«Proporrò e solleciterò opportune iniziative per adeguare costantemente la lista delle sostanze stupefacenti alle emergenze che via via si manifestano». A dirlo è il ministro della Salute, Renato Balduzzi, all’indomani dell’operazione condotta dai Nas e dall’Agenzia delle Dogane sulle cosiddette smart drugs, scattata in seguito alle segnalazioni di almeno trenta episodi di grave intossicazione e oggetto di allerta da parte del Dipartimento delle politiche antidroga e del ministero della Salute. Balduzzi ha anche colto l’occasione per mettere in guardia da questo tipo di droghe: «Tutta la società e in particolare quanti hanno responsabilità educative devono prospettare ai giovani una vita che non insegua illusioni artificiali anche con sostanze che vengono considerate a torto meno pericolose. Non ci sono droghe smart. Bisogna fare molta attenzione a non giocarsi la vita, utilizzando sostanze dannose per la salute. Occorrono normative sempre più adeguate per contrastare una situazione in continuo cambiamento».(fonte farmacista33)
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I nuovi simboli delle sostanze chimiche pericolose
Pubblicato da fidest su lunedì, 19 dicembre 2011
In Italia, ogni anno, vengono riconosciuti circa 2000 casi di malattie professionali e tra questi circa 900 sono neoplasie da asbesto, 700 sono i casi di tumori dell’apparato respiratorio e della vescica connessi all’esposizione a sostanze presenti nei luoghi di lavoro. Un recente Regolamento Europeo (n. 1272/2008) ha cambiato i criteri per la classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze e delle miscele chimiche. Le disposizioni si attuano progressivamente nel tempo. La normativa che regolamenta la classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze e dei preparati, infatti, obbliga i produttori a indicare i pericoli per la salute tramite delle figure (dette “pittogrammi”) da riportare sull’etichetta.Inoltre, una delle novità di questo Regolamento è l’uso di nuovi simboli di pericolo delle sostanze e dei preparati classificati come pericolosi. Sulle etichette presenti sui contenitori non si troveranno più i simboli quadrati con sfondo arancio, ma “pittogrammi” a rombo con sfondo bianco con nuove figure, accompagnati da indicazioni di rischio e di prudenza.
Particolare attenzione dovrà essere posta al pittogramma (riportato sotto) che caratterizza le sostanze che possono arrecare danni a lungo termine alla salute, cioè anche dopo anni dall’esposizione, come le sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione.
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Sostanze anticancerogene nei semi di Finocchio
Pubblicato da fidest su martedì, 18 ottobre 2011
«Abbiamo potuto documentare con la letteratura disponibile e ricerche originali, che anche la banale tisana di semi di finocchio contiene numerose sostanze che in maniera sinergica possono aiutare nella lotta contro l’insorgenza di tumori» a sottolinearlo in una nota Fabio Firenzuoli, direttore del Centro di medicina integrativa di Careggi che aggiunge «in particolare si tratta di polifenoli che inibiscono la cancerogenesi e favoriscono l’apoptosi, cioè la morte programmata delle cellule già degenerate». La ricerca, condotta in collaborazione con Matteo Floridia e Simone Cristoni di Milano, è stata presentata all’European congress of integrative medicine, appena conclusosi a Berlino, e sull’ultimo numero di Fitoterapia33. La scoperta più importante è la dimostrazione che tra i polifenoli del finocchio è presente l’EGCG (epigallocatechina-gallato), finora nota come principale agente anticancerogeno del tè verde. «Aver trovato nel finocchio queste sostanze» continua Firenzuoli « è doppiamente importante, per la loro diretta attività protettiva, ma anche perché bloccano le sulfotransferasi, enzimi responsabili dell’attivazione tossica dell’estragolo, sostanza presente in piccole quantità nell’olio essenziale del finocchio e del basilico». «Sembra trattarsi di un vero e proprio caso di sinergia naturale presente nel fitocomplesso del Finocchio» aggiunge Alfredo Vannacci, ricercatore presso il dipartimento di Farmacologia dell’università di Firenze, diretto da Alessandro Mugelli «senza considerare che lo stesso anetolo, principale componente dell’olio essenziale del finocchio, sperimentalmente ha già dimostrato una capacità di riduzione della diffusione metastatica e potrebbe meritare attenzione anche per eventuali studi clinici» (fonte farmacfista33)
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Informare giovani su abuso di sostanze
Pubblicato da fidest su martedì, 28 giugno 2011
Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni e i farmacisti daranno il via a un programma di formazione, comunicazione e informazione sui rischi connessi all’abuso di farmaci e di sostanze alcoliche da parte dei giovani, e sui comportamenti a rischio correlati a queste tematiche. Lo ha reso noto il Ministero che ieri ha incontrato una delegazione della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani, guidata dal presidente Andrea Mandelli, per sottoscrivere un protocollo d’intesa per la pianificazione di azioni comuni volte all’educazione a corretti stili di vita, nonché al contrasto e al trattamento della devianza e del disagio giovanile. «Il protocollo d’intesa sigla una nuova e importante tappa di un lungo cammino di proficua collaborazione tra il ministero della Gioventù e la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani» ha commentato il ministro «sono convinta che, anche grazie al loro ruolo sociale di primo piano, i farmacisti diventeranno un punto di riferimento importantissimo per ragazze e ragazzi sul fronte della promozione di stili di vita sani e in un netto contrasto all’abuso di farmaci e alcol da parte dei giovani italiani». «Una professione che non pensa ai giovani è una professione senza futuro» ha dichiarato Mandelli «e siamo quindi grati al ministro Meloni di averci dato la possibilità di affiancare il suo dicastero in queste attività così centrali per il nostro Paese. Sono certo che i farmacisti, a cominciare dalle nuove leve, risponderanno a questo nuovo compito con l’impegno e la competenza che da sempre il cittadino riconosce loro».
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Roma: droga e prevenzione
Pubblicato da fidest su sabato, 9 aprile 2011
«In Italia è calato l’utilizzo della droga, ma il dato preoccupante è l’età sempre più precoce del primo utilizzo di sostanze, che nei nostri centri abbiamo rilevato essere scesa a 9 anni. Da questo punto di vista, è importante puntare su meccanismi di prevenzione fin dall’infanzia e nel contesto famigliare. Fumare o bere, in età precoce, rappresenta una prima forma di comunicazione sbagliata di un disagio sperimentato dal giovane, che nel tempo può assumere valenze sempre più preoccupanti, sfociando in altre forme di devianza: l’utilizzo di sostanze stupefacenti, l’adozione di comportamenti sessuali promiscui o lesivi auto ed etero diretti, disturbi nelle condotte alimentari, comportamenti antisociali, come gli atti di bullismo. In questo senso, la famiglia va considerata senza dubbio una risorsa. L’Agenzia Capitolina per le Tossicodipendenze vuole occuparsi anche di questa: i problemi del figlio infatti non devono essere a carico solo dei genitori fin dall’età precoce». Così il direttore dell’Agenzia Capitolina per le Tossicodipendenze di Roma Capitale, Massimo Canu, intervenendo al convegno “Roma Futura, un’idea di città” svoltosi presso la Sala Quaroni all’Eur SpA. Al convegno ha presto parte, tra gli altri, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alla famiglia, alla droga e al servizio civile, Carlo Giovanardi. «È riduttivo affrontare la tossicodipendenza in ambito restrittivo: è un tema che va affrontato in tutte le sue sfaccettature, considerando il concetto di “politossicodipendenza” e investendo in interventi orientati alla prevenzione, alla cura, alla promozione di stili di vita sani e al reinserimento socio-lavorativo dei tossicodipendenti», ha concluso il direttore Canu
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300 milioni alla brasiliana Val
Pubblicato da fidest su domenica, 27 febbraio 2011
S.a. SACE ha garantito un finanziamento da USD 300 milioni in favore della compagnia brasiliana Vale S.A., primo produttore mondiale di minerale ferroso e secondo produttore al mondo di nickel. Vale produce inoltre manganese, leghe di ferro, carbone termico e coke, bauxite, alluminio, rame, cobalto, metalli del gruppo del platino, e sostanze fertilizzanti. Il finanziamento, erogato da un pool di tre istituti bancari internazionali (Sumitomo Mitsui Banking Corporation, Bank of Tokyo-Mitsubishi UFJ e Banco Bilbao Vizcaya Argentaria) avrà una durata di 10 anni. La garanzia di SACE è finalizzata a favorire i rapporti commerciali tra Vale e le imprese italiane, in particolare l’ampio indotto di piccole e medie imprese che operano nel paese. Vale (rating Moody’s Baa2) è la maggior società privata in America Latina, con una capitalizzazione di mercato di circa USD 180 miliardi a febbraio 2011 e un programma di investimenti nel settore metallurgico di oltre USD 24 miliardi nel 2011. Nel triennio 2006-2008 ha sottoscritto con imprese italiane oltre 40 contratti di fornitura di beni e servizi per un ammontare complessivo di € 235 milioni. L’operazione conferma l’impegno di SACE a rafforzare il posizionamento competitivo del Made in Italy nel mercato brasiliano, che presidia con il proprio ufficio di San Paolo. SACE è in grado di operare in Brasile anche in valuta locale, garantendo finanziamenti concessi alle grandi realtà industriali del paese che possono offrire rilevanti opportunità di business alle imprese italiane.
