Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Rapporto Marsh, assicurazione posto letto costa 3.410 euro

Pubblicato da fidest su mercoledì, 13 marzo 2013

L’ultimo rapporto Medmal Claims di Marsh, è ricchissimo di cifre sull’andamento e il costo del contenzioso sanitario nel nostro Paese. Il documento nasce dall’esame di un campione di 95 strutture sanitarie pubbliche e di 52 private, accreditate e non, nell’arco di otto anni, dal 2004 al 2011. In questo periodo sono state raccolte quasi 35.000 richieste di risarcimento danni, che sono aumentate progressivamente fino al 2009, per poi far registrare una flessione consistente nei due anni successivi. L’analisi dei sinistri per area geografica evidenzia, in numero assoluto, una netta prevalenza di casi nel Nord Ita lia (56%), contro il 37% del Centro e il 7% del Sud. A motivare le richieste di risarcimento sono in primo luogo gli errori chirurgici (30% nella sanità pubblica e 36% in quella privata), seguono gli errori diagnostici nel pubblico (16%) e quelli terapeutici nel privato (10,38%). La spesa assicurativa è in crescita e, nella sanità pubblica ha raggiunto i 3.410 euro per ogni posto letto; serve a far fronte 10,43 sinistri ogni cento posti letto, 2,78 ogni mille ricoveri. Il valore assicurativo di un posto letto è molto variabile sul territorio nazionale e passa da una media di 3.280 euro del nord, ai 4.047 del centro, fino ai 6.128 del sud. Circa un terzo delle richieste per danni analizzate sono state chiuse, mentre il 22% risulta senza seguito. Circa metà delle richieste di risarcimento danni vengono presentate entro un anno dall’evento, ma in ostetricia e ginecologia, i tempi sono più lunghi, fino a cinque anni. È interessante la distribuzione dei sinistri nelle diverse specialità: nel settore pubblico il 15% riguarda l’ortopedia, il 13% il pronto soccorso, il 12% la chirurgia generale, il 7% ostetricia e ginecologia e il 3% medicina generale, a cui va aggiunto il 14% dovuto a danni da struttura e parti comuni. Nelle strutture private le percentuali variano soprattutto per il minor peso del pronto soccorso (4,53%) che spesso non è presente.(fonte doctornews)

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Il rapporto tra l’occupato e il pensionato

