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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Ricciardi: medicina del territorio, ultimi in Europa

Pubblicato da fidest su martedì, 11 settembre 2012

Siamo ultimi in Europa e anche con un bel distacco. Il grido di allarme è stato lanciato da Walter Ricciardi, della European public health association, e si riferisce alle organizzazioni complesse h 24 della medicina del territorio contenute nel Decreto Balduzzi. «In Gran Bretagna per esempio ormai da molti anni i general practitioner sono organizzati in gruppi che hanno un loro budget, che utilizzano per pagare il personale e acquistare materiale per allestire piccole sale operatorie o altro». Certo si tratta di esperienze che richiedono risorse: «Non si tratta solo di essere coinquilini» continua Riccia rdi. «I medici devono avere a disposizione delle risorse per gli strumenti e per il personale, altrimenti non riusciranno ad alleggerire i compiti del Pronto Soccorso, che è uno degli obiettivi della riforma». Sull’assenza di risorse è d’accordo anche Claudio Cricelli, presidente Simg, intervenuto nel dibattito: «In paesi come Portogallo, Spagna, Svezia e Norvegia, dove i medici dipendono dallo Stato, c’è comunque una forma di aggregazione. Dove invece possiamo essere innovativi è nella collaborazione con i medici specialisti, che è molto meno diffusa, e nel fatto che le aggregazioni da noi garantiscono che un medico di famiglia sia sempre disponibile, anche quando gli altri sono fuori magari per delle visite. Ma il nuovo sistema è molto di più che una semplice unione: i medici sono chiamati a definire degli obiettivi in relazione alla popolazione che devono seguire e alle patologie pre valenti. Si tratta di un’organizzazione complessa che da noi non era mai stata fatta a parte in alcune sperimentazioni. Serviranno risorse e penso che si potrà andare a regime nel 2015-2016, anche se entro un anno qualcosa inzierà a muoversi».

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Consorzi e pubblica amministrazione

Pubblicato da fidest su sabato, 19 maggio 2012

Italiano: Po di Goro, ramo meridionale del Po ...

Italiano: Po di Goro, ramo meridionale del Po che delimita il comune di Ariano nel Polesine e la Regione Veneto dal comune di Mesola e la Regione Emilia-Romagna. Lavori di manutenzione sul letto del fiume ad opera di una draga. (Photo credit: Wikipedia)

“Nella Pubblica Amministrazione si registrano differenze di tempestività se si tiene presente il ritardo dell’avvio del Piano Irriguo Nazionale nelle regioni meridionali del Paese rispetto al Nord”: lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), intervenendo a Castel Bolognese, nel ravennate, all’inaugurazione del nuovo impianto di distribuzione plurima (usi irriguo e potabile) delle acque del C.E.R., realizzato dal Consorzio di bonifica Romagna Occidentale, dove, viceversa, prende atto di efficienza e tempestività.
“Il rapporto con la Regione Emilia Romagna è – prosegue Gargano – un esempio, utile al territorio, di proficua valorizzazione delle sinergie istituzionali e dell’attività dei consorzi di bonifica; così come nell’applicazione del sistema irriguo “intelligente” Irriframe, i nuovi orizzonti di collaborazione, che si stanno aprendo per la manutenzione dei territori montani, pongono la Regione Emilia Romagna, come punto di riferimento a livello nazionale per il mondo della Bonifica. La Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, che vivrà questo week-end il suo momento finale – conclude il Presidente A.N.B.I. – presenta quest’anno una grande novità: lo stretto rapporto fra consorzi di bonifica e sindaci, entrambi quotidiani “sportelli” per i cittadini. Forte di questa rinsaldata collaborazione con A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani), incontreremo il Ministro dell’Ambiente, Clini, per chiedere l’attenzione dovuta e le risorse, che sono ferme, per il Piano di Mitigazione del Rischio Idrogeologico, da noi redatto a partire dalle esigenze espresse da un territorio, la cui valorizzazione (turistica, agroalimentare, artistica…) non può che essere il perno della tanto auspicata crescita dell’Italia. I consorzi di bonifica, per le loro competenze, offrono risposte concrete a pre-requisiti per qualsiasi ipotesi di sviluppo: la sicurezza dalle acque e la loro disponibilità, oltre che la sensibile riduzione del rischio frane.”

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Umbria: valorizzazione del territorio

Pubblicato da fidest su venerdì, 11 maggio 2012

Grazie alla lungimiranza della Giunta Regionale dell’Umbria è partita una fase nuova dopo una stagione di incomprensioni con il mondo della Bonifica”. Lo afferma Massimo Gargano, Presidente A.N.B.I. (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni), intervenuto a Spoleto alla presentazione del Piano di Bonifica dell’ente consortile della Bonificazione Umbra che, con l’occasione, ha anche celebrato il ritorno nella sede storica di Palazzo Leti Sansi. “Dopo l’attuale, difficile congiuntura saremo chiamati a ripensare il nostro modello di sviluppo – prosegue Gargano – ed il “sistema Italia” non potrà che puntare sulla promozione del proprio territorio, fatto di valori inclonabili, quali arte, storia, eccellenze agroalimentari; in questo, l’Umbria è un giacimento straordinario, per la cui valorizzazione, i consorzi di bonifica presentano soluzioni d’avanguardia nell’interesse collettivo. Così come importante potrà essere la loro azione nella rinnovata P.A.C. (Politica Agricola Comune) che, ancorchè modificata, riserverà comunque rilievo ad una gestione sostenibile delle risorse naturali a partire dall’acqua. Infine c’è il capitolo, legato ai cambiamenti climatici ormai evidenti. La prossima estate saremo costretti a “navigare a vista” per quanto riguarda le disponibilità idriche, essendo privi di riserve nevose sulle montagne del Nord ed affidandoci quindi ai soli eventi meteorologici. E’ una situazione ormai ricorrente, cui i consorzi di bonifica dimostrano di saper dare risposte in termini di innovazione tecnologica, come Irriframe per l’ottimizzazione d’uso della risorsa idrica. Per tutto questo – conclude il Presidente A.N.B.I. – i consorzi di bonifica saranno importanti nel futuro, come lo sono stati finora nella storia del Paese.>

