Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 170

Posts Tagged ‘sacrifici’

Il discorso del Presidente Napolitano

Posted by fidest on Monday, 2 January 2012

Repubblica Metro Stop, Rome

Molti, moltissimi hanno approvato il discorso del Presidente della Repubblica: “L’Italia può e deve farcela…. I sacrifici sono inevitabili, per tutti, e non saranno inutili. Gli italiani devono accettarli per assicurare un futuro ai propri figli…”. A me ha fatto rabbia e tristezza ad un tempo. Non si offenda Giorgio Napolitano, ma io in queste parole non posso non vedere dell’ipocrisia, ovviamente inconsapevole (potrebbe essere altrimenti, considerata la moralità della persona?). Inconsapevole, innocentissima ipocrisia. Sacrifici per tutti? O forse non capisco? Sarebbe così gentile il nostro amato Presidente da spiegarci in concreto in che cosa consisteranno i sacrifici dei ricconi del nostro bel Paese? Un giorno di vacanza in meno? Una barca un po’ più piccola? Una villa più modesta? Un gioiello in meno? Un appartamento un po’ meno lussuoso? Così potrò fare un confronto con i sacrifici di chi non riesce a pagare le bollette della luce e del gas prima della scadenza, oppure non riesce a pagarle neppure dopo la scadenza. A me viene in mente, sempre senza offesa, il noto “Armiamoci e partite!”. (Attilio Doni) (Condivido in pieno la riflessione che è stata portata alla nostra attenzione. Il presidente, forse, non poteva dire diversamente anche se da più parti l’invito rivoltogli era quello di essere più “sobrio”. Non si può, infatti parlare di sacrifici se è solo una parte del paese e, guarda caso, proprio quella che più ha dato e meno ha ricevuto e continua a subire. Da parte mia l’ho già scritto alla vigilia del discoro asserendo che per protesta non lo avrei ascoltato in quanto già sapevo che avrebbe urtata la mia sensibilità Riccardo Alfonso). precedente qui

 

