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Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 95

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Senato: si, no, non so

Posted by fidest on Saturday, 12 April 2014

aula senatoFino a qualche tempo fa la nostra Costituzione era la piu’ bella del Mondo. L’attore Benigni, che potremmo collocare politicamente a sinistra, si sbracciava nelle piazze e in televisione (RAI UNO, 17 dicembre 2012) per decantare le virtu’ della nostra Carta fondamentale. E’ passato poco piu’ di un anno e il governo Renzi (centrosinistra) vuole emendare la Costituzione. C’e’ qualcosa che non quadra.
Nel 2001 il governo Amato (centrosinistra) modifico’ la Costituzione che ora il governo Renzi vuole, a sua volta  cambiare. Il Senato e’ poco europeo, titola qualche giornale; con l’aria antieuropea che tira non e’ il proprio caso di far riferimento alla Europa  ma, in aggiunta, si sostiene che solo la Spagna ha due Camere elettive, e il Senato non e’ presente in Finlandia, Svezia, Danimarca, Grecia, Lussemburgo e Malta. Si potrebbe rispondere che il Senato e’ presente nella maggior parte degli Stati europei (Gran Bretagna, Francia, Spagna, Germania, Austria, Olanda, Irlanda, ecc.). Il bicameralismo perfetto esiste solo in Italia, si sostiene. Vediamo la situazione in alcuni Stati europei.
Italia
Senato della Repubblica e Camera dei Deputati sono elettivi e hanno gli stessi poteri.
Francia
Il Senato e’ eletto a suffragio indiretto. Non vota la fiducia al Governo ma ha gli stessi poteri della Camera (Assemblea Nazionale).
Spagna
Il Senato è composto da un numero di eletti con un sistema misto. Non vota la fiducia al Governo. Puo’ emendare o respingere le leggi approvate dall’altra Camera (Congresso dei Deputati ), che puo’ superare il veto con una votazione a maggioranza assoluta.
Germania
Il Senato (Consiglio Federale, Bundesrat) e’ eletto a suffragio indiretto, non vota la fiducia al Governo ma puo’ emendare o respingere le leggi approvate dall’altra Camera (Bundestag), che puo’ superare il veto con una votazione a maggioranza assoluta.
Ogni Paese ha, quindi, una articolazione istituzionale che nasce dalla propria storia.
Vero e’ che noi abbiamo un duplice sistema, elettivo e funzionale, che rende farraginosa l’approvazione delle leggi ma vogliamo ricordare che quando i partiti sono interessati le norme si approvano in un batter d’occhio: la legge del 1974 sul finanziamento pubblico fu approvata dalle due Camere in appena 16 giorni!
In conclusione, si puo’ modificare la Costituzione e trasformare  il Senato. E’ previsto dalla Costituzione stessa. Non vorremmo, pero’, ritrovarci tra dieci anni a dover rimpiangere “l’antico” Senato, visto che il vecchio (anno 2001) e il nuovo centrosinistra (anno 2014) si cimentarono e si cimentano in riforme costituzionali seguendo gli umori e gli interessi del momento.
In aggiunta, rileviamo che i membri di questo Parlamento, che vuole modificare la Costituzione, sono stati eletti con una legge dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Portali internet di Senato e Camera. Perchè non sono omogenei?

