SACE prende parte alla missione di Sistema in Brasile e annuncia una pipeline di € 4,6 miliardi di nuove operazioni nel Paese (dove è presente con un proprio ufficio a São Paolo), prevalentemente nei settori della meccanica strumentale, delle telecomunicazioni e dell’oil & gas. Si conferma quindi il trend di crescita delle attività di SACE in Brasile registrato nel 2011 quando, con un’esposizione pari a € 1,3 miliardi (+46% rispetto al 2010), il Paese è divenuto il quarto mercato estero nel portafoglio del gruppo assicurativo-finanziario guidato da Alessandro Castellano. Come evidenziato dalle analisi sul rischio Paese condotte dall’Ufficio Studi di SACE, il Brasile presenta profili di rischio sensibilmente migliorati negli ultimi cinque anni, offrendo così il miglior business climate tra i paesi Bric. In particolare, dal 2007 ad oggi:
è nettamente migliorata l’affidabilità delle imprese locali, con una marcata attenuazione dell’indice di rischio di mancato pagamento sia per le grandi imprese (SACE risk index pari a 40, -12%) che per le Pmi (41, -29%); un risultato molto positivo non solo a livello regionale (rischio inferiore del 40% circa della media latinoamericana) ma anche rispetto alle performance di altri mercati emergenti di primo piano, come gli altri Bric.(Battaglia Marco)
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Sace: missione di sistema in Brasile
Pubblicato da fidest su giovedì, 24 maggio 2012
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Riorganizzazione del sistema ferroviario nell’alessandrino
Pubblicato da fidest su mercoledì, 23 maggio 2012
L’Assessore Bonino continua ad ignorare i messaggi che lancia la comunità piemontese. Oggi è stata accolta in Consiglio Regionale una delegazione di sindaci dell’alessandrino preoccupati per il futuro delle linee ferroviarie del loro territorio. Come già successo in altre occasioni la presenza all’incontro dell’Assessore si è rivelata solamente una semplice speranza visto che non si è presentata.I sindaci della zona di Alessandria e Ovada si sono detti disponibili al dialogo anche perché responsabilmente hanno riconosciuto la necessità alla razionalizzazione del sistema ferroviario. A maggior ragione non possiamo che censurare l’indifferenza e la chiusura al dialogo della Giunta Regionale.Noi in più occasioni abbiamo chiesto all’assessorato di fornirci i dati relativi al traffico passeggeri sulle linee ferroviarie piemontesi, in base ai quali si starebbe procedendo alla loro riorganizzazione.Numeri importanti che avremmo dovuto ricevere la settimana scorsa, ma che probabilmente si sono persi tra le pieghe della crisi di maggioranza. Ribadiamo con forza che i piemontesi devono conoscere i progetti che la Regione Piemonte ha per il trasporto ferroviario piemontese. (Monica Cerutti, Sinistra Ecologia Libertà)
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Inefficaci gli aiuti pubblici alle imprese
Pubblicato da fidest su giovedì, 10 maggio 2012
Eravamo gia’ intervenuti sull’argomento lo scorso anno, quando infuriava la polemica sullo “stipendio” dei parlamentari che assommavano a qualche decina di milioni di euro mentre gli aiuti pubblici alle imprese ammontavano a qualche decina di miliardi di euro. Facile la polemica e altrettanto difficile far ragionare. Ora si comincia a delineare un quadro piu’ chiaro: i contributi pubblici complessivi arrivati alle imprese nel 2010, secondo la Banca d’Italia, sono di 36,4 miliardi di euro. La stessa Banca si era gia’ espressa sugli aiuti alle imprese, affermando che “i contributi pubblici non sono stati in grado di produrre effetti duraturi sulla performance delle imprese sussidiate”. La Commissione europea per la valutazione dei progetti regionali (2) e’ arrivata sostanzialmente alla stesso giudizio.