Pubblicato da fidest su mercoledì, 27 febbraio 2013

Questo rapporto è andato decrescendo a svantaggio dell’occupato e, secondo le previsioni, toccherà il raddoppio per il 2016: due pensionati per un occupato in seguito a due eventi concomitanti:
a) Prolungamento della vita
b) Minori possibilità lavorative che gene-rano disoccupazione, sottooccupazione, part-time, lavoro nero, mancati aggiornamenti tecnologici, professioni che scompaiono e altre che non si diffon-dono con la stessa velocità, ecc.)
L’argomento è di grande attualità in questi giorni poiché l’attuale Governo è tendenzialmente portato a colpire il sistema previdenziale, unita-mente a quello assistenziale per far quadrare i conti pubblici in dissesto. I motivi sono senza dubbio seri e noi tutti ben li conosciamo, ma ritengo anche che ben altre vie sono percorribili per porvi riparo.
Penso, ad esempio, ad un miglior funzionamento della macchina pubblica i cui sprechi non sono venuti meno nonostante che da anni si parla di rigore e di sana amministrazione e ad una pianificazione delle risorse e ad un loro più efficace utilizzo. Da queste mancate soluzioni è venuta meno una lotta più serrata e soprattutto più efficace alle evasioni e ai malgoverni locali e centrali degli Enti e delle istituzioni pubbliche e private. In effetti un tentativo fu fatto, ma, nel corso d’opera, fu viziata dal tentativo non tanto di far funzionare la pubblica amministrazione quanto di scardinare il suo ruolo privatizzando i profitti e lasciando alla mano pub-blica i servizi in perdita. Stiamo, in altri termini, pagando il prezzo di una politica economica fondata sui privilegi di pochi e sui sacrifici di tanti. Certo, il governo è in grave difficoltà anche per le mancate scelte del passato però, a questo punto, non può pretendere di mettere mano ai tagli là dove la gente non può difendersi. Resta la solita tecnica dei Governi di destra dominati dalla logica dei potentati dove si diventa deboli con i più forti e forti con i deboli, mentre il centro-sinistra una volta al governo ha dato prova d’incapacità decisionale per i veti incrociati al suo interno. Ora le pensioni stanno diventando il vero banco di prova di questa protervia governativa di scaricare sui più deboli ed esposti gli errori che dal passato al presente mostrano la loro lunga ombra che ha tutti i requisiti per protendersi minacciosa sul nostro futuro proprio perché nessun governo ha cercato di porvi riparo con una iniziativa che affronti la questione nella sua globalità. Oggi, dalle poche notizie che filtrano, sappiamo che per l’ennesima volta resta la logica di sempre ovvero quella di operare tagli alla cieca pur di non mettere mano a una seria riforma del sistema. Ritengo, invece, che sia giunto il momento di dare una risposta ferma poiché la misura è colma e il peso è insopportabile. Il rovescio della medaglia è inquie-tante. Se si vuole, infatti, la “morte civile” di milioni di pensionati va detto chiaramente e non si instilli in essi il “lento veleno” dei sacrifici economici che portano i poveri alla infelice condizione di indigenti e di disperati drogati da un eccesso d’informazione che confonde e non educa la gente a capire e ad assumere consapevolmente le sue scelte. D’altra parte è inutile che c’illudiamo, oltre ogni ragionevole misura. I nostri giovani non troveranno con facilità dei posti di lavoro perché sono venuti meno i ben noti “ammortizzatori sociali” offerti dalla mano pubblica con impieghi facili, anche se scarsamente remunerati, e dalla presenza d’imprese private che private avevano solo il nome in quanto venivano foraggiate dallo Stato per interessi clientelari e di consorterie politiche. E d’imprese senza “mercato” in Italia ve ne sono ancora tante e quel che è peggio continuano ad essere sostenute pur sapendo che non hanno un avvenire. D’altra parte dobbiamo riconoscere il fallimento della vecchia previdenza statalista proprio perché si riduce la forza lavoro, aumenta la disoccupazione e la vita si allunga con un pensionato più longevo. La logica vorrebbe che, di pari passo, si procedesse con l’allungamento dell’età lavorativa portando da 35 a 40 anni i contributi massimi e nello stesso tempo si offrisse ai “pensionati”, ancora “efficienti” fisicamente ed intel-lettualmente, l’opportunità di ricoprire posti e servizi in “part-time” per un recupero “economico” derivante dall’erosione della pensione dal “caro vita” e con un prelievo ad hoc da tali lavori che andasse a beneficio di coloro che non sono più in grado di essere “riciclati” in attività lavorative. Nello stesso tempo potrebbe essere consentito ai giovani una “pensione integrativa” da pianificare con i contributi volontari versati agli istituti previdenziali apposita-mente autorizzati dallo Stato. Diciamo pure che queste “proposte” dovevano essere messe in cantiere già una decina di anni fa per trovarci oggi nella condizione di trarne un qualche beneficio. Applicarlo ora diventa complesso per due ordini di motivi: Prima di tutto giacché il “buco” dello Stato continua a essere, nonostante gli annunciati ripianamenti, sempre più vistoso. Basta pensare ai debiti accumulati dalle amministrazioni locali. In secondo luogo ci troveremo con un incremento forse insopportabile della disoccupazione sia per le possibili riconversioni industriali che per la mancan-za di strutture adeguate per aggiornamenti profes-sionali, per il recupero del gap dell’istruzione tradi-zionale chiaramente inefficiente ad affrontare il nuovo e il diverso che si profila nel mondo econo-mico occidentale e per la mancata “industrializ-zazione” di vaste aree del nostro Paese. E dire che per il meridione abbiamo speso, dal dopo guerra ad oggi, ben mille miliardi di euro tradotti al valore attuale per ritrovarci al punto di partenza. In definitiva per far rientrare nei binari della normalità l’azienda Italia, dovremmo continuare a “licenziare” i dipendenti pubblici eredi di organici gonfiati per motivi politici, riconvertire numerose produzioni e provocare un calo dell’occupazione nell’industria e nei servizi. Nel frattempo continueremo con le ben note inefficienze con un’impresa pubblica al solito inefficace e sprecona, dove mancano i magistrati ma abbondano i maestri, dove crescono i medici ma mancano i paramedici, dove sono carenti i posti letto ma vengono chiusi i piccoli ospedali e così via.
Se questo è l’andazzo dobbiamo seria-mente ripensare a tutta la filiera generazionale che ci porta dalla nascita all’ultimo passo e capire come vanno riscritti i vari passaggi pur tenendo fermi i principi consolidati nei suoi valori fondanti e nella volontà di un’equa ridistribuzione delle risorse. Da qui parte il progetto messo a punto dai Centri studi della Fidest e che ha mostrato la sua validità incassando numerosi consensi ma ha trovato anche una larga fetta della classe politica, e dai media che la fiancheggia, delle chiusure pregiudiziali legate più alla logica della dipendenza ai poteri forti, alle lobby e ai comitati d’affari che non a quella del senso dello Stato e di una corretta giustizia distributiva delle proprie risorse. (Riccardo Alfonso)

