Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Symbola e WWF Italia chiedono alla Conferenza delle Regioni e agli enti locali di fare pressione sul Governo al fine di apportare una profonda revisione dei decreti sulle rinnovabili elettriche e sul fotovoltaico. In caso contrario meglio non dare il parere e bloccare i provvedimenti. Dopo le associazioni di categoria con gli ‘Stati Generali delle Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica’, i Sindacati, un vasto movimento di opinione pubblica, le Regioni e, ieri anche il Senato, con l’approvazione delle mozioni che chiedono al Governo di definire un sistema di incentivazione che garantisca una prospettiva di crescita di lungo termine, anche Associazioni come Fondazione per lo Sviluppo sostenibile (presidente Edo Ronchi), Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Symbola (presidente Ermete Realacci), WWF Italia chiedono in un comunicato congiunto alla Conferenza delle Regioni e agli enti locali di fare pressione sul Governo al fine di apportare una profonda revisione dei decreti sulle rinnovabili elettriche e sul fotovoltaico che, se approvati nell’attuale versione, darebbero un colpo durissimo al settore e all’occupazione. Altrimenti, a giudizio delle Associazioni, sarebbe addirittura preferibile che le Regioni negassero il loro parere bloccando di fatto il provvedimento.
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Appello alle regioni: decreto sulle rinnovabili
Pubblicato da fidest su lunedì, 21 maggio 2012
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Sostegno energie rinnovabili
Pubblicato da fidest su sabato, 14 aprile 2012
Oltre trenta importanti intellettuali italiani, fra cui Giorgio Ruffolo, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Carlo Ripa di Meana,Giancarlo Amendola, Tullio Pericoli, Alberto Asor Rosa, hanno sottoscritto un appello al Presidente Monti affinché i decreti sulle rinnovabili, presentati ieri dai Ministri Passera e Clini, rispettino le intenzioni originarie, eliminando le speculazioni e gli eccessi di incentivi. L’attuale formulazione, che prevede il 35% di sola energia elettrica, potrebbe portare alla triplicazione degli impianti eolici, impianti che hanno già contribuito alla devastazione di troppe delle superstiti bellezze della Nazione. In accordo con i criteri di efficienza energetica, gli obiettivi i da raggiungere devono essere una percentuale dei consumi energetici finali e non obbligatoriamente delle percentuali della produzione elettrica.Sostengono gli intellettuali: “Nelle premesse del decreto, il Governo riconosce finalmente che è stato sbagliato privilegiare lo sviluppo di energia rinnovabile elettrica rispetto ai settori delle rinnovabili termiche, della cogenerazione, dei trasporti e dell’efficienza energetica,settori assai più vantaggiosi in termini economici, di minor impatto ambientale e di maggior ricaduta sull’economia nazionale (…). Temiamo, però, Signor Presidente del Consiglio che le misure definitive che verranno adottate non risultino coerenti con le premesse del decreto e che lascino spazio a interpretazioni ambigue. Temiamo soprattuttoinsidiose marce indietro, sull’onda delle scontate contestazioni di coloro che per anni hanno goduto delle rendite speculative riservate a due sole fonti, l’eolico e il fotovoltaico, le più conosciute fra tutte le rinnovabili ma anche le più discutibili, in termini di risultati e di costi a carico della collettività.” Il Decreto odierno sembra giustificare una parte di questi timori. Infine i firmatari auspicano una più rigorosa limitazione dei siti adatti a ospitare le torri eoliche, in analogia col recente provvedimento per l’esclusione degli incentivi ai pannelli fotovoltaici installati sui suoli agricoli.
