Bruxelles 8 maggio 2012. La Tavola rotonda si terrà dalle 18.15 alle 20.30 presso il Parlamento “Comunicare l’Europa ai tempi della crisi. Il ruolo dell’informazione tra istituzioni e cittadini” è la Tavola rotonda che l’Ansa organizza a Bruxelles, in collaborazione con l’Ufficio d’Informazione in Italia e la Direzione Generale per la Comunicazione del Parlamento europeo. Il Presidente dell’Ansa Giulio Anselmi e il Direttore Luigi Contu apriranno la tavola rotonda, che vede la partecipazione del Ministro per gli Affari Europei Enzo Moavero Milanesi, dei vicepresidenti del Parlamento europeo Gianni Pittella e Roberta Angelilli, del vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, dell’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, del portavoce e direttore per i media Jaume Duch Guillot e dei rappresentanti delle delegazioni politiche del Parlamento europeo. europeo. (fonte: http://www.aiccre.it)
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Comunicare l’Europa ai tempi della crisi: tavola rotonda a Bruxelles
Pubblicato da fidest su domenica, 29 aprile 2012
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D.L. semplifica è legge
Pubblicato da fidest su giovedì, 5 aprile 2012
Dichiarazione Filippo Patroni Griffi ministro per la Pubblica amministrazione.”Esprimo soddisfazione per l’approvazione in via definitiva del decreto legge Semplifica Italia. La partita per quel che ci riguarda non è terminata. Anzi, adesso si aprono due ulteriori sfide. La prima è l’attuazione. E’ in dirittura d’arrivo l’accordo con le Regioni e gli Enti locali per dare seguito alla legge appena approvata. L’altra sfida è il disegno di legge che presenteremo al più presto”. A dichiararlo, oggi, il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Filippo Patroni Griffi. Continua il Ministro: “Il nuovo testo recepirà le istanze che sono state avanzate nel corso del dibattito parlamentare e che, per mancanza di tempo, non è stato possibile esaminare approfonditamente. In conclusione, le Semplificazioni sono un processo in moto: si tratta di tanti piccoli cambiamenti per cittadini e imprese che miglioreranno la vita degli italiani”.
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Esercito: Si opera incessantemente ad Herat
Pubblicato da fidest su mercoledì, 4 aprile 2012
Soldiers of the Sassari Brigade. Downloaded from the official homepage of the Italian Army. (Photo credit: Wikipedia)
Herat. Afghanistan Camp Arena, quasi 5mila chilometri dall’Italia, base del contingente italiano, 4.200 militari impegnati nella missione in questo Paese dilaniato da anni di combattimenti contro gli insurgents, e sottoposto ad operazioni coraggiose e delicate. La Brigata Garibaldi, guidata dal generale Luigi Chiapperini, appena subentrato al parigrado, generale Luciano Portolano, della Brigata Sassari, è impegnata in quest’area di RC West. Ad Herat inizia a far caldo.
Mentre si opera incessantemente, per portare avanti un lavoro, per questa terra fondamentale. Da una parte l’addestramento della polizia afghana, dall’altra le operazioni contro i terroristi, come quella compiuta nella notte tra l’1 e il 2 aprile, dalle Forze speciali: la Task Force 45 è entrata in azione.
