Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

Posts contrassegnato dai tag ‘ruolo’

Il ruolo dei collaboratori parlamentari

Pubblicato da fidest su giovedì, 21 marzo 2013

Il coordinamento dei collaboratori parlamentari (Co.co.parl.) ha scritto una lettera ai presidenti della Camere, Piero Grasso e Laura Boldrini, “per sottoporre una questione che rientra in quelle iniziative finalizzate alla razionalizzazione e alla riduzione delle spese per l’attività istituzionale e per una maggiore trasparenza nell’utilizzo dei fondi pubblici a ciò destinati”. Esprimendo vivo apprezzamento per le prime prese di posizione dei Presidenti, il Cocoparl sottolinea come “la questione dei collaboratori parlamentari sia diventata in qualche modo una cartina al tornasole per l’opinione pubblica circa la reale volontà (o la mancanza) di cambiamento all’interno del Parlamento.“Crediamo – prosegue il Cocoparl – che siano maturi i tempi perché anche il nostro Paese proceda ad una regolamentazione del rapporto fra parlamentare e collaboratore attraverso l’adozione del cosiddetto ‘modello europeo’. In estrema sintesi, si tratta di identificare uno specifico “fondo per lo staff”, a disposizione di ciascun parlamentare, vincolandone rigidamente l’erogazione all’effettivo instaurarsi di un rapporto di lavoro regolare con i collaboratori e far sì che questo rapporto sia amministrato direttamente dal Parlamento, anche attraverso l’individuazione di contratti tipo che superi l’attuale giungla contrattuale.In Italia, invece, tale fondo viene erogato direttamente ai parlamentari in maniera di fatto forfettaria, indipendentemente cioè dal suo effettivo utilizzo per i fini ai quali è destinato. Per fare un esempio, secondo gli ultimi dati resi pubblici, nel 2010 i contratti regolarmente registrati presso la Camera dei deputati erano circa 230. Ciò significa che circa 400 deputati non utilizzavano per la stipula di un contratto con il collaboratore il fondo (pari a 3690 euro). In questa situazione, che ad oggi non risulta essersi modificata sostanzialmente, l’adozione del ‘modello europeo’ porterebbe ad un risparmio per la sola Camera di circa 17 milioni di euro l’anno (3690 euro per 400 deputati moltiplicati per 12 mensilità) e comunque, costituirebbe un formidabile incentivo alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro.Il risultato sarebbe un immediato impatto sui costi, un innegabile vantaggio in termini di trasparenza e, soprattutto, rimuoverebbe alla radice il dubbio che, proprio nel cuore delle istituzioni, possano sussistere rapporti lavorativi poco nitidi e poco equi”.

Pubblicato in: Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

La politica come spettacolo

Pubblicato da fidest su lunedì, 14 gennaio 2013

Le democrazie occidentali, del vecchio continente, stanno sposando sempre di più la logica delle “politiche spettacolo”, d’importazione statunitense, dove si mettono in primo piano le notizie che riguardano la sfera familiare, salvo poi fingere di scandalizzarsi se il cronista di turno scava più a fondo e scopre altarini diversi. Sembra che l’impe-rativo sia quello di catturare le prime pagine dei quotidiani e l’attenzione dei commentatori televisivi costi quel che costi. E non c’è che dire. La formula è vincente. Chi cerca di fare politica con il vecchio stampo si ritrova senza audience. Non solo. Negli stessi convegni si prediligono gli “oratori” che riescono a essere brevi, essenziali, dalla battuta facile e di agevole comprensione. Vi è anche chi grida e si accolla il ruolo del bastian contrario. Cosa dice Berlusconi? Io dico il contrario. Fa una cosa giusta? Ma io so metterci lo zampino del dubbio, del risvolto inquietante. Così come se ci trovassimo su un palcoscenico ad assistere uno spettacolo di varietà accanto alle belle donnine, il più possibile discinte, si intercala tutta una batteria di comici che creano per il diletto degli spettatori dei ruoli parti-colari. Non cito nomi ma è facile a ciascuno di noi identificare il politico che si è assunto un certo ruolo e davanti alle telecamere si mette in mostra sciori-nando la parte che gli è stata assegnata o che ha scelto per farsi distinguere più e meglio degli altri. Almeno ci prova. Un tempo il modesto “uditore” era affascinato dalle parole. Ricordo che negli anni della mia giovinezza mi capitava talvolta di seguire le dotte omelie nella settimana di Pasqua di un padre benedettino o gesuita o di seguire la concione di un avvocato, di grido, nella sua arringa difensiva in corte d’appello e in quelle circostanze vi era sempre qualcuno che usciva con il dire: che bello, come parla bene, è davvero grande, che parolone. Ma se gli avessi chiesto cosa lo aveva più impressionato mi rendevo conto che non aveva capito nulla. Erano solo le parole ad affascinarlo non i contenuti e meno che mai il messaggio che trasmetteva. Talvolta facevo fatica anch’io a capirli tanto erano fantasiosi, i loro voli pindarici. Da allora a oggi non sono passati anni luce eppure abbiamo fatto passi da gigante in fatto di costumi, abitudini, modi d’intendere non solo la politica ma nello stabilire rapporti con i nostri simili “vicini e lontani”. Il rischio di oggi è che finiamo con il banalizzare i grossi problemi esistenziali in specie se non ci toccano personalmente. Tolleriamo la politica solo se si trasforma in uno spettacolo, solo se grida, se mette in piazza cose che nulla hanno a che fare con la pratica politica. Se questo non è un imbarbarimento dei nostri rapporti sociali, di certo ci manca poco. Dovremmo avere il coraggio e la forza d’invertire questa pericolosa tendenza e renderci consapevoli della necessità di mutare il nostro agire prima che sia troppo tardi. (Riccardo Alfonso)

