Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Marino, dai tagli agli armamenti le risorse per la ricerca

Pubblicato da fidest su martedì, 12 febbraio 2013

Ignazio Marino, senatore del Partito democratico, ha risposto punto per punto alle dieci domande rivolte ai politici dal Gruppo 2003, in merito al futuro della ricerca in Italia. Marino conviene con gli scienzia ti che la ricerca sia il settore principale su cui investire: «non si può condurre il nostro Paese fuori dalla crisi e migliorarne l’economia puntando solo sugli aspetti fiscali, finanziari oppure sulla riforma del sistema pensionistico». Oggi le risorse destinate alla ricerca sono appena lo 0,9% del Pil e, secondo il capolista al Senato in Piemonte per il Pd, la percentuale dovrebbe aumentare in modo progressivo durante la prossima legislatura fino ad arrivare al 2%. Inoltre, in ogni ambito, si dovrebbero «adottare le regole internazionali di assegnazione dei fondi della peer review, in modo da permettere una valutazione e una selezione dei progetti più validi ed esclusivamente sulla base del merito». Da dove attingere le risorse necessarie? Marino indica i tagli alle spese per gli armamenti, citando i 15 miliardi di euro destinati al contestato acquisto dei 131 cacciabombardieri. «Con queste somme – spiega – potremmo finalmente sost enere qualche investimento per la ricerca e l’innovazione, per far uscire il nostro Paese da quella condizione di arretratezza riconosciuta anche dalle statistiche della Commissione europea». Non si tratta solo di aumentare le risorse, ma anche di utilizzarle in modo migliore, a partire da una modifica della formazione universitaria e post-universitaria, da un ripensamento delle carriere professionali, dei salari, nonché delle responsabilità e dei doveri dei ricercatori di maggior talento. È poi essenziale rafforzare il rapporto con il mercato, fino a oggi trascurato, mentre per il senatore Pd è necessario favorire «l’iniziativa dei singoli ricercatori, offrendo loro la possibilità di fare ricerca, libera e creativa, anche al di fuori dall’ambito universitario».(fonte doctornews33)

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Taglio rating banche italiane, la preoccupazione di Sviluppo Lavoro

Pubblicato da fidest su mercoledì, 16 maggio 2012

A margine dell’ennesimo lunedì nero delle Borse europee è arrivata la notizia che l’agenzia di rating Moody’s ha tagliato da uno a quattro notch il rating sul debito di lungo termine di 26 banche italiane, comprese cinque delle più importanti. L’Associazione Sviluppo Lavoro assiste allibita all’ennesima dimostrazione dell’inutilità della politica di austerità adottata dal Governo tecnico attualmente in carica su input dell’Unione Europea: “Il declassamento da parte di Moody’s non è certo un bel segnale – ha commentato il Segretario dell’Associazione Andrea Corti -, ad oggi le speranze di un’apertura al credito alle imprese da parte degli istituti bancari sono sempre meno concrete”. Il futuro prossimo appare dunque sempre più cupo, a meno di un deciso e repentino cambio di rotta. “In una situazione in cui il tasso di disoccupazione sta crescendo di giorno in giorno – continua Corti – e in cui le misure correttive che sono state adottate non sono state rivolte ad incentivare le imprese, c’è bisogno di un clima di rinnovata fiducia nei confronti delle PMI italiane, storicamente il vero motore della nostra economia nazionale”.(Andrea Corti)

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Milano, al Sacco premi a chi aiuta a tagliare i costi

