La Democrazia Cristiana di Roma e della Provincia si sente particolarmente vicina a tutti quei cittadini che hanno dovuto subire inermi, la completa inadeguatezza della situazione verificatasi a Roma tra ieri ed oggi.
Ci chiediamo se è possibile, nel 2012, assistere a una completa assenza di gestione della situazione, se pur critica ed inaspettata, ma ampiamente preannunciata. Assistere al completo abbandono di noi cittadini da parte di tutte le Istituzioni, Comune, Provincia, Regione, ANAS e Protezione Civile che si rimpallano le competenze, è assurdo ed è irrispettoso. delle risposte concrete, ai vari disservizi che i cittadini hanno dovuto sopportare, da parte di chiunque abbia il coraggio di ammettere le proprie responsabilità oggettive. Ci auguriamo che simili inconvenienti, non possano più verificarsi e che si pongano in essere tutte quelle iniziative preventive realmente efficaci e serie. Lo dichiara il Segretario Provinciale della Democrazia Cristiana di Roma Dott. Claudio Martino
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Roma neve e disservizi
Pubblicato da fidest su domenica, 5 febbraio 2012
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Pio XII il pontefice più amato e vituperato del XX secolo
Pubblicato da fidest su venerdì, 3 febbraio 2012
Di Alberto De Marco Continuano ad imperversare in internet e si adombrano anche in trasmissioni di grande spessore storico, come quella andata in onda il 27 gennaio 2012 “La Storia Siamo Noi”, in concomitanza della ricorrenza “giornata della Memoria”, notizie non veritiere sulla figura del Pontefice Pio XII. Curata dal bravo Gianni Minoli, che normalmente manifesta una grande professionalità, ma certamente nel corso de programma non tiene conto di altre letture storiche. Pertanto è doveroso precisare ed informare come risulta da testimonianze e documenti, Il Pontefice attraverso le Sue disposizioni ha salvato migliaia di ebrei, come risulta dalla documentazione e da un’attenta disamina di testi storici credibili e dalla testimonianza di personaggi che hanno contribuito a realizzarne le Direttive. Pertanto abbiamo ritenuto opportuno attraverso una ricerca di atti giudiziari, offrire uno squarcio di luce su alcuni emblematici detrattori, che nel corso degli anni hanno copiosamente “infangato” il Pontefice che nel periodo buio della storia dell’umanità, fortuitamente è sfuggito al piano di rapimento dei nazisti. La fattispecie in esame riguarda Robert Katz, Carlo Ponti, George Cosmatos, che furono citati al giudizio direttissimo del Tribunale di Roma per rispondere: il Katz, di diffamazione mediante offesa consistente nell’attribuzione di un fatto determinato commessa col mezzo della stampa per avere come autore del libro “Morte a
Roma”, recato nocumento all’immagine, nonché alla memoria di Eugenio Pacelli, proclamato Pontefice nel 1939 con il nome di Pio XII. Il libro era stato pubblicato a Roma nel 1967 ed in successive edizioni fino al 1973, dove si attribuivano al Pontefice, gravi responsabilità, in particolare di non avere fatto quanto avrebbe dovuto e potuto fare per cercare di impedire l’eccidio delle Fosse Ardeatine, commesso dai militari tedeschi il 24 marzo 1944. A tal proposito Katz ha scritto: “… nella Città Santa, fra quanti erano in grado di intervenire, la fonte del sentimento umanitario si era inaridita”. Le accuse diventano più circostanziate e rilevanti nelle altre pagine: “… Non era necessario un miracolo per salvare 335 uomini condannati a morte nelle Cave Ardeatine. C’era un Uomo che avrebbe potuto, anzi dovuto agire almeno per ritardare il massacro tedesco, e di ciò avrebbe dovuto rendere conto, quest’uomo è Papa Pio XII”. Incalzando fino all’inverosimile con ulteriori insulse accuse: “… E’ difficile non arrivare alla conclusione che a Pio XII fece difetto la volontà di fare un tentativo per salvare gli uomini condannati a morire nelle Cave Ardeatine. In altre parole, bisogna ora concludere che Papa Pio XII scelse di rimanere passivo, pur essendo pienamente consapevole che un suo intervento avrebbe forse impedito la rappresaglia. Facendo questa scelta egli approvò”. Ancora non soddisfatto aveva continuato ad infierire con le seguenti dichiarazioni: “… Durante l’occupazione tedesca di Roma, Pio XII probabilmente non fece quanto avrebbe fatto un Vescovo qualsiasi” (… ) : “ … e soprattutto guardava con un silenzio grottesco all’eccidio dei 335 martiri delle Fosse Ardeatine”. Il danno determinato dal Katz alla memoria di Pio XII si era accentuato in chiave cinematografica con il film “Rappresaglia”, tratto dal libro “Morte a Roma”. Pertanto Katz, Ponti e Cosmatos, furono citati per concorso in diffamazione mediante offesa consistente nell’attribuzione di un fatto determinato commessa col mezzo della cinematografia per avere previo accordo, nella rispettiva qualità di sceneggiatore, produttore e regista del film, proiettato dal
