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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Dipendenti pubblici: mediatori si, mediatori no

Pubblicato da fidest su domenica, 20 maggio 2012

Ci son voluti due anni per il dipartimento della funzione pubblica per dire che i mediatori appartenenti alla pubblica amministrazione possono, nel rispetto di determinati principi, offrire la propria disponibilità a mediare al fine di essere designati per la risoluzione di controversie in materie civili e commerciali. E’ da due anni che il ministero di Giustizia ha risolto il quesito posto dall’A.N.P.A.R. ed ha autorizzato i cancellieri dei tribunali e dipendenti ad esercitare l’attività di mediatore.
Il dipartimento della funzione pubblica infatti dice la medesima cosa dell’autorizzazione rilasciata dal ministero di Giustizia a suo tempo. Dice infatti che “l’autorizzazione allo svolgimento dell’attività di mediatore civile e commerciale per il pubblico dipendente può essere concessa solo nel caso in cui questa non generi incompatibilità con la funzione pubblica (ovvero quando sussiste un conflitto di interesse) né quando implichi una vera e propria attività professionale. E’ pertanto auspicabile che, al fine di assicurare una certa omogeneità di trattamento e per conferire il massimo grado di trasparenza, ogni amministrazione adotti dei criteri generali per il rilascio delle autorizzazioni. E’ quanto stabilito dalla nota n.3357/2012 del dipartimento della Funzione pubblica, che fornisce indicazioni in merito al regime autorizzatorio per lo svolgimento di attività di mediatore civile e com! merciale da parte dei pubblici dipendenti. Nel silenzio delle disposizioni legislative in materia, il dlgs n.28/2010 e il dm n.180 del 18.10.2010, la Funzione pubblica precisa che occorre richiamare i principi sull’incompatibilità previsti all’articolo 53 del dlgs n.165/2001. Norma che non consente al dipendente pubblico lo svolgimento di incarichi retribuiti, anche se occasionali, che non sono compresi nei compiti e doveri d’ufficio, senza la preventiva autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza.
Onde procedere all’autorizzazione, l’amministrazione, in sede di istruttoria, dovrà dunque verificare la natura dell’incarico che dovrà essere caratterizzato dall’occasionalità e non dovrà presentare alcun profilo di conflitto di interesse rispetto all’attività istituzionale. Inoltre, l’eventuale autorizzazione dovrà contenere espressamente la “clausola” che l’incarico dovrà svolgersi al di fuori dell’orario di lavoro, eventualmente utilizzando gli strumenti oggi vigenti (ferie, permessi personali), sempre che questi siano compatibili con le esigenze dell’amministrazione.

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Inefficaci gli aiuti pubblici alle imprese

Pubblicato da fidest su giovedì, 10 maggio 2012

Eravamo gia’ intervenuti sull’argomento lo scorso anno, quando infuriava la polemica sullo “stipendio” dei parlamentari che assommavano a qualche decina di milioni di euro mentre gli aiuti pubblici alle imprese ammontavano a qualche decina di miliardi di euro. Facile la polemica e altrettanto difficile far ragionare. Ora si comincia a delineare un quadro piu’ chiaro: i contributi pubblici complessivi arrivati alle imprese nel 2010, secondo la Banca d’Italia, sono di 36,4 miliardi di euro. La stessa Banca si era gia’ espressa sugli aiuti alle imprese, affermando che “i contributi pubblici non sono stati in grado di produrre effetti duraturi sulla performance delle imprese sussidiate”. La Commissione europea per la valutazione dei progetti regionali (2) e’ arrivata sostanzialmente alla stesso giudizio.
Ora il presidente del Consiglio, Mario Monti, vuole rivedere il sistema dei contributi “inutili”. Il contribuente ringraziera’. (Comunicato Aduc)

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Conferenza europea “Child in the City”

