Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 170

Posts Tagged ‘riflessioni’

Le Riflessioni della Chiesa Palermitana in vista delle Elezioni Amministrative di maggio

Posted by fidest on Friday, 9 March 2012

The flank of the Cathedral of Palermo (Sicily)...

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Palermo Sabato 10 marzo 2012 – ore 10.30 Salone Filangeri (Primo piano) del palazzo Arcivescovile. Le Riflessioni della Chiesa Palermitana in vista delle prossime Elezioni Amministrative: “Una comune responsabilità per Palermo”. Riflessioni maturate nel contesto della vita ecclesiale palermitana, specialmente in seno agli organismi di partecipazione ecclesiale, i Consigli presbiterale e pastorale diocesani, supportati da un gruppo di lavoro formato da esperti. Saranno presentate nel corso della conferenza stampa indetta a margine dell’evento.

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Ha ancora un senso parlare di destra e sinistra?

Posted by fidest on Wednesday, 18 January 2012

Enrico Letta

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Roma Giovedì 26 gennaio Appuntamento alle ore 16 presso la sede dell’Associazione, in via del Tritone, n. 87 (V piano).
Quanto queste categorie politologiche del Novecento, che pure continuano ad animare il dibattito nazionale, bastano a decodificare una realtà straordinariamente complessa quale quella del nostro Paese e dell’Europa in epoca di crisi e globalizzazione? Sono alcuni degli interrogativi al centro delle riflessioni della nuova iniziativa di TrecentoSessanta l’Associazione di Enrico Letta, dal titolo “Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra?” Il minimaster, aperto a tutti e in particolare ai giovani del network ‘360 under 30′, prenderà avvio a Roma giovedì 19 gennaio con una prima lezione, tenuta da Alfredo Reichlin e introdotta da Enrico Letta, sull’identità della sinistra. Appuntamento alle ore 16 presso la sede dell’Associazione, in via del Tritone, n. 87 (V piano).
Giovedì 26 gennaio sarà la volta della seconda lezione, tenuta da Nando Pagnoncelli, sugli orientamenti e la percezione della pubblica opinione. Il terzo incontro, invece, si terrà giovedì 2 febbraio e sarà tenuto da Alessandro Campi, sull’identità della destra.

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Quattro settimane in coppia

Posted by fidest on Tuesday, 4 October 2011

Matrimonio místico de Santa Catalina, Museo de...

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Riflessioni sulla grandezza del matrimonio Ventotto brevi meditazioni (una al giorno per 4 settimane), sviluppate a partire da alcuni testi del Magistero della Chiesa per aiutare la coppie di fidanzati e di sposi a pregare e riflettere sulla natura e il senso del loro amore nel matrimonio cristiano. Ogni meditazione è divisa in tre parti: un breve testo del Magistero; un breve commento; una preghiera/meditazione. di Renzo Bonetti, Gilberto Gillini e Mariateresa Zattoni Edizioni San Paolo 152 pagine € 16,00

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Festival delle Arti Visionarie

