Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 230

Posts Tagged ‘risarcimento’

Devono essere risarciti dall’ente autostradale i danni subiti dall’autovettura a causa della gomma abbandonata sull’asfalto

Posted by fidest on Thursday, 30 January 2014

autostradeI pedaggi autostradali aumentano e nonostante ciò i gestori cercano di farla franca anche dalle proprie responsabilità. Ma per la giustizia, non si può sottrarre alla propria responsabilità la concessionaria che gestisce l’autostrada quando accade un sinistro cagionato da un ostacolo al centro della carreggiata e non segnalato dai pannelli luminosi in esercizio lungo il tracciato.
In tali casi, come sovente afferma la giurisprudenza e come viene confermato dalla sentenza 16/2013, pubblicata dal giudice di pace di Santhià (Vercelli) che Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ritiene opportuno diffondere, la società proprietaria o custode dell’infrastruttura ha l’obbligo di risarcire i danni patrimoniali subiti dall’autovettura che era entrata in collisione con un grosso pneumatico di camion che si trovava sulla strada.
Nel caso di specie, il magistrato onorario ha ritenuto fondata la richiesta di risarcimento di un automobilista cui sono stati liquidati circa 4.500 euro per i danni subiti dalla propria autovettura, nonché le spese di giudizio, a seguito dello scontro contro lo pneumatico di un autoarticolato abbandonato sull’asfalto e che era apparso all’improvviso innanzi al proprio veicolo mentre percorreva nella prima mattinata il tratto stradale in cui era competente il giudice di pace adito.Il vero e proprio ostacolo risultava quindi «non visibile né prevedibile» perché non segnalato con un avviso di pericolo, ed è quindi certamente configurabile la responsabilità stabilita dall’articolo 2051 del Codice civile a carico dell’ente custode della strada perché lo scontro risulta comunque cagionato da un’omissione di vigilanza di chi gestisce l’infrastruttura.
Peraltro, nel corso dell’istruttoria un assistente al traffico sentito come testimone ha confermato che al call center dell’ente era giunta una segnalazione che aveva avvisato circa la presenza dell’ostacolo in piena carreggiata, ma prima dell’orario in cui si è verificato il sinistro.Né può essere invocata da parte della convenuta società la circostanza che il mezzo di servizio e soccorso si trovasse a cinquanta chilometri dal luogo del sinistro: in attesa che la squadra giungesse sul posto sarebbe stato opportuno avvisare dell’ostacolo le auto in transito mediante i pannelli ad hoc che veicolano (ad esempio) i messaggi con i limiti di velocità, la presenza del tutor o gli eventuali incidenti sul tracciato. Va, inoltre, esclusa la sussistenza del caso fortuito che scriminerebbe il custode dell’infrastruttura.

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Stalking. Sì al maxirisarcimento in sede civile per danno morale alla vittima

Posted by fidest on Wednesday, 27 November 2013

La rilevanza della sentenza 23351/13, pubblicata lo scorso 21 novembre dal giudice Corrado Cartoni della dodicesima sezione del tribunale capitolino è data dal fatto che in sede civile è stato riconosciuto un maxirisarcimento per il danno morale subito da una donna perseguitata dall’ex compagno dopo l’interruzione del rapporto sentimentale.
Per il togato, è infatti sufficiente l’astratta configurabilità del reato di stalking per consentire la liquidazione equitativa del pregiudizio, laddove il turbamento psichico della vittima deve ritenersi sussistente in via presuntiva per il grave illecito patito.
Nel caso di specie la ragazza è stata risarcita con 10 mila euro oltre interessi e rivalutazione per i danni morali patiti a causa della condotta dell’ex fidanzato che non si era rassegnato alla fine del rapporto ed aveva assunto gli atteggiamenti tipici dello stalker: una lunga e continua serie di telefonate e sms, ora quasi supplicanti (con addirittura un’offerta di denaro), ma più spesso minacciosi e offensivi e comunque petulanti. Sino all’ultimo episodio in cui l’uomo perde la testa e si presenta senza citofonare alla porta della ex e tarda ad allontanarsi dal condominio anche quando gli viene detto che diversamente la donna avrebbe fatto intervenire la polizia.
A testimoniare gli episodi sono sia la coinquilina della donna che un’altra persona che riferisce di aver letto il contenuto “terroristico” degli sms. Ed il tribunale non ha potuto che ritenere decisive le testimonianze per accertare incidentalmente la sussistenza del reato di stalking per quanto rileva ai fini della responsabilità civile, laddove bastano solo due episodi a configurare il reato ex articolo 612 bis del Codice Penale.Rilevata l’astratta configurabilità del reato, è stato riconosciuto “il danno morale inteso quale turbamento psichico transitorio e soggettivo conseguente al reato, da ritenersi sussistente in via presuntiva alla luce del grave fatto illecito subito, gravità rappresentata dalla violenza psichica di cui l’attrice è stata vittima, peraltro ad opera dell’ex compagno, con inevitabile maggiore sofferenza, trattandosi della fine di un rapporto sentimentale”.