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Prevenzione cardiovascolare

Posted by fidest on Saturday, 3 December 2011

Roma. “Le malattie cardiovascolari costituiscono la più importante causa di morte nel mondo e la loro elevata, crescente prevalenza incide, anche in Italia, sulla salute pubblica e sulle risorse sanitarie ed economiche. I recenti dati Istat riportano che 1 italiano su 4 è affetto da malattie cardiache, che rappresentano la principale causa di disabilità fra gli anziani. La frequenza di nuovi eventi coronarici avviene nella fascia di età 35-69 anni è di 5,7/ 1000/ anno negli uomini e di 1,7/ 1000/ anno nelle donne e la spesa per gli interventi cardiochirurgici è stimabile in circa 650 milioni di euro/anno e rappresenta da sola l’1% della spesa sanitaria. L’invecchiamento della popolazione e l’aumentata sopravvivenza dopo eventi cardiaci acuti ne giustificano l’aumento di prevalenza negli ultimi anni e l’ulteriore incremento previsto nei prossimi decenni”. Questo è l’incipit del capitolo “Malattie cardiovascolari” del Piano Sanitario Nazionale 2011-2013 predisposto dal Ministero della Salute.Un quadro allarmante eppure le malattie cardiovascolari si possono prevenire. Le strategie su cui puntare si basano sul cambiamento di particolari abitudini comportamentali e in particolare su una corretta alimentazione. Le attuali indicazioni nutrizionali per prevenire le malattie cardiovascolari puntano meno sui divieti e più sulle qualità positive dei cibi.Un’alimentazione corretta ed equilibrata, sullo stile della dieta mediterranea, infatti è in grado di offrire un maggiore effetto protettivo del cuore e dei vasi sanguigni senza rinunciare ai piaceri della buona tavola.
In questo ambito è nata l’agenda per la prevenzione cardiovascolare 2012 promossa dalla Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC) che si pone l’obiettivo di dimostrare che la prevenzione può essere fatta quotidianamente, anche tra le mura di casa, non necessariamente in ospedale o in uno studio medico. E il primo passo è in cucina.L’iniziativa conta del supporto di Teva, azienda farmaceutica leader nella produzione di farmaci equivalenti e impegnata nel miglioramento della qualità dell’assistenza ai pazienti associato al concetto di risparmio e di rispetto dell’ambiente.
L’agenda, oltre a offrire un diario dove annotare i valori di pressione arteriosa, colesterolo, glicemia, ore di attività fisica e calorie assunte, presenta 33 ricette regionali che hanno un effetto positivo sul cuore e che sono adatte a tutta la famiglia. Ogni mese vengono proposte ricette semplici e gustose da preparare con frutta e ortaggi di stagione, alleati della sostenibilità. Infatti scegliendo prodotti di stagione si riducono gli sprechi energetici necessari a produrre le primizie e l’inquinamento del trasporto di questi beni sulle lunghe distanze. In questi mesi invernali meglio portare in tavola barbabietole, broccoli, cavolfiori, finocchi, patate, ananas, arance, mandarini, cachi, kiwi, pere, noci e pompelmi. Senza dimenticare il pesce, il cui consumo settimanale può ridurre del 30% la probabilità di malattie cardiache e vascolari grazie all’apporto degli acidi grassi Omega-3 sia nelle donne sia negli uomini.
Le ricette sono state approvate dal cuoco Filippo La Mantia, dell’omonimo ristorante dell’Hotel Majestic di Roma, che ha letto con attenzione ogni piatto, riconoscendone la genuinità, la semplicità di preparazione e gli effetti positivi sulla salute. Sua una ricetta speciale, tutta salute e tutto gusto: il pesto agli agrumi. “Mangiare bene con ingredienti di qualità per me è una componente imprescindibile della nostra esistenza” dichiara La Mantia. “Avvicinarsi alla cultura alimentare sana deve rappresentare uno stile di vita per ciascuno di noi e non essere visto come un sacrificio, bensì come un piacere in grado di soddisfare corpo e mente”.Seguire un’alimentazione equilibrata significa avere uno stile di vita più salutare e ridurre l’incidenza di malattie cardiovascolari. Attraverso una dieta bilanciata si può arrivare a una consapevolezza alimentare indispensabile per una vita in salute. “Siamo convinti che la prevenzione cardiovascolare possa e debba essere un percorso ricco di stimoli per poter privilegiare la salute a tavola, coniugando il rispetto delle regole di una sana alimentazione al gusto, alle tradizioni regionali e alla convivialità del pasto” conclude Laura Ebbli, dietista S.C. Direzione Medica, Ospedale San Paolo di Savona. “L’agenda SIPREC è l’esempio pratico di come tutto ciò sia realmente e piacevolmente realizzabile”.

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Studenti contro il governo dei sacrifici

Posted by fidest on Thursday, 1 December 2011

In occasione della visita del presidente della repubblica Giorgio Napolitano gli studenti della Sapienza hanno calato dal tetto della facoltà di lettere uno striscione con su scritto “Qui è già default… E i professori? Al governo assieme alle banche!” A Napolitano, che oggi celebra alla Sapienza l’anniversario dell’unità d’Italia, vorremmo dire che se davvero vuole ergersi a garante della Costituzione, allora non dovrebbe permettere che si stravolga il risultato referendario, dove dice che i beni comuni non sono privatizzabili. Invece quello che sta accadendo è proprio l’opposto. Si parla tanto di possibile default. E’ molto probabile che le prime a fallire siano le università. Ma le hanno viste, le università, il nostro presidente della Repubblica, o il nostro neo-ministro Profumo, che si dice prontissimo ad ascoltare gli studenti? Ad oggi, a 2 mesi dall’inizio dei corsi, le matricole della Sapienza non possono compilare il “nuovo” piano di studi online perché fino all’ultimo non si aveva la certezza del mantenimento de molti insegnamenti e corsi di laurea, non si sapeva quanti avrebbero accettato contratti di insegnamento a titolo gratuito, fondamentali per tirare avanti la carretta.A Profumo vogliamo dire che prima di predicare il dialogo dovrebbe dimostrare di voler cambiare rotta, affermando che non è possibile che si facciano entrare i privati nelle università e si diano poteri maggiori ai C.d A. Siamo contrari a qualunque “doppio binario” nel mondo della formazione, a qualunque distinzione tra percorsi d’eccellenza e percorsi dequalificati. Pensiamo invece che in tempo di crisi sia necessario che tutti gli studenti possano accedere ad un sapere e ad una formazione di qualità. Per raggiungere questi obiettivi è necessario rifinanziare immediatamente l’università e la ricerca perché altrimenti non sarà più possibile, per migliaia di giovani, progettare una vita, un futuro.