Posted by fidest on Wednesday, 22 June 2011

Roma dal 2 al 10 luglio 2011Ore 19 – 24 Piazza S. Maria della Pietà 5, Comprensorio dell’ex-ospedale di Santa Maria della Pietà Ex-Lavanderia, padiglione 31 Linea35Festival darà vita a 9 giorni di itinerari ricchi di spettacoli, video, riflessioni, concerti, mostre e performance. Si tratta di una serie di itinerari, concepiti da Linea 35, che ci faranno riappropriare momentaneamente delle strutture consentendoci di visitarle e scoprirle da scorci inaspettati, attraverso lo sguardo contemporaneo degli artisti ed accompagnati dalle parole di chi è stato testimone storico dell’esperienza interna. L’obiettivo del Festival è infatti quello di promuovere nuove esperienze espressive che rielaborino, attraverso varie forme d’arte, un confronto serrato con gli spazi ospitanti. Molti saranno gli artisti che hanno aderito al Festival: tra gli altri Andrea Camilleri, Fabrizio Gifuni, Sonia Bergamasco, Andrea Rivera, The Niro e Diana Tejera, Elena Arvigo, Marco Solari e Alessandra Vanzi, Collettivo Angelo Mai. Questo, in sintesi, il programma del festival: ogni sera, dalle 19, il pubblico verrà accolto presso le sale dell’Ex lavanderia dove sarà operativa la caffetteria e un punto ristoro. Nelle sale sarà possibile visitare un’esposizione di arti visive realizzata in collaborazione con Techné e una selezione di lavori grafici di Angela Zurlo a cura di Francesca Campli. La stessa artista ha anche concepito per le zone esterne tra i padiglioni piccoli interventi che rievocano le storie qui vissute. Sarà inoltre possibile seguire le proiezioni di corti, filmati, reportage prodotti intorno all’argomento e introdotti brevemente dai loro autori, alternati con concerti di musicisti, gruppi e singoli artisti. Nelle zone esterne ai Padiglioni – attraverso il Parco – il pubblico, guidato nel percorso, ‘scoprirà’ gli spettacoli e le performance e avrà modo di vedere, sotto una diversa luce, aspetti dimenticati del parco stesso e della sua storia. Prima dell’itinerario notturno, una guida, legata all’esperienza del Santa Maria della Pietà, avvierà il pubblico alla visione della serata con un breve racconto della sua storia e dei suoi protagonisti. Si potrà così conoscere e visitare uno scenario suggestivo, quello degli ex padiglioni psichiatrici ed aree limitrofe ora abbandonate all’incuria e al lento degrado.
Si farà poi ritorno alla Ex-Lavanderia dove sarà possibile cenare, ballare e chiudere la serata. Le prime due serate saranno dedicate all’inaugurazione attraverso una grande festa con concerto, sul palco esterno alla Lavanderia. Linea35Festival vuole essere un grande momento di incontro, di dialogo e proposta aperto e rivolto alla città, per confrontarsi con la forza viva e contraddittoria di questo luogo.

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30 consigli in 30 giorni: per salvare la famiglia

Posted by fidest on Monday, 20 June 2011

In 30 capitoli, le sfide educative che i genitori incontrano nel loro cammino, ciascuno dei quali invita alla riflessione partendo da esempi e aneddoti presi dalla vita reale, descrivendo fenomeni sociali e meccanismi psicologici e relazionali inerenti la materia trattata; suggerisce inoltre ai genitori risposte e atteggiamenti concreti per affrontare le difficoltà di tutti i giorni, invitandoli a prefissare obiettivi realistici e ben precisi. di Rebecca Hagelin Edizioni San Paolo 318 pagine € 18,00.

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In viaggio verso le radici

Posted by fidest on Sunday, 15 May 2011

Attraverso il racconto, questo volume propone una serie di attività da realizzare durante gli oratori estivi insieme ai ragazzi in un arco di tempo che può andare da una a quattro settimane, arricchito di spunti per la riflessione, giochi, attività di gruppo e laboratori. di Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile Edizioni San Paolo 160 pagine € 12,00

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Anna Ruggerini Riflessioni alla finestra

Posted by fidest on Saturday, 26 March 2011

Mantova  dal 26 marzo al 7 aprile 2011  Inaugurazione: Sabato 26 marzo, ore 18.00. (Orario di apertura: 10.00 – 12.30 / 16.00 – 19.30. Chiuso festivi) Galleria “Arianna Sartori”via Cappello, 17  Anna Ruggerini. “Riflessioni alla finestra” La Dott.ssa Alessandra Moreschi presenterà l’artista. Anna Ruggerini ritorna con questa mostra alla Galleria Arianna Sartori dove già  aveva esposto nel settembre 1999 e nel maggio 2006. La mostra sarà inaugurata Sabato 26 marzo alle ore 18.00 alla presenza dell’artista e con presentazione della Dott.ssa Alessandra Moreschi. Anna Ruggerini nasce nel dicembre del 1927 a Mantova. Laureata in Medicina, specializzata in Pediatria, ha esercitato la professione fino al 1993. Il suo lavoro l’ha portata a compiere un viaggio in Kenia dove ha lavorato presso l’ospedale di Nkubu per due anni. Mostra interessante ed intrigante perchè apre le porte ad una pittura carica di novità, ci guida alla percezione della forza espressiva di Anna che sussurra, ma mai tace, e che ancora una volta è pronta ad emozionarci e a stupirci. (ruggerini)

