Palermo. Giunge anche quest’anno il Festino in onore di Santa Rosalia, e la Città si ritrova ancora fiera di guardare alla Santuzza con un duplice atteggiamento: la memoria del passato, colma di devota gratitudine, e uno sguardo al futuro che vuole esprimere ancora speranza per questa Palermo e per coloro che ogni giorno la vivono e la costruiscono. Tradizione e devozione, calore del cuore e colore del popolo, fede e vita si intrecciano soprattutto nello spettacolo della Città che rivolge un grido che è già preghiera: “Viva Palermo e Santa Rosalia!”. Così Palermo si tiene stretta a sé la Santuzza, e mostra di non volerne abbandonare l’esempio, di non volerne cancellare l’eredità. La storia di Rosalia, vergine eremita, e ancor di più quella del miracoloso ritrovamento delle sue reliquie, racconta di una Palermo che si riappropria di una Santa, e che ricevendola per le sue strade, torna a ricevere nuovamente l’appello forte alla santità di vita, alla priorità assoluta di Dio e del suo Vangelo di salvezza nel quotidiano ferito. Nella memoria popolare e nella fede celebrata, Rosalia continua a passare in mezzo a noi. Ma a rivivere è, più propriamente, il passaggio del suo Sposo e Signore, che desidera incontrare la Città, e rientrare capillarmente nel suo tessuto sociale, nelle famiglie, fra i giovani, nelle amministrazioni, negli ambienti, nelle menti e nei cuori dei palermitani, proprio di tutti i palermitani. Rosalia manifesta un Dio che vuol farsi ancora presente, e che ha a cuore il bene di tutti, che ama tutti e ciascuno, al punto da “ritornare” sempre all’uomo, donandogli sempre nuove possibilità, occasioni di salvezza e di riscatto da ogni forma di peste che paralizza e contagia, che ammorba l’aria di egoismo e di rassegnazione, e genera veri e proprie aberrazioni sociali e culturali. Se la nostra Città, nella consueta ed intensa parentesi della sua estate, si mostra pronta a ricevere ancora una volta la Santuzza nelle sue strade, deve avere il coraggio di scavare più a fondo, per trovare il nobile desiderio di puntare in alto, e ricevere e accogliere Dio, quel Dio che di Rosalia e di Palermo è stato e vuole continuare ad essere Sposo e Signore. (Paolo Card. Romeo Arcivescovo di Palermo)
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Messaggio Card. Paolo Romeo
Pubblicato da fidest su giovedì, 14 luglio 2011
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Festino in onore di Santa Rosalia
Pubblicato da fidest su giovedì, 15 luglio 2010
Palermo. giovedì, 15 luglio 2010 il programma è abbastanza ricco di celebrazioni. Si inizia alle ore 8 del mattino con l’Alborata da piazza Sett’Angeli e il suono festoso delle campane della Cattedrale e delle Chiese del Centro Storico di Palermo, alle ore 9 si svolgerà il giro delle bande musicali per corso Vittorio Emanuele, piazza Marina, corso Vittorio Emanuele, via Roma, via Bari, discesa dei Giovenchi, piazza Sant’Onofrio, via Panneria, piazza Monte di Pietà, via Judica, via Gioiamia, via Matteo Bonello e Cattedrale; alle ore 9 la celebrazione Eucaristica presieduta dal reggente del Santuario di Santa Rosalia sul Monte Pellegrino, don Michele Zaccaro. Il clou del programma religioso alle ore 11 con il solenne Pontificale presieduto da S.E. mons. Paolo Romeo, Arcivescovo di Palermo; alle ore 17.30 la celebrazione Eucaristica presieduta da mons. Giovanni Lanzafame e alle ore 19 la solenne processione dell’Urna argentea contenente le spoglie di Santa Rosalia dalla Chiesa Cattedrale. La processione avrà il seguente percorso: via Matteo Bonello, corso Vittorio Emanuele, piazza Marina dove l’Arcivescovo pronuncerà il discorso alla Città. Il ritorno in Cattedrale avrà quest’altro percorso: piazza Marina, corso Vittorio Emanuele, via Roma, via Bari, discesa dei Giovenchi, piazza Sant’Onofrio, via Panneria, piazza Monte di Pietà, via Judica, via Gioiamia, via Matteo Bonello. Al rientro in Cattedrale giochi pirotecnici in Piazza Sett’Angeli a cura della Ditta La Rosa Lorenzo.
“Nel giorno in cui commemoriamo l’anniversario del ritrovamento del corpo della Vergine Rosalia – ha detto l’Arcivescovo ieri – un corpo che dopo secoli ha salvato miracolosamente Palermo dalla peste, rendendo un servizio all’intera comunità cittadina, invochiamo da Dio il dono di essere noi tutti “più corpo”, cioè più uniti e solidali, più motivati nei confronti degli interessi della collettività, più convergenti nelle forze da porre in campo per la costruzione e il progresso di una autentica civiltà dell’amore”.
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