Ha sequestrato esplosivo, numerose armi e munizioni e arrestato alcuni insurgents, rinchiusi poi nel carcere di Herat. Fondamentale il lavoro di questi uomini, specializzati in tali azioni. A Camp Arena sono le 19 mentre scriviamo. Vi sono centinaia di soldati in attesa della cena, che si svolge all’interno della mensa della base militare. Il lavoro quotidiano, portato avanti con pazienza, sacrificio ed entusiasmo per oggi è finito, almeno per la maggior parte di loro. C’è chi si connette a internet, per parlare con le famiglie, chi legge, chi si intrattiene in uno dei bar della base. Il tempo si passa anche così, perché in questa piccola cittadina militare si cerca di passarli questi lunghi mesi lontani da casa. Mentre le famiglie da lontano attendono il ritorno dei propri cari. Dall’Italia si pensa che la missione debba volgere al termine, che i militari debbano tornare a casa, ma per chi non è mai stato qui è difficile capire quanto, invece, sia importante la presenza del nostro contingente……. continua http://www.cybernaua.it
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L’Università italiana al tempo di Facebook
Pubblicato da fidest su mercoledì, 15 febbraio 2012
Dalla ricerca condotta da Universita.it sulla presenza degli atenei italiani sul famoso social network emerge che a dominare sul web sono le Università del Nord Nell’era di internet, facebook, il social network più diffuso al giorno d’oggi, diventa il termometro di gradimento delle Università Italiane. Per questo Universita.it, il quotidiano online d’informazione universitaria, da sempre molto attento alle trasformazioni della società, ha messo a confronto gli atenei d’Italia, per verificarne la capacità di interagire con i propri studenti attraverso l’uso dei nuovi strumenti di condivisione del web. L’analisi svolta dai ricercatori del quotidiano on line, che prende spunto da un precedente studio svolto nel 2010, da Fabio Giglietto del Dipartimento di Studi della Comunicazione dell’Università di Urbino, sul rapporto tra atenei e social network, emerge che al 31 gennaio 2012 il 66 % delle università italiane hanno una pagina facebook. Ordinando gli atenei per il solo numero di fan a registrare la più alta quantità di “like” sono prevalentemente le Università delle regioni del Nord Italia, infatti tra le top 15, ovvero quelli con maggior numero di iscritti, 8 provengono dalla Toscana in su. Assenti gli istituti superiori della Capitale e del Centro Italia, ad esclusione di quello di Pisa che si trova al sesto posto. A dominare la classifica è l’Università degli studi di Torino con ben 19.066 fan. Segue l’Università degli studi di Padova con 17.714 fan e l’Università di Milano che ne registra 14.225. Inoltre Il 64% dei top 25, registra una presenza anche sulla piattaforma Twitter. Fra questi spiccano l’Università di Padova, il Politecnico di Milano, Politecnico di Torino con un numero di followers superiore a 2.500.
Grandi università come Napoli, Roma, Bologna hanno invece partecipazioni e adesioni molto basse sui propri profili facebook pur essendo atenei che da anni registrano un’elevata popolazione studentesca.
Non hanno una fanpage le università di Cagliari, Messina, (presenti sul social con un “profilo persona”) Genova, Bari e Ferrara, mentre l’Università degli studi di Firenze è presente sul social con una pagina non ufficiale creata e aggiornata spontaneamente da un gruppo di studenti. Curiosi i dati che emergono dall’analisi che vede gli atenei classificati in base al rapporto tra numero di studenti iscritti e i link ricevuti sulla propria fanpage. Secondo questa classificazione a emergere sono gli istituti di dimensioni minori come l’Università per stranieri di Perugia, la IUV di Venezia e la Kore di Enna. L’analisi, oltre a evidenziare chi fra gli atenei italiani è presente nel web con una propria pagina facebook, mostra anche chi negli ultimi due anni ha scelto di investire nella famosa rete sociale. L’Università di Trieste ne è un esempio, che da solo 9 utenti del 2010 oggi ne conta circa 2608 o quella della Basilicata che da 196 è passata ad averne 2452. Un dato significativo che mostra l’importanza di comunicare con gli studenti attraverso uno strumento che ormai appartiene alla loro quotidianità.
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Mediazione civile: buon avvio
Pubblicato da fidest su martedì, 3 gennaio 2012
Giovanni Pecoraro, presidente dell’associazione nazionale per l’arbitrato e la conciliazione (ANPAR), in merito all’intervista rilasciata dal ministro di giustizia, Paola Severino sul Corriere della Sera di fine anno, nel confermare fiducia e appoggio per l’allargamento ad altre materie dell’obbligatorietà del tentativo di conciliazione e del suo suo impegno a favore dell’arbitrato obbligatorio, che evitano l’intasamento dei tribunali con causa dai tempi lunghi, dagli effetti disastrosi e dagli alti costi, manifesta perplessità per le sconsiderate affermazioni apparse su qualche organo di informazione in merito alla mediazione, che hanno tutta l’intenzione di tirare per la giacca il ministro Severino, affinchè non rafforzi oltre i metodi di A.D.R. (Alternative Dispute Resolution). C’è qualcuno che, ancora non sa quello che dice, affermando che le cifre della mediazione sono aride e che i numeri ingannano perchè buon parte della mediazione obbligatoria è un fallimento. Un fallimento c’è ed è per quegli avvocati che hanno dato ascolto alle chiacchiere piuttosto che ai fatti. I fatti dicono una sola cosa confermata dal Ministro, ci sono stati 36.000 avvii di procedura di mediazione in meno di nove mesi, come avvio non è male, considerato che molti mediazioni non sono giunte sul tavolo degli organismi perchè le controparti sono stete consigliate a “non aderire” per iniziare una causa. Aspettiamo le determinazione dei magistrati chiamati a giudicare su queste “mancate adesioni” “consigliate da consulenti senza scrupoli e senza etica professionale. Si può anche essere non d’accordo su una legge ma se c’&egra! ve; deve essere fatta rispettare. A noi, tanto per essere chiari, dice Pecoraro, risultano numeri diversi da quelli divulgati dall’O.U.A. (organismo “politico” dell’avvocatura) E’ chiesto al ministro Paola Severino, che bene conosce la categoria di appartenenza, di impegnarsi contro la corruzione. Ma chi sono i corrotti? Chi sono gli evasori fiscali? Da quanto mi risulta la mediazione civile e i sistemi A.D.R. in generale sono una sana medicina per combattere il cancro dell’evasione e della corruzione.
