Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Corcolle: scelta poco chiara

Pubblicato da fidest su venerdì, 25 maggio 2012

Roma “Il Presidente del Consiglio Monti su Corcolle sbaglia due volte. Sbaglia ad avvallare le indicazioni ormai tutt’altro che tecniche del prefetto Pecoraro, e sbaglia a non considerare le fondate opposizioni a questa scelta che sono state espresse, non solo da un vasto movimento di comitati e associazioni, ma dagli stessi ministri Clini e Ornaghi.” Lo dichiarano i senatori del Pd Roberto Della Seta, Francesco Ferrante e Roberto Di Giovan Paolo che continuano – “E’ francamente inaccettabile che il Presidente del Consiglio dia il via libera ad un sito che il Ministro dell’Ambiente ha definito come vulnerabile sotto troppi aspetti, e che il Ministro dei Beni culturali ha bollato come inappropriato per la vicinanza al sito Unesco di Villa Adriana. Dubbi e motivazioni che sono state comunicati a Monti anche con una lettera. Allora la domanda viene spontanea: come è possibile che se un tema così specifico la posizione del Governo prescinde da quella dei due ministri competenti?”

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Farmacia e cosmetica

Pubblicato da fidest su venerdì, 11 maggio 2012

«L’appuntamento – ha commentato Vincenzo Maglione, presidente del Gruppo Cosmetici in Farmacia di Unipro – ha permesso di chiarire, nello scenario competitivo attuale, l’importanza ed il valore del cosmetico in farmacia. Oggi le dinamiche impongono una scelta di qualità ancora maggiore ed è questo che i clienti chiedono e vogliono quando entrano in farmacia. Il cosmetico in farmacia diviene quindi un ottimo veicolo di salute moderno che risponde alle richieste dei consumatori e supporta il valore scientifico della farmacia in quanto “casa della salute”».«La farmacia, sia perché è facilmente accessibile per la presenza capillare sul territorio, sia per la disponibilità dei farmacisti al dialogo e al confronto con il paziente, da sempre riesce ad avere un rapporto di vicinanza e fiducia con il cittadino, come confermato anche dalla recentissima indagine condotta dall’Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione. In un quadro di grande attenzione all’utente i cosmetici diventano uno strumento in più che la farmacia ha per rispondere alla nuova domanda di salute e benessere psicofisico della popolazione. Un benessere che passa anche per un maggiore interesse verso la cura di sé, perché piacersi è un modo per stare bene con se stessi e con gli altri. Ritengo che il valore aggiunto che la farmacia può dare anche alla cosmesi debba indurre i produttori a investire sul nostro canale per ottenere una sinergia che vada a vantaggio di tutti: dell’azienda che vede adeguatamente valorizzati i propri prodotti, del cittadino che sa di poter trovare in farmacia risposte di qualità, della farmacia stessa che vede riconosciuto anche in questo campo la propria funzione di punto di riferimento per il benessere del cittadino». Questo il commento di Annarosa Racca, presidente di Federfarma.«Il dibattito – ha aggiunto Maglione – ha anche mostrato l’evoluzione del settore distributivo, e in prospettiva, l’apertura delle nuove farmacie previste dal DL Liberalizzazioni che potranno aiutare la corretta espansione del settore cosmetico. A tal proposito Unipro con il Gruppo Cosmetici in Farmacia, insieme a Federfarma e FOFI, si ripromette di lavorare ancor più in congiunzione su tali aspetti migliorando le conoscenze scientifiche e quindi il servizio reso».«La cosmesi oggi rientra a pieno titolo in quella ricerca del benessere che caratterizza la nostra società. Ma proprio per questo diventa centrale la figura del farmacista, capace di guidare la scelta del cittadino in base a criteri scientifici e di offrire una garanzia ulteriore sulla qualità e la sicurezza dei prodotti. Una centralità che viene ulteriormente sottolineata dal progresso registrato in questi anni dal cosmetico stesso, che sempre più spesso presenta funzioni e azioni che vanno al di là dell’estetica pura e semplice» ha ribadito Maurizio Pace, segretario della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani

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Dalla fisica del cioccolato all’influenza del colore nella scelta dei cibi

Pubblicato da fidest su giovedì, 23 febbraio 2012

La Sapienza - Engineering faculty at Via Eudos...

