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Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 320

Posts Tagged ‘silvio berlusconi’

Berlusconi sotto scorta: costa agli italiani due milioni di euro all’anno

Posted by fidest on Monday, 3 November 2014

berlusconi e le sue sediNonostante il signor Berlusconi Silvio, non sia più Senatore in quanto condannato in via definitiva per frode fiscale, nonostante sia in attesa di altri giudizi pendenti, nonostante sia stato cacciato dal Senato della Repubblica Italiana in quanto pregiudicato, nonostante il signor Berlusconi Silvio attualmente come semplice cittadino, lo stesso continua a girare indisturbato per il Paese a nostre spese con auto blindate e decine e decine di uomini di scorta pagati dai nostri “Servizi”.
Le sue abitazioni private sono presidiate da centinaia di carabinieri e tutte le sue residenze risultano essere state elevate, sempre dal signor Silvio Berlusconi quando rappresentava il nostro Paese, al rango di sedi istituzionali e, pertanto presidiate, controllate, ristrutturate, manutenute con i soldi dei contribuenti.Tutto quello che riguarda le scorte sarebbe diretto da un organo centrale – creato nel 2002 dal Signor Berlusconi – che dovrebbe chiamarsi UCIS (Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza personale). La gestione politica del fenomeno relativo alle scorte è scandalosa e imbarazzante, con uno spreco di denaro pubblico.”Dieci anni fa, un decreto legge permise agli autisti di alte personalità che rivestivano incarichi di governo, di essere equiparati agli agenti di polizia per “salvaguardare meglio l’incolumità dei signori della politica; provvedimenti ad hoc hanno permesso di sottrarre gli uomini di scorta destinati ai capi di governo al controllo dell’UCIS e di assimilarli – invece – al CESIS divenuto nel 2009 AISI, ovvero ai servizi segreti, equiparandone funzioni e trattamento economico.Altre norme ad personam hanno poi consentito di introdurre la chiamata diretta ovvero senza concorsi facendo sì che il signor Berlusconi ha potuto assumere i suoi uomini di fiducia (ex autisti personali della Fininvest e mi sembra anche della Standa) trasformandoli a tutti gli effetti di legge in 007 al suo esclusivo servizio. Questa scorta, il signor Silvio Berlusconi l’ha fatta sua personale visto che anche nel 2006, dopo aver ceduto la Poltrona a Prodi, la scorta è divenuta attiva e valida anche per gli ex Presidenti del Consiglio.
Così facendo, il signor Silvio Berlusconi si è garantito a vita un servizio a spese della collettività. Un servizio che costa a noi contribuenti circa 200 mila euro al mese, una quarantina di uomini divisi in due squadre di 20 ciascuna e due auto blindate. Circa due milioni e mezzo di euro l’anno. Senza contare i carabinieri dispiegati dal Ministero degli Interni per servizi ordinari presso le ville di famiglia. Un’eredità che lo stesso Berlusconi si è costruito da solo, a più riprese, con provvedimenti ad hoc e che è riuscito a mantenere anche oggi che è un cittadino come altri, solo molto molto costoso. Gli uomini al seguito del Cavaliere, spiegano fonti giornalistiche e molto qualificate, hanno trattamenti economici doppi rispetto ai colleghi che svolgono servizi di sicurezza ordinari.“Hanno stipendi e prerogative equiparati a quelli dei colleghi dello spionaggio e controspionaggio senza esserlo. Nei suoi mandati, a più riprese, il signor Berlusconi è riuscito a cambiare le regole sulla sicurezza e imporre uomini di fiducia. Lo si scoprirà anni più tardi, quando i magistrati baresi cercheranno risposte all’andirivieni incontrollato di persone dalle ville dell’ex Senatore: nessuno della sicurezza controllava chi vi entrava e chi vi usciva. Già dal primo mandato Berlusconi era riuscito a sostituire gli uomini dello Stato con quelli della security di Fininvest e Standa (da quel giorno in poi a libro paga degli italiani). Per garantirsi la “sua” scorta – che obbedisca a personalissimi criteri di fedeltà privata e discrezione pubblica – il signor Berlusconi, grazie alle sue prerogative di Presidente del Consiglio, s’inventò una nuova competenza ad hoc presso i Servizi, gli unici cui la legge consente di assumere personale a chiamata diretta. Nacque così un nucleo per la scorta del presidente che fa capo al Cesis (oggi Aisi, Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna) anziché al Viminale, anche se con l’attività di intelligence vera e propria nulla ha a che fare. Gli uomini d’azienda di Berlusconi iniziarono a vestire la divisa sotto la guida dell’uomo che, alla fine degli anni Ottanta, faceva la security alla Standa e che, di punto in bianco si trovò capo-scorta del presidente del Consiglio con la qualifica di capo-divisione dei servizi. Lo stesso si portò dietro almeno altre cinque ex body-guard Fininvest. Col tempo la struttura è cresciuta a ventiquattro unità, poi 31 e infine 40 che stavolta vengono in parte attinte dalle Forze dell’Ordine, ma sempre su indicazione di quel primo nucleo.Quegli stessi uomini, infatti, sono lì ancora oggi.Nel 2006, prima di lasciare il Palazzo Chigi, Berlusconi vara un altro provvedimento ad hoc che oggi giorno potrebbe chiamarsi a buon diritto “salva-scorta”. Se ne accorsero Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sul Corriere, che raccontano come, non fidandosi del professore, la scorta per il futuro Berlusconi abbia provveduto a farsela da solo stabilendo che i capi di governo “cessati dalle funzioni” abbiano diritto a conservare la scorta su tutto il territorio nazionale nel massimo dispiegamento. Così facendo riesce a portarsela via come fosse un’eredità personale, anche se era (e continua a essere) un servizio di sicurezza privato pagato con soldi pubblici. Al costo, ancora oggi, di due milioni e mezzo l’anno” (rif. Thomas Mackinson, Il Fatto Quotidiano 23.8.2012 e Adgnews24).Si chiede pertanto, dopo aver verificato quanti uomini di scorta ha ancora il signor Berlusconi pagate dai cittadini, quante auto blindate di proprietà dello Stato sono ancora in suo possesso, quante abitazioni e residenze private sono sotto il controllo e presidiate dalle forze dell’ordine, quali residenze sono state elevate con DPCM a rango di sedi istituzionali e quindi con oneri e costi a carico dei cittadini italiani, ANNULLARE, REVOCARE, ABROGARE tutti i DPCM e le LEGGI che assegnano i benefici di cui sopra. REVOCARE, con effetto immediato, le SCORTE, DEGRADARE a sedi private le residenze sotto protezione del signor BERLUSCONI e licenziare tutti i body guard ex Fininvest ed ex Standa e successive assunzioni personali senza concorso.

