Lettera al direttore I resti di un giovane italiano rientreranno in patria dall’Afghanistan, nella quarantesima bara. Aveva 28 anni. La famiglia adesso piangerà lacrime vere. Sì, perché c’è il dolore vero, quello dei familiari privati di una persona cara, e poi c’è il dolore di circostanza (eufemismo) degli uomini politici. Il Presidente Napolitano qualche giono fa ha affermato che il ritiro anche parziale dei nostri soldati era solo un’ipotesi. Io invece ho una certezza che ovviamente non vorrei avere: che il nostro caro Presidente dovrà continuare a tributare l’estremo saluto, assieme al suo profondissimo dolore, ad altre bare. Sino a che non ci sarà dato il pemesso di ritirare le nostre truppe da una terra straniera. (Attilio Doni)
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Quarantesima bara dall’Afghanistan
Pubblicato da fidest su mercoledì, 13 luglio 2011
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Progetto della susa romana
Pubblicato da fidest su sabato, 11 luglio 2009
Sono gli architetti Gaetano Renda, esperto di restauro con studio a Palermo, Piergiorgio Pascolati, astigiano con competenze nel settore della sicurezza e della bioedilizia, e la giovane Laura Russo, palermitana, i vincitori del concorso per la valorizzazione del patrimonio archeologico di Susa bandito dalla Provincia di Torino in collaborazione con l’Ordine degli Architetti a seguito di un accordo di programma con la Regione Piemonte e il Comune di Susa. Questa mattina a Palazzo Cisterna sono state aperte le buste contenenti le identità da correlare ai progetti esaminati. 42 ammessi, 10 selezionati tra cui è stato scelto dalla commissione il progetto vincente, che riguarda la valorizzazione dei resti dell’antico tempio romano di piazza Savoia e la definizione di un percorso storico-architettonico nella Susa romana e medievale. “Ai vincitori – spiega il presidente Antonio Saitta – la Provincia assegnerà la progettazione dell’intervento su piazza Savoia. Dopo il concorso per il Forte di Fenestrelle, questo per Susa è un altro significativo passo per la riqualificazione del nostro territorio nelle sue eccellenze artistiche e paesaggistiche. Con la procedura del concorso, riescono a partecipare portando la loro esperienza ed alta competenza anche gruppi che lavorano a livello nazionale o internazionale, contribuendo così ad elevare lo standard della proposta e di questo come Provincia di Torino siamo davvero soddisfatti”. A settembre si terrà la premiazione ufficiale e la presentazione sia del progetto vincitore che dei progetti degli altri partecipanti.
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Archeologi a Bologna
Pubblicato da fidest su venerdì, 22 maggio 2009
Bologna Lunedì 25 maggio, ore 17,15 presso la Biblioteca di San Giorgio in Poggiale, (Via Nazario Sauro, 22) si terrà il quarto appuntamento della serie: Archeologi a Bologna conferenze sugli scavi del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna Le relazioni in programma sono: Bakchias, centro tolemaico in Egitto (Sergio Pernigotti) Ras el-Hadd, villaggio calcolitico di pescatori e navigatori in Oman (Maurizio Cattani) Lothal, porto della civiltà dell’Indo (Maurizio Tosi) Con il patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna Bakchias, centro tolemaico in Egitto Kom Umm el-Atl si trova nell’angolo nord-orientale del Fayyum. Si tratta di una vasta area archeologica di circa 450.000 m2 divisa attualmente in due kiman separati dal letto ora essicato del canale antico: nel kom nord si conservano i resti dell’antica Bakchias, un villaggio di età greco-romana che è testimoniato nei papiri a partire dal III secolo a.C. fino al IV d.C. Il nome con cui la conosciamo è greco e riflette la devozione verso Dioniso della dinastia tolemaica. Ras el-Hadd, villaggio calcolitico in Oman Sul finire del IV Millennio a.C., agli esordi dell’Età del Bronzo, l’intero territorio della penisola araba si costellò di alte e imponenti tombe a tumulo in pietra. Realizzate con pietre locali a secco, queste tombe a torre troncoconica erano il segno distintivo di una crescente complessità sociale all’interno dei gruppi seminomadi che vivevano tra i margini del deserto e le coste oceaniche. Lothal, porto della civiltà dell’Indo L’esplorazione dell’India è un antico sogno di tutte le università europee, quasi una ripetizione delle spinte all’esplorazione che attraversarono l’Europa al tramonto del Medioevo con la rinascita della voglia a conoscere e commerciare. In quest’ottica, la concessione ottenuta dal Dipartimento di Archeologia per studiare il più antico porto dell’India a Lothal è vissuta come una straordinaria opportunità per ribadire e consolidare l’eccellenza dell’Alma Mater nello scacchiere scientifico ed accademico internazionale. (foto archeologia)
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