Pubblicato da fidest su venerdì, 11 maggio 2012

Se il Governo chiede aiuto ai cittadini perché mandino segnalazioni che aiutino a tagliare gli sprechi anche i manager della sanità milanese si rivolgono al personale alla ricerca di idee per tagliare i costi. L’iniziativa viene dall’Ospedale Sacco e ha la particolarità di erogare un premio in denaro a chi, tra infermieri e amministrativi, fa la migliore proposta finalizzata a razionalizzare le spese. «In un momento di particolare crisi e di grande fatica lavorativa per il personale» spiega a DoctorNews33 il direttore generale Callisto Bravi «ci sembrava giusto rinunciare ai nostri soldi personali per premiare il contributo di idee provenienti dal personale». Oltre a Bravi sono altri due i manager coinvolti nell’iniziativa, Mauro Agnello, direttore sanitario e Maria Grazia Colombo, direttore amministrativo. ognuno dei quali mette di tasca propria 1500 euro per arrivare ai 4500 euro del premio. Ma in che cosa consiste la “competizione”? «Al concorso possono partecipare infermieri, tecnici e amministrativi» ci spiega il Dg del Sacco «che, singolarmente o in un gruppo non superiore a quattro dipendenti, possono presentare un progetto con un ipotesi di taglio o di buone pratiche da applicare. Ne verranno selezionati cinque e il Collegio di direzione formato dai capi dipartimento sceglierà il progetto vincente». Un modo, sottolinea Bravi, per far emergere le potenzialità presenti con l’obiettivo dichiarato di risparmiare. Il bando è stato pubblicato da soli tre giorni, troppo presto per tastare le reazioni del personale e le idee devono essere presentate il 31 maggio. Entro il mese di giugno sarà pubblicato il progetto scelto. (Marco Malagutti) (fonte doctornews.33)

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Fisco e taglio tasse

Pubblicato da fidest su martedì, 21 febbraio 2012

“Le parole del premier Monti sulla lotta all’evasione sono apprezzabili e condivisibili. Ci auguriamo solo che quell’aria di rinvio avvertita oggi nelle dichiarazioni del presidente del Consiglio sia semplicemente un’impressione”. Lo dice in una nota Antonio Borghesi, vice capogruppo dell’Italia dei valori alla camera.
“Rinviare una misura che tagli le tasse con i frutti della lotta all’evasione – aggiunge Borghesi – sarebbe un gravissimo errore. Se realmente, invece e con la necessaria solerzia, darà il via libera a tale norma, saremo i primi ad appoggiare il governo in questo percorso”.

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Spesa farmaceutica 2012, cresce la probabilità di taglio al tetto

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 gennaio 2012

Con le liberalizzazioni sta per allargarsi il numero delle farmacie convenzionate, ma rischia di farsi più piccola la torta rappresentata dalla spesa di fascia A. Si fa ormai quasi certezza, infatti, l’eventualità che le Regioni abbassino dal 13,3 al 12,1% il tetto della spesa farmaceutica territoriale di quest’anno. Era l’ipotesi messa sul tappeto per il 2013 dalla Manovra di luglio del governo Berlusconi, in alternativa al ripiano del 35% del deficit sulla spesa ospedaliera da parte dell’industria, ma le stime sulla spesa 2012 e i dati degli ultimi due anni stanno convincendo i governi regionali ad anticipare di dodici mesi il provvedimento.Certo al momento si tratta solo di voci, ma il pessimismo che si annusa tanto in Federfarma quanto tra le sigle dei distributori intermedi fa capire che non siamo al mero gossip: ufficialmente il tema non è ancora nell’agenda delle prossime conferenze dei governatori, ma di certo è nella cassetta con la scritta “in valutazione”.Tanto che nel sindacato titolari si stanno già facendo informalmente alcune valutazioni sul conto che le farmacie rischiano di pagare. Perché un abbassamento di 1,2 punti percentuali del tetto metterebbe immediatamente la spesa farmaceutica convenzionata in allarme rosso (rosso nel senso di deficit, ovviamente). Da cui due effetti a cascata: appesantimento della distribuzione diretta in quelle Regioni che usano il doppio canale per spostare fette di spesa e, l’anno prossimo, ripiano dello sfondamento (quasi certo) a carico delle farmacie convenzionate per una quota proporzionale al loro margine.Questo in un futuro eventuale e probabile. Intanto comunque le farmacie territoriali devono già fare i conti con un altro pay back: è quello relativo alla spesa 2010 sulla distribuzione diretta, che le Regioni insistono a voler addebitare non solo all’industria, ma anche a grossisti e presidi. Per questi ultimi due attori, il “conto” ammonterebbe a sei milioni di euro, da recuperare con una maggiorazione dello sconto Ssn di sei decimi di punto. E intanto si è in attesa dei dati sulla spesa 2011, dai quali potrebbe spuntare un nuovo deficit.(fonte farmacista33)

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La battaglia del debito pubblico