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Riflessioni per i credenti

Posted by fidest on Monday, 31 January 2011

Lettera al direttore. Il priore Enzo Bianchi, intervistato da Daria Bignardi (La 7 – 28 gennaio), poiché è persona religiosissima ed intelligente e non vive di certezze incrollabili, ha parlato della difficoltà della fede, delle domande “senza risposta” (da qui la difficoltà) che un cristiano si pone davanti alla sofferenza, segnatamente degli innocenti. Ma riguardo a questo problema tanto dibattuto, ha aggiunto una considerazione particolarmente interessante. Ha affermato che spesso la sofferenza abbrutisce l’uomo, anziché elevarlo spiritualmente. Concetto particolarmente interessante se lo si confronta con quello espresso da Giovanni Paolo II, nella lettera apostolica Salvifici doloris (1984): “Attraverso i secoli e le generazioni è stato costatato che nella sofferenza si nasconde una particolare forza che avvicina interiormente l’uomo a Cristo, una particolare grazia”. E si aggiunge a quello di Renato Pierri che critica la Salvifici doloris nel libro “La sposa di Gesù crocifisso” (Kaos edizioni – 2001), e trattando il tema più ampiamente in un articolo su Italialaica (10 nov. 2010), scrive: “Moltissimi uomini si abbrutiscono proprio a causa della sofferenza…Spesso la sofferenza è distruttiva non solo del fisico ma anche dello spirito…Nulla dice Giovanni Paolo II, riguardo  alla sofferenza dei bambini. Anche i bambini scoprono il senso salvifico della sofferenza?”. Resta difficile immaginare che nella sofferenza si nasconda una “particolare grazia”, giacché riguarderebbe solo alcuni fortunati individui adulti. Questo dovrebbe far riflettere tutti quei credenti dalle certezze incrollabili, che si ostinano a vedere la mano di Dio anche nella sofferenza. (Elisa Merlo)

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Michelangelo Consani: La festa è finita

Posted by fidest on Sunday, 23 January 2011

Bologna 29 gennaio 2011 (Fino al 31 marzo)   “Sponda” Fabio Tiboni New Space –– Via del Porto 52A  Testi di Pier Luigi Tazzi e Serge Latouche. La festa è finita prosegue la ricerca artistica di Michelangelo Consani – volta all’indagine e alla riappropriazione di ogni forma di marginalità, storica, ideologica, politica e sociale – e mette in campo una serie di nuove riflessioni.
Incipit del progetto un testo del filosofo-economista Serge Latouche, dal titolo “La festa è finita”, che analizza il sistema capitalistico globale basato sull’utilizzo del petrolio. All’interno dello spazio della galleria l’artista organizza il suo dies festus. Questa la lista degli invitati: John Herbert Dillinger, Henry Ford, Allis Chalmer, Marco Ferreri, Michel Piccoli, Mario Schifano, Marion King Hubbert, Colin Campbell, Achille Castiglioni, Arthur Hollins, Masanobu Fukuoka. Una serie di personaggi legati l’uno all’altro per antinomia o affinità.  Il progetto di Michelangelo Consani sarà un vero e proprio happening, che si ripeterà settimanalmente per tutta la durata della mostra.
La festa è finita sarà accompagnata da un poster pieghevole con testo critico di Pier Luigi Tazzi.
Michelangelo Consani, Livorno 1971. Dopo una serie di importanti mostre collettive (Olanda SCHUNCK-Glaspaleis, Francia Musee d’Art Contemporain du Val de Marne, Slovenia Center for Contemporary Art Celje, Italia, Fondazione Michelangelo Pistoletto, Biella), nel 2010 Consani riceve da EX3 Centro per l’Arte Contemporanea di Firenze il premio come miglior artista under 40. L’opera entra nella collezione permanente del Museo Pecci di Prato. Lo stesso anno, prende parte alla prima Triennale di Aichi che Akira Tatehata, Masahiko Haito, Hinako Kasagi, Pier Luigi Tazzi e Jochen Volz curano a Nagoya. E’ in fase di realizzazione un nuovo progetto che l’artista presenterà ad aprile, in occasione della personale presso la Kunstraum di Monaco. (11,6,22,23)

