Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

Posts contrassegnato dai tag ‘sociale’

La crisi della partecipazione politica e sociale in Italia

Pubblicato da fidest su lunedì, 14 gennaio 2013

La tendenza, che si manifesta con sempre maggiore evidenza in questi ultimi anni, a escludere l’avversario politico deve farci riflettere sulla neces-sità di sviluppare una cultura politica inclusiva, dove il senso democratico si sviluppi primariamente in tutta la società intesa come una struttura di rete che cerca la propria coesione come valore in sé e non perché legata a qualche potere politico più o meno forte e pensato esclusivo. Siamo, in effetti, ancora lontani da quella idea di riportare la definizione della democrazia proprio come valore del vivere sociale dell’uomo, prima che come importanza politica.
Affermava in proposito Giuseppe Toniolo: “la democrazia nel suo concetto essenziale può definirsi quell’ordinamento civile nel quale tutte le forze sociali, giuridiche ed economiche, nella pie-nezza del loro sviluppo gerarchico, cooperano proporzionalmente al bene comune, rifluendo nell’ulti-mo risultato a prevalente vantaggio delle classi inferiori.” In altri termini l’essenza della democrazia è determinata dal fine e non dalle regole che pur devono esserci, ma in funzione dello scopo da rag-giungere e costantemente giudicate da questo. Può apparire, a taluni, una sorta di semplificazione di carattere paternalistico, ma che alla luce della situa-zione attuale del vivere democratico nelle nostre società occidentali, si evidenzia la necessità di un rinnovamento che sappia produrre frutti veramente nuovi se non nell’altro caposaldo del pensiero che fonda le sue radici sul trascendentale e ci lascia una prospettiva di vita con valori più rispondenti alla natura e alla ragione stessa del nostro essere e divenire. Dobbiamo convenire che la libertà dell’uo-mo è in rapporto diretto con le sue condizioni sociali ed è una sfida che non è mai fine a se stessa ma che ci coinvolge tutti e si ascrive nell’essere dell’uo-mo che la deve costantemente scoprire e adattare a se e agli altri. (Riccardo Alfonso)

Pubblicato in: Confronti | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

L’impatto sociale del dolore cronico

Pubblicato da fidest su lunedì, 28 maggio 2012

Italiano: Dolore acuto e cronico

Italiano: Dolore acuto e cronico (Photo credit: Wikipedia)

Copenaghen dal 29 al 31 maggio p.v. si terrà il terzo Simposio Europeo sull’Impatto Sociale del Dolore Cronico – Societal Impact of Pain (SIP 2012). Il Simposio si svolge durante il semestre di presidenza danese del Consiglio d’Europa. Più di 300 tra medici, manager della sanità pubblica e privata, esponenti politici e di associazioni di pazienti, provenienti da tutta Europa, si incontreranno per portare all’attenzione dei governi Europei il problema dell’impatto sociale del dolore cronico. Si confronteranno sulle “best practices” per la cura del dolore presenti nelle rispettive nazioni, con l’obiettivo di promuovere l’attuazione della “Road Map for Action”, il piano d’azione risultato del secondo Simposio SIP, svoltosi a Bruxelles nel maggio 2011, presso il Parlamento Europeo. La “Road Map for Action” è il risultato più importante del SIP 2011. Individua i sette aspetti politici chiave che le istituzioni della UE e gli stati membri devono aver ben presenti per affrontare in modo efficace il problema del dolore cronico (la versione integrale del documento è disponibile nel sito http://www.sip-meeting.org/2011). Lo stato di attuazione della Road Map for action, nell’ambito delle politiche nazionali per la salute, sarà il tema centrale della discussione del SIP 2012.Particolare attenzione sarà rivolta al punto 1: riconoscimento del dolore come condizione che incide fortemente sulla qualità della vita dei pazienti e che deve essere tra le priorità di ogni sistema sanitario nazionale. Come spiega il Professor Hans Kress, presidente della Federazione Europea delle Associazioni per lo Studio del Dolore (European Federation of IASP® Chapters – EFIC®: “Mentre il dolore acuto, in seguito a lesione o intervento chirurgico, è direttamente correlato all’evento traumatico e quindi agisce come segnale utile che allerta di un pericolo imminente, il dolore cronico di solito persiste per un periodo di tempo più lungo, quando ha perso l’utilità di sintomo ‘segnale d’allarme’. Inoltre, il dolore cronico produce nel paziente un complicato insieme di cambiamenti fisici, psicologici e sociali tali da avere nella maggior parte dei casi rilevanti ricadute socio-economiche. Il dolore cronico grava pesantemente sull’individuo, ma anche sulla società, che si fa carico di enormi costi economici per il sistema sanitario. Tramite la piattaforma SIP stiamo cercando di far comprendere sempre di più queste conseguenze negative, e di sostenere e incoraggiare le politiche dell’Unione Europea e dei Paesi Membri per un miglioramento della percezione del dolore cronico e del trattamento dei pazienti in Europa”. Pia Frederiksen, presidente dell’Associazione Danese dei pazienti affetti da dolore cronico, FAKS, così esprime le sue aspettative riguardo al SIP 2012: “Vogliamo ottenere il riconoscimento del dolore cronico come condizione grave e debilitante e fare divulgazione sul trattamento del dolore, per poter aiutare ogni singolo paziente e i familiari a gestire al meglio la propria condizione. Come presidente dell’Associazione Danese dei pazienti affetti da dolore cronico, spero vivamente che la discussione all’interno del SIP 2012 contribuisca in maniera sostanziale a rendere visibile questo problema non soltanto in Danimarca, ma in tutti i paesi dell’Unione Europea. Insieme ad altre associazioni di pazienti, la FAKS continuerà a sensibilizzare politici e amministratori perché rivedano la loro percezione del dolore cronico e lo riconoscano come uno stato di salute a sé stante rispetto alle altre malattie croniche, con un impatto significativo sulla qualità della vita dei pazienti, così come sul budget economico dei sistemi sanitari”.