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Rieti: realtà sociali del territorio

Pubblicato da fidest su lunedì, 23 aprile 2012

L’assessore alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, Aldo Forte, ha visitato alcune strutture di eccellenza nell’ambito dell’assistenza ai disabili della città di Rieti. Un tour iniziato presso il Centro diurno della Cooperativa Nemo, dove ha incontrato anche le famiglie, i giovani e gli operatori delle associazioni Special Olympics Rieti, Sport Terapia e RiaH. “Purtroppo – ha spiegato Forte – in passato la spesa sociale è stata sbilanciata su pochi bisogni. Ciò ha determinato che nel Lazio solo il 6 per cento dei servizi e delle strutture socio-assistenziali è rivolto ai disabili. Per superare questa criticità stiamo creando un sistema più efficiente, che parte dall’analisi dei bisogni e stabilisce priorità e livelli essenziali di servizi, che dovranno essere raggiunti in ogni ambito territoriale”. L’assessore regionale ha, poi, visitato l’azienda Braille Gamma, specializzata nella trascrizione, adattamento e stampa di libri scolastici per non vedenti e ipovedenti, sia in formato digitale che cartaceo. Dopodiché, per fare il punto sulla situazione dei servizi sociali di Rieti e sulle idee per migliorare l’offerta ai cittadini, Forte ha incontrato il candidato sindaco Silvio Gherardi, sostenuto dall’Udc e dalle liste civiche Alleanza di Centro-Pionati, Incontro Democratico, Rieti al Centro e Rilancio. Terminato l’incontro, Forte si è recato presso la sede dell’Anmic Rieti, dove ha spiegato che “nonostante i cento milioni in meno trasferiti dallo Stato al Lazio sul sociale, abbiamo garantito ai distretti e ai Comuni la stessa quota di risorse degli anni precedenti pari a oltre 70 milioni di euro, prevedendo già le risorse per la programmazione triennale. Una scelta coraggiosa in questo tempo di crisi, ma necessaria perché le persone hanno bisogno di risposte certe e a lungo termine”. Al termine della giornata, Forte ha visitato il centro riabilitativo RiaH e il nuovo Centro socio-educativo per ragazzi disabili della Cooperativa Nemo. Un centro con un’isola informatica, una piccola falegnameria, laboratori di musicoterapia e teatroterapia e con uno spazio riservato a un progetto di Parent traning per informare e supportare i genitori dei ragazzi con disabilità. “È un progetto nato dall’idea e l’impegno dei genitori – ha spiegato Umberto Germani, responsabile della cooperativa – perché i ragazzi disabili che hanno terminato la scuola spesso non hanno altri luoghi dove stare. Il rischio è che in mancanza di stimoli vadano persi i risultati raggiunti in anni di lavoro. Qui creiamo una nuova opportunità di stare insieme, crescere e un sollievo per le famiglie”.

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Lavoro e occupazione nel Valdarno Inferiore

Pubblicato da fidest su giovedì, 5 aprile 2012

Santa Croce sull’Arno 19 aprile prossimo, dalle ore 9 alle ore 14, nella sala convegni “Fausta Giani Cecchini” del centro per l’impiego, in via Donica n. 16 a Santa Croce sull’Arno. Il convegno, organizzato dalla Società della salute Valdarno Inferiore in collaborazione con la provincia di Pisa ed il comune di Santa Croce Sull’Arno, vuole rappresentare l’opportunità per conoscere e riflettere sull’andamento del mercato del lavoro, creando una rete stabile di collaborazione e di condivisione delle politiche del lavoro tra i soggetti pubblici interessati quali i centri per l’impiego, i servizi informagiovani, le organizzazioni sindacali, i soggetti di rappresentanza datoriale, il terzo settore e le agenzie interinali. L’iniziativa si colloca nell’ambito di “Occupiamoci”, il progetto nato nel luglio 2011, che si sviluppa nell’ambito territoriale della Società della salute Valdarno Inferiore per svolgere un ruolo di collegamento e di ponte tra il servizio sociale ed i servizi del lavoro, al fine di accompagnare verso l’occupazione e sostenere tutti i soggetti portatori di una qualche forma di disagio che ne impedisce l’ingresso nel mondo del lavoro. Per i soggetti socialmente più deboli, infatti, il lavoro è uno strumento di inclusione, ma per ottenerlo talvolta necessitano di un supporto non di tipo assistenziale che renda l’individuo parte attiva del proprio destino e artefice delle proprie scelte.

In questo contesto si inserisce anche l’incontro in programma martedì 8 maggio 2012, alle ore 18, nei locali del Centro giovani “Santa Croce Rock City” in Largo Ugo Bonetti a Santa Croce, che sarà dedicato al progetto “Giovani Sì “ della Regione Toscana. Nell’occasione, promossa dalla Società della salute Valdarno Inferiore e dalla Conferenza Educativa Zonale, i rappresentanti dei Cantieri Giovani Sì illustreranno il progetto regionale e le iniziative previste. L’incontro è aperto al pubblico e prevede la partecipazione di assessori comunali, centri giovani del Valdarno, centri per l’impiego, informagiovani, istituti scolastici superiori e associazioni del territorio.