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Ascolta il cuore, accogli la vita

Posted by fidest on Friday, 19 November 2010

Roma dal 19 al 21 novembre prossimi si svolgerà a Roma presso il Torre Rossa Park Hotel, l’annuale Convegno nazionale dei Centri di aiuto alla vita.  500 volontari degli oltre 300 Centri sparsi in tutt’Italia parteciperanno a questa XXX edizione del convegno che avrà come titolo “Ascolta il cuore, accogli la vita” Il Convegno si aprirà  con due riflessioni: “Il cuore della Chiesa per la vita dell’uomo” di mons. Luigi Negri e “La pastorale della vita” del card. Elio Sgreccia.  A mons Sgreccia, pioniere della bioetica come disciplina scientifica, verrà attribuito il Premio europeo per la vita “Madre Teresa” giunto alla terza edizione.Nella mattinata di sabato, tra le altre relazioni si terrà quella su “Il dialogo per la vita” di Alessandro Meluzzi.

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Pd: riflessioni sulle primarie di Milano

Posted by fidest on Tuesday, 16 November 2010

«Le primarie di Milano ci impongono una riflessione seria e niente affatto retorica: l’uscita dall’epoca berlusconiana sta ridisegnando lo scenario politico, e non possiamo agire con lo stesso approccio e gli stessi strumenti anche solo di un anno fa. Continuare così significherebbe infatti rischiare di chiuderci nel recinto di un’asfittica alleanza con le sole forze della sinistra, strutturalmente minoritaria nel Paese, e soprattutto incapace di definire l’agenda di riforme per la crescita economica e l’equità sociale e territoriale di cui l’Italia ha bisogno. Dunque, una prospettiva sbagliata, che fa perdere al PD autonomia, capacità di aggregazione e apertura. Ciò proprio mentre si organizza un’area di centro con la quale abbiamo grandi spazi di dialogo per costruire una prospettiva di modernizzazione del Paese». Così Marco Meloni, responsabile Riforma dello Stato, PA, Università e ricerca della segreteria nazionale del PD vicino ad Enrico Letta, dal sito dell’Associazione TrecentoSessanta.

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Cosenza: Alleanza di Centro

Posted by fidest on Sunday, 14 November 2010

La mancata partecipazione alle scelte strategiche relative allo sviluppo socio-economico dell’area urbana, induce a fare alcune riflessioni in relazione alla partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica. Bisogna avere la capacità di coinvolgere il primo partito della città  che è il partito degli astensionisti, ad un ritorno alla vita politica attiva con un progetto politico credibile, trasparente e concreto, che si rivolga alla politica del fare e del rinnovamento. Il quartiere e i cittadini al centro della vita politica, attraverso un movimento dei quartieri che coinvolga la base della città, che discuta delle problematiche presenti sul territorio proponendo soluzioni adeguate per la loro risoluzione . In questi giorni stiamo elaborando un documento politico,  già condiviso da alcuni dirigenti di partito della città e  da alcuni eletti nelle circoscrizioni e nel consiglio comunale di Cosenza, per promuovere una discussione in relazione alle future scelte da compiere. Queste scelte da effettuare a Cosenza, dovranno essere scelte condivise e non calate dall’alto, anche perché si avverte la necessità nella prossima competizione elettorale comunale che si svolgerà nel 2011 di  selezionare la nuova classe dirigente. Oramai la nostra città è completamente svuotata di funzioni e la città  di Cosenza perde centralità rispetto ai suoi servizi, basta pensare alla situazione in cui versa l’azienda ospedaliera di Cosenza. Per mercoledi sarà convocata una riunione del partito Alleanza di Centro aperta consiglieri circoscrizionali, comunali , per verificare se ci siano i presupposti per sottoscrivere un documento relativo ai movimenti di quartiere, onde poter aprire un ragionamento politico di ampio respiro che possa coinvolgere la classe dirigente nella condivisione di un percorso comune anche in vista della prossima competizione elettorale comunale. Movimenti di quartiere che sappiano coinvolgere i cittadini, recuperando il senso di partecipazione e di condivisione, oramai perso, per la mancanza di discussione e di confronto da parte di chi pensa di rinnovare la classe dirigente senza tener conto del ruolo del cittadino, principale espressione democratica della città. (Avv. Maximiliano Granata Portavoce Regionale)

