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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Antidepressivi alias depressivi

Pubblicato da fidest su domenica, 27 maggio 2012

È di questi giorni la notizia che l’uso di alcune tra le più diffuse classi di antidepressivi utilizzati anche in Italia per combattere la depressione può provocare un paradossale aggravamento della depressione stessa e causare vari effetti avversi anche gravi. E’ quello che hanno scoperto i ricercatori della McMaster University – la prestigiosa università canadese fondata a Ontario 130 anni fa – i quali hanno pubblicato i risultati del loro studio sulla rivista scientifica “Frontiers In Evolutionary Psychology”.
La ricerca è stata effettuata paragonando gli effetti dei più moderni e diffusi antidepressivi, gli “inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina” (SSRI) a un gruppo trattato con placebo. I livelli di serotonina alterati dai farmaci possono produrre tutta una vasta gamma di effetti indesiderati: tra questi si va dai più “semplici” problemi digestivi a effetti collaterali più seri come difficoltà nella sfera sessuale, ictus e morte prematura. Diversi tra gli psicofarmaci esaminati nello studio offrono pochi benefici per la maggior parte delle persone affette da depressione da lieve a moderata, mentre offrono un aiuto attivo solo ad alcuni tra i pazienti più gravemente depressi. In alcun casi si sono addirittura riscontrati effetti positivi più marcati con l’uso di un placebo rispetto al farmaco. Gli antidepressivi SSRI interferiscono con l’attività cerebrale, lasciando il paziente vulnerabile a una depressione di “rimbalzo” che spesso si presenta con intensità ancora maggiore rispetto a prima dell’inizio della terapia. A seguito di una sospensione dai farmaci SSRI «dopo un uso prolungato, il cervello compensa la presenza in eccesso del neurotrasmettitore riducendone automaticamente i livelli di produzione – sottolinea il Dott. Paul Andrews, coordinatore della ricerca – e questo cambia il modo in cui i recettori nel cervello rispondono alla serotonina stessa, rendendo alla fine il cervello meno ‘sensibile’ a questa sostanza». Allo stato attuale, i ricercatori ritengono che detti cambiamenti possano essere reversibili, tuttavia diversi studi suggeriscono che gli effetti indesiderati possano permanere fino a due anni, aumentando significativamente il rischio di scompenso psichico. Oltre a ciò, i farmaci SSRI possono interferire con tutti i processi fisici che di norma sono regolati dalla serotonina: per esempio, quantità significative di questa sostanza sono presenti nell’intestino, in quanto essa è utilizzata per controllare la regolarità della digestione, formare coaguli di sangue nei punti di cicatrizzazione e anche regolare la riproduzione e la crescita dell’organismo, e questa è la ragione per la quale queste classi di psicofarmaci possono causare problemi di sviluppo nei minori.
Proprio quello dell’utilizzo di antidepressivi in fascia pediatrica e adolescenziale è il problema che maggiormente preoccupa gli esperti di “Giù le Mani dai Bambini”, la più visibile campagna italiana di farmacovigilanza in età pediatrica e di sensibilizzazione sul tema dell’uso disinvolto di psicofarmaci (www.giuelmanidaibambini.org). Sul punto è intervenuto Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale del Comitato: “Da anni, specie da quando l’EMA – l’Agenzia Europea regolatoria per i farmaci – ha autorizzato l’uso degli antidepressivi anche su bambini di soli otto anni, denunciamo i pericoli insiti nell’uso di queste sostanze su organismi e cervelli ancora in via di sviluppo. Molte volte sedicenti esperti hanno sostenuto che ‘non è lo psicofarmaco che fa male, dipende da come lo si usa’: questa ennesima ricerca scientifica, ultima di una serie, prova che non è assolutamente vero. Questi prodotti sono inutili nella maggior parte dei casi, e spesse volte anche dannosi e pericolosi: a quando delle nuove linee guida nell’utilizzo da parte del Ministero della Sanità? Forse è opportuno riflettere una volta per tutte – conclude Poma – sul fatto che gli interessi finanziari delle multinazionali farmaceutiche devono passare necessariamente in secondo piano rispetto al diritto alla salute dei nostri bambini e dei nostri ragazzi”.

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Imprese: intesa Italia-Brasile

