Roma, Paghiamo l’imposta, chiamata eufemisticamente canone, per avere una tv pubblica che garantisca l’informazione. Ci troviamo a sovvenzionare una struttura occupata dai partiti che fanno il bello e il cattivo tempo. Caso esemplare sono le dichiarazioni che l’on. Pier Ferdinando Casini ha fatto ieri nel corso della trasmissione televisiva “Che tempo che fa”: lui e’ all’opposizione da 10 anni. Ci sembra che la memoria di “Pierdi” vacilli. Dal controllo risulta che il nostro onorevole e’ stato membro autorevole della maggioranza che appoggiava il governo Berlusconi, dal 2001 al 2006, tant’e’ che in quel quinquennio ha presieduto la Camera dei Deputati. Forse l’on. Casini voleva dire che era all’opposizione da 5 anni che sono, pero’, la meta’ dei 10 dichiarati. Inoltre il nostro onorevole e’ presente sulla scena politica da piu’ di 30 anni (ne ha 57), prima con la Dc, poi con altre formazioni politiche e certamente non e’ estraneo alle decisioni che hanno portato il nostro Paese nelle condizioni attuali. L’intervista poteva essere l’occasione di rendere un pubblico servizio ai cittadini-contribuenti, informandoli delle proposte attuali e delle responsabilita’ passate del leader politico di turno, ma questo e’ praticamente impossibile: la RAI e’ governata dai partiti, entrambi sovvenzionati dai contribuenti. Non avremo mai un pubblico servizio di informazione ma una notifica della realta’, cosi’ come interpretata da alcune formazioni politiche. A nostre spese, si intende!
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RAI. Quando l’imposta (il canone) non garantisce informazione
Pubblicato da fidest su martedì, 1 maggio 2012
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Cappellani militari: sono ancora necessari?
Pubblicato da fidest su lunedì, 16 aprile 2012
“I cappellani militari sono un costo che in tempi di vacche magre la Difesa dovrebbe eliminare, soprattutto in un momento in cui al personale delle Forze armate si chiedono nuovi sacrifici per rendere effettiva la riforma dello strumento militare voluta dal Ministro Di Paola, e messa nero su bianco in un ddl che prevede il taglio di 33.000 militari e 10.000 dipendenti civili, approvato lo scorso 6 aprile dal Consiglio dei ministri. Dai dati della finanziaria per il 2012 emerge che la Difesa anche quest’anno spenderà più di 8,5 milioni di euro per mantenere in servizio i 176 cappellani, i 5 vicari episcopali, il provicario generale, il vicario generale e l’arcivescovo ordinario militare.
Affidare alla chiesa la cura delle anime dei militari costa alle casse dello Stato italiano anche dal punto di vista pensionistico, ma i dati riferiti all’aspetto economico stranamente non sono disponibili e lo abbiamo appreso oggi dalla risposta fornita a una nostra interrogazione parlamentare (4-14274), presentata lo scorso 20 dicembre 2011 al neo Ministro della difesa dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm.
Nell’atto di sindacato Turco aveva chiesto di sapere «quanti siano gli ordinari militari, i vicari, gli ispettori, i cappellani militari che attualmente cessati dal servizio permanente percepiscono il trattamento di pensione ordinaria o privilegiata a carico del bilancio dello Stato, quale sia l’ente previdenziale erogatore dei trattamenti pensionistici e quali siano gli importi corrisposti annualmente suddivisi per grado gerarchico; quale sia il costo complessivo del personale religioso di cui al titolo III del Codice dell’ordinamento militare a carico del bilancio della difesa.» . Nella risposta il Ministro ci ha comunque riferito “che l’ente erogatore del trattamento
pensionistico” (Direzione centrale previdenza dell’Inpdap – ora Inps -) “ha fatto sapere di non essere in grado di estrapolare, tra gli ufficiali dell’Esercito, quelli addetti all’assistenza spirituale non essendo questi contraddistinti da uno specifico codice”, ma che tuttavia, tramite l’Ordinariato militare, è stato possibile apprendere che “ il personale cessato dal servizio permanente negli ultimi 20 anni ammonta a n. 4 ordinari militari, n. 4 vicari generali, n. 8 ispettori e circa n. 140 cappellani militari”, mentre l’organo tecnico della difesa ha stimato che “l’importo annuo lordo del trattamento pensionistico ordinario e/o privilegiato del personale in parola dovrebbe ammontare a circa 43.000 euro lordi procapite”. Se la matematica non è una opinione dalle casse dello Stato escono più di 15 milioni di euro all’anno per pagare gli stipendi e le pensioni dei cappellani militari e quindi, a questo punto, mi domando se non sia veramente il caso di tagliare queste non trascurabili spese che mal si conciliano con le finalità caritatevoli del servizio pastorale reso al personale delle Forze armate e porle, invece, interamente a carico della Chiesa che potrebbe farvi fronte utilizzando una parte dei proventi dell’8 per mille che lo Stato gli versa ogni anno.”