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Rapporto 2013 dell’American Heart Association su cardiopatie e stroke

Pubblicato da fidest su venerdì, 18 gennaio 2013

Ogni anno l’American Heart Association, insieme al Center for Disease Control and Prevention ed il National Institute of Health, pubblica i dati statistici raccolti negli Stati Uniti riguardanti le malattie cardio- e cerebro-vascolari ed i relativi fattori di rischio. Si tratta di un documento ricchissimo di dati, che costituisce un importante punto di riferimento per medici, ricercatori, gestori e manager della sanità, riportando indici di morbilità e mortalità, rischi, qualità delle cure, procedure mediche e interventistiche e costi complessivi. Di seguito viene riportata una breve sintesi dei dati presentati:
i fattori di rischio per mortalità cv nella popolazione americana sono costituiti dall’ipertensione arteriosa nel 40.6%, il fumo nel 13.7%, una alimentazione scorretta nel 13.2%, l’inattività fisica nel 11.9% e una iperglicemia nell’8.8% dei casi nonostante gli interventi promossi il 21.2% dei maschi ed il 17.5% delle donne americane di età superiore a 18 anni continua a fumare ed il 40.1% dei soggetti non fumatori nel 2007-2008 aveva livelli elevati di nicotina nel sangue per esposizione al fumo passivo (percentuali molto più basse in bambini e adolescenti) 1/3 degli adulti non pratica attività fisica nel tempo libero
negli anni si osserva un aumento di apporto calorico (carboidrati in particolare), per pasti più abbondanti ed assunzione di bevande zuccherate
la pr evalenza di sovrappeso ed obesità in età superiore a 20 anni è pari al 68.2% e tra 2 e 19 anni è del 31.8%
la prevalenza di colesterolemia > 240 mg/dL negli adulti sopra i 20 anni è del 13.8% il 33% degli adulti > 20 anni di ambo i sessi è iperteso (l’82% è consapevole di questa condizione, il 75% assume farmaci ma solo il 53% raggiunge il target previsto) la prevalenza di diabete noto nella popolazione adulta è dell’8.2%, con l’aggiunta del 4% di diabete misconosciuto e 39.2% di prediabete; il 34% della popolazione ha una sindrome metabolica (35.1% nei maschi e 32.6% nelle donne). Altri dati di notevole interesse riguardano i tassi di mortalità:
il tasso di mortalità per malattie cv è pari a 236.1 per 100.000, con valori più elevati nei maschi e nella razza negra, con una riduzione tra il 1999 ed il 2009 del 32.7% nel 2009 le malattie cv hanno determinato il 32.3% della morti totali; circa 2.150 soggetti muoiono giornalmente per malattie cv (1 ogni 40 secondi)
1 morte su 6 è correlata a malattia coronarica (nel 2009 n 386.324 decessi); ogni anno 635.000 americani sono ricoverati per un infarto cardiaco di nuova insorgenza o muoiono per cardiopatia ischemica (si registra 1 evento coronarico ogni 25 secondi e una morte coronarica ogni minuto) tra il 1999 ed il 2009 l’incidenza di stroke è diminuita del 36.9% e la conseguente mortalità del 23% (si registra 1 stroke ogni 40 secondi ed 1 su 19 decessi è attribuibile a tale patologia). Gli indicatori di qualità delle cure erogate ai pazienti ospedalizzati per cause cardiovascolari documentano una buona aderenza alle raccomandazioni contenute nelle linee guida. Tra il 2000 ed il 2010 gli interventi e le procedure per problemi cv sono aumentati del 28%, mentre i costi diretti ed indiretti per le malattie cv e stroke nel 2009 sono stimati essere pari a 312.6 miliardi di dollari (a fronte di 228 miliardi per le malattie tumorali).
Go AS et al. Heart Disease and Stroke Statistics-2013 Update. A Report From the American Heart Association. Circulation 2013 DOI: 10.1161/CIR.0b013e31828124ad
(fonte medicinalterna33)