Pubblicato da fidest su giovedì, 24 maggio 2012

San Paolo (Brasile), 22 maggio 2012 – E´stato firmato oggi a San Paolo, nell´ambito della Missione di Sistema Governo, Regioni e Sistema Camerale, un Memorandum d´intesa tra Italia e Brasile per aprire nuove importanti opportunita´ alle imprese nel settore della nautica. Il documento e´ stato siglato dal Ministero dello Sviluppo Economico, l’Unione Nazionale dei Cantieri e delle Industrie Nautiche e Affini (Ucina), il Ministero dello Sviluppo, Industria e Commercio Estero della Repubblica Federativa del Brasile e l’Associazione brasiliana dei Costruttori di Barche e suoi Componenti (Acobar).
L´accordo mira a favorire la cooperazione bilaterale in un comparto economico ad alto potenziale in Brasile e con ampio sviluppo in Italia, attraverso la costituzione di un partenariato finalizzato a promuovere: la realizzazione di uno o più Poli della Nautica da Diporto in Brasile; l’aumento del contenuto locale nell’industrializzazione dei prodotti; la collaborazione tra imprese della filiera dei fornitori, in modo di dare sostegno a tutta la filiera; l’accesso delle imprese della nautica di origine italiana, installate in Brasile, agli strumenti che possano facilitare lo sviluppo delle loro attività produttive; lo scambio di informazioni e conoscenze tecnologiche tra Italia e Brasile e la formazione di risorse umane in Brasile nel settore della nautica. A questo scopo l´accordo prevede l´istituzione di un Gruppo permanente di Lavoro, la promozione di incontri tra operatori economici italiani e brasiliani e di missioni commerciali in Italia e Brasile dirette a informare le imprese sulle opportunità di mercato esistenti per il settore.
Il Memorandum e´ stato siglato in occasione del Forum economico Italia-Brasile, svoltosi nella sede del Fiesp – Federazione delle Industrie dello Stato di San Paolo. Nell´ambito del Forum e´emerso il quadro di una collaborazione gia´ importante tra Italia e Brasile (705 le filiali di aziende italiane presenti nel Paese Sudamericano) a cui questa Missione dara´ nuovo impulso: 4000 le richieste di incontri business to business da parte di oltre 600 aziende brasiliane in occasione di questa Missione. L´export italiano, che ha fatto registrare un + 24% nell´ultimo anno, proviene per il 54% da pmi (che rappresentano il 98,9% delle imprese italiane esportatrici). Di particolare interesse per le imprese italiane gli imponenti progetti infrastrutturali del Brasile e il programma da 150 miliardi di dollari per l´accelerazione della crescita, oltre a piani di sviluppo nei settori trasporti, turismo e aerospazio.
Sono stati inoltre siglati altri quattro accordi: un Protocollo d´Intesa tra l´Associazione dei porti della Regione Liguria e il porto di Santos per intensificare la cooperazione nei settori porti, trasporto marittimo e logistica; un Memorandum d´Intesa tra l´Autorita´ portuale di Venezia e l´Autorita´ portuale di Santos, che sancisce una collaborazione istituzionale stabile e a lungo termine, con particolare riferimento ad attivita di educazione e formazione, ambiente, settore crocieristico, Port Community System (piattaforme informatiche), innovazione (piattaforma offshore) ed intensificazione dei flussi; un Memorandum d´Intesa tra la Regione Marche e il Sebrae – Agenzia brasiliana di sostegno alle piccole e medie imprese per rinnovare ed estendere a tutte le Regioni italiane il modello di cooperazione sviluppato con successo in Brasile (Stati del Para´e Amazonas) nel settore del mobile, consentendo la nascita di un distretto del legno nel Paese carioca che coinvolge 600 imprese brasiliane e 50 italiane; una Manifestazione di intenzioni tra Regione Marche e la Fiesp per il proseguimento della collaborazione istituzionale ed economica promuovendo incontri tra imprese dei reciproci sistemi imprenditoriali e per la ricerca di nuovi canali economici, strategie e progetti di collaborazione.
Nella giornata di oggi prendono il via gli incontri business to business tra aziende italiane e aziende brasiliane, per un totale di circa 1600 incontri programmati.
La Missione Governo, Regioni, Sistema Camerale in Brasile e´ promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero degli Affari esteri, in collaborazione con le Regioni, con il supporto dell´Ice -Agenzia per la Promozione all´estero e l´internazionalizzazione delle imprese italiane e la partecipazione del Sistema Camerale. Al Forum economico Italia-Brasile sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni e delle realta´ economiche di alto profilo: Marta Dassu´, sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri; Gherardo La Francesca, ambasciatore d´talia in Brasile; Gian Mario Spacca, presidente della Regione Marche, coordinatore delle Attivita produttive e Internazionalizzazione delle Regioni Italiane nell´ambito della Conferenza Stato-Regioni e responsabile attuativo della Missione; Pietro Celi, direttore generale del Ministero dello Sviluppo economico; Riccardo Maria Monti, presidente Ice-Agenzia per la Promozione all´estero e l´internazionalizzazione delle imprese italiane, e Giancarlo Lanna, presidente Simest – societa italiana per le imprese all´estero. Per la parte brasiliana sono intervenuti Andre´ Puccinelli, governatore dello Stato di Mato Grosso do Sul; Dorothea Werneck, segretaria dello sviluppo economico dello Stato di Minas Gerais; Paulo Skaff, presidente Fiesp – Federazione delle Industrie dello Stato di San Paolo; Thomas Zanotto, direttore del Dipartimento Relazioni internazionali e Commercio estero della Fiesp; Luiz Eduardo Pereira Barretto Filho, presidente Sebrae – Agenzia brasiliana di sostegno alle piccole e medie imprese e Milton Luiz de Mello Santoz, presidente Nossa Caixa Desenvolvimento – agenzia di sviluppo dello Stato di San Paolo.

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Chirurgia vertebrale e innovazione terapeutica