Posted by fidest on Monday, 26 August 2013

La polemica sui costi del portale internet della Camera dei Deputati ci sollecita un altro interrogativo. Perche’ i portali del Parlamento non sono omogenei visto che l’attivita’ istituzionale e’ la medesima? Perche’ l’UCCS (ufficio complicazioni cose semplici), risponderebbe qualcuno, e’ sempre in agguato e pronto a rendere difficile cio’ che e’ semplice. Vediamo.La grafica e’ diversa, i colori anche. Per il Senato la suddivisione e’ cosi’ denominata: L’istituzione, Composizione, Lavori del Senato, Leggi e documenti, Attualita’, Relazione con i cittadini. Per la Camera, invece, i settori sono: Conoscere la Camera, Deputati e Organi, Lavori, Documenti, Europa, Internazionale, Comunicazione. Queste dizioni potrebbero essere omogenee, invece non lo sono. Passiamo ai Presidenti. Nella pagina di biografia del presidente del Senato sono indicati i contatti: twitter, facebook e indirizzi email in modo diretto; in quella della Camera no, rimandando ai contatti, a”scrivi al Presidente” dove bisogna registrarsi. Non proseguiamo oltre perche’ bastano questi pochi, semplici, esempi per capire che il rapporto tra istituzione e cittadino non e’ facilitato da chi dovrebbe avere il compito, e il dovere, di farlo. Soprattutto perche’ a pagare e’ il cittadino stesso. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Giochi e politica, Vicari (Pdl): “Presto un testo unico di riforma sul gioco”

Posted by fidest on Tuesday, 13 March 2012

 

“In settimana sarà forse possibile varare un testo unico di riforma sul gioco d’azzardo”. A dirlo, come riporta Agipronews, è la senatrice Simona Vicari, segretario della presidenza del Senato e membro della Commissione Industria, commercio, turismo. “Credo che la nomina di una apposita Commissione bicamerale” sul gioco d’azzardo “possa essere una strada da percorrere” per arrivare “alla definizione di un testo unico” che permetterebbe di “armonizzare i vari disegni di legge presenti”. L’obiettivo è “fare un salto di qualità nel contrasto alle forme di dipendenza dal gioco, senza fondamentalismi, ma nella convinzione che la tutela della salute dei cittadini e delle famiglie rappresenti un obiettivo primario”, ha concluso la senatrice.

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La kermesse leghista al Senato

Posted by fidest on Thursday, 15 December 2011

Cropped picture of Joseph Stiglitz, U.S. econo...