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Colleferro: terreno inquinato
Pubblicato da fidest su martedì, 1 febbraio 2011
“Siamo sconcertati, il dramma dell’inquinamento a Colleferro e nella valle del Sacco sembra non avere fine, Legambiente sta per inviare un esposto alla Procura della Repubblica di Velletri sui nuovi agghiaccianti fatti emersi” -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. La testimonianza dell’allevatore Raimondo Fadda, rilasciata a diversi media, porta alla luce un nuovo allarmante episodio di inquinamento di terreni destinati alla pastorizia: la collina sita in località Casaripi a Colleferro sarebbe avvelenata da alcune sostanze di dubbia provenienza penetrate nel terreno, con conseguenze devastanti sullo stato di salute del bestiame, dalla moria a malformazioni gravi. Le sostanze inquinanti presenti nel terreno, afferma l’allevatore, risalirebbero agli anni Ottanta, quando gli stabilimenti della zona producevano scarti industriali che poi venivano interrati in una cosidetta area “campo spazzatura”. Le conseguenze, però, sarebbero cominciate ad emergere solo in tempi recenti: dal 2005 ad oggi l’allevatore avrebbe seppellito oltre 800 pecore morte dopo aver mangiato erba. Inoltre, le sostanze inquinanti che si scioglierebbero confluendo verso le fonti presenti nella zona, contaminandone l’acqua. “La nuova situazione di inquinamento emersa a Colleferro è davvero grave, serve una risposta immediata dalla Regione, analizzando gli inquinanti che si stanno diffondendo, i terreni e le acque, procedendo alla immediata sicurezza di un’area che è fuori dai siti già perimetrati – dichiara la direttrice di Legambiente Lazio, Cristiana Avenali-. Bisogna intervenire tempestivamente per fare luce su quanto sta accadendo.”
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Germano Scarpa Presidente FederSalus
Pubblicato da fidest su lunedì, 8 novembre 2010
FederSalus, Federazione che rappresenta le aziende italiane operanti nel settore dei prodotti salutistici, prende posizione in merito alla pubblicazione da parte dell’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, delle valutazioni scientifiche effettuate su un lotto di 808 indicazioni salutistiche (health claims) riguardo le sostanze contenute negli alimenti che vedono parere negativo su oltre 2/3 degli health claims scrutinati.
FederSalus, ribadisce la necessità di collaborazione e di chiarezza tra tutti gli attori del settore per arrivare a criteri condivisi ed effettivamente applicabili al mercato degli alimenti che conta milioni di persone utilizzatrici di prodotti salutistici ed integratori alimentari nel contesto di una dieta equilibrata ed un sano stile di vita. L’importanza del mercato degli integratori è data dal numero di confezioni vendute e dal valore dei tre canali di distribuzione, come confermano i dati Nielsen per FederSalus aggiornati ad agosto 2010: Farmacia 100 Mio di confezioni vendute (+4,8% vs 2009) per un valore di 1,418 Mio di euro (+8,2% vs 2009); GDO 17 Mio di confezioni vendute (+7,1% vs 2009) per un valore di 106 Mio di euro (+9,7% vs 2009); Parafarmacia 7,5 Mio di confezioni vendute (+12,8% vs 2009) per un valore di 108 Mio di euro (+17,6% vs 2009).