Pubblicato da fidest su lunedì, 25 ottobre 2010

Firenze dal 27 al 29 ottobre 2010, presso il Palazzo dei Congressi a Firenze (Piazza Adua, 1)  le “Città amiche dei bambini” di tutta Europa si tiene la V Conferenza “Child in the City”, appuntamento biennale dei coordinatori delle “Città amiche dei bambini” di tutto il continente. L’evento è promosso dallo European Network of Child-Friendly Cities (la Rete europea delle Città amiche dei bambini), in collaborazione con l’UNICEF, la Child in the City Foundation e l’Istituto degli Innocenti di Firenze per incoraggiare le città europee a creare degli spazi pubblici
“amici dei bambini”. Dopo gli appuntamenti di Bruges, Londra, Stoccarda e Rotterdam, è questa la prima volta che la Conferenza viene ospitata nell’Europa meridionale. L’edizione di quest’anno sarà un’occasione per rinnovare anche l’attenzione dell’opinione pubblica italiana su temi cruciali per il benessere dei suoi cittadini più piccoli, grazie a occasioni di scambio, condivisione e confronto di esperienze con altre realtà europee e non solo. La  Conferenza è articolata in sessioni plenarie e panel di approfondimento sull’attuazione  dei diritti dell’infanzia nelle città, con riferimento, in particolare,   a   quattro   principali  aree  tematiche:  i  diritti  alla partecipazione e al gioco; la povertà e l’esclusione nelle città; i bambini e  i cambiamenti climatici; gli strumenti di valutazione e auto-valutazione per le “Città Amiche dei Bambini”. Sono  attesi  circa  500 tra amministratori locali, operatori e ricercatori internazionali,rappresentanti   di   associazioni   e   organizzazioni  non governative per presentare esperienze, studi e ricerche, confrontarsi sulle buone  pratiche  realizzate  in  tanti paesi del mondo, oltre che sui molti passi ancora da fare per rendere le città più vivibili e attente ai bisogni e ai diritti dei bambini. Tutte le informazioni sulla conferenza ed il programma sono disponibili nel sito http://www.childinthecity.com/

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Concorsi pubblici al Comune di Crotone

Pubblicato da fidest su domenica, 29 agosto 2010

In merito ai bandi per la copertura di posti in organico al Comune di Crotone, ritengo doveroso un mio intervento, preso atto in questi giorni delle tantissime persone che  mi interrogano sulla vicenda,   per domandare  se questo concorso   potrà dare  concretamente la possibilità ai partecipanti, in caso positivo, di  ottenere   un  posto di lavoro o sia un escamotage  per  creare solo speranze e vane aspettative. Un bando pubblicato alla vigilia delle prossime elezioni comunali  da un Ente che certo non si è distinto per dinamismo ed operosità, crea speranze inimmaginabili  in un momento così particolare della vita sociale di questa Città. La notizia del  concorso  ha già creato uno straordinario  fermento tra i tanti nostri giovani disoccupati e relative famiglie, sicuramente perverranno migliaia  di domande. A questo proposito, mi permetto porre  qualche domanda  al Sindaco Vallone per dar modo ai potenziali partecipanti di avere le idee più chiare e  concorrere  in modo più consapevole.
a) I concorsi verranno completati prima delle prossime elezioni comunali?
b) Tecnicamente riteniamo non ci sia il tempo necessario quantomeno per  tutte  le prove previste o mì sbaglio?
c) E’ possibile assumere nel 2011 in base alle leggi vigenti per gli Enti locali? il Comune quale iter seguirà?
Queste semplicissime domande, che per un certo verso vogliono sopperire ad una carenza di informazione da parte del Sindaco, sono i quesiti che i cittadini si pongono e a cui Vallone ha il dovere di rispondere in modo netto e chiaro. Auspico  che  sia in grado di dare risposte esaustive, in caso contrario non tollereremo la politica del bisogno sulle spalle di inconsapevoli concittadini. (Salvatore Lucà)

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Deputati: rendere pubblici dati patrimoniali

