Ignazio Marino, senatore del Partito democratico, ha risposto punto per punto alle dieci domande rivolte ai politici dal Gruppo 2003, in merito al futuro della ricerca in Italia. Marino conviene con gli scienzia ti che la ricerca sia il settore principale su cui investire: «non si può condurre il nostro Paese fuori dalla crisi e migliorarne l’economia puntando solo sugli aspetti fiscali, finanziari oppure sulla riforma del sistema pensionistico». Oggi le risorse destinate alla ricerca sono appena lo 0,9% del Pil e, secondo il capolista al Senato in Piemonte per il Pd, la percentuale dovrebbe aumentare in modo progressivo durante la prossima legislatura fino ad arrivare al 2%. Inoltre, in ogni ambito, si dovrebbero «adottare le regole internazionali di assegnazione dei fondi della peer review, in modo da permettere una valutazione e una selezione dei progetti più validi ed esclusivamente sulla base del merito». Da dove attingere le risorse necessarie? Marino indica i tagli alle spese per gli armamenti, citando i 15 miliardi di euro destinati al contestato acquisto dei 131 cacciabombardieri. «Con queste somme – spiega – potremmo finalmente sost enere qualche investimento per la ricerca e l’innovazione, per far uscire il nostro Paese da quella condizione di arretratezza riconosciuta anche dalle statistiche della Commissione europea». Non si tratta solo di aumentare le risorse, ma anche di utilizzarle in modo migliore, a partire da una modifica della formazione universitaria e post-universitaria, da un ripensamento delle carriere professionali, dei salari, nonché delle responsabilità e dei doveri dei ricercatori di maggior talento. È poi essenziale rafforzare il rapporto con il mercato, fino a oggi trascurato, mentre per il senatore Pd è necessario favorire «l’iniziativa dei singoli ricercatori, offrendo loro la possibilità di fare ricerca, libera e creativa, anche al di fuori dall’ambito universitario».(fonte doctornews33)
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Marino, dai tagli agli armamenti le risorse per la ricerca
Pubblicato da fidest su martedì, 12 febbraio 2013
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Per la ricerca occorre semplificare il consenso
Pubblicato da fidest su lunedì, 14 gennaio 2013
Quando si conduce una ricerca che coinvolge i bambini, ottenere il consenso informato di entrambi i genitori non è oggi sempre facile, ma è di norma necessario, soprattutto per la ricerca in cui il soggetto è esposto a rischi significativi senza neanche la prospettiva di benefici diretti. La bioetica ha elaborato il concetto di genitore “ragionevolmente reperibile” (reasonably available) per consentire in casi specifici di procedere con il consenso di un solo genitore, ma questo concetto – secondo un ampio studio pubblicato su Pediatrics – non è privo di ambiguità, ed è quindi soggetto a diverse interpretazioni da parte dei diversi comitati etici. Lo studio diretto da Daniel Nelson, dell’Office of human research ethics dell’Università di Chapel Hill in North Carolina, ha studiato in dettaglio la situazione delle oltre 3.000 famiglie contattate per una ricerca che prevedeva uno screening neonatale della sindrome dell’X fragile, che era stata approvata dal comitato etico a condizione di avere il consenso di entrambi i genitori. Il test individua sia la mutazione completa del gene Fmr1 coinvolto nella sindrome sia l’assai più frequente permutazione, e il suo valore è controverso perché non esistono terapie per la sindrome dell’X fragile e non è chiaro il valore di un’individuazione precoce dei portatori. Secondo l’analisi di Nelson e colleghi, in 589 casi (quasi il 20% del totale) i padri sono risultati assenti (158 di loro hanno dato prova chiara di non voler essere coinvolti): le cause principali dell’assenza sono state identicate nella partecipazione a missioni militari all’estero, detenzione in carere, cambiamento di residenza e di Stato o mancato coinvolgimento nella vita della madre. Quando entrambi i genitori sono stati interpellati, l’approvazione è arrivata in due casi su tre (64%). Partendo da queste osservazioni, i ricercatori hanno elaborato un semplice algoritmo per codificare ogni passaggio prima di poter affermare “ragionevolmente” che uno dei genitori (in questo caso il padre) è irreperibile o non ha un ruolo nelle decisioni (perché oltre a non essere presente non figura sul certificato di nascita). Pediatrics. 2013 Jan;131(1):e223-9 (fonte pediatria33)
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Ricerca su dinamica quantistica di nanomagneti molecolari
Pubblicato da fidest su sabato, 20 ottobre 2012
