Scegliere tra una nuova costruzione e un immobile usato è una delle prime scelte da prendere quando si è in procinto di acquistare una casa. L’Osservatorio Casa.it ha preso in considerazione vantaggi e svantaggi per il mercato toscano. Le nuove costruzioni al metro quadro costano in media 200 euro in più rispetto all’usato. Firenze, con i suoi 4.550 euro medi al metro quadro è la provincia più cara in cui acquistare un immobile mentre Pistoia è la più conveniente con i suoi 2.300 euro mq.L’analisi svolta dal portale immobiliare ha messo in evidenza come sia Firenze la città toscana dove acquistare una soluzione immobiliare risulta più dispendioso. In particolare, una casa nuova richiede un esborso medio di 4.750 euro al metro quadro, a fronte dei 4.400 richiesti per una usata. Il mercato immobiliare di Pistoia risulta invece il più conveniente della regione: 2.450 euro al metro quadro è il costo delle nuove costruzioni, 2.200 quello delle usate.Il capoluogo toscano è seguito da Siena che fa registrare quotazioni medie di 3.800 euro per il nuovo, contro i 3.700 euro al metro quadro necessari per l’usato. Grosseto, Livorno e Pisa si posizionano invece in terza posizione: la spesa media di 3.100 euro al metro quadro per un appartamento di nuova costruzione supera di circa 100 euro quella necessaria per uno vecchio. Con un prezzo medio di 2.750 euro mq per le nuove costruzioni, seguono poi nella classifica Prato e Arezzo dove quelle usate si aggirano sui 2.550 euro. Infine, 2.450 euro al metro quadro è la spesa media necessaria per le nuove case a Massa-Carrara e Lucca, dove per quelle usate si spendono circa 2.350 euro.“Il nostro database, dove sono presenti oltre 93.000 annunci immobiliari della regione Toscana, ha permesso anche un’indagine approfondita dell’andamento della domanda del nuovo rispetto all’usato. In particolare essa risulta in rialzo per la provincia di Massa-Carrara.
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Acquistare l’usato in Toscana
Pubblicato da fidest su giovedì, 3 maggio 2012
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Toscana, la Regione studia la sanità “low cost”
Pubblicato da fidest su martedì, 24 aprile 2012
E se ora si mettono anche le Regioni a imitare Groupon? È quello che potrebbe accadere in Toscana, dove l’amministrazione ha in cantiere un provvedimento che, in sostanza, mira al convenzionamento della cosiddetta “Sanità low cost”. L’obiettivo è l’erogazione di cure odontoiatriche a prezzi “concordati”, attraverso accordi con poliambulatori privati dalle tariffe calmierate come quelli che, di solito, vanno su Groupon per pubblicizzare i loro servizi. Il progetto toscano mira di fatto a replicare su scala più larga il “modello Empoli”, provincia dove l’Asl ha concluso accordi con tre strutture odontoiatriche private che erogano cure a prezzi calmierati. In questo modo, è riuscita a snellire le liste d’attesa che invece si registrano in altre aziende sanitarie (che erogano direttamente nei loro ambulatori o in un unico centro convenzionato) e a fornire nel 2011 prestazioni a più di novemila assistiti. Di qui, come s’è detto, l’idea della Regione di replicare il modello nelle altre province. A giudicare dalle anticipazioni rilasciate alla stampa locale da alcuni funzionari, l’orientamento sarebbe quello di emanare una direttiva che inviti le altre Asl a stipulare accordi in stile empolese con gli studi e le strutture odontoiatriche private che assicurano tariffari e prezzi “calmierati”. Il provvedimento dovrebbe vedere la luce per maggio e a quanto pare non si limiterà soltanto alle cure dentali, ma dovrebbe ricomprendere anche quelle pediatriche. E se funzionasse, niente vieterebbe ulteriori allargamenti in altre aree della salute. Quali? Basta guardare su Groupon.(fonte: doctornews33)
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In Toscana fito-prevenzione contro la pollinosi allergica
Pubblicato da fidest su martedì, 6 marzo 2012