Pubblicato da fidest su domenica, 20 maggio 2012

Intervista a Giuseppe Costanzo Chirurgo Ortopedico, Professore ordinario al Polo Pontino, Facoltà di Farmacia e Medicina, Sapienza Università di Roma Il Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Vertebrale G.I.S. (Gruppo Italiano Scoliosi) è arrivato alla sua XXXV edizione: dalla prima edizione a Pisa, nel 1977, la Chirurgia vertebrale ha avuto uno straordinario sviluppo. Qual era lo scenario della disciplina fino a qualche anno fa? La Chirurgia Vertebrale si sviluppa e assume dignità autonoma verso gli Anni ’50-’60 con la messa a punto di tecniche di cura della scoliosi e delle ernie del disco. Inizialmente erano i chirurghi generali a occuparsi di queste patologie, ma nel tempo la disciplina si è andata specializzando, per cui attualmente si sono definite specifiche competenze, ortopediche per le deformità e successivamente neurochirurgiche per le patologie midollari e radicolari: lo sviluppo dei reparti di Neurochirurgia in Italia si ha a partire dagli Anni ’60. Negli Anni ’70-’80, ad esempio, per intervenire sulla scoliosi si utilizzava un sistema di trazione con una barra e due uncini posizionati sulle vertebre ai due estremi della curva in modo da tener dritta la colonna. Chi si sottoponeva a questo intervento doveva rimanere ingessato e immobile per svariati mesi e veniva addirittura fornito di occhiali prismatici per poter guardare in avanti: senza, avrebbe dovuto tenere lo sguardo fisso al soffitto.
D. E lo scenario attuale?
R. Oggi i progressi nelle tecnologie degli impianti e degli strumentari, lo sviluppo della Chirurgia mini-invasiva e assistita dal computer consentono ai pazienti di affrontare gli interventi senza essere costretti a fermare per mesi la loro vita. Siamo in grado di eseguire interventi per scoliosi in 4-5 ore, con risultati decisamente migliori e decorso post-operatorio brevissimo: dopo 1 o 2 giorni i pazienti sono già in piedi e non hanno quasi mai bisogno di corsetto; tutte le vertebre della curva sono tenute in posizione da viti e/o uncini fissati a due barre longitudinali parallele, un po’ come le traversine delle ferrovie sono fissate ai binari.
Anche per quanto riguarda le fratture, 20-30 anni fa il trattamento erano gessi e corsetti, adesso ci sono dei sistemi d’intervento sempre più sofisticati e sempre più precoci, anche in caso di danno del midollo, che consentono di ridurre al minimo l’immobilizzazione. Certo, un midollo sezionato non si sistemava quarant’anni fa e non si sistema adesso, tuttavia la parte ossea di sostegno viene riparata e stabilizzata in modo che il paziente possa essere rapidamente messo in condizioni di essere sottoposto a riabilitazione.
Per quanto riguarda l’ernia del disco, all’intervento classico di asportazione dell’ernia si sono andate associando altre tecniche che sono tecniche riabilitative, col microscopio, col laser, con sistemi di radiofrequenza e quant’altro.
D. Quali sono le innovazioni che hanno modificato negli ultimi tempi la Chirurgia Vertebrale?
R. Oltre agli strumentari sempre più perfezionati, stabili e resistenti, che in qualche caso è possibile inserire in modo meno invasivo, per i pazienti anziani con fratture osteoporotiche abbiamo sviluppato una serie di procedure che, utilizzando iniezioni di cemento, consentono l’eliminazione del dolore e l’immediata ripresa del movimento.
Esiste inoltre la possibilità, con piccoli interventi ancor meno invasivi, di applicare degli spessori tra una vertebra e l’altra: a soggetti molto anziani, in cui la degenerazione dei dischi e l’ingrossamento delle articolazioni creano una compressione cronica con difficoltà a camminare, è possibile, con interventi a volte fatti in anestesia locale, ridare un po’ di sollievo e mobilità.
D.Il mal di schiena affligge milioni di persone e rappresenta, tra l’altro, la prima causa d’assenza dal lavoro: quali sono le ragioni di questa diffusione e come affrontare il problema?
R.Il problema coinvolge schiere sempre più ampie della popolazione per due motivi: l’allungamento della durata media fa sì che si diventi più anziani, per cui i fenomeni degenerativi aumentano, i dischi cedono, le articolazioni vertebrali si deformano, un po’ come accade per anche e ginocchia; al contempo il tipo di vita che si conduce è sempre più sedentario e questo non mantiene la colonna in buone condizioni, in elasticità. Da ciò deriva l’aumento delle persone con patologie degenerative dolorose della schiena, che possono peggiorare fino all’invalidità. Il chirurgo vertebrale deve comunque saper mantenere un atteggiamento equilibrato e operare solo quando serve, anche se i sistemi a disposizione sono sempre più perfezionati.
D. Parliamo ora di ernia del disco: secondo dati dell’ISS non recenti, l’8,2% della popolazione italiana ha problemi di ernia del disco (7,3% maschi e 9,3% femmine): la chirurgia rimane l’unica opzione?
R. Nel passato, una volta individuata la presenza di un’ernia del disco, non si poteva far altro che ricorrere alla chirurgia. Tuttavia, se quel disco è nel nostro organismo è perché ha una specifica funzione, per cui l’asportazione non risolve sempre la situazione e può determinare in casi particolari un’insufficienza meccanica della colonna: ogni intervento crea una cicatrice di riparazione che a volte dà fastidio come un’ernia.
È dunque consigliabile, in prima battuta, lasciar riassorbire l’ernia, che è composta da materiale gelatinoso, per mezzo di una serie di trattamenti anche antidolorifici. Questi trattamenti di attesa non sono però indicati in caso di compressione della radice nervosa con compromissione del movimento, per la possibilità che si determini un danno motorio permanente del paziente.
D.Rispetto alle patologie della rachide che ha indicato è possibile parlare di pratiche di prevenzione?
R. Oggi siamo sempre più capaci di eseguire interventi, sia complessi sia meno, che possano dare soluzione anche a casi importanti.
Tuttavia, è possibile e molto importante per tutti fare prevenzione, che consiste nel far lavorare bene la schiena, un organo estremamente complesso che svolge contemporaneamente funzioni di sostegno, movimento e, non meno importante, di protezione del midollo e delle radici nervose. Tra le attività semplici consigliate, è utile anche solo camminare per 30-40 minuti al giorno, e alzarsi e stirarsi, allungando i muscoli della schiena se si deve stare seduti a lungo; se questo non si può fare, è bene eseguire dell’attività fisica 2-3 volte la settimana e utilizzare delle posizioni di lavoro alla scrivania che siano di buon sostegno della colonna.
Un’attività fisica adeguata aiuta quindi a mantenere in forma la colonna limitando gli interventi chirurgici. Oggi le percentuali di successo della Chirurgia Vertebrale sono intorno all’85%: ciò vuol dire che se operiamo 20 persone, 17 ci ringraziano, le altre 3 non migliorano, si convincono di essere state operate male… e si rivolgono all’avvocato.D. E lo scenario attuale?
R. Oggi i progressi nelle tecnologie degli impianti e degli strumentari, lo sviluppo della Chirurgia mini-invasiva e assistita dal computer consentono ai pazienti di affrontare gli interventi senza essere costretti a fermare per mesi la loro vita. Siamo in grado di eseguire interventi per scoliosi in 4-5 ore, con risultati decisamente migliori e decorso post-operatorio brevissimo: dopo 1 o 2 giorni i pazienti sono già in piedi e non hanno quasi mai bisogno di corsetto; tutte le vertebre della curva sono tenute in posizione da viti e/o uncini fissati a due barre longitudinali parallele, un po’ come le traversine delle ferrovie sono fissate ai binari.
Anche per quanto riguarda le fratture, 20-30 anni fa il trattamento erano gessi e corsetti, adesso ci sono dei sistemi d’intervento sempre più sofisticati e sempre più precoci, anche in caso di danno del midollo, che consentono di ridurre al minimo l’immobilizzazione. Certo, un midollo sezionato non si sistemava quarant’anni fa e non si sistema adesso, tuttavia la parte ossea di sostegno viene riparata e stabilizzata in modo che il paziente possa essere rapidamente messo in condizioni di essere sottoposto a riabilitazione.
Per quanto riguarda l’ernia del disco, all’intervento classico di asportazione dell’ernia si sono andate associando altre tecniche che sono tecniche riabilitative, col microscopio, col laser, con sistemi di radiofrequenza e quant’altro.
D. Quali sono le innovazioni che hanno modificato negli ultimi tempi la Chirurgia Vertebrale?
R. Oltre agli strumentari sempre più perfezionati, stabili e resistenti, che in qualche caso è possibile inserire in modo meno invasivo, per i pazienti anziani con fratture osteoporotiche abbiamo sviluppato una serie di procedure che, utilizzando iniezioni di cemento, consentono l’eliminazione del dolore e l’immediata ripresa del movimento.
Esiste inoltre la possibilità, con piccoli interventi ancor meno invasivi, di applicare degli spessori tra una vertebra e l’altra: a soggetti molto anziani, in cui la degenerazione dei dischi e l’ingrossamento delle articolazioni creano una compressione cronica con difficoltà a camminare, è possibile, con interventi a volte fatti in anestesia locale, ridare un po’ di sollievo e mobilità.
D.Il mal di schiena affligge milioni di persone e rappresenta, tra l’altro, la prima causa d’assenza dal lavoro: quali sono le ragioni di questa diffusione e come affrontare il problema?
R.Il problema coinvolge schiere sempre più ampie della popolazione per due motivi: l’allungamento della durata media fa sì che si diventi più anziani, per cui i fenomeni degenerativi aumentano, i dischi cedono, le articolazioni vertebrali si deformano, un po’ come accade per anche e ginocchia; al contempo il tipo di vita che si conduce è sempre più sedentario e questo non mantiene la colonna in buone condizioni, in elasticità. Da ciò deriva l’aumento delle persone con patologie degenerative dolorose della schiena, che possono peggiorare fino all’invalidità. Il chirurgo vertebrale deve comunque saper mantenere un atteggiamento equilibrato e operare solo quando serve, anche se i sistemi a disposizione sono sempre più perfezionati.
D. Parliamo ora di ernia del disco: secondo dati dell’ISS non recenti, l’8,2% della popolazione italiana ha problemi di ernia del disco (7,3% maschi e 9,3% femmine): la chirurgia rimane l’unica opzione?
R. Nel passato, una volta individuata la presenza di un’ernia del disco, non si poteva far altro che ricorrere alla chirurgia. Tuttavia, se quel disco è nel nostro organismo è perché ha una specifica funzione, per cui l’asportazione non risolve sempre la situazione e può determinare in casi particolari un’insufficienza meccanica della colonna: ogni intervento crea una cicatrice di riparazione che a volte dà fastidio come un’ernia.
È dunque consigliabile, in prima battuta, lasciar riassorbire l’ernia, che è composta da materiale gelatinoso, per mezzo di una serie di trattamenti anche antidolorifici. Questi trattamenti di attesa non sono però indicati in caso di compressione della radice nervosa con compromissione del movimento, per la possibilità che si determini un danno motorio permanente del paziente.
D.Rispetto alle patologie della rachide che ha indicato è possibile parlare di pratiche di prevenzione?
R. Oggi siamo sempre più capaci di eseguire interventi, sia complessi sia meno, che possano dare soluzione anche a casi importanti.
Tuttavia, è possibile e molto importante per tutti fare prevenzione, che consiste nel far lavorare bene la schiena, un organo estremamente complesso che svolge contemporaneamente funzioni di sostegno, movimento e, non meno importante, di protezione del midollo e delle radici nervose. Tra le attività semplici consigliate, è utile anche solo camminare per 30-40 minuti al giorno, e alzarsi e stirarsi, allungando i muscoli della schiena se si deve stare seduti a lungo; se questo non si può fare, è bene eseguire dell’attività fisica 2-3 volte la settimana e utilizzare delle posizioni di lavoro alla scrivania che siano di buon sostegno della colonna.
Un’attività fisica adeguata aiuta quindi a mantenere in forma la colonna limitando gli interventi chirurgici. Oggi le percentuali di successo della Chirurgia Vertebrale sono intorno all’85%: ciò vuol dire che se operiamo 20 persone, 17 ci ringraziano, le altre 3 non migliorano, si convincono di essere state operate male… e si rivolgono all’avvocato.

