Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Siti internet in pericolo?

Pubblicato da fidest su mercoledì, 18 aprile 2012

Avaaz comunica: “Da un momento all’altro il governo Monti potrebbe approvare una legge che ucciderebbe la libertà di Internet così come la conosciamo oggi: mancano pochi giorni e solo una grande mobilitazione pubblica può fermarlo. Alcuni quotidiani hanno fatto trapelare la bozza di una legge scritta in segreto dal governo che darebbe all’Autorità delle Comunicazioni (AGCOM) il potere di chiudere qualunque sito internet per il semplice sospetto di violazione del diritto d’autore. Le potenti lobby dell’industria e dei media stanno facendo pressione sul governo affinché la legge sia adottata il prima possibile, ma oltre 30 parlamentari hanno lanciato l’allarme e se saremo in tanti ad agire ora potremo convincere il Presidente Monti ad abbandonare la legge bavaglio e a proteggere la nostra libertà della Rete. Lo scorso anno la campagna di Avaaz ha generato un ciclone mediatico enorme e fermato AGCOM dall’adottare di nascosto un regolamento bavaglio simile a questa legge: possiamo farlo di nuovo. Monti è sempre più sensibile all’opinione pubblica man mano che la sua popolarità scende: ora è il momento di farci ascoltare. Clicca sotto per firmare la petizione per chiedergli di abbandonare il bavaglio e salvare Internet: le nostre firme saranno consegnate agli uffici del Presidente, ai ministri chiave e ai media: http://www.avaaz.org/it/monti_save_our_internet/?vl
Senza un effettivo sistema di pesi e contrappesi, AGCOM può diventare una vera minaccia alla nostra democrazia. Nominati dai maggiori partiti, i suoi membri operano con pochissima trasparenza e rispondono ai diktat di potenti interessi politici e industriali, spesso senza alcun controllo parlamentare. Ora, con la nuova legge, i suoi poteri di censura potrebbero crescere pericolosamente. La bozza di legge trapelata permetterebbe ad AGCOM di chiudere, nell’arco di poche ore e senza l’intervento di un giudice, interi siti d’informazione e d’interesse pubblico, come WikiLeaks, portali di software libero e siti di video come Youtube, solo perché uno specifico contenuto o una canzone è sospettata di violare il diritto d’autore. Il paladino della nuova legge bavaglio è il sottosegretario di stato, Antonio Catricalà, sotto l’enorme pressione di giganti dell’informazione come Mediaset e della potente industria dell’intrattenimento. Ma tanto l’influente sottosegretario Paolo Peluffo quanto il Presidente Monti sono molto preoccupati per le possibili conseguenze di una nuova mobilitazione popolare a causa della posizione sempre più instabile del governo. Non ci rimane molto tempo. Il governo potrebbe approvare la legge in uno dei prossimi Consigli dei Ministri, rendendo definitivi i nuovi poteri di censura di Agcom, proprio ora che il suo mandato sta per scadere. Uniamoci alle voci dei parlamentari e chiediamo lo stop dell’approvazione in extremis di questa legge bavaglio che mette in pericolo Internet libero. Firma ora la petizione e condividila con tutti: http://www.avaaz.org/it/monti_ save_our_internet/?vl”

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Un marchio europeo per il patrimonio comune dal 2013

Pubblicato da fidest su venerdì, 18 novembre 2011

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Image by cplbasilisk via Flickr