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Nuove regole UE per il risarcimento rapido

Posted by fidest on Wednesday, 13 March 2013

Gli acquirenti europei che vogliono denunciare commercianti di beni e servizi potranno utilizzare un sistema di mediazione a basso costo, veloce ed equo per vedere i propri diritti rispettati, piuttosto che procedimenti giudiziari lunghi, grazie a due nuove leggi approvate martedì dal Parlamento.Le nuove norme comunitarie sui sistemi di risoluzione alternativa delle controversie (Alternative Dispute Resolution o ADR in inglese) e quelli specifici per le vendite online (Online Dispute Resolution o ODR), già informalmente concordate con gli Stati membri, mirano a garantire che organismi ADR siano presenti in tutti i settori economici.Molti Stati membri hanno già introdotto sistemi di risoluzione alternativa delle controversie, ma la mancanza d’informazione, la copertura non uniforme o il sovraccarico di procedimenti ne rendono oggi difficile l’utilizzo. La nuova direttiva impone agli Stati membri di prevedere organismi ADR per tutti i settori di attività e introdurre disposizioni per garantire l’imparzialità dei mediatori.Gli amanti dello shopping, grazie alle nuove norme, potranno evitare di andare in tribunale per reclami in merito a qualsiasi bene o servizio, se acquistato on-line, in un negozio, nel mercato interno o oltre frontiera. I deputati hanno assicurato anche la gratuità dell’arbitrato o l’imposizione solo di una “tassa nominale”. In generale, qualsiasi controversia deve essere risolta entro 90 giorni, secondo quanto approvato dal Parlamento.”La direttiva ADR è una situazione vincente per gli acquirenti e per i venditori. Il meccanismo di ricorso UE rapido e a basso costo farà risparmiare ai consumatori miliardi di euro l’anno e incoraggerà il commercio online transfrontaliero, stimolo fondamentale per la crescita”, ha detto Louis Grech (S&D, MT), relatore per il provvedimento.

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Giappone: messa in sicurezza reattori

Posted by fidest on Saturday, 17 December 2011

Fukushima *

Image by Sterneck via Flickr

Tokyo In risposta all’annuncio di oggi da parte del Governo giapponese e dei funzionari della TEPCO secondo i quali i reattori della centrale nucleare di Fukushima Daiichi hanno raggiunto lo stato di “arresto a freddo”, Junichi Sato, direttore esecutivo di Greenpeace Giappone, commenta: «Le autorità giapponesi sono chiaramente ansiose di dare l’impressione che la crisi sia giunta al termine, ma questo non riflette chiaramente la realtà. Invece di usare i media per alzare una cortina di fumo per nascondere il fallimento negli aiuti alle persone che vivono con le conseguenze del disastro, la priorità del governo dovrebbe essere quello di garantire la sicurezza pubblica e iniziare la chiusura di tutti i reattori nucleari in Giappone.» «TEPCO non ha raggiunto realmente l’arresto a freddo, quindi né la società né il governo dovrebbe rivendicare che il lavoro è quasi finito. Materiale radioattivo sta ancora fuoriuscendo dal sito, e non è dato sapere lo stato esatto delle tonnellate di combustibile fuso all’interno dei reattori. Decine di migliaia di tonnellate di acqua altamente contaminata si trovano ancora nei reattori e negli edifici che contengono le turbine, con perdite in mare avvenute anche la settimana scorsa. La costante minaccia radiologica posta dal disastro nucleare di Fukushima rimane enorme.» «Moltissime persone continuano a essere a rischio per le radiazioni causate dal disastro senza ricevere adeguato supporto. A distanza di nove mesi coloro che hanno visto le proprie case e città contaminate dalle radiazioni sono ancora in attesa di aiuto da parte del governo e dei risarcimento di TEPCO. Finora solo trentacinque case sono state decontaminate, delle migliaia colpite nella città di Fukushima. Le analisi più recenti effettuate da Greenpeace mostrano come ci siano ancora molti punti della città di Fukushima contaminati e che gli sforzi di decontaminazione sono stati finora inadeguati.»