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La Scuola Merletti di Gorizia diventa “internazionale”

Pubblicato da fidest su martedì, 8 maggio 2012

View of the town of Gorizia (Gorica) in Friuli...

View of the town of Gorizia (Gorica) in Friuli Venezia Giulia, Italy. (Photo credit: Wikipedia)

Si è concluso a Cattaro il corso promosso dalla Scuola Merletti di Gorizia. La prossima settimana dal Montenegro una delegazione visiterà la Scuola in occasione dell’inaugurazione del 3° concorso internazionale
Consegnati a Cattaro (Montenegro) i diplomi per le 16 allieve del corso promosso dalla Scuola dei Corsi Merletti di Gorizia e dalla Comunità italiana in Montenegro: sedici donne montenegrine hanno potuto apprendere i rudimenti dell’arte del merletto goriziano grazie all’impegno della Scuola, le cui due insegnanti Cristina Cargnel e Mariagrazia Giacomini si sono avvicendate per un totale di 48 ore di lezione: è il contributo di Gorizia al progetto di cooperazione internazionale, sostenuto dalla Regione, che intende sostenere il recupero dell’arte del merletto a Cattaro, antica città marinara della costa montenegrina dove è ancora presente un’attivissima comunità italiana. L’iniziativa fa parte di un più ampio progetto, che vede Confcooperative Fvg come capofila, e il Comune di Gorizia come partner, e che sostiene lo sviluppo dell’imprenditoria femminile a Cattaro: proprio nei giorni scorsi è stata infatta formalizzata la costituzione di un’associazione che, a Cattaro, si occuperà delle promozione del merletto catarino. Tra una settimana, da venerdì 11 maggio a domenica 13 maggio, una delegazione delle allieve del corso e di rappresentanti delle istituzioni locali montenegrine saranno a Gorizia per visitare la Scuola Merletti, in occasione dell’inaugurazione della terza edizione della mostra-concorso. (fonte Studio Giornalisti-David)