 

Pubblicato in: Estero, Medicina, Welfare | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

L’Inps provoca disagio sociale

Pubblicato da fidest su giovedì, 17 maggio 2012

Dichiarazione dell’On. Cesare DAMIANO e dell’On. Luigi BOBBA (PD) “L’Inps ha indirizzato a numerosi pensionati lettere in cui si richiede la restituzione di somme erroneamente corrisposte per periodi (in alcuni casi di dieci annualità) che coprono gli anni dal 1992 al 2011. Queste lettere stanno generando situazioni di allarme sociale (allarme sfociato in un caso nel suicidio di una persona anziana). E’ grave che l’Inps non tenga conto della situazione reddituale, sociale e familiare dei destinatari, e invii lettere con motivazioni generiche, senza previsione di possibilità di rateazione del debito, e perfino contrastanti con la normativa in materia. Per questo abbiamo presentato una Risoluzione, approvata dalla Camera, che impegna il Governo a intervenire con urgenza perché l’Inps non può trattare i pensionati come pezze da piedi”: così dichiarano l’On. Cesare DAMIANO (Capogruppo PD Commissione Lavoro) e l’On. Luigi BOBBA (PD, Vicepresidente della Commissione Lavoro), proponenti della Risoluzione in questione (sottoscritta anche dalla parlamentare Elisabetta RAMPI).
Spiegano Cesare DAMIANO e Luigi BOBBA: “La motivazione addotta dall’Inps a fondamento della pretesa di restituzione delle somme è di varia natura, ed in alcuni casi genericamente indicata nell’espressione ‘A seguito della revisione delle operazioni di calcolo è risultato che l’importo della pensione spetta in misura inferiore a quella corrisposta’. Nella lettera ci si limita a dire che l’interessato può presentare ricorso amministrativo esclusivamente on line e che, in casodi mancato riscontro, si procederà a recupero coattivo del credito. Non si prevede alcuna possibilità di rateazione né si tiene conto dei termini prescrizionali ordinari previsti per la ripetizione degli indebiti pensionistici in caso di errore dell’Inps e non viene neppure indicato il responsabile del procedimento al fine di facilitare il pensionato nella richiesta di informazioni sul debito. E’ questo il modo di trattare i pensionati che non hanno nessuna responsabilità per gli errori dell’Inps?”. “Abbiamo chiesto al Governo di intervenire per effettuare una ricognizione delle dimensioni del fenomeno e per approfondire le ragioni che hanno determinato l’errore da parte dell’Inps perfino in casi risalenti a ventanni addietro – aggiungono Cesare DAMIANO e Luigi BOBBA – ma soprattutto bisogna che l’Inps tenga conto del ‘principio di affidamento’, ovvero la necessità che la pretesa di ripetizione delle somme si concili con la situazione reale del cittadino che sulla pensione fa affidamento per condurre una vita dignitosa. Il Governo deve emanare disposizioni di indirizzo all’Inps per rimediare alla situazione di allarme sociale che è stata generata, definendo misure idonee ad attutire o eliminare le decurtazioni reddituali a persone che percepiscono pensioni modeste e prevedendo da parte dell’Inps una nuova notifica agli interessati che contenga l’indicazione dell’importo dovuto e che contempli la possibilità della rateazione”.