Una fitoterapia al contrario, si potrebbe definire fito-prevenzione il progetto toscano che si inserisce nella progettazione dei giardini di nuovi ospedali, pensati con una maggior attenzione a tutte quelle persone che soffrono di pollinosi allergica. Nelle aree verdi che nasceranno nei nuovi ospedali toscani di Prato, Pistoia, Apuane e Lucca, non ci saranno quelle piante più frequentemente responsabili della comparsa di allergie. Spariranno quindi arbusti ed alberi, caratteristici del paesaggio toscano, come il cipresso che produce troppo polline, ma anche la betulla, il nocciolo, l’ontano, le graminacee. È una decisione del Sior (Sistema integrato ospedali regionali), maturata sulla proposta della Asl 3 di Pistoia che indicava «nella progettazione delle quattro nuove strutture sanitarie di tenere conto della promozione della salute anche attraverso la scelta del verde». Alla lista delle piante vietate, si affianca però il via libera alla progettazione di giardini con gelsomini, magnolie, rose, platani, aceri, acacie, querce.(fonte famacista33)
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Toscana: Genitori in piazza contro i comprensivi
Pubblicato da fidest su giovedì, 22 dicembre 2011
La notizia ci è giunta qualche tempo fa dal dirigente regionale all’istruzione: la Toscana è una regione virtuosa e non ha bisogno di razionalizzazione della rete scolastica, però gli istituti comprensivi si fanno lo stesso. Che scelte farà la Regione Toscana adesso che la Conferenza delle Regioni si è espressa a sfavore, i genitori scendono in piazza, lo stesso Ministero ha posticipato la scadenza di un mese e i sindacati si dichiarano contrari? Avremmo un paio di cose da dire come genitori, se non disturba: a noi genitori i comprensivi non piacciono per niente, perché riducono la nostra possibilità di scegliere la scuola più adatta per nostro figlio e per la nostra famiglia. Si commentano da sole certe proposte di razionalizzazione della rete che tolgono qui, aggiungono di là, dividono in due un edificio scolastico, in una mera ottica di numeri che non si preoccupa per nulla se i ragazzi in uscita dalle elementari troveranno o no una classe ad accoglierli alle medie, senza essere penalizzati da priorità, bacini d’utenza e altri ammennicoli burocratici che spediscono gli alunni a destra e a manca e altro non fanno se non rendere invivibile il quotidiano delle famiglie.
Non a caso a Grosseto i genitori, che hanno raccolto oltre 3.500 firme per protestare contro il taglio di cinque istituti scolastici nel solo territorio maremmano, oggi alle 17 scenderanno in piazza per una manifestazione alla presenza del sindaco.Nato da un’utopia, quella del ministro Berlinguer, e sopravvissuto all’onda anomala e al concorsone, l’istituto comprensivo rappresenta una ferita grande per un territorio. Se gli studenti sono tanti (si parla addirittura di un comprensivo in provincia di Firenze che supererebbe i 2000 alunni) la qualità dell’offerta formativa è destinata a perdersi: l’esperienza insegna che il dirigente e la segreteria non ce la fanno a dare risposte adeguate e che gli insegnanti restano comunque separati in due ordini scolastici radicalmente diversi -per legge- e non dialogano più di quanto non lo facciano fra scuole vicine. La continuità è un’illusione, alimentata dal fatto di iscrivere il figlio nella stessa segreteria per 8 o 11 anni. Adesso il Ministero ha fatto un passo indietro, rinviando “a seguito delle numerose richieste pervenute” la scadenza per la definizione della rete al 31 gennaio 2012 e soprattutto accogliendo un criterio di gradualità nell’attuazione e la tesi delle Regioni che sia sufficiente una media di 1.000 alunni a livello regionale (con deroghe fino a 600) invece di mille alunni per scuola. Copia di questa nota, rivolta in origine ai soli Direttori scolastici regionali, è stata inviata ai comuni e alle scuole soggette a dimensionamento a cura della nostra Associazione, insieme a un appello a mantenere l’attuale assetto della rete scolastica. La Toscana ha 356 scuole dell’obbligo contro i 348 istituti comprensivi auspicati dalla Gelmini, con uno scostamento del 2%: la migliore, in un panorama che vede una media nazionale di +18%, con regioni come Calabria, Sicilia e Puglia che superano di più del 30% il numero di scuole consentito. Basterebbe insomma razionalizzare alcune scuole più piccole, come certe del capoluogo toscano che sono sotto la soglia dei 1000, per fare il nostro dovere. La Conferenza delle Regioni ha motivato l’opportunità di non procedere all’imposizione degli istituti comprensivi là dove esistono motivate esigenze territoriali; alcuni comuni e province hanno scelto di soprassedere all’applicazione della legge finanziaria n. 111 del luglio 2011, che ha reso obbligatoria la verticalizzazione. Ci sono evidentemente ottimi motivi per non creare istituti comprensivi là dove finora non è stato fatto, e allora perché andare avanti a tutti i costi?