Le nanostrutture magnetiche (con dimensioni dell’ordine del miliardesimo di metro) sono componenti fondamentali in tecnologie emergenti quali laspintronica e la computazione quantistica. Rispetto a un tipico materiale magnetico, la piccolissima taglia di questi sistemi dà luogo a fenomeni caratteristici della meccanica quantistica che possono essere sfruttati nella progettazione di algoritmi di calcolo e di dispositivi in grado di superare decisamente qualunque controparte tradizionale.Un aspetto cruciale della ricerca in questo campo è la comprensione della dinamica, ovvero del modo in cui lo stato degli elettroni che danno origine al magnetismo evolve nel corso del tempo. Essendo questa dinamica caratterizzata da scale di tempo e di lunghezza molto piccole (rispettivamente dell’ordine del millesimo di nanosecondo e di frazioni di nanometro), una sua misura diretta non era finora stata possibile.Nello studio Spin dynamics of molecular nanomagnets unravelled at atomic scale by four-dimensional inelastic neutron scattering, appena uscito sulla prestigiosa rivistaNature Physics, svolto nell’ambito di una collaborazione internazionale che vede protagonista un gruppo di ricercatori dell’Università di Parma, viene illustrato unnuovo approccio che rende possibile determinare direttamente questa dinamica su scala atomica a partire da sofisticate misure di spettroscopia neutronica.L’efficacia di questa metodica è stata dimostrata su un anello di otto atomi di Cromo, uno dei più studiati nanomagneti molecolari per via della sua dinamica fortemente quantistica. Questo risultato apre notevoli prospettive sia di carattere fondamentale che tecnologico, per le potenziali applicazioni degli anelli molecolari come unità fondamentali (qubit) dei computer quantistici. Il gruppo di fisici teorici di Parma che ha partecipato a questa ricerca e collaborato all’esperimento è costituito dai proff. Giuseppe Amoretti, Stefano Carretta e Paolo Santini ed è da anni all’avanguardia nella ricerca sul magnetismo molecolare, che svolge nell’ambito di numerose collaborazioni internazionali e di progetti finanziati da Unione Europea, MIUR e Fondazione Cariparma.
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Il dolore in ospedale
Pubblicato da fidest su sabato, 12 maggio 2012
Quasi quattro pazienti su dieci ricoverati in ospedale provano dolore. Le cause? Molteplici. Il cancro è solo una delle fonti di sofferenza fisica. I malati soffrono soprattutto di dolore alle ossa, alle articolazioni e ai muscoli. Ma anche il dolore addominale fa la sua parte. Il risultato emerge dalla prima ricerca sul dolore negli ospedali, svolta sul campo dai medici internisti della FADOI (lo studio si è avvalso di un grant di ricerca non condizionato da parte di Mundipharma).
L’indagine è stata effettuata nel periodo tra gennaio 2011 e marzo 2012. Obiettivi: fotografare lo stato dell’arte del dolore cronico, tracciando un identikit dei pazienti che necessitano di terapie ad hoc; capire in che misura fosse sentito e quanto fosse presente questo tema nei reparti di medicina interna; migliorare le performance e l’approccio terapeutico al dolore. Tre gli step attuati: analisi del decorso di 2.600 pazienti ricoverati; intervento formativo sulla gestione del dolore; analisi conclusiva dei dati di altri 2.600 pazienti per valutare i cambiamenti.
I risultati della ricerca. Ma quali sono i numeri emersi dall’indagine Fadoi? Intanto osserviamo le cause del ricovero. Dei 5.200 pazienti assistiti nei reparti di Medicina interna, l’11.2% soffre di una sola patologia (582 ricoverati), il 20.4% è affetto da due patologie e il 24% da tre patologie (in totale 1.064 pazienti). E poco meno di due pazienti su cinque (il 19.5% per un totale di 1.256 persone) sono colpiti da ben quattro patologie. Invece 688 ricoverati (il 13.2%) hanno fino a cinque patologie diagnosticate. L’ipertensione arteriosa è la causa più frequente di ricovero (31.1%) seguita dal cancro (30.3%). Artropatie acute o croniche, connettivopatie e fratture colpiscono il 25.5% dei ricoverati nelle medicine interne. Il 25% delle diagnosi sono relative a infezioni acute, seguite dal diabete (22.4%) e dalle Bpco (18.7%). Scompenso cardiaco e cardiopatia ischemica rappresentano rispettivamente il 15.4 e il 14.5% delle patologie.Passando invece alla rilevazione del dolore si registra che nel 37.5% dei pazienti è stata rilevata in cartella clinica una sintomatologia dolorosa. E se il cancro provoca dolore nel 24% dei casi, la parte del leone la fa però il dolore alle ossa, alle articolazioni e ai muscoli (52.8%). Mentre due pazienti su dieci lamentano dolori all’addome (il 20.5%). L’8,6% dei pazienti soffre di dolori legati a disfunzioni del sistema nervoso centrale e periferico. Il 5% lamenta sofferenza cardiologica.