Pubblicato in: Spazio aperto, Welfare | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Italia: rischio disgregazione sociale

Pubblicato da fidest su martedì, 8 maggio 2012

Venerdì 11 maggio a Roma alla sede di Legacoop (via Guattani 9). promosso da Etimos Foundation, che si occupa di ricerca e promozione sui temi della finanza per lo sviluppo e dell’economia sociale, e dal Consorzio Etimos, realtà finanziaria cooperativa internazionale, si mettono mettono al centro i modelli di partecipazione economica e sociale fondati sulla costruzione di relazioni e sinergie, attraverso un confronto a trecentosessanta gradi fra gli attori e l’analisi di alcune best practice.
In particolare, la giornata romana sarà dedicata al cooperativismo come strumento peri individuare una definizione condivisa di “bene comune”. Alle ore 10 l’introduzione ai lavori di Paolo Nicoletti, presidente Consorzio Etimos, poi l’intervento del vicepresidente di Legacoop Giorgio Bertinelli, cui seguirà la presentazione di alcune best practice con Réjean Lantagne, direttore Socodevi (Canada), Manuel Aburto Cruz, direttore Caruna R.L. (Nicaragua) e Ousmane Thiongane, direttore Uimcec (Senegal). Nella seconda parte della mattinata, una tavola rotonda metterà a confronto Alessandro Messina, responsabile relazioni con le Imprese Federcasse, Riccardo Bodini, project development Euricse, Leone Gianturco, dell’ufficio del Ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, e Bruno Dunkel, direttore Soficatra. Modera Laura Foschi, responsabile Area Raccolta e Relazioni istituzionali Consorzio Etimos, nel ruolo di discussant Davide Libralesso, project manager Etimos Foundation. Le conclusioni sono affidate a Marco Santori, presidente di Etimos Foundation.
«Il nostro Paese è attraversato da un rapido e allarmante processo di disgregazione sociale ed economica» afferma Marco Santori, presidente di Etimos Foundation, che continua: «Lo sviluppo e la crescita non potranno più prescindere dal confronto con forme e modelli ad oggi ritenuti, a torto, marginali. Microcredito, impresa sociale e cooperativismo rappresentano la via oltre la crisi, perché hanno dimostrando – numeri alla mano – di essere efficaci e di generare una ricchezza diffusa e condivisa, rafforzando la coesione sociale».
ETIMOS FOUNDATION Etimos Foundation onlus si occupa di ricerca, formazione, promozione e divulgazione culturale sui temi della finanza per lo sviluppo e dell’economia sociale: un impegno che si traduce in una riflessione a tutto campo sui meccanismi che generano la ricchezza e la povertà, riconoscendo all’economia e alla finanza un ruolo decisivo nel determinare riscatto sociale, qualità della vita e felicità per le persone e le rispettive comunità di appartenenza. Accanto a queste attività, si propone come incubatore di imprese e progetti, nell’ambito della finanza per lo sviluppo e della microfinanza, capaci di coniugare impatto sociale e sostenibilità economica.
CONSORZIO ETIMOS È un consorzio finanziario cooperativo internazionale, ha la propria sede in Italia, tre uffici regionali in Sri Lanka, Senegal e Argentina, una presenza diffusa in oltre 40 paesi, tra Europa, Asia, Africa e America Latina, attraverso una rete di oltre 280 organizzazioni socie. Etimos è specializzato nel sostegno alle istituzioni di microfinanza e alle organizzazioni di produttori e nella promozione della microimpresa. In questi ambiti offre agli investitori opportunità d’investimento caratterizzate da un duplice ritorno, economico e sociale, servizi di gestione professionale dei fondi e di valutazione dei rischi; alle istituzioni di microfinanza e alle organizzazioni di piccoli produttori nei Paesi in via di sviluppo fornisce capitali sotto forma di finanziamenti ed equity.