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In Liguria 470 chilometri ad elevato rischio idrogeologico”
Pubblicato da fidest su giovedì, 27 ottobre 2011
“Ben 470 chilometri quadrati sono ad elevato rischio idrogeologico e manca un Servizio Geologico. Ancora una volta la Liguria e’ in ginocchio. Bisogna rendersi conto che questo territorio fragile non e’ più in grado di sopportare eventi meteorici di una certa portata. La tutela del territorio deve essere una priorità e dunque bisogna cambiare l’approccio, la prospettiva. La tutela del territorio è una questione culturale e bisogna essere consapevoli del fatto che il dissesto idrogeologico ha un costo enorme”. Affermazioni dure quelle del geologo ligure, Giuliano Antonielli , oggi Consigliere Nazionale dei Geologi . Ugualmente duro il Presidente Nazionale Gian Vito Graziano
“Nonostante tutte le emergenze in questo momento nessuna legge organica di governo del territorio vige sul territorio italiano. Oggi in Italia – ha affermato Graziano – sentiamo un ritardo politico-istituzionale, conseguenza del forte ritardo culturale, che si traduce nel rincorrere le emergenze, una dopo l’altra, ponendoci solo l’obiettivo di reperire le risorse economiche necessarie per ricostruire la zona colpita, dopo aver fatto il conteggio dei danni e purtroppo spesso anche quello dei morti”. I numeri parlano chiaro.
“Dal 1944 ad oggi in Italia sono stati spesi più di 213 MLD di Euro per dissesto idrogeologico e terremoti, di cui ben 27 MLD solo dal 1996 al 2008 . Oltre al fatto che 6 milioni di italiani abitano nei 29.500 chilometri quadrati del territorio considerati ad elevato rischio idrogeologico e ben 1.260.000 gli edifici a rischio frane e alluvioni. Di questi sono 6000 le scuole e 531 gli ospedali . Questi sono dati proprio del Consiglio Nazionale dei Geologi. Chiediamo dunque allo Stato italiano, una legge organica di governo del territorio – ha continuato Graziano – che ricostruisca lafiliera delle competenze, metta in campo azioni di manutenzione ordinaria e straordinaria dei nostri bacini idrografici, ponga le base di una riforma urbanistica e che faccia tesoro di quelle esperienze positive che in alcuni casi hanno visto il geologo impegnato a fronteggiare la difesa del suolo accanto alle istituzioni governative.Mi riferisco a quelle attività di presidio territoriale che hanno portato a fronteggiare situazioni di rischio idrogeologico prima del verificarsi dell’eventuale evento calamitoso, che poi spesso non si è verificato, e quindi non sempre e soltanto in fase emergenziale. Il problema investe, lo abbiamo visto, l’intero territorio nazionale ed anche Roma non è esente da rischi idrogeologici e da fenomeni di dissesto idrogeologico come le frane, anche se meno eclatanti, localizzate soprattutto lungo i margini occidentali dell’alto di Monte Mario – Gianicolo , o interessanti i versanti più acclini delle valli , approfondite dal reticolo fluviale , anche queste innescate spesso dall’intervento dell’uomo”.
Investire in prevenzione significa anche creare lavoro. “In un momento di crisi economica come questo non bisogna cedere alla tentazione di tagliare fondi, ma investire in un settore che e’ vitale per il Paese e che puo’ diventare una risorsa. Roosvelt – ha concluso il ligure Giuliano Antonielli – che non era sicuramente un ambientalista ma certamente un grande Presidente, rilancio’ gli USA dopo il ’29 con il New Deal passando dalla sistemazione idrogeologica del territorio in cui trovarono lavoro 300.000 disoccupati”.