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Corso di Europrogettazione sui Finanziamenti Europei per il Mediterraneo
Pubblicato da fidest su sabato, 7 aprile 2012
Bruxelles, 14 – 18 maggio 2012 VIII EDIZIONE a cura della Camera di Commercio Belgo-Italiana Nell’attuale periodo d’instabilità economica, l’Unione europea si è riproposta l’obiettivo di rilanciare alcuni settori chiave per ciascuno dei Paesi membri, come il turismo, le PMI e le energie rinnovabili, oltre a consolidare la cooperazione tra i Paesi europei con quelli confinanti. Ottenere i fondi messi a disposizione dalla Commissione europea richiede, tuttavia, una conoscenza approfondita delle tecniche di europrogettazione, nonché una buona capacità di sapersi orientare tra le diverse opportunità di finanziamento offerte. La Camera di Commercio Belgo-Italiana, da oltre dieci anni impegnata nel campo dell’Europrogettazione, organizza, con il supporto del Ministero italiano dello Sviluppo Economico, l’ottava edizione del Corso di Europrogettazione sui Finanziamenti Europei per il Mediterraneo che si svolgerà a Bruxelles dal 14 al 18 maggio 2012.Il corso, certificato ISO 9001, ha l’obiettivo di fornire le conoscenze e gli strumenti utili per la redazione di progetti in risposta a bandi europei di finanziamento destinati al potenziamento della competitività, della crescita e della coesione territoriale nel bacino del Mediterraneo. Suddivisi in team di lavoro, i partecipanti svilupperanno tutte le fasi di creazione di un progetto ed avranno l’opportunità di prendere parte a seminari con esperti del settore.Al termine della formazione, i partecipanti potranno beneficiare di tre mesi di consulenzagratuita su progetti europei da parte dell’Ufficio Europa della Camera di Commercio BelgoItaliana impegnato, tra le varie attività, in programmi di cooperazione internazionale con il Canada, con le Camere di Commercio di Argentina e India, ed in Medio Oriente.Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo in allegato ed inviarlo, con tutta la documentazione indicata, per e-mail o per fax, entro il 13 aprile 2012. Si accetteranno candidature pervenute dopo la data di scadenza soltanto in base alla disponibilità dei posti.
Per il programma completo, la lista dei docenti e le informazioni pratiche sul corso, è possibile consultare il sito http://www.euro-mediterraneo.eu oppure contattare la dott.ssa Lucia Sinigaglia all’indirizzo e-mail info@euro-mediterraneo.eu o al numero 0032 2 609 00 81.
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Salviamo il futuro delle rinnovabili
Pubblicato da fidest su venerdì, 6 aprile 2012
Roma 18 Aprile oree 11 in piazza Monte Citorio per le energie pulite
. Le fonti pulite stanno cambiando il sistema energetico italiano con vantaggi che diventano sempre più evidenti in termini di produzione (che ha raggiunto il 26,6% rispetto ai consumi elettrici nel 2011), di riduzione delle spese legate al protocollo di Kyoto, di creazione di oltre 100mila nuovi posti di lavoro, ma anche economici complessivi per il Paese e oggi anche di riduzione del costo dell’elettricità nel mercato elettrico all’ora di picco grazie al solare.
Questa prospettiva è in pericolo, proprio perché sta mettendo in crisi i grandi gruppi energetici e gli impianti di produzione di energia elettrica da carbone, petrolio e gas. E’ in corso una campagna mediatica che sta mettendo in luce solo i rischi e gli impatti in bolletta di questa crescita e non gli enormi vantaggi per il Paese, i cittadini e le aziende da una prospettiva di investimento in un modello energetico pulito, efficiente, distribuito. Purtroppo, invece di approvare i decreti attuativi per le rinnovabili termiche e quelle elettriche (fotovoltaico escluso) che si attendono da settembre, ora si parla di tagli radicali degli incentivi per il fotovoltaico con un, nuovo, quinto conto energia e di limiti e tagli per tutte le altre fonti. Soprattutto, si vuole mettere tetti annui di spesa e registri per ogni tipologia di impianto che non sia domestico, togliendo ogni certezza agli investimenti. Il mondo delle rinnovabili, le imprese nate in questi anni, gli oltre 100mila nuovi occupati, le associazioni di settore e ambientaliste scendono in piazza per contrastare questa prospettiva. Non è accettabile che decisioni di questo genere vengano prese senza un confronto trasparente e una seria analisi costi/benefici. Soprattutto, noi pensiamo che le rinnovabili debbano essere al centro del futuro energetico dell’Italia.