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Per il partito che non c’è

Pubblicato da fidest su mercoledì, 23 maggio 2012

I satrapi della politica sono in questi giorni generosi nelle loro sentenze sul modo d’intendere la politica e d’interpretarla a beneficio del popolo degli elettori, ma hanno un grosso difetto d’origine: parlano per la continuità del sistema e non per un suo superamento prefigurando un modello diverso d’affrontare il rapporto società civile e la sua rappresentanza istituzionale.
L’opinione pubblica invece è di tutt’altro intendimento anche se venendo meno una proposta credibile potrebbe essere tentata a disertare le urne o a votare come ha fatto in passato tradendo soprattutto lo spirito del nuovo che serpeggia nell’aria.
Ma se dessimo corpo ad un partito che oggi, purtroppo, non è intravedibile dobbiamo dire che esso dovrebbe fondarsi su un programma logicamente condivisibile ma tremendamente rivoluzionario. Un movimento fondato su due diritti complementari tra loro: il diritto alla vita e il diritto a viverla.
Siamo stati sempre molto sensibili all’idea che non vi debbano essere ostacoli di alcun genere per assicurare la natività, ma siamo molto scarsi sull’altro diritto che gli fa da corollario che è quello, a mio avviso altrettanto importante se non di più che è di continuare a vivere. Quel diritto disatteso che fa morire milioni di bambini e le loro madri in tutto il mondo per mancanza di assistenza sanitaria e di fame, quel diritto che latita impedendo a milioni di esseri umani di non avere un lavoro con il quale fondare una famiglia e sottrarsi alla miseria, quel diritto che tollera nazioni che coltivano il razzismo, l’apartheid, l’avidità delle classi privilegiate, quel diritto che garantisce l’istruzione ma non offre sbocchi adeguati nel rispetto della cultura, quel diritto che non permette a tutti d’alimentarsi e d’avere un tetto sotto cui ripararsi. Quel diritto che da un senso allo stesso diritto alla vita che è l’inizio di un percorso che la civiltà, il progresso, la cultura dovrebbero insegnarci a renderci consapevole di una continuità che non si può e non si deve interrompere. Quel partito non c’è e quel che è peggio non è nell’agenda politica non solo dell’Italia ma anche nelle restanti parti del mondo. Quel diritto che ci permette di guardare il futuro con più serenità e senso di giustizia. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Consorzi e pubblica amministrazione

Pubblicato da fidest su sabato, 19 maggio 2012

Italiano: Po di Goro, ramo meridionale del Po ...

Italiano: Po di Goro, ramo meridionale del Po che delimita il comune di Ariano nel Polesine e la Regione Veneto dal comune di Mesola e la Regione Emilia-Romagna. Lavori di manutenzione sul letto del fiume ad opera di una draga. (Photo credit: Wikipedia)

“Nella Pubblica Amministrazione si registrano differenze di tempestività se si tiene presente il ritardo dell’avvio del Piano Irriguo Nazionale nelle regioni meridionali del Paese rispetto al Nord”: lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), intervenendo a Castel Bolognese, nel ravennate, all’inaugurazione del nuovo impianto di distribuzione plurima (usi irriguo e potabile) delle acque del C.E.R., realizzato dal Consorzio di bonifica Romagna Occidentale, dove, viceversa, prende atto di efficienza e tempestività.
“Il rapporto con la Regione Emilia Romagna è – prosegue Gargano – un esempio, utile al territorio, di proficua valorizzazione delle sinergie istituzionali e dell’attività dei consorzi di bonifica; così come nell’applicazione del sistema irriguo “intelligente” Irriframe, i nuovi orizzonti di collaborazione, che si stanno aprendo per la manutenzione dei territori montani, pongono la Regione Emilia Romagna, come punto di riferimento a livello nazionale per il mondo della Bonifica. La Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, che vivrà questo week-end il suo momento finale – conclude il Presidente A.N.B.I. – presenta quest’anno una grande novità: lo stretto rapporto fra consorzi di bonifica e sindaci, entrambi quotidiani “sportelli” per i cittadini. Forte di questa rinsaldata collaborazione con A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani), incontreremo il Ministro dell’Ambiente, Clini, per chiedere l’attenzione dovuta e le risorse, che sono ferme, per il Piano di Mitigazione del Rischio Idrogeologico, da noi redatto a partire dalle esigenze espresse da un territorio, la cui valorizzazione (turistica, agroalimentare, artistica…) non può che essere il perno della tanto auspicata crescita dell’Italia. I consorzi di bonifica, per le loro competenze, offrono risposte concrete a pre-requisiti per qualsiasi ipotesi di sviluppo: la sicurezza dalle acque e la loro disponibilità, oltre che la sensibile riduzione del rischio frane.”