Pubblicato da fidest su mercoledì, 21 luglio 2010

I deputati Rita Bernardini, della delegazione radicale nel gruppo del PD, Roberto Giachetti del Partito Democratico e Benedetto Della Vedova del Popolo della Libertà, hanno scritto una lettera a tutti i colleghi proponendo loro di firmare una liberatoria che autorizza la pubblicazione sul sito internet della Camera dei propri dati patrimoniali. In questo modo si supererebbero i problemi interpretativi della legge che finora hanno impedito di dare seguito all’ordine del giorno, approvato da oltre un anno, che impegna il Collegio dei questori e a rendere fruibili sul sito internet della Camera tutte le informazioni relative all’attività e alla condizione patrimoniale dei deputati compatibilmente con il rispetto della legge e del regolamento. Lo scorso febbraio il Segretario generale della Camera ha spiegato così, in una lettera, le ragioni del parere negativo del Collegio dei Questori alla pubblicazione online dell’anagrafe patrimoniale dei deputati: “… il Collegio dei Questori ha preso atto che, per procedere alla pubblicazione sul sito Internet della Camera della documentazione patrimoniale depositata dai deputati ai sensi della legge n. 441 del 1982, occorre modificare il regime di pubblicità di tale documentazione previsto dalla stessa legge, la quale, al riguardo, riserva il diritto di conoscere le dichiarazioni patrimoniali a “tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali per l’elezione della Camera dei deputati”. Il Collegio ha, pertanto, rilevato che in assenza di una previa modifica legislativa risultano precluse, allo stato, forme di pubblicità generalizzata quale quella della diffusione tramite il sito Internet”. Dunque, come spiegano, Bernardini, Giachetti e Della Vedova, secondo questa interpretazione, i dati patrimoniali che ogni parlamentare deposita ogni anno ai sensi della legge non potrebbero essere pubblicati sul sito delle Camera perché la legge limita il diritto alla conoscenza “solo” a 50.276.247 elettori. “Per non indugiare oltre e superare i problemi “interpretativi” della legge sopra descritti –  scrivono ai colleghi i tre deputati – ti proponiamo di firmare la liberatoria sottostante affinché non ci siano più ostacoli, per i deputati che lo vogliano, alla pubblicazione sul sito della Camera dei propri dati patrimoniali.

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Siti web pubblici: una direttiva per ridurli

Pubblicato da fidest su mercoledì, 13 gennaio 2010

Razionalizzare e ridurre in maniera consistente il numero dei siti web pubblici per offrire ai cittadini un’informazione aggiornata, chiara e riconoscibile: è questo l’obiettivo della direttiva n. 8/2009 del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’innovazione. Lo strumento individuato per raggiungere tale obiettivo è la registrazione del dominio “.gov.it” per tutti quei siti che le Pubbliche Amministrazioni vorranno mantenere attivi. Negli ultimi anni è cresciuta la tendenza delle P.A. di veicolare le informazioni ai cittadini attraverso la creazione di siti web specifici, legati a progetti e iniziative dell’ente stesso. Sono quindi proliferati in rete molti siti web, in cui il cittadino/utente ha difficoltà a districarsi a causa di motivi diversi. La necessità di rendere omogenei i servizi offerti, comporta che l’iscrizione al dominio è condizionata ad alcuni criteri essenziali finalizzati ad assicurare che le informazioni e i servizi offerti siano chiaramente presentati, raggruppati in modo organico, e facilmente raggiungibili dalla homepage. Tali criteri saranno contenuti nelle “Linee guida per i siti web della PA” e nel “Vademecum”. Entrambi i documenti, saranno redatti, entro novanta giorni dall’emanazione della direttiva, dai Dipartimenti della funzione pubblica e per la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica con il supporto del Formez per i contenuti e del CNIPA per le caratteristiche tecnologiche, e illustreranno i criteri e gli strumenti per assicurare la riduzione dei siti pubblici obsoleti ed il miglioramento di quelli attivi. Per tutti i siti registrati con il dominio .gov.it di propria competenza, le Pubbliche Amministrazioni dovranno inoltre individuare un responsabile del procedimento di pubblicazione di contenuti, i cui dati, completi di indirizzo e-mail, dovranno essere presenti in una pagina dedicata del sito, raggiungibile all’indirizzo “www.nomesito.gov.it/responsabile” e presente nel menu di coda del sito stesso.

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