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Biomasse e sviluppo sostenibile

Pubblicato da fidest su venerdì, 4 maggio 2012

Bari – Biomasse e sviluppo sostenibile in Puglia. Se ne parla venerdì 4 maggio, dalle 15.30, nel salone della Camera di Commercio di Bari, durante un workshop promosso dalla Consulta dei Giovani Imprenditori della Camera di Commercio di Bari e BAT, in collaborazione con la Camera di Commercio di Bari, e il patrocinio dei distretti produttivi La Nuova Energia e DIALOGOi, e dei GAL Ponte Lama, Sud-Est Barese, Terre di Murgia, Trulli e Barsento. Al centro dell’incontro le prospettive di un modello energetico legato al territorio, indirizzato verso impianti dimensionati al contesto e che utilizzano prodotti di aziende agricole locali e non importati da altri continenti, capace quindi di trasformare gli scarti di potatura, i reflui zootecnici e gli oli di sansa in autentiche opportunità di reddito; nonché l’importanza di investire in questo settore per rivitalizzare la crescita delle agro-energie, garantendo un quadro normativo stabile e certezze per la programmazione, gli investimenti e l’accesso al credito per le pmi, incentivando altresì la filiera agro-industriale.A illustrare normative, esperienze e ricadute, il coordinatore della Consulta Giovanile Sergio Ventricelli assieme al presidente della Camera di Commercio Alessandro Ambrosi, l’assessore alla Agricoltura della Regione Puglia Dario Stefano, l’assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia Lorenzo Nicastro e i componenti della Consulta, Donato Fanelli, Emilio Cirillo Farrusi e Leonardo Pellicani che tratteranno, rispettivamente, la promozione nel territorio, la filiera agro-industriale e la valorizzazione delle giovani imprese.
Assieme a loro, per descrivere le cosiddette “best practice” del settore, sono previsti gli interventi del responsabile Sezione Ambiente Confapi Puglia Salvatore Adamo e del Vice Presidente del distretto produttivo “La Nuova Energia” Enzo Tucci, nonché le testimonianze di tre esempi pugliesi che hanno incontrato alterne vicende nello sviluppo di impianti di biomasse.

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Euromediterraneo: al via i programmi comunitari per lo sviluppo rurale

Pubblicato da fidest su sabato, 28 aprile 2012

L’Unione europea ha lanciato un programma per lo sviluppo dell’agricoltura e delle zone rurali per i Paesi a sud del Mediterraneo. Il Programma europeo per lo sviluppo agricolo (ENPARD) ha avviato un seminario a Tunisi lo scorso marzo alla presenza del Ministro dell’agricoltura tunisino, del Ministro per la programmazione e lo sviluppo regionale, del Ministro delle finanze e di alcune organizzazioni della società civile. Con questo programma l’Unione europea mira ad includere l’area meridionale del Mediterraneo nei suoi progetti di crescita mediante il raggiungimento di tre obiettivi chiave quali l’accrescimento del reddito dei produttori e sviluppo rurale, specie tra i più giovani, l’accrescimento della produttività del sistema attraverso il miglioramento della qualità dei prodotti, e infine il rinforzo delle capacità organizzative e istituzionali ai principi di buona amministrazione. Un programma pluriennale quindi da strutturarsi con l’ausilio di tutti i Pesi coinvolti e focalizzato sull’accrescimento della sicurezza alimentare secondo precisi modelli di sviluppo agricolo sostenibile a livello locale da un lato, e dall’altro sull’incremento degli standard produttivi e qualitativi che favoriscano una crescita adeguata del territorio e dei mercati locali. A questo va aggiunta la creazione di infrastrutture per il supporto logistico. L’Istituto agronomico mediterraneo di Montpellier (IAMM-CIHEAM) è stato assunto con il compito di sviluppare questa iniziativa in Marocco, Tunisia, Egitto e Cisgiordania. (Valeriano Valerio) (fonte: http://www.aiccre.it)

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Creazione federazione arti marziali

Pubblicato da fidest su sabato, 21 aprile 2012

Mixed Martial Arts Takedown Attempt

Mixed Martial Arts Takedown Attempt (Photo credit: fightlaunch)

Las Vegas, NV – The Ultimate Fighting Championship®, organizzazione leader delle arti marziali (MMA), celebra con grande entusiasmo la creazione della nuova Federazione Internazionale delle Arti Marziali Miste (IMMAF).La UFC® supporta con tutto il cuore questa nuova iniziativa ed il suo leader e presidente August Wallén, che darà inizio alla prima fase di crescita concreta della Federazione. Lorenzo Fertitta, Presidente e Amministratore Delegato della UFC, nonché promotore in prima persona della crescita della UFC, afferma che questo è il momento giusto per la nascita della federazione “In questo momento lo sport sta avendo una crescita esponenziale e la creazione di una federazione globale è la scelta migliore per ottimizzare le opportunità del momento in risorse e sviluppando la parte amatoriale dello sport. Avere un’organizzazione che supervisiona ed aiuta a costruire le basi di questo sport a livello globale aiuterà a migliorare le regole sulla sicurezza e aiuterà a creare un modello globale da usare per entrare in nuovi mercati. È uno dei primi passi pieni di speranza verso il tanto atteso desiderio di vedere le MMA diventare uno sport olimpico.”“Aspettavamo da tempo la creazione di questa organizzazione” afferma Marc Ratner, Senior Vice President of Government and Regulatory Affairs. “Le arti marziali miste sono cresciute in tutto il mondo in maniera esponenziale e vogliamo dare il massimo supporto alla federazione focalizzata nel creare una serie di regole per la sicurezza dei fighter. Sono molte le difficoltà che si affrontano nella creazione di un’organizzazione internazionale ma sono sicuro che le soddisfazioni compenseranno le difficoltà di questo lungo percorso.”Da molto tempo la UFC segue con impegno la crescita e lo sviluppo della arti marziali miste. Gli eventi della UFC sono visti da un miliardo di famiglie grazie alla capillare distribuzione televisiva tradotta in 20 lingue in più di 150 nazioni in tutto il mondo e 30 sono gli eventi live trasmessi ogni anno in tv che aiutano nello sviluppo e nella crescita dello sport in nuove culture.La creazione della IMMAF favorirà inoltre lo sviluppo della sport a livello amatoriale rafforzando il lavoro svolto già in passato dalla UFC e dalla altre organizzazioni internazionali MMA, concretizzando ancora di più la legittimità e l’integrità dello sport. Per saperne di più sulla nuova federazione IMMAF visita http://www.immaf.org.