Ora il presidente del Consiglio, Mario Monti, vuole rivedere il sistema dei contributi “inutili”. Il contribuente ringraziera’. (Comunicato Aduc)
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Proposta Agenas, passare da ticket a sistema di franchigia
Pubblicato da fidest su lunedì, 30 aprile 2012
Passare dal sistema ticket-esenzioni a un sistema di franchigia modulata sul reddito. È una delle ipotesi formulate da Cesare Cislaghi e Francesca Giuliani dell’Agenas per cambiare il meccanismo del copayment da parte dei cittadini su visite specialistiche, diagnostica e Pronto Soccorso, di cui si discuterà a un convegno organizzato dall’agenzia il prossimo 17 maggio. L’idea avanzata dai due ricercatori è quella di far pagare a ogni cittadino fino a una certa soglia in base al reddito, superata la quale le prestazioni sarebbero tutte a carico del Servizio sanitario nazionale. «Si potrebbe pensare che il contributo massimo (cioè la franchigia)» scrivono in un intervento preparatorio ai lavori del convegno «non debba essere superiore al 3 per mille del reddito lordo il che significa 30 euro in un pensionato con 10.000 euro di reddito, di 120 euro in un lavoratore con 40.000 euro di reddito, di 300 euro in per un professionista con 100.000 euro di reddito». In questo modo il nuovo sistema di copayment potrebbe «frenare maggiormente i primi accessi al sistema mentre non determinerebbe alcun limite agli accessi più costosi o più frequenti», visto che «l’ipotesi da cui si è partiti è che l’inappropriatezza stia più tra i primi che tra i secondi e che comunque un contributo uguale e proporzionalmente minimo può essere versato da tutti, anche dai malati se questi hanno un certo reddito».
La proposta, sottolinea però all’Ansa il direttore dell’Agenzia, Fulvio Moirano, «è una ipotesi di studio» non una «proposta ufficiale dell’Agenas», che certo «va presa in considerazione perché sul piano teorico consentirebbe un’equità maggiore, anche se vediamo le problematicità tecniche della sua applicazione». Un’ipotesi da scartare, invece, per Luca Coletto, coordinatore degli assessori regionali alla Sanità «perché colpirebbe tutti indistintamente» «La franchigia » spiega «non è altro che la riedizione della “tassa sulla salute” dei primi anni Novanta che poi fu sospesa». E questo, conclude, «non è il momento di aggiungere ulteriori tasse ai ticket».(fonte: doctornews33)
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L’azione dei raggi UV sul sistema immunitario
Pubblicato da fidest su giovedì, 26 aprile 2012
Veldhoven. Il sole influisce notevolmente sulla salute degli esseri umani, in moltissimi modi. Gran parte di questi effetti è data dalla vitamina D. La vitamina del sole, infatti, regola il sistema immunitario, difende dalle malattie autoimmuni quali il diabete e la sclerosi multipla e protegge contro le infezioni di natura batterica o virale. Tuttavia un gruppo di ricercatori australiani ha dimostrato che, anche in questo campo, il sole non ha sempre completamente bisogno della mediazione della vitamina D. Nello studio sinottico condotto, il gruppo di ricercatori si interroga su fino a che punto gli effetti immunoregolatori dei raggi UV siano innescati dalla sintesi a livello cutaneo della “vitamina del sole”. Gli studiosi hanno messo a confronto i risultati della ricerca estrapolati da studi sull’azione della vitamina D ed altri sull’esposizione ai raggi UV del sole o della luce artificiale. Il risultato: l’azione dei raggi UV sul sistema immunitario supera di gran lunga gli effetti della “vitamina del sole”. ” È assolutamente necessario esporsi alla luce solare o alle luci artificiali del solarium regolarmente, benché con moderazione, affinché i raggi UV possano sviluppare al massimo il proprio effetto benefico sul sistema immunitario” spiega Ad Brand del Sunlight Research Forum (SRF). Stando ai risultati di questa recente ricerca, prosegue Brand, evitare oltremodo di esporsi alla luce del sole e colmare il fabbisogno di vitamina D principalmente mediante integratori sono errori imperdonabili.
Il Sunlight Research Forum (SRF) è un’organizzazione senza scopo di lucro con sede nei Paesi Bassi. Il suo obiettivo è divulgare al pubblico le più recenti nozioni mediche e scientifiche relative agli effetti sugli esseri umani di un’esposizione moderata ai raggi UV.Fonte: Prue H. Hart, Shelley Gorman, John J. Finlay-Jones: “Modulation of the immune system by UV irradiance: more than just the effects of vitamin D?” pubblicato su: Nature Reviews Immunology 11, 584 (2011) (Thomas Schröter)
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Italia: un paese senza cultura?