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Rapporto Censis sulla Toscana
Pubblicato da fidest su sabato, 18 giugno 2011
Firenze 20 giugno nella Sala degli Affreschi del Consiglio Regionale – via Cavour 4 – viene presentato il Rapporto sulla Toscana realizzato dal Censis. Il Rapporto costituisce il risultato di un progetto per offrire alla Regione Toscana uno strumento di interpretazione della realtà socioeconomica toscana e di supporto alle decisioni dell’ente. Il testo contiene, oltre all’analisi e all’interpretazione di processi, dinamiche e fenomeni trasversali ai settori, nonché raccomandazioni su possibili scelte di politiche e interventi pubblici, un quadro dettagliato di alcuni settori essenziali della realtà socioeconomica regionale: formazione, lavoro, protezione sociale, territorio, economia, comunicazione e cultura, ricerca e innovazione, sicurezza e cittadinanza.
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Rilanciare il manifatturiero in Toscana
Pubblicato da fidest su domenica, 27 marzo 2011
Attivare nuove produzioni, creare centri di eccellenza a servizio di grandi gruppi, consolidare attraverso il sostegno all’innovazione importanti presenze di multinazionali contribuendo a rafforzare i siti toscani nella concorrenza interna ai gruppi, creare nuova occupazione qualificata. L’economia to! scana riparte da qui. Sono questi, infatti, i risultati che si determineranno in Toscana grazie a 61 milioni di contributi regionali che si prevede attiveranno 120 milioni di investimenti in ricerca e sviluppo, che finanzieranno 18 grandi imprese, 4 medie, 13 piccole e 15 organismi di ricerca. Si tratta di progetti importanti, che quando saranno conclusi porteranno realtà della nostra regione all’avanguardia nello scacchiere della innovazione internazionale. (Gianfranco Simoncini)
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Rilanciare il sistema neve toscano
Pubblicato da fidest su sabato, 5 marzo 2011
Firenze 5 marzo alle ore 12 nella Sala Pegaso Palazzo Strozzi Sacrati Piazza del Duomo 10 Conferenza Stampa sull’intesa per rilanciare il sistema neve toscano. La sottoscrivono oggi a Firenze, a Palazzo Strozzi Sacrati, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il Presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani e il presidente toscano di Anef (Associazione esercenti funiviari) Andrea Formento. L’intesa stabilirà un pacchetto di impegni e di iniziative volte a favorire un cambiamento di rotta per l’economia dei quattro comprensori sciistici regionali, che vivono una fase delicatissima.
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Toscana: selezione oli extravergini
Pubblicato da fidest su giovedì, 30 dicembre 2010
Spoleto dal 21 al 26 marzo 2011 una selezione per individuare i migliori oli regionali per il premio nazionale Ercole Olivario 2011. Unioncamere Toscana, in collaborazione con il Laboratorio Chimico Merceologico della Camera di Commercio di Firenze, organizza per la prima volta una selezione regionale di oli extra vergini di qualità con il duplice scopo di: realizzare un catalogo promozionale delle migliori produzioni toscane (Selezione degli oli extra vergini di oliva della Toscana).
L’obiettivo dell’intervento è la valorizzazione delle eccellenze olearie regionali e l’organizzazione unificata delle due selezioni si propone di realizzare l’ottimizzazione delle risorse e dell’impegno per gli enti organizzatori e una semplificazione operativa per le imprese interessate, le quali potranno aderire ad entrambe le iniziative o a una soltanto di esse.
Il catalogo promozionale dei produttori selezionati sarà distribuito da Toscana Promozione, Unioncamere Toscana e dalle Camere di Commercio regionali nelle occasioni di promozione dei prodotti tipici della regione in Italia e all’estero. La selezione è completamente gratuita per tutte le imprese toscane. La scadenza delle domande è il 24 gennaio 2011 e le informazioni relative all’iniziativa sono disponibili sui siti internet http://www.ercoleolivario.org, http://www.unioncamere.it e http://www.fi.camcom.it.