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L’erede di Berlusconi

Posted by fidest on Friday, 12 September 2014

berlusconi_pensieroso.medium_300E’ evidente che Berlusconi ha trovato il suo naturale erede. Il suo capolavoro è stato quello d’individuarlo nel campo avversario. Un vero colpo di genio. E ora che si fa? Bisogna chiedercelo con amarezza. Perché Grillo cavalca una protesta che non riesce a diventare maggioranza poiché suscita più timori che certezze. La destra, invece, è divisa e quel che è peggio non riesce a scrollarsi di dosso un’eredità pesante che può essere servita per avere la visibilità e l’ascolto che le mancava ma che ora come un boomerang si ritorce contro. E’ che noi italiani apparteniamo a una razza più unica che rara. Ci siamo bevuti il fascismo a grandi sorsate, e venuta la repubblica della ricostruzione e delle grandi abbuffate, ma dei politici, beninteso, e dei loro amici, poi è arrivato quel di Arcore e lì non abbiamo smesso di bere e forse pensando che ci avremmo rimediato qualche pranzetto. E non finisce qui, ovviamente. Si dice che errare è diabolico e noi, invece, ci siamo nuovamente ricaduti per la terza volta. Sembra che non riusciamo proprio a rinsavirci e a guardare le cose con concretezza. Ci rendiamo conto si o no che abbiamo perso altri sei mesi dietro la telenovela della riforma del senato e della legge elettorale? Nel frattempo tutto è rimasto a livello di promesse e di piccoli diversivi tattici per farci credere che si sta facendo qualcosa per le grandi riforme strutturali che da anni s’impongono e non perché ce lo chiede solo l’Europa ma lo stesso nostro sistema politico-economico-finanziario-sociale che ha continuato, invece, a partorire evasioni fiscali, lavoro in nero, corruzioni per centinaia di miliardi di euro.
Il nostro male oscuro è che continuiamo a pensare in piccolo non in grande, al presente e non al futuro, ad affidarci ai mediocri e agli affaristi. Ci rendiamo conto che così facendo stiamo lasciando i nostri figli senza un futuro? Ne dubito. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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$i£vio….ma quanto ci costi!

Posted by fidest on Monday, 30 December 2013

English: Silvio Berlusconi Deutsch: Silvio Ber...