Pubblicato da fidest su martedì, 17 aprile 2012
La cultura deve tornare al centro dell’azione del governo. Pensare alla crescita senza cultura e innovazione significa abbandonare il Paese, e in particolare i giovani, a un futuro senza vie d’uscita.Per questo, l’Italia dei Valori ha presentato una mozione che impegna l’esecutivo a investire sul settore della conoscenza, nella scuola e nella valorizzazione dei saperi . I tagli non sono inevitabili. Si possono operare scelte diverse, e nella mozione abbiamo anche indicato come fare. Chiediamo al governo di realizzare un piano d’investimenti pluriennale nei beni culturali, senza limitarsi ad investimenti straordinari o urgenti. La sconsiderata politica dei tagli degli ultimi anni ha messo in ginocchio tutti i settori della cultura, dalla scuola all’università, alla ricerca, ai beni culturali. I numeri parlano chiaro: la Finanziaria del 2008 ha smantellato il sistema dell’istruzione, privandolo di oltre 8 miliardi di euro. L’istruzione pubblica italiana ha perso circa 90 mila insegnanti negli ultimi tre anni, il precariato scolastico conta ormai oltre 200 mila docenti abilitati, diventando così un elemento strutturale del sistema. Senza contare che, nell’ultimo anno, quasi 20 mila ricercatori precari sono stati espulsi dal sistema accademico. Per quanto riguarda i beni culturali la situazione è anche peggiore. Il nostro Paese, infatti, nel 2010 ha investito solo lo 0,21% del Pil, mettendo a rischio la tutela del patrimonio nazionale. Le risorse per far ripartire la cultura in Italia possono essere recuperate, ad esempio, riducendo le spese militari, eliminando il programma degli F-35 e procedendo immediatamente all’asta delle frequenze televisive.(Antonio Di Pietro)
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Studio Cnr dimostra superiorità del pomodoro biologico
Pubblicato da fidest su giovedì, 12 aprile 2012
In questi ultimi anni il pomodoro ha guadagnato lo status di cibo funzionale, vista l’associazione sempre più frequente stabilita tra il suo consumo e il ridotto rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari e tumori. E nel pomodoro biologico queste virtù sarebbero amplificate: è quanto emerge da uno studio condotto da biologi, microbiologi e medici dell’Istituto di biologia e biotecnologia agraria del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibba-Cnr) e dell’università di Pisa. Secondo i risultati d ello studio i pomodori bio, rispetto a quelli coltivati con altri metodi, contengono concentrazioni più elevate di calcio (15%), potassio (11%), fosforo (60%) e zinco (28%). «Il valore nutrizionale e nutraceutico» si legge in una nota del Cnr «è influenzato dalle condizioni di coltivazione e se la pianta cresce con i suoi simbionti naturali, aumentano le sostanze antiossidanti che contrastano alcuni tipi di cancro». «I pomodori coltivati biologicamente, in particolare» si sottolinea nella ricerca «instaurano insieme ai loro microfunghi una benefica associazione radicale permanente, paragonabile dal punto di vista funzionale al nostro microbioma intestinale» inoltre «i frutti di pomodoro sono una riserva naturale di molecole come acido ascorbico, vitamina E, flavonoidi, composti fenolici e carotenoidi, tra cui il licopene che, oltre a esercitare una forte attività antiossidante, può modulare le vie metaboliche ormonali e del sistema immunitario», conferma Manuela Giovannetti dell’Università di Pisa, che ha coordinato il lavoro. Br J Nutr. 2012 Jan;107(2):242-51 (fonte farmacista33)
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Pavimentazione e manutenzione del sistema di illuminazione in A4
Pubblicato da fidest su sabato, 24 marzo 2012
Lavori di ripavimentazione in A4, dalle ore 8,00 di lunedì 26 al primo pomeriggio di martedì 27 marzo. I restringimenti di carreggiata in entrambe le direzioni, necessari per consentire l’intervento, riguarderanno l’area del casello di Latisana, un centinaio di metri prima e dopo la barriera.