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Riflessioni al supermercato

Posted by fidest on Sunday, 31 October 2010

Lettera al direttore. Caro direttore, una lettera questa, che non parla di politica e neppure di fango della politica, che non parla di disgrazie e neppure di quei pochi (grazie a Dio!) pessimi giornalisti per i quali le disgrazie sono grazie. Una lettera serena, insomma. Quasi allegra.  L’altro giorno, in un supermercato, trasmettevano a volume troppo alto, tanto per accrescere la confusione che già c’era, una canzoncina di Celentano di parecchio tempo fa. Il “supermolleggiato”  si chiedeva: “Io amo lei, soltanto lei, ma perche’ mai, l’avro’ tradita”. Ed io, nonostante  il chiasso, tra il vociare delle gente e la musica, e benché fossi concentrata nell’evitare d’acquistare le invitanti “offerte” inutili, così, quasi non volendo, ho risposto mentalmente al simpatico cantante: “In realtà, amico mio, non l’hai tradita. Tradire la persona amata, significa amare un’altra persona. Ma tu, con la sua amica, hai fatto solo sesso, nient’altro che sesso. Non è tradimento. Al più è stata una scorrettezza: avresti dovuto chiederle il permesso. Importante è che tu non ti senta tradito se lei, la tua amata consorte, fa sesso, solo sesso, col tuo amico”. (Elisa Merlo)

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Max Giusti e i suoi personaggi

Posted by fidest on Wednesday, 25 August 2010

Roma 25 agosto, “All’ombra del Colosseo”  –  Da Lotito a Sarkozy, da Malgioglio ad Albano sono tanti i personaggi che Il re dei pacchi di Rai Uno, Max Giusti ha imitato nel corso della sua carriera e che sarà possibile vedere  nello show “100% Comico in tour” .  Un carosello di due ore con una carrellata fatta di nuovi personaggi e celebri cavalli di battaglia accompagnati da un ricco intermezzo musicale. Giusti in una parte dello show dà sfoggio delle sue inaspettate doti canore, sostenuto dalla sua band, con cui reinterpreta alcuni classici della canzone italiana.  Uno spettacolo che è  anche un excursus nella vita di un uomo che, alla soglia dei 40 anni, fa il suo bilancio e si racconta fra riflessioni e interrogativi: dall’infanzia al primo amore, dalla famiglia al matrimonio, passando per la solitudine e l’immancabile Facebook. Il popolare attore romano mette alla berlina per il piacere del pubblico le sue vittime preferite, in un susseguirsi di esilaranti imitazioni, attraverso le quali interagisce con la platea e si lancia in un continuo botta e risposta con gli spettatori.  ll poliedrico artista, attore, autore, comico, presentatore, imitatore e ormai volto noto della tv nazionale, dopo due anni di assenza dal palco del Celio, sceglie quindi di ritornare All’Ombra del Colosseo, con l’ obiettivo di mostrare la propria poliedricità e la propria verve comica per la felicità di coloro che non si accontentano di vederlo in televisione.   http://www.allombradelcolosseo.it (giusti)

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Editoriale: La questione meridionale