Pubblicato in: Cronaca, Roma, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Europa: Razzismo male sociale

Pubblicato da fidest su sabato, 5 maggio 2012

I paesi europei devono imparare a gestire la diversità o rischiano di perdere una ricca riserva di talenti economici, ha avvertito nel suo rapporto annuale la Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa (ECRI). I tagli nel settore delle politiche sociali, minori opportunità di lavoro e il conseguente aumento dell’intolleranza nei confronti dei gruppi di immigrati e delle minoranze storiche più antiche rappresentano tendenze preoccupanti emerse dalle visite che l’ECRI ha condotto nei diversi paesi nel corso del 2011, rivela il rapporto. La retorica xenofoba fa ormai parte del dibattito generale e gli estremisti utilizzano con sempre maggior frequenza i media sociali per diffondere i loro punti di vista, mentre la discriminazione contro i rom continua ad aggravarsi. Jenö Kaltenbach, recentemente eletto Presidente dell’ECRI, ha dichiarato che i governi hanno bisogno di rendersi conto che l’azione antirazzista è di basilare importanza per la costruzione di una società forte. “È essenziale opporre resistenza al razzismo per preservare il futuro dell’Europa”, ha dichiarato. (fonte aiccre)

Pubblicato in: Estero, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Maggiore protezione sociale per personale di volo e lavoratori transfrontalieri

Pubblicato da fidest su giovedì, 19 aprile 2012

Hostess, steward e piloti saranno soggetti alle norme di sicurezza sociale del paese dove abitualmente cominciano e terminano la loro giornata lavorativa, secondo le nuove regole dell’UE sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale adottate mercoledì. Il regolamento sottolinea il diritto al sussidio di disoccupazione per i lavoratori autonomi transfrontalieri.”Le nuove regole miglioreranno il funzionamento del mercato unico rafforzando la protezione sociale di numerosi lavoratori mobili nell’UE, come il personale di volo e i lavoratori autonomi transfrontalieri”, ha dichiarato Milan Cabrnoch (ECR, CZ), relatore del provvedimento. La risoluzione legislativa è stata adottata con 540 voti in favore, 19 contro e 30 astensioni.
Il nuovo regolamento introduce il concetto di “base di servizio”, con lo scopo di garantire al personale di volo accesso ai diritti di sicurezza sociale. La base di servizio è il luogo dove i piloti e i membri d’equipaggio “solitamente iniziano e concludono un periodo di servizio” e “nel quale l’operatore non è responsabile della fornitura dell’alloggio al membro d’equipaggio interessato”.Finora, scappatoie legali nella legislazione europea hanno consentito ad alcune compagnie aeree low cost di applicare sistemi di sicurezza sociale il meno onerosi possibile, indipendentemente dalla base di servizio del membro d’equipaggio.

Pubblicato in: Estero, Welfare | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Sociale: portare i servizi vicino ai cittadini

Pubblicato da fidest su venerdì, 13 aprile 2012

“In ambito sociale la strada non può essere soltanto potenziare le strutture, ma portare i servizi vicino ai cittadini, laddove le persone si sentono a casa e amate”. Lo ha dichiarato l’assessore alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, Aldo Forte, intervenuto al convegno “La famiglia e i servizi sociali” organizzato dall’Udc di Fiumicino, al quale ha partecipato anche il capogruppo Udc al Comune di Roma Alessandro Onorato. Presenti in sala le associazioni del territorio che si occupano di assistenza ai disabili e di recupero alle persone con disagio socio-economico. “Nel Lazio – ha aggiunto Forte – stiamo creando un sistema dei servizi sociali. Ad oggi è mancato e, nonostante importanti investimenti, ciò ha determinato profonde sperequazione sia nella distribuzione dei servizi tra i territori, sia nell’offerta di risposte ai diversi bisogni. Il nuovo sistema sociale, invece, intende ottimizzare la spesa sociale a cominciare da una maggiore integrazione socio-sanitaria, ponendosi l’obiettivo del raggiungimento dei livelli minimi di assistenza in tutti i territori. Non più 55 diversi modi di erogare servizi, ma una maggiore omogeneità e professionalità grazie a organismi più ampi con personale qualificato che si occupa solo ed esclusivamente di sociale. Un nuovo modello organizzativo che pone al centro la persona e la famiglia, grazie al Quoziente Lazio. Perché oggi il vero tema – ha concluso Forte – è quello di realizzare misure eque che tengano in considerazione le persone che hanno più bisogno”.
“Momenti come questi – ha sottolineato il capogruppo Udc di Fiumicino, Angelo Caroccia – testimoniano la nostra attenzione alle tematiche sociali, che è un tutt’uno con il motivo stesso del nostro impegno in politica. Il nostro obiettivo è quello di portare il quoziente familiare anche nel Comune di Fiumicino, come è stato fatto per Roma, per dare una risposta alle famiglie più disagiate”.