Editoriale Fidest. Oggi abbiamo assistito ad una protesta dai “toni alti e dalle… parolacce” nell’aula del Senato mentre il Presidente del Consiglio si accingeva al suo intervento per erudire i senatori sulla sua trasferta europea. Questo scenario non ci preoccupa per l’immagine che dà quanto per i contenuti della protesta, che fa riflettere. Più passa il tempo, infatti, e maggiore diventa la consapevolezza degli italiani che la tagliola di Monti non avrà scampo e riuscirà a catturare quella maggioranza che gli serve per continuare l’opera di demolizione del sistema paese. Già il giornalista Agostino Spataro si interroga se “La via imboccata è quella giusta o si stanno commettendo nuovi errori?” Il suo articolo “non scaturisce da una paura che in questo periodo un po’ tutti avvertiamo, e che non osiamo esternare in pubblico, ma dall’analisi, libera e schietta, fatta da un economista Usa, Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia, nel corso di un’intervista pubblicata su un importante quotidiano argentino,” “Ovviamente – scrive Spataro – sto parlando di grandi opzioni, di scelte strutturali non delle quisquilie cui ricorrono le varie “compagnie di giro” per tenere aperto il baraccone degli scandaletti a buon mercato e deviare l’attenzione dell’opinione pubblica dai veri malanni che affliggono l’Italia e l’Europa”. E soggiunge: ““Il principale problema è quello di avere creato un contesto economico a partire dal quale la democrazia è rimasta subordinata ai mercati finanziari. E questo la Merkel lo sa bene. La gente vota, però si sente ricattata. Si dovrebbe riformulare il quadro economico, affinché le conseguenze di non seguire i mercati non siano tanto severe”. Gli fa eco in un altro contesto un broker inglese. “Il nostro lavoro – ci dice – è di fare soldi da questa situazione. Io vado a letto tutte le notti sognando – e lo faccio da tre anni – un’alta recessione e un momento come questo. E’ la depressione degli anni ’30 che si riaffaccia. Allora non è stato solo la depressione dei Mercati, c’era gente che era preparata a quella caduta del mercato. E’ una opportunità, quando il mercato cade, quando l’euro cade se sa, ovviamente, cosa fare, ed è in grado di stabilire un giusto piano. In questo caso si possono fare tanti soldi”. E l’Italia e con essa l’Europa diventano le vittime designate di un imponente trasferimento di ricchezze dagli Stati alla speculazione. Quindi i pensionati, i lavoratori, i piccoli risparmiatori, le famiglie monoreddito o con redditi medio-bassi e tutta l’area che richiama, per lo meno all’80% della popolazione europea, stanno per essere irrimediabilmente impoverite da un sistema che è o dentro la speculazione o è fuori di essa e in entrambi i casi cercano di attrarre capitali o di difendersi servendosi dei soldi di chi ha e ne vuole sempre di più. In questa misura l’uomo della strada, il lavoratore medio o il disoccupato, il cassa integrato non hanno più dei protettori. Non lo è, per l’Italia: il Parlamento, che si accinge a votare la manovra capestro di Monti, non lo è “la Bce perchè rappresenta gli interessi delle banche e non è quindi in grado di regolare il sistema finanziario in maniera adeguata e ha un’attitudine di stimolo ai CDS (Credit Default Swaps) che sono strumenti molto dannosi. Questo dimostra anche che le banche centrali non sono indipendenti…” E il dramma nel dramma sta nel fatto che proprio i partiti che si richiamano ai valori della sinistra, a quelli della dottrina cristiana e della legalità hanno gettato la spugna militando nello schieramento opposto. Sono diventati i mercenari della nuova dottrina. E tutto questo non lo affermo a titolo personale ma mi richiamo, al già citato premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz e poi agli altri economisti accademici di riferimento quali: i Prof. L. Randall Wray, Stephanie Kelton, Warren Mosler, Marshall Auerback, William Black, Michael Hudson. Una sensibilità che hanno mostrato anche gli economisti italiani nel loro appello rivolto ai parlamentari italiani, in queste ore. Essi, in pratica hanno richiamato l’attenzione all’Argentina che ha spezzato il patto iugulatorio con la finanza Usa e ora gode ottima salute e che noi dovremmo seguire uscendo dal pantano dell’Euro e dal ricatto dei patentati europei. Ora, però, traditi da tutti tranne che dai leghisti non ci resta che stare a guardare che ill dramma si compia. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Manovra: il Senato approva

Posted by fidest on Wednesday, 7 September 2011

Dopo il maxiemendamento, il valore per il 2013 l’anno in cui è fissato il pareggio di bilancio, arriva a 54,2 miliardi. I senatori con 175 voti contro 141 e tre astenuti approvano. Non stiamo qui ad elencare, almeno per ora, in dettaglio gli elementi che la compongono. Possiamo solo dire, riprendendo le parole di D’Alema che se l’Europa approva lo si deve al totale raggiunto ma non certo al modo come si è pervenuti a tale somma. Essa è e resta iniqua poiché va a colpire i ceti più deboli affrancando i redditi alti. Ora la parola passa alla Camera ma qui in molti sono a dire che sarà blindata e che ai deputati non resterà che approvarla con l’ennesimo voto di fiducia (in questa legislatura siamo già a quota 50, e per chi non ha fatto i conti precisiamo che il tutto è avvenuto in tre anni). Scenderemo nei dettagli e riprenderemo, come di consueto, i commenti nei nostri successivi servizi. Resta pesante come un macigno l’invito del senatore Giuseppe Pisanu del Pdl e con la tessera n° 2 del partito, nel corso dei lavori parlamentari, che invita Berlusconi a fare un passo indietro per dar vita ad un governo di transizione. A loro volta iI cobas, che sostavano a Piazza Navona, hanno preso molto male il voto del senato e le proteste hanno provocato forti contrasti con le forze dell’ordine.