Immediatamente prima e subito dopo il casello di Ronchis, uscita Latisana. Interessata da lavori di manutenzione anche la barriera di Trieste Lisert, dove saranno rimossi e sostituiti i pali di illuminazione sulle rampe di uscita. Lunedì 26 mattina, in particolare, per permettere la rimozione dei pali e il trasporto dei materiali, sarà attivata una breve chiusura della rampa di svincolo in direzione Monfalcone.
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Veneto orientale:economia in recessione
Pubblicato da fidest su martedì, 6 marzo 2012
(Caorle VE Dopo quarant’anni di benessere e crescita economica ininterrotta, anche il Veneto Orientale si è inceppato nelle maglie della crisi: la richiesta di credito da parte di aziende artigiane e PMI è diminuita, mentre si sono quasi azzerate le politiche di investimento. In questo scenario, un ruolo determinante lo stanno giocando da un lato le banche, che non concedono più finanziamenti alle imprese, dall’altro Cofidi Veneziano e la Confartigianato del Veneto Orientale, che continuano a recitare un ruolo determinante al fianco delle realtà locali. Erano oltre 70 gli imprenditori che hanno preso parte al convegno “Sostegno al credito in tempo di crisi”, promosso a Caorle da Cofidi Veneziano e dalla Confartigianato territoriale e rivolto a imprese e PMI di Caorle, San Stino di Livenza, Portogruaro e Concordia Sagittaria. Un incontro da cui sono emersi spunti di notevole interesse in merito a nuovi strumenti di accesso al credito per il rilancio dell’economia di un’area che può e deve ridare linfa a un patrimonio di ricchezze storico-paesaggistiche riconosciuto a livello europeo.
“Innanzitutto la nuova moratoria varata dal Governo è un’occasione da cogliere al volo per quelle imprese che hanno le carte in regola per risalire la china -– ha spiegato il direttore generale di Cofidi Veneziano Mauro Vignandel –. Con questo strumento hanno l’opportunità di alleggerire le tensioni finanziarie e di tornare a guardare sui mercati nell’ottica di nuovi investimenti. Risulta però indispensabile la collaborazione di enti e istituzioni, che devono ridurre l’IRAP, abbattere i costi del lavoro e allentare i lacci burocratici. Solamente un gioco di squadra su più livelli può ridare fiducia a un territorio che per molti anni è stato un valore aggiunto per l’andamento dell’economia nazionale”.E che la fiducia nella ripresa da parte delle imprese del Veneto Orientale sia in netto calo lo dimostrano i dati forniti dal report annuale sul credito di Cofidi Veneziano: la struttura di garanzia nel 2011 ha segnato un decremento dell’operatività, passata dai 47,3 milioni di euro complessivi del 2010 a quasi 42 milioni (-11,29% di affidamenti deliberati). Dall’altro lato, il crollo degli investimenti da parte delle aziende si palesa in modo molto evidente: la richiesta di finanziamenti a medio termine è passata infatti dai 22,54 milioni del 2010 ai 12,17 milioni del 2011. Parallelamente sono cresciuti i prestiti per liquidità: 29,78 milioni nel 2011 contro i 24,75 milioni del 2010, segno della necessità di denaro contante da parte delle aziende per non chiudere i battenti.Criticità inasprite dal rapporto con gli istituti di credito: come emerso all’interno del convegno, le banche oggi sono disponibili a valutare le richieste delle imprese solo se queste sono patrimonializzate e comunque dopo la presentazione di accurati business plan che mettano in luce una forte propensione all’export. “Le banche pongono condizioni improponibili per un contesto di micro e medie imprese come il nostro, che per sua natura non può contare su numeri, strutture e obiettivi che invece sono propri di realtà di grandi dimensioni – ha sottolineato il presidente di Confartigianato Imprese del Veneto Orientale Luigino Giusto -. Per questo chiediamo alle banche di essere più ricettive verso i nostri imprenditori e di ascoltare e comprendere le vere necessità del sistema economico del Veneto Orientale. Mi preoccupa inoltre la direzione intrapresa da Basilea 3, che non riconosce la specificità e le peculiarità del sistema PMI”. Per questo, Cofidi Veneziano e la Confartigianato del Veneto Orientale continuano a lavorare per garantire l’accesso al credito da parte delle imprese, “con l’obiettivo di costituire una nuova e più forte alleanza con il sistema produttivo che porti a una nuova stagione di sviluppo e benessere” hanno sottolineato Vignandel e Giusto.A breve verrà organizzato un nuovo convegno con gli altri Comuni del Veneto Orientale.