Pubblicato in: Spazio aperto, Welfare | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

“Rapporto sul processo di liberalizzazione della società italiana”

Pubblicato da fidest su mercoledì, 4 aprile 2012

Roma 18 aprile alle ore 18 nella Sala dei Presidenti di Palazzo Giustiniani,Via della Dogana Vecchia, 29 – Senato della Repubblica, Società Libera presenterà la decima edizione del “Rapporto sul processo di liberalizzazione della società italiana”.
Società Libera costituisce da molti anni un’opportunità concreta di collegamento per coloro che condividono la necessità di riflettere su cosa una società liberale richieda per essere sostanzialmente tale e sulle affermazioni e le difficoltà che nel contesto attuale si incontrano sui temi delle libertà fondamentali (politica, religiosa, economica e d’informazione).
Negli ultimi decenni la dissoluzione dei partiti ha favorito la loro sostituzione con organizzazioni politiche più vicine al modello di comitati elettorali quanto mai distanti da sostanziali elaborazioni culturali necessarie a qualsivoglia azione politica. Oggi il tempo è maturo per una maggiore assunzione di responsabilità di chi come noi, in questi anni, ha dedicato il proprio impegno ad affermare concezione e pratica di un liberalismo razionale e non gridato fondato su una continua revisione di certezze lontano da acritiche logiche di schieramento.Il nostro è un appello a quelle energie intellettuali che, rifiutando vecchie appartenenze e approcci culturali precostituiti, individuano nella persona umana, nella responsabilità e nella libertà il mezzo migliore per raggiungere il bene comune, fine dell’azione politica. Insieme intendiamo trasformare Società Libera in un vasto movimento culturale-politico, capace di andare realmente incontro alle necessità della società civile, al fine di realizzare iniziative capaci di produrre consapevolezza e pressione verso la dirigenza del Paese.Motivo per il quale il nostro impegno è di far crescere una comunità culturale di persone intellettualmente libere, consapevoli di partecipare ad un progetto che va al di là di convenienze e conformismi, disponibili al coinvolgimento e alla condivisione di un’ “avventura intellettuale” per un radicamento territoriale.Aderire alla campagna d’iscrizione e di sostegno a Società Libera significherà essere parte attiva di un percorso culturale teso all’affermazione di una società aperta in cui la nostra visione del liberalismo si concretizzi particolarmente in un processo di modernizzazione e di liberalizzazione del Paese, nella salvaguardia della dignità e della libertà personale, nella difesa dei diritti umani ovunque siano messi in discussione.
I prossimi appuntamenti andranno dalla Presentazione del Decimo Rapporto sulle Liberalizzazioni (Senato della Repubblica – Palazzo Giustiniani – al Convegno “Stato e Criminalità”, significativamente organizzato a Casal di Principe (Caserta) il 14 giugno ore 10, fino alla Marcia internazionale per la libertà dei popoli e delle minoranze oppresse, prevista a Roma e in altre otto capitali europee il 13 ottobre alle ore 15.

Pubblicato in: Cronaca, Roma, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

22 operatori in Friuli Vg per visitare le cooperative aderenti al Consorzio il Mosaico

Pubblicato da fidest su giovedì, 29 marzo 2012

Udine giovedì 29 marzo, con inizio alle ore 16 centro ippico del Preval con l’assessore regionale Roberto Molinaro. Nei prossimi giorni arriveranno in regione 22 operatori provenienti dalla Francia, dalla Spagna e dal Portogallo per visitare le cooperative sociali aderenti al Consorzio Il Mosaico (28 – 30 marzo 2012). Quest’ultimo aderisce ad un Progetto Grundtvig, dal titolo “L’accompagnement des personnes en grandes difficultés en milieu rural” (l’assistenza a persone svantaggiate in contesti rurali). Si tratta di un Sottoprogramma del più ampio “Programma d’azione comunitaria nel campo dell’apprendimento permanente, o Lifelong Learning Programme (LLP)”, che riunisce al suo interno tutte le iniziative di cooperazione europea nell’ambito dell’istruzione e della formazione dal 2007 al 2013. Grundtvig si occupa di sostenere la formazione permanete tra gli adulti. Nel programma della tre giorni, la visita al Centro Ippico del Preval sarà il momento culminante e vedrà la presenza dell’assessore regionale Roberto Molinaro. Il centro ippico (www.centroippicopreval.it ), è stato realizzato dalle cooperative associate al Consorzio il Mosaico: «A distanza di poco più di un anno dalla sua attivazione, fu inaugurato da Kosic il 24 settembre 2010» dichiara Mauro Perissini, Presidente del Consorzio Il Mosaico «vogliamo “rendere conto” alla comunità regionale di quanto è stato realizzato, anche grazie ai soldi dei contributi pubblici: 3 persone svantaggiate sono già state assunte. Possiamo, perciò, definirlo un primo incoraggiante obiettivo raggiunto. Ci piace, inoltre, evidenziare come lo stesso sia stato perseguito in un contesto di investimento e di imprenditorialità che valorizza le risorse locali lavorando in una prospettiva di rete che associa Enti pubblici, Servizi territoriali e partner del privato sociale».