principio di ottobre del 1973 in poi nelle diverse città d’Italia. La nipote del defunto Pontefice dava inizio ad un’importante iniziativa, che si snodava nei diversi gradi della giurisdizione, coinvolgendo per due volte la Suprema Corte di Cassazione. I risultati della battaglia legale non hanno avuto alcuna eco dei Mass media, diversamente dalle false notizie che hanno campeggiato per numerosi anni sulla stampa non solo italiana. Con la prima sentenza del Tribunale di Roma del 27 novembre 1975 gli imputati furono dichiarati colpevoli dei reati loro ascritti, unificati nella continuazione nei confronti di Robert Katz e condannati, con i benefici di legge, alla pena di un anno e due mesi di reclusione, cinquecentomila lire di multa al Katz e di sei mesi di reclusione ciascuno per Carlo Ponti e per George Cosmatos, nonché, tutti, al risarcimento in forma generica del danno in favore della querelante, Elena Rossignani, nipote del defunto Pontefice, che si era costituita parte civile. E’ soltanto l’inizio di una tormentata vicenda giudiziaria, infatti il 1° luglio 1978 la Corte d’Appello di Roma, riformava la decisione del Tribunale e assolveva il Katz dal primo reato “di diffamazione a mezzo stampa”, trattandosi di persona non punibile per avere agito nell’esercizio di un diritto; e lo stesso Katz, il Ponti ed il Cosmatos dalla seconda imputazione “diffamazione commessa col mezzo della cinematografia”, perché il fatto non costituisce reato per mancanza di dolo. Osservò la Corte d’Appello che, mentre il limite al libero esercizio del diritto di cronaca e quindi la tutela del diritto soggettivo altrui derivano dagli artt. 21 Cost. e 51 c.p. e comportano la possibilità di un controllo intrinseco della verità dei fatti esposti, il limite all’esercizio del diritto di critica storica si desume essenzialmente dall’art. 33 Cost. che proclama l’arte e la scienza assolutamente libere. E’ dunque consentito al giudice non un controllo intrinseco della verità dei fatti ma soltanto un sindacato estrinseco diretto a stabilire se il risultato della ricerca possieda i caratteri dell’opera storica; che a loro avviso, erano tutti ricorrenti nel caso in esame. Quanto al reato di diffamazione col mezzo della cinematografia, la stessa Corte, ritenne che, nonostante l’indubbia approssimazione del racconto, si era trattato della contrapposizione schematizzata e del gioco di contrasti di un puro momento drammatico che prescinderebbe dall’esigenza di fedeltà, sicché era mancata negli imputati la volontà cosciente di compiere un’azione offensiva della reputazione altrui. A questa decisione della Corte d’Appello, proponeva ricorso il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Roma alla Suprema Corte di Cassazione, che lo accoglieva con sentenza del 19 ottobre 1979. Pertanto annullava la decisione impugnata, con rinvio ad altra Sezione della stessa Corte d’Appello relativamente all’imputazione di diffamazione commessa col mezzo della stampa; e senza rinvio per quella cinematografica per essere il reato estinto per amnistia, ferme rimanendo le
statuizioni concernenti gli interessi civili. Questa Suprema Corte enunciò in particolare il principio che anche il giudizio di valore espresso dallo storico sulla responsabilità individuale è pur sempre manifestazione della libertà di pensiero sancita per tutti dall’art. 21 Cost., rimanendo la ricerca storica, comunque intesa, indipendente dal potere politico, secondo il dettato dell’art. 33 della stessa Costituzione; conseguentemente il giudizio di disvalore espresso su un individuo, salva l’ipotesi della cosiddetta “sprivatizzazione” ritenuta insussistente nel caso in esame, soggiace ai medesimi limiti posti dall’ordinamento alla libertà del pensiero. La Corte Suprema precisò inoltre che non è precluso al giudice indagare sui fatti costituenti oggetto della ricerca storiografica quando si tratti di individuare la volontà dell’autore, nel confronto tra l’opera scritta e la reputazione altrui; e riconobbe vizi della motivazione, per mancanza o contraddittorietà, sulla esatta individuazione delle finalità attribuite al Pontefice, sulla forma usata, e sulla stessa qualificazione culturale, come ricerca storiografica, dell’opera del Katz. “L’Odissea giudiziaria” è continuata con la sentenza del 2 luglio 1981, pronunciata in sede di rinvio la Corte d’Appello di Roma ha confermato la decisione del Tribunale con riguardo all’imputazione residua ascritta al Katz, determinando la pena in un anno un mese di reclusione e quattrocentomila lire di multa per effetto della già dichiarata estinzione dell’altro reato. Per la seconda volta è stata attivata la Suprema Corte di Cassazione, in quanto l’imputato vi ricorre ed il suo difensore chiede l’annullamento della sentenza. In questa situazione, nella quale gli elementi