Aumenta del 16% l’utilizzo di oppiacei forti e migliorano le performance nel Sud Italia. Lo studio Fadoi non solo ha contribuito a scattare una fotografia del pianeta dolore, ma ha anche portato ad un deciso cambiamento nel comportamento assistenziale nei reparti di medicina interna che ospitano pazienti “complessi”, anziani e non. Infatti, a pochi mesi di distanza dalle “lezioni sul dolore”, condotte dalla squadra di medici “teacher” che hanno sensibilizzato colleghi e infermieri indicando la rotta da seguire per contrastarlo, gli scenari sono mutati e decisamente in meglio. Obiettivi raggiunti anche grazie alla collaborazione con Mundipharma Italia.
Certo c’è ancora molto da fare, soprattutto per migliorare l’utilizzo dei farmaci per il dolore. E realizzare un ulteriore avanzamento nell’appropriatezza della terapia potrebbe essere il prossimo obiettivo della FADOI sul tema del dolore.
Infatti, come sottolinea Marta Gentili, Presidente dell’Associazione pazienti vivere senza dolore: “Ancora troppi malati non hanno un corretto monitoraggio del dolore e un adeguato trattamento terapeutico. Un altro importante aspetto emerso da questa analisi, e che meriterebbe di essere maggiormente sviluppato, riguarda l’interdisciplinarità delle figure che dovrebbero ruotare intorno al paziente: maggior coinvolgimento dei terapisti del dolore nei reparti e maggior formazione per gli infermieri che, da quanto l’indagine evidenzia, sono le figure professionali deputate alla misurazione e al monitoraggio del dolore”.
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Le balene del Mar Tirreno Centrale
Pubblicato da fidest su venerdì, 11 maggio 2012
Il prossimo 17 Maggio 2012 l’associazione Accademia del Leviatano presenterà i risultati della campagna di ricerca sui cetacei nel Tirreno centrale. La sede (Via Risorgimento 8), della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia, finanziatore della ricerca, ospiterà alle ore 11,30 il convegno in cui verranno illustrati i risultati della precedente campagna e verrà inaugurata la nuova stagione di monitoraggio 2012 con delle proposte di attività educative dirette alle scuole e alla cittadinanza.
Balene e delfini, affascinanti e misteriosi mammiferi marini, appartenenti all’ordine dei cetacei, popolano i mari di tutto il mondo, ma forse non tutti sanno che diverse specie di questi splendidi animali sono presenti anche in Mediterraneo e nel mare antistante la Provincia di Roma. Basta infatti allontanarsi a poche miglia dalla costa laziale oppure affacciarsi da un ponte di un traghetto e, con un po’ di pazienza, si può avere la fortuna di avvistare il salto di un delfino o il soffio di una balena.
Già negli anni ’90 i ricercatori dell’Università di Roma e dell’Accademia del LEVIATANO si sono dedicati allo studio della presenza e della distribuzione dei cetacei del Mar Tirreno Centrale, sfruttando le rotte percorse dalle navi delle Ferrovie dello Stato, che collegavano il continente con la Sardegna , sulla rotta Civitavecchia-Golfo Aranci. Nel 2007 lo stesso studio è stato ripreso dai ricercatori dell’Accademia del Leviatano i quali, imbarcandosi sui traghetti di linea della Corsica-Sardinia Ferries, conducono il monitoraggio nel Mar Tirreno Centrale sulla stessa rotta “Civitavecchia- Golfo Aranci”, scrutando l’orizzonte in cerca di un soffio, una pinna o un salto. La ricerca, condotta dal 2007 al 2011 ha già dato esiti interessanti, registrando la presenza di specie di delfini quali tursiopi, stenelle ed il raro zifio e di grandi cetacei come la balenottera comune ed il capodoglio. Interessante, gli animali vengono avvistati lungo tutta la tratta ma, spesso, anche non lontano dal porto di Civitavecchia, a poche miglia dalla costa.
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Personale presidenza e risparmi
Pubblicato da fidest su martedì, 8 maggio 2012
Di Eduardo Di Blasi Alla Presidenza del Consiglio i fatti sono sempre più persistenti degli annunci. Per farsene un’idea basta vedere i dati usciti dall’ultima “spending review” del Palazzo di governo, quella che mirava al taglio dei dipendenti non più funzionali alla pianta organica e alla mutata missione del nuovo esecutivo dei tecnici.