Pecoraro chiede al Ministro di verificare da dove provengono questi ” pseudo fallimenti”? Secondo me il grosso delle mancate adesioni provengono da alcuni ordini provinciale dell’avvocatura e dalla mancata partecipazione di moltissime istituzioni pubbliche chiamate a conciliare, dove forte è la presenza di uffici legali, che vorrebbero continuare a mantenere quei margini di “accordi” interpersonali, spesso corruttivi, piuttosto che risolvere la controversia con un mediatore altamente professionalizzato ed imparziale. Questi sì che sono comportamenti che il Ministro, in questi tempi di sacrifici, ha da tener presente. Da tempo afferma Pecoraro, ho chiesto al Ministero di Giustizia, l’istituzione di una commissione mista – senza oneri aggiuntivi per lo Stato – che verifichi e controlli l’operato degli organismi di mediazione pubblici e privati e di rendere pubblici i “flussi statistici” che mensilmente vengono inviati al ministero distinti per organismi e zone di provenienze. Scopriremmo belle sorprese in proposito. Non è forse vero che il 90% delle mediazioni “fallite” provengono da alcuni degli organismi “iscritti a semplice domanda” nel registro? Questa sì che è una norma anticostituzionale. Per quale motivo gli ordini professionali degli avvocati possono costituirsi in organismi senza essere sottoposti al vaglio ed al controllo del Ministero? Belle parole quelle sulla Costituzione: “salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”, ma di chi? Dei cittadini? NO! Sono solo diritti e libertà di chi vuol mantenere le proprie specifiche posizioni di privilegio, acquisite nel corso degli anni a sfavore di quei cittadini che al 99 per cento sono pienamente soddisfatti del nuovo ist! ituto giuridico della mediazione, lo dimostra il fatto che nei tanti incontri avvenuti le sale sono sempre stracolme di persone e fra queste sono sempre di più quelle che si rivolgono direttamente agli organismi piuttosto che affidarsi a consulenti pre-mediazione. Dai faccia a faccia a distanza l’O.U. A. ne esce sempre sconfitta. C’è un solo soggetto che si è data la patente di “medio-conciliatore”, che dopo anni di ordinaria follia cerca di mantenere a tutti i costi privilegi personali, che forse, hanno contribuito “unitamente a i suoi “amici di merenda” all’attuale crisi economica perchè hanno ignorato da sempre le esigenze dei cittadini,lavoratori, famiglia ed imprese. E’ forse Etica con la E maiuscola quella di invitare il Governo a privilegiare gli interessi di pochi, dove a capo, c’è chi intende fare tutto di testa sua allontanando dalle istituzioni e dai cittadini la democrazia e l’equità? Questo Governo presieduto dal prof. Monti e quelli che l’hanno preceduto l’Etica con la E maiuscola sanno bene qual’è e sanno bene anche che non è possibile chiedere sacrifici ai cittadini, privilegiando pochi a sfavore di tanti.
La verità è che chi si è servito da tempo di professionalità per creare una lobby è oggi in grossissime difficoltà e questo – purtroppo per qualcuno – l’hanno capito tutti.
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L’Italia è finita in lacrime: ora è tempo di agire
Pubblicato da fidest su lunedì, 5 dicembre 2011
Nelle lacrime in presa diretta del ministro Elsa Fornero in queste lacrime si manifesta tutto il fallimento italiano.