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Tav: le ricadute dei cantieri sul territorio

Pubblicato da fidest su mercoledì, 7 marzo 2012

English: This is the NO TAV logo. Italiano: lo...

Potrebbe presto diventare permanente il tavolo di lavoro sulla Torino-Lione che stamani a Palazzo Cisterna ha riunito i parlamentari piemontesi, la Regione Piemonte, la Provincia e la Città di Torino. Gli obiettivi da raggiungere sono molteplici: innazitutto riaprire il confronto con i Sindaci della Valsusa disponibili a discutere; promuovere iniziative di informazione dell’opinione pubblica sui risultati tecnici del lavoro svolto negli ultimi anni dall’Osservatorio sulla Torino-Lione, presieduto dall’architetto Mario Virano; concretizzare in proposte di legge le compensazioni, gli sgravi fiscali ed i progetti di sviluppo per i territori interessati ai cantieri della TAV. “Dobbiamo superare l’attuale fase critica per l’ordine pubblico con iniziative che servano ad illustrare ai cittadini un progetto del tunnel di base e della stazione internazionale di Susa che è molto diverso da quello iniziale, sul quale si registrava la pressoché totale contrarietà degli amministratori locali valsusini. – ha spiegato al termine della riunione il Presidente della Provincia, Antonio Saitta – Dobbiamo stare molto attenti a non fornire gratuitamente occasioni di scontro a frange violente, che hanno una strategia precisa e raffinata. Dobbiamo invece cercare il dibattito con coloro che rifiutano la violenza e l’intolleranza e spostare la discussione sui fatti e dati concreti, che l’Osservatorio ci ha messo a disposizione. La decisa presa di posizione del Presidente del Consiglio, Mario Monti, ha spostato i termini del dibattito: i media rincorrono un po’ meno la cronaca delle contestazioni eclatanti ed iniziano ad occuparsi di analisi e dati concreti sulla necessità e sulla fattibilità del tunnel di base e della stazione internazionale di Susa. Si è aperta una fase nuova e dobbiamo coglierne le opportunità, mostrando la compattezza dei parlamentari e delle forze politiche”. Il Presidente Saitta ha poi ricordato che il Piano Strategico per i territori interessati ai cantieri della TAV prevede investimenti per 1,4 miliardi di Euro, che vanno incontro alle esigenze emerse nel confronto con i Comuni e le comunità locali che hanno partecipato ai lavori dell’Osservatorio. L’architetto Virano ha poi illustrato alcuni dettagli tecnici e le tempistiche per la realizzazione del tunnel geognostico di Chiomonte. Il Presidente dell’Osservatorio ha spiegato che il cantiere della Maddalena è stato completamente perimetrato e che occupa un’area di 7 ettari. Ai 63 proprietari interessati sono stati notificati l’acquisizione e l’utilizzo temporaneo dei terreni. Le operazioni preliminari all’inizio dello scavo dovrebbero protrarsi dall’inizio di aprile alla fine di maggio. Nel mese di giugno dovrebbe iniziare la prima fase di scavo, con i mezzi tradizionali, mentre nel prossimo inverno dovrebbe essere montata la “talpa” che scaverà per 7 Km il tunnel. Quando il tunnel di base sarà realizzato e funzionante, il tunnel geognostico avrà la funzione di uscita di sicurezza. Per quanto riguarda il tunnel ferroviario di base, completata la progettazione preliminare, è in corso quella definitiva, che dovrebbe concludersi a fine 2012. Seguirà una fase di valutazione (compresa la V.I.A.) e approvazione, che dovrebbe consentire di aprire i cantieri entro la fine del 2013. E’ prevista entro la fine del 2012 la costituzione della società mista italo-francese che assegnerà gli appalti per i lavori, con una severa attività di vigilanza per evitare infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti. In merito alla stazione internazionale di Susa, l’architetto Virano ha ricordato la partecipazione di ben 370 studi di architettura al concorso internazionale di idee. Entro fine anno saranno scelti i cinque finalisti. Sulla tratta Bussoleno-Avigliana i treni della TAV utilizzeranno la linea attuale per almeno i prossimi 30 anni. Per l’ulteriore tratta sino a Settimo Torinese sono in corso valutazioni da parte del Ministero dell’Ambiente. Il Presidente dell’Osservatorio ha poi sottolineato che l’approvazione del trattato italo-francese da parte del Parlamento italiano è preliminare alla discussione in sede di Parlamento Europeo sull’ipotesi di far salire dal 30 al 40% la percentuale di cofinanziamento comunitario delle grandi opere come la Torino-Lione. L’architetto Virano si è anche soffermato sull’esigenza di diffondere tra l’opinione pubblica i risultati delle analisi sul rapporto costi-benefici della Torino-Lione, condotte da esperti appartenenti a due diverse scuole di pensiero (pro e contro la TAV) sulla base di tre differenti scenari macroeconomici (dal più negativo a quello che prevede una ripresa nei prossimi anni). Infine Virano ha voluto fare un accenno sulla necessità di dare una sistemazione legislativa alle procedure di concertazione con il territorio in merito alle ricadute positive delle grandi opere pubbliche, sul modello francese del “Démarche Grand Chantier”. Nel suo intervento, il Sindaco di Torino, Piero Fassino, ha convenuto sul fatto che la presa di posizione forte del Governo a favore della Torino-Lione ha cambiato lo scenario, consentendo di riaprire il dialogo con quegli amministratori locali della Valsusa che non si riconoscono più in un atteggiamento di chiusura alla TAV pura e semplice. Fassino ha chiesto una ripresa del confronto con tutti i Sindaci disponibili a sedersi intorno ad un tavolo, fatta salva la premessa che sulla scelta di costruire il tunnel di base e la stazione di Susa non si torna indietro. L’Assessore regionale ai Trasporti, Barbara Bonino, ha sottolineato l’esigenza di garantire la legalità in Valsusa e fornire ai cittadini una informazione basata su fatti ed analisi concreti. L’onorevole Osvaldo Napoli (PdL) ha ricordato di aver presentato nel 2008 una proposta di legge per la concessione di agevolazioni fiscali alle popolazioni dei Comuni che saranno interessati dai cantieri. Stefano Esposito (PD) ha proposto di istituzionalizzare il confronto tra parlamentari ed Enti locali piemontesi, di coinvolgere in questo confronto gli amministratori valsusini ancora intenzionati a dialogare e di avviare iniziative di informazione della cittadinanza. Agostino Ghiglia (PdL) ha ricordato il malessere degli operatori turistici dell’Alta Valsusa, danneggiati dalle notizie allarmanti sulla situazione dell’ordine pubblico e della viabilità in Valsusa: un malessere che necessita di risposte da parte delle istituzioni. Giorgio Merlo (PD) ha ricordato il ruolo fondamentale che i parlamentari devono continuare ad avere a livello nazionale, in un momento in cui il Parlamento è chiamato a ratificare il trattato italo-francese. L’europarlamentare Vito Bonsignore ha espresso apprezzamento per la scelta di concentrare l’attenzione sul tunnel di base e sulla stazione di Susa, rinviando ad una fase successiva quella sulle tratte Bussoleno-Buttigliera e Buttigliera-Settimo. Inoltre ha assicurato l’appoggio del gruppo dei Popolari Europei al Parlamento di Strasburgo all’ipotesi di incrementare la percentuale di cofinanziamento dell’U.E. per le grandi opere. Anche l’europarlamentare Sergio Cofferati ha espresso sostegno al progetto del tunnel di base, ricordando che le scelte sull’ubicazione dei corridoi europei dei trasporti sono fondamentali per lo sviluppo economico futuro. Sul clima positivo che si è creato tra i parlamentari piemontesi, sulla necessità di comunicare quali positivi effetti la TAV potrà avere sullo sviluppo del territorio e sulla difesa della legalità si sono soffermati, tra gli altri, Davide Cavallotto (Lega Nord), Teresio Delfino (UDC) e Anna Rossomando (PD), mentre Mauro Marino (PD) ha chiesto che il tavolo parlamentari-Enti locali divenga permanente.