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Centinaia di migliaia di libri con il 20% di sconto

Pubblicato da fidest su giovedì, 17 maggio 2012

Dal 19 al 23 maggio: è l’iniziativa proposta dagli editori, in collaborazione con i librai indipendenti, con le catene, con le librerie online e con la Grande distribuzione per “festeggiare” in modo eccezionale il Maggio dei Libri e far crescere la lettura in Italia.In Italia i lettori sono infatti il 45,3% della popolazione con più di 6 anni di età (25,9milioni di italiani). Di questi, circa la metà (il 45,6%, pari a 11,8milioni di italiani) non legge più di tre libri all’anno (Fonte: Istat): sono persone che hanno un rapporto debole con gli autori, i generi, i marchi editoriali, che entrano con fatica nei vari canali di vendita e nelle librerie.
E’ in primo luogo a loro che si rivolge in questi cinque giorni in tutta Italia e in tutti i punti vendita aderenti la campagna “Leggere fa crescere”, organizzata con il contributo operativo dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e il sostegno dell’Associazione Librai Italiani (ALI): la maggior parte dei libri saranno così disponibili con uno sconto importante, solo per questi cinque giorni e solo in occasione del Maggio dei Libri.
I numeri dell’iniziativa sono imponenti: 308 i marchi editoriali aderenti, oltre 1000 le librerie fisiche (indipendenti e di catena), 12 quelle online, 2500 i punti vendita della grande distribuzione (supermercati e ipermercati).La campagna pubblicitaria sui media (radio, quotidiani e internet) partirà giovedì 17 maggio per culminare nel 23 maggio, la Giornata conclusiva del Maggio e vera e proprio Festa del libro. In tutta Italia saranno esposti oltre 12mila locandine e cartelloni per identificare i punti vendita che aderiscono alla promozione. Per sapere tutto sugli aderenti e sui materiali disponibili: http://www.aie.it/EVENTI/Leggerefacrescere.aspx

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La salute. Quinta proposta

Pubblicato da fidest su martedì, 8 maggio 2012

La circolarità delle persone, la diffusione delle malattie, i rischi alimentari, le pandemie possibili rendono necessario trasformare l’assistenza universale in prevenzione universale. Questo comporta, necessariamente, un cambiamento sia degli stili di vita sia un diverso rapporto con il sistema sanitario nel suo complesso. Si deve partire con una revisione del ruolo del medico di famiglia per meglio “personalizzare” il suo rapporto con gli assistibili di riferimento. Ma anche i singoli devono cambiare atteggiamento nei rapporti con l’assistenza sanitaria prevedendo, ad esempio, il possesso di una tessera sanitaria dotata di un chip dove siano estraibili sia l’anamnesi del paziente sia le cure e tutti gli accertamenti diagnostici effettuati.
Non dimentichiamo, a questo riguardo, che se il medico di base è più portato a conoscere la storia sanitaria del suo paziente non si può dire la stessa cosa dello specialista che, spesso, per compensare tale lacuna è indotto a far ripetere analisi, accertamenti ecc. che potrebbero essere superflui e ancor più validi se “preparati” dal medico di base per offrire al collega tutti i possibili dati per addivenire ad una diagnosi consapevole.
D’altra parte è stata ripetuto più volte in congressi medici che “prevenire” è meglio che “curare” e che la prevenzione fa risparmiare le casse dello stato e quelle dei singoli cittadini e delle famiglie nel loro complesso. E queste mutazioni non possono essere rinviate sine die, non si possono tenere più convegni e dibattiti e più di quanti non ve ne siano stati già. E’ tempo di passare dalle parole ai fatti e di farlo subito. Mai come oggi vale il detto il tempo è denaro, e nella sanità vale doppio essendo sempre più scarse le risorse disponibili. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Quinto Rapporto Nazionale Auser su Enti Locali e Terzo Settore

Pubblicato da fidest su domenica, 22 aprile 2012

Servizi sociali

Servizi sociali (Photo credit: Wikipedia)