Cosa dire invece, delle decine e decine di anni di politica all’italiana e di politici italiani che hanno goduto di privilegi inauditi ma consentendo comunque alla corruzione ed alle mafie di massacrare un paese, che era una vera potenza economica mondiale, per ridurlo al difficile ruolo di capro espiatorio di tutti i mali globali e delle follie violente anti-globalizzaizone? Ma la verità è che il debito pubblico italiano è colpa della politica italiana, è frutto della idiozia dei politici italiani, e non è invece colpa dell’Europa e nemmeno della globalizzazione. La casta politica che avrebbe dovuto servire e difendere il paese da ogni prevedibile attacco, sia interno che esterno, non lo ha fatto e non lo ha fatto di proposito. Da questo momento in poi, si può con assoluta serenità affermare che l’italia non è più una nazione, ma rappresenta solo un inutile fardello, un pesante fardello intriso di corruzione e di mafiosità, un fardello che altri difendono solo per difendere se stessi, un fardello che pesa troppo sul capo di quegli innocenti che non amano la corruzione ed odiano le mafie.
Con buona pace di chi non lo ha ancora capito e non lo vuole capire. Con buona pace di chi urla di voler difendere in tribunale stili di vita indifendibili e causa certa del fallimento della credibilità e del buon nome di un intero paese. Ma l’italia è finita, anche senza il loro inutile assenso. Occorre però andare oltre questo fallimento, oltre questa sconfitta, bisogna spogliarsi della zavorra e volare alto. Occorre distaccare quei territori che non sono ancora intrisi di corruzione e di mafiosità in modo irrecuperabile e bisogna immediatamente portarli in luogo sicuro, in territorio amico, nel fraterno abbraccio di una riconciliazione dei popoli del nord, dei popoli ticinesi e insubri. Ma bisogna fare in fretta, poiché la corruzione e l’usura mafiosa è stata aizzata contro quei territori ad arte, in modo da diffondere e propagandare l’impressione che l’talia sia tutta mafiosa e tutta corrotta e quindi tutta irrecuperabile.
Bisogna farlo ora e bisogna farlo bene. Occorre avviare una battaglia senza frontiere per difendere la libertà di quei popoli e di quei territori che dicono NO alla corruzione e dicono NO alla mafia. Un battaglia di libertà, una battaglia di civiltà, una battaglia di diritto giuridica e naturale, ma una battaglia. Basta cospargersi il capo di incenso e cercare insensatamente un capro espiatorio che si accolli tutto il male di tutti i mali che affondano i loro artigli nelle carni non italiane, ma incatenate e rese schiave italiane. Ora o mai più. (Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino)
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Attraverso il tempo
Pubblicato da fidest su venerdì, 24 giugno 2011
Roma dal 30 giugno al 2 luglio presso lo spazio espositivo della Creative Room (Via Tommaso Campanella 36) vernissage giovedì 30 giugno, ore 18.30 – 20.00 ed esposizione dell’istallazione “partecipata” Attraverso il tempo – quattro passi nella
Storia del Quartiere (Prati – Borgo – Delle Vittorie – Trionfale). Un modo per valorizzare, promuovere e ove necessario, far scoprire le emergenze storico architettonico culturali di uno storico quartiere romano. Attraverso il tempo è il progetto promosso dall’Associazione Culturale Bell’Italia 88, in collaborazione con il XVII Municipio, con il patrocinio di Roma Capitale. “Attraverso il tempo” ha proposto nei mesi di maggio e giugno 2011 un ciclo di visite guidate, nel corso delle quali sono state raccolte foto, testimonianze e video della storia del municipio diciassettesimo. Parallelamente al ciclo di visite guidate, è nata l’istallazione, curata dall’architetto Emanuela Bonella, come frutto di un’esperienza condivisa: un reciproco scambio tra lo storico dell’arte che illustra l’itinerario architettonico-urbanistico, il pubblico-abitante che diventa a sua volta narratore raccontando la propria personale esperienza e visione all’autore dell’opera. L’istallazione può infatti definirsi “partecipata” poiché in essa confluiscono contributi e materiali prodotti dagli stessi abitanti nel corso delle visite guidate sul territorio: sguardi, ricordi, testimonianze di chi vive le trasformazioni caratteristiche di quei luoghi familiari eppure mai del tutto conosciuti. L’istallazione diventa così un punto di arrivo ma anche di ri-partenza con una nuova consapevolezza che nasce da una pluralità di sguardi e di voci che evocano il passato e offrono spunti futuri. I materiali autoprodotti dagli abitanti sono stati raccolti durante le visite guidate e attraverso i nuovi strumenti del comunicare contemporaneo: un profilo facebook attraverso cui creare una finestra sugli eventi in corso e un’agorà per la discussione e la condivisione di foto, video e audio. Contemporaneamente, una personale ricerca dell’autore dell’istallazione, Emanuela Bonella, intesse altre visioni, suoni e voci catturate nella propria “esplorazione” del territorio.