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Lodo Mondadori: il corruttore e la vittima

Posted by fidest on Monday, 11 July 2011

In una causa di risarcimento di danni ci sono due personaggi-chiave: chi ha provocato il danno del quale si chiede il risarcimento e chi tale danno ha subito. Il garantismo d’occasione inalberato dal PDL riguarda solo il danneggiatore che dovrebbe essere garantito, tutelato, aiutato, sostenuto, mentre nessuno sguardo pietoso si leva verso il danneggiato, colpevole di avere subito un danno da un danneggiatore diventato presidente del consiglio. Nella causa penale che riguardava la corruzione alla base della gigantesca truffa, vennero condannati gli esecutori materiali della corruzione, mentre il mandante riusciva ad evadere dal tribunale ottenendo lo stralcio della sua posizione in quanto nelle more assurto a presidente del consiglio. Grazie a tale stralcio cotanto presidente del consiglio riuscì ad agguantare la tanto ricercata prescrizione, che non lo salva però dai rigori della sentenza in sede civile. Anche l’avv. Mills, in altro processo che riguarda sempre il PdC, ottenne la prescrizione, ma dovette pagare l’ammenda di 250.000 euro in sede civile. La prescrizione non è assoluzione; lo ha affermato l’ex sindaco Moratti quanto cercò di usare il “metodo “Boffo” contro il suo rivale Pisapia; ma gli andò malissimo perchè l’avv. Pisapia rifiutò la prescrizione, cercando l’assoluzione completa, che ottenne, per la quale uscì svergognata la Moratti che perse le elezioni amministrative. Ora il cavaliere esibisce la prescrizione che lo riguarda come pretesa assoluzione, cercando tutte le vie traverse per non rispondere dei suoi reati. La politica internazionale ha recepito la condanna comminata a Fininvest come un reato perseguito e giustamente punito, restituendo credibilità alle Istituzioni italiane tanto turlupinate proprio da colui che avrebbe dovuto sostenerne la legittimità. Il possesso del potere di legiferare ha creato al cavaliere l’illusione di potere tutto e di esercitare di fatto il diritto di vita o di morte anche del principio portante della nostra Costituzione, che esige l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, purchè il tutto torni a vantaggio dei suoi personali interessi. I vassalli, i valvassori e i valvassini, tutti scherani del loro Anfitrione, utilizzano tutti i sistemi possibili per tirar fuori dalla brace il loro padrone, perché sanno benissimo che la fine politica di Berlusconi coinciderebbe con la loro fine traumatica tanto come politici che come improvvisati imprenditori del nulla. (Rosario Amico Roxas)

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Equiparazione tra famiglie legittime e di fatto