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Roma 23 febbraio 2012 ore 9.00 aula Capozzi – dipartimento di Scienze odontostomatologiche via Caserta 6, Roma Esperti e studiosi delle maggiori università italiane e istituti di ricerca si danno appuntamento giovedì 23 febbraio alla Sapienza per parlare di alimentazione a 360 gradi, in un percorso culturale e scientifico che abbraccia diversi ambiti disciplinari: dalla biochimica all’igiene degli alimenti, dalla sociologia all’epidemiologia, dalla psicologia alla fisica. Al centro dell’incontro anche temi più curiosi come l’applicazione della fisica alla gastronomia per produrre per esempio un buon gelato al cioccolato o sviluppare nuovi prodotti, l’influenza del colore nelle scelte alimentari, il rapporto tra cibo e comunicazione. Il convegno è dedicato alla figura di Carlo Cannella, docente di Scienza dell’alimentazione alla Sapienza a un anno dalla scomparsa. L’iniziativa è promossa dal dipartimento di Medicina sperimentale in collaborazione con il Ciiscam – Centro interuniversitario di ricerca sulle culture alimentari mediterranee. L’incontro è l’occasione per ricordare, alla presenza di numerosi allievi e colleghi, il rigore scientifico e l’efficace attività di divulgazione di Carlo Cannella.
I lavori della giornata sono articolati in tre sessioni: la prima è dedicata a nutrizione e alimentazione con particolare attenzione alle nuove scienze come la nutrigenomica che indaga come combinare il profilo genetico individuale con i cibi, per definire un’alimentazione protettiva o addirittura terapeutica.
La seconda sessione verte su Psicobiologia e sicurezza alimentare nella ristorazione collettiva. Infine la terza sessione fa il punto sul futuro dell’alimentazione tra ricerca e tradizione con uno sguardo sulle abitudini alimentari degli italiani e sul rapporto tra scienza e industria.

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Segnalare posta elettronica certificata

Pubblicato da fidest su venerdì, 18 novembre 2011

Mail-mela

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Le società costituite prima del 29 novembre 2008, se non hanno ancora provveduto, devono comunicare al Registro Imprese della Camera di Commercio il proprio indirizzo di posta elettronica certificata entro il prossimo 29 novembre. L’adempimento è completamente gratuito, in quanto esente da imposte di bollo e diritti di segreteria. L’omessa o ritardata comunicazione prevede una sanzione amministrativa in base all’art 2630 del Codice Civile, per un importo che va da 103 euro a 1.032 euro. Oltre ai consueti canali telematici è disponibile in http://www.registroimprese.it un percorso semplificato da utilizzare esclusivamente per la dichiarazione delle Pec da parte del legale rappresentante della società. La scelta del gestore della casella di Pec è libera. I servizi di Pec sono forniti dagli operatori di mercato abilitati dal Centro per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (Cnipa).

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Dichiarazione di Giuliano Cazzola, deputato del Pdl

Pubblicato da fidest su venerdì, 11 novembre 2011

Mario monti

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“Sono sempre più convinto, dopo le considerazioni svolte da Silvio Berlusconi, che un governo presieduto da Mario Monti rappresenti l’unica soluzione che, nelle attuali condizioni, sia in grado di dare esecuzione agli impegni assunti con la Ue e il G 20.” lo afferma in una nota dal suo sito internet l’on. Giuliano Cazzola che avvisa “Quanti nel Pdl non condividono tale scelta si troverebbero all’opposizione insieme a quei partiti, la Lega Nord e l’ Idv, che la contrastano solo perche’ intendono sottrarsi, per motivi elettorali, agli obblighi che Berlusconi ha contratto con la comunità internazionale. Da queste forze – prosegue Cazzola – verra’ una opposizione all’insegna della demagogia. Un partito di governo come il Pdl non può stare in questa compagnia, in un momento tanto delicato. Quanto al Pd, avrà sicuramente più problemi di noi a condividere e a sostenere la linea e il programma del governo Monti. In ogni caso – conclude Cazzola – quando la candidatura di Monti sara’ ufficiale si metteranno in moto, a sostegno, forze tanto importanti e situazioni tanto significative, nei mercati finanziari, a cui sara’ difficile opporsi”.