materiale e soggettivo del contestato delitto di diffamazione clamorosamente emergevano dallo stesso contenuto delle proposizioni enunciate nello scritto, l’indagine giudiziale necessariamente tendeva ad accertare se il fatto commesso dall’imputato fosse giustificato dall’esercizio del diritto di critica storica, che certamente esiste quale espressione, tra le più alte, della libertà di pensiero. E’ affermazione scontata quella della verità come limite connaturato a tale diritto: non è storiografia lo scritto che non sia ispirato dalla ricerca del vero, né sono critici i giudizi che non derivano da fatti rigorosamente dimostrati o che, quando si tratta di conclusioni congetturali, non siano formulati con le cautele proprie del “buon costume storiografico”, in mancanza del quale si scade fatalmente nel libello, ed in giudizio negativo, privo del necessario supporto probatorio, resta pure denigrazione. Certamente lo storico, per comprendere il passato e penetrare il significato profondo dei trascorsi avvenimenti, può trovarsi nella necessità di indagare non soltanto sulle opere ma sulla persona, anche nei suoi aspetti più intimi e riservati; e di dovere formulare, quale risultato della ricerca, conclusioni negative che, pur nella forma serenamente obiettiva del ricordato buon costume storiografico, suoni riprovazione morale dell’individuo. Ciò rientra indubitabilmente nel campo di liceità della critica storica, perché l’indagine sull’uomo può essere essenziale per la comprensione degli eventi, ed “i posteri hanno diritto di vedere sceverata la verità dalla menzogna”, anche per quanto attiene alle qualità morali di un personaggio storico, quando esse abbiano influito sul corso degli accadimenti, o con questi siano in qualche modo connessi. Si vuol dire con questo, scendendo al concreto, che anche il giudizio formulato su Pio XII nel libro “Morte a Roma”, pur così negativo, avrebbe potuto essere discriminato ai sensi dell’art. 51 c. p. in relazione all’art. 21 della Costituzione; ed ha torto la difesa del ricorrente nell’indicare costui come vittima di ingiusta persecuzione giudiziaria per la compressione del suo diritto di valutare liberamente “i fatti e gli accadimenti secondo la propria intuizione”. Non è questo il fondamento della condanna; ma la constatazione dell’inesistenza della causa di giustificazione dell’esercizio del diritto di critica storica perché quel giudizio non è provato, ed è stato espresso in una forma, come dissero i primi giudici nel solco di autorevole opinione, “non scevra da avversione emotiva”. Dunque il Katz avrebbe liberamente potuto, in un’opera storiografica, esprimere un giudizio anche radicalmente negativo sul personaggio, e con quella soggettività che da ogni giudizio, anche il più “oggettivo”, è ineliminabile; a patto tuttavia, per un principio di onestà intellettuale prima ancora che per un dovere giuridico, di fondare le sue “intuizioni” su accadimenti dimostrati, tanto più rigorosamente quanto più grave e moralmente squalificante era stato il comportamento attribuito al defunto Pontefice; e di improntare la narrazione a quella serena compostezza che, senza escludere la partecipe commozione dell’autore verso fatti e uomini del passato, e in questi casi la storia può essere anche arte, rivela la dignità e la responsabilità dell’ufficio dello storico. La Corte d’Appello di Roma ha stabilito con la sua decisione che le accuse dell’imputato non scaturivano “da interpretazione”, sia pure soggettiva, di fatti e comportamenti obiettivamente accertati ma dalla intenzionale creazione di falsi presupposti, di fatto e soggettivi, dolosamente intesi a sostenere le accuse stesse; ed ha ritenuto che nella formulazione dei giudizi erano stati travalicati i limiti di forma, “con parole inutilmente sarcastiche e dispregiative”. A questo convincimento di merito, intrinsecamente insindacabile per la Sede di legittimità della Corte Suprema di Cassazione: “… i giudici della Corte romana sono pervenuti attraverso un’ampia motivazione, che resiste alle censure del ricorrente. La maggior parte di queste ripropongono, sotto le specie della mancanza e/o della contraddittorietà della motivazione, inammissibili
