Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 26 n° 170

Posts Tagged ‘tirrenia’

Tirrenia e diritti costituzionali dei sardi

Posted by fidest on Wednesday, 29 February 2012

«Il Governo intervenga per garantire i diritti costituzionali che competono ai sardi e alla Sardegna». Lo ha chiesto il deputato dell’Italia dei Valori Federico Palomba intervenendo oggi alla Camera durante l’informativa urgente sulle vicende della Tirrenia e sulla continuità territoriale da e per la Sardegna. «Il caso Tirrenia è emblematico dei danni fatti alla Sardegna dal Governo Berlusconi», ha detto Palomba, spiegando che non si tratta di un favore per i sardi ma del riconoscimento di un sacrosanto diritto costituzionale che è stabilito dall’articolo 5 della Costituzione, secondo cui l’Italia è una e indivisibile, e dall’articolo 16, che prevede che tutti i cittadini italiani possano muoversi liberamente a parità di costi e a parità di tariffe. «Tirrenia nel bene e nel male ha rappresentato per i sardi la possibilità di locomozione a costi ridotti, ma la situazione è precipitata da quando c’è stato il commissariamento: da allora è diventata un disastro. Risolvere il problema della continuità territoriale dei sardi con la privatizzazione e la liberalizzazione è una strada percorribile e conforme alle direttive europee – ha spiegato il parlamentare sardo – ma a patto di salvaguardare la libera concorrenza. Se invece furbescamente i tre vettori che operavano nei porti italiani per i trasporti dall’Italia alla Sardegna si mettono insieme e fanno cartello allora le cose non funzionano e la concorrenza crolla. CIN – ha aggiunto Palomba – non vuol dire Compagnia italiana di navigazione ma «cartello italiano per la navigazione»: non lo potete consentire – ha aggiunto -, dovete dare un sostegno forte all’Unione europea, dovete dare ai sardi la garanzia che i collegamenti marittimi ci siano. Ciò vale anche per la continuità delle merci – continua Palomba -: mettere le imprese sarde in condizioni di parità rispetto a quelle della penisola non rappresenta un aiuto di Stato ma è anche in questo caso una difesa della libera concorrenza».

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Civitavecchia: Motonave ormeggiata in sicurezza

Posted by fidest on Sunday, 5 February 2012

Si sono concluse alle 17,33 le operazioni di trasferimento della m/n sharden alla banchina n’20 del porto di Civitavecchia. dove e’ stata ormeggiata in sicurezza. Lo spostamento, iniziato alle 16,42 e coordinato dalla Guardia Costiera di Civitavecchia, e’ avvenuto con l’ausilio di 4 rimorchiatori.
Alle ore 17,50 e’ iniziato lo sbarco di tutti i veicoli presenti a bordo che verranno successivamente imbarcati sulla m/n Nuraghes, appartenente alla societa’ Tirrenia, in partenza alle 22,30 per Olbia.Immagini da fonte “Guardia Costiera”

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Fiat e sindacati

Posted by fidest on Friday, 31 December 2010

A leggere le cronache del lavoro, quelle che fanno le prime pagine e animano il dibattito politico e sindacale, sembra che l’Italia sia in pieno ‘900. Il contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici è al centro di polemiche ideologiche che contengono contraddizioni grosse quanto il nostro debito pubblico, ma che raramente vengono evidenziate. Primo punto: è il settore metalmeccanico il fulcro attorno al quale costruire il futuro? I metalmeccanici sono circa il 10% della forza lavoro, che danno un forte contributo alla produzione di Pil e alle esportazioni (non c’è solo la Fiat). Ciò nonostante è paradossale che l’unico grande dibattito avvenga in questo settore, mentre il magmatico mondo dei cosiddetti lavori atipici (collaborazioni, partite Iva, ecc.), è lasciato ai margini, salvo aumentargli sempre più l’imposizione previdenziale. La fabbrica automobilistica era sicuramente emblema del sistema produttivo del secolo scorso, industria innovativa che trascinava la ricerca in altri ambiti. Ma oggi è così? No, la centralità è in altri settori, ed ha al centro Internet, e tutto ciò che ne deriva. Si pensi solo alle società a maggior capitalizzazione in borsa: una volta dominavano i costruttori di automobili, oggi in quella statunitense Google, Apple e Microsoft la fanno da padroni. Secondo punto: il settore metalmeccanico è quello che più necessita di flessibilità e stimoli alla produttività? Nessun dibattito serio, invece, sul settore meno produttivo in Italia quello pubblico. E non è il caso di fare polemichette a tratti popolari scimmiottando il ministro Renato Brunetta (che scimmiotta se stesso). L’improduttività non dipende dai ‘fannulloni’, ma dalla politica che ha più interesse a piazzare lavoratori (per catturare consensi), piuttosto che erogare servizi di qualità ai cittadini: giustizia, istruzione, sicurezza, ecc.. Una propensione ideologica, non solo in malafede. Tale pratica continua anche in regime di blocco delle assunzioni nel pubblico: basta creare società municipalizzate che sfuggono a questo blocco (vedi il recente caso che ha coinvolto diverse società del Comune di Roma). Terzo punto: i sindacati più ‘moderati’ sono realmente quelli più saggi? Ci limitiamo a constatare che le due confederazioni che da anni sono considerate più moderate ed aperte ai cambiamenti (Cisl e Uil, in contrapposizione all’ideologica Fiom-Cgil) hanno diversi scheletri nell’armadio. La Cisl ha la sua roccaforte di iscritti (oltre che tra i pensionati) tra i dipendenti pubblici, e in quest’ambito è sicuramente più conservatrice e meno propensa all’innovazione. Per quanto riguarda la Uil, basti ricordare come ha contribuito a devastare la società statale Tirrenia, compagnia navale dove Uiltrasporti è dominante e detta legge, in barba a tutti i soldi buttati a mare dai contribuenti. (Domenico Murrone, direttore Avvertenze online) – http://avvertenze.aduc.it