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In Italia Università sempre più costosa

Pubblicato da fidest su giovedì, 14 luglio 2011

In Italia non ha vita facile chi decide di iscriversi ad un corso universitario, soprattutto se non si possiede un cospicuo portafogli. Secondo ricerche nazionali, gli studenti degli atenei del Nord pagano il 13% in più rispetto alla media nazionale ed il costo complessivo di un corso universitario varia dalla facoltà scelta, decisione influenzata dalle risorse economiche disponibili. “Non avere soldi per finanziare le università perché dilapidati e/o rubati, e di conseguenza dover gravare sulle spalle dei cittadini per tirare avanti – osserva Cesare De Sessa, viceresponsabile per l’Istruzione dell’Italia dei Diritti -, equivale a ripristinare una logica non di merito, come i politici si affannano a dichiarare a gran voce. Piuttosto significa, nella pratica quotidiana, permettere di studiare ai figli delle famiglie economicamente più solide. In buona sostanza – continua De Sessa -, un ritorno al passato peggiore. Insomma, la differenza, ieri come oggi e purtroppo anche domani, nel nostro Paese (più che in altri) la fa il denaro. Né c’è da meravigliarsi, basta riflettere un attimo sugli scandali che, da destra come da sinistra, vedono quotidianamente i nostri politici alla ribalta, il movente è sempre uno: il denaro”. L’Università pubblica italiana sembrerebbe diventare man mano un’esclusiva per ricchi, rispetto ad alcuni Paesi europei, come la Svezia, che offrono un’istruzione elevata a costo zero: “Il fatto che l’istruzione universitaria, meno qualificata di molte europee, costi parecchio di più è uno dei tanti sintomi dell’Italia, affetta da molti, troppi mali – spiega l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -. Investire sulle nuove generazioni e su un’università economicamente più accessibile è proprio di un Paese che guarda al futuro, perché offre ai giovani delle chance. Se una classe dirigente non riesce dunque ad esprimere altri valori e interessi se non quello dei soldi – conclude De Sessa -, come immaginare che possa pensare ai giovani e al loro futuro in termini diversi da quello che rappresenta la sua sola preoccupazione, il suo unico assillo?”.

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Scelta Ronchi, Urso E Scalia

Pubblicato da fidest su domenica, 10 luglio 2011

«Io spero che la scelta di Andrea Ronchi, Adolfo Urso e Pippo Scalia sia circondata dal massimo rispetto da parte di tutti. Credo che nessuno si possa permettere di dare una lettura strumentale e personalistica di questa scelta politica. In realtà questa scelta è la logica e coerente conseguenza di chi ha sempre detto in ogni circostanza di voler rimanere comunque all’interno del centrodestra e di non essere disponibile ad uscire da questo schieramento a prescindere dalle diverse appartenenze politiche. Sono convinto che Ronchi, Urso e Scalia siano i primi interlocutori del progetto di riaggregazione del centrodestra e di creazione della casa comune del popolarismo europeo in Italia. Un progetto che deve comunque essere rivolto a tutti coloro che vogliono costruire un’alternativa alla sinistra credibile e proiettata verso il futuro». Lo afferma Gianni Alemanno, sindaco di Roma.

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La fimp sulle scuole di specialità: “ha ragione Fazio”

Pubblicato da fidest su giovedì, 23 giugno 2011

“Condivido completamente la proposta del ministro Fazio, un’ipotesi che ho personalmente già avanzato in più di una occasione e che sottoscrivo con profonda partecipazione”. Queste le parole di Giuseppe Mele, presidente della FIMP, sindacato dei pediatri di libera scelta, in seguito all’intervento di Ferruccio Fazio, che durante un Convegno, organizzato dalla Regione Lombardia sul rapporto fra ospedale e università, ha espressamente parlato di riduzione da 5 a 4 anni della durata di alcune scuole di specializzazione mediche. “Questa ipotesi ci trova favorevoli per molte ragioni”, ha proseguito Mele, “prima di tutto amplierebbe nel tempo il numero degli specializzandi, attualmente ristretto a cifre davvero esigue per molte specialità, pediatria compresa, con conseguente sofferenza nei confronti delle necessità della popolazione; aiuterebbe a raggiungere l’obiettivo di un sensibile contenimento dei costi, dopodiché metterebbe il nostro Paese allo stesso passo delle altre nazioni occidentali, dove le specialità in 4 anni sono ormai una consuetudine; infine permetterebbe alla comunità dei giovani medici di uscire più velocemente dal limbo pre-professionale, per confrontarsi in tempi più brevi con l’ingresso nel mondo della professione vissuta”. Nella speranza che la proposta anticipata da Fazio possa concretizzarsi in tempi brevi, il presidente della FIMP ha auspicato un’attenzione concreta da parte di tutti i soggetti coinvolti, tra cui il ministero dell’università e della ricerca scientifica, affinché “l’ipotesi – che fa parte delle spinte concrete e positive per un rinnovamento della professione sanitaria italiana – non rimanga su carta, ma divenga realtà, potendo contare anche sul supporto dei sindacati e delle associazioni mediche italiane”. (Stefano Sermonti)