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Senato: voto emendamenti Milleproroghe

Posted by fidest on Monday, 7 February 2011

“Mi auguro che i senatori delle Commissioni 1° e 5° che domani  cominceranno a votare gli emendamenti al Milleproroghe sappiano ascoltare quelle insistenti voci di forte dissenso che si levano sempre più numerose verso gli attuali organismi della rappresentanza militare, in particolare verso i Cocer.  Una nuova proroga degli attuali Cocer,  oltre che ingiustificata e ingiustificabile apparirebbe come l’ennesimo schiaffo in faccia dato dalla politica ai militari. Non è bastato tagliargli gli stipendi e bloccargli le indennità,  adesso ai militari gli si vuole togliere pure il diritto di eleggere i propri rappresentanti  e ciò potrebbe accadere se l’emendamento presentato dalla senatrice Bonfrisco dovesse essere approvato. Per scongiurare questa terribile evenienza, i cui effetti sarebbero disastrosi  per la tenuta democratica delle stesse Forze armate, e per  evidenziare la totale mancanza del carattere d’urgenza e di una credibile motivazione che possano giustificare un simile atto di arroganza, dopo aver scritto al Presidente della Repubblica lo scorso 23 dicembre, oggi ho rivolto un appello ai Presidenti delle Commissioni senatoriali e a tutti i loro membri affinché restituiscano ai circa 400.000 cittadini militari «quel diritto di voto che l’arroganza di pochi e il compiacente silenzio di molti gli vogliono nuovamente sottrarre».”   Lo dichiara Luca Marco Comellini , Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) in merito all’emendamento n. 1.273 a firma della senatrice Bonfrisco con il quale si chiede la proroga fino al 30 luglio 2012, del mandato dei consigli della rappreserntanza militare giàin regime di proroga fino al 30 luglio 2011.

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Arrivano in aula le “spese pazze” del Senato

Posted by fidest on Sunday, 24 October 2010

Intervenendo a fine seduta, il Senatore Radicale Marco Perduca ha detto: “Desidero portare all’attenzione della Presidenza e dei colleghi quanto apparso oggi in un articolo su “la Repubblica” relativamente ad una delle sedi che dovranno ospitare alcuni nostri uffici, i palazzi di Santa Maria in Aquiro, che hanno una superficie totale di 3.000 metri quadri ed un progetto che prevede di ricavare 51 uffici. La ristrutturazione è costata 25 milioni di euro, di cui 20,5 finanziati dal Provveditorato alle opere pubbliche e 4,5 dal Senato. Ogni anno il Senato, da quando è stato firmato il contratto di locazione, spende 471.000 euro di affitto. Il contratto scade nel 2021. Questi conti sono stati effettuati sulla base di documenti pubblici, difficilmente recuperabili grazie ad alchimie tra il barocco e il bizantino del nostro sito Internet, dal segretario dei radicali italiani Mario Staderini, che sui costi ha ingaggiato più volte una battaglia.
La consegna del primo lotto era prevista nel 2006, poi slittata nel 2008, poi un’”aggiuntina” nel 2009 e adesso, nella relazione allegata all’ultimo documento del bilancio del Senato 2010, approvato un mese fa, si prevede finalmente «la consegna degli uffici entro l’anno». Ma con una postilla: occorre ancora una volta destinare significative risorse finanziarie all’acquisizione degli arredi, indispensabili alla funzionalità degli uffici e dei locali. Insomma, a spanne, manca ancora un milione per poter utilizzare questo edificio dove per sbaglio, un paio di settimane fa, è entrata la senatrice Poretti che ha così avuto modo di apprezzare le condizioni dello stabile. Ci è stato detto, in risposta ad alcuni rilievi posti durante il dibattito generale sul bilancio del nostro Senato, che probabilmente l’edificio sarà pronto a fine legislatura. Sappiamo però che in Italia le legislature non hanno una scadenza fissa. Quindi, in effetti, la concomitanza della fine dell’anno potrebbe sovrapporsi con la fine della legislatura. Occorre che il Presidente del Senato chiarisca qual’e’ la situazione per
il futuro segnalando quale siano, in effetti, i benefici e i risparmi di questa soluzione che, pare, dovrà essere abbinata all’immobile in Largo Toniolo, i cui cantieri sono stati appena aperti”, ha concluso il senatore Perduca.

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