Nel novembre 2011, governo Berlusconi, tra le diverse sedi di Palazzo Chigi si contavano 4.456 dipendenti, che, si annunciava, sarebbero diventati circa 3 mila attraverso il taglio degli incarichi fiduciari dati dal passato governo (una sorta di spoil System con pochi rimpiazzi), da quello dei pensionati ancora attivi in Presidenza con ruoli dirigenziali, da quello sovrabbondante delle forze di polizia che a Palazzo Chigi dovrebbero avere semplicemente due ruoli: verificare gli accessi alle sedi di governo (l’ufficio passi) e guidare le auto blu. Faccende per cui forse potrebbero essere meno dei 560 che erano nel 2011.
Al 5 di marzo, questa la data limite che il governo Monti aveva fissato per procedere al taglio (i contratti dei dirigenti erano stati prorogati per l’appunto fino a quel giorno, in attesa di capire dove poter operare risparmi), il provvedimento non si è dimostrato all’altezza dell’annuncio, tanto che da 4.456 i dipendenti dell’amministrazione sono diventati, più sobriamente, 4.129, circa mille in più rispetto alla pianta organica prevista. Il conto, del resto, dovrebbe essere presto fatto: i 5mila dovrebbero essere la somma dei dipendenti di Presidenza e Protezione Civile, cui si sommano i circa cinquecento dirigenti. Il resto, consulenti, forze dell’ordine, e strutture di missione (spesso doppioni del lavoro dei dipartimenti e veicolo di clientele), potrebbero essere potate.
Il taglio maggiore si è registrato alla voce “estranei alla pubblica amministrazione”, vale a dire tra coloro che sono arrivati in Presidenza per via fiduciaria, non provenendo da nessun ufficio pubblico. Nel 2011 la pattuglia contava 357 dipendenti. Secondo le stime iniziali era questo uno degli “sprechi” cui porre rimedio, e qualcuno supponeva che la truppa andasse rimandata a casa tutta assieme. Invece ne è rimasta in piedi metà: oggi gli esterni alla pubblica amministrazione che lavorano negli uffici di governo sono 179, 178 in meno di qualche mese fa.
Sulla vicenda dei pensionati il 5 marzo il governo Monti in una nota “ha deciso di non confermare coloro che, pur essendo in pensione, svolgevano ancora attività . A essi non potranno essere conferiti incarichi di consulenza”. Hanno quindi fatto le valigie Antonio Ragusa, che teneva i cordoni della borsa “alle risorse strumentali ed Eugenio Ficorilli, al cerimoniale. Giancarlo Bravi invece continua ad occuparsi della struttura di Missione per i 150 anni dell’Unità d’Italia. La struttura medesima, infatti, resterà in funzione almeno fino a luglio.
Non compare più sul sito internet del governo nemmeno Raffaele Di Loreto, che, da 64enne pensionato dell’aeronautica, era al timone dell’ufficio per i voli di Stato e umanitari. Ufficio in cui è¨ passata la buona usanza di pubblicare i report mensili di chi, per motivi istituzionali, viaggia sui velivoli del 31esimo stormo dell’Aeronautica Militare.
Sulla presenza di una nutrita truppa di militari e forze di polizia, la “sforbiciata” è stata ancora minore: sui 560 in servizio a novembre scorso, oggi ne sono presenti 546: quattordici in meno. Oltre ai 52 dell’Aeronautica, che curano un settore specifico, ci sono 25 impiegati dell’esercito, 11 della Marina e 128 appartenenti alla Guardia di Finanza, la polizia presidia l’area con 150 addetti, i Carabinieri seguono con 135. Ci sono anche 36 della Penitenziaria, 2 forestali, due dipendenti delle Capitanerie di Porto e un vigile urbano (nel novembre scorso erano tre).
C`è infine la questione mai affrontata dei dirigenti. In Presidenza ce ne sono oltre 500: uno ogni quattro dipendenti. Tra dicembre e febbraio, Palazzo Chigi ha deciso di assorbirne altri sedici, attingendo a una graduatoria interna prorogata per l’occasione sino al dicembre 2012. Il risparmio, a detta della Presidenza del Consiglio, è data dal fatto che, attingendo a graduatorie interne, senza bandire alcun concorso pubblico come prevede la la legge, invece di 12 dirigenti se ne possono fare 16.
