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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Firma accordo per tutela ambiente fra Autovie Venete e Ministero Ambiente

Pubblicato da fidest su lunedì, 21 maggio 2012

Riva del Mandracchio 4dalle 12,00 alle 13 e 30 Savoia Excelsior Palace Trieste – – Sala Imperatoreil Ministro per l’Ambiente Corrado Clini e il presidente di Autovie Venete Emilio Terpin, firmeranno un accordo in materia di promozione di progetti comuni finalizzati all’analisi e mitigazione dell’impatto sul clima delle infrastrutture autostradali. Concretamente, significa l’inizio di una collaborazione orientata a promuovere iniziative dedite alla valorizzazione della sostenibilità nella gestione delle infrastrutture autostradali. Il primo passaggio sarà la predisposizione di una metodologia di calcolo dell’impronta di carbonio (carbon footprint) relativa alla gestione (manutenzione compresa) di una tratta autostradale e la relativa contabilizzazione delle emissioni di CO2 prodotte dalle diverse attività. Successivamente verrà definito un sistema di gestione delle emissioni, specifico per il settore autostradale, volto alla riduzione dell’impronta di carbonio. Per ciascuna delle attività oggetto di “carbon footprinting”, si potranno poi individuare gli interventi, economicamente efficienti, più idonei alla riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra ed, inoltre, effettuare una stima delle restanti emissioni ai fini della loro mitigazione.
Nell’occasione saranno anche illustrate tutte le attività della Concessionaria finalizzate alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente.

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Tutela della persona svantaggiata

Pubblicato da fidest su domenica, 13 maggio 2012

Nei giorni scorsi la Fondazione Dopo di Noi Onlus, presieduta da Luigi Lotti, ha sottoscritto con una famiglia residente nel territorio del Circondario Empolese-Valdelsa il suo primo Trust, ovvero un accordo di tutela e di progetto dedicato alla persona svantaggiata.Si tratta di un traguardo importante a livello di Regione Toscana. E’ la prima volta, infatti, che una fondazione con finalità di gestione del patrimonio e di tutela della persona raggiunge questo obiettivo, sia dal punto di vista delle caratteristiche dell’accordo, sia dal punto di vista della capacità di corrispondere a particolari esigenze che spesso interessano molte famiglie.
La Fondazione Dopo di Noi Onlus persegue finalità di tutela e di solidarietà sociale, operando a beneficio di persone svantaggiate, con priorità per quelle disabili. Nello specifico, l’attività della Fondazione si sostanzia in una sorta di tutela giuridica della persona disabile sia come persona fisica, sia nei suoi affetti e nei suoi diritti, qualora la famiglia non sia più in grado di occuparsene. Lo scopo è quello di consentire a tale soggetto di condurre un’esistenza il più possibile simile a quella che aveva in famiglia. La Fondazione, quindi, svolge la sua funzione articolandola in una duplice area d’intervento: a beneficio di specifici e determinati soggetti che conferiscono un patrimonio e a favore di tutti coloro che si trovano in condizioni di svantaggio.Nello specifico, il Trust è un istituto giuridico che permette, previo vincolo dei patrimoni, di esplicare la funzione di tutela della persona destinataria dell’accordo in termini di progetti dedicati alla persona, sia nel campo dell’assistenza, che nel campo dello sviluppo e del mantenimento delle attività psicosociali e riabilitative laddove siano previste. Questo istituto giuridico è estremamente flessibile e si adatta alle molteplici caratteristiche che ogni famiglia esplicita nel corso dell’istruttoria.Questo primo accordo sottoscritto nei giorni scorsi è il frutto di un anno di lavoro e di ricerca delle possibili e migliori soluzioni per gli interessati, ottenuto grazie alle professionalità messe in campo dalla Fondazione e dallo studio notarile di cui l’organizzazione si è avvalsa. Nel mese di marzo scorso, inoltre, si è concluso un percorso formativo promosso dalla Fondazione Dopo di Noi Onlus sul tema dell’amministrazione di sostegno rivolto agli ordini professionali degli avvocati e degli assistenti sociali. Il percorso si è chiuso con l’invio al Tribunale e al Giudice Tutelare competenti dell’elenco dei nominativi dei professionisti che danno la loro disponibilità a svolgere il ruolo di amministratore di sostegno a favore delle persone svantaggiate.