doglianze di merito sul contenuto del convincimento giudiziale; in ogni caso deve constatarsi che la sentenza ha colto gli aspetti essenziali dell’indagine e, con aderenza alla realtà processuale, ha individuato le ragioni della condanna con un procedimento logico immune da vizi. La Corte romana ha esaminato lo scritto incriminato nel suo complesso e nelle sue proposizioni testuali, così verificando la puntuale coincidenza della contestazione formale con lo specifico contenuto delle accuse rivolte al defunto Pontefice; ed ha indicato partitamente i passi della narrazione in cui l’autore, inventando fatti, o abbandonandosi ad assurde fantasie, ha rivelato mere intenzioni denigratorie, del tutto estranee ad un corretto metodo storiografico. Sarebbe inutile prolissità ripercorrere i punti della complessa ed articolata motivazione; basterà soltanto ricordare l’esauriente dimostrazione di profonde alterazioni della verità, come la “freddezza” con la quale il Vaticano aveva accolto le proposte Dollmann, e le istruzioni impartite a Padre Pancrazio di non frequentare gli uffici tedeschi nel mattino del 24 marzo; o dell’arbitraria scissione della circostanza inerente alle comunicazioni telefoniche tra l’ambasciatore tedesco presso la S. Sede e Kesserling; o dell’operazione di “assurda fantasia” compiuta dall’autore nel tentativo di dimostrare che il massacro era stato compiuto contro la volontà di quasi tutti i personaggi che vi avevano partecipato. Si tratta di esemplificazioni, tuttavia sufficienti a rivelare l’inesistenza dei vizi denunciati: non la mancanza della motivazione, neppure sotto la specie dell’apparenza, o del travisamento, o dell’omesso esame di fatti decisivi, poiché l’analisi della vicenda, sempre puntuale, ha investito circostanze essenziali nell’economia dello scritto e nella struttura delle accuse, con piena aderenza agli elementi processuali acquisiti; non la contraddittorietà, poiché la motivazione si snoda su proposizioni logicamente armoniche, che non rivelano alcuna reciproca incompatibilità. L’imputato è tenuto, secondo soccombenza, al rimborso della spese in favore della parte civile, liquidate nella misura indicata nel dispositivo. La Corte Suprema di Cassazione in data 29 settembre 1983 annulla senza rinvio la sentenza impugnata in ordine al reato di diffamazione aggravata commesso con l’edizione italiana del 1967 del libro “Morte a Roma” perché estinto per amnistia, ferme le statuizioni concernenti gli interessi civili. Rigetta nel resto il ricorso, e condanna il Katz al rimborso delle spese in favore della parte civile Elena Rossignani, che liquida in lire 450.000, di cui lire 430.000 per onorari di difesa”. (Alberto Di Marco)
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Neve a Roma
Pubblicato da fidest su venerdì, 3 febbraio 2012
Il Dipartimento Lavori pubblici di Roma Capitale ha predisposto squadre di pronto intervento in 34 punti strategici della città sulla rete stradale della grande viabilità di cui ha competenza (piazza Venezia, piazza San Giovanni, piazzale Ostiense, piazza Ungheria, viale Tiziano, piazza Bologna, via Monti Tiburtini, Salaria-Tangenziale, Salaria-Settebagni, piazza Sempione, Largo Camesena-Tiburtina, via Tiburtina-Gra, piazza Porta Maggiore, largo Telese, via Prenestina-Longoni, Collatina-Ponte di Nona, via di Tor Bella Monaca, piazza Tuscolo, piazzale di Cinecittà, via Anagnina-Gra, piazza dei Navigatori, piazzale Dohuet-Cap. Linea Laurentina, Cristoforo Colombo-Rotonda Ostia, via della Magliana-Gandoni, via Portuense-Affogalasino, stazione Trastevere, Largo Perassi, piazza Risorgimento, piazzale Clodio, piazza Pio XI, via Boccea angolo via Mattia Battistini, via Trionfale angolo via Barellai, via Cassia parcheggio FM3 Giustiniana, obelisco Eur-Ente Eur, ponte Sublicio-Tram) e negli 11 principali ospedali (Sant’ Eugenio, San Camillo, San Giovanni, Fate Bene Fratelli-Isola Tiberina, Gemelli, S. Filippo Neri, Tor Vergata, Campus Biomedico, Pertini, Policlinico Casilino, Sant’Andrea) dislocati sul territorio comunale per l’attività di spargimento sale e spazzatura della neve ai fini del ripristino delle condizioni di percorrenza del traffico veicolare.
Sono in corso interventi su tutto il territorio capitolino della grande viabilità mettendo in campo mezzi e manodopera per oltre 100 uomini con macchine operative h24 fino a cessate esigenze.