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La molecola dell’amore fa bene al cuore
Pubblicato da fidest su martedì, 17 aprile 2012
Il gruppo di ricercatori della Sapienza, coordinati dal professor Andrea Lenzi, ha pubblicato su Circulation, la rivista più prestigiosa del settore cardiovascolare, una ricerca che potrà rivoluzionare l’uso di alcuni farmaci (in particolare il Sildenafil – Viagra®) finora usati solo per disturbi di natura sessuale: le note pastiglie stimolanti, non solo non sarebbero pericolose per il cuore come si pensava, ma avrebbero al contrario effetti benefici su determinate patologie cardiovascolari. I problemi che si sono verificati in concomitanza con l’uso di tali sostanze sarebbero infatti da imputarsi all’associazione con altri medicinali. I ricercatori della Sapienza hanno dimostrato che questi farmaci agiscono su una molecola bersaglio, la fosfodiesterasi di tipo 5, che è in grado di intervenire sulle trasformazioni cardiache indotte dal diabete mellito. Il diabete come l’ipertensione o le altre malattie del sistema circolatorio, infatti può provocare un ingrossamento del cuore e una alterazione delle fibre del ventricolo sinistro che durante il battito si contrae di meno facendo ruotare di più il cuore. Tali alterazioni sono state misurate con una particolare tecnica di risonanza magnetica. In collaborazione con le strutture di radiologia e di cardiologia della Sapienza, il gruppo del professor Lenzi ha dimostrato che l’inibizione della fosfodiesterasi di tipo 5 è in grado di riportare queste alterazioni a un livello vicino alla normalità nei pazienti diabetici e a confermare con indagini molecolari l’azione del farmaco sulle cellule cardiache.
“Questi dati potrebbero aprire le porte a una nuova classe di farmaci anti-rimodellamento, in grado di contrastare lo scompenso cardiaco che rappresenta una causa di morte nel paziente diabetico” -afferma il prof. Lenzi – “tale risultato mi rende particolarmente orgoglioso perché il successo della ricerca viene da un gruppo di giovani studiosi, Elisa Giannetta (ricercatrice a tempo determinato di 33 anni) e Andrea Isidori (ricercatore confermato di 37 anni) a testimoniare, che l’università italiana è ancora in grado di investire nelle giovani risorse e competere con ricerche di livello internazionale”.
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Chicchi di caffé verde per dimagrire
Pubblicato da fidest su mercoledì, 4 aprile 2012
L’estratto di chicchi di caffè verde, quello non ancora tostato, potrebbe diventare l’ultima moda in termini di supplementi usati per dimagrire. Joe Vinson, professore di chimica dell’università di Scranton negli Stati Uniti, ha, infatti, sperimentato con successo la sostanza su un gruppo di volontari indiani, e ha presentato i risultati al meeting della American chemical society a San Diego. Il ricercatore ha utilizzato pillole con estratto di chicchi di caffè verde su 16 adulti sovrappeso, tra i 22 ed i 46 anni, c he non hanno cambiato la loro dieta o il tipo di esercizio fisico. I volontari hanno assunto a rotazione 700 mg o 1.050 mg dell’estratto di caffè oppure placebo, ogni giorno per 6 settimane, seguite da una settimana di wash out, per poi passare al trattamento successivo, così che ogni soggetto ha fatto da controllo a se stesso. Gli autori di questa ricerca hanno monitorato regolarmente la pressione sanguigna, il battito cardiaco e altri parametri ai partecipanti: dopo 22 settimane dall’avviso dei test, i volontari hanno evidenziato un dimagrimento pari al 10,5% del loro peso corporeo iniziale, senza effetti collaterali. Vinson ipotizza che a stimolare la perdita di peso sia l’acido clorogenico, presente nei chicchi di caffè interi, ma distrutto dai processi di tostatura. Tuttavia i dati sono ancora preliminari ed è già in programma uno studio su un campione più ampio per confermarli.(fonte farmacista33)
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Autismo: progetto ricerca europeo
Pubblicato da fidest su martedì, 3 aprile 2012
European Autism Interventions (EU-AIMS) è il nome del programma di ricerca per lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici contro i disordini dello spettro autistico (ASD), che vede coinvolti quattordici centri universitari e di ricerca europei, aziende farmaceutiche riunite nella European Federation of Pharmaceutical Industry Associations (EFPIA) e la più grande organizzazione mondiale per la lotta a questa patologia, l’Autism Speaks. Nel gruppo di lavoro il nostro Paese è rappresentato dall’Università Campus Bio-Medico di Roma.