(Centro Maderna) Organici comunali ridimensionati a vantaggio degli affidamenti esterni; aumento dei carichi di lavoro per gli addetti; forte coinvolgimento delle associazioni nell’erogazione dei servizi sociali. Questi sono alcuni dei risultati che emergono dalla “Quinta rilevazione nazionale sul rapporto fra Enti Locali e Terzo Settore” promossa dall’Auser e presentata a Roma il 17 aprile 2012, mostrano un welfare locale sempre meno pubblico, sempre meno comunale. Il V Rapporto Auser, scatta una chiara fotografia sulle modalità di gestione dei servizi socio-assistenziali da parte dei comuni e la realtà che emerge non è delle migliori, con il personale ridotto – diminuito del 6,6% negli ultimi 3 anni – e con una carico di richieste che si riversa sempre più sulle spalle del terzo settore. Gli interventi sociali realizzati da Auser soddisfano una domanda sociale in forte crescita, in genere non coperta dalle istituzioni pubbliche locali preposte; si tratta di una domanda variegata, al cui interno si intrecciano le necessità collegate alla povertà (soprattutto nelle grandi città del Nord, dove emerge la fragilità economica e relazionale delle donne vedove, sole e molto anziane), bisogni socio-sanitari collegati alle condizioni di non autosufficienza e di parziale non autosufficienza degli anziani, bisogni di compagnia, socialità e di “benessere”, le necessità di spostamento nel territorio. In particolare, la richiesta di servizi di mobilità e collegati ai trasporti è ormai un fenomeno in forte crescita, collegato non solo alla necessità, da parte degli anziani, di raggiungere uffici pubblici e presidi ospedalieri e ambulatoriali, ma anche al desiderio, espresso da una quota rilevante di utenti ultrasettantacinquenni soli, di spostarsi nel territorio per svolgere attività sociali e in modo particolare relazionali, e sbrigare in modo autonomo pratiche d’ufficio. In definitiva, le attività convenzionate svolte da Auser rispondono a un “nuova” domanda sociale espressa dagli anziani, che si indirizza verso l’uso “attivo” del territorio; domanda che può essere soddisfatta sempre meno attraverso il ricorso alla istituzionalizzazione, al contrario, richiede il potenziamento del sistema dei servizi reali e la creazione di nuove opportunità (integrazione sociale, promozione del benessere, invecchiamento ) nelle comunità locali.

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Situazione bambini greci

Pubblicato da fidest su sabato, 7 aprile 2012

Rodas (Grecia)

Rodas (Grecia) (Photo credit: contafisca)

Il Comitato Greco dell’UNICEF ha presentato con l’Università di Atene il rapporto dal titolo “La Condizione dell’Infanzia in Grecia 2012” che analizza la situazione dell’infanzia in Grecia. Sono dati molto preoccupanti. Il 23% dei bambini è povero rispetto alla media europea (20,5%), i minorenni che vivono sotto la soglia di povertà sono 439.000. Le famiglie povere sono il 20,1 per cento rispetto al totale delle famiglie. Il 33,4 per cento delle famiglie povere è una famiglia composta da un unico genitore mentre il 28,7 delle famiglie con bambini si sono trovate in condizione di povertà o esclusione sociale, dato che sale al 34,7 per cento per le famiglie con adolescenti. La Grecia ha la più alta percentuale di bambini sottopeso dei paesi OCSE. Il rapporto analizza il grado di efficacia della legislazione greca e delle politiche relative al miglioramento delle condizioni di sostentamento dei bambini come previsto dalla Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Su una popolazione totale di 11 milioni, i minorenni sono poco meno di 2 milioni.

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“Rapporto sul processo di liberalizzazione della società italiana”

Pubblicato da fidest su mercoledì, 4 aprile 2012

Roma 18 aprile alle ore 18 nella Sala dei Presidenti di Palazzo Giustiniani,Via della Dogana Vecchia, 29 – Senato della Repubblica, Società Libera presenterà la decima edizione del “Rapporto sul processo di liberalizzazione della società italiana”.
Società Libera costituisce da molti anni un’opportunità concreta di collegamento per coloro che condividono la necessità di riflettere su cosa una società liberale richieda per essere sostanzialmente tale e sulle affermazioni e le difficoltà che nel contesto attuale si incontrano sui temi delle libertà fondamentali (politica, religiosa, economica e d’informazione).
Negli ultimi decenni la dissoluzione dei partiti ha favorito la loro sostituzione con organizzazioni politiche più vicine al modello di comitati elettorali quanto mai distanti da sostanziali elaborazioni culturali necessarie a qualsivoglia azione politica. Oggi il tempo è maturo per una maggiore assunzione di responsabilità di chi come noi, in questi anni, ha dedicato il proprio impegno ad affermare concezione e pratica di un liberalismo razionale e non gridato fondato su una continua revisione di certezze lontano da acritiche logiche di schieramento.Il nostro è un appello a quelle energie intellettuali che, rifiutando vecchie appartenenze e approcci culturali precostituiti, individuano nella persona umana, nella responsabilità e nella libertà il mezzo migliore per raggiungere il bene comune, fine dell’azione politica. Insieme intendiamo trasformare Società Libera in un vasto movimento culturale-politico, capace di andare realmente incontro alle necessità della società civile, al fine di realizzare iniziative capaci di produrre consapevolezza e pressione verso la dirigenza del Paese.Motivo per il quale il nostro impegno è di far crescere una comunità culturale di persone intellettualmente libere, consapevoli di partecipare ad un progetto che va al di là di convenienze e conformismi, disponibili al coinvolgimento e alla condivisione di un’ “avventura intellettuale” per un radicamento territoriale.Aderire alla campagna d’iscrizione e di sostegno a Società Libera significherà essere parte attiva di un percorso culturale teso all’affermazione di una società aperta in cui la nostra visione del liberalismo si concretizzi particolarmente in un processo di modernizzazione e di liberalizzazione del Paese, nella salvaguardia della dignità e della libertà personale, nella difesa dei diritti umani ovunque siano messi in discussione.
I prossimi appuntamenti andranno dalla Presentazione del Decimo Rapporto sulle Liberalizzazioni (Senato della Repubblica – Palazzo Giustiniani – al Convegno “Stato e Criminalità”, significativamente organizzato a Casal di Principe (Caserta) il 14 giugno ore 10, fino alla Marcia internazionale per la libertà dei popoli e delle minoranze oppresse, prevista a Roma e in altre otto capitali europee il 13 ottobre alle ore 15.