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Sciopero Tirrenia

Posted by fidest on Wednesday, 11 August 2010

La Uiltrasporti ha convocato per i prossimi 30 e 31 agosto uno sciopero su tutta la flotta Tirrenia. I motivi sono la non-apertura di un confronto col Governo nel processo di privatizzazione, per ora al palo, e che dovrebbe concludersi entro il 30 settembre. Ricordando che la situazione della Tirrenia non potra’ che degenerare -per lavoratori e utenti- proprio per come e’ stato finora messo in atto il cosiddetto processo di privatizzazione (dove allo Stato di sostituiscono le partecipate), non ci interessa entrare del merito dei motivi dello sciopero. Prendiamo invece atto che viene convocato per il 30 e 31 agosto: quando tutte le navi saranno stracolme di turisti (isolani e no) che tornano a casa e che hanno date precise in cui devono riprendere la propria attivita’ lavorativa. Non solo, ma con un”alternativa, nei giorni precedenti e successivi allo sciopero, che non esiste perche’ le navi sono gia’ strapiene da un pezzo (altrettanto per gli aerei per chi optasse per questo mezzo, magari lasciando l’auto sull’isola per prenderla in un secondo momento con ulteriore aggravio di costi). E’ evidente che il sindacato che proclama un simile sciopero e’ irresponsabile: perche’ piu’ che danno alla propria controparte arrechera’ danno -e anche molto pesante- agli utenti del servizio, con un allarme generale che potrebbe essere gestito con difficolta’ da parte delle forze dell’ordine. Se l’obiettivo della Uiltrasporti e’ richiamare l’attenzione sul proprio problema, sicuramente ci riuscira’… in negativo!! Il metodo di considerare gli utenti carne da macello, strumenti inconsapevoli e strumentalizzati delle proprie politiche, a nostro avviso e’ perdente. I migliori alleati dei lavoratori sono i cittadini utenti, ma se gli si danno scarpate in testa invece di “caramelle”, dopo si avra’ contro non solo la propria controparte ma tutta l’Italia che si identifichera’ nei drammi che saranno vissuti in quei giorni. Il metodo alternativo c’e’, creando danno solo alla propria controparte: far viaggiare gratis tutti in quei due giorni e rimborsare chi ha gia’ pagato il biglietto. Forse perche’ si crede sia piu’ proficuo alla propria causa un mondo intero “incazzato” contro gli scioperanti e non una controparte coi danni e la simpatia del mondo intero? E’ il discrimine tra civilta’ e barbarie nel mondo del 2010. Se lo sciopero verra’ confermato invitiamo gia’ da ora tutti i lavoratori coinvolti a boicottarlo.