Pubblicato da fidest su giovedì, 8 dicembre 2011

I titoli di Stato, gli eurobond, la patrimoniale, l’effetto domino in Europa. E ancora, il rifinanziamento del debito, il pareggio di bilancio, il fondo salva-stati. Sono questi alcuni dei temi del libro di Sergio Piccioli, che spiega in modo semplice e chiaro cos’è il debito pubblico e perché rischiamo di finire come la Grecia.
Il Governo Monti ha appena approvato la manovra “salva Italia”, l’Eurozona è sotto osservazione, lo spread è finalmente in calo, mentre le agenzie di rating minacciano di declassare i paesi con la tripla A. Quali saranno le prossime mosse dell’Unione Europea per affrontare il problema dei debiti sovrani? La montagna enorme del debito pubblico – che quest’anno ha superato i 1.900 miliardi di euro – minaccia la nostra economia e rischia di dimezzare i risparmi di una vita: è l’incubo che viene dal passato ma che pesa sul nostro futuro e su quello dei nostri figli. Questo libro, di taglio divulgativo ma rigoroso, si rivolge a tutti coloro che vogliono saperne di più del debito e di come siamo arrivati a questo punto, fornendoci un quadro dei rischi che stiamo correndo e delle possibili soluzioni al problema, tra questioni nazionali ed europee, tra eurobond e patrimoniale.(Collana Saggi, Pagine 190, Prezzo 12,00)

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Una manovra da macelleria sociale

Pubblicato da fidest su venerdì, 15 luglio 2011

Primi! Campioni del mondo! Alè. Alè un corno. Siamo campioni del mondo per la tassazione. L’Italia, da domani, sarà il paese in cui si pagano più tasse nel mondo. E non è un punto d’onore. La manovra che oggi verrà approvata è un disastro. Pura macelleria sociale e costerà ad ogni famiglia circa mille euro in più all’anno. Berlusconi aveva promesso di diminuire le tasse. Mai bugia fu più grande. Hanno fatto l’esatto contrario. Il taglio del 20% di tutte le detrazioni significa semplicemente più tasse. Per non parlare dei ticket, dei blocchi del contratto del pubblico impiego, dei tagli su sanità e pensioni. Non voglio dilungarmi in una sorta di cahier de doleances, ma riflettere con voi. Hanno preso il machete ed hanno dato un colpo netto e lineare, di fatto senza scegliere. Non hanno colpito le sacche di spreco, di privilegio e non hanno dato un indirizzo politico e sociale. Il risultato è una pessima manovra, iniqua, che colpisce tutti, soprattutto il ceto medio-basso e non risolve i problemi italiani. E’ la sintesi perfetta di tutti gli errori commessi negli ultimi venti anni di politiche economiche dissennate, in cui non è mai stata tagliata la spesa pubblica. Tagliare la spesa, con un progetto organico e razionale, non significa diminuire i servizi ai cittadini, anzi, significa rimettere in equilibrio i conti e dare maggiori garanzie. Noi pensiamo che una ricetta ci sia e vada applicata: riunire i piccoli comuni, come ha fatto la Germania, eliminare le province, dimezzare i parlamentari, intervenire per razionalizzare la spesa sanitaria. Forse non tutti sanno che ogni comune in Italia ha 7 società partecipate. Significa che accorpando i comuni di poche migliaia di abitanti, ridurremmo la spesa pubblica di alcuni miliardi di euro. E’ anche inammissibile che molti comuni piccolissimi abbiano ospedali, spesso fatiscenti, quando sarebbe molto più utile costruire poli ospedalieri comprensoriali. Ma questo è solo uno degli esempi. Questo governo ha fatto macelleria sociale senza pensare alle conseguenze. L’opposizione ha scelto un atteggiamento responsabile, ha garantito l’approvazione in tempi certi, per mettere l’Italia al riparo degli assalti speculativi. Questo non significa in alcun modo che condividiamo l’impostazione della manovra tremontiana, com’è chiaro da quanto fin qui scritto. In ogni caso da lunedì inizia una nuova fase politica, che sarà comunque molto difficile perché questa manovra non mette definitivamente l’Italia al riparo della speculazione internazionale. Per questo dovremo lavorare per ridare credibilità al Paese, fattore essenziale sulla scena internazionale. Anche nel 1992 affrontammo un periodo simile. E ne uscimmo a testa alta. Solo che allora al governo c’era Ciampi, oggi c’è Berlusconi. E non possiamo più permettercelo. (Massimo Donadi)

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La manovra finanziaria del Governo