“Le nostre conoscenze scientifiche – spiega il Prof. Antonio Persico, Professore associato di Neuropsichiatria Infantile al Campus Bio-Medico e responsabile del gruppo di ricerca italiano – hanno finalmente raggiunto la massa critica necessaria per passarealla fase traslazionale, ossia alla loro traduzione in metodi diagnostici e in agenti terapeutici innovativi. Tutto questo sarebbe impossibile, senza uno sforzo congiunto d’istituzioni universitarie e di ricerca, case farmaceutiche e Comunità Europea“.Con un badget di 29,6 milioni di euro nell’ambito del VII Programma Quadro dell’Unione Europea, EU-AIMS rappresenta il più grande progetto di ricerca sull’autismo al mondo e il più grande mai sviluppato a livello europeo nell’ambito della salute mentale. Un consorzio internazionale di gruppi di ricerca, organizzazioni di pazienti e industrie farmaceutiche uniscono le forze per ottenere entro i prossimi cinque anni nuovi test cellulari, nuove tecniche di analisi tramite risonanza magnetica funzionale e nuovi bio-marcatori genetici e proteomici.“La mancanza di efficaci trattamenti farmacologici per i disturbi dello spettro autistico – ci spiega Robert Ring, Vice Presidente della Ricerca Traslazionale per Autism Speaks – ha un profondo effetto sulla vita dei pazienti. Siamo entusiasti di questa collaborazione unica. Ora possiamo sperare in un reale cambiamento nel trattamento futuro di questa malattia devastante”.L’autismo colpisce 1 bambino su 88 ed è caratterizzato da un gruppo di disordini dello sviluppo cerebrale, causati da una combinazione di geni e influenze ambientali. “È una ricerca senza precedenti al mondo – è il commento del Prof. Declan Murphy, del King’s College di Londra – Ci darà la possibilità di cambiare il panorama scientifico sull’autismo e sullo sviluppo clinico di farmaci efficaci in tutta Europa”. Il soggetto autistico vive in un mondo personale e distaccato dagli altri, che preclude l’accesso comunicativo e relazionale. Chi ne è colpito, manifesta quella che viene definita la triade del comportamento autistico: lo sviluppo anomalo o deficitario dell’interazione sociale, gravi difetti di comunicazione e una marcata ristrettezza del repertorio di attività e di interessi.
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Opportunità internazionali e valorizzazione dell’area di Coccau all’esame del CdA di Autovie Venete
Pubblicato da fidest su martedì, 27 marzo 2012
Consiglio di Amministrazione di Autovie Venete prettamente tecnico, quello che si è svolto a Trieste, in via Locchi, con all’ordine del giorno le linee guida per la predisposizione del nuovo budget della Concessionaria (luglio 2012-giugno 2013), un documento sulla base del quale vengono individuati gli obbiettivi da perseguire, nonchè le modalità per razionalizzare e contenere i costi. “La società – precisa Terpin – sta facendo tutto il possibile sul versante del contenimento dei costi. Sprechi non ce ne sono, si tratta di comprimere ulteriormente le spese, mantenendo sempre molto elevati gli standard di qualità e sicurezza della rete”. Altro punto all’ordine del giorno del Consiglio, l’affidamento – di durata triennale – dei lavori di manutenzione delle pavimentazioni autostradali relativamente all’area della sinistra Tagliamento per un importo complessivo dell’appalto di 4 milioni 397 mila 513 euro. Il presidente Terpin, inoltre, ha fissato la convocazione per il prossimo Consiglio di Amministrazione interamente dedicato al tema del percorso intrapreso per il reperimento delle risorse economico-finanziarie indispensabili alla realizzazione della terza corsia della A4. La data stabilita è mercoledì 4 aprile, o – in via subordinata, solo nel caso fosse impossibile predisporre per tempo la corposissima documentazione – il mercoledì successivo 11 aprile. Durante i lavori del Consiglio, il vice Presidente Enzo Bortolotti ha illustrato le recenti attività per valorizzare l’area di Coccau-Pontebba e i risultati della missione in Albania, alla quale ha partecipato con l’assessore regionale Ennio De Anna. Per l’area di Coccau, è in fase di approfondimento uno studio di fattibilità per la realizzazione di un parco fotovoltaico. Il parco sarebbe ospitato a margine del bosco che lo “maschererebbe” in una zona estremamente soleggiata e quindi con un doppio beneficio: nessun impatto ambientale e ottimizzazione dell’energia naturale. Nel resto dell’area potrebbero trovare posto, in nuovi capannoni, le attività artigianali attualmente insediati in edifici poco moderni e funzionali. Con il Comune di Pontebba, invece, è stata esaminata la possibilità di utilizzare una porzione dell’area per la realizzazione di un parcheggio a servizio dell’ovovia, se il progetto andrà a buon fine. Estremamente interessanti le opportunità emerse durante la missione in Albania, dove è in programma, prossimamente, una conferenza tematica sulla gestione delle autostrade. Nel Paese, inoltre, sono numerosi i bandi di gara per la realizzazione di infrastrutture bandi che prevedono la presenza, nelle Ati che concorreranno, di una società che gestisce autostrade. “Si tratta di opere – ha detto Bortolotti – che godono di vari fondi, anche italiani. E’ giusto, quindi, che anche le imprese italiane ne beneficino, e non solo quelle tedesche, inglesi e perfino americane”. Altrettanto importanti le prospettive aperte dalla recente missione in Serbia effettuata dal presidente della Regione Renzo Tondo e alla quale ha partecipato, in rappresentanza di Autovie Venete, il consigliere Albino Faccin. In quell’occasione il presidente Tondo ha firmato un’ intesa finalizzata a sviluppare ulteriormente le collaborazioni già in essere per consolidare il partenariato nei settori industriale e commerciale, delle infrastrutture e dello sviluppo territoriale, nonché del turismo, della cultura, della ricerca scientifica e dell’innovazione, dell’ambiente e della formazione, assegnando particolare importanza allo sviluppo delle Piccole e Medie Imprese. ”Si aprono nuove opportunità – ha spiegato il consigliere Faccin – nuovi orizzonti collaborativi in diversi campi, anche per quanto riguarda le infrastrutture e proprio in questo ambito il know how di Autovie Venete risulterà prezioso”.