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Nuovi treni per il servizio regionale del Lazio
Pubblicato da fidest su sabato, 7 aprile 2012
Italiano: Locomotiva gruppo 691 delle Ferrovie dello Stato, conservata al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano (Photo credit: Wikipedia)
«L’annuncio fatto dall’Amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, sui nuovi treni in arrivo per il servizio regionale del Lazio è apprezzabile e deve essere registrato come un fatto assai positivo. L’auspicio è che, dopo avere provveduto al materiale rotabile, si faccia altrettanto sul fronte delle infrastrutture. Roma, città nella quale transita il 70% del trasporto pubblico locale della regione, necessita del completamento dell’anello ferroviario. Per finire l’opera manca un solo chilometro e l’Amministrazione capitolina ha già provveduto a sgomberare le aree che insistono in quella zona, in modo che i lavori possano partire immediatamente. La chiusura dell’anello doterebbe Roma di quella metropolitana di superficie che fungerebbe da raccordo tra tutti i quadranti della città e renderebbe ancora più efficace l’intermodalità del trasporto pubblico». Lo dichiara Antonello Aurigemma, assessore alla Mobilità di Roma Capitale
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Con la sicurezza non si scherza
Pubblicato da fidest su venerdì, 23 marzo 2012
Symbol of police. Italiano: Indicazione di polizia. (Fig. II 110/a art. 125 CdS) (Photo credit: Wikipedia)
C’era il Coisp in prima linea, questa mattina nelle varie città d’Italia, per difendere la dignità ed i diritti dei suoi iscritti e di tutto il personale del Comparto sicurezza del Paese. Migliaia nelle strade e nelle piazze per chiedere rispetto ed equità verso chi mette la propria vita a servizio degli altri.
“Vogliono metterci nelle condizioni di non poter difendere gli italiani. Con la sicurezza non si scherza, né si può pensare di sfornare provvedimenti ‘purchè siano’ infischiandosene delle gravi conseguenze che possono avere. Noi non ci stiamo, ora basta giocare con le nostre vite e con i diritti dei cittadini, noi compresi. Il Governo deve ascoltarci”.
Non usa mezzi termini Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, nell’esprimere la determinazione della propria Sigla Sindacale -come anche delle altre presenti, protagonista oggi davanti ai Ministeri del Lavoro e dell’Economia e davanti alle Prefetture del Paese per una ferma protesta per la tutela della specificità degli Appartenenti al Comparto Sicurezza in materia previdenziale. Sulle pensioni, in particolare, è stato ricordato che tre mesi fa il Presidente del Consiglio Monti, nel presentare la manovra finanziaria ai Sindacati di Polizia ed agli Organi di Rappresentanza militare, aveva dichiarato che avrebbe tutelato la specificità degli Operatori, ma adesso pare proprio che il Governo intenda innalzare fino a tre anni il limite di età per accedere alla pensione di vecchiaia; innalzare il limite di età e ridurre la contribuzione figurativa per accedere alla pensione anticipata e, più in generale, determinare un peggioramento delle condizioni di accesso degli Operatori alla pensione.
“Siamo scioccati – afferma Maccari – da come si possa venir meno così agli impegni assunti, sia pur a voce, riuscendo a tradire senza la minima preoccupazione la fiducia nostra e dei cittadini, che da questo Governo si aspettano un cambio deciso di rotta rispetto alle fandonie ed alle bugie che gli sono state raccontate in passato. E come si può pensare che la gente non arrivi a comprendere che aggravare le nostre condizioni lavorative significa diminuire il livello di sicurezza e l’efficienza del Comparto?”
“E’ esattamente ciò che succederà – aggiunge il Segretario del Coisp – pensando che si debbano trattenere in servizio uomini e donne che, pur logori dopo anni di sacrifici ed estenuanti attività che mettono a dura prova il fisico e l’anima, non possono giovarsi del meritato riposo perché si chiede loro ancora e ancora, fino a che non si reggono più neppure in piedi. Stentiamo a credere che il Presidente Monti come anche il Ministro Fornero, dall’alto delle rispettive competenze, non arrivino a comprendere cosa significa essere un Poliziotto, portare tutta la vita una divisa che a volte ha il peso schiacciante di prove che si stenta a superare ed a sopportare. Siamo sgomenti – insiste Maccari – di fronte alla totale mancanza di umanità oltre che della superficialità con cui si mette ulteriormente a rischio la sicurezza di tutti, non riconoscendo l’assoluta particolarità del mestiere che svolgiamo e la conseguente specificità delle condizioni in cui operiamo e viviamo”.