In seguito a una decisione del Parlamento adottata mercoledì, un marchio del patrimonio europeo potrà essere assegnato, dal 2013 e su base volontaria, ai luoghi simbolo della storia e dell’integrazione europea. Particolare attenzione sarà data ai siti “transnazionali”, visto il loro speciale simbolismo per la storia comune d’Europa. A partire dal 2013, ogni due anni ciascuno Stato membro potrà proporre fino a due siti candidati, tra i quali una giuria di 13 esperti indipendenti ne sceglierà al massimo uno per Paese. Il marchio garantirà la qualità dei siti selezionati, che potranno essere monumenti o siti naturali, sommersi, archeologici, industriali o urbani, paesaggi ricchi di cultura, luoghi della memoria, beni culturali e oggetti o patrimoni immateriali associati a un luogo. Il marchio potrà essere concesso anche a siti di patrimonio contemporaneo che abbiano una rilevanza per la storia e il patrimonio comune d’Europa, così come per meriti architettonici o estetici. Il marchio si rivolge principalmente ai siti transnazionali, dato il loro particolare valore per la storia europea comune. Questi siti dovranno comunque soddisfare i requisiti per la concessione del marchio e designare un unico organismo di coordinamento quale interlocutore della Commissione europea. Gli Stati membri avranno anche la possibilità di presentare una candidatura per un marchio “a tema” che raccolga diversi siti nazionali collegati a un soggetto comune.

L’iniziativa del marchio europeo per il patrimonio si basa su un progetto intergovernativo avviato nel 2006 con lo stesso nome. I siti che da allora hanno ottenuto il marchio, adesso potranno presentare domanda per la nuova etichetta. Entro sei anni dall’entrata in vigore del nuovo regime, una decisione dovrà essere presa per permettere eventualmente la partecipazione anche a paesi terzi europei. Gli Stati membri saranno responsabili della gestione, della protezione e della promozione dei siti. L’attività di comunicazione e sponsorizzazione del marchio saranno invece responsabilità della Commissione, compresa la creazione di un sito web dedicato al progetto e la promozione di attività in rete per i siti etichettati.

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Roma: Accelerare applicazione piano nomadi

Pubblicato da fidest su sabato, 6 novembre 2010

Roma.“E’ necessario che il piano nomadi venga applicato nella sua interezza il prima possibile, nell’interesse della cittadinanza frustrata da anni di immobilismo di quella che è stata la giunta di centro-sinistra al comune di Roma e che ora si riverbera nelle giunte di centro-sinistra dei municipi. I cittadini di molti municipi della capitale sono in attesa di risposte concrete sulla attuale gestione dei campi nomadi. In XVI Municipio la costruzione di un nuovo campo attrezzato è già stata smentita. Gli abitanti di questo settore della città hanno già dovuto pagare il loro scotto. Nei confini del municipio insiste, infatti, la discarica di Malagrotta e altri siti industriali altamente inquinanti, vi sono quartieri dove ancora non sono attivi posti di polizia o caserme dei carabinieri e per anni i residenti hanno dovuto sopportare l’insediamento abusivo di Rom in via di Villa Troili, voluto dalla giunta Bellini, mentre sono ancora in attesa dello sgombero di La Monachina, altro sito abusivo in zona Massimina, uno dei sei campi nomadi non autorizzati che il Campidoglio ha annunciato di voler sgomberare entro la metà del 2011.All’interno del campo, malvisto dai residenti, vivono un centinaio di rom. Spesso arrivano furgoni che scaricano abusivamente materiali edili, vecchi mobili, vasche da bagno ed altro ancora. Nessuno può escludere anche l’abbandono di rifiuti tossici. Oltre alla Monachina, nel territorio del XVIII municipio sono presenti  insediamenti più piccoli un po’ ovunque, i cosiddetti campi-fantasma. Siamo certi che il sindaco Alemanno chiederà al Prefetto di evitare di appesantire ulteriormente la già delicata condizione di queste zone e darà maggiori garanzie, così come ha già fatto in IV Municipio, per cancellare lo scontento e l’apprensione tra i residenti e rafforzare il vincolo di alleanza e fiducia che stringe la giunta di centrodestra ai romani sul fronte della sicurezza e del decoro.” Lo dichiarano in una nota Alessandro Vannini, Presidente della Commissione Turismo e Moda di Roma Capitale e  Fabrizio Santori Presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale.