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“La terra sospesa nel tempo”
Pubblicato da fidest su giovedì, 26 maggio 2011
Roma 27 maggio ore 18:30 (e fino al 6 giugno) Via dell’Arco di San Calisto, 40 (Trastevere) Atelier degli Artisti Foto di: Daniele Bellucci, Francesco Fadda, Leonardo Guetti reportage dal Nord del Laos. Distanti dalle comuni rotte turistiche, se si eccettua la breve parentesi di Luang Prabang, l’antica capitale, centro della spiritualità buddista più autentica, sono entrati in contatto con alcune delle minoranze etniche più caratteristiche e lontane dalla cosiddetta “civiltà”, realizzando un reportage sulla vita nei villaggi e sulle quotidiane attività della popolazione quali il lavoro e la scuola fissando sulla memoria (digitale) una vitalità e una joie de vivre. E’ l’avventura di 3 amici fotografi, con almeno due passioni in comune: il viaggio, inteso come esplorazione fisica dei luoghi e ricerca umana interiore e la fotografia come sintesi delle esperienze visive ed emozionali vissute. Caratterialmente molto diversi uno dall’altro hanno profuso le loro energie in un viaggio di appena due settimane percorrendo in macchina, in barca e a piedi il nord del Laos alla scoperta di uno degli ultimi luoghi (in)contaminati dell’Asia.
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Il tempo dell’infinito
Pubblicato da fidest su venerdì, 6 maggio 2011
Pisa Centro Arte Moderna Lungarno Mediceo n.26, Vernissage: Sabato 7 maggio ore 18 Mostra Personale di Pittura di Fabio Mordeglia dal 7 al 18 maggio 2011 Orari di apertura: martedì-sabato ore 10,00-12,30 / 16,30-19,30; chiuso lunedì e festivi; sabato e domenica su appuntamento Ingresso libero La ricercata pittura materica di Fabio Mordeglia approda in Toscana a partire dal 7 maggio, giorno in cui sarà inaugurata la personale dell’artista albisolese nella suggestione monumentale del centro storico di Pisa. Ventidue opere di Mordeglia saranno esposte al Centro Arte Moderna in un affascinante percorso di allestimento, che metterà in luce i tratti salienti e le peculiarità dell’autore ligure evidenziandone la sfera percettiva: la materia e il colore sanno i protagonisti indiscussi di questa mostra. Le contrapposizioni tonali, su cui sono impostate le opere di Mordeglia, conferiscono, infatti, particolare risalto agli aspetti cromatici della pittura, valori visivi sorretti da un tessuto d’inconsce astrazioni ed enigmatiche sintesi intellettuali. Ma non lasciatevi ingannare dalla semplicità con cui Fabio Mordeglia dipinge. L’essenzialità non è altro che il vessillo di uno spirito ben più complesso di ciò che immaginiamo, uno spirito che abbraccia una personalità poliedrica libera da schemi e condizionamenti culturali e sociali. La mostra è visitabile fino al 18 maggio.
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Progettare il tempo e gli spazi
Pubblicato da fidest su martedì, 8 febbraio 2011
Torino 10 febbraio 2011, dalle 9 alle 17, presso il Circolo dei lettori (Via Bogino 9) la Provincia di Torino ha organizzato il convegno “Progettare il Tempo e gli Spazi. Strategie, opportunità e idee per il territorio”. L’iniziativa intende promuovere le nuove opportunità di finanziamento e stimolare la progettazione degli amministratori finalizzata ad armonizzare tempi e orari delle città.