English: Silvio Berlusconi Deutsch: Silvio Berlusconi (Photo credit: Wikipedia)

Il popolo italiano, elettore o meno di Berlusconi, si ritrova a dover pagare i costi esorbitanti inerenti la sicurezza personale e dei beni personali dell’ex presidente del consiglio, ex senatore.
Ricorderemo queste festività del 2013 come le più parsimoniose, con più rinunce che non soddisfazioni, ma c’è la crisi…! Abbiamo rinunciato ai regalini per i bambini, ai cibi costosi, alle lusinghe dei negozi vanamente illuminati, ma non abbiamo potuto rinunciare a sperperare oltre 3 milioni di spese annuali per garantire a Silvio Berlusconi, la scorta, le auto blindate e la vigilanza delle sue numerose dimore.
Il paradosso ci viene sbattuto in faccia senza il minimo pudore, senza che nessuno si prenda la briga di eliminare privilegi senza alcun senso, ma utili solamente ad esaltare la megalomania del personaggio, che ama esibirsi in pubblico circondato da una schiera di protettori, come se fossero fedeli seguaci.
Analizziamo i fatti:
· non è più Senatore in quanto condannato in via definitiva per frode fiscale;
· in attesa di altri giudizi pendenti per cui è già stato anche condannato in primo grado a 7 anni di reclusione, e alla interdizione a vita dai pubblici uffici;
· è stato cacciato dal Senato della Repubblica Italiana in quanto pregiudicato.
Malgrado questo poco onorevole curriculum, non solamente bivacca a sua discrezione, ancora a piede libero, indisturbato, per il Paese, ma a nostre spese circola con auto blindate e decine e decine di uomini di scorta pagati dai nostri Servizi Segreti a cui le guardie del corpo sono state assimilate.
Le sue vantate oltre venti abitazioni sono presidiate da centinaia di carabinieri, sottratti al loro compito di sicurezza, perché lo stesso Berlusconi, da presidente del consiglio, indicò tali abitazioni come sedi istituzionali del PdC, quindi presidiate, controllate, ristrutturate e mantenute a spese dei contribuenti, anche in questo periodo di Spending review.
Non mi dilungo a descrivere le leggine create apposta per assumente tali guardie del corpo, che ammontano a 40 persone divise in due gruppi di venti; poiché hanno 12 h. di turno, al posto delle 6,30 h. di servizio, godono anche di 5,30 h. di straordinario al giorno; si tratta di persone non assunte con regolare concorso, ma scelti (nominati) dallo stesso B. (con altra leggina) e prelevati dalle sue aziende Mediaset e Standa (allora di sua proprietà), quindi elevati al rango di agenti speciali con stipendio riservato ai vari 007.
La cifra annuale supera i tre milioni di euro l’anno, pari a sei miliardi delle vecchie lire, oltre alla sottrazione dal servizio dei tanti militari dell’arma, chiamati a tutelare le sue dimore e quelle dei figli e parenti prossimi. $i£vio, ma quanto ci costi !?!? (Rosario Amico Roxas)

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Lettera aperta a Matteo Renzi

Posted by fidest on Tuesday, 24 December 2013

Italiano: Matteo Renzi è un politico italiano,...

Italiano: Matteo Renzi è un politico italiano, attuale sindaco della città di Firenze. (Photo credit: Wikipedia)

Ti ho votato, quindi ho il diritto di scriverti e attendermi una risposta. Hai presentato un programma minimo, guardandoti bene dal toccare talune nervi scoperti che avrebbero urtato tante suscettibilità. Così gli elettori ti abbiamo votato come il meno peggio, ma ci interessava la partecipazione, per dimostrare che la base elettorale è viva e vegeta, ma ora attendiamo i fatti, anche quelli non inclusi nel tuo programma ma indispensabili per restituire dignità al lavoro, all’etica, alla morale. Accludo un pro-memoria, spero ti sia utile.
1) Lotta all’evasione fin qui protetta dal governi Berlusconi con sanatorie, condoni, e scudo fiscale.
2) Legge elettorale
3) Rilancio della politica sociale con uno sguardo attento alle famiglie, ai giovani, ai disoccupati, ai pensionati al minimo offesi da quella ignobile social card lanciata dal governo B. che permetteva ai “fortunati” possessori 400 gr. di pane al giorno, previa esibizione della card, una vera e propria “patente di povertà” che ha umiliato i bisognosi, costretti ad esibire in pubblico il loro disagio.
4) Azzeramento province e ristrutturazione delle regioni, anche quelle a Statuto speciale) con rigorosi controlli sull’utilizzo dei fondi pubblici da parte dei partiti.
5) Accordo con la Svizzera per stanare gli esportatori dei denaro e gli evasori fiscali, con in testa tutte la mafie nelle variegate sigle.
6) Dimezzamento parlamentari con auspicabile criterio meritocratico (non sappiamo cosa farcene di un parlamento zeppo di escort)
7) Verifica pensioni e stipendi di “platino”, attraverso un tetto che permetta di vivere bene, ma senza le attuali sperequazioni.
8) Acquisto sconsiderato degli aerei da guerra F35; c’è di mezzo la Locked, quindi è molto probabile che ci siano di mezzo tangenti già incassate da chi ne difende l’acquisto.
9) Stop missioni militari all’estero
10) Stipendi e vitalizi parlamentari da calcolare in rapporto ai contributi versati, con ridimensionamento della reversibilità e divieto di cumulo con altre pensioni, fino ad tetto massimo di 6.000 € al mese.
11) Verifica stipendi personale delle camere (gli uscieri percepiscono più di un direttore di banca)
12) Verifica congruità stipendi e vitalizi parlamentari regionali (v. p. 4)
13) Accorpamento Comuni
14) Patrimoniale, specialmente indirizzata ai redditi parassitari della finanza
15) Lavori pubblici utili alla nazione e alla creazione di posti di lavoro (il ponte sullo Stretto lo vuole la mafia che ha comprato i terreni circostanti l’opera, e lo vuole, quindi anche Berlusconi; il tunnel della TAV lo vuole Lunardi che da ministro firmò il contratto di appalto con una impresa di sua proprietà)
16) Eliminazione dei segreti di Stato, con particolare riferimento al risibile segreto che protegge la villa La Certosa di Berlusconi, dagli occhi indiscreti della Procura di Tempio Pausania che voleva indagare sugli abusi e sull’appropriazione indebita di aree demaniali.
Questo per cominciare!