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Gay: Palermo per il pride 2013

Pubblicato da fidest su lunedì, 26 marzo 2012

Flags of the Italian gay organisation Arcigay ...

Flags of the Italian gay organisation Arcigay at the Italian national Gay Pride march at Grosseto (2004). Picture by Giovanni Dall'Orto (User:G.dallorto). (Photo credit: Wikipedia)

Si è chiusa alle 17, a Bologna, la due giorni di Consiglio nazionale di Arcigay. L’assemblea , molto partecipata, oltre all’approvazione del bilancio, ha dato il via alle procedure che anticiperanno il XIV Congresso al 23, 24 e 25 novembre 2012 nella città di Ferrara. Per la maggior associazione lgbt italiana, con oltre 130 mila soci, si profila così un percorso congressuale di alcuni mesi che determinerà, nel serrato confronto interno, decisioni fondamentali per il proprio futuro in una delicatissima fase economica, politica e istituzionale.
Il viaggio verso l’assise anticiperà un 2013 che vedrà sciogliere, con le elezioni politiche, importanti nodi nazionali. Sullo sfondo la persistenza della crisi economica ancora in corso e le importanti novità nelle battaglie della militanza lgbt che vengono soprattutto dal dibattito pubblico e giuridico.
E al futuro congresso Arcigay si presenterà rafforzata, grazie ad un fruttuoso triennio di attività, sul piano dei rapporti politico-istituzionali e cresciuta nei numeri (il consiglio ha ratificato la nascita di cinque nuovi comitati provinciali: Vercelli, Catanzaro, Campobasso, Teramo e Brindisi) e nell’iniziativa politica, progettuale e pubblica. L’assise ha infine individuato all’unanimità la candidatura della città di Palermo quale sede del Pride nazionale del 2013. La candidatura sarà discussa con l’associazionismo lgbt italiano.
Nei prossimi mesi l’associazione vedrà concentrare i suoi sforzi per il successo del Bologna Pride 2012 del 9 giugno e nella gestione ordinaria delle proprie attività.

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Rapporto parità uomo-donna

Pubblicato da fidest su mercoledì, 14 marzo 2012

“Una lezione di civiltà arriva dall’Europa mentre noi siamo sempre ad inseguire sul piano dei diritti civili. Un passaggio epocale sul piano del riconoscimento dei diritti delle coppie gay”. Il commento di Alessandro Cresci, responsabile diritti civili IdV Toscana è in riferimento a quanto emerso nel Parlamento Europeo ieri, per cui i governi europei, secondo il Parlamento europeo, non devono dare ”definizioni restrittive di famiglia” allo scopo di negare protezione alle coppie gay e ai loro figli. E’ la posizione espressa nel rapporto sulla parita’ di diritti uomo-donna presentato dalla radicale di sinistra olandese Sophie in’t Veld ed approvato dall’Eurocamera. Il passaggio piu’ nettamente a favore dei matrimoni gay e’ contenuto nel paragrafo 7 del rapporto, che il Ppe voleva cancellare con un emendamento (bocciato in aula con 322 si’ e 342 no). Sono stati inoltre approvati, nonostante l’opposizione dei popolari, i passaggi del rapporto in cui si chiede alla Commissione Ue di elaborare proposte per il riconoscimento reciproco delle unioni omosessuali tra gli stati membri che gia’ le ammettono e al Consiglio europeo di ”riaffermare il principio di uguale trattamento senza distinzione di religione o credo, disabilita’, eta’ o orientamento sessuale”. “Non una parola – continua Cresci – ho sentito sul tema dai principali telegiornali Rai e Mediaset che come al solito sono succubi di certa cultura restauratrice regnante nel Belpaese, anziché fare il proprio lavoro di corretta informazione. L’Italia dovrà adeguarsi volente o nolente, per porre fine alla cassificazione in corso tra cittadini di serie A e cittadini di serie B. Ci viene richiesto uno scatto in avanti che richiederà ancora molto sforzi e battaglie, ma ci arriveremo checchè ne dicano Angelino Alfano da una parte e Rosy Bindi dall’altra in una sorta di consociativismo PDL-PD di stampo omofobico sul matrimonio che deve essere solo eterosessuale”.(Antonio Di Pietro)