“Del resto – conclude Maccari – se dovesse piuttosto trattarsi di incompetenza in materia, cosa che comunque ci lascia basiti data la presenza all’intermo dei questo Esecutivo di chi il nostro lavoro lo conosce fin troppo bene, allora ciò vuol dire che è assolutamente urgente che si svolga tra noi ed il Governo un confronto serio e proficuo, nell’interesse di tutti e per il bene dell’Italia. Attendiamo dunque un faccia a faccia già annunciato, e confidiamo di non essere ignorati o presi in giro o sbeffeggiati come qualcuno in passato ha provato a fare. Nel frattempo non ci fermeremo, e faremo sentire la nostra voce con la forza, la determinazione e la capacità di resistenza che certamente a noi non difetta… visto, ahimè, ciò a cui i nostri governanti ci hanno da sempre abituato a subire”.
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Farmacie: sulle sedi non cambia nulla
Pubblicato da fidest su giovedì, 1 marzo 2012
Le ricadute sulla pianta organica dell’art.11 fanno discutere. Di seguito il parere di alcuni esperti di legislazione farmaceutica interpellati da Farmacista33. «Di fatto non cambia niente» è il parere di Bruno Nicoloso, docente di legislazione, organizzazione ed economia farmaceutiche all’università di Firenze «perché rimangono intatti i criteri geografico, demografico e urbanistico. Semmai, diventano più flessibili i criteri di revisione, perché le aperture in deroga previste per stazioni, centri commerciali e altro determineranno in alcune situazioni la permanenza del solo criterio della distanza». «Non sparisce proprio nulla» conferma da Napoli Antonia De Lisio, docente di legislazione del farmaco all’università Federico II «nella 475/68 si parla di pianta organica, sede e zona. Ora si cita soltanto la zona, ma è evidente che per identificarla il comune deve perimetrarla. Piuttosto, si può dire che se prima, con l’identificazione delle sedi, si doveva obbligatoriamente coprire l’intero territorio comunale, ora invece con l’individuazione delle zone possono rimanere delle zone franche, la cui presenza potrebbe diventare un problema nel momento in cui si partisse con servizi come la consegna a domicilio dei medicinali. Non dimentichiamo infine che nei commi 2 e 3 dell’articolo 11 torna il concetto di “sedi”, quindi c’è da chiedersi quale sia la reale volontà del legislatore».
«In effetti la lettura del paragrafo lascia diverse perplessità» è infine il giudizio di Stefano Ribolzi, avvocato ed esperto di legislazione della farmacia «non sembra cambiare molto rispetto a oggi ma c’è da chiedersi innanzitutto se il termine “zona” mantenga nei due testi il medesimo significato. E poi, la sua identificazione deve essere effettuata dal comune sentito il parere di Asl e Ordine: ma è un parere vincolante o soltanto consultivo? Ci sarà da riflettere parecchio sul nuovo testo, di certo da quanto si afferma alla lettera c emerge tra i parametri per la distribuzione dei presidi anche un nuovo criterio: assicurare una maggiore accessibilità al servizio farmaceutico».(fonte farmacista33)
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Liberalizzazioni del servizio taxi
Pubblicato da fidest su lunedì, 16 gennaio 2012
La vicenda delle liberalizzazioni del servizio Taxi sta avendo l’effetto contrario allo spirito della legge che disciplina quell’attività. Secondo la legge n. 21/92, infatti, “il servizio di taxi ha lo scopo di soddisfare le esigenze del trasporto individuale o di piccoli gruppi di persone; si rivolge ad una utenza indifferenziata”. Ripartiamo da qui per capire che cosa dev’essere fatto. Se la funzione del servizio è soddisfare le esigenze dell’utenza, si può davvero credere che limitare il numero delle licenze sia il modo migliore per farlo? La realtà dei fatti, visto che quella stessa legge lo consente, ci dice che si è creato un perverso meccanismo secondo il quale il trasferimento della licenza è divenuto il fulcro della vicenda. I tassinari fanno sentire la loro voce non per garantire all’utenza il miglior servizio, come vorrebbe la legge, ma per difendere quel privilegio che gli consente di lucrare, ahinoi legittimamente, su un interesse pubblico. In perfetto stile corporativo. Se poi si pensa che perfino gli eredi del tassista possono guadagnare sulla sua licenza, si