Posted by fidest on Thursday, 9 June 2011

“La sentenza della Suprema Corte di Cassazione nr. 12278/2011 che ha equiparato, in tema di risarcimento del danno da sinistro stradale, la famiglia ‘legittima’ a quella ‘di fatto’ costituisce un precedente storico per il riconoscimento dei diritti della famiglia”, commenta l’avv. Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani. “I giudici della Suprema corte, infatti, hanno statuito il risarcimento danni per la morte di un uomo, avvenuta in un incidente stradale, in favore della sua ex consorte e dei figli legittimi nonché in favore della convivente e dei figli naturali. Ciò – continua Gassani – ripropone il tema della rilevanza sociale della famiglia di fatto, riconosciuta con questa sentenza come sodalizio familiare strutturato al pari di quella legittima e quindi degna di tutela giuridica. A tutt’oggi il nostro codice civile noncontempla norme a tutela della famiglia di fatto, vista ancora come una ‘famiglia’ fragile e del tutto eventuale. Le statistiche invece sanciscono che in media le famiglie di fatto, quando nascono i figli, hanno una tenuta maggiore rispetto a quelle legate dal matrimonio. Significa che gli stereotipi che vedono quelle da coppie di fatto come unioni fragili e senza una progettualità familiare rischiano di sgretolarsi. In Italia vi sono circa 1 milione di coppie che vivono more uxorio ed un bambino su 5 nasce fuori dal matrimonio. L’aumento delle coppie di fatto deriva da una nuova cultura sociale e familiare ma anche dall’aumento vertiginoso di procedure di separazione e divorzio. I tempi insopportabili per ottenere nel processo una sentenza di divorzio costringono, per altro, molte persone a convivere per anni in attesa dell’ottenimento dello stato libero. Per cui non deve essere trascurato che molte coppie convivono ‘per forza’ e non per scelta. Resta tuttavia la discriminazione tra figli legittimi e figli naturali atteso che i vari disegni di legge per equipararli sono ancora fermi. Già la differenzazione terminologica tra figli ‘legittimi’ e ‘naturali’ la dice lunga sull’arretratezza culturale del nostro Paese. Ciò è comprovato, nel concreto, dalla circostanza che per la tutela dei figli legittimi è competente la giurisdizione ordinaria mentre per la quella dei ‘naturali’ è competente la giurisdizione minorile (che si occupa di infanzia ed adolescenza disagiata: come se essere figli naturali fosse sinonimo di disagio psicologico e sociale). L’Italia deve cambiare assolutamente rotta se vuole davvero entrare in Europa anche dal punto dei vista della effettiva e piena tutela dei diritti delle persone contro ogni discriminazione”.

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Sicurezza stradale e risarcimento danni

Posted by fidest on Monday, 23 May 2011

Quanti incidenti stradali, accadono per la presenza di animali sulla carreggiata? Le statistiche parlano di centinaia per non dire migliaia, con conseguenze a volte gravissime per gli automobilisti che in gran parte dei casi sono incolpevoli per essersi trovati all’improvviso la strada ostacolata da cani o altri animali. E per gli enti proprietari o gestori delle strade sono guai. Almeno è così per la Corte di Cassazione che con la sentenza numero 11016 del 19 maggio 2011 che riporta Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale del “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori nonché fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ha stabilito il diritto al risarcimento del danno per l’automobilista danneggiato per la presenza di un animale sulla carreggiata a meno che le autostrade Spa non riescano a dimostrare il caso fortuito e cioè che non era prevedibile immaginare la presenza di quella specie. Nulla cambia se si trattava di cane o volpe e per estensione potremmo dire di qualsiasi altro animale. Con l’importante decisione in commento, infatti, i giudici della terza sezione civile hanno accolto il ricorso di un automobilista che era finito contro il guard rail per evitare un animale sulla carreggiata anche se non era stato in grado di stabilire se si trattasse di un cane o di una volpe. Proprio perché per tale ultima ragione entrambi i giudici di merito avevano escluso ogni responsabilità delle Autostrade Spa, l’uomo aveva deciso di ricorrere in Cassazione.La Suprema Corte ha però ribaltato le due precedenti decisioni, stabilendo che comunque sussisteva la responsabilità del gestore, salvo che questi non riesca a provare che la presenza di quella specie sulla strada era assolutamente imprevedibile, ossia il cosiddetto “caso fortuito”. In particolare, gli ermellini hanno sottolineato che “la responsabilità ex art. 2051 cod. civ. per i danni cagionati da cose in custodia ha carattere oggettivo; perché essa possa, in concreto, configurarsi è sufficiente che l’attore dimostri il verificarsi dell’evento dannoso e del suo rapporto di causalità con il bene, salvo la prova del fortuito, incombente sul custode”.
Ma v’è di più: “Ove non sia applicabile la disciplina della responsabilità di cui all’art. 2051 cod. civ., per l’impossibilità in concreto dell’effettiva custodia del bene, l’ente proprietario risponde dei danni subiti dall’utente, secondo la regola generale dettata dall’art. 2043 cod. civ. In questo caso graverà sul danneggiato l’onere della prova dell’anomalia del bene, mentre spetterà al gestore provare i fatti impeditivi della propria responsabilità, quali la possibilità in cui l’utente si sia trovato di percepire o prevedere con l’ordinaria diligenza la suddetta anomalia”. Peraltro, “allegata e dimostrata la presenza sulla corsia di marcia di un’autostrada di un animale di dimensioni tali da intralciare la circolazione, non spetta all’attore in responsabilità, sia nell’ambito della tutela offerta dall’art. 2051 cod. civ., sia alla stregua del principio generale del neminem laedérem, di cui all’art. 2043 cod. civ., provarne anche la specie, la quale potrà semmai essere dedotta e dimostrata dal convenuto quale indice della ricorrenza di un caso fortuito”