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Mobilità ciclistica in italia

Pubblicato da fidest su domenica, 26 febbraio 2012

Bellezze in bicicletta

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Un accordo di cooperazione tra European Cyclists’ Federartion e FIAB è stato raggiunto con lo scopo di far crescere cultura e politica della bicicletta come mezzo di trasporto, in Italia. A disposizione per il 2012 la somma di 15.000 euro.Il documento dell’accordo, che sarà sottoscritto a breve da Bernhard Ensink, segretario generale dell’organizzazione europea degli utenti della bicicletta, e da Antonio Dalla Venezia, presidente della Federazione Italiana Amici della Bicicletta onlus, prevede un co-finanziamento a fondo perduto di 15.000 euro da parte di ECF a FIAB, per l’organizzazione di attività specifiche finalizzate a migliorare capacità e competenze utili a potenziare l’uso trasportistico della bicicletta in Italia. L’iniziativa di ECF rientra nel programma “Leadership” delle sue organizzazioni aderenti messo a punto dall’inglese Kevin Mayne, già direttore dell’organizzazione ciclistica britannica CTC, anch’essa membro di ECF, ed ora incaricato dall’ECF quale Direttore “Sviluppo e Comunicazione”. Dalle relazioni intraprese da Kevin Mayne con le principali industrie al mondo del settore ciclo, l’ECF ottiene le risorse da investire, tramite le sue organizzazioni aderenti, per supportarle ad avere o consolidare nel proprio Paese il ruolo di “leader” nel settore della mobilità ciclistica, riconosciuto da opinione pubblica e istituzioni. Ma come verrà spesa dalla FIAB la quota di 15.000 euro di co-finanziamenti ECF per l’anno 2012? “Destineremo queste risorse – spiega il presidente FIAB Antonio Dalla Venezia – a sostenere la campagna nazionale, già lanciata con una petizione sottoscritta da oltre 10.000 italiani e da Regioni, Province e Comuni con apposite delibere di Giunta o di Consiglio, per il riconoscimento legislativo dell’infortunio in itinere in bicicletta nei tragitti casa-lavoro. Allo scopo stiamo mettendo a punto azioni condivise con l’aiuto di parlamentari italiani e di altri organismi istituzionali, affinchè sia iscritta nell’agenda del Parlamento, la modifica in tal senso della norma nazionale sugli infortuni sul lavoro. Organizzeremo, inoltre, attività formative di relazioni istituzionali destinate ai dirigenti regionali e locali FIAB per far crescere la quantità e la qualità delle interazione con i livelli locali e territoriali delle pubbliche amministrazioni e sosterremo le associazioni più piccole a far crescere i loro iscritti sia nei numeri che nella consapevolezza del ruolo della mobilità ciclistica nelle politiche di governo del territorio”.