Pubblicato in: Cronaca, Economia | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Piemonte: tagli sul sociale

Pubblicato da fidest su martedì, 6 marzo 2012

Monica Cerutti: “50 milioni risparmiati sulla sanità dirottati sul sociale. Ma non bastano! Assurdo il nuovo fondo Nasko” Ieri in Commissione Sanità sono stati illustrati nel dettaglio gli annunciati risparmi nella sanità che saranno dirottati sul sociale: 30 milioni nel 2011 e 20 nel 2012. In tutto 50 milioni, che permetteranno di arrivare quasi a 90 milioni di euro sul socio assistenziale. Un taglio comunque drastico rispetto ai circa 140 milioni di euro dell’anno precedente. Questo taglio è pesante per le provincie piemontesi che vedono un ridimensionamento di quasi il 40% delle loro risorse, più contenuto solo su Torino, essendo pari a un 20% circa. A maggior ragione crediamo che non si possa assolutamente ipotizzare la nascita del Fondo Nasko nel 2012, avendo inoltre previsto per quest’anno quasi sei milioni di euro per il bonus bebè.

Pubblicato in: Economia, Welfare | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Corso per favorire l’inserimento sociale delle persone autistiche

Pubblicato da fidest su martedì, 28 febbraio 2012

L’Agenzia per la formazione dell’Asl 11 e Enaip Toscana Formazione e Lavoro, entrambe agenzie formative accreditate dalla Regione Toscana, organizzano “InAut”, un corso di aggiornamento per operatori sociali impegnati nell’assistenza delle varie forme di disabilità, le cui iscrizioni scadranno il prossimo 30 marzo.
L’obiettivo è quello di migliorare le competenze degli operatori impegnati nei servizi e nella cura dei soggetti deboli, in particolare con disturbi dello spettro autistico, al fine di formare figure di consulenti e tutor per l’inserimento lavorativo dei soggetti disabili.
Il corso, finanziato dal fondo sociale europeo, è gratuito e con frequenza obbligatoria ed è rivolto a formatori, imprenditori, parti sociali, operatori di settore, compresi gli operatori delle cooperative e imprese sociali con esperienza professionale nel settore dei servizi di cura ed assistenza ai disabili.
Sono programmate, da aprile a dicembre 2012, due edizioni di 100 ore (70 ore di aula e 30 ore di formazione sul campo) per 8 partecipanti in ciascuna edizione, che si svolgeranno nei locali della sede Enaip a Firenze.
Per iscriversi occorre compilare l’apposito modulo della Regione Toscana disponibile presso i Centri per l’Impiego della Provincia di Firenze e presso Enaip Toscana e restituirlo, debitamente compilato, ad Enaip stessa.
Per informazioni: Enaip Toscana Formazione e Lavoro, Largo M. Liverani n. 19 a Firenze, tel. 055 432536, fax 055 4368771 (ore 9-17), http://www.enaip.toscana.it

Pubblicato in: Cronaca, Medicina | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Bisogno di equità sociale

Pubblicato da fidest su domenica, 26 febbraio 2012

Le notizie ricorrenti sugli stipendi milionari dei manager statali, sulle centinaia di miliardi di euro evasi, su altrettanti per sprechi, abusi e quanto altro rendono ancora più amaro il prezzo che devono sborsare i piccoli contribuenti, i lavoratori dipendenti con il prelievo alla fonte, i pensionati e tutta quell’area di cittadini che vive modestamente. Eppure, di là di qualche mugugno, di sporadiche proteste scritte che trovano il tempo per uno sfogo e nulla più, sembra che gli italiani si siano rassegnati al peggio e alla consapevolezza che esiste una classe di privilegiati, di furbi, di approfittatori e che dobbiamo tenercela. E’ inestirpabile. E’ peggio della gramigna che soffoca, in un campo di grano, la spiga della vita. Ma il male, che riceviamo, non distrugge solo una esistenza o circoscritte in particolari ambiti della società, è destinato ad incidere nel profondo. Abbiamo perso il senso dell’equità, della giustizia sociale, del vivere in comune e ci comportiamo sempre di più come coloro che hanno messo al primo posto la frenesia dell’accaparramento delle risorse disponibili, del possesso come primato per emergere, della sopraffazione come il prezzo da far pagare agli altri per il proprio benessere. E questa cultura dell’avere, costi quel che costi, l’abbiamo inculcata ai giovani rendendoli cinici, spietati, egoisti, opportunisti. Siamo entrati mani e piedi nella logica dello homo homini lupus e cerchiamo di fare intorno a noi terra bruciata. In noi prevale il modello di essere umano ad una dimensione: un soggetto alienato, stordito e consumista e che accetta la realtà come se non ve ne fossero altre e vi soggiace passivamente. Brutalizziamo noi stessi rinunciando a riscattarci dal sostrato dei reietti e degli stranieri, degli sfruttati e dei perseguitati, dei disoccupati e degli inabili. Ci manca una disciplina “rivoluzionaria” per cogliere l’anelito ad un mondo liberato e diverso da quello esistente. Ma sia chiaro. La rivoluzione che prefiguriamo non è certo quella dell’istinto o dal rifiuto della ragione, ma di una razionalità propria nella presa di coscienza collettiva che due sono i diritti che ci appartengono e che sono inscindibili e conseguenti: il diritto alla vita e a vivere. E per vivere dobbiamo rinunciare ad avere per ritornare ad essere e sull’essere fondare la nostra religione e la nostra ragione di vita. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Pubblicato in: Confronti | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Quali riforme in Italia e nel mondo?