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Disagi Tirrenia al porto di Civitavecchia

Posted by fidest on Sunday, 8 August 2010

Risarcire immediatamente i cittadini vittime dei gravi disservizi che si sono registrati sin dalle prime ore di ieri  al porto di Civitavecchia: è quanto chiede Cittadinanzattiva a Tirrenia alla luce delle lamentele che ha registrato da parte di alcune delle migliaia di villeggianti in partenza per la Sardegna. Al guasto che ha impedito alla nave della Tirrenia si salpare per Cagliari ha fatto seguito sin da stamane un caos caratterizzato da totale disinformazione, mancanza assoluta di assistenza e violazione dei diritti: personale dell’Autorità portuale e della Tirrenia completamente assente, forze dell’ordine e protezione civile arrivate quando ormai la gente era esasperata, traghetto per Olbia delle 8.30 preso letteralmente d’assalto da persone “alla deriva” abbandonate a se stesse, nessuna attenzione per disabili e bambini. A farne le spese, molti cittadini che pur in possesso di regolare biglietto non si sono potuti imbarcare per Olbia in quanto ormai il traghetto era stracolmo e in condizioni di dubbia sicurezza. “Alla luce di quanto accaduto” commenta il vicesegretario di Cittadinanzattiva Antonio Gaudioso, “non escludiamo alcuna modalità per tutelare al meglio i cittadini vittima di tali disagi, anche alla luce del fanno che simili episodi sono occorsi ad una società a capitale pubblico da anni in attesa di essere privatizzata”.

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Crisi Tirrenia

Posted by fidest on Saturday, 12 June 2010

“Esprimo piena solidarietà alle mobilitazioni dei lavoratori della Tirrenia che per via della privatizzazione rischiano il posto di lavoro” Lo dichiara in una nota l’on. Americo Porfidia in merito all’imminente procedimento di privatizzazione della flotta di Stato di Tirrenia. “Tenendo a mente lo sconveniente comportamento dell’attuale governo in merito alla vicenda Alitalia, e la preoccupante situazione del Ministero dello sviluppo economico – continua il deputato campano – siamo legittimamente inquieti per le modalità con le quali verrà gestita l’ennesima privatizzazione di una ricchezza pubblica. Si tratta del futuro di circa 2000 dipendenti, per un valore della flotta superiore agli 850 milioni di euro. Chiediamo dunque al governo – conclude l’on. Porfidia – di chiarire la propria posizione e se ha un piano industriale e di sviluppo da proporre, nel rispetto dei lavoratori e dei livelli occupazionali e salariali esistenti. La Tirrenia non può diventare la nuova Alitalia.”

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Privatizzazione Tirrenia

Posted by fidest on Thursday, 4 March 2010

“Nei bandi di gara per la privatizzazione della Tirrenia chiediamo siano inseriti la presentazione di un piano industriale adeguato al servizio e la salvaguardia dei livelli occupazionali e salariali dei lavoratori.” Lo dichiara in una nota l’on. Americo Porfidia in merito all’imminente procedimento di privatizzazione della flotta di Stato di Tirrenia. “Tenendo a mente lo sconveniente comportamento dell’attuale governo in merito alla vicenda Alitalia – continua il deputato campano – siamo preoccupati per le modalità con le quali verrà gestita l’ennesima privatizzazione di una ricchezza pubblica. Si tratta del futuro di circa 2000 dipendenti, per un valore della flotta superiore agli 850 milioni di euro.  L’ennesimo rapporto Istat ci riporta un paese in ginocchio, con il tasso di disoccupazione all’8,6% ed una produzione in continua diminuzione, sarebbe gravissimo se il governo accettasse la perdita di altri posti di lavoro. Chiediamo dunque al governo – conclude l’on. Porfidia – di gestire al meglio la transizione dal pubblico al privato garantendo i livelli occupazionali e salariali esistenti. La Tirrenia non può diventare la nuova Alitalia.”

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Tirrenia: no alla svendita

Posted by fidest on Friday, 8 May 2009

Dichiarazione di Ignazio De Rosa della Segreteria nazionale SdL intercategoriale: “Dopol’annuncio nei giorni scorsi della soppressione di numerosi collegamenti con le isole maggiori e minori servite dalle navi del Gruppo Tirrenia, ieri il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli ha dichiarato di voler convocare i sindacati per la settimana prossima, sicuro di risolvere il problema Tirrenia così come è stato “risolto” il problema Alitalia. Questa dichiarazione preoccupa ancora di più i lavoratori che già da giorni sono riuniti in assemblee spontanee su tutte le navi e negli uffici amministrativi. La preoccupazione è quella che il Gruppo Tirrenia venga svenduto così come è stato fatto con Alitalia con conseguente perdita di numerosissimi posti di lavoro e rischio di interruzione di continuità territoriale per i residenti delle isole. Con la soppressione di collegamenti con le isole maggiori e minori già prima della privatizzazione, la Società Tirrenia diventa più appetibile per i compratori ed è questo che i Lavoratori non vogliono: La Tirrenia non diventi la cai del mare – no alla svendita. SdL intercategoriale ha richiesto oggi nuovamente un incontro urgente al ministro Matteoli, ma è pronto a proseguire la vertenza in modo determinato ed immediato insieme a tutti i lavoratori del Gruppo Tirrenia.”

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