Pubblicato in: Confronti | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento »

Studenti a lezione sul ruolo del farmaco equivalente

Pubblicato da fidest su martedì, 22 maggio 2012

Roma. Università La Sapienza. La scadenza dei brevetti che coprono i farmaci ha fornito alle imprese farmaceutiche l’opportunità di sviluppare e produrre “copie” che vengono immesse sul mercato a prezzi più bassi rispetto agli originali, fornendo cure efficaci a basso costo. Il medicinale equivalente offre le stesse garanzie di qualità, efficacia e sicurezza del prodotto originatore, perché arriva nelle farmacie dopo essere stato sottoposto dall’AIFA agli stessi controlli di qualità di tutte le altre specialità e segue precisi standard applicati anche negli Paesi europei. L’opportunità di risparmio per i cittadini e per il Servizio Sanitario Nazionale è legata alla mancanza di coperture brevettali e ciò comporta un risparmio medio del 55% rispetto ai farmaci di marca.
Ma nonostante la richiesta di generici sia in continua crescita in tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea, in Italia rappresentano solo il 15-16% della quota di mercato. Un risparmio medio di almeno il 30% rispetto all’originatore potrebbero invece consentire i farmaci biotecnologici biosimilari, dato il costo inferiore.
Questi, a differenza degli equivalenti, non sono “i generici” dei farmaci biotecnologici, perché la loro natura e il complesso processo produttivo non consentono la riproduzione di una molecola identica all’originale. Proprio per queste peculiarità, l’European Medicines Agency ha richiesto linee guida ad hoc per garantire la qualità, l’efficacia e la sicurezza dei prodotti immessi in commercio. Poiché sono usati soprattutto in ambito ospedaliero, il risparmio sarebbe significativo per il Sistema Sanitario Nazionale, liberando risorse sia per l’accesso di un numero più elevato di soggetti alle terapie innovative, sia per la sostenibilità economica dei sistemi sanitari. Nonostante le differenze strutturali e regolatorie tra generici e biosimilari, le controversie sviluppatesi dopo la loro immissione in commercio sono molto simili e permangono dubbi e resistenze tra i consumatori e tra la classe medica. Per spiegare ai futuri medici e farmacisti che il generico è un farmaco che equivale in termini di qualità, efficacia e sicurezza al corrispettivo medicinale di marca, la facoltà di Farmacia e medicina di Sapienza Università di Roma ha organizzato, con il contributo di Teva, azienda leader nel mercato degli equivalenti, una lezione per illustrare gli aspetti regolatori, farmacologici e clinici degli equivalenti, i problemi ancora aperti riguardanti i farmaci biosimilari e il ruolo di questi medicinali nella pratica clinica. L’appuntamento è nato dopo il successo dello scorso anno, che ha visto la partecipazione di oltre 600 studenti. “Riteniamo molto valida questa iniziativa che abbiamo volentieri ospitato,” ha sottolineato il prof. Eugenio Gaudio, Preside della facoltà di Farmacia e Medicina della Sapienza “data l’importanza che ha per farmacisti, medici e cittadini la conoscenza delle potenzialità dei farmaci equivalenti, sia in termini di efficacia e sicurezza terapeutica, sia come contributo significativo alla razionalizzazione della spesa del sistema sanitario nazionale.”
Nel nostro Paese però la strada è ancora lunga. Se infatti in Germania e in Inghilterra il 50-70% dei farmaci dispensati è generico, in Italia lo è solo il 12%, anche se questa percentuale sta crescendo di anno in anno.
“Il farmaco equivalente in Italia continua a non avere vita facile. Eppure offre le stesse garanzie di qualità, efficacia e sicurezza del prodotto originatore, perché i procedimenti adottati per la sua produzione devono rispettare i principi e le linee guida delle Norme di Buona Fabbricazione al pari dei farmaci di marca. La differenza fondamentale è il prezzo, inferiore fino al 20-60%. Nonostante questi evidenti vantaggi permangono dubbi e perplessità, che il decreto liberalizzazioni non ha contribuito a smorzare” ha precisato il dott. Giorgio Foresti, AD di Teva Italia e presidente di Assogenerici. “È bene ricordare il valore di responsabilità sociale legato all’utilizzo di questi farmaci, che dovrebbe essere comunicato di più anche a livello di pubblico, con iniziative come questa realizzata con gli studenti universitari. Non si può dimenticare che liberando risorse del sistema sanitario, l’utilizzo massiccio di generici permetterebbe l’allocazione di maggiori fondi per la prescrizione di farmaci innovativi, ancora molto costosi, favorendo così l’accesso alle migliori cure da parte dei pazienti. Il risparmio generato potrebbe essere indirizzato alle attività di ricerca medico scientifica, per la messa a punto di nuove molecole”.
Teva Pharmaceutical Industries Ltd. (Nasdaq: TEVA) è una delle principali aziende farmaceutiche mondiali. È impegnata nell’accrescere l’accesso ad un’assistenza sanitaria di qualità attraverso lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di farmaci generici a prezzi accessibili, così come di farmaci innovativi e di specialità e ingredienti farmaceutici attivi. Con sede in Israele, Teva è il più grande produttore di farmaci equivalenti al mondo, con un portfolio prodotti globale di oltre 1.300 molecole e una presenza diretta in circa 60 paesi. Per quanto riguarda i farmaci innovativi, Teva concentra la sua attività di sviluppo nell’area delle malattie neurologiche, di quelle oncologiche, respiratorie e della salute della donna, oltre che nel settore dei farmaci biotecnologici e biosimilari. Teva impiega circa 46.000 persone in tutto il mondo e ha registrato 18,3 miliardi di dollari in ricavi netti nel 2011.