Pubblicato da fidest su domenica, 18 dicembre 2011

Castello che veglia sul mare

Image by Marco Crupi Visual Artist via Flickr

Nella cultura occidentale di questi ultimi tempo sta facendo capolino sempre di più la convinzione che la civiltà cosiddetta capitalistica stia esaurendo il suo ruolo e che è opportuno un nuovo giro di boa. Le ragioni sono tante e non solo, quindi, di natura economica. E’ che stiamo toccando un punto di non ritorno per errori del passato e che fanno sentire forte la loro presenza ai giorni nostri. Pensiamo, ad esempio, alla natalità. Aver toccato e superata la soglia dei sette miliardi di abitanti è un dramma sociale da non sottovalutare. La logica del “crescete e prolificate” si sta ritorcendo contro gli stessi estimatori. Da parte mia, e da anni che lo sostengo, ritengo sbagliato ancorare il diritto alla vita senza impegnarsi a sostenere un altro diritto parimenti importante che è quello del diritto a vivere. Dimentichiamo troppo di frequente che dare la vita non è sufficiente e che abbisogna assicurarne la tenuta. Tutto questo se non vogliamo che decine di milioni di bambini ogni anno nel mondo muoiono di fame, per mancanza di cure e che più avanti nell’età vivano di stenti, di malattie debilitanti o che rabbiosamente si riscattano esercitando la violenza contro i loro simili nella logica fisica che uno spazio occupato da un corpo non può essere preso, contemporaneamente, da un altro. Significa così che chi vive deve industriarsi a far si che dal diritto alla vita si passi automaticamente al diritto a vivere garantendo al nuovo venuto il diritto ad alimentarsi, ad avere assistenza sanitaria adeguata, ad avere un’istruzione confacente, un lavoro e ad essere affrancato dalla povertà nella vecchiaia. Se avessimo percorso questo tragitto virtuoso di certo non saremmo oggi in sette miliardi e forse saremmo in uno o due miliardi, ma in compenso avremmo più risorse, meglio distribuite e minori conflitti tribali e arrampicatori sociali. Forse non avremmo il progresso tecnologico odierno, ma in compenso saremmo più tutelati e sereni. Ma oggi come dobbiamo fare per limitare i danni derivanti da questo eccesso di natalità? La risposta è culturale. Non si deve, infatti, insegnare ad avere figli come un bene assoluto ma ad averli responsabilmente per ciò che possiamo dare ad essi nel loro diritto a vivere. La risposta è religiosa perché la fede non deve ignorare la solidarietà generazionale e a rendersi conto che si può esprimere solo nell’offrire entrambi i diritti e non uno solo. La risposta è economica. La produzione dei beni non è regolata all’infinito perchè le risorse naturali e quelle di trasformazione o da laboratorio hanno un limite e sta a noi calibrarle con oculatezza. La risposta è etica. Dobbiamo rispettare l’essere umano e la natura che lo circonda come una parte di un tutto che merita considerazione in ogni sua componente grande o piccola che sia. La risposta è sanitaria. Dobbiamo sconfiggere la convinzione che la sofferenza è inevitabile e non un male da evitare. E che la farmacopea deve curare e non creare dipendenza o effetti collaterali debilitanti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Pubblicato in: Confronti | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Dottrina sociale della Chiesa

Pubblicato da fidest su lunedì, 14 novembre 2011

The Loggia delle Benedizioni, on the back left...