comprenderà la paradossalità della situazione. Bisogna avere il coraggio di fare scelte che rimettano al centro dell’attenzione chi, secondo quella legge, dovrebbe essere favorito: il consumatore. Ed allora il Governo Monti, come per altre ben più ricche corporazioni (farmacie, notai, banche, settore autostrade, ecc.), abbia il coraggio di effettuare una rivoluzione copernicana. Basterebbe dire che le licenze possono essere accordate, in qualsiasi momento e senza limitazioni numeriche e territoriali, a tutti coloro che posseggono i requisiti atti a garantire la sicurezza dei trasportati. Sarà poi il mercato a stabilire quanti tassisti devono esserci in Italia. E’ troppo difficile? Certo, qualcuno resterà deluso ma non può essere altrimenti. (Alessandro Gallucci, legale Aduc)
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Grande crescita dell’ITAL e della UIM in Paraguay
Pubblicato da fidest su lunedì, 12 dicembre 2011
L’Unione Italiani nel Mondo (UIM) è presente in Paraguay dal 2009. Grazie alla firma della convenzione con l’ITAL UIL, allo scopo di offrire assistenza e tutela in materia previdenziale e di cittadinanza, la UIM Paraguay riveste oggi una grande importanza nella collettività. Un forte interesse è dimostrato dalla crescente affluenza di pubblico di origine italiana che si reca all’ufficio di Patronato per chiedere aiuto. L’apertura di una sede più ampia nel centro della città di Asunción offre alla collettività un’amplia gamma di servizi e informazioni in grado di diramare i molti dubbi e le molte inquietudini nei confronti delle istituzioni italiane. Tra i temi di maggior importanza le pensioni INPS, le campagne di verifica dell’esistenza in vita portate avanti dagli istituti bancari e la preparazione della documentazione richiesta dalla legge per il riconoscimento della cittadinanza ai discendenti di Italiani.Più di cinquanta dirigenti della comunità italo-paraguaiana si sono presentati alla cerimonia di inaugurazione della nuova sede alla presenza dell’Ambasciatore italiano Dott. Piero Porcarelli, il Vicepresidente dell’ITAL UIL Mario Castellengo, il Coordinatore per l’America Latina dell’ITAL UIL Cav. Josè Tucci e il Presidente della Uim Paraguay Ing. Enrique Omar Mendieta Farina.L’Ing. Farina ha iniziato la cerimonia dando il benvenuto alle autorità presenti e ringraziandoli del loro interesse e partecipazione e si è messo al servizio della collettività. Il Cav. Tucci, nel salutare la nutrita classe dirigente, ha sottolineato che “Non siamo qui per competere con le associazioni costituite, siamo un’organizzazione che tutela i diritti dei lavoratori italiani sparsi per il mondo”. Il Vicepresidente ITAL UIL, Castellengo, a sua volta, ha espresso grande soddisfazione nel constatare la presenza di tante autorità e ha raddoppiato la scommessa realizzata nel 2009. Ha affermato che: “La comunità italo-paraguaiana può sentirsi sicura sul fatto che i propri diritti verranno rispettati e voglio esprimere all’Ambasciatore Porcarelli la nostra più completa disposizione”.L’Ambasciatore Porcarelli ha preso la parola per salutare con entusiasmo l’iniziativa altamente positiva di questa crescita, dato che la presenza del Patronato è in questo momento una grande risorsa per affrontare le necessità della comunità in un momento di grande e delicata crisi economica dell’Italia che, come sappiamo, sta riducendo drasticamente il numero delle varie sedi diplomatiche a seguito del tentativo di risanamento che sta realizzando il Governo. L’Ambasciatore Porcarelli ha affermato: “Sono io a mettere a disposizione l’Ambasciata e sono assolutamente convinto che con il vostro aiuto potremo offrire alla comunità un servizio come realmente merita. Sono al vostro servizio”.
Nella Foto: Coordinatore ITAL Josè Tucci, Vice Presidente ITAL Mario Castellengo, Ambasciatore Piero Porcarelli e Presidente UIM Paraguay Enrique Omar Mendieta Farina. (tucci)
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Roma ambiente al servizio dei cittadini
Pubblicato da fidest su domenica, 11 dicembre 2011
Dopo 20 anni arrivano al Servizio Giardini 67 nuovi mezzi pesanti per la manutenzione del verde. Si tratta di gru, camion, cestelli per lavorare in altezza, furgoncini e “squaletti” che favoriranno il lavoro dei giardinieri comunali.