Pubblicato in: Cronaca, Roma, Università | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Flavonoidi: possibile ruolo protettivo dal Parkinson

Pubblicato da fidest su venerdì, 20 aprile 2012

L’assunzione abituale di quote elevate di alcuni flavonoidi può ridurre il rischio di malattia di Parkinson (Pd), soprattutto negli uomini, ma non può essere escluso l’effetto protettivo di altre sostanze presenti in alimenti di origine vegetale. È la conclusione di uno studio condotto da Xiang Gao dell’Harvard medical school di Boston (Usa) e colleghi su 49.281 uomini e 80.336 donne , in cui si è valutata l’assunzione dei flavonoidi totali e delle loro sottoclassi (flavononi, antocianine, flavan-3-oli, flavonoli, flavoni, e polimeri) usando un archivio sulla composizione degli alimenti e un questionario validato sulla frequenza dei pasti. Inoltre si sono esaminate le cinque principali sorgenti alimentari di tali sostanze: tè, frutti di bosco, mele, vino rosso, e arance o succo d’arancia. Sono stati identificati 805 partecipanti (438 uomini, 367 donne) che hanno sviluppato Pd nel corso di un follow-up di 20-22. Tra gli uomini, dopo aggiustamento per vari fattori confondenti, quelli posizionati nel quintile più elevato di intake di flavonoidi totali hanno avuto una riduzione del 40% del rischio di Pd rispetto ai partecipanti posti nel quintile più basso. Non si sono invece osservate correlazioni significative nelle donne o nelle analisi raggruppate. Nelle analisi raggruppate in base alle sottoclassi, però, le assunzioni di antocianine e una loro ricca sorgente alimentare, ossia i frutti di bosco, sono apparsi significativamente associati a un minore rischio di Pd. Neurology, 2012; 78(15):1138-45(fonte doctornews33)

Pubblicato in: Medicina | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Anti-politica? Bene: facciamo politica

Pubblicato da fidest su lunedì, 16 aprile 2012

Tanzania 41

Tanzania 41 (Photo credit: al_green)

I partiti che vanno per la maggiore (Pdl, Pd e Fli) stanno sulla difensiva. Si sentono investiti dal vento gelido soffiato dal popolo degli elettori nei loro confronti. Il rischio è che possono essere travolti senza che si possa fare un distinguo e valutare le circostanze senza gravarle con il peso del sospetto. La distinzione che facciamo è a livello umano e non riguarda la politica in se stessa che riteniamo fondamentale per la vita di una comunità e nel suo ruolo di mediatore in una società complessa come la nostra e attraversata da interessi spesso conflittuali tra loro.
Ma nello stesso tempo gli esponenti di questi partiti non si rendono conto della ragione di tali e tante contrarietà popolari. Credo che, intimamente, tutti concordano sulla necessità che la politica abbia un costo e che debba essere sobbarcato dalla collettività. Ma ciò che non è perdonato è il fatto di aver trasformato un contributo in una speculazione commerciale e per trarne personali interessi. Non solo. Queste cose si conoscevano da anni come lo è stato per la Lega Nord che ha utilizzato gran parte dei fondi pubblici per speculazioni finanziarie in Tanzania e Cipro e per usi privati dei loro leader e familiari o che un tesoriere della “Margherita”, un partito che poi si è sciolto confluendo in parte nel Pd., abbia potuto distrarre milioni di euro con una facilità incredibile. E tutto sarebbe passato come un “pettegolezzo” o una malevolenza di giornalisti come Fabio Bonasera e Davide Romano, e non sono i soli, che con i tipi delle Edizioni La Zisa hanno scritto la vera storia della “Lega Nord” riportando le stesse cose che ora ben sei procure ne hanno tratto lo spunto per aprire un fascicolo e avviare delle indagini con svariate ipotesi di reato. E non dimentichiamo che lo stesso Roberto Maroni autoproclamatosi “moralizzatore” si può dire sino a qualche mese fa se l’era presa con i giornalisti accusandoli di attacchi ingiusti e immotivati e minacciando querele. Avrebbe fatto meglio ad accertarsi prima di come stavano realmente le cose, ammesso che non le conoscesse già. Ma la mia rabbia non sta solo qui. E’ nel sentire come sono forti le difese dei leghisti che preferiscono accettare l’idea di un leader raggirato dai familiari e dai “falsi amici”, dandogli, praticamente, dell’incapace, pur di sottrarlo alle sue responsabilità. E dire che gli italiani se solo lo volessero alle prossime elezioni dovrebbero andare in massa a votare penalizzando quei partiti che hanno dimostrato d’avere poca sensibilità e rispetto per la politica e minandola nelle sue fondamenta. Ma ne saranno capaci? Ne dubito, purtroppo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Pubblicato in: Confronti | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Migliaia di farmacie a rischio chiusura