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Uso erbicidi in Italia
Pubblicato da fidest su lunedì, 1 novembre 2010
Dal lontano 2001 la confinante Svizzera ha adottato con una propria ordinanza il divieto dell’utilizzo di erbicidi sia in campo privato che pubblico ed in particolare sulle strade, i sentieri e gli spiazzi come pure sui tetti, le terrazze e i depositi con delle deroghe che riguardano solo le strade cantonali e nazionali. Il divieto assoluto di utilizzo dei prodotti fitosanitari (in cui rientrano gli erbicidi, i fungicidi, gli insetticidi ecc.) riguarda in particolare le riserve naturali, i cariceti e le paludi; le siepi ed i boschetti campestri e in una striscia di tre metri di larghezza lungo gli stessi, i boschi e in una striscia di tre metri di larghezza lungo i loro margini; le acque superficiali e in una striscia di tre metri di larghezza lungo le rive delle stesse. E’ evidente che la normativa svizzera sia stata improntata ad evidenti esigenze di salute pubblica ed in particolare alla salvaguardia delle falde e quindi dell’approviggionamento idrico da ogni possibile contaminazione. Tanto è ritenuta basilare la protezione delle riserve di acqua potabile e dei corsi d’acqua che, contestualmente al divieto, sono stati organizzati dei corsi di manutenzione del verde senza l’utilizzo di erbicidi in centinaia di comuni. In Italia, invece, tale esigenza pare non si sia ancora manifestata, nonostante la riduzione progressiva delle fonti di approvviggionamento idrico e del rischio di desertificazione – di alcune aree del Paese in cui l’acqua potabile in alcuni periodi dell’anno sgorga a singhiozzo dai rubinetti. Insomma la riduzione dell’acqua da bere e per usi domestici cammina di pari passo con la non remota possibilità di aumento dell’inquinamento dell’acqua disponibile tenuto conto che al di là di altre fonti di contaminazione, attraverso gli erbicidi finiscono in falda ogni anno migliaia di tonnellate di sostanze attive contenute nei diserbanti. L’estensione del divieto di vendita di prodotti fitosanitari di tipo erbicida potrebbe costituire un primo passo per la riduzione dei rischi da contaminazione delle falde, sostiene Giovanni D’AGATA componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, tanto più che in Italia non esiste nel pubblico come nel privato una sensibilità ambientale tale da consentirne il progressivo abbandono spontaneo anche perché l’utilizzo di sostanze erbicide è pressoché totalmente legale.
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Falsi generi alimentari invadono il mercato italiano
Pubblicato da fidest su giovedì, 12 agosto 2010
Non solo pomodori ma anche tartufi, formaggi, arance, limoni, aglio, funghi, miele e olio, sono i “falsi alimentari” che invadono il nostro mercato e ingannano il consumatore. Se un prodotto viene dall’estero, non e’ detto che sia necessariamente cattivo, dipende dalla qualita’ e dalle tecniche di coltivazione. Rimane il problema dei controlli, soprattutto per gli alimenti provenienti dai Paesi extra Ue, sulla presenza di sostanze non ammesse dalla normativa comunitaria (antibiotici, insetticidi, ecc.), perche’ il commercio globalizzato espone ad alcuni rischi se le regole non sono altrettanto globalizzate. Il problema è dovuto al fatto che questi prodotti vengono spacciati come “made in Italy”, cioe’ come prodotti nostrani, quando invece non lo sono, ingannando cosi’ i consumatori. Cosi’ i consumatori continueranno a consumare passata di pomodoro italo-cinese, a grattugiare tartufo afro-cino-albanese messo accanto a quello italiano per farne assorbire l ‘odore,
a tagliare formaggio danese, a sbucciare arance e limoni maturati al sole del Sud America e del Sud Africa, a soffriggere con aglio cinese venduto a pochi euro nei mercatini rionali, a mangiare una pizza ai funghi dell’Est Europa, a far colazione con il miele ungherese e a condire con olio mediterraneo. Il tutto pensando che stiamo mangiando prodotti della nostra terra. (fonte aduc)
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Qui autovie
Pubblicato da fidest su giovedì, 15 luglio 2010
Focus sull’ambiente nel numero di “Qui Autovie”, il magazine on line della Concessionaria, pubblicato oggi. La realizzazione della terza corsia sull’autostrada A4, ma anche il completamento della A28 e la costruzione della Villesse Gorizia, infatti, sono opere la cui progettazione ha messo la tutela ambientale in primo piano. Non solo. L’obiettivo è quello di inserire la nuova infrastruttura nel territorio, valorizzandone le peculiarità paesaggistiche. Tutte le nuove tecniche costruttive adottate per rendere le opere viarie, autostrada compresa, meno impattanti; il lavoro dell’Arpa nell’ambito dei monitoraggi su aria, acqua, emissioni sonore; le possibilità offerte da nuove modalità di pianificazione territoriale sono i temi approfonditi grazie al contributo di esperti e docenti universitari. E ancora, la richiesta di maggiori controlli sui tir stranieri in ingresso a Trieste, tutti gli appuntamenti estivi in programma nel sito archeologico di Aquileia e i nuovi strumenti a disposizione della Polstrada per verificare se chi guida ha assunto sostanze stupefacenti.