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Il bunker di Villa La Certosa

Posted by fidest on Monday, 9 December 2013

English: SARDINIA. With Silvio Berlusconi at V...

English: SARDINIA. With Silvio Berlusconi at Villa Certosa. Русский: САРДИНИЯ. На вилле «Чертоза» с Сильвио Берлускони. (Photo credit: Wikipedia)

La petizione promossa da Rosario Amico Roxas riguarda la villa La Certosa di Berlusconi, per la quale si mobilitò la Procura di Tempio Pausania per accertare gli abusi; i magistrati inquirenti vennero messi alla porta perché, nelle more, il presidente del consiglio Berlusconi coprì il tutto con lo scudo del “segreto di Stato.La motivazione fu la sicurezza del premier, per cui sarebbero stati i “servizi” a imporre tali lavori, che comprendono costruzioni abusive, un porto turistico privato, nonché un approdo sottomarino per sommergibili, il tutto realizzato su aree demaniali che oggi rientrano nella proprietà privata di Berlusconi.La petizione mira ad una indagine approfondita che, fin ora, nessuno ha voluto svolgere, malgrado parecchi articoli stampa in merito.

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Berlusconi e la storia

Posted by fidest on Friday, 29 November 2013

Letta alla presentazione del volume "Una ...

Letta alla presentazione del volume “Una storia italiana” (Photo credit: Palazzochigi)

Non intendo avere la pretesa di rispolverare gli ultimi venti anni che hanno visto la leadership berlusconiana. Mi limito a questi due ultimi anni o meglio da quando Berlusconi è stato costretto a dimettersi per cedere il passo al governo Monti. Cos’è successo dopo? Abbiamo avuto la convinzione che il “cavaliere” fosse stato messo fuori gioco e invece nelle ultime politiche del febbraio del 2013 gli è mancato poco che la sua coalizione vincesse la tornata elettorale. Ora la storia sembra ripetersi. Lui è estromesso, ma non è domo. Già pensa a una fulminante campagna elettorale che lo riporterà in cima alla montagna dei consensi popolari. Il rituale è lo stesso: allora il governo Monti si rese inviso agli italiani per i sacrifici che impose e le antipatie che suscitò per il suo modo di esporre i problemi del paese e la poca equità che espresse per i ceti meno abbienti.
Ora Berlusconi ha in mano un altro asso: il malumore crescente nell’opinione pubblica per le impopolari e maldestre attività del governo Letta che di certo finirà con procurarsi le stesse antipatie, se non peggio, del suo predecessore. Non solo. Il banco di prova è anche l’antieuropeismo crescente degli italiani e gli atteggiamenti della Merkel non sono un buon segno. E siccome gli italiani sono i classici “gnoccoloni” ci ritroveremo al solito con le promesse di Berlusconi di farci riscuotere a pronta cassa una cospicua parte delle tasse che paghiamo e milioni pronti a crederci. D’altra parte lo stile “berlusconiano” è di quelli che fanno cultura in nome di un antistato, del populismo, dei furbetti di quartiere, degli evasori fiscali, delle truffe e delle bustarelle. Alla fine c’è da credere che molti penseranno al cavaliere come al classico furbo che ce l’ha fatta e l’essere stato preso nelle mani nel sacco con la sentenza Mediaset lo considerano solo un incidente di percorso. E’ un peccato di gola che non impedirà al suo autore un’altra abbuffata per buona pace di tutti noi e dei nostri personali vizietti. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Decadenza Berlusconi

Posted by fidest on Thursday, 28 November 2013

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi (Photo credit: rogimmi)

“Il voto di oggi, contrariamente a quanto affermato dal senatore Berlusconi non è assolutamente un vulnus alla democrazia di questo Paese. Se c’è una violenza, che i cittadini italiani hanno ripetutamente subito, è stato l’uso sfacciato della legge e delle istituzioni fatte in questi ultimi vent’anni ad uso e consumo degli interessi di una persona. Il senatore Berlusconi è stato processato per tre gradi di giudizio, in seguito ai quali ha conseguito una condanna definitiva. Siamo in uno stato di diritto, le sentenze si rispettano e le leggi si applicano. La realtà è che se il senatore Berlusconi fosse stato uomo di Stato, avrebbe tratto da se’ le conseguenze di tale condanna dando spontaneamente le sue dimissioni ed evitando a quest’Aula un ultimo, gravoso compito”, Lo afferma la senatrice Giuseppina Maturani, vice presidente del gruppo PD del Senato.