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Parata di vip all’Eccellenza di Toscana
Pubblicato da fidest su martedì, 7 dicembre 2010
La cena organizzata da AIS Toscana in collaborazione con il Gruppo Editoriale nella Sala del Conventino del Four Seasons Hotel di Firenze è stata l’occasione, oltre che per far conoscere i vini che hanno conquistato i 4 e 5 grappoli nella Guida Duemilavini 2011, anche per consegnare a Carlo Conti, showman e mattatore del preserale di Raiuno con l’Eredità e il venerdì con I Migliori Anni , il taste
vin e il titolo di Sommelier ad Honorem. Alla serata è intervenuta anche Cesara Buonamici, volto noto del TG5 che ha ricevuto dalle mani del Presidente di AIS Toscana Osvaldo Baroncelli un taste vin in cristallo in segno di buon auspicio per la sua attività di produttrice di vino nella fattoria di famiglia sulle colline di Fiesole, dove già da tempo produce un olio extravergine di oliva che ha conquistato le 5 Gocce nella Guida Bibenda 2011.(conti)
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La Toscana e le scorie alimentari
Pubblicato da fidest su mercoledì, 6 ottobre 2010
L’interrogazione presentata dai deputati toscani del Pd Franco Ceccuzzi, Susanna Cenni, Luca Sani e Raffaella Mariani è stata formulata per “Capire quali sono le aree della Toscana, individuate dalla Sogin per il deposito di scorie nucleari e quali i criteri adottati per la definizione della mappa dei 52 siti nucleari tra i quali rientrerebbero anche le province di Grosseto, Livorno e Siena. “Il 23 settembre scorso – si legge nell’interrogazione – la Sogin, azienda pubblica controllata interamente dal Ministero dell’Economia per lo smantellamento delle centrali nucleari dismesse, ha consegnato al governo la mappa delle 52 aree idonee per la localizzazione dei depositi delle scorie nucleari. La lista dei siti è stata elaborata sulla base dei criteri dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica tra i quali rientrano la stabilità del suolo, la non sismicità e la bassa densità di popolazione. Dalla mappa redatta risulta che siano stati inserite alcune zone della Toscana e in particolare alcune aree delle province di Grosseto, Livorno e Siena”. “La Toscana – affermano i deputati toscani del Pd – vanta oggettivamente un patrimonio culturale, artistico, ambientale, zootecnico ed agroalimentare tra i più ricchi a livello internazionale e in grado di attrarre ogni anno milioni di visitatori. Il turismo, nelle sue molteplici accezioni e diversificati target di riferimento, infatti rappresenta una delle maggiori risorse, dal punto di vista economico ed occupazionale della Toscana. Per questo riteniamo che l’installazione di uno o più depositi di scorie nucleari potrebbe rappresentare un elemento di criticità per la futura promozione turistica del territorio, causare una ricaduta negativa in termini di presenze”. “Con questa interrogazione – concludono Franco Ceccuzzi, Susanna Cenni, Luca Sani e Raffaella Mariani – chiediamo che siano diffusi, nel dettaglio, i siti individuati da Sogin e localizzati in Toscana. Chiediamo poi al Ministro dello sviluppo economico quali garanzie intenda mettere in campo per escludere, nei futuri passaggi istituzionali inerenti l’individuazione ufficiale dei siti stessi, quei territori e quelle Regioni che vantano una riconosciuta e secolare ricchezza agroalimentare e zootecnica, che presentano aree ad alto pregio ambientale e paesaggistico, nonché siti Unesco riconosciuti patrimonio dell’umanità”.