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Le lobby e l’Europa

Pubblicato da fidest su domenica, 15 aprile 2012

Bruxelles-01

Bruxelles-01 (Photo credit: Wikipedia)

Bruxelles, 04 – 08 giugno 2012 Da oltre venti anni le Istituzioni dell’Unione europea attraggono a Bruxelles la presenza dei gruppi di pressione in settori come l’ambiente, le risorse energetiche, l’economia, i diritti umani, il welfare, la cultura e molti altri ancora. Attualmente, all’interno della capitale si registrano più di 2600 uffici di lobby ed oltre 15.000 professionisti, consulenti ed esperti che orbitano a Bruxelles in rappresentanza di interessi pubblici o privati. L’attività di lobby è infatti da sempre parte integrante dell’iter legislativo dell’Unione europea, che riflette l’interazione e lo scambio dinamico tra le Istituzioni ed i gruppi di interesse.

Il Corso di EU Lobbying – Skills and Strategies è pensato per coloro che vogliono intraprendere e sviluppare la propria carriera di lobbista all’interno del panorama europeo ed avrà luogo a Bruxelles dal 4 all’8 giugno 2012.Nei cinque giorni di corso, i partecipanti potranno migliorare, attraverso lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, le proprie capacità di comunicazione e negoziazione, oltre ad apprendere le tecniche necessarie ad implementare una campagna di lobby di successo. Il programma d’insegnamento sarà tenuto in lingua inglese da un team internazionale di esperti lobbisti. Al termine della formazione, l’Ufficio Europea della Camera di Commercio Belgo-italiana offrirà ai partecipanti tre mesi di consulenza gratuita per lo sviluppo delle proprie attività di progettazione e di lobby.
Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo in allegato ed inviarlo, con tutta la documentazione indicata per e-mail o per fax, entro l’11 maggio 2012.Maggiori informazioni sul programma e le modalità d’iscrizione sono disponibili sul sito http://www.europeanlobby.eu.

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Bambini nelle scuole di Roma

Pubblicato da fidest su giovedì, 5 aprile 2012

«Prosegue il forte impegno di Roma Capitale nel settore 3-6 anni, con un aumento dei posti disponibili nelle strutture che ci permette, per il prossimo anno scolastico, di accogliere oltre 35.000 bambini nelle 313 scuole dell’infanzia comunali». Lo dichiara in una nota l’Assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale Gianluigi De Palo, anticipando i dati delle graduatorie provvisorie per la Scuola dell’Infanzia, pubblicati oggi dai Municipi. «Attualmente si registra un aumento di 543 domande rispetto alla scorso anno, con 20.828 richieste. I bambini ammessi sono 10.576, ovvero 227 in più dello scorso anno, mentre nella lista d’attesa provvisoria ne rimangono 10.252. Un dato suscettibile di ulteriori significative modifiche che concorreranno a un presumibile scorrimento della graduatoria verso il basso, dovuto principalmente al fenomeno delle doppie iscrizioni, che porta le famiglie a fare domanda sia presso una struttura statale che presso una comunale». «Di fondamentale rilievo – prosegue De Palo – anche il potenziamento delle personale, con l’imminente espletamento del concorso per 300 nuovi posti di insegnante di scuola dell’infanzia, che si aggiungeranno ai 3.896 in ruolo, i quali già usufruiscono di 129.344 ore di formazione gestite centralmente dal Dipartimento, vera e propria punta di eccellenza nel panorama italiano». «Negli ultimi tre anni abbiamo aumentato i posti disponibili nelle scuole dell’infanzia per 1050 bambini; l’accesso e la frequenza al servizio sono totalmente gratuiti e resta invariata la tariffa per la refezione scolastica. Vogliamo assicurare lo sviluppo di un servizio in grado non solo di accogliere un numero crescente di utenti, ma capace anche di garantire, al contempo, elevati standard educativi, pedagogici ed ambientali, in base alle risorse disponibili. Siamo dalla parte delle famiglie», conclude De Palo.

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Incentivi alle rinnovabili

Pubblicato da fidest su mercoledì, 4 aprile 2012

Energía Eólica

Energía Eólica (Photo credit: Jumanji Solar)