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Difendo Berlusconi

Posted by fidest on Friday, 22 November 2013

Silvio Berlusconi - Caricature

Silvio Berlusconi – Caricature (Photo credit: DonkeyHotey)

Sembra un non senso questo titolo eppure lo devo se penso a quelli che lo hanno votato in passato e di cui oggi il cavaliere ne trae vanto. La colpa, a mio avviso, non è del cavaliere ma del cavallo che lo ha tenuto in groppa senza tentare nemmeno di scalciare. Sono gli italiani “gnoccoloni” che dopo la promessa di restituire l’imu pagato nel 2012 si sono precipitati negli uffici postali per… riscuotere. Sono gli italiani “scordarelli” che dopo venti anni di promesse mancate continuano a sperare. Sono gli italiani che continuano a attendere che nulla cambi e Berlusconi ne è una garanzia per continuare a evadere il fisco, per elargire e ricevere bustarelle, per corrompere e essere corrotti, per fare della giustizia e più in generale delle istituzioni merce avariata. Sono gli italiani che ancora credono a quel partito che si chiama Pd che con la coda fra le gambe ha consentito la venuta del governo Monti e l’odierno di Letta, che si è fatto “imbucare” da Napolitano per la seconda volta dietro il miraggio di una nuova stagione politica e non è stato nemmeno capace di eleggere un nuovo presidente. Sono gli italiani che non hanno capito che per voltare pagina due sono le strade possibili: una cruenta con la rivoluzione in piazza e l’altra democratica con il voto al M5S. Scegliamo la seconda, ovviamente, ma facciamolo sino in fondo, non lasciatemi difendere Berlusconi perché lui gli affari li fa eccome. Siamo noi gnoccoloni a farglielo fare a nostre spese. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Le “ali” del Pd

Posted by fidest on Friday, 22 November 2013

Gianni Pittella che ho conosciuto a Bruxelles anni fa e apprezzato come infaticabile parlamentare del suo partito e attivo nei lavori delle commissioni mi ha fatto pervenire una lettera circolare inviata agli organi di stampa riguardo la sua candidatura alla primarie e alla sua intenzione di proseguire il suo impegno politico per “determinare la rigenerazione del Partito Democratico”. “Voglio portare avanti le mie idee – egli scrive – su un partito che dia centralità ai territori e agli amministratori locali, sull’adesione al PSE, sul necessario cambiamento del gruppo dirigente archiviando i troppi errori del passato. E anche sull’importanza del no profit, sull’idea di un welfare innovativo, su un Paese che si rilanci a partire dal Mezzogiorno.”
Credo che sia importante, innanzitutto, restituire una sua identità politica e una sua progettualità a un partito che si lascia percepire al cospetto dell’opinione pubblica come indeciso, poco impegnato nel sociale e più incline agli inciuci istituzionali.
Il forte declino l’ho avvertito dalla nascita del governo Monti. Allora è mancata la decisione di sciogliere le camere e andare alle urne. Fu un errore grave che attribuiscono interamente a Napolitano nel suo spirito di sudditanza a Berlusconi, perché sarebbe stato possibile invertire il senso di marcia e restituire al Parlamento la sua centralità. I pasticci compiuti nelle ultime elezioni non hanno fatto altro che confermare la confusione esistente tanto che abbiamo avuto in Bersani un timido sostenitore del partito in un’infausta campagna elettorale dove si è fatta sentire solo la voce dell’opposizione. Il tutto è peggiorato con la formazione di un governo definito di “larghe intese” e il suo modo di vivacchiare con promesse di riforme semplicemente differite nel tempo ma senza alcuna garanzia che possano essere realizzate. Il caso Cancellieri oggi e quello di ieri che ha interessato Alfano mostrano solo gli sforzi per rattoppare uno straccio di governo. Ora con il pateracchio della non entrata degli amici di Alfano in Forza Italia si compie l’ennesima presa in giro con un Berlusconi che anticipa l’intento di voler inglobare, in una coalizione, questi transfughi e facendoli così rientrare dalla finestra dopo che sono usciti dalla porta.
Ora che ci troviamo al cospetto, volendo usare una benevola espressione, con un partito senza spina dorsale che non è stato capace nemmeno di eleggere il nuovo presidente della repubblica e deve oggi sottostare ai diktat del solito inquilino del Quirinale cosa possiamo fare se non sperare in qualcuno che gli dia la sveglia per farlo ritornare un soggetto diverso? E soprattutto che sappia guardare ai problemi locali con minore partigianeria e all’Europa con maggiore spirito costruttivo e a inviarvi non i soliti trombati casalinghi ma uomini di valore, e in questo caso Pittella non serva solo come eccezione ma bensì come regola. Che dire altro sennonché l’Italia sembra essere il paese che adora la mediocrità in tutti campi ma soprattutto in politica e le attuali candidature ne sono un esempio. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Berlusconi: la tragicommedia all’italiana