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Stragi: restano le promesse

Posted by fidest on Friday, 13 May 2011

Sul sito del Governo-Presidenza del Consiglio dei Ministri-il 9 maggio in occasione della “giornata della Memoria delle Vittime del Terrorismo e delle Stragi di tale matrice”,sono apparse delle dichiarazioni ufficiali del Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi che tra l’altro dicono testualmente: ” Queste ferite non sono ancora completamente rimarginate perché per molti atti di terrorismo manca ancora il sigillo della verità. Il giusto obiettivo di una pacificazione nazionale e di un adeguato risarcimento morale per i familiari delle vittime, non può dunque prescindere da uno sforzo comune per definire un percorso di verità su quegli anni. Per questo diciamo basta alle tribune mediatiche e universitarie concesse con disinvoltura ai terroristi che sono stati protagonisti feroci e criminali di quegli anni. Per questo diciamo basta all’umiliazione delle vittime e dei loro parenti. Per questo dichiaro oggi l’impegno del Governo a contribuire ad aprire tutti gli armadi della vergogna perché nessuna strage rimanga più avvolta nel mistero. Dobbiamo colmare una grande sete di giustizia e di verità, in modo concreto, senza retorica. Lo faremo. E sarà il modo migliore per onorare la memoria delle oltre 400 vittime innocenti della sanguinosa ideologia del terrorismo”.
Apprezziamo le promesse del Presidente del Consiglio , il risultato sarà che ogni ostacolo sarà rimosso e verranno messi immediatamente a disposizione degli inquirenti tutti i documenti relativi ad eventi di terrorismo e stragi e alle persone ad essi collegati in possesso degli archivi di tutti i servizi della polizia dei carabinieri e dei vari Ministreri, iniziando da quelli della Presidenza del Consiglio, permettendo così di fare piena luce su quegli avvenimenti. Vogliamo far notare che da molti anni chiediamo che avvenga il deposito di questi documenti, ma fino ad oggi non abbiamo ricevuto risposte. Quando nelle dichiarazioni si parla di risarcimenti morali alle vittime, dobbiamo rilevare che nonostante le promesse fatte il 9 Maggio del 2008 dallo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri On.Silvio Berlusconi, sulla definizione di ogni problematica relativa alla legge 206/2004 “Nuove norme a favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice”queste promesse non sono state mantenute e il Sottosegretario Gianni Letta è letteralmente scomparso non trovando più il tempo di rispondere degli impegni presi. Non vorremmo che queste dichiarazioni fossero l’ennesimo spot elettorale giocato sulla pelle delle vittime. Sarà presto verificato ed eventualmente metodicamente denunciato. (Il Presidente Paolo Bolognesi)

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Giustizia europea: accolti ricorsi italiani

Posted by fidest on Thursday, 23 December 2010

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con sentenza del 21.12.10 (sentenza Gaglione e altri), ha accolto 480 ricorsi presentati dal mio studio condannando il Governo italiano a risarcire i ricorrenti del danno patrimoniale e non patrimoniale subito per il tardivo pagamento delle sentenze di condanna per la durata eccessiva dei processi (legge Pinto). Il Governo italiano, in sostanza, dopo essere stato condannato dalla giustizia italiana con migliaia di sentenze nelle cause che il mio studio propone per ottenere il risarcimento dei danni per la durata eccessiva di processi civili o amministrativi, non paga queste sentenze, costringendoci – per cercare di indurlo a pagare, oltre che per ottenere i risarcimenti – a ricorrere a Strasburgo per i danni. Pendono a Strasburgo altri 3.180 miei ulteriori ricorsi analoghi che si può a questo punto ritenere verranno anch’essi accolti. Preciso che non sussiste alcuna prassi né recente né antica della Pubblica Amministrazione (PA) italiana a pagare alcun tipo di sentenze di condanna costringendo i creditori ad agire con pignoramenti che peraltro ostacola in tutte le maniere attraverso una continua produzione di norme ‘antipignoramento’. Pignoramenti del denaro della PA che, peraltro, fui proprio io, dopo un durissimo scontro giudiziario, a realizzare, per la prima volta, solo nel 1992, contro le Prefetture, all’epoca assurdamente competenti in materia di pensioni di invalidità. Competenza che persero e che passò all’INPS proprio in seguito a quella vicenda, con grandi vantaggi per la collettività degli invalidi, ai quali, una volta riconosciute le pensioni, venivano pagate con ritardi sovente decennali.  Pignoramenti però ancor oggi praticamente impossibili nei confronti dei Comuni e comunque difficilissimi nei confronti della PA in generale, che paga sistematicamente con gravi ritardi e difficilmente senza la ‘mediazione’ politico\clientelare di qualcuno: un potere di discriminare che è forse una delle ragioni dei mancati pagamenti spontanei. (Alfonso Luigi Marra)