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Cultura: Le scritture del sé
Pubblicato da fidest su lunedì, 12 marzo 2012
Roma Giovedì 15 marzo 2012 ore 9.30 Aula A – edificio di Lettere piazzale Aldo Moro 5, avrà luogo l’incontro Scritture del sé / Récits de soi. Méditerranée, Afrique. Individus, communautés, interculturalité, XVIe-XXIe siècles. La giornata di studi inaugura l’ingresso del dipartimento in un programma di ricerca internazionale pilotato dall’Università di Aix-Marseille sulle scritture del sé. Interverranno i partners di diversi Paesi europei. (Marina Caffiero)
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“Un giorno per la legalita”
Pubblicato da fidest su martedì, 28 febbraio 2012
Terracina 2 marzo, alle ore 11, presso la Sala Valadier dell’IPS “A. Filosi” di Terracina (Via Roma 125) appuntamento con “Un giorno per la legalita”, progetto organizzato da Agostino Alla nelle scuole del territorio.Dopo la partecipazione del prete anticamorra Don Aniello Manganiello, del Presidente dell’Osservatorio Regionale Campano Anticamorra Gaetano Daniele, di Antonio Nicaso (giornalista e scrittore) e Nicola Gratteri (magistrato italiano), il 2 marzo sarà presentato il XIII rapporto SOS IMPRESA – Le mani della criminalità sulle imprese Intervengono: Bianca La Rocca (Responsabile Ufficio Stampa SOS Impresa – Comitato Sicurezza per il Lazio), Marcello Ravveduto (ricercatore universitario presso l’Università degli Studi di Salerno),Antonio Anile (Imprenditore calabro), Cosimo Bianchini (Rappresentante Silp Cgil), Nino Daniele(Presidente dell’Osservatorio sulla camorra e l’illegalità in Campania).
Sos Impresa è una Associazione nata nel 1991 a Palermo per iniziativa di un gruppo di commercianti per difendere la loro libera iniziativa imprenditoriale, per opporsi al racket e resistere alla criminalità organizzata. Lo sviluppo ed il rafforzamento della rete nazionale inizia già nell’anno successivo (1992) con la nascita di una serie di organizzazioni locali. L’Associazione in particolare promuove l’elaborazione di strategie di difesa e di contrasto al racket delle estorsioni, all’usura e a tutte le forme di criminalità che ostacolano la libertà d’impresa. Inoltre, si impegna a garantire assistenza legale e solidarietà agli imprenditori vittime del fenomeno mafioso ed in particolare a chi è colpito da attività estorsive ed usurarie. Tale attività si esplica con la costituzione di parte civile nei procedimenti penali.
Il Rapporto annuale di Sos Impresa, nato come documento di denuncia delle condizioni di lavoro e di impresa nel Sud Italia, nel corso del tempo è diventato uno strumento di studio e lavoro anche per importanti organismi istituzionali e per altri centri di studio e ricerca.