Posted by fidest on Monday, 30 September 2013

La politica ci ha fatto perdere vent’anni. Da allora a oggi siamo rimasti ingessati dalle promesse mancate, dall’immobilismo dei veti incrociati, dagli interessi corporativi, dalla mediocrità della classe politica nazionale.
Berlusconi ha avuto un solo merito: è stato capace di fermare il tempo, ma lo ha fatto facendoci pagare un prezzo molto alto nei confronti del resto del mondo che ha continuato a crescere e prosperare.
Berlusconi, purtroppo, non è stato il solo. Dobbiamo ringraziare in questa corsa delle nullità la dirigenza politica del Pd nell’essere riuscita a fare dove Berlusconi era fallito facendo cadere il Governo Prodi per ben due volte.
Ora, purtroppo, ci risiamo. I segnali ci sono tutti. Il nuovo balletto è incominciato due anni fa quando da un fallimento plateale del governo Berlusconi si è fatto in modo di fargli riprendere fiato e consentigli da sconfitto di ribaltare la sua posizione per merito di un “opaco” Bersani e di tutta la classe dirigente del Pd e di un errore madornale del Presidente Napolitano nel non voler sciogliere a suo tempo le camere. Ora ci risiamo con la solita manfrina: mesi di logoramenti, mesi d’indecisioni e di rinvii e un Berlusconi nuovamente ringalluzzito dai cedimenti strutturali delle altre forze politiche e dalla miopia del Presidente Napolitano. Cosa vuole di più questo presidente? Abbiamo un Berlusconi dichiaratamente evasore fiscale che dopo dodici anni di rinvii di varia natura è stato finalmente condannato definitivamente e ora pretende che questo e tutti gli altri processi in corso da quello di Napoli a Bari siano condonati. E il Presidente? Risponde signorsì. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Alitalia: non solo colpa di Berlusconi ma anche dei sindacati

Posted by fidest on Thursday, 26 September 2013

Alitalia A330-200 EI-DIP

Alitalia A330-200 EI-DIP (Photo credit: BriYYZ)

E’ cosi’ che doveva finire l’Alitalia. Bastava ragionare un pochino, non tanto, per prevedere che l’Alitalia sarebbe stata svenduta. Colpa di Berlusconi che ne fece tema di campagna elettorale per poi scaricare i costi, 3,2 miliardi, sulle spalle dei contribuenti, ma anche colpa dei sindacati. A tal proposito riportiamo un nostro comunicato stampa del 2008: “L’intervista sull’Alitalia al segretario della Uil, Luigi Angeletti, di Sergio Rizzo del Corriere della Sera di oggi, dimostra la irresponsabilita’ dei comportamenti della rappresentanza confederale dei lavoratori della compagnia aerea. Se quanto affermato da Angeletti e’ vero, viene da pensare che nella trattativa sindacato-governo-Alitalia si applicava la linea della doppiezza: in privato si chiedevano provvedimenti smentiti pubblicamente. E’ proprio una‚ pena vedere‚ la Cgil che con la mano destra fa una cosa e un’altra con la sinistra, una Cisl che gira a vuoto e una Uil interessata a tutelare i propri iscritti (il che ci pare piu’ che giusto) celandosi dietro la battaglia dell’italianita’ della “nostra compagnia di bandiera”. Appare sempre piu’ chiaro che i sindacati, con i loro modi di agire, sono stati una delle cause del declino dell’Alitalia, supportando rivendicazioni che hanno contribuito a collocare fuori mercato la compagnia. Tutto cio’ e’, e continua ad essere, il comportamento dei confederali e probabilmente di molte altre sigle sindacali. Angeletti si lamenta del numero eccessivo dei sindacati in Alitalia, ma se queste sono le condotte e i risultati del suo sindacato e della Cgil e Cisl, e’ bene che le sigle si moltiplichino ancora, forse qualcosa di buono ne nascera’. Alla fine chi si accollera’ il fardello dell’irresponsabilita’ sindacale saranno i cittadini contribuenti e utenti: pagheranno i debiti Alitalia e i biglietti aerei nazionali si continueranno ad acquistare a prezzo da amatore.” (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Cacciari: da Barbara a Renzi