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Cassazione: risarcimento del danno

Posted by fidest on Monday, 6 December 2010

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza n. 24233 del 30 novembre 2010 sottolineando che “il risarcimento del danno professionale, biologico ed esistenziale derivante dal demansionamento e dalla dequalificazione del lavoratore postula l’allegazione dell’esistenza del pregiudizio e delle sue caratteristiche, nonché la prova dell’esistenza del danno e del nesso di causalità con l’inadempimento, prova che, quanto al danno esistenziale, può essere fornita anche ricorrendo a presunzioni”.  I Giudici di piazza Cavour, respingendo le doglianze datoriali hanno rigettato la ratio della decisione del giudice del gravame secondo il quale riteneva erroneo il riconoscimento del danno da demansionamento in favore di un proprio dipendente perché non sorretto da idonea prova, hanno ribadito, richiamando la sentenza n. 4652/2009, che “in caso di accertato demansionamento professionale del lavoratore in violazione dell’art. 2103 c.c., il giudice del merito, con apprezzamento di fatto incensurabile in cassazione se adeguatamente motivato, può desumere l’esistenza del relativo danno, avente natura patrimoniale e il cui onere di allegazione incombe sul lavoratore, determinandone anche l’entità in via equitativa, con processo logico-giuridico attinente alla formazione della prova, anche presuntiva, in base agli elementi di fatto relativi alla qualità e quantità della esperienza lavorativa pregressa, al tipo di professionalità colpita, alla durata del demansionamento, all’esito finale della dequalificazione e alle altre circostanze del caso concreto”. Spiegano i Supremi giudici come correttamente, nel caso di specie, la Corte d’appello ha ritenuto che l’onere probatorio posto a carico del lavoratore può essere adempiuto, oltre che mediante prove di natura documentale e testimoniale, anche in via presuntiva. Detta dimostrazione può ritenersi assolta, secondo le regole sancite dall’art. 2727 c.c., “allorché venga offerta una serie concatenata di fatti noti, ossia di tutti gli elementi che puntualmente e nella fattispecie concreta (non in astratto) descrivano: durata, gravità, conoscibilità all’interno ed all’esterno del luogo di lavoro della operata dequalificazione, frustrazione di (precisate e ragionevoli) aspettative di progressione professionale, eventuali reazioni poste in essere nei confronti del datore comprovanti la avvenuta lesione dell’interesse relazionale, gli effetti negativi dispiegati nelle abitudini di vita del soggetto”.  Secondo Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” e fondatore dello “Sportello Dei Diritti”, tale sentenza certamente una decisione esemplare che potrà invogliare i lavoratori vittime di abusi sul posto di lavoro e costituisce precedente persuasivo e da monito per tutti i datori di lavoro perché possano pensarci non una, ma cento volte prima di umiliare e vessare il proprio dipendente.

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Peschereccio italiano attaccato dai libici