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Regione Lazio e servizi sociali

Pubblicato da fidest su martedì, 21 febbraio 2012

L’assessore alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, Aldo Forte, ha incontrato oggi una delegazione del Consorzio dei servizi sociali del Cassinate, composta dal presidente Edoardo Fabrizio, dal direttore Emilio Tartaglia e dai sindaci di Piedimonte San Germano, Domenico Iacovella, di Coreno Ausonia, Domenico Corte, di Esperia, Giuseppe Moretti e dai delegati dei sindaci di San Vittore, Vittorio Casoni, e di Sant’Elia Fiumerapido, Roberto Rotondo. “Abbiamo recuperato le risorse necessarie alla continuazione dei servizi sociali nel Consorzio del Cassinate”. Lo ha dichiarato l’assessore Forte a margine dell’incontro. “Ciò dimostra, come ho avuto modo di affermare anche nei giorni scorsi, come il sociale sia al primo posto dell’agenda della Giunta Polverini. L’impegno c’è come c’è sempre stato per risolvere le difficoltà legate ai pagamenti. Purtroppo le criticità che si presentano non sono nate oggi, ma sono il frutto di un ritardo ereditato dalla passata amministrazione regionale, che in alcuni casi risale alla fine del 2005. C’è quindi un gap che con senso di responsabilità stiamo colmando, come nel caso dei Comuni del Consorzio del Cassinate, che potranno continuare a erogare i servizi programmati in favore delle famiglie e delle persone più fragili del territorio”.“Si è trattato – ha dichiarato il presidente del Consorzio del Cassinate, Edoardo Fabrizio – di un incontro molto importante, che evita definitivamente la sospensione dei servizi sociali. Grazie al lavoro dell’assessore Forte, arriveranno le risorse delle annualità pregresse e il rischio bancarotta per il Consorzio del Cassinate è scongiurato. Al di là della buona notizia, inoltre, – aggiunge Fabrizio – nell’incontro abbiamo avuto modo di affrontare un discorso più generale sulla riforma dei servizi sociali e sulle prospettive future del settore. Al pari delle questione delle risorse, l’innovazione del sistema socio-assistenziali è, infatti, un punto determinante per la qualità e la garanzia degli interventi assistenziali sul territorio. Un tema che nelle prossime settimane sarà oggetto di un convegno sul territorio del nostro consorzio, al quale l’assessore Forte ha già confermato la sua presenza”.

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E vissero tutti sicuri e contenti

Pubblicato da fidest su sabato, 4 febbraio 2012

Palazzo Bastogi

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Firenze 6 febbraio prossimo, alle ore 9, nella Sala delle Collezioni di Palazzo Bastogi, in via Cavour n. 18 a Firenze. La mostra presenterà i lavori realizzati dagli studenti delle scuole vincitrici del concorso svoltosi nell’anno scolastico 2009-2010, che aveva per tema la promozione della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro e negli ambienti domestici tramite la scuola. I lavori realizzati dagli studenti del nostro territorio, vincitori del concorso insieme agli elaborati degli studenti di altre 33 scuole toscane, sono di varie tipologie: foto, disegni, manufatti, gadget, opuscoli, ma anche temi, ricerche, racconti, poesie, interviste, video promozionali e pagine Web. Questi elaborati sono il frutto di un percorso educativo promosso dal Dipartimento Prevenzione dell’Asl 11 e dagli insegnanti degli istituti coinvolti. La scuola secondaria “Busoni-Vanghetti” di Empoli ha partecipato con il progetto “Labogarden, il giardino dei desideri”, referente Renata Ciulli. Sono state coinvolte le classi III B, I C, II C, II G, II H, II I, III L, I M, II M, III M, II N, III N, I O, II O, II P e II T dell’anno scolastico 2009-2010. Il percorso è iniziato con una riflessione sul concetto di rischio e di sicurezza e con una sensibilizzazione sulle problematiche relative alla qualità degli ambienti scolastici. Le attività svolte nelle classi hanno riguardato l’indagine sugli infortuni avvenuti a scuola, la valutazione dello stato di sicurezza dell’edificio scolastico, la riflessione sulle condotte pericolose degli alunni, come lavorare in sicurezza, la conoscenza della segnaletica, la ri-progettazione di alcuni spazi esterni per la “scuola che vorrei”. Ogni classe ha prodotto disegni, progettazione di arredi, canzoni, poesie ed altro materiale multimediale.
L’I.S.I.S. “A.Checchi” di Fucecchio ha partecipato con il progetto: “Il rischio nei laboratori scolastici”, referente Grazia Focardi. Sono state coinvolte le classi III C, IV C e V C del settore moda. Il progetto ha stimolato gli studenti sulla riflessione e sulla successiva realizzazione di bozzetti per un distintivo sul tema della sicurezza sul lavoro, oltre alla successiva realizzazione del prototipo in tessuto decorato e ricamato applicabile in modo fisso o temporaneo su capi di abbigliamento.
L’Istituto Comprensivo di Certaldo ha partecipato con il progetto “Scuola e casa sicura”, referente Enzo Migliorini. Sono stati coinvolti gli alunni di 69 classi e sezioni della scuola primaria e secondaria di primo grado sul tema “Conoscere situazioni di pericolo negli ambienti di vita (casa, strada…)” ed è stato prodotto un dvd.
La mostra “… e vissero tutti sicuri e contenti” sarà aperta al pubblico fino al 17 febbraio 2012, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 18, con possibilità di effettuare visite guidate su prenotazione. L’allestimento è stato curato dal gruppo di lavoro regionale per le attività di promozione della cultura della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro e domestici tramite la scuola. L’accoglienza dei partecipanti alla mostra sarà assicurata dagli studenti dell’Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo” e dell’Istituto Professionale per i Servizi commerciali e turistici “Sassetti-Peruzzi” di Firenze.

