il solo 2011 resterebbe il problema  per il biennio successivo e comunque secondo le stime dei Ministeri della Difesa e dell’Interno per neutralizzare gli effetti della recente manovra finanziaria (L. 122/2010) servirebbero complessivamente circa 2 miliardi di euro a fronte dei quali quelli promessi già dall’estate scorsa dai ministri La Russa e Maroni saranno comunque assolutamente insufficienti.

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Crisi economica e promesse da marinaio

Pubblicato da fidest su venerdì, 28 gennaio 2011

“Berlusconi la smetta di raccontare frottole agli italiani. Dopo dieci anni di governo, si rende conto di ciò che è indispensabile per non far implodere il Paese? E’ gravissimo che il premier parli soltanto adesso di misure che dovrebbero già essere in vigore, se solo questo governo fosse serio e non quello delle eterne promesse da marinaio”. Così in una nota Antonio Borghesi, vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, commenta le parole di Silvio Berlusconi sulla crisi economica.

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Fiat: molte promesse. I fatti attendono

Pubblicato da fidest su mercoledì, 19 gennaio 2011

“È arrivato il momento, con la conclusione della vicenda di Mirafiori, di mettere la parola fine alle speculazioni ideologiche che tanto male hanno fatto a una vertenza così delicata, che investiva la vita quotidiana di migliaia di lavoratori e le sorti del più grande gruppo privato italiano. Ora ciascuno torni a svolgere il proprio ruolo: Marchionne, specie dopo la buona intervista di oggi a La Repubblica, deve subito dimostrare con fatti concreti che le promesse di sviluppo e di investimento corrispondono a realtà, costruendo il percorso verso una  condivisione vera degli obiettivi di crescita e partecipazione agli utili da parte dei lavoratori. La Fiom smetta, se ci riesce, i panni dell’’alfiere unico’ dei diritti degli operai e provi a rispettare tutti i lavoratori, compresi quelli che hanno votato sì, comunque la maggioranza, e che non sono certo figli di un dio minore. La politica, anziché assecondare chi ancora  intende speculare strumentalmente sulla vicenda, ritrovi le ragioni di un’autonomia piena da tutti i sindacati e avvii un confronto serio e rigorosissimo sulle regole della rappresentanza. Lo faccia soprattutto alla luce dell’irresponsabile assenza del  governo che, dall’inizio della legislatura, non ha mai fatto uno straccio di politica industriale. Perdiamo competitività, cresciamo meno di tutti gli altri Paesi europei, non attraiamo investimenti, rispondiamo con misure tampone a un’emergenza occupazionale che colpisce prima di tutto le giovani generazioni. Senza risposte serie a questi problemi i nodi sollevati da Marchionne non verranno mai sciolti. E a farne le spese sarà tutto il Paese”.  Lo scrive sul sito di TrecentoSessanta, Alessia Mosca, deputato PD, segretario della Commissione Lavoro della Camera e vicepresidente dell’Associazione di Enrico Letta.

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Afghanistan e le promesse mancate del ministro

Pubblicato da fidest su domenica, 10 ottobre 2010

Dichiarazioni del deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), e Luca Marco Comellini, segretario del Pdm che cadenzano passo dopo passo le promesse mancate del Ministro La Russa:  “Ancora un attacco agli italiani. La Russa: “Rimpiazzeremo anche i Blindati”. (20 ottobre 2008 – La Repubblica).  La Difesa: in Afghanistan quanto prima arriveranno i Freccia, nuovissimi blindati dell’esercito, attrezzati per proteggere i soldati dalle mine. (21 giugno 2009 – La Stampa). Attentato, morto il Parà Di Lisio e feriti 3 suoi commilitoni. La Russa: “I Lince sono superati, presto i nuovi blindati Freccia, salveranno molti soldati”. (15 luglio 2009 – La Stampa). La Russa: “Il Governo ha deciso l’invio in Afghanistan di nuovi mezzi blindati, nei prossimi mesi arriveranno 54 Freccia”. (16 luglio 2009 – La Stampa ). Il ministro La Russa ha parlato poi dei nuovi veicoli blindati Freccia che verranno mandati in Afghanistan. La partenza di questi mezzi era in realtà prevista da due mesi, come scritto da L’Espresso. (16 luglio 2009 – L’Espresso)
Il Freccia, il blindato che sta per fare il suo esordio sul territorio afghano, è un bestione da 30 tonnellate. (22 luglio 2009 – La Stampa). Dall’Afghanistan si chiedono non tanto uomini, ma mezzi … va aumentata la componente corazzata. La risposta alle nuove esigenze sono i Freccia. (27 luglio 2009 – La Stampa). Per migliorare la sicurezza dei militari ci sarà la progressiva sostituzione dei mezzi Lince con i Freccia, il tutto assicura La Russa senza altri aggravi sul bilancio. (29 luglio 2009 – Corriere della Sera).  Di Lisio è morto proprio a bordo di un Lince. Adesso i nostri invieranno sul campo i blindati Freccia. (3 agosto 2009 – Bruno Vespa su Panorama).  Attentato in Afghanistan, muoiono 6 militari italiani. Due mesi fa il Ministro La Russa, in un’informativa in Parlamento, aveva annunciato la prossima sostituzione dei Lince con i Freccia, he garantiscono maggiore protezione ai soldati. Presentati lo scorso febbraio però, sono rimasti in Italia. (18 settembre 2009 – Libero). La Russa: “Nuovissimi mezzi blindati in Afghanistan, sono i Freccia”. (11 dicembre 2009 – Il Sole 24 Ore).  Corsa contro il tempo per inviare i Freccia in Afghanistan. La Russa: “Incrementeremo la sicurezza delle truppe”. (6 febbraio 2010 – Italia Oggi) . Ministro della Difesa Ignazio La Russa: “Con il prossimo arrivo in Afghanistan del nuovo blindato Freccia, i militari italiani potranno avere una protezione maggiore di quella assicurata dai Lince”. (18 maggio 2010 – Sky Tg24). 4 morti e un ferito, Lince salta su uno IED. (9 ottobre 2010). “Il Partito per i diritti di militari e forze di polizia ha sollevato la questione della inadeguatezza dei mezzi Lince al conflitto in cui sono costrette ad operare le nostre forze armate fin dal luglio del 2009. È trascorso più di un anno da quando La Russa ha annunciato l’impiego dei blindati Freccia in Afghanistan eppure questi mezzi sono ancora un miraggio e non sappiamo fino a quando lo saranno. Intanto siamo costretti ad assistere ai suoi annunci mentre i nostri militari continuano a morire”.