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Spettacoli di successo a Trecate
Pubblicato da fidest su mercoledì, 14 luglio 2010
Trecate (No) Si è aperta con grande successo l’estate trecatese, che ha visto il suo esordio venerdì 9 in Piazza Cavour con un grande concerto dedicato ai più giovani. Sul palco i Cockoo live e poi a seguire alle i dARI, celebre gruppo rock emergente italiano, autore del singolo Wale e protagonista della 60esima edizione del festival di Sanremo. Quella trecatese
era la sesta di undici tappe dell’Hi Life Tour, iniziativa di sensibilizzazione che ha visto il patrocinio del Settore Cultura del Comune di Trecate e la collaborazione dell’associazione culturale “Musica è Vita” e della Polizia di Stato. Il progetto, già presentato a Sanremo, ha l’obiettivo di diffondere tra i giovani una cultura del divertimento responsabile e di scoraggiare l’abuso di alcool e di sostanze stupefacenti. Grande entusiasmo e coinvolgimento hanno caratterizzato la serata, che ha visto la centrale piazza Cavour gremita da giovani teenager letteralmente rapiti dalle vibrazioni dei loro “idoli”. Un divertimento sano, senza eccessi e all’insegna della buona musica. Al termine del concerto i dARI hanno si sono concessi ai fans per le foto e gli autografi di rito. (dARI)
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Nel fortino delle illusioni
Pubblicato da fidest su domenica, 17 gennaio 2010
Tanti anni sono trascorsi dal mio arrivo nella Comunità Casa del Giovane, ho conosciuto tanti ragazzi, nei sorrisi nascondevano il dolore delle assenze, delle rinunce, delle illusioni già morte, ragazzi e ragazze che pur nel silenzio della sofferenza mantengono una loro dignità, nonostante ciò che li colpisce a tradimento, gettandoli impreparati nella devastazione dell’assunzione delle sostanze, tutte le droghe, nessuna esclusa.Ragazze violentate, ragazzi perduti, giovani dentro una guerra che non è mai stata loro, né lo sarà mai, giovani inascoltati, mal accolti, persino da Dio troppe volte inteso così lontano e remoto, una storia che ci portiamo appresso come un peso quotidiano, adolescenti che drammaticamente stramazzano davanti a noi, eppure rimaniamo incollati alla nostra vocazione di cattivi maestri, di educatori presuntuosamente inventati, obbligandoli alle nostre spalle, senza possibilità di vedere il grande bluff.Pensiamo a questi ragazzi come plotoni allineati in un perimetro tutto loro, non riusciamo neppure a impegnare tempo a sufficienza per comprendere la loro capacità di sentirsi parte di qualcosa, di qualcuno: più noi rimarremo alla finestra a guardare, più loro si sentiranno parte di una fortezza a loro misura, a tal punto da ritenersi l’unica guarnigione preparata affinché il “fortino delle illusioni “ non abbia a cadere in mani nemiche. Occorre parlare ai più giovani, con i loro mondi provocatoriamente chiusi in scatole cinesi, nei miti e nei simboli che tramandano desideri tribali, e uccidono le stesse emozioni, travisando il bisogno di non subordinare mai le passioni alle regole, truccando lo scontro culturale e intimo della trasgressione, per andare rovinosamente a sbattere nella “cultura” dei rischi più estremi. E’ sempre utile stare ad ascoltare quelli che guardano alla vita con occhi smarriti nel tentativo di viverla, e con quegli altri che nella follia lucida tentano di dominarla, inconsapevoli di esserne diventati miseramente schiavi. C’è anche il rischio di insegnare dal pulpito, dalla cattedra, di dire agli altri quel che non siamo capaci di ascoltare di noi stessi, possiamo travestirci da duri o da vittime, passare sopra a qualche rimorso, trucidare le speranze e i sogni di quanti più deboli e indifesi, ma è un errore non pensare ai dazi da pagare dopo, perché dopo, i dazi si dovranno pagare fino all’ultima notte più buia, dove non ci saranno mani tese né pacche sulle spalle ad attenderci. Adolescenti indiani bianchi, riuniti in tribù, e sbrigativamente licenziamo una diversità che è importante, vite differenti, stili esistenziali diversi, ruoli