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L’ UGL Sanità del Lazio incontra il territorio

Pubblicato da fidest su giovedì, 19 gennaio 2012

Viterbo, Lazio, Italia

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Viterbo 20 gennaio da Viterbo si dà il via, per il secondo anno consecutivo, all’iniziativa ‘L’Ugl Sanità del Lazio incontra il territorio’ che porterà nelle prossime settimane il segretario dell’Ugl Sanità Roma e Lazio, Antonio Cuozzo, e il responsabile Ugl Lazio, Cristina Ricci, a visitare tutte le province per avere un contatto diretto con i dirigenti sindacali e gli operatori del settore. “Obiettivo degli incontri è favorire il confronto e il dialogo tra le diverse realtà territoriali del Lazio – spiega Cuozzo – e raccogliere le osservazioni indispensabili a delineare il programma delle attività che la segreteria regionale dell’Ugl Sanità intende promuovere per il 2012, tra cui l’apertura della campagna elettorale per le elezioni delle Rsu, il mantenimento del livello occupazionale nel settore, la salvaguardia dei servizi sanitari nella Regione”. Dopo la prima tappa del tour itinerante della Ugl Sanità Roma e Lazio a Viterbo, sono in programma le visite di Latina, il 27 gennaio, Frosinone il 3 febbraio, dove i sindacalisti visiteranno l’Ospedale nuovo e la postazione Ares 118 del capoluogo, e infine Rieti, con data da definire.

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Geologi e difesa territorio

Pubblicato da fidest su venerdì, 2 dicembre 2011

“I geologi sono disponibili ad un’ azione di “volontariato” in difesa dell’ambiente aderendo al progetto di Legambiente, a tutela del territorio e della sicurezza dei cittadini. E’ chiaro però che non possiamo dare ai giovani una sensazione di costante precariato, ma dobbiamo investire su di loro per formare una coscienza del territorio”. Lo ha affermato, Gian Vito Graziano , Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi , sposando pienamente il progetto di Legambiente riguardante la realizzazione del “Servizio volontario per la prevenzione del rischio idrogeologico” “In questi giorni , proprio dalle zone alluvionate , dalla Liguria , dalla Sicilia , dalla Toscana – ha proseguito Graziano – sono arrivate immagini particolarmente significative . Abbiamo visto tanti giovani che erano all’opera e abbiamo visto il come si sia mobilitata la parte migliore del Paese con volontari intervenuti per dare una mano . Questi ragazzi hanno scavato il fango , hanno aiutato a pulire e sono intervenuti anche nelle situazioni più delicate dando una mano importante . Credo che l’Italia debba cominciare da loro . Credo che questo Paese abbia il dovere di investire in questa nuova generazione, che vuole conoscere e sapere, ma che soprattutto è capace di creare nuovi modelli di comportamento che sensibilizzino tutta l’opinione pubblica al rispetto per l’ambiente. Dunque il Consiglio Nazionale dei Geologi aderisce al progetto di Legambiente di mobilitazione temporanea di 10.000 giovani in difesa e per la manutenzione dei nostri corsi d’acqua, necessariamente supportati e coordinati dagli esperti del territorio. Alluvioni , frane , dissesto idrogeologico : dovremo ormai convivere con questi eventi climatici estremi che come detto anche da Vittorio Cogliati Dezza, non sono più fenomeni eccezionali. Dovremo conviverci così come accade in altri Paesi. Dobbiamo iniziare dai giovani rendendoli parte attiva di una rete del volontariato in difesa del territorio”

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Recupero della cultura del territorio

Pubblicato da fidest su venerdì, 2 dicembre 2011

“Mentre appare scontato che l’annuale Conferenza Mondiale sui Cambiamenti Climatici, in corso di svolgimento a Durban, non approderà a sostanziali risultati concreti, le conseguenze meteorologiche di un disequilibrato sviluppo sul Pianeta sono ormai evidenti a tutti, anche in Italia, ormai sede di ripetuti e tragici eventi alluvionali. Di fronte alla estremizzazione degli eventi atmosferici, i consorzi di bonifica, in attesa del più volte richiesto Piano Straordinario Nazionale di Manutenzione del Territorio, mettono la loro, concreta esperienza a disposizione delle comunità.” A ricordarlo è stato Massimo Gargano, Presidente ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni).“L’opportunità – ha proseguito Gargano – sono le carte del rischio idrogeologico, patrimonio di ciascun ente di bonifica e la cui consultazione deve diventare indispensabile pri-ma dell’acquisto di un immobile o della individuazione del proprio domicilio: si possono così evitare le zone critiche. Un altro aspetto importante è la conoscenza delle antiche toponomastiche, oggi spesso abbandonate. Aree tradizionalmente denominate “Basse”, “Palu’ ”, “Laghi”, “Melma”, “Pantano”, “Acquette” e via dicendo, secondo le più diverse accezioni locali, indicavano zone di conclamata criticità, dimenticata in nome di un’irresponsa-bile urbanizzazione, di cui oggi sono evidenti le conseguenze. Recuperare la “cultura del territorio” – ha concluso il Presidente A.N.B.I. – dovrà essere ulteriore oggetto di confronto fra consorzi di bonifica ed Amministrazioni locali, in nome della positiva collaborazione in atto, sancita, a livello nazionale, dai Protocolli d’Intesa con ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e U.P.I. (Unione Province Italiane).”

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La ginecologia e l’ostetricia nel territorio: prevenzione, clinica, integrazione?