Pubblicato da fidest su sabato, 10 marzo 2012

Saranno «migliaia le farmacie che chiuderanno a causa del comma 17 dell’articolo 11 del Decreto Salva Italia in attesa di approvazione alla Camera e già licenziato dal Senato, che così recita: “la direzione della farmacia privata può essere mantenuta fino al raggiungimento del requisito di età pensionabile da parte del farmacista iscritto all’albo professionale”». Lo denuncia il Movimento spontaneo farmacisti italiani (Msfi), definendo «fuorviante» l’interpretazione data da Federfarma a tale norma. «Questa norma destabilizzante per tutto il sistema farmaceutico» afferma Msfi «è stata inserita all’ultimo momento senza averne valutato i devastanti effetti e senza trovare la giusta resistenza da parte dell’unico sindacato di categoria, che a nostro avviso ha diramato una circolare fuorviante per tutti quei farmacisti, quasi quattromila, che si vedranno togliere la direzione della farmacia per raggiunti limiti di età, 65 anni, e saranno costretti a chiudere». Federfarma sostiene, rileva Msfi, che «la norma in oggetto non si applica alla conduzione imprenditoriale economica e professionale del titolare di farmacia privata, che è da tenere distinta dalla “direzione della farmacia”. Pertanto, il titolare della farmacia non è obbligato a lasciare la conduzione imprenditoriale economica e professionale della farmacia al raggiungimento dell’età pensionabile». Affermazioni «fuorvianti, in quanto illudono il titolare di farmacia che nulla accade; ma essendo il suo ruolo, in quanto titolare di impresa individuale, imprescindibile dalla direzione della farmacia, e non potendo più esercitare quest’ultima, questi farmacisti saranno costretti a chiudere». «Riteniamo questa norma di dubbia costituzionalità, e stiamo valutando» conclude Msfi «la possibilità di chiedere un intervento del Presidente della Repubblica affinché non firmi la legge».(fonte farmacista33)

Pubblicato in: Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Gb, troppi ostacoli per i farmacisti

Pubblicato da fidest su martedì, 6 marzo 2012

Il potenziale ruolo del farmacista territoriale in materia di sanità pubblica incontra alcuni ostacoli, stando a quanto rilevato da uno studio preliminare pubblicato dal Journal of pharmaceutical health services research. Secondo gli autori, infatti, a partire da una revisione della letteratura relativa alla realtà del Regno Unito, la formazione inadeguata, la pressione dei carichi di lavoro e una remunerazione troppo bassa per un’attività extra rappresentano le difficoltà principali. Le lacune formative, in particolare, riguardano temi che non hanno studi specifici, come la prevenzione delle cadute negli anziani, la preparazione alle emergenze e risposta al bioterrorismo, cambiamento climatico e potenziali pandemie, l’immunizzazione e dei servizi di vaccinazione e prevenzione e valutazione del rischio di osteoporosi. Lo studio ha tuttavia individuato una vasta gamma di ruoli che i farmacisti territoriali fornivano alla sanità pubblica, che spaziavano dai servizi per smettere di fumare al mangiare sano, dalla fornitura di contraccezione d’emergenza ormonale al controllo delle infezioni, dalla prevenzione e la promozione cardiovascolare salute e controllo della pressione arteriosa fino alla prevenzione e la gestione di abuso di droghe, abuso e dipendenza. Secondo gli autori, le farmacie di comunità potrebbero avere una posizione privilegiata per svolgere anche questo ruolo e le barriere identificate andrebbero eliminate. Jphsr 2012, 3: 25-33 (fonte farmacista33)

Pubblicato in: Medicina, Welfare | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Potenziamento del ruolo del Polo Universitario di Caltanissetta

Pubblicato da fidest su domenica, 22 gennaio 2012

La Giovane Italia della Provincia di Caltanissetta, rappresentata in Consiglio Comunale del Capoluogo dal Coordinatore Provinciale e Capogruppo del PDL, Oscar Aiello, torna ad occuparsi dell’Università, chiedendo a gran voce di puntare al potenziamento del ruolo del Polo Universitario di Caltanissetta nei confronti di tutto il territorio provinciale.“Adesso – dichiara Oscar Aiello – è passato circa un anno da quando il Sindaco Campisi ha provveduto a rinnovare i rappresentati del Comune di Caltanissetta in seno al Consorzio Universitario e non si capisce il perché, ad oggi, l’Asp e la Camera di Commercio non abbiano anche loro provveduto, determinando così una condizione di difficile prorogatio degli organismi statuari con la conseguenza, e loro eventuale responsabilità, che il Consorzio sta proseguendo nelle proprie funzioni nell’alveo delle linee programmatiche e progettuali che erano state definite nel contesto del triennio precedente alla dimissioni del Presidente Prof. Carta, avvenute nel Giugno 2009.In questo modo – ribadisce il Consigliere Aiello – , e per responsabilità che si potrebbero probabilmente attribuire ai soci inadempienti, si sta verificando una forma di marginalizzazione della realtà territoriale della Provincia di Caltanissetta rispetto al sistema universitario regionale.Occorre invece – suggerisce il Capogruppo del PDL – potenziale il ruolo del Polo Universitario di Caltanissetta nei confronti del territorio nisseno, ma per far ciò il Sindaco Campisi non può continuare ad essere lasciato solo da parte degli altri soci. Occorre anche il loro interessamento affinchè si possa arrivare alla definitiva adozione del nuovo Statuto del Consorzio in modo tale che si realizzi il pieno coinvolgimento dei Soci, l’ampliamento degli stessi e soprattutto la rimodulazione del piano finanziario di partecipazione al Consorzio, da anni infatti le quote contributive dei Soci maggioritari sono rimaste le stesse e ciò determina un ridimensionamento delle sue attività.Sarebbe infatti opportuno – continua Oscar Aiello – incrementare la quota di partecipazione annuale dei singoli soci per poter avere un Polo Universitario di qualità che sappia rispondere alle aspettative dei numerosi giovani, non solo della Provincia nissena, che hanno deciso di investire culturalmente ed anche economicamente a Caltanissetta e che in futuro potrebbero continuare a farlo.Oltre che su Caltanissetta – continua a suggerire il Capogruppo del PDL – dove un maggior e serio interesse del’ASP sarebbe determinante per istituire sul Capoluogo il Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche, che potenzierebbe insieme a Medicina e Scienze Biologiche il settore della professione sanitaria, bisognerebbe riconoscere il giusto valore all’adesione al Consorzio del Comune di Gela prendendo seriamente in considerazione la possibilità, per il rilancio anche del territorio gelese, della localizzazione del Corso di Laurea in Ingegneria Chimica presso la città di Gela.Purtroppo – conclude Aiello – il fatto che il discorso Università a Caltanissetta sia diventato un tabù, anche per alcuni politici impegnati solo a parlare di mozione di sfiducia, fa pensare che probabilmente non ci si vuole interessare di questo importante problema per evitare che alla fine sia il Sindaco Michele Campisi ad incassare il risultato del potenziamento del progetto universitario nisseno”.