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Caritas: corso formazione al volontariato
Pubblicato da fidest su giovedì, 12 gennaio 2012
La Caritas diocesana di Roma promuove una nuova edizione del Corso base di formazione al volontariato. Iniziano oggi le iscrizioni che proseguiranno fino al prossimo 24 febbraio.Iniziano oggi le iscrizioni al Corso base di formazione al volontariato promosso dalla Caritas diocesana di Roma. Il corso, dieci incontri strutturati in moduli base e in approfondimenti, inizierà il 27 febbraio per concludersi il 13 aprile 2012.La formazione offerta dalla Caritas è indirizzata non solo a quanti vogliono svolgere un servizio nei centri della propria organizzazione, ma anche a coloro interessati ad approfondire le tematiche e gli aspetti del volontariato.Le lezioni, che comprendono sia approfondimenti teorici che esperienze di tirocinio, saranno tenute da operatori Caritas e da esperti del mondo del volontariato e dei servizi sociali pubblici e privati, e si svolgeranno in orari diversi e sedi dislocate in tutta la città per favorire il più possibile la partecipazione. Chi lo desidera, al termine del corso, potrà operare come volontario nei 36 centri di accoglienza della Caritas diocesana in attività a favore dei senza dimora, dell’integrazione dei cittadini immigrati, nella promozione della solidarietà al fianco dei giovani in difficoltà, dei carcerati e dei malati di Aids.
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Roma: stop veicoli più inquinanti
Pubblicato da fidest su giovedì, 29 dicembre 2011
Roma Il Dipartimento tutela ambientale e del verde ha disposto per oggi il divieto di circolazione all’interno della fascia verde cittadina. Dalle 7.30 alle 20.30 dovranno fermarsi: autoveicoli a benzina Euro 0 e 1; diesel Euro 0-1- 2; ciclomotori e motoveicoli a due, tre, quattro ruote a 2 e 4 tempi Euro 0 -1. In condizioni di ristagno atmosferico, il provvedimento è stato deciso in relazione ai livelli di polveri sottili rilevati dalle centraline Arpa di: Preneste (71/50 microgrammi per metrocubo), Cinecittà (73), Tiburtina (69). I limiti imposti per il biossido d’azoto sono stati superati nelle stazioni di: Cinecittà (217/200 microgrammi per metrocubo), Arenula (235), Magna Grecia (247), Fermi (316), Tiburtina (266).
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Roma carbon-free
Pubblicato da fidest su sabato, 17 dicembre 2011
«Lo studio che abbiamo presentato è un altro tassello nel mosaico di azioni che Roma Capitale ha intrapreso per una città sostenibile e carbon-free. Contrariamente agli scenari disegnati da chi vorrebbe il ritorno al carbone come fonte energetica più a basso costo, il rapporto elaborato dalla Luiss, sostiene la necessità di un ripensamento radicale delle politiche di mobilità urbana basate sull’uso di combustibili fossili, all’interno delle quali lo sviluppo e la diffusione di veicoli elettrici rivestono un ruolo fondamentale». È quanto dichiara l’assessore all’Ambiente di Roma Capitale, Marco Visconti, intervenuto oggi al convegno “Scenari ed opzioni per una mobilità sostenibile – un rapporto per Roma Capitale”, promosso dall’assessorato all’Ambiente di Roma Capitale e dal Ministero dell’Ambiente per fare il punto sulle strategie di mobilità sostenibile elaborate a livello nazionale ed internazionale. Nel corso del Convegno – cui hanno preso parte il Ministro dell’ambiente Corrado Clini, il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno – è stato illustrato uno studio elaborato dal Gruppo ricerche industriali e finanziarie della LUISS “Guido Carli” che ha fissato gli scenari economici ed ambientali entro cui orientare le politiche di mobilità urbana del futuro. «In questo processo, Roma Capitale è già avanti. Come ha chiarito lo studio – spiega Visconti – lo sviluppo della mobilità elettrica nell’ambito della pubblica amministrazione costituisce un passo essenziale nella direzione di una maggiore sostenibilità della mobilità urbana, in quanto può consentire tanto ai produttori quanto ai consumatori di testare e sperimentare veicoli certamente innovativi. È chiaro che l’implementazione ed il potenziale successo delle politiche a favore della mobilità elettrica, richiede l’adozione di una nuova rete di approvvigionamento energetico proveniente da fonti rinnovabili, in un quadro generale di potenziamento del trasporto pubblico e di razionalizzazione dei sistemi di mobilità. Lo studio della Luiss – conclude Visconti – ci sollecita a proseguire sulla strada della mobilità sostenibile in modo da affidare a Roma il ruolo di guida che le compete nel passaggio a un’economia carbon-free».