Pubblicato da fidest su martedì, 12 luglio 2011

Assomiglia sempre di più ad una soap opera – ha dichiarato il Segretario Nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – ognuno ha qualcosa da dire, da criticare, anche all’interno della stessa maggioranza, ma è difficile, forse impossibile, trovare qualcuno che la condivida. Le ipotesi che si stanno rincorrendo sul blocco della rivalutazione automatica delle pensioni, che fisserebbero a 2.400 euro lordi il taglio di ogni rivalutazione, sarebbero comunque fuori da ogni logica ed equità, per il semplice fatto che 2.400 euro lordi significa, in pratica, circa 1.900 euro netti, per i pensionati interessati. La verità vera – ha proseguito Fatuzzo – è che si tratta, in questo caso, di pensioni medie, sostanzialmente modeste, che, sopratutto in una grande città, peggio ancora se si deve pagare l’affitto, è una pensione appena sufficiente ad arrivare alla fine del mese, ed anche con molti sacrifici.Si può fare facile demagogia sulla pelle dei più poveri, si taglino veramente le pensioni d’oro, si incominci ad applicare i contributi di solidarietà, anche del 30-40%, su pensioni che raggiungono i 100mila euro l’anno e anche più. Si abbia il coraggio di colpire il grande capitale – ha rimarcato Fatuzzo – gli evasori, si cancellino le auto blu e si cominci ad utilizzare il taxi per le centinaia di migliaia e forse più di appartenenti alle varie “caste”, piccole e grandi, di cui è ricco il nostro Paese. Forse veramente si sta arrivando al limite della sopportazione: colpire sempre e comunque i pensionati, illudendosi di risolvere i problemi del Paese, oltre che ingenuo è anche accanimento inutile ed ingiusto. Si colpisce una categoria, come quella dei pensionati, che non ha forza per difendersi, che non può bloccare il Paese, che non può scioperare e, per età, acciacchi e malanni vari non è in grado di porre in essere quelle proteste eclatanti, a cui siamo abituati nella nostra bella Italia. Alla vigilia di ogni campagna elettorale in tanti fanno promesse – ha osservato Fatuzzo – e si ricordano soprattutto dei pensionati, il giorno dopo ce se ne dimentica ed alla prima occasione li si pone nel mirino di tagli e penalizzazioni. Continuare con queste incertezze quotidiane, con fibrillazioni continue ad ogni dichiarazione, ad ogni parola, fa male al Paese ed alla nostra economia – ha concluso Fatuzzo – e per evitare il peggio forse la soluzione meno drammatica sono lo scioglimento del Parlamento e nuove elezioni.

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Taglio incentivi rinnovabili

Pubblicato da fidest su mercoledì, 6 luglio 2011

Forza del Sud continua la sua campagna a sostegno delle energie rinnovabili – dichiara in una nota l’On. Marco Pugliese – non c’è e non ci sarà nessun taglio agli incentivi nella prossima manovra finanziaria. Tra l’altro il sole ed il vento sono risorse naturali per creare sviluppo ed occupazione soprattutto in una parte del Paese, quale il Sud. L’On. Pugliese continua dicendo – qualcuno ha provato a tagliare gli incentivi senza però rendersi conto che così facendo, molti Parlamentari avrebbero, di conseguenza, tagliato il Governo. Forza del Sud, partito fondato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè, si farà promotore di una serie di proposte da presentare al Governo per dare un equilibrio a un settore, quello della “green economy”, sempre più in espansione. Infatti, proprio nella giornata di domani il leader Gianfranco Miccichè parteciperà ad una tavola rotonda “ La via italiana alle rinnovabili – scenari di sviluppo dopo il Decreto” presso l’università LUISS Guido Carli, spiegando ai giovani studenti l’importanza di questo settore anche dopo la bocciatura referendaria del nucleare.