Protagonisti della giornata molti comuni della Provincia che recentemente o in passato hanno progettato in questo ambito. Introdotti dalle Assessore Mariagiuseppina Puglisi – Politiche Attive di Cittadinanza, Diritti Sociali e Parità Provincia di Torino e Marta Levi – Decentramento e ai Tempi e Orari della Città si alterneranno nel corso della giornata i comuni di Avigliana, Carmagnola, Grugliasco, Nichelino, Rivalta, Settimo, Torino, Venaria. La riflessione teorica sarà proposta dall’esperta Carmen Belloni – Professore di Sociologia dei Processi Culturali Università di Torino mentre l’intervento della Regione Piemonte proporrà un aggiornamento sulle opportunità di finanziamento.
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Il Tempo di Gaia
Pubblicato da fidest su domenica, 7 novembre 2010
Milano 9 novembre 2010 dalle ore 19.00 Corso Sempione 68 – 2 piano Emi Music Italy rinfresco di Cammina della Dolci Milano Il Tempo di Gaia intende risvegliare, in ogni donna, la potente energia creatrice e generatrice della trasformazione. Un’energia che insegna a trasformare il proprio punto di vista in una prospettiva più ampia ed evolutiva. Il progetto si articola in un percorso di crescita personale costituito da seminari e attività di consulenza individuale, attraverso gli strumenti del Counseling a Pratica Psicodinamica™ e del Coaching del Cuore. Gaia propone inoltre Sorelle del Disordine, la nostra comunity virtuale, e una serie di eventi formativi a tema, quali Afrodite in cucina e Sante, Regine e Streghe. Obiettivo del Tempo di Gaia è riconoscere chi siamo e qual è il nostro compito di vita. Scoprire la nostra mission comporta, anche, la scoperta dei talenti e della forza creativa propria dell’energia del femminile. Nella consapevolezza e nella gioia. http://www.iltempodigaia.com
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Angelo Sagnelli: La luce è il tempo
Pubblicato da fidest su lunedì, 25 ottobre 2010
Roma 28 ottobre, ore 18.00, presso l’Auditorium di Mecenate (Largo Leopardi, zona Via Merulana -) si terrà un incontro dal titolo “Angelo Sagnelli. La luce è il tempo”, organizzato dal Circolo dei Poeti a cura di Sandrino Aquilani. All’evento interverrà Luca Morricone, direttore di «línfera», insieme a Ennio Calabria, Franco Ferrarotti, Stefania Lubrani e Plinio Perilli. Durante la serata inoltre sarà distribuito il num. 9 di «línfera».
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Albrecht Durer: Il teschio al tempo di Durer
Pubblicato da fidest su mercoledì, 20 ottobre 2010
Milano fino al 20/11/2010 via S. Cecilia, 2 –Valeria Bella Stampe Al primo apparire nelle gallerie e nelle mostre d’arte del celebre teschio di Damien Hirst forse siamo rimasti un po’ perplessi, ma il continuo ripetersi di questo simbolo (oggi svuotato del significato originario e usato per esorcizzare la morte) non stupisce piu’. Cosi’ e’ possibile vedere un teschio troneggiare nel soggiorno del vip piu’ attento e, al di fuori del mondo dell’arte, al collo delle piu’ belle e giovani celebrities, sui muscoli tatuati dei rocker, sui diari e sulle t-shirt dei teenagers, dipinto sulle tazze della colazione, ornare jeans, biancheria intima, sciarpe di seta o anelli preziosi.
Ma l’iconografia del teschio ha radici piu’ antiche, e facilmente si trova in opere del XV e XVI secolo con ben altro significato. Ad esempio quello del teschio che campeggia sulla copertina del catalogo che Valeria Bella Stampe dedica alle incisioni di maestri antichi e moderni, e che sarà in mostra a partire dal 19 ottobre! Si tratta di un capolavoro dell’arte grafica di Albrecht Dürer, intitolato Stemma con teschio per l’appunto. Catalogo illustrato disponibile a richiesta in galleria: 50 stampe antiche e moderne.