L’iniziativa, promossa da Agostino Alla, ha preso il via il 23 settembre, in onore di Giancarlo Siani, cronista de «Il Mattino» di Napoli ucciso dalla camorra proprio il 23 settembre 1985 perché inviso al clan Gionta. Il progetto, fa sapere l’organizzatore, che già l’anno passato ha coinvolto diverse scuole superiori, si arricchisce di nuovi ospiti pronti ad aderire all’iniziativa nella speranza e nell’intento di scuotere le coscienze partendo dai giovani. La chiave di volta per un futuro migliore.(Angela Iantosca, in sintesi)
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La musica contro il decadimento cognitivo
Pubblicato da fidest su venerdì, 10 febbraio 2012
(Centro Maderna) Uno studio americano effettuato presso la Northwestern University e pubblicato online sulla rivista Neurobiology of Aging, ha dimostrato come i ritardi nei tempi neurali legati all’età possano essere evitati o compensati con la formazione musicale. Due i gruppi di persone coinvolti nello studio, uno composto da musicisti giovani e anziani che hanno iniziato la propria formazione musicale all’età di 9 anni e sono stati costantemente impegnati durante la loro vita in attività musicali, e l’altro da “non musicisti” con solo due o tre anni di formazione musicale alle spalle. I ricercatori hanno misurato la reazione dei neuroni dei partecipanti all’ascolto di un video parlato in ambiente rumoroso rilevando come gli artisti più in là con l’età abbiano un distinto vantaggio in termini di tempi neurali. “Non solo vantano delle prestazioni migliori rispetto ai coetanei non musicisti, ma riescono a codificare gli stimoli sonori tanto velocemente e accuratamente quanto un giovane non musicista”, spiega Nina Kraus,una degli autori della ricerca. I risultati dello studio spiegherebbero il fenomeno delle interminabili carriere delle leggende del rock, ancora in forma e sulla cresta dell’onda anche dopo i 60 anni. (News del 01 /02/2012)
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“Colli Albani. Protagonisti e luoghi della ricerca archeologica dell’Ottocento”
Pubblicato da fidest su mercoledì, 11 gennaio 2012
Roma,12 gennaio 2012 ore 18.00 Complesso del Vittoriano Sala Zanardelli Piazza Ara Coeli La mostra “Colli Albani. Protagonisti e luoghi della ricerca archeologica dell’Ottocento”, vuole mettere in luce non solo i siti e i reperti di tanti decenni di scavi che hanno interessato i Colli Albani, ma gli archeologi stessi, la loro formazione e il loro metodo di ricerca. In particolare verrà analizzato il proficuo periodo dell’800, con i numerosi studi svolti nell’area dei Castelli Romani. Promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma, la mostra si avvale del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Roma -, in collaborazione con la Città di Monte Porzio Catone e la Galleria Theodora Frascati, e l’organizzazione generale di Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia.
L’esposizione è a cura di Massimiliano Valenti, Direttore del Polo Museale di Monte Porzio Catone, che spiega: “L’800 è il secolo in cui si compie la genesi dell’archeologia come scienza autonoma, sempre più svincolata dall’antiquaria, che aveva profondamente caratterizzato le attività di scavo e di studio dei secoli precedenti.”
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Gli editori e la ricerca
Pubblicato da fidest su giovedì, 22 dicembre 2011
Gli editori italiani collaboreranno all’esercizio di valutazione della ricerca delle università italiane presentato ieri dal Ministro Francesco Profumo, lo ha ricordato Mirka Daniela Giacoletto Papas, presidente del gruppo accademico professionale dell’AIE – Associazione Italiana Editori. “Nei mesi scorsi”, ha dichiarato Giacoletto, “l’AIE ha collaborato con ANVUR per definire le modalità di gestione dei file digitali delle pubblicazioni nel corso della complessa procedura prevista nella VQR che, lo ricordiamo, prevede la gestione di centinaia di migliaia di pubblicazioni, in larga prevalenza in digitale”. Grazie a questa collaborazione, gli editori italiani potranno caricare direttamente sul sistema messo a punto dal CINECA per conto dell’ANVUR, riducendo il carico di lavoro delle strutture universitarie nel procurarsi i file e gestirli in proprio e migliorando la qualità delle copie che saranno analizzate dai revisori. Allo stesso tempo, ANVUR e AIE hanno concordato il trattamento dei diritti d’autore nell’intero corso della procedura, rendendo possibile la gestione in digitale anche di opere disponibili in commercio solo in cartaceo. L’editore che rende disponibili i file, li concede in licenza ad ANVUR per gli scopi della valutazione con le adeguate garanzie tecniche e giuridiche. “Si tratta di un unicum a livello internazionale – ha proseguito Giacoletto -. In questi stessi giorni è stata pubblicata la procedura dell’analogo esercizio nel Regno Unito, dove è prevista la gestione in digitale solo delle opere che sono distribuite commercialmente in questa forma così che le strutture universitarie devono acquisire le pubblicazioni autonomamente. Da noi, l’obiettivo è limitare la gestione dei libri fisici a pochi casi, quando quella digitale dovesse risultare impossibile o troppo onerosa. L’impegno degli editori è quello di confinare questi casi a livello di vere eccezioni, con qualche dispiacere del servizio postale. Credo che questo impegno degli editori italiani sia un segnale chiaro della nostra condivisione degli obiettivi generali della VQR: migliorare la qualità dell’università italiana. E’ quanto quotidianamente gli editori italiani cercano di fare, selezionando le migliori pubblicazioni e diffondendole presso il pubblico accademico, ma soprattutto consentendo che i risultati della ricerca siano disponibili per la società italiana. Oggi questo ruolo assume anche nuove forme, grazie alle tecnologie digitali. E credo che questo episodio mostri anche quanto gli editori italiani siano pronti ad affrontare le sfide che l’innovazione comporta”.
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