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Nasce “Roma Reciproca”
Pubblicato da fidest su venerdì, 16 dicembre 2011
“Una voce comune, per continuare a rispondere ai problemi sociali, per reagire a questo stato di crisi che sta colpendo la nostra città, per comprendere le nuove emergenze sociali, in uno spirito di collaborazione rispettoso della storia e della vocazione di ciascun aderente”. Così il direttore della Caritas, monsignor Enrico Feroci, ha presentato questa mattina in una conferenza stampa il manifesto “Roma città Reciproca”, un documento di intenti per contrastare la povertà e l’esclusione sociale promosso dalle quattordici maggiori organizzazioni sociali di ispirazione cattolica della Diocesi di Roma.“Roma reciproca” promuoverà iniziative ed interventi in tre direzioni: l’animazione alla carità della comunità cristiana attraverso momenti formativi e spirituali; la riflessione e la verifica sulle attività di promozione per meglio interpretare le trasformazioni sociali che avvengono nella città e per meglio coordinare gli interventi; l’interlocuzione con le istituzioni per una tutela dei più deboli attraverso adeguate politiche di accompagnamento e presa in carico.Le organizzazioni, coordinate dalla Caritas diocesana, che hanno promosso il manifesto sono: Comunità di Sant’Egidio, Acli, Opera Don Guanella, Opera Don Calabria, Unitalsi Roma, Compagnia delle Opere di Roma e Lazio, Centro Astalli, Borgo Ragazzi Don Bosco, Fondazione Don Gnocchi, Fondazione Don Luigi Di Liegro, Movimento dei Focolari, Comunità di Capodarco di Roma, Associazione Società San Vincenzo de’ Paoli. Il manifesto è una proposta aperta a chiunque vorrà aderire. “Il sogno – ha spiegato monsignor Feroci – è che chiunque operi a Roma, nel nome del Signore, possa trovare un luogo per riflettere, comprendere e ripartire nell’azione di aiuto alle persone che stentano a trovare una loro integrazione”.
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Serata antica Roma
Pubblicato da fidest su martedì, 13 dicembre 2011
Pomezia (Roma) 19 Dicembre 2011 (per gli antichi romani: ante quartum decimum Kalendas Ianuarias MMDCCLXIV ab Urbe Condita) alle ore 20.00, presso il ristorante “La Bocca della Verità”, in p. San Benedetto da Norcia a Pomezia, in occasione del Solstizio d’Inverno, avrà luogo la tradizionale “Cena dell’Antica Roma”. Giunta alla sua XVI edizione, l’iniziativa prevede una serata con il menù della Roma Imperiale, ripreso dalle celebri ricette di Apicio. Per questa serata è previsto: Gustacio: Ova, Epityrum, Album, Moreto, Mulsum; Prima Mensa: Patinam Apicianam; Caput Cenae: Porcellum Aenococtum, Cymas et Cauliculos; Secundae Mensae: Globulos; Commissatio: Pane di Farro, Vino, Acqua, Orzo. Non saranno solo i personaggi in costume a ricordare il periodo di massimo fulgore della nostra civiltà, infatti non mancheranno letture, dispense, riti, musiche, doni, relazioni e tante altre sorprese ancora, finalizzate a riscoprire e valorizzare le nostre radici. Il costo di 15 euro (non si potrà pagare in sesterzi) dimostra l’intenzione di fare una promozione culturale e non un’azione commerciale. Per partecipare è necessario prenotarsi per tempo, comunicandolo alla sede dell’ass. Tyrrhenum, in via Copernico 5 a Pomezia, aperta tutti i giorni dalle ore 17.00 alle 19.00, o telefonando al numero 333/2063600.
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Roma: migliora servizio anagrafico
Pubblicato da fidest su domenica, 11 dicembre 2011
«Gli estratti di stato civile diventano digitali. Per ottenere i documenti relativi a nascita, matrimonio o morte, da gennaio prossimo, basteranno 72 ore invece che 20/40 giorni come accade oggi». Lo comunica, in una nota, l’assessore ai Servizi tecnologi e Reti informatiche, Enrico Cavallari. «Una volta richiesto l’estratto desiderato presso lo sportello anagrafico del proprio municipio di appartenenza, fino ad ora l’utente ha atteso mediamente oltre un mese per ottenerlo in quanto l’operatore municipale doveva recarsi personalmente presso l’anagrafe centrale di via Petroselli per verificare la corrispondenza del documento da emettere con l’originale dell’atto e chiederne l’eventuale aggiornamento. Inoltre, il registro in questione poteva risultare temporaneamente indisponibile a causa di altra lavorazione, costringendo l’impiegato a ritornare presso l’anagrafe allungando così ulteriormente i tempi» spiega Cavallari. «Grazie al nuovo procedimento digitale, il giorno successivo alla richiesta il registro contenente l’atto viene prelevato dall’archivio dell’anagrafe centrale. Il documento viene scansionato e memorizzato nel sistema: subito dopo lo stesso sistema invia in automatico un messaggio di posta elettronica all’operatore del municipio e al richiedente avvisandoli che tutto è pronto per il rilascio. L’ufficiale di stato civile municipale visualizza l’originale dell’atto dalla sua postazione decentrata di lavoro e ne stampa la copia che viene consegnata al richiedente nel giro di tre giorni» prosegue Cavallari. «Il nuovo servizio di digitalizzazione degli estratti di stato civile si aggiunge al processo di snellimento amministrativo, in atto da tre anni, che sta trasformando il Campidoglio in un’amministrazione sempre più fruibile e a portata di cittadino attraverso l’erogazione dei servizi via Internet, il portale istituzionale sempre più orientato alla multicanalità, la dematerializzazione dei flussi cartacei e la conseguente informatizzazione delle procedure amministrative – aggiunge Cavallari – Grazie al servizio di certificazioni anagrafiche online attivo da marzo 2010, ad esempio, a fronte di 1.700.000 certificati cartacei rilasciati annualmente presso i 113 sportelli anagrafici di Roma Capitale, l’amministrazione rilascia via web 16 certificati anagrafici (nascita, residenza, stato di famiglia,…) in formato elettronico che si richiedono direttamente da casa (previa registrazione al portale http://www.comune.roma.it) accedendo dal proprio personal computer. Il timbro e la firma (entrambi digitali), apposti su ogni certificato, rendono i documenti autentici. Per innovazione tecnologica Roma si attesta sempre più capitale della governance».