Pubblicato in: Università | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

L’alieno e il prof. Monti

Pubblicato da fidest su lunedì, 9 gennaio 2012

La crisi di democrazia vista da Danilo Perolio Diinabandhu, nel suo reportage del 3 dicembre 2011 fa una carrellata sulle ultime vicende che come italiani ci hanno interessati in prima persona e che hanno il loro punto clou con le dimissioni di Berlusconi e l’arrivo di Mario Monti. Questo “nuovo”, si fa per dire, innesto nella politica del palazzo non è una novità se già alcuni mesi prima a 8½ la Gruber parlò con il diretto interessato su una sua possibile candidatura alla presidenza e ricevendone una risposta che, per quanto ammantata da un giro fumoso di parole, vi trovò conferma. Ma l’impietoso giudizio di Diinabandhu sulla figura di Monti non si ferma qui. Ci ricorda, ad esempio, che è il Presidente del Consiglio Europeo della Commissione Trilaterale e che ospita, di norma, dirigenti di multinazionali, governanti di paesi ricchi e sostenitori del liberismo economico. Si ricorda in proposito che fu David Rockefeller, figura di spicco del capitalismo mondiale, a lanciare la commissione nel luglio del 1973. Nacque come organo privato di concertazione e orientamento della politica internazionale dei paesi della “triade” (Stati Uniti, Europa occidentale, Giappone). Oggi la Commissione Trilaterale è un circolo blindato il cui obbiettivo finale dichiarato è l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale (definizione coniata dall’ex presidente americano George Bush), dove gli “eccessi di democrazia” devono essere combattuti e banditi (Nuovo Ordine Mondiale). Inoltre la Commissione Trilaterale è molto attiva attraverso una rete di influenze dalle molteplici ramificazioni, e conta circa 300 membri, personaggi selezionati ai vertici di vari settori strategici. Tra i più importanti membri: George Bush senior, Bill Clinton, Henry Kissinger, David Rockefeller, Edmund Rotschild. Ma non finisce qui per il prof. Monti. Egli è anche International Advisor per la Goldman Sachs, una delle più potenti banche del mondo e se vogliamo dare credito al giornalista investigativo Greg Palast, collaboratore di Bbc, Observer, e Guardian, esperto di frodi commerciali e scandali finanziari dobbiamo imputare proprio alla Goldman Sachs il default greco. In Italia la notizia è riportata sia da “Il fatto” sia da Repubblica. Quest’ultima il 15 novembre titolava un suo articolo: “Le mani di Goldman Sachs sulla crisi europea”. Secondo poi la stampa francese, la triade Draghi-Monti-Papademos è l’esempio di come la rete della banca Goldman Sachs abbia un’enorme influenza sull’economia mondiale. In questo contesto sappiamo che Mario Draghi ne è stato vice-presidente per l’Europa dal 2002 al 2005, Mario Monti ne è consigliere internazionale dal 2005, mentre Lucas Papademos, nuovo premier greco, è stato governatore della banca centrale del suo paese.
Mario Monti è anche membro del Bilderberg Group, che prende il nome dall’albergo Bilderberg, nella cittadina di Oosterbeek in Olanda, dove nasce nel 1952 per iniziativa della Famiglia Reale Olandese. Le riunioni del Bilderberg sono segretissime. . Uno tra i principali ricercatori sul Bilderberg Group, Daniel Estulin, scopre e rivela nel suo libro “La vera storia del Bilderberg Group” come il Bilderberg sia dietro ai maggiori misteri della storia recente: il Piano Marshall, lo scandalo Watergate, lo scandalo Iran-Contra, ecc.
Mario Monti è, altresì, membro del consiglio dell’Aspen Institute. Una struttura internazionale finanziata, al momento della nascita, dalla Rockefeller Brothers Fund e dalla Fondazione Ford. In Italia, Aspen è stata fondata da Gianni Letta e oggi è presieduta da Giulio Tremonti e ha, fra i vicepresidenti, Enrico Letta. Come si vede in un certo senso il cerchio si chiude intorno all’alta finanza e ai suoi interessi mondiali. Così ci ritroviamo con un governo che si maschera con norme che si fanno passare per impopolari ma necessarie mentre, invece, sono impopolari, e basta. Le opposizioni, a loro volta, c’è da chiedersi se sono cadute nel trappolone per inettitudine, in quanto incapaci di una proposta alternativa concreta, o per complicità.
Ora una domanda finale per te, cittadino che stai leggendo queste parole: Draghi, Napolitano e Monti, da chi sono stati eletti? Da te? Glie lo hai dato tu il permesso di cedere la tua Sovranità? Rifletti, e cerca di svegliarti, prima che sia troppo tardi! Qualcuno ha già fatto un passo importante. Orazio Fergnani di AlbaMediterranea, intervistato da “Servizio Pubblico” di Michele Santoro, dichiara di aver denunciato per alto tradimento il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, altri politici italiani, oltre che Mario Draghi e Silvio Berlusconi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it) (1jpg)