«Siamo particolarmente lieti di consegnare oggi ai responsabili del Servizio Giardini il nuovo parco mezzi, in sostituzione delle macchine immatricolate nel 1978. I vecchi automezzi erano arrivati veramente ai minimi termini: riparati centinaia di volte, grazie alla buona volontà del personale meccanico del Servizio giardini, molti di questi erano inutilizzabili, tanto che i vari distretti del Servizio si alternavano nell’uso dei cestelli e degli altri automezzi. In queste condizioni era molto difficile lavorare ed assicurare sicurezza e manutenzione. L’acquisto degli automezzi rappresenta un investimento che ci consentirà di avere alberate più stabili e parchi più curati» ha dichiarato Marco Visconti, assessore all’Ambiente. «La Capitale vanta un patrimonio ambientale smisurato: il 67% del suo territorio è verde e i nostri 400 giardinieri si occupano tutti i giorni della manutenzione ordinaria di parchi e ville, cui si aggiungono le cure da prestare agli oltre 800 mila alberi in carico all’Amministrazione. Oltre agli automezzi, essenziali per garantire il lavoro, abbiamo previsto di migliorare anche le competenze tecniche del personale operativo che sarà adeguatamente formato all’uso dei nuovi veicoli. E’ necessario ricordare che i giardinieri comunali rappresentano una forza lavoro qualificata e competente che interviene non solo per il recupero di parchi e ville, ma si occupa regolarmente di gestire ogni genere di emergenza, anche di Protezione civile» ha dichiarato Tommaso Profeta, direttore del Dipartimento. Alla fine della conferenza stampa, l’Assessore Marco Visconti, il direttore del Dipartimento ambiente-Protezione civile, Tommaso Profeta, ed il direttore del Servizio Giardini, Fabio Tancredi, hanno simbolicamente consegnato le chiavi agli operatori della Squadra emergenze del Servizio, rappresentata da Romano Tarantino.
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Roma: università in rete
Pubblicato da fidest su martedì, 15 novembre 2011
Studiato sulla base dell’esperienza maturata in tre anni di attività, il portale SOUL si rinnova per fornire ad aziende e laureati, un servizio migliore, sempre più efficiente ed al passo con i tempi. Completamente riprogettato, il nuovo portale si propone come punto d’incontro per le otto università aderenti all’intesa SOUL (Sapienza, Roma Tre, Tor Vergata, Foro Italico, Accademia di Belle Arti, Tuscia, Cassino e LUMSA) offrendo innovazioni importanti e ricche sezioni completamente nuove. Per la prima volta in Italia, viene messo on-line un portale di placement in grado di far circolare, in un ambiente unico, una moltitudine di opportunità e informazioni valorizzando, nello stesso tempo, le specificità e l’autonomia di ogni ateneo affidando a ciascuna Università la responsabilità della gestione dei servizi. “SOUL – ha dichiarato il Prof. Pietro Lucisano (Responsabile Scientifico SOUL) – ha realizzato sulla base delle indicazioni dei laureati, degli studenti e delle aziende, un software che semplifica e rende più efficace l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro e tirocini. Ora contiamo sull’impegno di tutte le istituzioni e del sistema produttivo per trasformare le professionalità dei nostri laureati in lavoro e in benessere per tutti” Il sito http://www.jobsoul.it, realizzato dal Consorzio CASPUR con la grafica curata da Egolab, si presenta ai più di 62.000 utenti e alle oltre 4300 aziende iscritte in una veste grafica completamente rinnovata.Tante le novità a partire dall’Homepage: il navigatore può facilmente accedere, cliccando sull’icona identificativa, alle singole sezioni delle otto università aderenti a SOUL. La struttura del portale si ripete negli ambienti gestiti dai singoli Atenei per facilitare la fruizione e la ricerca di un tirocinio o di un lavoro. Gli utenti hanno a disposizione cinque specifiche sezioni: Studenti e Laureati, Aziende, Eventi, Progetti e Sala Stampa.Innovazione prima di tutto. L’Area Stampa è stata completamente riprogettata; fra le novità la “Mediateca” con immagini e video degli eventi dedicati all’orientamento. La “Rassegna Stampa” e gli “Approfondimenti” arricchiscono la curiosità e la voglia di informarsi degli utenti del portale.SOUL è prima di tutto un portale di incontro fra laureati e imprese ed il lavoro di restyling ha coinvolto la sezione placement del sito. Facilità di accesso, chiarezza delle procedure di accreditamento e fruibilità nella navigazione sono alcuni degli aspetti chiave del cambiamento.Le novità strutturali del portale, nei prossimi giorni, potrebbero causare alcuni disagi. Il Team SOUL sarà a disposizione dell’utenza per accompagnare studenti, laureati e imprese durante questa fase di transizione.