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Rapporto Onu su farmaci illegali: vendita sfrutta social media

Pubblicato da fidest su venerdì, 2 marzo 2012

Le farmacie illegali su internet sfruttano sempre di più il canale dei social media per vendere e distribuire farmaci ai giovani. L’evidenza emerge dal rapporto 2011 dell’agenzia International narcotics control board (Incb), dell’Onu secondo cui farmaci illegali e prescrizioni di medicine vengono fatte online, agganciando un elevato numero di ragazzi. «Le farmacie illegali online hanno iniziato a usare i social media per pubblicizzare i loro siti web, esponendo una platea molto ampia di persone a prodotti pericolosi» spiega il presidente dell’Incb, Hamid Ghodse «farmacisti disonesti si servono di YouTube o Facebook per avvicinare persone in chatroom attirandole in modi diversi, senza far capire all’inizio che stanno cercando di vendere farmaci all’inizio, e poi finiscono per bombardarli di annunci». L’Incb ha contato oltre 12 mila sequestri di sostanze controllate a livello internazionale e spedite per posta nel 2010, di cui 6.500 legali e 5.500 di origine illecita. L’India è il principale Paese da cui hanno origine queste sostanze illegali, per circa il 58%. A seguire ci sono Usa, Cina e Polonia. L’agenzia Onu ha pubblicato delle linee guida per i governi per la prevenzione della vendita illegale di sostanze via internet, ma «bisogna fare di più» conclude Ghodse «ci sono ancora carenze tecnologiche, regolatorie e di personale nei Paesi e la cooperazione internazionale e’ fondamentale».(fonte farmacista33)

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Liberalizzazioni commercio

Pubblicato da fidest su martedì, 10 gennaio 2012

Nella stagione delle liberalizzazioni va inserita, ad avviso di Adiconsum, anche la liberalizzazione delle promozioni dei prodotti no-food. Siamo convinti – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – che il commercio vada liberalizzato non solo nel settore dei prodotti food, ma anche di quelli no-food, dove ad oggi la concorrenza è limitata al solo periodo dei saldi. Ciò porterebbe – prosegue Giordano – ad un risparmio significativo sugli acquisti giornalieri dei consumatori e favorirebbe una vera concorrenza fra gli operatori commerciali che potrebbero misurarsi fra loro in termini di professionalità, assistenza ai clienti e vendita di merci e prodotti ad un sempre migliore rapporto qualità-prezzo, con indubbi benefici per l’economia dell’intero Paese.

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Rapporto Visa Europe

Pubblicato da fidest su giovedì, 15 dicembre 2011

English: Visa logo

Image via Wikipedia

Il tasso di crescita della spesa per i consumi, dopo aver riportato un risultato più sostenuto nel trimestre precedente (2,1%), vede un rallentamento nel terzo trimestre 2011, attestandosi allo 0.5% anno su anno che corrisponde al tasso di crescita più basso registrato finora nell’anno e al più contenuto dal quarto trimestre 2010. Sebbene la spesa per i consumi in tutta l’area dell’Unione sia cresciuta per ben otto trimestri, 21 stati sui 27 che compongono l’UE hanno subito un deterioramento della spesa se i dati sono comparati alle rilevazioni del secondo trimestre 2011. Le maggiori economie dell’Unione Europea – Francia (-0,5%), Germania (+0,9%) e Regno Unito (+1,0%) – hanno riportato un decremento delle percentuali di crescita di spesa in contrasto con alcuni paesi dell’Europa Centrale e dell’Est, che invece hanno confermato un robusto trend di crescita dei livelli di spesa. Lituania e Lettonia riportano valori di crescita a due cifre con 15,4% e 13,2% rispettivamente. L’Estonia segue le prime due con il 9,9% di crescita dei consumi, mentre sia la Repubblica Ceca sia la Slovacchia registrano una crescita del 5,6%. Altrove la Spagna registra a sorpresa un incremento dei livelli di spesa anno su anno del 2,5%, mentre l’Italia riporta una lieve contrazione (-1,0%).

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