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Manovra approvata

Posted by fidest on Wednesday, 14 September 2011

Roma - Palazzo di Montecitorio (facciata poste...

Image via Wikipedia

Con 316 voti a favore e 302 contrari la Camera approva la manovra finanziaria. Si completa, in questo modo, il secondo breve iter di un passaggio parlamentare che lascia l’opinione pubblica interdetta. Lo è per il semplice motivo che non tutti hanno percepito la gravità delle misure assunte e, soprattutto gli effetti devastanti sulla spesa delle famiglie e, in primo luogo, per i redditi medio basssi che si troveranno ad affrontare a breve una sequela di aumenti a partire dai trasporti (a Roma ad esempio, il prezzo del biglietto dell’autobus avrà un incremento del 50% mentre l’addizionale irpef raggiungerà il massimo consentito per le amministrazioni locali). Ciò vuol dire per coloro, pensionati compresi, che percepiscono retribuzioni o pensioni inferiori alle 1500 mensili oltre ad aver messo in conto una perdita del potere d’acquisto negli ultimi tre anni del 40% dovranno subbire un ulteriore decremento del 10%. Si sta ripetendo sino all’infinito che è una manovra necessaria e che l’Europa approva, (ma lo fa sull’ammontare della cifra e non certo sul merito delle misure) ma si sottace che essa va a gravare soprattutto i redditi da lavoro dipendente e sui pensionati, ovvero le fasce sociali più deboli. Poco o nulla è stato fatto per incidere di più sui redditi medio bassi, sulla lotta all’evasione, se non con dichiarazioni di principio, ma prive di valore pratico (anche se si sbandiera che nel 2010 sono state recuperati 10 miliardi di evasioni ma si tralascia di dire che 4 di essi sono stati ricavati dallo scudo fiscale e che, anche in questa circostanza sarebbe stato necessario fare di più e se avessimo imitato la Francia e la Gran Bretagna invece del misero 5% di prelievo avremmo potuto chiedere il 15-20% e incassare qualcosa come 20 miliardi.) E ultimo, in ordine di tempo, vi è il disegno di legge governativo per l’abolizione delle Province che è stato una vera e propria presa in giro: in pratica si abolisce la parola “provincia” e si mette al suo posto un’altra, secondo la logica gattopardesca del tutto cambiare per nulla cambiare. E questo non è tutto, purtroppo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Pensioni di reversibilità