Aumenti in bolletta: Luca Dal Fabbro, il nuovo Vice Presidente e Direttore Area Energia di AIGET e attuale AD di Domotecnica, propone di “Ridefinire gli incentivi alle rinnovabili per puntare su efficienza e risparmio energetico” Luca Dal Fabbro, il nuovo Vice Presidente e Direttore Area Energia di AIGET, Associazione Italiana di Grossisti di Energia e Trader e attuale Amministratore Delegato di Domotecnica, la prima rete nazionale in franchising per le aziende di installazione che operano nel campo dell’efficienza energetica, in relazione alle notizie di ulteriori e insostenibili aumenti del costo dell’energia, in linea con il posizionamento dell’Associazione da sempre volto alla massima tutela degli utenti finali, evidenzia “L’urgente necessità di ridefinire profondamente la politica italiana degli incentivi alle rinnovabili, per indirizzarli verso una serie di interventi strutturali volti a generare efficienza e risparmio energetico. Di fatto gli incentivi al fotovoltaico hanno appesantito di oneri in bolletta per miliardi di euro a danno di famiglie e imprese e a vantaggio dei produttori, sopratutto esteri. Tutto ciò, sottraendo spesso suolo fertile all’agricoltura per produrre energia a prezzi ben più alti rispetto a quelli garantiti del parco di generazione termica, fra i più efficienti a livello europeo. L’unica strada per ridurre la bolletta italiana è quella di promuovere l’efficienza energetica e una ulteriore liberalizzazione del mercato, in un quadro regolatorio più stabile nel medio e lungo periodo. Puntare sulla filiera dell’efficienza rappresenta la strategia più efficace per sostenere lo sviluppo di competenze e tecnologie nazionali, mantenendo il valore così generato all’interno del nostro Paese: un impulso indispensabile, in grado di generare ricadute assai positive in tutto il nostro sistema economico”. (Roberto Grattagliano)

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Olio: Ercole olivario

Pubblicato da fidest su domenica, 1 aprile 2012

Olio Extra Vergine d'Oliva Novello 2008 www.fr...

Olio Extra Vergine d'Oliva Novello 2008 http://www.frantoio.it/index.htm http://www.frantoio.it/frantoiosantanna.htm (Photo credit: Wikipedia)

Spoleto (Pg) – Spoleto in festa per l’Ercole Olivario, il premio che disegna la mappa del gusto del vero olio extra vergine di oliva I.O.O.% italiano di alta qualità.
Dalla Sardegna all’Emilia Romagna, passando per la Puglia e la Campania; e poi ancora Sicilia e Lazio. Sono le regioni che si aggiudicano i primi posti dell’Ercole Olivario edizione 2012. Il Lazio si aggiudica anche la menzione speciale per l’olio biologico, mentre al Trentino il premio della confezione più bella con la migliore etichetta che racconta la propria storia. Al concorso 2012 hanno partecipato 275 oli extra vergine di oliva, di cui 89 in finale, provenienti da 17 regioni italiane. La cerimonia di Spoleto, che quest’ano compie vent’anni, ha visto l’adesione delle due più alte cariche istituzionali dello Stato. Targa per il ventennale del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e medaglia del presidente del Senato, Renato Schifani. Sono state consegnate a Giorgio Mencaroni, presidente del comitato organizzatore del premio e della Camera di Commercio di Perugia, rispettivamente dalle senatrici Annarita Fioroni e Colomba Mongiello del consiglio di presidenza di Palazzo Madama.
L’edizione di quest’anno dedicata al valore della dieta mediterranea ha registrato due contributi del presidente del Senato Renato Schifani e del presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro.
Spoleto e l’Ercole Olivario un binomio vincente, un vero trionfo del gusto che celebra l’olio extra vergine di oliva di alta qualità I.O.O:% italiana nel vero protagonista della tavola degli italiani. L’olio extra vergine di oliva diventa anche motore dello sviluppo economico di un sistema di imprese che trova oggi, nel legame tra origine obbligatoria e territorio, il punto di equilibrio più alto rappresentato dalla qualità. Un legame forte che dà valore al valore del prodotto targato made in Italy.
E che l’Italia sia la patria dei mille sapori dell’olio di qualità lo dimostra la mappa del gusto tracciata da questa XX edizione.
Di seguito le tre categorie di oli extravergine di oliva e DOP, fruttato leggero, medio, intenso, con la segnalazione speciale, “Amphora Olearia”, per la migliore confezione, l’azienda che si aggiudica la menzione speciale per il miglior olio biologico in gara del 2012 e il vincitore del premio Lekythos.I vincitori;
OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA FRUTTATO LEGGERO
2 CLASSIFICATO Olio extravergine dell’Azienda Agraria Peppetò di Tore Giuseppe di Ittiri, Sassari (SARDEGNA)
1 CLASSIFICATO Olio extravergine dell’Azienda Agricola Fois Giuseppe di Alghero, Sassari (SARDEGNA)
OLIO EXTRAVERGINE DOP FRUTTATO LEGGERO
2 CLASSIFICATO Olio extravergine DOP “Dauno Gargano” dell’Azienda S.I.O. Società Italiana Olearia di Carpino, Foggia (PUGLIA)
1 CLASSIFICATO Olio extravergine DOP “Colline di Romagna” del Frantoio Paganelli di Sant’Arcangelo di Romagna, Rimini (EMILIA ROMAGNA)
OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA FRUTTATO MEDIO
2 CLASSIFICATO Olio extravergine dell’Azienda Badevisco di Cassetta Franco di Sessa Aurunca, Campania (CAMPANIA)
1 CLASSIFICATO Olio extravergine dell’Azienda Olivicola Titerno di San Lorenzello, Benevento (CAMPANIA)
OLIO EXTRAVERGINE DOP FRUTTATO MEDIO
2 CLASSIFICATO Olio extravergine DOP “Terre di Bari” dell’Azienda Agricola Ing. Minervini Gregorio di Molfetta, Bari (PUGLIA)
1 CLASSIFICATO Olio extravergine DOP “Colline Pontine” dell’Azienda Agraria Biologica Paola Orsini di Priverno, Latina (LAZIO)
OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA FRUTTATO INTENSO 2 CLASSIFICATO Olio extravergine dell’Azienda Agricola Alfredo Cetrone di Sonnino, Latina (LAZIO)
1 CLASSIFICATO Olio extravergine dell’Azienda Agricola Tenuta Piscoianni di Sonnino, Latina (LAZIO)
OLIO EXTRAVERGINE DOP FRUTTATO INTENSO
2 CLASSIFICATO Olio extravergine DOP “Monti Iblei – Gulfi” dell’Azienda Frantoi Cutrera di Cutrera Giovanni di Chiaramonte Gulfi, Ragusa (SICILIA)
1 CLASSIFICATO Olio Extravergine DOP “Monti Iblei – Monte Lauro” dell’Azienda Agraria Terraliva di Frontino Giuseppina di Siracusa (SICILIA)
MENZIONE SPECIALE PER L’OLIO BIOLOGICO Olio extravergine DOP “Colline Pontine” dell’Azienda Agraria Biologica Paola Orsini di Priverno, Latina (LAZIO)
PREMIO SPECIALE AMPHORA OLEARIA Azienda Agraria Riva del Garda di Riva del Garda (TN)
PREMIO LEKYTHOS Al ristoratore e assaggiatore Maurizio Ferreri (Rosalia Imperato)