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Ferrovie: cambio di rotta
Pubblicato da fidest su domenica, 23 ottobre 2011
“Serve un cambio di rotta immediato: senza certezze e risposte serie per le lavoratrici e i lavoratori di Ferrovie dello Stato Italiane, si mettono a rischio non solo centinaia di posti di lavoro, ma la capacità stessa del nostro Paese di continuare a fornire un servizio essenziale”. Lo dichiara il segretario nazionale dell’Ugl Trasporti, Fabio Milloch, in vista dello sciopero e della manifestazione di domani davanti al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiedendo che “l’amministratore delegato di FS, Mauro Moretti, ponga fine ad un atteggiamento irresponsabile che sta irrimediabilmente compromettendo il destino delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo, ripristinando corrette relazioni sindacali e tornando a concertare una seria politica industriale”. “Allo stesso tempo – aggiunge il sindacalista – chiediamo al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, di chiarire la propria posizione, intervenendo con decisione per favorire una soluzione positiva della vertenza, perché restare in silenzio non aiuta né i lavoratori né le migliaia di utenti che, da stasera, saranno costretti a sopportare disagi a causa delle legittime proteste”.
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Politica al servizio dell’economia
Pubblicato da fidest su lunedì, 3 ottobre 2011
Accusiamo la politica di fare tante cose impopolari ma al tempo stesso pensiamo che gran parte di questi comportamenti dipendano dal cinismo dei leader che guidano i movimenti politici costruttori di consensi e strumenti passivi di poteri occulti, di comitati d’affari e di lobby. Non ci rendiamo, forse del tutto conto, che la politica non è altro che la longa mano dell’economia e che questa economia ha una centrale operativa internazionale dove a controllarla sono in pochi, ma tanto potenti e determinanti da fare il bello e il cattivo tempo in aree del nostro pianeta vaste e diverse toccando, in pratica, parte di un continente o tutto intero uno di essi. Mi spiegava un opinion leader italiano che tutto sommato Berlusconi si sarebbe guardato bene, per sua stessa natura, ad avventurarsi in opzioni militari come lo è stato in Irak, in Afghanistan e in Libano e in ultimo in Libia. Se lo ha fatto è perché altri lo hanno imposto e lui è stato costretto a fare buon viso a cattivo gioco. Ma se vi fosse stato un altro governo e un altro leader, ovviamente, le cose non sarebbero cambiate come accadde con l’intervento militare italiano nei Balcani e con l’autorizzazione della coalizione occidentale ad usare le basi italiane per bombardare quell’area. Che alla fine Berlusconi ci abbia anche guadagnato, come qualcuno insinua, è del tutto irrilevante ai fini della logica interventista. Tanto sarebbe stata la stessa cosa. Meglio per lui se almeno ne ha ricavato un certo profitto per le sue aziende. Questa premessa ci può meglio spiegare quanto accade oggi in Italia e le resistenze messe in cantiere per sostenere l’attuale leadership, pur così pesantemente compromessa. Qualcuno vuole che l’Italia resti paralizzata economicamente e socialmente per favorire i giochi di potere di livello internazionale e le cui trame possono oggi sfuggire alla nostra comprensione perché occulte o coperte dalla cortina fumogena della disinformazione. Sta di fatto che l’attacco concentrico di queste ore al governo non è casuale, ma segue una regia occulta volta a stabilire equilibri altrove da ricomporre con determinati accordi. Ma sono attacchi strumentali nel senso che tendono ad indebolirlo sempre di più ma non a defenestrarlo, La stessa rivolta libica nascondevano interessi di parte francesi e britannici che andavano raddrizzati e l’Italia si era messa di traverso per cui andava screditata ed isolata in quell’area. Se noi oggi insistiamo per un cambio della guardia, alla guida della coalizione governativa, è perché siamo consapevoli che oggi a reggere l’esecutivo sono proprio quegli interessi che provengono dall’estero e che sono contrari alle nostre convenienze e sono solo capaci di destabilizzare il sistema e renderci ancora più dipendenti dalle centrali internazionali di potere. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
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Un poliziotto per amico
Pubblicato da fidest su martedì, 9 agosto 2011
Credo che sia stato uno “slogan” lanciato qualche anno fa. Potremmo riprenderlo oggi stabilendo un nuovo e diverso contatto con gli immigrati. Già da tempo avevo proposto che si accompagnasse al poliziotto di quartiere in talune aree, dove è forte la presenza di extracomunitari, di un immigrato della stessa etnia. La sua presenza potrebbe assolvere due importanti compiti. Il primo è per ragioni linguistiche e, il secondo, per dare utili consigli ai propri compatrioti. Allora gli “addetti ai lavori” mi dissero che era una buona idea ma non furono conseguenti. La stessa modalità avrebbe potuto ripetersi con gli “ausiliari dei vigili urbani” che avrebbero potuto affiancarsi al poliziotto di quartiere. Queste figure, com’è noto, furono “introdotte” richiamando in servizio come “volontari” pensionati provenienti dalla polizia e dai vigili urbani e furono, per lo più utilizzate per presenziare le aree turistiche, i plessi scolastici, i giardini