Pubblicato in: Confronti | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Il nuovo ruolo dei sindacati

Pubblicato da fidest su lunedì, 12 dicembre 2011

A rally of the trade union UNISON in Oxford du...

Image via Wikipedia

E’ molto probabile che ancora non risulti chiaro come l’attuale crisi segni la fine irreversibile del capitalismo liberista. ormai giunto alla massima espressione dell’egoismo di classe. Ci furono periodi in cui il capitalismo esercitò un ruolo nel processo dello sviluppo e del progresso; accadde quando le figure di banchieri del calibro di Rotschild e Morgan e capitani d’industria come Carnegie, Rockfeller, Ford, interpretarono la natura creativa del capitalismo. Anche in Italia non mancarono gli esempi, primo fra tutti Olivetti, che fu padre della sociologia dell’industria. Oggi i tempi sono profondamente cambiati; due guerre hanno cambiato la geografia del pianeta e la guerra fredda ha cambiato i termini del confronto e dello scontro, non più ideologico ma economico.
Perché meravigliarsi se oggi capitalisti, imprenditori, manager, finanzieri non sono più quelli di una volta?
In realtà, Tanzi, Cragnotti, Fiorani, Consorte, Ricucci, sono il frutto di una logica sistemica. Rappresentano un capitalismo in declino, entrato nella sua Terza Età. Ma non possiamo trascurare di aggiungere, buon ultimo ma solo per ricordarlo meglio, lo stesso Silvio Berlusconi, fallito come politico e statista, sull’orlo del fallimento come imprenditore.La natura creativa del capitalismo, con imprenditori di tal genere ha capovolto la sua tendenza per diventare esclusivamente manageriale e speculativo. Due guerre mondiali, l’abbraccio dello stato, la paura di nuovi crolli (come nel 1929) faranno il resto: il capitalista da attivo e creativo, è diventato parassita, verso lo Stato, verso il popolo, verso il mercato; produce ciò che rende e non privilegia ciò che serve. L’evoluzione del capitalismo può essere riassunto in tre fasi; la prima quando si affermano i capitani d’industria, le cui attività portano alla formazione delle grandi imprese; la seconda dove gli eredi dei grandi imprenditori, passano la mano a manager e proprietari azionisti; la terza fase, quella speculativa (giunta in questi tempi a completa maturazione, generando la crisi in atto) dove i principale azionisti, non confidando nei manager, iniziano, a differenziare gli investimenti per distribuire i rischi . Così la terza fase produce la figura, fin ora inesistente, del manager di portafoglio: venditori istituzionali, intermediari, ma sempre più spesso, imprenditori privi di scrupoli, animati solo dallo sfrenato desiderio di guadagno,non importa se lecito, illecito o anche criminale. Il “gioco” finisce così per riguardare solo chi decide di offrire capitale e chi decide come investirlo; il lavoro diventa un optional che non fa guadagnare abbastanza. E quel che conta per entrambi, non è più la bandiera o il carisma imprenditoriale, ma la redditività di un capitale investito, che diventa sempre più speculativo. E’, perciò, ovvio che in tale situazione proliferino avventurieri di ogni genere.
Come tutte le istituzioni sociali, anche il capitalismo è “mortale”, anche se a coloro che vi sono nati e vissuti, può apparire eterno. Non si capisce allora perché anche il capitalismo, come sistema politico, economico e sociale, non possa subire la stessa sorte di altre grandi istituzioni come l’Impero Romano, giudicato altrettanto eterno dai suoi contemporanei. Sembra un ritorno alle origini piratesche del capitalismo; non per nulla furono capitalisti d’assalto, ma anche pirati pericolosi, Drake e Morgan, che hanno, però, rischiato la pelle; personaggi come Tanzi, Cragnotti, Fiorani, Consorte, Ricucci e Berlusconi, appaiono patetici, da capitalismo in disarmo.In questa atmosfera da resa dei conti emerge il nuovo ruolo dei sindacati, non più arbitri di una lotta di classe, schierati dalla parte della classe lavoratrice, ma promotori del confronto tra i detentori del capitale-denaro e i detentori del capitale-lavoro.
Il capitalismo in fase terminale sta divorando ciò che resta del sistema politico ormai bloccato e privo di riferimenti: non esiste più destra, sinistra o centro, con la dialettica ideologica, ma uno stando confronto tra le parti per discutere solo di tasse, spesa sociale, pensioni, trascurando l’impostazione squisitamente politica dell’indirizzo da dare al progresso e allo sviluppo. Il ruolo dei sindaci sarà quello di riproporre la democrazia, diventata un fantasma che non incute paura, bensì noia, e viene, perciò, spesso rimosso da chi riesce a imporre la propria dimensione, dopo avere vanificato il senso stesso della democrazia, che sta nel libero esercizio, da parte del popolo elettore, della scelta dei propri rappresentanti, secondo coscienza e non per imposizione del potente di turno. Se la democrazia sarebbe “macchina che fabbrica cittadini”, nel senso che il voto rappresenta l’esercizio di una libera scelta attraverso cui l’elettore può “cambiare le cose”, allora la democrazia italiana non “fabbrica” più cittadini dal 1994, cioè dalla discesa in campo politico di Berlusconi; situazione aggravata irrimediabilmente con la legge elettorale universalmente chiamata porcellum. Nessuno meglio dell’apparato sindacale può farsi carico di un rilancio della democrazia ipnotizzata dalla promessa di facili guadagni e addomesticata da false visioni di chi ha tutto l’interesse di farci credere che siamo “una nazione di benestanti” che non deve preoccuparsi di nulla, neanche se si dovesse andare a elezioni anticipate; questo il succo delle affermazioni di Berlusconi che, ancora, crede di poter tornare nella stanza dei bottoni, trasformata nella “stanza dei bottini”. La promozione del confronto: questo il nuovo ruolo dei sindacati, perché non c’è democrazia se il confronto fra le parti viene sostituito dallo scontro. (Rosario Amico Roxas)