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Politica economica, Sviluppo Lavoro chiede maggiore tutela per gli investitori italiani

Pubblicato da fidest su giovedì, 29 marzo 2012

Non può esserci che preoccupazione da parte dell’Associazione Sviluppo Lavoro, in merito alla strategia di ulteriore apertura attuata dal Governo Monti nei confronti di investimenti stranieri in Italia: quel che emerge a margine di un incontro tra gli imprenditori facenti parte del progetto è infatti un sostanziale scetticismo nei confronti della politica economica del Governo, che sembra trascurare le imprese italiane che intendono continuare a investire in Italia.
Sviluppo Lavoro si propone come forza catalizzatrice di attività imprenditoriali verso la creazione e il salvataggio di posti di lavoro, e chi fa parte del progetto è convinto che il rilancio dell’economia italiana non possa non passare attraverso gli investimenti di imprenditori italiani: se le imprese non hanno accesso al credito e non sono tutelate dalla concorrenza straniera non si va da nessuna parte.
Una maggiore tutela e una rinnovata fiducia per chi decide di rimanere in Italia per investire sul rilancio di una delle economie che solo fino a pochi anni fa era considerata tra le più solide dell’intero panorama mondiale: è questo uno dei concetti base da cui è nata l’Associazione Sviluppo Lavoro, che attraverso un sito internet al servizio di imprenditori e lavoratori e un programma di investimenti mirati vuole dare un significativo contributo affinché il nostro Paese possa presto lasciarsi alle spalle il difficile momento attuale.(Andrea Corti)

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Malì: sviluppi situazione

Pubblicato da fidest su sabato, 24 marzo 2012

Mali Lošinj

Mali Lošinj (Photo credit: aly24j)

Dopo l’annuncio che i soldati dell’esercito hanno preso il controllo del paese, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) continua a seguire da vicino gli sviluppi della situazione in Mali. Al momento non si registrano nuovi movimenti di popolazione all’interno del paese, né verso i paesi limitrofi.
L’UNHCR è preoccupato che la protratta incertezza politica possa innescare ulteriori spostamenti forzati di popolazione, in una fase in cui la popolazione sradicata all’interno e oltre i confini del paese è già considerevole. L’Agenzia sta aggiornando i propri piani d’emergenza in modo da poter rispondere a possibili nuovi esodi verso i paesi confinanti.Dalla metà di gennaio – a seguito dei combattimenti tra un movimento ribelle e le forze maliane nel nord – migliaia di maliani hanno lasciato il proprio paese. In Mali inoltre gli sfollati vivono in condizioni difficili all’interno di villaggi e insediamenti temporanei e dipendono dalla generosità delle comunità d’accoglienza. Nei prossimi giorni l’Alto Commissario ONU per i Rifugiati António Guterres sarà in visita in Mauritania per assistere a una cerimonia che segnerà il termine del rimpatrio volontario dal Senegal e per dare riconoscimento all’impegno profuso negli anni per sostenere il processo d’asilo. Nell’occasione Guterres valuterà anche la situazione, in connessione con l’afflusso di persone colpite dal conflitto in Mali.

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Energia: piano di sviluppo di Terna

Pubblicato da fidest su giovedì, 22 marzo 2012

“Esprimiamo apprezzamento per l’adozione del nuovo Piano di Sviluppo di Terna, poiché il miglioramento della rete elettrica nazionale aumenterà la sicurezza e l’efficienza del sistema elettrico e quindi la qualità del servizio per i consumatori”. Sono queste le parole di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC). “Gli investimenti previsti per il quinquennio 2012-2016 -spiega Pieraldo Isolani, responsabile settore energia dell’UNC- dovrebbero contribuire a risolvere le congestioni più gravi della rete elettrica nazionale, con ricadute positive sui prezzi dell’energia, ancora troppo alti nel nostro Paese”.
“A fronte dei 6 miliardi di euro in cinque anni previsti nel programma -chiosa Isolani- ci aspettiamo lo sviluppo di una rete elettrica efficiente, capace di ridurre i costi delle bollette dei consumatori, uno sviluppo che sia propedeutico anche a sostenere la crescita economica dell’intero Paese”.

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Digital Experience Festival

Pubblicato da fidest su venerdì, 16 marzo 2012

Torino Giovedì 22 marzo 2012 Ore 11.15 Circolo dei Lettori Via Bogino 9 Sala Grande Interverranno: Stefano Saladino, Presidente Associazione Luoghi di Relazione e Direttore Generale Digital Experience Festival
Enzo Lavolta, Assessore allo Sviluppo Economico, all’Innovazione, all’Ambiente ed ai Lavori Pubblici della Città di Torino Alberto Cappellini, Amministratore Delegato Seat Pagine Gialle Nel corso dell’incontro sarà presentata la manifestazione che, dopo due edizioni svolte a Milano, si svolgerà in primavera a Torino nell’ambito del calendario di Smart City. Il Festival si concentra sul tema dell’influenza delle tecnologie digitali, e della tecnologia in genere, sulla vita quotidiana, lavorativa e non. Mettendo al centro la persona-utente, si esplorano le nuove tendenze in tema di customer experience per capire dove e come il “digital” può e deve migliorare la qualità della vita, creare opportunità di lavoro nei vari ambiti (dal business alla sanità, dalla pubblica amministrazione all’industria, dall’intrattenimento alla mobilità, dalla creatività all’IT, ecc.) e favorire lo sviluppo economico e sociale del territorio attraverso l’innovazione tecnologica.

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