pubblici. Oggi, con le moderne tecnologie, questi elementi possono svolgere un utile servizio sul territorio come “osservatori” e “segnalatori” di situazioni sospette inviando con il cellulare, ai pronto interventi della polizia, l’imbeccata giusta per intervenire. Queste “coperture” di tipo volontaristico potrebbero estendersi a molti altri compiti sia pure per svolgervi incombenze legate all’emergenza: nei pronto soccorsi con il volontariato dei medici e degli infermieri in pensione, nelle questure per il rinnovo dei permessi di soggiorno, nei tribunali come dattilografi o tutto fare, nelle scuole in funzione di tutor per i giovani in difficoltà didattica e ambientale e nei rapporti con i familiari e i docenti. Il tutto potrebbe, altresì, permetterci di riprendere con più serenità il rapporto con gli anziani consentendo loro di non sentirsi estranei in casa e utili per dare una mano là dove e necessario così come la famiglia li utilizza per accompagnare all’asilo i nipoti, sfaccendare in cucina e via di questo passo. E’ importante che tutto questo non sia “contrabbandato” come un lavoro da sottrarre ai giovani o per sfruttare gli anziani o per coprire le falle del “sistema”, ma solo per avviare quella catena della solidarietà che vuole non l’homo homini lupus ma l’homo homini amicus a qualsiasi età e per qualsiasi età. E’ questa, a mio avviso, la nuova ideologia del nostro presente e ancor più del nostro futuro. (Riccardo Alfonso)
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Sanità: cittadini esasperati
Pubblicato da fidest su mercoledì, 20 luglio 2011
Roma. “L’esasperazione dei cittadini sul fronte della sanità è sempre più evidente e preoccupante, a causa dei ripetuti episodi di malasanità o dei tempi di attesa troppo lunghi, aspetti che deteriorano il servizio sanitario pubblico a discapito dei tanti operatori del settore che con dedizione e professionalità prestano il loro servizio a sostegno di chi ha bisogno” – lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, Presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale, che condanna la gravissima aggressione ai danni di un medico del pronto soccorso del San Filippo Neri, definendola “un chiaro segnale di un malessere diffuso e di una mancata fiducia nei riguardi del mondo sanitario da parte degli utenti, troppe volte delusi da comportamenti pressapochisti o diagnosi lampo che possono compromettere la vita dei singoli” “Fondamentale risulta la presenza dei tutori dell’ordine all’interno degli ospedali, ancor più se si considera che alcuni pronti soccorso, soprattutto nelle ore serali, divengono rifugio per numerosi sbandati che attentano il decoro delle strutture pubbliche, oltre che la sicurezza degli utenti” – conclude Santori.
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Il debito pubblico si può diminuire in altro modo
Pubblicato da fidest su mercoledì, 13 luglio 2011
L’Idv in un comunicato rende noto: “La nostra manovra 2012-2014 si propone di abbassare lo stock del debito per complessivi 95 miliardi (ad aprile 2011 lo stock del debito aveva raggiunto 1.890,6 miliardi di euro. Si prevede che esso sarà pari per l’anno 2011 al 120,2% del Pil). Tali misure ricondurrebbero tale percentuale ad un valore pari al 114,1 % del Pil.
PIANO QUADRIENNALE STRAORDINARIO PER LA RIDUZIONE DEL DEBITO PUBBLICO
|
Misure straordinarie per riduzione dello stock del debito |
2012 |
2013 |
2014 |
2015 |
|
1-Cartolarizzazione dei ruoli esattoriali non riscossi |
5.000 |
10.000 |
15.000 |
15.000 |
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2-Dismissioni di partecipazioni statali |
1.000 |
2.000 |
5.000 |
5.000 |
|
3-Dismissioni di partecipazioni degli enti territoriali |
100 |
500 |
1.000 |
1.000 |
|
4-Dismissioni di immobili |
1.000 |
5.000 |
8.000 |
10.000 |
|
5-Contributo di solidarietà dello 7,5% sui capitali regolarizzati tramite lo scudo fiscale |
7.500 |
300* |
300* |
300* |
|
6-Recupero condono 2003 |
3.000 |
120* |
120* |
120* |
|
Totale misure straordinarie |
17.600 |
17.500 |
29.000 |
31.000 |
|
Totale risparmi permanenti aggiuntivi |
- |
+ 664 |
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+ 2. 144 |
(*) se le entrate straordinarie venissero utilizzate per abbattere lo stock del debito si otterrebbe l’effetto di ridurre il servizio del medesimo per un valore pari a circa il 4% delle riduzioni apportate al debito accumulato. Ad esempio, 45 miliardi di maggiore incasso dai ruoli esattoriali, producono una riduzione permanente della spesa per interessi pari a 1,8 miliardi di interessi in meno da pagare. A maggiore spiegazione degli interventi aggiungo quanto segue:
Cartolarizzazione dei ruoli esattoriali non riscossi: Oltre al fenomeno, noto, dell’evasione fiscale ne esiste un altro, meno noto, ma non per questo meno importante e cioè quello di coloro (persone e società) che producono reddito e lo dichiarano, ma poi non pagano le tasse. E’ stato recentemente reso pubblico il fatto che esistono cartelle esattoriali non pagate per 442 miliardi di euro. E’ una quantità enorme che comprende sicuramente i casi di società fallite (ed anche su questo bisognerà riflettere), ma anche casi in cui il fisco non è stato capace e non capace di incassare. Noi abbiamo pensato che una cartolarizzazione con una base d’asta pari al 10% del valore potrebbe dare come minimo 45 miliardi nell’arco di quattro anni.