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Cure gratuite per i malati di Alzheimer

Pubblicato da fidest su lunedì, 2 aprile 2012

PET scan of a human brain with Alzheimer's disease

PET scan of a human brain with Alzheimer's disease (Photo credit: Wikipedia)

 

Buone notizie per i familiari dei malati di Alzheimer. Non devono versare alcuna retta, ai Comuni, per il ricovero dei loro cari in strutture per lungodegenti, in quanto si tratta di importi a totale carico del Servizio sanitario nazionale dato che il tipo di patologia non consente di fare distinzione tra spese per la cura e spese per l’assistenza. Lo ha stabilito la Cassazione nella sentenza 4558 del 22 marzo 2012 che ha respinto il ricorso di un Comune veneto che forniva assistenza a pagamento.
Gli ermellini hanno dato ragione al marito e ai figli di una donna, ricoverata nel 1992 nella casa di cura ‘Costante Gris’ di Mogliano Veneto perchè, per effetto dell’Alzheimer, non era autosufficiente e aveva bisogno di assistenza continua per tutto, anche per deglutire.
Il Comune trevigiano di Carbonera, dove la famiglia risiedeva, aveva preteso una retta di quasi due milioni e mezzo al mese di vecchie lire solo per pagare l’assistenza, oltre ai costi del ricovero sanitario vero e proprio. Il Comune sosteneva che si sarebbe dovuto fare carico di tali spese solo se la malata fosse “indigente”, ma non era questo il caso dato che i congiunti avevano un loro reddito e dunque, dovevano, pagare.
In primo grado il Tribunale di Treviso aveva dato ragione al Comune, e aveva condannato i familiari a pagare la retta e quasi 50 milioni di lire per l’assistenza. La Corte di appello di Venezia però accoglieva l’appello proposto da familiari del malato, ritenendo fondata la domanda di ripetizione degli stessi avanzata e immeritevole di accoglimenti la riconvenzionale proposta dal comune. La Corte di appello spiegava infatti che “veniva in evidenza, alla stregua delle norme contenute nell’art. 30 della l. n. 730 del 1983 e del DPCM 8 agosto 1985, la natura di carattere sanitario delle prestazioni eseguite nei confronti della paziente, gravemente affetta dal morbo di Alzheimer e sottoposta a terapie continue, a fronte delle quali le prestazioni di natura non sanitaria assumevano un carattere marginale e accessorio”. Su ricorso del Comune, la Cassazione respingendo le pretese dell’amministrazione, confermava la decisione di secondo grado.
Una simile distinzione tra gli aspetti della cura e quelli dell’assistenza, spiega la Suprema Corte, “presuppone una scindibilità delle prestazioni” che non ricorre nell’ipotesi dei malati di Alzheimer, che hanno bisogno di una “stretta correlazione” di prestazioni sanitarie e assistenziali, con “netta prevalenza degli aspetti di natura sanitaria”. Per la Cassazione, in fatto di sanità, la legge che più conta “è il nucleo irriducibile del diritto alla salute protetto dalla Costituzione come ambito inviolabile della dignità umana”.
Giovanni componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti chiede al governo di estendere questo principio sancito dalla sentenza della Cassazione anche alle altre drammatiche situazioni per i malati non autosufficienti per i quali non sono previsti finanziamenti.