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“Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale”
Pubblicato da fidest su lunedì, 5 marzo 2012
Roma Venerdì 9 marzo p.v. alle ore 18, nella sala San Pio X, in Via della Conciliazione 5. Interverranno S.E. Mons. Mario Toso, Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, e il Prof. Vittorio Grilli, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze.
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sistema di gestione ECO-Cluster
Pubblicato da fidest su lunedì, 27 febbraio 2012
Il progetto ECO-Cluster entra nel vivo: può iniziare la sperimentazione del sistema di gestione ambientale a Cerreto Laghi. Dopo un lavoro di un anno a cui hanno collaborato tutti i partner di progetto sotto la direzione della dott.ssa Cristina Barbieri di Istituto Delta Ecologia Applicata sono disponibili le Linee guida del modello di Gestione ECO-Cluster. Le linee guida sono un elemento centrale di ECO-Cluster – Environmental COoperation model for Cluster (Modello di Cooperazione Ambientale per Cluster – http://www.ecocluster.it) un progetto coordinato dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma LIFE+ Ambiente (LIFE09ENVIT000188). Lo scopo del progetto è quello di elaborare un modello di gestione ambientale di Cluster inteso come un’area territoriale caratterizzata dalla presenza di attività economiche omogenee per dimensione e tipologia. Il modello prende spunto dagli strumenti di gestione ambientale diffusi e sperimentati in Italia ed in Europa negli ultimi anni, EMAS, ISO 14001, Ecolabel e altri, con il valore aggiunto di rivolgersi in particolare ai contesti di piccole-medie imprese, prevalenti in Italia ed Europa, in cui un sistema di gestione tradizionale rischia di risultare troppo oneroso e rigido. Partner del progetto, oltre ai già citati Parco Nazionale ed Istituto Delta, sono il Comune di Collagna e Certiquality: l’ente di certificazione che avrà il compito di validare il modello al termine del progetto garantendone la replicabilità in altri contesti simili. Il documento oggi pubblicato potrà ancora subire delle variazioni. Il modello diventerà di fatto definitivo solo al termine del progetto ECO-Cluster.
Dalla teoria alla pratica Con la pubblicazione delle Linee Guida si entra nel vivo del progetto ECO-Cluster in quanto avrà inizio la sperimentazione del modello nel cluster turistico di Cerreto Laghi: Una delle principali stazioni sciistiche dell’Appennino Emiliano situata all’interno del territorio del Parco Nazionale.
L’applicazione del modello vedrà il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse dell’area del Cerreto: il Parco ed il Comune di Collagna come partner di progetto, gli attori istituzionali e non che hanno competenze ed interessi nell’area e soprattutto gli operatori turistici che saranno coinvolti in uno sforzo comune finalizzato a migliorare le performance ambientali del Cerreto e a caratterizzarsi come meta turistica sostenibile.
Il sistema di gestione ambientale ECO-Cluster applicato all’area del Cerreto si integra con i principi e le azioni del Piano di sviluppo socio-economico del Parco Nazionale che ha tra gli obiettivi principali quello di cogliere le opportunità offerte da un turismo sempre più attento agli aspetti ambientali ed alla sostenibilità nel suo complesso.
È possibile scaricare il modello completo ed una sintesi divulgativa dal sito di progetto http://www.ecocluster.it nella pagina dedicata al modello ECO-Cluster.