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Manovra, allarme Regioni: «Servizi a rischio»

Pubblicato da fidest su sabato, 2 luglio 2011

La Sanità italiana darà «sempre meno tutto a tutti gratis» e recita una parte di prima grandezza nella manovra di taglio della spesa pubblica approvata ieri dal Consiglio dei Ministri e che arriverà alla Camera tra il 25 e il 30 luglio. Lo sottolinea il Sole 24 Ore che preannuncia il probabile altolà dei governatori in vista dei tagli che, per le Regioni, non riguardano solo il fronte della spesa sanitaria dove è prevista una riduzione dei trasferimenti per la sanità che tra il 2013-2014 sarà almeno di 4 miliardi l’anno. Sempre sul fronte delle Regioni non mancano misure in ordine sparso come il riconoscimento alle Regioni di 70 milioni fin dal 2011 per gli accertamenti medico-legali per le assenze di malattia dei lavoratori dipendenti. Ma anche le maggiori tutele, nelle realtà sotto piano di rientro dal deficit, dalle sospensioni dei pignoramenti da parte dei creditori di asl e ospedali. O ancora come l’invito perentorio ai governatori di intervenire (per risparmiare) sui livelli di spesa per gli acquisti di prestazioni sanitarie dai privati accreditati. E poi la conferma delle regole stringenti della Finanziaria 2010 sui costi del personale: spese non superiori all’1,4% sul 2004, organici (anche a tempo) necessari, parametri standard per le strutture e il personale di vertice. Magari con eccezioni, se accolte: come quella, anticipata dal ministro Fazio, sulla possibile esenzione dal turn over per i primari nelle Regioni sotto piano di rientro dal debito. Della manovra si parlerà la settimana prossima in un incontro Governo-Regioni. Intanto, però, così si è espresso ieri Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni: «La manovra di bilancio è per noi molto preoccupante perché mette in discussione la sostenibilità dei servizi essenziali quali quelli sanitari. Quanto ai ticket, abbiamo già avuto modo di dimostrare che avrebbero un esito negativo sui servizi sanitari stessi, oltre che sui cittadini».(fonte farmacista33)

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Roma: nessun taglio alla cultura

Pubblicato da fidest su giovedì, 23 giugno 2011

“Non ci sono domande scomode sui fondi destinati alla cultura di Roma Capitale. Di scomodo c’è solo la realtà che il Pd inventa qualcosa che non esiste, facendo finta di non sapere che sulle manifestazioni culturali i fondi, che sembrano diversi, sono stati frutto di emendamenti d’Aula nel passaggio dello scorso bilancio al consiglio comunale e, soprattutto, che la cifra stanziata in Giunta è la stessa di quest’anno. I consiglieri del Pd non citano, caso strano, un milione e trecentomila euro in più destinati al Teatro di Roma per la stagione 2011-2012 del Teatro Valle, come dimenticano i due milioni in più stanziati per il Palaexpo. Fanno finta che ci sia una riduzione dei fondi per il Teatro dell’Opera, quando invece nel bilancio di previsione dello scorso anno furono stanziati 12 milioni di euro, che quest’anno diventano 15. Ribadisco: rispetto allo scorso anno nel bilancio di previsione per l’Opera sono stati inseriti 3 milioni di euro in più. Dunque, nessun taglio alle manifestazioni culturali e tanto meno a quelle nelle periferie che, ad esempio, per l’estate romana registrano il doppio degli eventi dello scorso anno. Quanto al cinema, è pronto il nuovo regolamento con incentivi per le produzioni cinematografiche che scelgono Roma. Tornando al Teatro Valle abbiamo approvato la delibera che consente il passaggio dal ministero a Roma Capitale e ne affida la gestione al Teatro di Roma, mantenendolo saldamente in mano pubblica. Grazie a questo passaggio, e al bando al quale stiamo lavorando, è certo che il Valle non chiuderà nemmeno un giorno. Rispetto ai teatri di cintura, anche qui sottolineo che non c’è nessuna programmazione a rischio, il finanziamento al Teatro di Roma che li gestisce è completo e stiamo lavorando sulla nuova forma di governance, che discuteremo insieme a Provincia e Regione. Ricordo anche che per il Teatro del Lido abbiamo messo in bilancio 500.000 euro necessari alla sua ristrutturazione e riapertura. Quanto al Macro,di cui a giorni ci sarà la nomina del nuovo direttore, il bilancio di previsione stanzia per la prima volta 2 milioni di euro mentre sulla convenzione del Palaexpo siamo convinti che il parternariato pubblico privato resterà invariato.
Chiarito tutto questo, ai consiglieri del Pd che hanno sollevato una inutile polemica mi rimane da dire solo: ritentate e sarete più fortunati”. Lo dichiara Dino Gasperini, assessore alle Politiche Culturali di Roma Capitale.