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Editoriale: le promesse elettorali

Pubblicato da fidest su sabato, 9 ottobre 2010

Editoriale fidest. Una recente nota dell’Aduc (associazione diritti utenti e consumatori) richiama la nostra attenzione su due punti che hanno fatto parte, con grande clamore mediatico, del programma elettorale del Pdl e soprattutto del suo capo Silvio Berlusconi. Ci riferiamo alla diminuzione delle tasse e all’abolizione delle province. I due aspetti potrebbero diventare compensativi se al maggior risparmio offerto dall’eliminazione delle province, che nella migliore delle possibilità consentirebbero una maggiore entrata dell’erario tra i 5 e i sette miliardi di euro, utilizzassimo l’equivalente per coprire il minore introito dovuto alla riduzione delle tasse. Anche questa volta, per quanto è dato di sapere, le province non si aboliranno per volere della Lega che avendo conquistato nelle ultime elezioni molti seggi in quell’area non vi trova più la convenienza. Come dire prevale la logica di partito e di potere a quella dell’interesse della gente. E il ministro Tremonti tanto vicino ai leghisti si adegua paventando un introito, con l’abolizione delle Province, così modesto da apparire agli addetti ai lavori alquanto ridicolo. Parla infatti di 100-200 milioni di euro contro i 7 miliardi dei tecnici “indipendenti”. Ma il problema, purtroppo, non riguarda solo la maggioranza. L’incapacità di tutte le forze politiche di voler seriamente mettere ordine ai bilanci pubblici locali e nazionali per ragioni clientelari, corporative et similia è tale che si continua negli sperperi nei modi più disparati: dalle consulenze milionarie alle dilapidazioni “pilotate” come quelle dei medicinali, per non alienarsi le simpatie di alcune grandi società farmaceutiche, dalle mancate riforme per l’uso più accorto di talune gestioni per la tutela del territorio ai mancati controlli sulla gestione del denaro pubblico. Questa percezione alla fine diventa sempre più marcata nell’opinione pubblica tanto che non pochi sono quelli che ne traggono un giudizio negativo che si traduce nel rinunciare ad andare a votare o nel considerare i partiti non affidabili e a votare senza convinzione. Questo andazzo tende sempre di più a rendere la nostra società ingovernabile, ad esporla a giudizi impietosi, a screditarla sino al punto che gli stessi rappresentanti delle istituzioni ne pagano lo scotto con reiterate denigrazioni. Questo spiega il perché già oggi figure come il presidente della Repubblica, quelli dei due rami del Parlamento e altri ancora ai vertici dello stato siano essi grand commis o organismi elettivi non si considerano, vox popoli, al di sopra delle parti ma dentro le stesse parti ad eseguire un gioco che è estraneo agli elettori e agli interessi generali del Paese. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Editoriale: Berlusconi e le finte promesse