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Fli: la casa dei moderati

Pubblicato da fidest su mercoledì, 8 giugno 2011

“Il nostro progetto è costruire una casa di moderati e riformatori in un quadro alternativo al centrosinistra. Tutto questo accadrà, come è ovvio, solo quando sara’ finito il berlusconismo. Fli si colloca all’interno del centrodestra e la costruzione di un nuovo centrodestra di stampo europeo e’ proprio la scommessa su cui siamo nati. D’altro canto, se a qualche miope opinionista nostrano sfugge ancora il senso e la necessità di questa coraggiosa scelta, fa piacere constatare che la stampa internazionale, a partire da “The Economist” di questa settimana, ha sottolineato in più occasioni la novità e la lungimiranza dell’azione politica di Gianfranco Fini.” Lo ha dichiarato l’on. Roberto Menia, coordinatore nazionale di FLI.

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Italia nostra e il Referendum

Pubblicato da fidest su mercoledì, 8 giugno 2011

Italia Nostra invita tutti gli italiani a votare per i referendum del 12 e 13 giugno. In gioco ci sono i nostri “beni comuni”, l’acqua e l’ambiente, poiché la scelta sul nucleare incide sul futuro del nostro Paese. Invitiamo tutti gli italiani a votare SI. E’ superfluo sottolineare la grande importanza che per la causa dell’ambientalismo, rivestono i 3 referendum. Abbiamo sensibilizzato tutti i soci di Italia, i nostri direttivi regionali, le sezioni e tutti i nostri militanti e simpatizzanti di adoperarsi per il sì e perché la partecipazione al voto sia la più alta possibile. La vasta rete nazionale è tutta mobilitata affinché i cittadini votino e votino si. Italia Nostra, con il suo prestigio e la sua organizzazione diffusa su tutto il territorio, è in grado di dare un contributo significativo a una battaglia che non è soltanto in difesa dell’ambiente, della salute e dei beni comuni, ma anche a tutela del referendum, uno strumento indispensabile di democrazia diretta. Sarebbe una tragedia per l’Italia se il quorum del 50% dei voti + 1 non venisse raggiunto. (Alessandra Mottola Molfino Presidente nazionale di Italia Nostra)

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Fiera del Coaching

Pubblicato da fidest su lunedì, 6 giugno 2011

Trento Castello del Buonconsiglio 18 e 19 giugno 2011 Fiera del Coaching 2 settimane alla seconda Fiera a Trento Come il WWF nasce per difendere la biodiversità, Amnesty i diritti civili, così AICP nasce per difendere e sviluppare, tramite il coaching, il talento in Italia, la nostra risorsa più preziosa. E’ una battaglia cruenta, una battaglia che costringe migliaia di persone di talento, ogni anno, a dover compiere la dolorosa scelta di “fuggire” dall’Italia per poter coltivare il loro talento e donarlo al mondo, piuttosto che piegarsi ai tanti, troppi poteri forti che hanno come unico fine il mantenimento dell’esistente (Tomasi di Lampedusa docet), in uno “spensierato declino”.
“In AICP abbiamo deciso – affermano gli organizzatori – di combattere questa guerra non per trarne un profitto personale per gli associati, che devolvono entusiasticamente giorni di lavoro all’associazione, né per AICP stessa, che mira, con orgoglio, alla pura e semplice copertura dei costi operativi; la nostra ricompensa è utilizzare quello che amiamo fare “il coaching” per far fiorire i milioni di talenti presenti in Italia per “far accadere” la migliore Italia possibile, non quella raccapricciante versione di Italia che abbiamo troppo spesso di fronte ai nostri occhi”.
Tutti i relatori, gli associati AICP ed i partecipanti all’evento che, per questi motivi, sarà gratuito, non percepiranno compensi materiali, percepiranno l’inestimabile compenso morale di lavorare allo sviluppo del talento, dell’innovazione, della positività nelle loro vite e nella società italiana.