1) Dismissioni di partecipazioni statali: si possono dismettere partecipazioni in Enel, Finmeccanica, Eni, Poste italiane, Rai, Fintecna. (le partecipazioni statali in queste società ammontano a circa 40 miliardi di euro). La nostra ipotesi è di introitare 13 miliardi in quattro anni3-Dismissioni di partecipazioni degli enti territoriali: Dovrebbero essere dismesse tutte le partecipazioni degli enti locali, ad eccezione di tutto ciò che riguarda l’acqua come bene pubblico. Per prudenza prevediamo 2,6 miliardi in quattro anni.
2) Dismissioni di immobili pubblici: dal 2000 al 2005 si sono dismessi immobili di proprietà pubblica per un valore complessivo apri a 21,2 miliardi di euro (16,3 miliardi da parte dello stato e degli enti previdenziali; 5,1 miliardi da parte degli enti territoriali. Nei prossimi anni lo sforzo andrebbe concentrato sugli immobili di proprietà delle Regioni e degli Enti locali. Proponiamo didismettere o valorizza con diverse tecniche finanziarie parte degli immobili non strumentali degli enti territoriali (valore di mercato più di 100 miliardi di euro ai quali si aggiungono 193 miliardi del valore degli immobili strumentali); delle amministrazioni statali (valore di mercato più di 20 miliardi di euro ai quali si aggiungono circa 60 miliardi del valore degli immobili strumentali).
3) Contributo di solidarietà dello 7,5% sui capitali regolarizzati tramite lo scudo fiscale: Noi pensiamo che prima di togliere a pensionati, donne e lavoratori, non sia fuori luogo chiedere un contributo straordinario a coloro che hanno utilizzato lo “scudo fiscale” per riportare in Italia capitali esportati clandestinamente, pagando solo il 4% del loro valore. Si incasserebbero “una tantum” 7,5 miliardi di euro.
4) 6-Recupero condono 2003: vi è un’altra partita incredibile che la Corte dei Conti ha posto in luce. Nel condono 2003 di Tremonti rispetto ai 12 miliardi di incasso previsti ne sono entrati solo 6, poiché molti contribuenti si sono autodenunciati (acquisendo il beneficio del condono tombale), hanno chiesto la rateazione, hanno pagato la prima rata e poi non hanno più versato nulla. La stessa Corte di conti ha chiesto al governo di intervenire con mezzi adeguati. Noi pensiamo che almeno la metà della somma, cioè 3 miliardi possa essere recuperata.
5) La realizzazione dell’abbattimento del debito pubblico per 95 miliardi avrebbe un effetto positivo sugli interessi sul debito, che potrebbero ridursi di oltre 2 miliardi all’anno a partire dal 2015
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Spazio bimbi gratuito
Pubblicato da fidest su martedì, 28 giugno 2011
Ariccia (Rm) Ariccia si conferma città particolarmente attenta ai più piccoli e alla esigenze delle famiglie. Infatti, dopo l’avvio dei centri estivi e da quest’anno anche la novità del Campus sportivo a Fontana di Papa, parte il 4 luglio lo Spazio bimbi 2011, completamente gratuito. Lo spazio bimbi, dedicato ai bambini della scuola dell’infanzia (3-5 anni), è realizzato dal Comune di Ariccia con la coop. soc. Il Mosaico presso i locali resi disponibili dalla Direzione del Circolo didattico di Ariccia in via Cardinal Flavio Chigi. Il servizio, gratuito non comprende il pranzo, si protrarrà fino al 19 agosto dalle 8,30 alle 16,30 ed è rivolto ad un massimo di 30 bambini residenti ad Ariccia. Le iscrizioni saranno effettuate direttamente dalla Coop. Il Mosaico presso la sede dello spazio bimbi fino al 30 giugno dalle 16,30 alle 18,00 e dal 4 luglio dalle 14,30 alle 16,30. (Daniele Ricca)
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