Pubblicato da fidest su lunedì, 27 settembre 2010

Editoriale fidest. Le parole del Presidente Obama alla chiusa del suo intervento all’Onu allorchè ha detto: “facciamola finita con le finte promesse” e intendeva riferirsi all’ipocrisia di quanti si sono stracciate le vesti per scongiurare il dramma della povertà nel mondo ma che, in concreto, nulla hanno fatto, mi richiamano alla mente quanto si verifica in casa nostra con gli annunci ai limiti del trionfalismo del nostro presidente del consiglio per le tante cose promesse ma che poi si guarda bene dal realizzarle. E allora mi chiedo se la decantata seconda repubblica che, per i suoi imbonitori, voleva significare una svolta epocale per un modo di fare politica diverso dal passato, non sia stato altro che un colossale miraggio entro il quale è dilatato, peggiorando, l’effetto della prima repubblica. D’altra parte lo stesso Berlusconi, che le suggestioni mediatiche lo hanno dato per innovatore, non è altri che un figlio della prima repubblica e i suoi metodi non sono da meno. E’ con lo stesso spirito che ha raccolto dalle ceneri della Democrazia Cristiana e dei socialisti di Craxi la spinta che lo ha reso una sorta di paladino nello sbandierare il pericolo comunista mentre già si stava dissolvendo un po’ ovunque, per merito di altri, ovviamente. Egli semmai ha trasformato in spettacolo tutta l’ipocrisia di un modo di governare dove la politica è diventata la brutta copia di se stessa, con le sue degenerazioni, con il suo spregiudicato modo di amministrare la cosa pubblica, con il disprezzo e l’annientamento dell’avversario, con la pratica del dossieraggio. Potremmo dire che in queste cose l’allievo ha superato il maestro e se negli anni ’50 e per finire agli anni ’70 vi era la scusa che occorreva fronteggiare il pericolo del socialismo reale di marca sovietica, che sembrava suscitare grandi entusiasmi e speranze per un modello di società più egualitario, oggi si spiega nel tentativo di consolidare il potere ad una classe padronale rappresentata da non più del 20% della popolazione italiana a scapito del restante 80% e per farlo si è reso necessario seguire la logica consolidata del “bastone e della carota” in chiave, ovviamente, mediatica. Questo per servirsene da cassa di risonanza alla propaganda, alle promesse, alle suggestioni sublimate e portate a rappresentare situazioni ed eventi che nei momenti cruciali potessero distrarre l’opinione pubblica dai reali problemi. E sembra che l’intento è stato raggiunto se il risultato è stato quello di un forte consenso popolare. Eppure siamo certi che anche tale ubriacatura collettiva passerà, come tutte le sbornie, e noi aspettiamo che questo avvenga per capire e giudicare con serenità e obiettività e poter distinguere il nostro essere dal loro avere senza altri condizionamenti e per ritrovare al 100% un motivo per stare insieme senza dividerci sul nostro pane quotidiano. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Lotta alla fame nel mondo

Pubblicato da fidest su sabato, 25 settembre 2010

New York. Da New York, Laura Ciacci e Sergio Marelli, portavoce della Coalizione Italiana contro la povertà, commentano così il Summit delle Nazioni Unite concluso ieri. “Per recuperare il ritardo nel mantenimento degli impegni mancati, i paesi “ricchi” hanno provato a New York a lanciare una proposta in più: bella e importante è la proposta di una tassa sulle transazioni finanziarie, rilanciata all’inizio del Summit dal premier francese Sarkozy, immediatamente appoggiato dal premier spagnolo Zapatero. Una proposta che ha ripreso e ridato slancio alle richieste sulle quali la società civile di tutto il mondo insiste da 10 anni, e che trovano nella sede delle Nazioni Unite il riscontro più importante che degli Stati potessero dare. E soprattutto la grande iniziativa dell’ONU per la salute materno- infantile: 40 miliardi di dollari in 5 anni per salvare 16 milioni di vite. Purtroppo i conti tornano con le promesse, ma non con i fatti. Le grandi promesse di questi ultimi anni sono state, tra le altre, i 50 miliardi all’anno per la lotta alla povertà dal G8 di Gleneagles del 2005, i 22 miliardi dell’iniziativa sulla Sicurezza Alimentare dal G8 de L’Aquila del 2009. Aggiungendo i 40 miliardi di adesso, senza dimenticare il Fondo Globale per la lotta all’AIDS e alle altre pandemie, dovremmo avere i fondi necessari a dimezzare la povertà entro il 2015. Fino ad oggi, però, questi impegni finanziari non sono stati mantenuti e l’Italia è uno dei responsabili principali.  Nel corso dell’ultimo G8, ad esempio, il Governo italiano si è impegnato a contribuire alla Muskoka Initiative sulla salute materno-infantile varata dalla Presidenza canadese ma, unico tra i donatori, non ha mai annunciato pubblicamente l’ammontare dell’impegno quantitativo assunto e al Summit di New York si è addirittura chiamata fuori dal gruppo dei paesi donatori per la salute materno infantile. La chiusura del Summit con il monito di Obama è significativa: “facciamola finita con le finte promesse”.

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