Posted by fidest on Saturday, 27 August 2011

Un parlamentare della Lega ha tirato fuori dal cilindro da prestigiatore la proposta di tagliare le pensioni di reversibilità. Non credo che questo parlamentare si renda conto della corbelleria che ha detto. Prima di tutto queste pensioni sono state già decurtate del 60% e poi sono dirette alle vedove per lo più casalinghe. Significa lasciare sul lastrico tante persone ora anziane che avrebbero bisogno di assistenza e non di ulteriori privazioni. Ma noi che di queste cose siamo testimoni diretti nel vivere quotidiano e sappiamo dei sacrifici dei pensionati che, tra l’altro, soffrono nel vedere figli, nipoti e a volte anche pronipoti disoccupati, con famiglia a carico e che cercano pur nel loro piccolo di aiutare in tutti i modi ci chiediamo con che faccia si chiede loro ulteriori sacrifici se sappiamo come centinaia di pubblici e privati dipendenti continuano a godere di doppia se non tripla pensione e pensioni fino alla quindicesima mensilità. Forse pochi sanno che “quando un dipendente pubblico è chiamato a svolgere un incarico presso un ministero, una commissione parlamentare, un’authority o un organismo internazionale, va in «fuori ruolo». Trattandosi di incarico temporaneo, conserva ovviamente il posto, l’anomalia è che conserva anche lo stipendio, a cui si aggiunge l’indennità per il nuovo incarico. In sostanza due stipendi per un periodo di tempo spesso illimitato. Nel 1994 il Csm lanciava l’allarme, segnalando «il numero crescente dei magistrati collocati fuori ruolo, la durata inaccettabile di alcune situazioni, alcune superano il ventennio, quando non il trentennio… la reiterazione degli incarichi… con la creazione di vere e proprie carriere parallele». Tra Consiglio di Stato, Tar, Corte dei conti, Avvocatura dello Stato e magistratura ordinaria, sono fuori ruolo circa 300 magistrati che mantengono il loro trattamento economico percependo un’indennità di funzione che a volte supera lo stipendio. Il commissario dell’Agcom Nicola D’Angelo ha sentito la necessità di rinunciare all’assegno e mettersi in aspettativa. Dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni riceve un’indennità di 440.410,49 annui, dall’agosto del 2010, dopo la manovra che tagliava gli insegnanti di sostegno nelle scuole per i disabili e gli stipendi dei dirigenti pubblici del 10%, ha rinunciato ai 7.000 euro al mese che prendeva da consigliere del Tar fuori ruolo. Una scelta personale, visto che non ci ha pensato Tremonti”. E allora ci rivolgiamo ai pensionati rassegnati e diciamo loro che è tempo di capire che l’Italia si divide in due parti: i furbi e gli ingenui. E tra gli ingenui ci includiamo non solo i pensionati ma i milioni di altri italiani che permettono tali e tanti abusi da parte di chi oggi ci dice che bisogna fare sacrifici. Perché non rimandiamo al mittente tanta sfrontatezza? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Manovra economica: è troppo facile

Posted by fidest on Wednesday, 13 July 2011

La speculazione sta agitando le acque della politica. Il ministro Tremonti cerca di mettere le “ali” al parlamento per far votare a “scatola chiusa” la sua manovra. Tutta la classe politica sembra assecondare questa fretta con il pretesto che la richiesta viene dai mercati. In questo modo si vuole solo seguire la logica di chi dice: “armiamoci e partite” dimenticando le tante ingiustizie che questa manovra porta con se e i sacrifici che impone solo ai più deboli: pensionati, precari, lavoratori dipendenti, e autonomi, disoccupati, monoreddito. Non si dice, se non con una dichiarazione generica, nulla dei costi della politica (province inutili, numero dei parlamentari, consiglieri degli enti locali, spese per consulenze, ecc. che raggiungono la bella cifra di 25 miliardi di euro), delle multe pagate per le quote latte per accontentare gli amici della Lega (4 miliardi e 400 milioni di euro), agli sprechi denunciati dalla Corte dei conti che assommano a 70 miliardi di euro, ai 250 miliardi di euro di evasione fiscale, ecc. ecc. Ci viene quasi da chiedere se questa “bolla speculativa” non sia solo strumentale perché fa comodo a chi vuole continuare ad arricchirsi a spese dei più poveri. Questa è l’amara verità ed ancora una volta sono sempre i soliti a salvare i soldi dei ricchi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Sanità: manovra tafazziana, per il governo e per gli utenti

Posted by fidest on Saturday, 2 July 2011

Complimenti per la perseverante testardaggine nel massacrare (vorremmo poter usare un termine meno pesante…) il SSN -ha affermato il Segretario Nazionale Ugl Medici Ruggero Di Biagi- da parte degli “specialisti” governativi. La manovra in fase di preparazione ancora una volta prende di mira un settore strategico come la sanita’ e che riteniamo -ha affermato Di Biagi- gia’ concausa nella recente “sberla” elettorale. Ha detto bene Ignazio Marino, presidente della Commissione d’inchiesta sul SSN, che e’ ingiusto chiedere ancora sacrifici al settore “quando in Italia la spesa pro capite per la sanità è già una delle più basse dei Paesi Ocse, e cioe’ 2.686 dollari contro i 3.588 della Germania o i 3.601 della Francia”. Come ha poi ben evidenziato l’economista Spandonaro, del Ceis Tor Vergata, per la manovra il finanziamento pubblico in Sanità dovrebbe aumentare di una media per il biennio 2013-2014 dello 0,9%, quando le previsioni di crescita del PIL, sono per il Governo fra il 3,1% e il 3,4% annuo per lo stesso periodo: tradotto sono 10 miliardi di euro in meno per il SSN in tre anni. Aggiungiamoci il blocco del turn-over -ha concluso il Segretario Ugl Medici Di Biagi- e prepariamoci al peggio.