Pubblicato da fidest su lunedì, 21 novembre 2011

Ginecología

Image by Daquella manera via Flickr

Roma dal 24 al 26 novembre Via Lucilio 61 tahotel Villa Pamphili, via della Nocetta 105 Congresso Nazionale dell’Associazione dei Ginecologi e delle Ginecologhe del Territorio (AGITE) e della  SMIC (Società Medica Italiana per la Contraccezione)
Agite, l’Associazione dei Ginecologi e delle Ginecologhe del Territorio, assieme alla SMIC (Società Medica Italiana per la Contraccezione), organizza il suo II° Congresso Nazionale, con lo scopo di definire gli aspetti della professione del ginecologo che lavora sul Territorio, nei Consultori e negli ambulatori pubblici e privati, per incoraggiare  una formazione specifica, una uniformità di azione ed organizzazione, omogeneità ed efficienza nei servizi rivolti alla salute delle donne. Si tratterà di mettere a confronto le due anime della Ginecologia: quella chirurgica (che sul Territorio non si fa o si fa in modo limitato) e quella medica (che, invece, sul Territorio si fa e molto, ma che ?pesa? meno nella considerazione “sociale” della professione). Sarà interessante provare a mettere in discussione le due posizioni e tentare di trovare una sintesi condivisa. Nel corso dei tre giorni verranno presentati i risultati dei lavori e dei progetti realizzati da AGITE dalla sua nascita sino ad oggi e sui progressi della contraccezione e dell’aborto medico,  presentati da SMIC .
Giovedì 24 novembre, dalle 10 alle 13, il Congresso sarà aperto da una Tavola Rotonda dal titolo “Il riordino dei Consultori e dei Servizi per la salute della donna” a cui parteciperanno, tra gli altri, i senatori Ignazio Marino (Pd), Claudio Gustavino (Udc) e Antonio Tomassini  (PdL); i Segretari nazionali di due importanti Sindacati come il SUMAI con Giuseppe Nielfi e la FESMED con Carmine Gigli; la giornalista Elena Ribet (Noidonne), l?ostetrica Gabriella Pacini (Vitadidonna.it) oltre a Rossella Giangrazi (Assemblea permanente Donne della Casa Internazionale delle Donne). Con loro anche il Presidente della SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) prof. Nicola Surico, il Presidente di AOGOI (Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani) prof. Vito Trojano e il Segretario AOGOI prof. Antonio Chiantera. Sono state invitate a partecipare anche la  ex-sottosegretaria del Ministero della Salute on. Eugenia Roccella, la Governatrice del Lazio, Renata Polverini, e la Consigliera della Regione  Lazio Isabella Rauti. Al centro del dibattito, il riordino dei Consultori e dei servizi socio-sanitari, che svolgono un ruolo importante per la salute riproduttiva della donna, da qualche tempo oggetto di attacchi sia economici (tagli del personale), sia organizzativi (non chiara e disomogenea dirigenza nei Servizi Consultoriali), sia legislativi, attraverso proposte di leggi regionali molto controverse (come in Lazio e Piemonte).
Dopo il successo del I Congresso Nazionale del maggio 2010, che ha ridefinito i canoni della visita ginecologica ambulatoriale e consultoriale, questo secondo appuntamento – organizzato in collaborazione con SMIC e AOGOI  – mira a definire gli aspetti specifici della professione ginecologica territoriale, per la quale manca un riconoscimento della specificità del lavoro svolto. Verranno  affrontati diversi aspetti, tra cui la gravidanza fisiologica, la contraccezione e l?aborto medico, la menopausa e la nuova Cartella Nazionale per gli adolescenti. Inoltre si parlerà dei rischi professionali e degli aspetti assicurativi, sempre più importanti e pesanti anche per i ginecologi del Territorio.  Tra le numerose sessioni in programma anche quella dedicata al progetto di ricerca epidemiologica sulla condilomatosi genitale, che si inserisce nel ruolo di ricerca sul territorio che AGITE promuove come elemento di valorizzazione della ginecologia pubblica.
E? prevista infine una sessione POSTER in cui tutte le realtà territoriali pubbliche e private potranno mostrare il loro operato per “Mantenere la fisiologia  in gravidanza” con immagini e testi. Sono previsti almeno 12 poster di ostetriche, ginecologi, fisioterapisti: il migliore verrà insignito, venerdì 25 novembre alle 16, da un’apposita giuria (composta da Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Presidente dei Collegi delle Ostetriche del Lazio, Rappresentanti AOGOI e AGITE, giornaliste), con un premio in ricordo di Marilina Liuzzo, collega siciliana fondatrice di AGITE che purtroppo è deceduta 2 anni fa, ma che molto aveva lasciato della sua professionalità  ai servizi consultoriali di Enna in cui aveva lavorato.
AGITE è un’associazione nata nel 2008, che vede nel suo Direttivo rispettato il principio di Pari Opportunità di rappresentazione dei generi, e che ha tra i suoi scopi: favorire in modo organico la formazione del ginecologo territoriale anche per le/gli specializzandi;  individuare e uniformare le buone prassi cliniche per la prevenzione e per la rispettosa gestione della salute olistica della donna ed integrare i diversi servizi territoriali con la rete degli ospedali. È una realtà giovane e in espansione in tutta Italia, che intende promuovere una visione medica territoriale integrata tra strutture e competenze, per migliorare l?efficacia e l?efficienza dei diversi campi di intervento  ostetrico e ginecologico sia nel pubblico che nel privato.
SMIC è una società scientifica interessata alle tematiche della salute riproduttiva, dalla contraccezione all?aborto e alla sua prevenzione. Essa riunisce in unico intento i ginecologi aderenti alla AOGOI, quelli aderenti alla AGITE e i medici di medicina generale della SIMG.