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Incentivi alle rinnovabili
Pubblicato da fidest su mercoledì, 4 aprile 2012
Aumenti in bolletta: Luca Dal Fabbro, il nuovo Vice Presidente e Direttore Area Energia di AIGET e attuale AD di Domotecnica, propone di “Ridefinire gli incentivi alle rinnovabili per puntare su efficienza e risparmio energetico” Luca Dal Fabbro, il nuovo Vice Presidente e Direttore Area Energia di AIGET, Associazione Italiana di Grossisti di Energia e Trader e attuale Amministratore Delegato di Domotecnica, la prima rete nazionale in franchising per le aziende di installazione che operano nel campo dell’efficienza energetica, in relazione alle notizie di ulteriori e insostenibili aumenti del costo dell’energia, in linea con il posizionamento dell’Associazione da sempre volto alla massima tutela degli utenti finali, evidenzia “L’urgente necessità di ridefinire profondamente la politica italiana degli incentivi alle rinnovabili, per indirizzarli verso una serie di interventi strutturali volti a generare efficienza e risparmio energetico. Di fatto gli incentivi al fotovoltaico hanno appesantito di oneri in bolletta per miliardi di euro a danno di famiglie e imprese e a vantaggio dei produttori, sopratutto esteri. Tutto ciò, sottraendo spesso suolo fertile all’agricoltura per produrre energia a prezzi ben più alti rispetto a quelli garantiti del parco di generazione termica, fra i più efficienti a livello europeo. L’unica strada per ridurre la bolletta italiana è quella di promuovere l’efficienza energetica e una ulteriore liberalizzazione del mercato, in un quadro regolatorio più stabile nel medio e lungo periodo. Puntare sulla filiera dell’efficienza rappresenta la strategia più efficace per sostenere lo sviluppo di competenze e tecnologie nazionali, mantenendo il valore così generato all’interno del nostro Paese: un impulso indispensabile, in grado di generare ricadute assai positive in tutto il nostro sistema economico”. (Roberto Grattagliano)
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Salviamo le fonti rinnovabili
Pubblicato da fidest su lunedì, 2 aprile 2012
Romalunedì 2 aprile 2012 dalla ore 11 alle 14 a Piazza di Montecitorio.Il Governo vorrebbe cambiare, con il V Conto Energia, di nuovo tutto il quadro legislativo legato alle nuovi fonti d’energia rinnovabili per l’ennesima volta di fatto azzerandolo, quando queste sono a un passo dalla maturità industriale e non a caso, mettendo a rischio le imprese, i lavoratori e gli investimenti. Lo sviluppo delle fonti d’energia rinnovabili lo scorso anno ha iniziato a calmierare il prezzo dell’energia elettrica, specialmente il fotovoltaico, e migliaia di famiglie hanno risparmiato circa 100 milioni di euro autoproducendo l’energia che consumano. L’autonomia energetica dei cittadini è a portata di mano e per questo motivo i grandi attori dell’energia si stanno muovendo verso il Governo per mantenere uno staus quo fatto di dipendenza energetica da pochi soggetti legati alle fonti fossili e condannare i cittadini italiani a un destino fatto di bollette sempre più alte e di sprechi energetici – non è un caso che contemporaneamente si attacchi anche il 55% per l’efficienza energetica che l’Enea stessa ha definito un provvedimento a “costo zero” per il sistema Paese. L’attacco alle rinnovabili non si ferma nemmeno di fronte alla possibilità di provocare una catastrofe occupazionale. Sono oltre 130mila, infatti, i posti di lavoro qualificati nelle rinnovabili messi a rischio dai decreti del Governo, scritti con la “consulenza” dei grandi gruppi energetici. Difendere le rinnovabili ora significa difendere il futuro. Un futuro fatto di lavoro, sviluppo, ambiente sano e democrazia energetica. Per questo motivo Azione Energia Solare insieme ad Ecologisti, Civici e Verdi, chiama i cittadini, le associazioni ambientaliste e quelle delle rinnovabili a manifestare il proprio dissenso a questa politica
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Rinnovabili: regione Lazio all’avanguardia
Pubblicato da fidest su mercoledì, 28 marzo 2012