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Costi della politica

Posted by fidest on Thursday, 23 June 2011

“La battaglia contro gli eccessivi costi della politica deve diventare una bandiera del Partito democratico”. Lo ha affermato l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani. Secondo Serracchiani “il solco tra cittadini e politica sta diventando sempre più profondo, anche a causa di privilegi che vengono sentiti come inaccettabili, soprattutto mentre soffia un’aria di crisi che chiede sacrifici a tutti. Il primo partito del centrosinistra, se vuole essere interprete della società nel suo complesso, deve raccogliere e fare propria senza reticenze questa sfida di sobrietà e moralizzazione. Dobbiamo ritrovare l’orgoglio della politica – ha sottolineato – come missione civile, non come professione redditizia”. I provvedimenti su cui è possibile impegnarsi “da subito”, per Serracchiani sono “oltre alla riduzione del numero dei parlamentari e all’abolizione dei vitalizi, anche l’adeguamento delle indennità ai parametri europei, i rimborsi delle spese documentate e non a forfait, e soprattutto la trasparenza sui compensi per gli assistenti, che dovrebbero essere erogati direttamente ai beneficiari regolarmente assunti e non ai parlamentari. L’annuncio fatto in direzione nazionale dal segretario Bersani – ha proseguito Serracchiani – di un impegno del nostro partito su questo fronte non solo è quanto mai opportuno ma deve essere sostenuto e portato avanti con decisione a tutti i livelli. Cittadini, elettori e militanti sarebbero delusi – ha concluso – se alle parole non seguissero fatti concreti”.

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Palermo: solidarietà squadra catturandi

Posted by fidest on Thursday, 26 August 2010

“La solidarietà ai Colleghi della Squadra “catturandi” di Palermo le cui famiglie sono state vittime di minacce, è non solo atto dovuto quanto certamente anche un richiamo forte affinché alla solidarietà delle parole segua la solidarietà dei fatti, quella, per intenderci, che lo Stato è obbligato ad assicurare con atti concreti agli uomini che, a costo di grandi sacrifici, difendono le sue strutture”. Con queste parole Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, ha commentato il grave episodio accaduto a Palermo dove, la moglie di un agente della Squadra “catturandi” è stata minacciata ed intimidita per strada. “Siamo certi che i nostri colleghi non demorderanno rispetto all’impegno e allo spirito che li ha sempre contraddistinti nella loro attività – continua Franco Maccari – sono il fiore all’occhiello non solo della Polizia di Stato ma dell’Italia intera, non vorremmo mai però che il loro sacrificio diventasse alla fine una medaglia che qualcun altro si attaccherà al petto nascondendo così l’incapacità degli apparati governativi di difendere il lavoro silenzioso e penetrante di questi uomini”. “Non si dimentichi mai – conclude il Segretario Generale del Coisp – che se un malvivente viene assicurato alla giustizia, prima dei meriti pubblici che qualcun altro ascrive a sè stesso, esiste il lavoro, il sacrificio, l’abnegazione proprio di questi uomini che, spesso snaturano la loro stessa vita per mettersi a servizio della difesa dello Stato. Ecco perché, dopo gli inquietanti episodi di Palermo, è necessario fare un passo indietro rispetto alla voglia di conquistare titoli sui giornali con stucchevoli solidarietà e andare sul territorio, penetrarlo ancora più a fondo arrivando alle radici del male per estirparlo”