Pubblicato in: Confronti | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Bozza decreto Tremonti

Pubblicato da fidest su mercoledì, 29 giugno 2011

Le indiscrezioni che escono dal vertice di maggioranza in corso di svolgimento oggi a Palazzo Grazioli alla presenza del Ministro del Tesoro On. Giulio Tremonti, se confermate, dimostrano che il Governo ha effettivamente perduto la bussola.La bozza del “decreto Tremonti” postula, per le professioni, l’eliminazione delle restrizioni in materia di accesso, restrizioni che in realtà non esistono (salvo che per i Notai, ma solo per loro vengono mantenute).In compenso il decreto, assimilando le professioni intellettuali alle imprese ed agli “autotrasportatori”, ne svilisce il ruolo e trasforma, almeno concettualmente, prestazioni di elevato contenuto professionale ed intellettuale, basate sull’intuito persone, a merce indistinta da pagare un tanto al chilo.Il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, nell’auspicare un ripensamento da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, e confidando che norme siffatte non vengano realmente emanate, non può non ribadire ulteriormente come da esse non possa venire nessun aiuto alla ripresa né nessun risparmio per i cittadini e per le imprese (il sistema tariffario è già da tempo stato smantellato, l’accesso agli Albi è per tutti libero), ma solo lo svilimento dell’attività dei 2.100.000 iscritti agli Albi professionali.Sotto il profilo politico l’assurdità di tali norme riporta alle parole “Dio acceca chi vuol far perdere”: può infatti il Governo provocare impunemente oltre 2,5 milioni di persone (tanti sono gli iscritti negli Albi ed i loro praticanti)?I cui organismi di rappresentanza, peraltro, non sono stati consultati benché pronti ad offrire un reale contributo di idee e di proposte per aiutare l’uscita della crisi.

Pubblicato in: Economia, Politica | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Pdl: classe dirigente stucchevole e ridicola

Pubblicato da fidest su domenica, 5 giugno 2011

“Stucchevole il dibattito interno al PdL al quale assistiamo in questi giorni. Il richiamo alla dignità delle correnti, al protagonismo regalato alla Lega, la richiesta di democrazia interna e di un confronto culturale e politico sono esattamente gli argomenti che a Gianfranco Fini, cofondatore del partito, sono costati l’incompatibilità e la “dannatio” della corte e dei coordinatori nazionali, ora relegati alla marginalità politica. Era proprio necessaria una sonora sberla elettorale per comprendere che il PdL aveva abdicato al ruolo di guida del Governo e che aveva rinunciato a voler essere un partito moderno, rappresentativo di tutto il centrodestra italiano. Colonnelli romani e peones locali, arroganti e servili, hanno preferito tutelare il loro ruolo, rinunciando alla lungimiranza di un progetto politico. Chi si ostinava a non capire o a far finta di non comprendere le ragioni che hanno portato Gianfranco Fini, poco più di un anno fa, alla sfida politica, oggi si rende ridicolo quando sostiene la necessità di una nuova fase per il PdL. Ora come allora sono poco credibili i protagonisti di una vicenda quasi grottesca se si tiene conto del grande patrimonio gettato alle ortiche. Per questi motivi, per aver sostenuto le stesse tesi e manifestato lo stesso disagio espresso dai capi corrente di oggi, il Presidente Fini è stato messo alla porta e noi con lui, accusati di quella lesa maestà che purtroppo si declinava anche a livello locale. Costretti a costituire i Gruppi parlamentari e poi un nuovo partito, Futuro e Libertà, rimaniamo coerenti a quel progetto politico per rappresentare un nuovo e diverso centrodestra.”. Lo dichiara in una nota l’On. Giorgio Conte, vice capogruppo FLI alla Camera dei Deputati e Coordinatore regionale per il Veneto.