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Taglio fondo unico dello spettacolo

Pubblicato da fidest su venerdì, 11 marzo 2011

Roma. «L’ulteriore taglio per i finanziamenti del Fondo unico dello spettacolo (Fus) è realmente insostenibile per tutte le istituzioni culturali della nostra nazione a cominciare da quelle di Roma Capitale, l’Accademia di Santa Cecilia e il Teatro dell’Opera. Per questo chiedo l’intervento del presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, per garantire il reintegro dei finanziamenti per il Fus. Nei prossimi provvedimenti di natura finanziaria bisogna trovare le risorse necessarie per garantire il livello base per assicurare a tutte le fondazioni e gli istituti dello spettacolo la possibilità di riformarsi e migliorare la loro produttività. In questo contesto invito Bruno Cagli, presidente sovrintendente dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, a non rassegnare le dimissioni ma a lottare insieme a noi per ottenere finanziamenti adeguati al rilancio della storica accademia». Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Lazio: taglio trasporto pubblico

Pubblicato da fidest su venerdì, 11 marzo 2011

“La Regione Lazio non può tagliare 500 milioni di euro di fondi europei per il trasporto pubblico, sarebbe una scelta assurda in questo momento di crisi, sia per i cittadini che per i lavoratori, ci appelliamo alla Polverini e al Consiglio regionale -ha afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, partecipando alla conferenza stampa indetta da CGIL Lazio e FILT Lazio, con l’Osservatorio regionale trasporti-. Nei giorni scorsi il comitato di sorveglianza POR, nonostante le pesanti critiche espresse da diversi dei componenti del tavolo stesso tra i quali il Sindacato e la Legautonomie Lazio, ha deciso di tagliare circa 500 milioni di Euro dei fondi europei del Piano Operativo Regionale POR che nel 2008 aveva finanziato il piano per il ‘miglioramento della qualità e dell’efficienza del TPL, potenziamento della rete infrastrutturale e dei nodi di scambio’ per 590 milioni di Euro, dei quali 279 milioni di fondi FAS, 241 di fondi FESR e 70 di fondi regionali. In sostanza, spostando quasi tutte le risorse disponibili dall’asse 3 “accessibilità” ad altri assi del programma europeo, per gli investimenti sul trasporto rimangono solo 90,5 milioni. Tra gli investimenti, fondamentali per il trasporto pubblico del Lazio, che erano previsti nel piano si leggevano: l’acquisto di nuovi treni per 35 milioni e di nuovi bus per 49 milioni, il piano di sicurezza per le stazioni per 55 milioni, un programma per i nodi di scambio per 33,6 milioni e il parziale raddoppio della Roma-Viterbo per ben 326 milioni, oltre al potenziamento della ferrovia Campoleone-Aprilia per oltre 30 milioni, che rimarrebbe previsto. Una scelta inspiegabile, in parte legata alla decisione di utilizzare tutti i fondi FAS per il piano di rientro del debito sanitario, in parte ad alcune “difficoltà di attuazione” che in realtà si potrebbero superare se ci fosse la volontà. Servono investimenti in questa direzione, a partire da quelli dei fondi POR, per opere che garantirebbero anche lavoro e occupazione, favorendo l’uscita dalla crisi, molto più di generici fondi ‘a pioggia’ per l’innovazione delle imprese”.  Legambiente nell’occasione ricorda alcuni numeri del trasporto nel Lazio: negli ultimi dieci anni l’utilizzo del trasporto ferroviario è cresciuto moltissimo, i pendolari che viaggiano ogni giorno sulle ferrovie nel Lazio sono raddoppiati, passando da 187 mila a oltre 350 mila, ai quali si aggiungono i 200 mila delle ferrovie concesse. Numeri destinati a crescere ancora, secondo le stime di Legambiente, fino a 472mila passeggeri trasportati ogni giorno nel vicino 2015 sulle sole ferrovie regionali (con un incremento del 35%), che richiederanno almeno 40 nuovi treni, oltre a consistenti interventi di manutenzione sui 115 che circolano oggi ogni giorno e un assetto nuovo del nodo di Roma, con il quadrupicamento di alcune strozzature come quella di Campoleone ma anche completando finalmente l’anello ferroviario a nord tra la stazione Nomentana e Tor di Quinto, con la creazione di tre linee di attraversamento della città, aumentando la possibilità di interscambio nell’area urbana. Per il COTRAL i numeri sono ugualmente importanti, con 104 milioni di viaggiatori annui, e una forte esigenza di miglioramento del parco mezzi, delle fermate, delle informazioni delle 9.000 corse giornaliere dei 4.554 collegamenti/linee, con 81,5 milioni di vetture/km all’anno.