Posted by fidest on Wednesday, 25 September 2013

“Barbara Berlusconi? L’ho conosciuta come studentessa qualche anno fa ed è una bravissima, appassionata e di una assoluta modestia. Era molto legata ai suoi colleghi di corso. Non faceva assolutamente pesare il suo cognome. In politica potrebbe funzionare, meglio di Marina Berlusconi”. Lo dice Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia che nel 2010 era pro Rettore dell’Università San Raffaele di Milano dove si è laureata la figlia del Cavaliere. “Barbara – aggiunge Cacciari – può funzionare perché ha curiosità e cultura. Marina mi dicono invece sia una brava amministratrice ma gli imprenditori veri vogliono comandare e non possono fare politica. Come ha giustamente detto Carlo de Benedetti, nulla è meno democratico di un’impresa moderna. Sono i più inadatti al mondo a fare politica. Barbara non è come Marina, non ha fatto il suo percorso e ha studiato filosofia che è una cosa un po’ strana per un futuro imprenditore e un Berlusconi”.
Massimo Cacciari a La Zanzara su Radio 24: “Renzi? Poverino, si agita. Va a pranzo con chi capita, ogni giorno deve finire sui giornali per l’immagine”. “Pd? Discussioni da schifo, una cosa scandalosa”. “Diventerà segretario, ma glielo lasceranno fare? La cassa ce l’hanno gli altri”.“Renzi dietro non ha un partito e per la sua cultura pensa di poter fare il premier senza partito, ma non esiste. Poverino, si agita continuamente. Va a pranzo con chi gli capita, va in cerca di immagine e una volta va con Cavalli, l’altra con Signorini. Ogni giorno deve vedere la sua immagine sui giornali”. Lo dice Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia, a La Zanzara su Radio 24. “E’ una cosa logorante – dice Cacciari – io non vado a cena e a pranzo con nessuno, sono le cose più detestabili. L’uomo invece è agitato, per ora va avanti a battute. Probabilmente diventerà segretario, ma glielo lasceranno fare? La cassa per ora ce l’hanno gli altri”. “La discussione sul congresso del Pd – aggiunge ancora Cacciari – è una cosa scandalosa. Uno schifo? Sì, è un piccolo grande scandalo che un partito discuta da mesi di stupidaggini che non hanno nessuna importanza per i cittadini in un momento così drammatico”.

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Berlusconi: la farsa continua

Posted by fidest on Tuesday, 17 September 2013

“La farsa continua, c’è gente che sta giocando con gli interessi degli italiani, continua a far apparire un contrasto tra due forze politiche che in realtà stanno benissimo nel governo del grande inciucio, nessuno ha interesse che questo popolo vada avanti nello spirito della legalità che dovrebbe essere sancito dalla decadenza di Silvio Berlusconi”. Così Alfonso Bonafede, M5S, risponde a Radio 24 sulla possibile crisi di governo a seguito della decadenza di Berlusconi. “Berlusconi decadrà? Voglio essere sicuro che non ci siano scappatoie, oltre alla decadenza per la legge Severino ci sarà anche l’interdizione. Sarebbe il punto di non ritorno per tutto il popolo italiano per la civiltà di questo paese. Sono curioso di capire come si riusciranno a barcamenarsi Pd – Pdl, non ci saranno gli scenari di dissidio interni a questa maggioranza perché stanno benissimo insieme, hanno trovato il punto di intesa”. Ma c’è il contrasto su Berlusconi? “Non sarà dirimente perché a nessuna delle due forze politiche conviene andare al voto”. E Berlusconi che farà? “O aspetterà la decisione o deciderà di dimettersi un attimo prima che arrivi la decisione per vestire i panni del martire. Viene inscenato un teatrino che non risponde agli interessi degli italiani. Vogliamo che i cittadini si rendano conto della totale inidoneità di questa classe politica, vogliamo tornare al voto affinché i cittadini possano mandare dalle istituzioni i partiti e la gente che c’è dentro”.