Posted by fidest on Thursday, 16 September 2010

“È in questo modo che il paese di Gheddafi ricambia la benevolenza di Berlusconi, l’ospitale servilismo con cui solo pochi giorni fa il leader libico è stato accolto in Italia, con tanto di hostess compiacenti, inchini ossequiosi e soprattutto 5 miliardi di dollari come risarcimento per il nostro passato coloniale in Libia”? Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà, sintetizza così il gravissimo caso del motopeschereccio di Mazara del Vallo mitragliato da una motovedetta libica nei giorni scorsi. Nel pomeriggio di oggi il ministro degli Esteri, Franco Frattini, dovrebbe riferire alla Camera sulla vicenda, ma ha già sottolineato che i rapporti diplomatici con la Libia non subiranno cambiamenti. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha fatto sapere che Tripoli ha presentato le sue scuse ufficiali, tuttavia sia per la Lega sia per le opposizioni parlamentari non basta chiedere il perdono, bensì è necessario salvaguardare la dignità dell’Italia e ridefinire le regole di ingaggio. Quanto alla possibilità di ridefinire i trattati internazionali e risolvere la spinosa questione delle acque contese tra Italia e Libia, Soldà non reputa la soluzione sufficiente e pretende di più: “Bisogna assolutamente rivedere le relazioni di eccessiva amicizia con Gheddafi, modificando completamente i rapporti politici con il suo paese e rimettendo in discussione quei patti di cooperazione così onerosi e umilianti che il nostro premier ha già firmato con il colonnello”.

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La “razzista”

Posted by fidest on Monday, 13 September 2010

Lettera al direttore. Quest’anno ho deciso fermamente di non cedere alla mia solita debolezza: guardare l’esito finale di una manifestazione che ho sempre disapprovato, l’elezione di Miss Italia. Quest’anno non guarderò neppure per dieci secondi. Avrei anche sopportato  l’eterno sorriso stampato sulla faccia (ma quando torna a casa non le dolgono le guance?) di Milly Carlucci, ma Emanuele Filiberto, no, non voglio vederlo. E non perché ricordi ancora che nel 2007 pretendeva dallo Stato italiano un risarcimento di 260 milioni di euro. Sciocchezze! Il motivo è assai più serio. Si tratta di un’altra mia  debolezza, che supera di gran lunga la prima: sono affetta da una particolare forma di razzismo. Non faccio differenza alcuna tra uomini gialli bianchi o neri, giacché nelle loro vene scorre lo stesso sangue rosso, ma non sopporto gli esseri umani di sangue blu. Appena ne vedo uno sto male. Unica eccezione: la sventurata principessa Diana. Ma forse, chissà, il suo sangue non era proprio blu. (Miriam Della Croce)

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Ritardo dei voli

Posted by fidest on Wednesday, 28 July 2010

La Corte di Giustizia Europea con una recentissima sentenza ha stabilito un punto fermo sui diritti dei passeggeri e i conseguenti obblighi dei vettori.  Un precedente regolamento europeo prevedeva un indennizzo per i passeggeri solo in caso di cancellazione del volo ma non in caso di ritardo.  La Corte di Giustizia ha ritenuto illegittima questa disparità di trattamento e fornendo un’interpretazione estensiva del regolamento, ha stabilito che sono risarcibili anche i ritardi. Per la Suprema Corte il ritardo prolungato del volo equivale alla cancellazione per cui ne derivano danni ai passeggeri che hanno diritto di ottenere dalla compagnia aerea il rimborso del prezzo del biglietto, una compensazione pecuniaria (da € 250 fino ad € 600) ed il risarcimento dei conseguenti danni subiti.  In virtù della normativa dettata a tutela dei viaggiatori, prima della sentenza la compagnia aerea non era tenuta a corrispondere l’indennizzo qualora poteva dimostrare che la cancellazione del volo era dovuta a “circostanze eccezionali” che non si sarebbero potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso. Ebbene, in passato, le compagnie aeree, appellandosi a tale deroga normativa, sono riuscite spesso a sottrarsi ai propri obblighi risarcitori respingendo buona parte delle richieste risarcitorie.  La Corte di Giustizia europea ha, tuttavia, affermato che le compagnie aeree, al fine di poter essere validamente esonerate dal pagamento del suddetto indennizzo, devono provare di aver fatto tutto il possibile, in termini tecnici ed economici, per scongiurare la cancellazione del volo.  I giudici hanno precisato altresì nelle motivazioni della sentenza per evitare disguidi e malintesi che un guasto tecnico all’aereo non rientra nella nozione di “circostanze eccezionali” a meno che il problema derivi da eventi che, per la loro natura, sfuggono all’effettivo controllo da parte della compagnia aerea.  Infine i passeggeri devono essere informati sui propri diritti.  In caso di cancellazione, negato imbarco o ritardo superiore alle 2 ore, nell’aeroporto deve essere esposto un avviso che indichi dove rivolgersi per avere un testo che riporti chiaramente i diritti dei passeggeri e gli obblighi della compagnia. La compagnia deve anche fornire eventuali pasti e pernottamenti gratuiti e dare la possibilità di fare due telefonate. Secondo il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA questa sentenza sicuramente non ci salverà dalla cancellazione dei voli, dalle code infinite al gate e dalle notti passate in aeroporto ma almeno le compagnie aeree non potranno più fare finta di nulla.