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La via di Roma
Pubblicato da fidest su lunedì, 14 novembre 2011
Hilaire Belloc – Cantagalli – 2011 – pp. 368 – € 18,00 scontato 16,20 Nel 1901 Belloc decise di intraprendere un pellegrinaggio dalla Francia a Roma e il racconto di quell’esperienza si tradusse in queste pagine. La Via di Roma non e’ un libro su Roma, ma sul modo di arrivarci attraverso un’Europa che riflette Roma ad ogni passo; e’ la cronaca di un viaggio ricalcato sui ”cammini” dei viandanti del Medioevo, dei mercanti, dei predicatori. Il pellegrinaggio di Belloc verso
Roma non è solo un percorso metaforico, un’impresa dello spirito. È una strada reale, fatta di fatiche, pericoli, grandi silenzi, incontri, momenti di stupore e ostacoli da superare. Belloc lascia spesso la strada maestra e sceglie percorsi secondari, perché più interessanti, piacevoli e ricchi di imprevisti. Nel corso di questa impresa, Belloc riscopre la memoria del vecchio continente e il suo legame con Roma, tutto sembra ricordala ed evocarla, tutto conduce inevitabilmente alle sue porte. Nel grande quadro della storia universale che si dispiega di fronte ai suoi occhi, l’Europa rappresenta il cuore pulsante della cristianità.
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Roma: festival del cinema
Pubblicato da fidest su sabato, 5 novembre 2011
“La sesta edizione del Festival del Film di Roma è stata un successo. Pur in presenza di una forte crisi economica, della difficoltà di avere le grandi star a Roma e con un glamour ridotto, il Festival ha confermato, come hanno giustamente rilevato anche i critici più attenti, la sua forza promozionale e commerciale. Il successo di pubblico è stato straordinario, così come la quantità di eventi che hanno caratterizzato quest’edizione. Il festival ha definitivamente acquisito una credibilità internazionale e un radicamento nella città che ha ospitato, come mai prima era accaduto, eventi nei musei e nei principali spazi urbani e culturali dal centro alla periferia. Il gradimento di questa edizione, confermato anche dai numeri, è la migliore risposta a chi riteneva Roma una ‘inutile replica di Venezia’. E Roma, con il mercato, può puntare ad accreditarsi a livello internazionale come punto di riferimento per gli operatori del mondo del cinema e per gli importanti investimenti di cui ha grande bisogno questo settore. Abbiamo difeso e fatto crescere il Festival e ora al lavoro per la prossima edizione. E’ quanto sostiene l’assessore alle Politiche Culturali e al Centro Storico Dino Gasperini.