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Congiuntura e artigianato in Toscana
Pubblicato da fidest su martedì, 7 settembre 2010
Dai risultati dell’indagine congiunturale dell’Osservatorio Regionale Toscano sull’Artigianato, realizzata da Unioncamere Toscana con Regione Toscana, CNA, Confartigianato Imprese e Cgil, Cisl e Uil e il supporto tecnico di Irpet, il primo semestre 2010 si chiude con un arretramento del fatturato in provincia di Firenze del -8,9% (lievemente inferiore al corrispondente dato regionale: -9,8%); particolarmente toccato da questo calo il settore edile (-13,5%), seguito da servizi (-7,2%) e manifatturiero (-6,8%). La dinamica recessiva dell’edilizia propaga i suoi effetti anche sul versante occupazionale, contribuendo così alla variazione negativa (-1,4%) del numero di addetti (-0,1% il dato medio regionale, quest’ultimo distribuito tra 1,4 delle imprese con 1-5 addetti e -1,5 per quelle con 6 addetti e oltre). Da tenere conto, circa la dinamica occupazionale, che la dicotomia tra piccole-micro imprese da una parte, e le più strutturate dall’altra, nasconde una dinamica più complessa in quanto per le micro la diminuzione di addetti ne sancirebbe con molta probabilità la scomparsa dal mercato; pertanto il contributo che esse forniscono al mantenimento dei livelli occupazionali può accompagnarsi anche a condizioni di debolezza sempre maggiori. La flessione ha interessato anche la produzione (-28,1% saldo aumenti/diminuzione percentuali). (…)
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Microcredito in Toscana
Pubblicato da fidest su martedì, 29 giugno 2010
Firenze Piccoli prestiti - fino a 15 mila euro e restituibili in cinque anni, garantiti dalla Regione a chi non ha né risorse né garanzie – per aprire nuove piccole imprese. Il Sistema per il microcredito orientato assistito toscano (Smoat) esiste dal 2006: funziona come uno sportello di Fidi, la finanziaria di cui la Regione è il socio di maggioranza, fornisce garanzie ma si preoccupa anche di trovare i finanziatori. L’idea nuova è quella di creare un fondo specifico per garantire piccoli prestiti in particolare ai giovani da 20 a 35 anni che vogliono mettersi in proprio o fondare una cooperativa ma anche a chi di anni ne ha di più, ha perso il lavoro e magari qualche difficoltà a ricollocarsi. Le garanzie offerte continueranno ad essere gratuite per le imprese, come avviene ora con il progetto Smoat. Anche le condizioni e i tassi con cui il prestito sarà erogato saranno favorevole. La Regione potrebbe rimborsare ai Confidi le commissioni normalmente richieste, per azzerarle.
Attraverso Smoat, il sistema per il microcredito orientato, la Regione è riuscita a garantire fino ad oggi 500 mila euro di finanziamenti al oltre 240 piccoli imprenditori. A questi si aggiunge un’ulteriore iniziativa di microcredito più recente, rivolta a famiglie in difficoltà, partita qualche mese fa: in questo caso il prestito massimo non è di 15 mila ma solo di 4 mila euro. La Regione presta garanzie inoltre anche per prestiti richiesti da lavoratori atipici, studenti universitari e giovani professionisti: il fon! do &egra ve; di 3,7 milioni ed è gestito dall’agenzia regionale Artea. Le garanzie offerte sono riuscite a rendere “bancabili” soggetti a cui le banche altrimenti non avrebbero concesso un prestito: peraltro, grazie agli accordi stretti tra le Regione e il sistema bancario, anche a condizioni di favore. Con un milione di euro di garanzie si possono sos tenere circa 5 milioni di finanziamenti. E appena il prestito viene restituito, le risorse messe a garanzie tornano a disposizione.
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Sanità Toscana: Berlusconi smentito dal suo ministro
Pubblicato da fidest su martedì, 30 marzo 2010
“Vi sono specifiche commissioni ad hoc che si occupano della sanità italiana, monitorandone i progressi e i problemi. E’ troppo facile in un periodo di campagna elettorale politicizzare i problemi sanitari pubblici per colpire l’opposto schieramento politico”. Commenta così Manlio Caporale, responsabile per la sanità dell’Italia dei Diritti, le affermazioni rilasciate da Silvio Berlusconi sulla malasanità in Toscana, dichiarazioni però prontamente smentite dal ministro della salute Fazio.”Il problema – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – per essere risolto andrebbe affrontato esulando dagli interessi degli opposti schieramenti politici. Se non si conoscono realmente i dati, non si può esprimere un parere così denigratorio ai danni di una regione che, al contrario, si dimostra essere un fiore all’occhiello nel nostro Paese. Non si può non considerare che la Toscana, pur avendo attuato delle importanti restrizioni economiche sanitarie – conclude Caporale – ha di contro centralizzato numerosi servizi e razionalizzato la spesa portando egualmente soddisfazione agli utenti”.
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