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Berlusconi e lo scontro Tv

Posted by fidest on Sunday, 15 September 2013

Non sono le urla, le pitonesse e la costante tensione, gli ingredienti utili a costruire il consenso tra gli elettori. La ripartenza in grande stile dei talk show televisivi in un clima di scontro al calor bianco sulla vicenda della decadenza di Silvio Berlusconi, radicalizza le opinioni e non sposta voti, o ne sposta pochissimi.A sostenerlo è Mario Rodriguez, consulente, docente all’Università di Padova e autore di ConSenso, saggio sulla comunicazione politica edito da Guerini e Associati e dal 5 settembre in libreria. “I sondaggi, – spiega Mario Rodriguez – ci dicono che questo scontro quasi tutto televisivo sulla decadenza di Berlusconi non fa guadagnare voti a nessuno. Il motivo è chiaro: siamo di fronte a un modo di comunicare che non mette al centro delle proprie attenzioni chi riceve il messaggio e lo rielabora, ma solo chi lo emette.”Il caso Berlusconi, appare un caso da manuale– spiega Rodriguez nel suo libro– di quelli che vengono definiti gli effetti limitati dei media. La casalinga di Voghera, che in passato votava DC, oggi guarda Il grande fratello e vota Berlusconi, mentre la casalinga di Casalecchio di Reno, che prima votava PCI, e ora guarda anche lei Il grande fratello, continua a votare a sinistra. E’ il segno di quanto poco la TV sposti il voto degli italiani. Basti pensare a una vicenda oramai celebre: il caso Clinton – Lewinsky. Mesi di dibattiti e polemiche e le ricerche fatte allora dimostrarono che i media avevano imposto all’attenzione il fatto, ma non avevano spostato gli orientamenti politici.“Se continuiamo a rimanere fermi all’idea che per fare comunicazione politica occorre andare a urlare in TV presidiandola manu militari – conclude Rodriguez – non si supereranno mai le difficoltà attuali e la disaffezione dei cittadini. La crisi della politica si specchia in questa incapacità di creare consenso. E la soluzione è una sola. Serve la capacità di trovare parole e frasi appropriate, credibili, capaci di motivare le persone, dare senso ai comportamenti che si chiede di mettere in campo. È la rivincita della parola sull’immagine, dell’autenticità sulle ambiguità, delle chiacchere quotidiane sulla tv. Parole da dire con passione ma da pensare dal punto di vista di chi ascolta.” M. Rodriguez, Consenso. La comunicazione politica tra strumenti e significati, prefazione di Ilvo Diamanti, pp.142, euro 16,50, ISBN 978-88-6250-476-8, Guerini e Associati, 2013.
MARIO RODRIGUEZ (Napoli 1947) è un consulente di comunicazione in ambito politico e pubblico ed è professore a contratto di Comunicazione pubblica all’Università degli Studi di Milano e di Comunicazione politica a Padova. Dopo le prime esperienze di lavoro come giornalista e dirigente politico è stato dirigente d’azienda e senior consultant di una delle principali società di relazioni pubbliche internazionali. Nel 1994 ha fondato la MR & Associati Comunicazione. Collabora sin dalla fondazione con il quotidiano Europa ed è autore di diversi saggi apparsi sulla rivista Comunicazione Politica. Ha collaborato ai volumi La rivoluzione elettorale, a cura di Renato Mannheimer e Giacomo Sani (1993) e Milano a Roma, a cura di Ilvo Diamanti e Renato Mannheimer (1994).

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Gli italiani con la berlusconite cronica

Posted by fidest on Thursday, 12 September 2013

Berlusconi è arrivato al capolinea ma non sembra avvedersene. Convengo con Rosario Amico Roxas quando scrivendomi afferma: “Ci sono elementi piuttosto “strani” in questa tragicommedia che vede Berlusconi prim’attore, regista, suggeritore e capo claque.” Nasce il legittimo sospetto che non tutto si limiti a un processo, ai suoi tre gradi di giudizio e alla condanna passata in giudicato anche se il cavaliere ha fornito prova di non digerirla scagliandosi con veemenza contro i giudici e accusandoli di persecuzione giudiziaria e di complotto “comunista-stalinista”. C’è, indubbiamente, qualcosa d’altro.
Rosario nell’intento di capire quest’atteggiamento così inquietante pensa che “debba essere accaduto qualcosa che non doveva accadere e cioè la personalizzazione di interessi che dovevano rimanere globali o societari; ed invece è emerso un circuito di denaro che non confluiva nella “comune amministrazione, ma finiva nelle tasche di un solo personaggio o, al massimo, di alcuni soci/complici.”
Sta di fatto che questo “panorama” spiega più di tutte le altre possibili ragioni, la volontà di Berlusconi di dimostrare l’infondatezza della condanna pur giunta al suo epilogo naturale. E lo fa non per l’orecchio degli italiani, anche perché per anni hanno dimostrato una sordità patologica, ma per chi, al contrario, ci sente molto bene.
E chi, come ha fatto negli anni andati, è in grado di dargli una mano? Non certo gli uomini e le donne del suo partito, ma una certa classe dirigente del Pd che in passato ha chiuso un occhio e anche due sull’ineleggibilità di Berlusconi, sui suoi conflitti d’interesse, sulle leggine ad personam per favorire le sue televisioni, ecc. ecc.
E le grandi manovre sono già iniziate. Se vi sono dei parlamentari Pd con le mani pulite e credo che siano in tanti non facciano come la classica scimmietta sottraendosi all’ascolto, alla vista e alla parola e dimostrino al proprio elettorato che gli inciuci non sono più di moda. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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