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Promozione e la valorizzazione dei territori e della cultura dell’extra vergine di oliva

Pubblicato da fidest su venerdì, 11 novembre 2011

Olio d'oliva extra vergine

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Siglato a Roma dai presidenti di Unioncamere Ferruccio Dardanello e dell’Associazione Nazionale Città dell’olio, Enrico Lupi il Protocollo di Intesa per la promozione e la valorizzazione dei territori e della cultura dell’extra vergine di oliva. Obiettivo dell’accordo è quello di diffondere – attraverso momenti di approfondimento – la conoscenza dell’olio extra vergine di oliva e dei suoi territori di origine, condividere le esperienze già in atto e renderle sinergiche, progettare specifiche azioni e progettualità di formazione con l’ausilio dell’Onaoo – Organizzazione Assaggiatori Olio di Oliva (organismo espressione Unioncamere) da realizzare nei ristoranti e nelle imprese, nonché a beneficio dei consumatori.Tra gli intenti del Protocollo, anche quello di promuovere iniziative dirette alla maggior tutela e conoscenza della qualità dell’olio extra vergine di oliva sviluppando in particolare il tema del “Turismo dell’Olio”, che coinvolge tutta la filiera olivicola dall’azienda produttrice al frantoio, ristoranti ed enti territoriali con i centri di accoglienza, anche attraverso la collaborazione già in atto con i Ministeri competenti e il ricorso a specifici Fondi Comunitari Europei.Attenzione massima sarà destinata ai 40 oli Dop che meglio rappresentano il territorio di origine ed il processo produttivo: tra le prime attività che scaturiranno dall’intesa, si annovera la messa in comune di esperienze già in atto, tra le quali il progetto “Ospitalità italiana, Ristoranti italiani nel mondo” promosso da Unioncamere – nell’ambito del quale prevedere azioni specifiche dedicate alla conoscenza ed alla promozione dell’olio extra vergine di oliva italiano – e il progetto “Girolio d’Italia”, realizzato dall’Associazione Città dell’olio, in cui la diffusione nazionale dell’iniziativa di valorizzazione dei territori di origine e delle aziende di filiera vengono promosse in un calendario annuale di attività.
Un Protocollo che il Presidente dell’Associazione nazionale Città dell’olio, Enrico Lupi, tiene a precisare “ non è solo un pezzo di carta, ma è un’intesa sostanziale perché frutto di una volontà e di una progettualità che si fondano sulla missione propria di valorizzazione dell’extravergine di oliva in simbiosi con il territorio. Motivo per cui ci auguriamo che presto altre Camere di commercio, oltre alle 14 che già vi fanno parte, possano aggiungersi tra i nostri soci”.
L’Associazione CITTÀ DELL’OLIO è stata fondata il 17 dicembre 1994 raccoglie Comuni, Province, Camere di Commercio e Comunità Montane di territori che danno nome ad un olio o in cui esista un’affermata tradizione olivicola. Gli associati attualmente ammontano ad oltre 355 Enti (tra i quali le CCIAA di: Ancona, Cagliari, Campobasso, Catania, Imperia, Matera, Oristano, Perugia, Ragusa, Sassari, Siena, Trapani, Trieste, Viterbo) localizzati in 18 Regioni, da Nord a Sud d’Italia, dal Ponente ligure al Triestino.

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Parlamento europeo: pornografia e pedepornografia

Pubblicato da fidest su venerdì, 28 ottobre 2011

Pornografía!

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Save the Children accoglie con soddisfazione il varo della nuova Direttiva contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale dei minori e contro la pedopornografia approvata oggi dal Parlamento Europeo, che sostituisce e aggiorna in modo sostanziale la Decisione Quadro del 2004. Sulla base dell’esperienza diretta maturata sul campo nei principali paesi europei, l’organizzazione ha promosso fortemente lo sviluppo della nuova Direttiva presso la Commissione e il Parlamento fornendo informazioni, dati e conoscenze emerse da ricerche e attività sul territorio e raccomandazioni sulle misure più efficaci, molte delle quali sono state accolte nel testo finale approvato.“Apprezziamo il lavoro svolto con determinazione e impegno dalla Commissaria europea per gli Affari Interni Cecilia Malmstrom e dalla relatrice per il Parlamento europeo Roberta Angelilli per il raggiungimento di un risultato così importante nella lotta all’abuso e allo sfruttamento sessuale dei minori,” ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice Programmi Italia-Europa di Save the Children. “Siamo orgogliosi che il nostro lavoro in quest’ambito, svolto in collaborazione con tutti gli attori e le autorità coinvolti nel mondo dei nuovi media della rete, abbia contribuito alla completezza e all’efficacia delle misure introdotte, in particolare in relazione agli elementi di novità.” “Tra i principali aspetti innovativi che Save the Children ha da sempre promosso e auspicato ci sono la creazione in ogni paese membro di una unità di polizia specifica per l’identificazione dei minori vittime di abuso per la produzione di materiale pedopornografico, ma anche l’uniformazione tra i diversi paesi della definizione di questo tipo di reati con l’introduzione di quello dell’adescamento online (grooming), novità assoluta anche per l’Italia dove non è ancora codificato anche se perseguito, e poi ulteriori misure specifiche per la collaborazione tra le forze di polizia nelle fase di indagine che ne miglioreranno tempestività ed efficacia,” ha dichiarato Cristiana De Paoli, Responsabile Minori e Nuovi Media di Save the Children Italia. “Vogliamo sottolineare anche l’aspetto della prevenzione della reiterazione dei reati, con l’istituzione di percorsi di recupero per gli abusanti o potenziali tali, e l’introduzione dell’obbligo per i paesi membri della rimozione dei siti che contengono materiale pedopornografico ospitati sul loro territorio con l’impegno ad adoperarsi perché vengano comunque rimossi anche quando sono ospitati in paesi terzi. L’unico rammarico è l’assenza, nella Direttiva, dell’obbligo per i paesi membri di bloccare nel frattempo l’accesso ai siti ospitati in paesi terzi, come avviene già in Italia per legge. Si potrebbero così abbattere in modo significativo gli accessi al materiale riducendo le potenzialità di guadagno per le reti criminali che ne traggono profitto, ed evitare che si rinnovi ad ogni visione delle immagini la violenza subita dai minori abusati per la produzione di quel materiale.”

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