Posted by fidest on Monday, 9 August 2010

Editoriale Fidest. La prima domanda che mi pongo è: da quando tempo ne parliamo? E ancora: Se è stata materia di tanti studi, di numerose e dotte concioni, frutto di corpose pubblicazioni, di polemiche e di riflessioni critiche che non hanno solo attraversato le piazze ma sono entrate nei Palazzi, nelle aule parlamentari e nei dibattiti privati, perché siamo ancora a parlarne? E se continuiamo a discuterne chi ci dice che tra dieci o venti o anche più anni altri dopo di noi riprenderanno questi stessi discorsi per la speranza di un rinnovamento che rimane tale e mai si acqueta? La Sicilia, in questo contesto, e il “sicilianismo” di tale impostazione, assume un aspetto cruciale in quanto da quest’isola è partita la scintilla, è nata la grande speranza di un rinnovamento, la convinzione che la diversità degli stadi di sviluppo, delle due Italie, all’atto dell’unificazione politica avrebbe attenuato la disparità e sconfitte le cause del divario sia istituzionale e politico sia economico e sociale. Non è stato così, ovviamente, ma il tempo dell’attesa ha raggiunto, oramai, un punto critico, ai limiti della rottura e non è possibile indugiare oltre. I siciliani sono rimasti troppo a lungo in attesa. Per quanto possa essere difficile stabilire l’inizio di questo disagio esistenziale di certo risale alla metà del XVIII secolo quando si inserì nelle regioni meridionali la dinastia dei Borboni e il Villari ci ricorda che “cominciarono a porsi alla coscienza politica e civile i temi del rinnovamento del Mezzogiorno. Allora cominciò a svilupparsi, dalla crisi e dalla disgregazione del regime feudale, quel complesso di rapporti che costituirono la base e la premessa del contributo meridionale al compimento della rivoluzione nazionale e insieme il fondamento storico della questione meridionale.” Iniziarono i tempi del risveglio. Ricordo, tra i tanti, il genovesiano Domenico Caracciolo. Egli tentò d’inserire nella vita siciliana i germi della libertà partendo da uno studio sistematico dei più perfezionati sistemi economici in vigore nell’Europa continentale. Egli ebbe il merito, a detta di Falzone, di “far conoscere al di fuori del breve cerchio degli uomini di cultura problemi economici e sociali siciliani in maniera viva e penetrante, nonostante le difficoltà delle condizioni culturali.” Non fu, ovviamente, un caso isolato. Ricordo, ad esempio, negli anni successivi le indagini del Genovesi, del Filangieri del Galiani fino alle grandi e sistematiche inchieste del Galanti. Fu, pertanto, costante oggetto di studio la condizione ambientale e geografica di quelle regioni che si innestava nella ricerca delle cause del suo immobilismo agrario (latifondo) e delle conseguenti condizioni di vita. A questo riguardo vale per tutti il giudizio dato dal Saraceno sull’agricoltura meridionale all’atto dell’unificazione del Regno: “… Espressione principale e notoria delle province meridionali era la posizione dell’agricoltura, che si presentava pressoché come la sola fonte di reddito; (…) quest’agricoltura era notevolmente più arretrata in confronto a quella della maggior parte degli stati italiani.”  Tale notevole ristagno si registrò anche nelle attività economiche sia se connesse con la proprietà terriera sia con la produzione industriale e che tendeva, alla fine, con l’essere assimilata alle iniziative più tipicamente e limitatamente artigianali. “Un discorso a parte – rileva il Carrà – meriterebbe l’analisi della consistenza finanziaria e dell’aggravio fiscale del Regno. La questione interessò a diverso livello alcuni fra i più grandi meridionalisti, dal Franchetti al Jacini, che si occuparono prevalentemente della inefficacia delle provvidenze finanziarie in pro dell’agricoltura e ancora al Fortunato e al Pantaleoni che posero l’accento sul carico tributario considerato del tutto sproporzionato alle entrate delle varie parti d’Italia. Per il lucano Nitti l’unità era stata fatta a scapito delle regioni meridionali e tanto che prima dell’unità il regno di Napoli era quello che dal punto di vista finanziario si trovava in condizioni migliori degli altri. Questa poco lungimirante azione fiscale del nuovo Regno, insieme all’acquisto dei beni già demaniali e ecclesiastici avevano praticamente esaurito le risorse economiche del Meridione proprio in un momento in cui per l’abolizione delle tariffe doganali e per l’esigenza di