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Vittime dell’usura

Posted by fidest on Sunday, 1 August 2010

Continua, da parte del Forum Nazionale Antiusura Bancaria, la rilevazione di suicidi e di vittime dell’usura.  “L’insano gesto spesso é determinato da un profondo stato depressivo conseguente all’indebitamento bancario e all’aver esposto la propria famiglia al rischio di espropriazione della casa di abitazione e di altri beni acquisiti con ingenti sacrifici”. Questo l’amaro commento dell’On. Scilipoti (IDV), il quale prosegue: “purtroppo non ultimo, se non in ordine di tempo, il muratore Trevisano Roberto Merotto, 32 enne, trovato impiccato ad un albero in un bosco lontano dalla sua abitazione; e la vicenda di Paolo Iacconi, 51enne disoccupato, che ha ucciso il suo datore di lavoro perché non era più in grado di pagare regolarmente la rata di mutuo: concluso il periodo di cassa integrazione, si è ritrovato a vivere l’insicurezza di quanti, come lui in età non più giovanile, soffrono la disoccupazione senza prospettive per il futuro”. Conclude l’On. Scilipoti (IDV): “Blocchiamo questa escalation di persone che, vittime del sistema bancario, si tolgono la vita, per guai economici legati soprattutto alla mancanza di una politica di sostegno nei loro confronti da parte delle banche, governate esclusivamente dal profitto economico”.

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Sacrifici: un saggio di sadismo

Posted by fidest on Saturday, 19 June 2010

Editoriale fidest. Da tutte le parti politiche il coro è unanime: è necessario fare sacrifici e mi sembra, tanto per cominciare, un appello molto ipocrita in quanto è come dire: armiamoci e partite, ovvero “fateli ma noi siamo esclusi”. Ed è anche un classico del sadismo che vuole sull’altare immolare vittime sacrificali in nome del dio denaro. E lo fa, persino, con raffinata crudeltà allorchè annuncia che i detentori di lauti stipendi sono pronti ad una “elemosina” di qualche centinaio di euro a fronte di prebende dai seimila euro e oltre mensili.  Il fatto che non si alzi una voce più forte e penetrante delle altre di protesta che mostri tutta l’evidenza necessaria e opportuna, in queste circostanze, per far capire ai soliti furbi che i sacrifici si possono anche fare ma prima di tutto vanno eliminati gli sprechi, le isole di privilegi di varia natura, gli interessi corporativi, le evasioni miliardarie e che tutte insieme non ci danno solo l’attuale importo della manovra finanziaria in atto ma potrebbe essere, per lo meno, moltiplicata per quattro. E questo parlamento che sta accingendosi al solito rituale del dibattito e della conseguente approvazione del provvedimento si soffermerà sulle enunciazioni, sullo stracciarsi le vesti in un decadente rituale da ultima spiaggia per toccare la nostra sensibilità emotiva sulla povertà, sulla triste condizione dei disoccupati, dei cassa integrati, dei precari e quanto altro, ma alla fine sono proprio costoro, gli emarginati, ad essere più tartassati, quelli ai quali non è il governo ipocrita a mettere le mani nelle loro tasche ma un esercito di famelici amministratori pubblici locali che come le termiti distruggono ogni cosa al loro passaggio. Ma è il governo a scaricare sulle amministrazioni locali il fardello delle ingiustizie. Così si toglieranno i soldi per l’assistenza sanitaria ma si eviterà che si faccia a meno delle auto di rappresentanza, delle consulenze esterne milionarie, della pletora di consiglieri, delle loro laute retribuzioni, dei disservizi e via di seguito. Cosa farebbe un buon padre di famiglia se il proprio reddito diminuisse? Eviterebbe di comprarsi un vestito nuovo, un paio di scarpe, di comprarsi una nuova auto e persino di rinnovare il parco degli elettrodomestici casalinghi. Ma il padre di famiglia che è lo stato continua a beneficiare di circa settecentomila auto blu, nel dare stipendi da nababbi ai consulenti, nell’ignorare gli sprechi ma poi fa il taccagno sulla salute, sull’istruzione e sulla ricerca e sul lavoro rendendo il tutto sempre più precario e aleatorio. Vorrei che tutto questo si sentisse nelle aule parlamentari come nelle piazze e se vi sono politici coerenti che si dimettessero per sottolineare il valore di una società che sa distinguersi non in ciò che chiede ma in ciò che fa per un’equa ridistribuzione delle risorse, per una perequazione sociale togliendo il superfluo e non sottraendo il necessario a chi ha, tra l’altro, sempre dato e ben poco o nulla ricevuto. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Schifani: sacrifici e salute