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Master universitario sui siti contaminati

Pubblicato da fidest su sabato, 4 settembre 2010

Venezia 8 settembre alle ore 11, presso il Parco Tecnologico VEGA Sala Conferenze Porta dell’Innovazione. L’Università Ca’ Foscari di Venezia – Dipartimento di Scienze Ambientale ha messo a bando in questi giorni, e realizzato in collaborazione con Confindustria di Venezia, Vega-Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, S.T.A. Srl – Servizi Tecnologici Ambientali di Venezia e Assoreca (Associazione tra le Società di Consulenza e di Servizi per l’Ambiente, la Sicurezza e la Responsabilità Sociale) il Master, unico in Italia per la sua importanza e la sua stringente attinenza con tematiche di urgente attualità.
Il Master, coordinato dal prof. Emanuele Argese, mira anche a contribuire ad avvicinare proficuamente l’Università al mondo del lavoro.  Il Master è rivolto a laureati specialistici/magistrali o quinquennali in discipline scientifiche (es. Scienze Biologiche, Ambientali, Geologiche, Chimica, Chimica Industriale), ingegneristiche (es. Ingegneria Chimica, Ingegneria gestionale, Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio), agrarie (es. Scienze e Tecnologie Agrarie), ecc.; per maggiori informazioni si veda in dettaglio il sito del master (www.unive.it/master-risanamento). Il Master si rivolge anche a personale laureato già operante presso imprese interessate a vario titolo alle bonifiche. Le lezioni si terranno il venerdì e il sabato per conciliare attività lavorative e attività di apprendimento.
Il Master ha una durata annuale (ottobre 2010 – ottobre 2011), prevede 400 ore di lezione e 250 ore di stage. La conclusione del Master, con la discussione di un elaborato scritto da parte degli allievi, è prevista per il mese di ottobre 2011. Le figure professionali formate potranno inserirsi presso enti di ricerca, strutture pubbliche di pianificazione e controllo, società e studi professionali operanti nel settore. Il Master è a numero chiuso (massimo 35 partecipanti) e richiede frequenza obbligatoria per almeno il 70% delle ore formative e per il 100% delle ore di stage. La scadenza per la presentazione delle domande di ammissione è il giorno 15 settembre 2010. (dr Alessandro Montello)

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Difendere i siti archeologici

Pubblicato da fidest su venerdì, 3 settembre 2010

“Il pieno recupero delle aree archeologiche trasformate in ricoveri per senza tetto è possibile solo grazie ad una mappatura dei siti occupati abusivamente, al fine di restituire alla fruibilità dei romani e dei turisti il patrimonio storico ambientale della nostra città ed avviare un processo di riqualificazione progressiva  che parta proprio dai luoghi simbolo della Capitale”. Lo dichiara Fabrizio Santori, presidente della commissione Sicurezza del Comune di Roma a margine dell’operazione di contrasto al degrado nell’area riguardante le Mura Aureliane, coordinata dal comandante della polizia municipale Angelo Giuliani, dal I e III Gruppo congiuntamente alla Sala operativa sociale Campidoglio, l’Ama e il Servizio Veterinario. “Si tratta dell’ennesimo intervento della giunta Alemanno dopo quello della Domus Aurea e dell’acquedotto del Mandrione, teatro di insediamenti che ne hanno mortificato il valore inestimabile e ne hanno consentito un deterioramento, considerata la grande mole di rifiuti ivi abbandonata ed i danneggiamenti continui causati dalle costruzioni abusive e dal mancato rispetto della cosa pubblica” – continua Santori.

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Nucleare. Il Governo approva i criteri ma non i siti