Roma. “Dal sondaggio Eurobarometro della Commissione Ue sul tema ‘Pmi, efficienza delle risorse e mercati verdi’, presentato dal Vicepresidente della Commissione europea e responsabile per l’Industria dell’Ue, Antonio Tajani, è emerso che il segmento industriale “rinnovabili” ha enormi potenzialità, ma per decollare ha bisogno di semplificazioni”. Lo dichiara il consigliere regionale Pdl del Lazio, Andrea Bernaudo, primo firmatario della legge regionale n.16 del 16 dicembre 2011 in materia ambientale e di fonti rinnovabili. “E ha ragione il commissario Tajani – prosegue Bernaudo – quando invoca la necessità di un impegno forte per ridurre tutte le pastoie burocratiche e le regole eccessivamente complicate”. “La Regione Lazio – aggiunge il consigliere del PDL – ha già fatto la sua parte con la legge 16/2011 che, proprio alla luce degli obiettivi fissati dall’Europa e per il perseguimento del Burden Sharing, ha avviato la transizione verso la cosiddetta ‘economia verde’”. “Con la L.R. 16/2011 abbiamo ridotto la durata del procedimento di autorizzazione per gli impianti fotovoltaici alimentati da fonti rinnovabili, azzerando così i costi della pratica; abbiamo incoraggiato l’installazione di impianti di piccola dimensione, che possono essere realizzati sia da privati cittadini che in aree industriali, dove basterà la semplice comunicazione per riqualificare gli edifici e dotarli di pannelli fotovoltaici; abbiamo infine contribuito all’aumento della produzione elettrica regionale, oggi in forte deficit, con benefici in termini di sicurezza del servizio elettrico”, conclude Bernaudo.
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Manovra e incentivi alle rinnovabili
Pubblicato da fidest su giovedì, 14 luglio 2011
“Non ci sarà alcun taglio degli incentivi alle rinnovabili, nella manovra finanziaria in corso” – afferma l’On. Marco Pugliese, deputato di Forza del Sud, partito fondato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè. “Ad assicurarlo – continua il deputato del partito arancione – è stato il Ministro dello Sviluppo EconomicoPaolo Romani, il quale nonostante le pressioni ricevute dalla Lega per ridurre del 30% la quota degli incentivi, ha capito benissimo che se c’è una Lega che taglia incentivi, ci sarà una Forza del Sud che taglierà il Governo”. “Forza del Sud – conclude Pugliese – rimane fedele agli impegni presi, vigilando su eventuali provvedimenti che la Lega si appresta a presentare al Senato”.
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Il Giappone intende passare alle rinnovabili
Pubblicato da fidest su giovedì, 14 luglio 2011
A seguito delle dichiarazioni del Primo Ministro giapponese Naoto Kan, e del suo impegno per costruire “una società che non dipenda più dall’energia nucleare”, Greenpeace chiede ai leader mondiali di ascoltare con attenzione il messaggio del Primo Ministro e di impegnarsi per una società libera dal nucleare. «Questa è l’unica risposta sensata al disastro nucleare di Fukushima, e manda un messaggio chiaro a tutto il mondo: l’unico futuro energetico possibile è quello basato sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica» commenta Salvatore Barbera, responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace Italia. Le dichiarazioni di Naoto Kan seguono la decisione della Germania di uscire dal nucleare e ribadiscono che questa energia è intrinsecamente pericolosa, incontrollabile e non sostenibile. Mentre in Germania già 370 mila persone lavorano nel settore delle energie rinnovabili, in Italia il comparto occupa 140 mila persone, che potrebbero raddoppiare nei prossimi dieci anni. «Il Governo italiano continua a minacciare questo settore energetico strategico. La Lega Nord annuncia agguati alle rinnovabili nella manovra economica in via di approvazione. Questo orientamento è in chiaro contrasto con la tendenza dei Paesi più industrializzati e tradisce la volontà espressa dai cittadini con il voto al Referendum di investire in fonti di energia pulite, sostenibili e non pericolose» conclude Barbera.