sociali definiti e da declinare con qualche probabilità. Può significare un’evoluzione che porta a riconoscersi nell’altro, non nella somma banale altro-io (dato fisico), bensì come attrazione e amore per l’unità ontologica originaria umana, che è vita insieme, quel noi ( dato sostanziale ) non semplicemente interrelazione tra persone, ma percezione della similarietà umana, condivisione, accettazione, solidarietà. E’ necessario afferrare quel filo di Arianna che è la memoria, e ricordare le cadute per raccontare ciò che si è imparato, come ha saputo fare David Maria Turoldo: guerra è appena il male in superficie, il grande male è prima, il grande male è l’amore per il nulla. (Vincenzo Andraous)
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Coma etilico a tredici anni
Pubblicato da fidest su domenica, 25 ottobre 2009
La ragazzina è distesa a terra, il vomito alle labbra, un’adolescente in rianimazione, tra la vita e la morte, la balbuzie esistenziale che non porta conforto né riparazione, solamente disperazione, coma etilico a tredici anni, rischio di morire per abuso di sostanze. Poco più di una bambina, strangolata dall’alcol, dalla cecità ottusa dell’età, dai desideri adulti improvvisamente insopportabili, sconosciuti e prepotenti. Quando un ragazzo rotola giù dall’amore che non arriva al cuore, la consuetudine sta nell’uso delle parole sempre più inutili, anche false, perché giustificano sempre e comunque, oppure nel rifugiarsi nella riparazione della “deduzione logica “, negli editti delle buone intenzioni, le solite frasi a effetto. Una bambina o poco di più e la spirale del rischio estremo, come se tutto fosse nella norma, sono accadimenti di routine, una specie di ben nota abitudine all’evento critico, non c’è altro da fare che raccogliere i cocci e sperare di riuscire ancora a rimetterli insieme. Invece c’è qualcosa in più che deteriora gli anni più belli della gioventù, c’è qualcosa in meno a cui aggrapparsi per non andare incontro a un coma etilico a dodici anni, c’è qualcosa che si sottrae confermando la sua presenza. Rammento qualche anno addietro in una scuola del trentino, anche lì, un ragazzo di quattordici anni, stramazzato al suolo, in coma etilico, alle nove del mattino. Fui invitato come tutor della Comunità Casa del Giovane di Pavia a raccontare per fare prevenzione, informare, comunicare, e non dare scampo alle giustificazioni, smetterla con la coerenza ipocrita, quando la richiesta di aiuto rimane appesa a mezz’aria, quando con amarezza ti accorgi che l’intero uditorio, ammutolito e scosso, è mancante di qualcosa, di qualcuno, c’è un’assenza che non è riconducibile solamente a quel giovane scivolato tra la vita e la morte. Ma ieri, e ieri l’altro ancora, quando quell’adolescente crollava a terra, dove erano gli adulti deputati a conoscere, a leggere, a decodificare? Chissà se c’è davvero coscienza della distrazione che ha aiutato a trasformare quel disagio in una tragedia. Diventa doveroso raccontare ai ragazzi la condanna insita nella droga e nella bottiglia, posta là, a portata di mano, di bocca, di occhio sempre più spento, sempre pronta a colmare le lacune, le ansie, i tormenti degli interrogativi, le inquietudini delle risposte. La bottiglia se ne sta in silenzio, non spreca parole, convincimenti, rimproveri, è amica discreta, non ci mette il dito, né il becco, non azzarda consigli, lezioni di vita, non comanda stili né comportamenti, non fa commenti, neppure di fronte alla paura di un cambiamento che non arriva, ma alimenta inadeguatezza che non fa prigionieri. Chissà se quella ragazzina ce la farà, ma questo dolore ci obbliga a intervenire, a non restare indifferenti, a chiederci con chi abbiamo a che fare, a pensare finalmente che solo l’amore arriva dove la volontà ci guida, solo l’amore per il rispetto di quelli ancora a spasso con il cuore, può sbarrare la strada alla resa più devastante, solo l’amore può trasformare i luoghi più impensabili in dignità ritrovate. (Vincenzo Andraous)
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