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Elezioni amministrative.Taglio amministratori

Pubblicato da fidest su giovedì, 3 marzo 2011

Saranno operative, a partire dalle prossime consultazioni amministrative, le nuove norme in materia di contenimento delle spese degli enti locali, sulla graduale riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori, comunali e provinciali. Le riduzioni apportate sono del 20%. Nei comuni con popolazione superiore a un milione di abitanti, i consiglieri comunali da 60 passeranno a 48, fatte salve per questo caso specifico le modifiche apportate in sede di conversione del D.L. 29 dicembre 2010, n. 225 (c.d. mille proroghe). Sono 1310 i comuni italiani che andranno al voto nelle elezioni amministrative del 2011, e tra questi, 11 le città che vantano una popolazione superiore a 100.00 abitanti: Milano, Napoli, Torino, Bologna, Trieste, Ravenna, Cagliari, Rimini, Salerno, Latina e Novara. Arezzo, Barletta e Catanzaro, appena sotto i 100.000. Sono 7, invece, i comuni con meno di 100 abitanti. Nei comuni con meno di 15 mila abitanti in cui si voterà con il sistema maggioritario a turno unico. Mentre nei 140 comuni con più di 15 mila abitanti si voterà con il sistema maggioritario a doppio turno. 26 i comuni capoluoghi di provincia in cui si voterà, tra cui sei capoluoghi di regione (Milano, Napoli, Torino, Bologna, Trieste e Cagliari). L’unica regione in cui non saranno indette elezioni amministrative sarà il Trentino Alto Adige, mentre in Valle d’Aosta si voterà nel solo Comune di Ayas. Si voterà anche per il rinnovo degli organi elettivi della regione Molise e di undici amministrazioni provinciali: Reggio Calabria, Ravenna, Trieste, Gorizia, Mantova, Pavia, Macerata, Campobasso, Vercelli, Lucca, Treviso. In una circolare del Ministero dell’Interno i dettagli sulle composizioni dei nuovi consigli e giunte, comunali e provinciali interessate al voto.

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Nascita nuovo polo socio-assistenziale

Pubblicato da fidest su lunedì, 31 gennaio 2011

Camburzano inaugurazione della nuova casa di riposo Sant’Eusebio, realizzata e gestita dalla società alessandrina Vivere per conto del gruppo Arkimedica. Accanto al primo cittadino Mario Leo Maffiotti e ai rappresentanti dell’amministrazione comunale, c’erano i sindaci della Valle Elvo, i direttori delle strutture socio-assistenziali del territorio, i rappresentanti del volontariato e dell’associazionismo. In prima fila, gli assessori provinciali Michele Mosca e Fausto Governato, il direttore sanitario dell’ASL 12 Luigi Savoia e il vescovo emerito di Biella, monsignor Massimo Giustetti, che ha impartito la solenne benedizione prima del taglio del nastro. Grande emozione tra gli anziani e gli operatori della struttura di via Vittorio Veneto, costata oltre 10 milioni di euro e in grado di ospitare 120 anziani, autosufficienti e non. La residenza, realizzata secondo criteri di modernità ed efficienza, è grande 6.700 metri quadrati e sorge su un’area di oltre 13.000 metri, in grado di ospitare un parco e un ampio parcheggio. Nell’edificio vi sono camere singole e doppie dotate di ogni comfort, e poi palestre, sale per l’animazione e per la fisioterapia. La struttura sorge accanto ad una vecchia chiesetta interamente ristrutturata, dedicata a sant’Eusebio e alla Madonna nera di Oropa. Dietro la nuova costruzione, sorge la vecchia casa di riposo, che la società Vivere ha in animo di ristrutturare. Per il momento, i posti letto disponibili godono tutti del convenzionamento Asl e le tariffe di degenza sono quelle previste dalla Regione. A chi non può usufruire della convenzione, in caso di situazioni di disagio, la direzione applica sconti consistenti sulla retta. Dunque un servizio a 5 stelle, ma con un occhio di riguardo ai bisogni dei deboli e alle difficoltà delle famiglie. (taglio del nastro, esterno)

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