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Pd: partito moderati e progressisti

Pubblicato da fidest su giovedì, 19 maggio 2011

I dati elettorali di Torino e dei principali Comuni della sua Provincia evidenziano che il PD è un partito articolato, di governo e ormai fortemente radicato nel territorio. Ma, soprattutto, è un partito realmente “plurale”. E’appena sufficiente scorrere gli eletti al Comune di Torino, i Sindaci eletti o al ballottaggio nelle città sopra i 15 mila abitanti e gli eletti nei rispettivi Comuni per rendersi conto che le varie sensibilità culturali sono tutte ben rappresentate nel partito dopo la scelta degli elettori. Insomma, un partito, il PD della provincia di Torino, dove convivono tranquillamente i moderati e progressisti senza appaltare ad altri partiti la rappresentanza politica di quelle realtà. E ciò spiega perché il PD oggi si attesta saldamente attorno al 30% dei consensi.

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Rai: La scelta di Lorenza Lei

Pubblicato da fidest su giovedì, 5 maggio 2011

“La scelta unanime e bipartisan di Lorenza Lei alla guida della Rai conferma la volontà politica, culturale e aziendale, di scrivere una pagina nuova e significativa del servizio pubblico radiotelevisivo”. Così si è espresso Domenico Delle Foglie, presidente del Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione), dopo l’elezione, all’unanimità, del nuovo direttore generale della Rai. “Sulla tv generalista – aggiunge Delle Foglie – non tramonta mai il sole. Anzi, siamo convinti che essa possa continuare a svolgere un ruolo centrale nei processi di informazione e formazione dell’opinione pubblica italiana. In questo contesto, il servizio pubblico radiotelevisivo ha una responsabilità in più, alla quale il nuovo direttore generale della Rai, con la sua intelligenza, pazienza e professionalità, saprà efficacemente corrispondere”.

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Nucleare. Che dire?

Pubblicato da fidest su mercoledì, 20 aprile 2011

Che dire della scelta del governo Berlusconi di rinviare le scelta nucleare? Le considerazioni sono ormai di dominio pubblico: scelta dei tempi di indizione dei referendum separata da quella delle amministrative e in pieno giugno, il che significa 350 milioni di spesa per la tornata referendaria a carico del cittadino contribuente che, speriamo di no, sara’ inutile per mancato quorum. Scelta “politica” a carico dei cittadini e di interessi di parte. Insomma, il presidente Berluconi mette, ancora una volta, le mani in tasca agli italiani. Soldi buttati al vento. Meno male che non sono stati firmati i contratti con le imprese incaricate di costruite le centrali nucleari: avremmo pagato per costruire gli impianti senza averli, la quadratura del cerchio per le aziende che avrebbero incassato (penali) per un lavoro non fatto e l’ennesima emorragia per le tasche del contribuente.  Dobbiamo attendere un tragico incidente (Fukushima) per far riflettere i nostri governanti sulle scelte energetiche? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Piemonte: no al nucleare

Pubblicato da fidest su sabato, 2 aprile 2011

Saluggia (Vercelli) 16 aprile si terrà una Segreteria regionale sulla questione del nucleare, allargata ai Parlamentari e Consiglieri regionali del PD e aperta ai dirigenti del PD vercellese e ai cittadini interessati. In quell’occasione ribadiremo la nostra posizione di netta contrarietà al ritorno del nucleare in Italia e chiederemo al Governo di uscire dalla sua latitanza e di risolvere una volta per tutte il problema delle scorie nucleari ancora presenti nella nostra Regione. Abbiamo contestato la scelta del Governo di realizzare nuove centrali in quanto si tratta di una tecnologia obsoleta, molto costosa e non sicura come il grave incidente di Fukushima sta dimostrando. Sosteniamo la necessità di annullare il programma del nucleare italiano, e su questa linea ci impegneremo nella campagna referendaria.  Non solo non devono essere costruite nuove centrali, ma bisogna fare i conti con l’eredità del vecchio nucleare: Saluggia e Trino non possono continuare a ospitare le scorie a causa della mancata individuazione da parte del Governo del sito del deposito unico nazionale. Il Presidente Cota non può più limitarsi a generiche rassicurazioni sul fatto che in Piemonte non verranno realizzate nuove centrali, deve incalzare il Governo perché risolva il problema delle scorie e vari delle politiche serie sul versante del risparmio energetico e dello sviluppo delle energie rinnovabili”

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