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Atac disdice contratto con metrebus
Pubblicato da fidest su giovedì, 3 novembre 2011
Roma. “Apprendiamo con estrema preoccupazione l’annuncio dell’uscita di Atac dal consorzio Metrebus a partire da gennaio 2012 – ha detto Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. La decisione non sarebbe affatto indolore, anzi a pagarne il prezzo più alto sarebbero come al solito i cittadini pendolari che ogni giorno si servono della rete integrata per i loro spostamenti. L’integrazione tariffaria tra i vari mezzi pubblici è stata un’importantissima introduzione degli anni ’90, ora sarebbe come tornare indietro di 20 anni penalizzando chi viene da fuori Roma e dalle estreme periferie romane verso il cuore della città.” Ogni giorno, più di mezzo milione di pendolari si muove coi mezzi pubblici verso la Capitale: circa 360mila sui treni della rete metropolitana, 75mila sulla ferrovia Roma Nord, 90mila sulla ferrovia Roma-Lido e molti altri sulle tratte servite da Cotral. “Il Metrebus non si tocca, basta con le minacce e stop a tagli del servizio, licenziamenti, serve un miglioramento della qualità, ancor di più in questi anni nei quali i numeri del pendolarismo continuano a crescere – ha continuato Avenali-. Se il motivo di queste notizie fossero, poi, scaramucce politiche tra Regione, Comune e Atac, o addirittura l’assenza di un indirizzo politico a favore del trasporto pubblico da parte dell’amministrazione, allora saremmo alla follia. Chiediamo a tutti un’assunzione di responsabilità: di mezzo c’è la delicatissima questione della mobilità di quelle fasce di popolazione -spesso le più deboli- che fanno affidamento per i loro spostamenti sul trasporto pubblico. È ora che Regione e Comune convochino incontri specifici con le associazioni, i sindacati, i comitati: tra annunci di tagli in manovra finanziaria, aumenti del biglietto e licenziamenti dei lavoratori, il servizio pubblico è sempre più appeso a un filo e da parte delle istituzioni non c’è nessuna ricerca del confronto con chi quotidianamente lavora sul tema.”
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Roma: presidio sindacato
Pubblicato da fidest su martedì, 13 settembre 2011
Roma, 13/9/2011 Prosegue a davanti alla Camera dei Deputati, il presidio dell’Unione Sindacale di Base e dei movimenti contro la manovra. Dopo lo sciopero generale e generalizzato del 6 settembre scorso, la tendopoli in piazza Navona, il corteo dal Senato alla Camera, l’assemblea di ieri pomeriggio in piazza di Monte Citorio, USB continua a “tallonare” i lavori parlamentari e rinnova l’appuntamento a domani, in concomitanza con il voto di fiducia sulla manovra alla Camera, con presidio a partire dalle ore 15.00.
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Promesse mancate: alloggi a Roma
Pubblicato da fidest su sabato, 3 settembre 2011
“Ricordiamo al delegato del Sindaco per l’emergenza abitativa che Alemanno ha vinto le elezioni promettendo 25 mila nuovi alloggi per risolvere il problema casa nella città di Roma. Una promessa clamorosamente “bucata”, visto che in questi tre anni la Giunta Alemanno è riuscita a malapena a consegnare 200 alloggi popolari, un record negativo che dovrebbe far riflettere i cittadini romani sulla sensibilità di questa amministrazione rispetto al problema casa che riguarda svariate decine di migliaia di famiglie a Roma. Finora, l’unico modo con il quale la Giunta Alemanno è riuscita a ridurre il numero degli aventi diritto all’alloggio popolare, vista l’incapacità di riuscire a consegnare gli alloggi promessi in campagna elettorale, è stato quello di azzerare le graduatorie pubbliche degli aventi diritto, con l’eccezione di quelli che avevano maturato alla data del 31 dicembre 2009 i dieci punti. Sono, infatti, venti mesi che l’amministrazione comunale promette, di mese in mese, la pubblicazione del bando pubblico per la formazione della graduatoria per l’assegnazione degli alloggi popolari. Oggi ci viene detto che l’amministrazione è in attesa di un fantomatico regolamento regionale. La triste verità è che le bugie hanno le gambe corte e che su tale drammatico problema la Giunta Alemanno non ha fatto assolutamente nulla, peggiorando la già grave situazione trovata” E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro della direzione romana del PRC- Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del XVII Municipio.
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Niente cortei a Roma?
Pubblicato da fidest su sabato, 3 settembre 2011
“Sarebbe veramente grave, ma anche irresponsabile, pensare in una fase così delicata, per il Paese e per la città di Roma, di mettere il ‘bavaglio’ alla protesta sociale limitando, con provvedimenti di natura amministrativa, la libertà di manifestazione nella nostra città, come il Sindaco continua provocatoriamente ad annunciare. Pensare di poter gestire in questa maniera il dissenso sociale e politico, utilizzando, di volta in volta, argomenti diversi e impropri, prima l’impatto dei cortei sulla circolazione veicolare, oggi il problema delle risorse impiegate per l’ordine pubblico, rischia di essere controproducente. L’adozione di provvedimenti molto discutibili come quelli che sta minacciando ormai da mesi il Sindaco, rischierebbero di avere come legittima conseguenza quella della disobbedienza civile da parte di chi ancora crede nella libertà democratiche e non è disposto a farsi imbavagliare. Alemanno dovrebbe pensare a fare il Sindaco, evitando di confondere il proprio ruolo con quello di podestà”. E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro della direzione romana del PRC- Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del XVII Municipio.
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