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Rinnovabili
Pubblicato da fidest su giovedì, 7 luglio 2011
“Così come ribadito nella relazione annuale dell’autorità per l’energia serve un forte investimento per l’efficienza ed il risparmio energetico, per le fonti rinnovabili, per la green economy in generale.” Ad affermarlo in una nota è l’On. Marco Pugliese di Forza del Sud che ha elogiato molto il lavoro che sta svolgendo il presidente Guido Bortoni ed i membri dell’autorità per l’energia. Pugliese, che ha anche partecipato ad un convegno presso l’Università LUISS dal titolo “La via Italiana alle rinnovabili”, si dichiara espressamente in linea con le dichiarazioni del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè, che durante un suo intervento al convegno, ha affermato che il Governo dovrebbe dar più credito a questo settore in espansione e meno a lobby di potere che fino ad oggi hanno cercato di fare i propri interessi a dispetto delle energie alternative. Il settore per crescere ha bisogno di certezze e non di assurdi proclami di ridimensionamento che servono solo a destabilizzare l’espansione su larga scala.
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Taglio incentivi rinnovabili
Pubblicato da fidest su mercoledì, 6 luglio 2011
Forza del Sud continua la sua campagna a sostegno delle energie rinnovabili – dichiara in una nota l’On. Marco Pugliese – non c’è e non ci sarà nessun taglio agli incentivi nella prossima manovra finanziaria. Tra l’altro il sole ed il vento sono risorse naturali per creare sviluppo ed occupazione soprattutto in una parte del Paese, quale il Sud. L’On. Pugliese continua dicendo – qualcuno ha provato a tagliare gli incentivi senza però rendersi conto che così facendo, molti Parlamentari avrebbero, di conseguenza, tagliato il Governo. Forza del Sud, partito fondato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè, si farà promotore di una serie di proposte da presentare al Governo per dare un equilibrio a un settore, quello della “green economy”, sempre più in espansione. Infatti, proprio nella giornata di domani il leader Gianfranco Miccichè parteciperà ad una tavola rotonda “ La via italiana alle rinnovabili – scenari di sviluppo dopo il Decreto” presso l’università LUISS Guido Carli, spiegando ai giovani studenti l’importanza di questo settore anche dopo la bocciatura referendaria del nucleare.
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Manovra su rinnovabili è “demenziale”
Pubblicato da fidest su martedì, 5 luglio 2011
I tagli alle energie da fonti rinnovabili, che hanno trovato spazio nella nuova manovra economica del Governo, rappresentano una smentita clamorosa agli impegni assunti dall’esecutivo all’indomani del referendum dello scorso 12 e 13 giugno. Greenpeace contesta radicalmente le proposte del Governo e chiede per quale motivo si intervenga su un capitolo della bolletta che non riguarda in alcun modo i conti dello Stato. Mentre appare evidente che la confusione regna assoluta persino tra i Ministri competenti, che ancora sembrano non essere certi di cosa contenga la manovra, Greenpeace lancia l’allarme per un ennesimo ingiustificato attacco alle energie pulite. «Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Se passasse il taglio del 30 per cento degli incentivi e delle agevolazioni in bolletta per le energie rinnovabili, ci troveremmo dinanzi all’ennesimo insensato attacco, il secondo in pochi mesi, a un comparto produttivo vitale e strategico per il futuro del Paese» commenta Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. «La proposta del Governo è demenziale. Greenpeace chiede il ritiro immediato del provvedimento» conclude Boraschi. Greenpeace invita a seguire il modello che viene dalla Germania, dove il Parlamento ha da poco varato un piano straordinario di investimenti sull’energia da fonti rinnovabili come elemento strategico per il futuro energetico e l’economia del Paese.
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Il governo e le rinnovabili
Pubblicato da fidest su venerdì, 27 maggio 2011
“Il Governo sta ammazzando il settore delle rinnovabili, con i paletti imposti dal Ministro Romani e negando ai cittadini le tariffe incentivanti per gli impianti fotovoltaici. Molti imprenditori, infatti, stanno denunciando le difficoltà che devono superare di fronte ai dinieghi pretestuosi rilasciati dal Gestore dei Servizi Elettrici, ai tempi di attesa di valutazione delle richieste superiori ai termini di legge e all’impossibilità di ottenere chiarimenti sulle pratiche a causa del mal funzionamento del call center della GSE. Per questo, Italia dei Valori ha presentato un’interrogazione al ministro Romani per far luce sulle modalità di gestione delle richieste delle tariffe incentivanti” lo dichiara Pierferlice Zazzera, capogruppo IDV in Commissione Cultura alla Camera. “L’inefficienza di questo sistema frena in maniera rilevante lo sviluppo del settore, composto da circa 1.000 aziende che hanno creato 120.000 posti di lavoro. La moratoria sul nucleare approvata da questo governo è solo fumo, mentre la strategia per il futuro è chiara: mettere in ginocchio il settore delle rinnovabili per ritornare al nucleare e costruire nuove centrali in Italia” aggiunge il deputato di IDV. “Un motivo in più – conclude Zazzera – perché il 12 e il 13 giugno tutti gli italiani vadano a votare in massa per sostenere una nuova politica energetica delle rinnovabili e i lavoratori del settore.