Posted by fidest on Friday, 18 June 2010

Contenere gli sprechi, senza intaccare i diritti fondamentali come la tutela della salute. Il presidente del Senato Renato Schifani assicura, in vista dell’inizio dell’esame della manovra, il proprio impegno per garantire il confronto tra maggioranza e opposizione e, nel contempo, invita a tutelare le fasce più deboli della società, distribuendo equamente i sacrifici. «La manovra all’esame del Senato – afferma intervenendo alla presentazione della relazione sull’attività della Commissione di garanzia dell’attuazione sulla legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali – non può che essere aperta al confronto parlamentare e il mio impegno sarà quello di garantire, a tale confronto, i giusti tempi perché esso sia ampio e costruttivo». «La riduzione strutturale della spesa pubblica – prosegue Schifani – non è rinviabile, né sono più accettabili sprechi e privilegi. Ma i sacrifici, pur necessari, non possono intaccare le tutele fondamentali, come quella della salute, che rappresentano sul piano della giustizia e dell’equità la difesa dei più deboli ed emarginati. Nella sanità – conclude il presidente del Senato – gli sprechi vanno eliminati con fermezza ma garantendo la tenuta degli standard qualitativi e collettivi del servizio pubblico, al quale si rivolgono anche le fasce sociali meno abbienti e quindi meritevoli di particolare e doverosa attenzione e tutela». (fonte doctor news)

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Sciopero del pubblico impiego

Posted by fidest on Friday, 11 June 2010

E’ stato proclamato il 14 giugno da RdB-USB P.I. e Confederazione Cobas. “Contro una manovra che penalizza fortemente il lavoro dipendente ed in particolar modo il lavoro pubblico, impedendo di fatto la produzione dei servizi pubblici rivolti alla cittadinanza”, ha spiegato Giuliano Greggi, dell’Esecutivo Nazionale RdB-USB Pubblico Impiego.  “Il blocco del turn-over nel settore – ha aggiunto Greggi – considerando che l’età media dei lavoratori è di 50 anni con punte anche maggiori nei Ministeri, dopo un ventennio di blocco delle assunzioni ed unito ai licenziamenti del 50% dei precari della P.A. ed ai tagli agli Enti locali, di fatto mette in forse il funzionamento della previdenza, dell’istruzione, della sanità, della giustizia”. Greggi ha ripercorso la lunga lista dei sacrifici imposti al lavoro dipendente sin dagli anni Novanta (in allegato), e fatti digerire ai lavoratori dai sindacati concertativi, ricordando come i benefici promessi in cambio non si siano mai realizzati e come il debito pubblico, che nel 1992 (anno della manovra da 80.000 miliardi del Governo Amato) ammontava al 107,7 % del Pil, ha oggi raggiunto il 118,2%. In riferimento ai dati forniti dall’ARAN sulle retribuzioni dei lavoratori pubblici, in cui l’agenzia rende noto un aumento del 39,7% fra il 2000 e il 2010, Paola Palmieri, dell’Esecutivo Nazionale RdB-USB P.I. ha evidenziato come nel calcolo dell’ARAN siano incluse le fasce dirigenziali della P.A., le cui dinamiche retributive non sono certo quelle del personale dei livelli, nonché il personale non contrattualizzato (Forze armate, Polizia, Carabinieri, Magistrati, Diplomatici, Docenti Universitari, i cui aumenti sono determinati per legge a prescindere dai Dpef), generando così un risultato da “pollo di Trilussa”. In merito poi al calcolo degli aumenti nel settore privato, non è chiaro quali siano le retribuzioni prese a riferimento dall’ARAN (calcolate in base alle cosiddette “retribuzioni convenzionali”?), visto che le dinamiche contrattuali nel settore vengono decise dalle associazioni datoriali.  La dirigente RdB-USB ha inoltre sottolineato che nel periodo preso in esame la differenza fra inflazione programmata (14,3%) e inflazione effettiva (20,9%) dia un saldo negativo del 6,3%, col risultato di una consistente perdita del potere d’acquisto dei lavoratori, ricordando poi i gravissimi ritardi con cui i contratti sono stati rinnovati (esempio: la Ricerca, atteso per 54 mesi). Palmieri ha inoltre sottolineato che dei circa 25 miliardi della manovra ben circa 16,8 provengano dai sacrifici che si vogliono imporre ai lavoratori pubblici: 7 miliardi dal blocco dei contratti e della contrattazione integrativa; 1,3 mld dal blocco degli scatti di anzianità nella Scuola; 8,5 mld, calcolati per difetto, dall’aumento dell’età pensionabile delle donne. “Ma le lavoratrici non staranno a guardare: daremo battaglia in tutte le sedi nazionali e internazionali”, ha concluso Palmieri. “La RdB-USB, negli anni unica voce fuori dal coro, non chiede dunque di mitigare i sacrifici. Dice: basta, i lavoratori sono stati fin troppo sacrificati; ora paghi chi non ha mai pagato. Continueremo a lottare in difesa dello Stato Sociale e della civiltà del lavoro”, ha concluso per l’Esecutivo Nazionale RdB-USB P.I. Nazareno Festuccia.