Pubblicato in: Politica, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Addio “pizzo”

Pubblicato da fidest su venerdì, 27 maggio 2011

Palermo 28 Maggio – ore 10 e 30 – Villa Trabia Interverranno: Gian Vito Graziano – Presidente del Consiglio Nazionale Geologi Maurizio De Lucia – Sostituto Procuratore della Repubblica Tano Grasso – Presidente Onorario della F.A.I “Gli ordini professionali devono sviluppare le loro politiche di sviluppo delle professioni attraverso il tema centrale del ruolo sociale dei professionisti. La strada da percorrere è quella della difesa delle istanze sociali, a partire dalla sicurezza dei cittadini, delle loro città, del loro territorio e dell’ambiente”. Lo ha affermato il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi , Gian Vito Graziano , nell’annunciare la partecipazione all’importante evento di Palermo , promosso dall’Associazione Liberi Professionisti del Comitato Paolo Giaccone. L’importante evento si svolge all’interno della “Sesta Fiera del Consumo Critico” organizzato dal Comitato AddioPizzo, da tempo impegnato nelle politiche antiracket. Alla conferenza che avrà come oggetto la responsabilità sociale delle professioni , la legalità , l’etica professionale ed il ruolo sociale delle libere professioni interverranno anche Maurizio De Lucia , Sostituto Procuratore della Repubblica, Tano Grasso, Presidente Onorario della F.A.I., Giuseppe Verde , Docente di Diritto Costituzionale, Emanuele Nicosia e Alessandro Maria Calì dell’Associazione Liberi Professionisti. “ L’acquisizione di una nuova matrice etica da parte degli organismi professionali contribuirà con maggiore incisività allo sviluppo del Paese – ha concluso Graziano – ma per questo serve una riforma delle professioni che assegni agli Ordini un ruolo più moderno”.

Pubblicato in: Cronaca, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Il ruolo dell’istituto superiore di sanità

Pubblicato da fidest su martedì, 17 maggio 2011

Roma, 18 maggio 2011 dalle ore 9.00 alle 14.00 presso la sede di Viale Regina Elena l’Assemblea Permanente del personale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) organizza un convegno dal titolo “Il ruolo dell’istituto superiore di sanità in un sistema sanitario federale”. Il convegno ha lo scopo di presentare proposte e discutere la missione dell’istituto nel quadro del nuovo Sistema Sanitario (si allega programma). L’ISS è un organo centrale del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), caratterizzato da una forte unicità di funzioni e competenze nel campo della salute pubblica, avente carattere di ente autonomo e multidisciplinare. La sua missione è articolata in attività di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, documentazione e formazione degli operatori del SSN in un unicum che non ha uguali nel nostro paese. In Istituto operano circa 2500 unità, tra ricercatori, tecnici ed amministrativi, un quarto dei quali risulta ad oggi precario, con elevate competenze, impegnato in attività essenziali ed irrinunciabili del nostro ente. In considerazione della riorganizzazione in senso federalista della sanità italiana e della recente delega al governo (legge 183/2010) per il riordino dell’ISS, il personale dell’ente ha avviato un percorso di riflessione, con particolare attenzione alle opportunità di crescita e sviluppo dell’ente che questa nuova fase potrebbe offrire. A partire dall’analisi di alcune criticità inaspritesi nel tempo quali, la riduzione progressiva del finanziamento pubblico e l’elevata presenza di precari impegnati in attività essenziali, il personale ha formulato una proposta organica e condivisa, individuando forme e modalità di razionalizzazione e, al tempo stesso, ripensando alle sue funzioni ed al personale indispensabile per realizzarle. In estrema sintesi chiediamo che l’ente mantenga il suo carattere autonomo e multidisciplinare e si inserisca a pieno titolo nel nuovo quadro di federalismo regionale del Servizio Sanitario e inoltre che venga definita in maniera chiara la posizione dell’ente rispetto agli organismi internazionali.

Pubblicato in: Cronaca, Roma, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

L’altra metà dell’unità

Pubblicato da fidest su domenica, 3 aprile 2011

Cosenza 4 – 20 aprile 2011 Palazzo della Provincia, Piazza XV marzo, n. 5 La Provincia di Cosenza in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, presenta un progetto particolare, dedicato al ruolo della donna nelle complesse vicende che hanno accompagnato il processo di unificazione. Una pubblicazione di un volume e una mostra che raccontano, con modalità innovative, la storia d’Italia attraverso la scoperta di sorprendenti profili biografici di figure femminili, interpreti autorevoli delle vicende dell’epoca. Madri, mogli, figlie, ma soprattutto donne. Donne che hanno compiuto scelte difficili, donne che hanno messo in gioco la propria esistenza, donne che hanno stentato a essere riconosciute nella loro identità in un Paese che concederà loro il diritto di voto ,al divorzio e all’aborto solo in un secondo momento. Trenta giovani artiste, provenienti da ogni angolo del nostro Paese, rappresentano e interpretano il profilo esistenziale di trenta donne risorgimentali impegnate nel lavoro, in guerra, nella politica, nelle conquiste, nel rapporto con se stesse e con il proprio corpo, nella costruzione del proprio e del nostro futuro.  Profili femminili da conoscere e da stimare, i cui contributi sono  nascosti dalla storiografia ufficiale. Un omaggio alle donne voluto dalla Provincia di Cosenza, “L’altra metà dell’Unità” rappresenta un’ operazione culturale di grande spessore in cui passato e memoria storica si fondono, per guardare con più consapevolezza e responsabilità al futuro.

Pubblicato in: Cronaca, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

 
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 29 follower