Pubblicato da fidest su lunedì, 15 febbraio 2010

Il governo ha approvato i criteri per la localizzazione delle centrali nucleari ma non ha individuato i siti dove costruirle. Il motivo e’ semplice: in vista ci sono le elezioni regionali e indicare i luoghi dove allocarle potrebbe avere ripercussioni negative sul voto al centro-destra. Si sta attuando, quindi, le tecnica dello “spoglio del carciofo”, cioe’ una foglia per volta: prima l’annuncio, poi i criteri e, dopo le elezioni, i siti, fermo restando che il gambo, ovvero il classico cerino, rimarra’ in mano al consumatore. Il problema preoccupa per le ripercussioni elettorali regionali tant’e’ che il candidato del centro-destra in Veneto, il ministro alle Politiche Agricole, Luigi Zaia, ha gia’ dichiarato che di centrali nucleari in Veneto non se ne parla proprio. Saremo interessati a sapere cosa ne pensa la candidata nel Lazio, Renata Polverini, visto che la regione e’ una di quelle papabili per l’allocazione di un impianto atomico. Al consumatore e all’utente conviene il nucleare? No, non conviene, vale a dire che il costo dell’energia elettrica che si paghera’ sulla bolletta non subira’ variazioni. I costi di costruzione, smantellamento, allocazione delle scorie, sistemi di sicurezza e gestione sono tali che alla fine non ci sara’ un vantaggio economico per l’utente finale. Il nucleare non e’ alternativo al petrolio, semmai lo e’ alle fonti rinnovabili, infatti, in Francia, patria del nucleare, si consuma piu’ petrolio che in Germania. C’e’ il problema del cambiamento climatico, si dice. Si dimentica di aggiungere che il nostro nucleare produrra’ solo 4,5% del fabbisogno energetico complessivo e quindi non incidera’ sulla questione climatica. Non possiamo dipendere da fonti energetiche “estere”, si dice; si dimentica di aggiungere che non abbiamo miniere di  uranio. Insomma, il nucleare ci sembra un bell’affare, pubblico e privato, e questo significa che il classico cerino rimarra’  tra le dita del consumatore.

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Impianti energia nucleare

Pubblicato da fidest su venerdì, 15 gennaio 2010

Dichiarazione dell’On. Luigi Bobba (PD): “Il Governo rispondendo al ‘question-time’ sul tema della mappa dei siti per la realizzazione degli impianti per la produzione di energia nucleare ha dato un esempio di ‘politica dello struzzo’: la risposta fornita all’interrogativo posto dal PD è meramente metodologica, ma elude la domanda chiave, ovvero se la nuova mappa dei siti possa essere significativamente diversa da quella che venne approvata sulla base della legge del 1975 oppure se si debba ritenere che i nuovi impianti nucleari siano destinati ad essere realizzati negli stessi siti già autorizzati negli anni Settanta. Andando a rileggere quella mappa troviamo indicate due aree in Piemonte, ovvero la zona lungo il Po da Trino Vercellese fino a nord di Chivasso, e la zona intorno alla Dora Baltea al sud di Ivrea.  Siccome i criteri principali (scarsa sismicità del territorio, abbondante disponibilità d’acqua e scarsa densità abitativa) sono rimasti sempre gli stessi a livello internazionale, non si può che dedurre che la nuova mappa non potrà che ricalcare quella vecchia.  Stando così le cose, sarebbe interessante se l’On. Roberto Cota rispondesse a questa domanda: che ne dice On. Cota di una nuova centrale a Trino?”

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Le categorie dei siti più visitati

Pubblicato da fidest su domenica, 16 agosto 2009

Al primo posto troviamo con il 95,4% i siti riguardanti internet, cioè domini che offrono servizi come motori di ricerca, portali, Internet Service Provider, ricerca di persone, consulenza e hosting, aste e altro. Al secondo posto si posizionano con il 60,5% i siti del,la categoria società, cioè i domini che trattano di formazione, vita quotidiana, servizi pubblici, medicina e salute, news, associazioni, famiglia, impiego, donne, meteo, astrologia/oroscopi, annunci economici e ambiente. Seguono al terzo posto i siti raggruppabili nella categoria economia con il 59,1%. Si tratta dei siti aziendali, di quelli di commercio al dettaglio generico quali abbigliamento, finanza (servizi bancari e finanziari, assicurazioni e trading in borsa), trasporti, auto e moto, comunicazione, moda/bellezza, ecc. Analizzando nello specifico i siti del settore economia, emerge che quelli del settore telecomunicazioni, bancario e assicurativo sono i più numerosi ed i più visitati. (fonte Tecnomedia)

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