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Consorzi Bonifica: tempo di scelte
Pubblicato da fidest su giovedì, 14 ottobre 2010
“Il vero tema in gioco è la competitività del territorio siciliano, perché da un’agricoltura efficiente dipende non solo il reddito degli operatori del settore, ma anche la sicurezza idrogeologica e quindi lo sviluppo del turismo e di qualsiasi attività economica”. Ad affermarlo è Massimo Gargano, Presidente A.N.B.I., intervenuto ad un seminario sul futuro dei Consorzi di bonifica, tenutosi a Catania per iniziativa di Regione Siciliana e C.S.E.I. . “Non è infatti pensabile che sia la carenza irrigua a frenare lo sviluppo del settore primario. Bisogna uscire dal black out nel quale si trovano i Consorzi di bonifica siciliani, enti gravemente indebitati e con organici sovradimensionati, commissariati da 15 anni. Ora c’è la volontà di voltare pagina con una nuova Legge Regionale di settore e di questo rendo merito all’Amministrazione Siciliana, offrendo la piena disponibilità dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni al confronto. Bisogna, però, coinvolgere le Organizzazioni Professionali Agricole nel disegno della rinnovata Bonifica isolana, che deve rifarsi a quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 2008, che ha traghettato i Consorzi nel terzo millennio. Questo è il problema di fondo oggi – aggiunge – la nuova Legge siciliana dovrà assumere, così come già accaduto in altre Regioni, il moderno concetto di Bonifica polifunzionale, che si occupa di gestione e distribuzione delle acque ad uso agricolo, di salvaguardia idrogeologica, di tutela dell’ambiente fino anche alla salubrità alimentare. Da questa impostazione deriverà il nuovo assetto territoriale dei Consorzi, alla cui base dovrà esserci l’unità idrografica omogenea in adesione alle normative europee, al cui principio di sussidiarietà si rifà l’autogoverno, fondamento degli enti di Bonifica italiani, così come al federalismo cooperativo deve rivolgersi un rinnovato rapporto con gli enti locali. Occorre individuare subito soluzioni amministrative – conclude il Presidente A.N.B.I. – cui far seguire un ampio confronto, in cui coinvolgere tutti soggetti interessati ai nuovi compiti ed ambiti della Bonifica.” Immediata la replica del Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, che coglie le sollecitazioni A.N.B.I. e lancia un’ “agenda” per la riforma del settore Bonifica: rilancio dei Consorzi, valorizzandone e razionalizzandone le professionalità; individuazione dell’unità idrografica omogenea come base per la riorganizzazione degli ambiti territoriali consortili; ritorno all’autogoverno degli enti di bonifica.
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Il tempo ritrovato tra forma e colore
Pubblicato da fidest su lunedì, 27 settembre 2010
Genova Lomellino – Ermione 30 settembre – 30 ottobre 2010 Arte contemporanea Via Garibaldi, 7. Con “Il tempo ritrovato tra forma e colore” Rino Valido, dopo l’ultima mostra di Parigi, torna ad esporre a Genova nella galleria “Lomellino-Ermione artecontemporanea”, con una nuova suggestiva “doppia” personale, accolta nelle sale dello spazio genovese nell’ambito della rassegna “Genova Start”.
Durante l’inaugurazione della la mostra, verrà presentato il volume d’arte dal titolo: “Pittura come colore” Le Mani – Microart’s Edizioni, che rivela il percorso creativo di Rino Valido, pittore e art designer; testi di Luciano Caprile, Dino Carlesi e Gérard Xuriguera. L’artista da tempo è inscritto nell’area della pittura informale e si è rivelato per i dipinti dai colori vivaci, strettamente legati agli studi grafici e alla sua esperienza di “cromista”.
Il giorno 7 Ottobre 2010, l’artista presenterà il secondo nuovo evento proponendo al pubblico un progetto concepito appositamente per l’esposizione genovese. Trenta opere di grandi e
medie dimensioni, per la maggior parte presentate negli appartamenti di Palazzo Lomellino, che entrano in dialogo con gli affreschi eseguiti nella prima metà del XVII secolo da Bernardo Strozzi e tornati a luccicare per il 2004 in seguito ad un accurato restauro”. La mostra è accompagnata da un nutrito catalogo, il cui apparato iconografico offre un panorama esauriente dell’attività creativa di Rino Valido. Il testo di Luciano Caprile inquadra in maniera ampia l’aspetto artistico di tutto l’excursus pittorico di Valido.
Rino Valido, nato a Varazze nel 1947, inizia il suo percorso artistico negli anni Settanta affiancandolo all’attività di graphic designer per conto di importanti aziende di Stato, istituti di credito ed enti pubblici. Il suo interesse per il colore e per le forme lo porta alla pittura.
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