un’economia agraria concorrenziale, sarebbe stata necessaria per tali ragioni una larga erogazione di capitali di facile concessione e di sostenibile costo. “La verità – lo sottolinea un statista e uomo di governo della levatura di un Nitti – è che l’Italia meridionale ha dato dal 1860 assai più di ogni parte d’Italia in rapporto alla sua ricchezza, che paga quanto non potrebbe pagare (…) che lo Stato ha speso per essa, per ogni cosa, assai meno.” Devo, quindi convenire, sul fatto, provato e ben documentato, che l’Unità d’Italia sia costata ai meridionali, e ai siciliani in particolare, più di quanto non si è verificato per le altre regioni italiane, compreso, ovviamente, il Piemonte e che, anzi, è stata la regione che ne ha tratto maggiori benefici. Questo sacrificio economico è stato ancora più grave proprio perché il Meridione aveva un bisogno crescente di solidarietà e di contributi per crescere e prosperare. Si maturò, invece, un cinico calcolo teso a lasciare il degrado, a scoraggiare lo sviluppo, a umiliare lo spirito delle menti forti per una crescita culturale diffusa delle regioni che dall’unità d’Italia avrebbero potuto cogliere la magica occasione di riprendere il loro cammino sul solco delle antiche e nobili tradizioni. Ma allo scorno si aggiunse la beffa con il passaggio dal Regno alla Repubblica. Si fecero, indubbiamente, dei passi avanti ma molto pochi in specie se li compariamo a quelli compiuti dalle regioni del Nord e del Centro Italia. Sarebbe bastato negli anni della ricostruzione post-bellica degli anni ’50 potenziare la rete intermodale dei trasporti per via terra, marittima e aerea. Sarebbe bastato potenziare l’agricoltura per rendere i suoi prodotti sempre più competitivi sui mercati nazionali e internazionali. Sarebbe bastato sviluppare il turismo e ad associarlo all’agriturismo e all’artigianato locale. Sarebbe bastato potenziare settori quali l’industria agro alimentare, casearia, vinicola e olearia. Sarebbero bastati più fatti e meno parole. Tutto questo privare il Meridione del suo progresso civile, economico e sociale oggi diventa ancora più amaro al cospetto di governi che si sono proclamati a più riprese sostenitori del meridionalismo, delle sue legittime aspettative e che hanno portato al governo delle massime cariche dello Stato, come a volerli indicare alla stregua di garanti, per poi servirsene da copertura per lasciare che i problemi rimanessero insoluti e con il tempo finissero con l’aggravarsi. Ma vi è anche un’altra aspetto da rilevare e che forse sfugge a una parte, almeno, dei siciliani. E’ che se la Sicilia, in particolare, e più in generale il Meridione è cresciuto è un merito di coloro che vi abitano con i loro sacrifici e il sudore delle loro fatiche e che lo stato ha solo fatto da spettatore se non peggio con l’esosità delle varie gabelle fiscali. A Napoli direbbero: “cornuti e mazziati”. Ora siamo qui per celebrare un altro rituale, l’ennesimo. Quella della protesta. Ma vorremmo che non restasse solo un rituale e che attraverso questo messaggio si risvegliassero le coscienze, Non vogliamo essere una minoranza. Non vogliamo essere catalogati come quelli che gridano al vento. Non vogliamo essere definiti dei nostalgici o peggio. Noi vorremmo che ai siciliani e ai meridionali restasse la consapevolezza di aver dato tanto e che è ora che lo stato riconoscesse i nostri crediti e facesse ammenda dei suoi errori. E che questo messaggio sia forte e chiaro e perché a partire dai politici di estrazione meridionale si capisse senza equivoci che “cà nisciuno è fesso” e la nostra pazienza non va scambiata con la stupidità e l’ingenuità ma con la saggezza di un popolo antico e che sa rispettare la nobiltà e la dignità che ne derivano. E la strada, a questo punto, si traduce, a mio avviso, solo in un messaggio da trasmettere soprattutto ai giovani, dalle scuole alla società civile perché vi sono siciliani e meridionali in genere che ci conducono a piccole e grandi cose ma è importante che nelle piccole come nelle grandi cose si sappia trarre un grande insegnamento con la forza della ragione, con la costanza della fede, con l’animo affrancato dalle debolezze umane. Viva la Sicilia e i siciliani. Viva il meridione e i Meridionali, viva l’Italia e che possa essere fatta di italiani con un solo campanile.  (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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