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Class action per danni da sigarette

Posted by fidest on Thursday, 3 June 2010

Tre milioni e mezzo di fumatori italiani chiederanno un risarcimento miliardario, 10,5 miliardi di euro, ai produttori di sigarette. L’accusa è «di non aver eliminato dalle sigarette la nicotina e aver incrementato gli effetti di dipendenza dalla nicotina aggiungendo al tabacco oltre 200 additivi». Lo ha annunciato Carlo Rienzi, presidente del Codacons, che ha illustrato i dettagli della prima class action italiana per danni da fumo, nel corso nel convegno sul tabagismo che si è tenuto all’Iss in occasione della Giornata mondiale senza il tabacco. «L’azione collettiva – ha spiegato Rienzi – partirà oggi stesso dinanzi al Tribunale di civile di Roma, nei confronti della Bat Italia Spa, e potranno aderirvi tutti i fumatori dei marchi di sigarette prodotti da questa società, circa 3,5 milioni di cittadini in Italia». Il risarcimento che ciascun fumatore può richiedere aderendo all’azione del Codacons «è di 3.000 euro, per un totale complessivo di 10,5 miliardi di euro, e i marchi di sigarette interessati sono: MS, Alfa, Bis, Brera, Colombo, Cortina, Esportazione, Eura, HB, Kent, Lido, MS Club, Mundial, Nazionale, Nazionali, N80, Rothmans, SAX Musical, St. Moritz, Stop, Super, Zenit, Vogue, Dunhill, Kent, Lucky Strike e Pall Mall». Rienzi ha anche citato uno studio svizzero commissionato dall’Ufficio federale della Sanità Pubblica, che dimostrerebbe come lo scopo degli oltre 200 additivi inseriti nelle sigarette sia quello di aumentare la dipendenza nei fumatori. (fonte farmacista33)

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Eni accuse di corruzione e risarcimenti

Posted by fidest on Friday, 30 April 2010

250 milioni di euro. E’ la cifra che Eni ha stanziato per la chiusura di un caso di corruzione a Bonny Island, in Nigeria. Le indagini sono condotte dal Dipartimento di Giustizia di Houston in Texas, ma un altro procedimento per una presunta violazione della legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa è aperto presso il Tribunale di Milano e potrebbe comportare ulteriori sanzioni. La Procura milanese indaga anche su ipotesi di corruzione internazionale concernente “anomalie di gestione” segnalate in relazione agli impianti di Karachaganak e Kashagan in Kazakhstan. «Il possibile coinvolgimento di Eni nello scandalo di Bonny Island ha fatto scendere l’utile 2009 della società – nel settore “Ingegneria & Costruzioni – del 15,7% rispetto al 2008», spiega Ugo Biggeri, presidente della Fondazione Culturale di Banca Etica.  «Come azionisti di Eni non possiamo che essere preoccupati, anche perché ci sono altre indagini in corso e la società non ha pubblicato alcuna stima su possibili sanzioni future. In caso di condanna ai sensi della legge 231, in aggiunta alle sanzioni amministrative, è applicabile la confisca del profitto del reato». Oltre alle multe per casi di corruzione, potrebbero pesare le sanzioni per violazioni ambientali comminate dai tribunali kazaki per “eccessivo scarico di rifiuti nella regione di Karachaganak” e le emissioni di inquinanti nella regione di Atyrau, a cui si potrebbero aggiungere le multe delle autorità nigeriane per la pratica del “gas flaring”.  «Chiediamo ad Eni di mettere tempestivamente a disposizione degli azionisti un rapporto che spieghi nel dettaglio gli impatti potenziali sul bilancio delle sanzioni per il possibile coinvolgimento in casi di corruzione e di violazione di norme ambientali», continua Biggeri. «La corruzione non è solo un problema etico, ma anche economico». La Fondazione Culturale Responsabilità Etica ha annunciato che si asterrà dalla votazione del bilancio. (Luca Manes)

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