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Sacrifici con maggiore equità

Posted by fidest on Monday, 7 June 2010

I responsabili per il Lazio della Federfarma, pur «consapevoli della necessità di sostenere sacrifici al fine di superare la crisi economica», chiedono al Governo e al Parlamento che questo sforzo doveroso «sia ripartito in maniera equa tra tutti protagonisti della filiera del farmaco» e «non vada a incidere quasi esclusivamente sul bilancio delle già gravate farmacie». Franco Caprino, presidente di Federfarma Lazio, nel corso di un incontro a Roma ha sottolineato «come si sarebbero potuti ottenere risultati più importanti, sotto il profilo della spesa, riducendo il prezzo al pubblico di tutti i farmaci di classe A e non solo dei generici come previsto dalla manovra. Facciamo notare – incalza – che sui farmaci sono state adottate due pesi e due misure diverse». «Questo provvedimento inspiegabilmente non applicato – conclude Caprino – avrebbe avuto infatti come immediata conseguenza risparmi per le tasche dei cittadini e, nel contempo, avrebbe risposto anche ad un criterio di equità, in quanto la riduzione del prezzo al pubblico di questi farmaci avrebbe consentito di spalmare la misura di contenimento della spesa a carico di tutti gli attori della filiera del farmaco (industria, distribuzione intermedia, farmacie)». Nel momento in cui alle farmacie «si chiede di svolgere una funzione sanitaria e sociale sempre più significativa all’interno del sistema», come previsto dalla legge 69/2009 che coinvolge le farmacie nell’offerta di importanti servizi sanitari per la collettività, «non si può contestualmente renderne più onerosa la gestione con costi aggiuntivi, perché il rischio finale è – secondo i rappresentati regionali di Federfarma – rendere inutile la legge 69, provocando la chiusura di molte farmacie sul territorio, a partire dalle più piccole situate nelle zone più disagiate, con la conseguenza di indurre un danno grave e irreparabile a tutta la collettività». (fonte farmacista33)

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Manovra governo: è pericolosa

Posted by fidest on Sunday, 30 May 2010

«Con questa manovra,  non si prevede nulla per la crescita economica del Paese e per la tutela del lavoro.  Il rischio concreto è che anche chi ha studiato e compiuto sacrifici vedano sgretolarsi qualsiasi occasione di progresso e crescita sociale e professionale».  Lo afferma il deputato del PD Guglielmo Vaccaro a margine di un convegno organizzato dai giovani di Confapi a Napoli. «Nessuna azione concreta – aggiunge –  in grado di riattivare subito la crescita. Nessun intervento di riequilibrio della spesa sociale a favore dei giovani, e in generale delle famiglie e della classe media produttiva che si è vista improvvisamente in ginocchio, con scarsissima possibilità di ripresa. Se questa manovra verrà approvata così come e’ ad andare via dal nostro Paese non saranno soltanto i giovani, privati di ogni prospettiva, ma anche gli imprenditori che hanno contribuito, fino a oggi, alla crescita del nostro Paese».

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