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“Seconda Conferenza nazionale sulle rinnovabili termiche”
Pubblicato da fidest su lunedì, 18 aprile 2011
Roma, 19 e 20 aprile 2011 Centro congressi Palazzo Rospigliosi Via XXIV Maggio 43 La Conferenza si propone di:
• diffondere la conoscenza delle principali tecnologie a rinnovabili termiche, evidenziando il loro potenziale applicativo e di penetrazione, la loro convenienza economica e gli ulteriori benefici per la collettività, in un quadro di crescente risparmio energetico;
• informare sui contenuti del recente Decreto rinnovabili e consultare le associazioni degli operatori sulle loroproposte riguardanti i decreti attuativi sulle rinnovabili termiche;
• sollecitare un dibattito politico sugli oneri in bolletta e sul rapporto costo/efficacia dei diversi meccanismi di incentivazione delle rinnovabili e dell’efficienza energetica;
• sottolineare il ruolo chiave dell’agricoltura nel favorire uno sviluppo delle energie rinnovabili basato sul recupero e valorizzazione energetica dei residui agricoli, piuttosto che sulla diffusione incontrollata di impianti di generazione incompatibili con le caratteristiche del territorio agricolo e del paesaggio nazionale;
• evidenziare le relazioni fra nuovo conto energia per le fonti rinnovabili termiche e meccanismo vigente delle detrazioni fiscali del 55% per interventi di efficienza energetica nell’edilizia.
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Su decreto rinnovabili “tempo scaduto”
Pubblicato da fidest su martedì, 12 aprile 2011
All’avvio dell’ennesima settimana di trattative tra i ministri Stefania Prestigiacomo e Paolo Romani con le associazioni rappresentanti il settore delle energie rinnovabili, Greenpeace “suona la sveglia” ai due rappresentanti dell’esecutivo e ricorda loro gli impegni assunti e puntualmente disattesi. “Entro 20 giorni definiremo i nuovi incentivi per le rinnovabili” dichiarava il ministro Prestigiacomo l’8 marzo scorso, mentre il 9 marzo, Romani aggiungeva: “Massimo nel giro di un paio di settimane daremo certezze al settore”. Oggi, 11 aprile 2011, i tempi annunciati sono largamente scaduti e l’averli disattesi è la prova ultima dell’incompetenza del governo a dirigere un settore che dà lavoro a più di 100 mila persone. “Le energie rinnovabili – commenta Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia – sono un comparto strategico per il futuro del paese. A questo mondo produttivo, dopo il disastro del decreto Romani, si risponde con una sola misura: il ritardo. E lo si fa sapendo che ogni giorno in più d’indeterminatezza del quadro normativo è un giorno in più di paralisi per l’intero settore, di congelamento degli investimenti, di incertezza, cassa integrazione o licenziamento per i lavoratori”. Greenpeace Italia ha lanciato pochi giorni fa una petizione online, indirizzata ai ministri Prestigiacomo, Romani e Tremonti per chiedere di adottare un sistema di incentivi che ricalchi il modello tedesco, con graduale riduzione della tariffa incentivante al raggiungimento di soglie di potenza installata; di cancellare i limiti annuali di potenza incentivata e i tetti massimi di spesa annuale; di rivedere gli obiettivi del piano nazionale al 2020, con un obiettivo minimo per l’energia eolica pari a 16.000 MW e per l’energia fotovoltaica pari a 20.000 MW. La petizione ha già raccolto 26 mila adesioni. Dai ministri, per il momento, nessuna risposta. Se non il ritardo.
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