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La svolta politica
Pubblicato da fidest su lunedì, 16 gennaio 2012
Opinioni in rete. Le manovre in atto negli ambienti di una certa politica in Italia sembrano perseguire l’obiettivo d’incoraggiare l’assenteismo elettorale (siamo già al 30% e non è escluso che si arrivi al 35%) strumentalizzando tutto ciò che è negativo: politici corrotti e malavitosi “scudati” dai loro colleghi, privilegi di casta, intese sottobanco poco chiare tra i vari partiti, di maggioranza e di opposizione, e perseguimento di iniziative non dissimili tra loro tanto da farli apparire “complici” dello stesso sistema. Il fine è quello che è più controllabile il 60-65% dell’elettorato rispetto ad una percentuale maggiore. Non solo. Se si scremano i voti diretti alle ali estreme e ai partitini locali, le schede bianche e nulle si arriva tranquillamente ad una percentuale intorno al 50%.
Significa, in pratica, assicurare la leadership degli stessi partiti, i loro giochi di potere e i loro leader.
Contro questa linea di tendenza resta per gli elettori che vogliono seriamente un cambiamento e, sono, purtroppo, tra coloro, per lo più, che disertano le urne, una sola possibilità: quella di andare a votare e a votare quel partito che più degli altri ha provveduto ad un ricambio generazionale non tanto per l’età quanto per la mentalità dei candidati. Se tale mossa risultasse vincente avremmo, se non altro, la possibilità di ridurre di un buon 40% il numero dei soliti eletti. E sarebbe ancora più interessante avere un partito che fondasse il suo programma sulla tutela di due diritti: quello della vita e quello del vivere. Il ragionamento che ne scaturisce è semplice: noi abbiamo un obbligo nei confronti dei nuovi venuti. Non dobbiamo abbandonarli a se stessi una volta nati. Dobbiamo assicurare un minimo standard di esistenza dignitosa elevando a diritto inalienabile quello dell’assistenza universale, dell’istruzione, dell’alimentazione, del lavoro, della sicurezza e della tutela per i più deboli (handicappati, anziani, ecc.). Per questi impegni le risorse ci sono, se ne facciamo un buon uso, ovviamente.
Se ci convinciamo delle buone ragioni qui rappresentate allora il discorso si fa mediatico e come, a questo punto, non pensare alla rete? Avremmo un obiettivo a portata di mano, il tempo necessario per concretizzarlo e la possibilità di essere supportati da elementi validi da proporre come alternativa all’attuale leadership. Il mio invito, quindi, è quello di chiamare all’attenzione dei navigatori della rete questo progetto, di valutarlo e migliorarlo se necessario, di diffonderlo e di realizzarlo con atti concreti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
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Le contraddizioni di Benedetto XVI
Pubblicato da fidest su domenica, 1 gennaio 2012
Il Papa: umanità lacerata da ingiustizie, (Il Messaggero del 31 dic. 2011) E Rosario Amico Roxas commenta: “Le ingiustizie che lacerano l’umanità sono provocare dal sistema economico occidentale basato esclusivamente sul maggior reddito, meglio se si esclude la costosa incombenza del lavoro attraverso l’economia della finanza. Si è finalmente capito che il liberismo dominante, che si è affermato nel sistema democratico, impadronitosi del potere ha rinnegato la democrazia, per privilegiare un sistema autoritario, in grado di controllare le masse sempre più sfruttate.
Che Benedetto XVI oggi constati la lacerazione delle ingiustizie ci costringe a evidenziare che si tratta di una costatazione fuori tempo, anacronistica, contraddittoria, arrivando solo oggi, ma dopo che il medesimo pontefice ha esaltato il liberismo tessendone le lodi in quella lettera di presentazione al libro di Pera “Perchè dobbiamo dirci cristiani”; ha avuto l’ardire di paragonare il liberismo al cristianesimo, come se Cristo non avesse cacciato i mercanti dal Tempio, ma avesse cercato di instaurare una comunione di interessi.Si tratta di un ripensamento?
Se è così dovrebbe, coerentemente, rinnegare quello scritto e tornare ad aprire il Tabernacolo del cuore ai bisogni della povera gente, che quel liberismo ha condannato alla miseria, riconoscendo la centralità religiosa della Teologia della Liberazione, ingiustamente messa all’indice, colpevole di identificare Cristo nei derelitti del mondo, vittime sacrificali di logiche che non si possono accettare. (Rosario Amico Roxas)
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