Image via Wikipedia

Roma 17 e 18 novembre prossimi, alla Lateranense, Piazza San Giovanni in Laterano, 4 il colloquio annuale di Dottrina sociale della Chiesa. Il ruolo delle istituzioni alla luce dei principi di sussidiarietà, di poliarchia e di solidarietà. È il titolo del colloquio annuale di Dottrina sociale della Chiesa che si svolgerà presso la Pontificia Università Lateranense. Organizzato dall’Area internazionale di ricerca “Caritas in Veritate” dell’Ateneo del Laterano in collaborazione con le Settimane sociali dei cattolici italiani, l’iniziativa sarà strutturata in due giornate, suddivise a loro volta in quattro sessioni. “Il ruolo delle istituzioni politiche globali” e “Il ruolo delle istituzioni economiche e finanziarie” saranno i titoli delle sessioni di giovedì 17 novembre mentre il giorno seguente si rifletterà su “Governance o governo? La Dottrina sociale della Chiesa di fronte alla sfide della globalizzazione” e su “La Civitas nell’insegnamento di Benedetto XVI successivo alla Caritas in Veritate”. «Il colloquio riflette – spiega il direttore dell’area di ricerca Flavio Felice – il senso specifico della Magistero sociale della Chiesa: quello di mettere la persona al centro delle istituzioni e orientare queste ultime al bene comune e ad una cultura della solidarietà. Proprio in questo momento di crisi nazionale e globale – aggiunge – le istituzioni diventano così una garanzia necessaria di libertà e giustizia».

Pubblicato in: Cronaca, Roma, Spazio aperto | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Il sociale nei “Centri studi Fidest”

Pubblicato da fidest su domenica, 9 ottobre 2011

Abbiamo più volte richiamato l’attenzione, di chi ci onora leggerci, sulla necessità, in via prioritaria, che si ponesse mano alle riforme della previdenza e dell’assistenza. Più volte ci siamo soffermati sul progetto da noi elaborato e ci siamo persino addentrati su alcune possibili varianti, ma non diciamo che la nostra proposta è valida al 100% ma che, pur essendo perfettibile, sia capace di migliorare la nostra esistenza e di ridurre le tensioni generazionali e i conflitti di genere.
Pensiamo alla previdenza. Abbiamo subito avanzato una indicazione che a taluni è parsa provocatoria allorchè abbiamo detto “aboliamo le pensioni”. In effetti con l’allungamento della vita, con la ricerca medico-scientifica che tende a renderla migliore, noi possiamo fare un passo avanti importante. E lo abbiamo spiegato. Se, infatti, accantoniamo l’idea della previdenza e passiamo a quella dell’assicurazione possiamo garantire per ogni 10 anni di lavoro una rendita pari al 20% della media delle retribuzioni erogate e il discorso vale sia per i lavoratori dipendenti che per gli autonomi. Non solo. Possiamo nell’arco della nostra esistenza calibrare le nostre forze in rapporto al lavoro che si svolge. In proposito abbiamo fatto un esempio tipico che è quello del giocatore di calcio professionista. Di solito tra i 35 e i 40 anni tende ad appendere gli scarpini al chiodo ma non per questo si considera un pensionato. Tutt’altro. Si cercherà un’altra attività e lo stesso dovrebbe verificarsi a tutti noi ricercando una scala graduata di lavori in rapporto al “peso degli anni”. Dopo tutto che senso ha risparmiare per fare un gruzzoletto da servire come “assicurazione” per gli anni di magra quando sarebbe possibile concentrare le proprie risorse per avere con cadenza decennale una rendita che in 50 anni di attività potrebbe raggiungere il 100% della media delle retribuzioni percepite in tale arco di tempo? L’assistenza non dovrebbe essere da meno assicurando non una “assistenza universale” ma una “prevenzione universale”. E si sa che prevenire e sempre meglio che curare e non solo in senso economico, ma soprattutto per individuare in tempo i mali e porvi riparo al minor costo e per sollevarsi da quelle che potrebbero essere delle sofferenze inevitabili. Quindi si può costruire un modello di società diverso con un impegno economico che si premia da solo. Ma se è facile proporre non è altrettanto agevole la realizzazione perché vi interferiscono gli egoismi personali, la consapevolezza che si possano ridurre gli arricchimenti individuali e che si possa arrivare ad una società dove si “rischia” di far scomparire le logiche del consumismo e il suo figlio degenere che è il profitto, ad ogni costo, a scapito dei più deboli. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Pubblicato in: Confronti | Contrassegnato da tag: , , , | 2 Commenti »

 
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 29 follower