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Arriva l’elettro sharing

Pubblicato da fidest su mercoledì, 28 marzo 2012

Mentre in molti paesi industrializzati si diffonde il car sharing quale possibile alternativa alla mobilità urbana, ora un da un progetto sviluppato da un gruppo di laureati in disegno industriale, gli “Studio Superfluo” arriva una proposta ancora più innovativa: gli elettrodomestici in comune, o l’elettro sharing.
L’equipe ha appena vinto, infatti, il primo premio nella quinta edizione del Samsung Young Design Award che aveva come tema: “nuovi elettrodomestici per le nuove famiglie”. Le vere novità, non sono sembrati l’invenzione di nuovi prodotti, ma la riorganizzazione di ciò che già avevamo nelle nostre case.
L’idea nasce da due principali motivi: da una parte dal fatto che ogni famiglia ha in casa in media dai 20 ai 30 elettrodomestici, che vengono lasciati spenti per circa il 67% del loro ciclo vitale, dall’altra, è stato stabilito che solo il 5% dei rifiuti elettronici vengono smaltiti su scala globale, ma come sovente accade sono trasportati nei paesi del terzo mondo per essere eliminati utilizzando prassi spesso illegali. Inoltre, vi sono anche ragioni di spazio all’interno delle abitazioni che hanno fatto brillare l’idea di una condivisione degli elettrodomestici all’interno dei condomini. Il gruppo d’inventori ha quindi stabilito le modalità di applicazione della proposta. A seguito di una raccolta dati in un formulario vengono stabilite le richieste e le esigenze delle singole famiglie, sia per prodotto sia per fasce orarie, e in virtù di tale meccanismo viene fissato un canone mensile da pagare. Per quanto riguarda, in termini pratici, l’utilizzo dei singoli prodotti, sarà una tessera elettronica ad occuparsene mentre un’impresa esterna fornirà gli apparecchi più all’avanguardia, e a pensare alla loro manutenzione ed infine al loro smaltimento. Per Giovanni componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, la proposta appare davvero innovativa e se si diffonderà su scala globale, potrà da un lato costituire un autentico risparmio per le famiglie sempre più alle prese con i problemi della crisi e dall’altro contribuire alla riduzione degli sprechi energetici ed alla diminuzione dell’utilizzo di materie prime per la produzione dei componenti e dello smaltimento di rifiuti speciali alla fine dei cicli vitali dei singoli elettrodomestici.

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Leggi che non tutelano i diritti

Pubblicato da fidest su giovedì, 22 marzo 2012

The Palace of Justice in Rome, Italy, seat of ...

The Palace of Justice in Rome, Italy, seat of the Supreme Court of Cassation. View from the opposite side of Umberto I bridge Français : Le Palais de Justice en Rome, Italie, siège de la Court de Cassation, vue de Pont Umberto I Deutsch: Die Justizpalast in Rom, die Oberster Kassationsgerichtshofs Palast Italiano: Il Palazzo di Giustizia, anche noto come Palazzaccio, sede della Corte di Cassazione, a Roma, visto dalla mezzeria di ponte Umberto I (Photo credit: Wikipedia)

I grandi geni della politica pidiellina Gasparri e Giovanardi, con la loro lettera al Capo dello Stato, in qualità di Presidente del Csm, lamentano che il Giudice della Cassazione Salvatore Di Palma con la sentenza della Corte di Cassazione n. 4184 del 15 marzo 2012, sui diritti delle coppie gay, ha “espresso opinioni del tutto personali su come il Parlamento dovrebbe operare in futuro”. Lorsignori, per farsi belli davanti al
cardinale o monsignore di turno, dimenticano che anche la Corte Costituzionale con la sentenza 138/2010 ha detto in modo chiaro e netto che la classe politica deve dare riconoscimento alle coppie conviventi che hanno rilevanza costituzionale. Entrambe le sentenze chiariscono definitivamente che i diritti non riconosciuti per l’immobilismo della classe politica possono anche essere fondato motivo per ricorsi legali delle coppie che con queste leggi subiscono ingiuste discriminazioni. E’ evidente che il loro nervosismo è dovuto al fatto che ormai in Italia, l’opinione pubblica, è sempre più consapevole della necessità di riconoscere le unioni e il matrimonio civile anche tra persone dello stesso sesso e le stesse forze politiche, pur con timidezze e ambiguità di ogni genere, dovranno prima o poi affrontare la questione.

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Tutela della proprietà intellettuale

Pubblicato da fidest su martedì, 20 marzo 2012

L’innovazione e gli strumenti per la sua tutela e il suo trasferimento sono leve strategiche per la competitività delle imprese. Con questa convinzione, la Camera di Commercio di Udine ha messo in campo una serie di iniziative a sostegno delle Pmi, soprattutto per quanto riguarda la proprietà industriale. Attività riassunte oggi in una conferenza stampa che è stata occasione anche per concretizzare una di esse, cioè la firma della convezione per l’istituzione del nuovo Punto di Orientamento della proprietà intellettuale, sportello di prima consulenza professionale gratuita, per imprese ma anche cittadini, che desiderano avere informazioni di base su modalità e costi del deposito di un marchio, brevetto o disegno in Italia o all’Estero, ricerche nelle banche-dati nazionali e internazionali, fino all’eventuale valutazione economica legata allo sviluppo di un’invenzione. Con il presidente Giovanni Da Pozzo hanno siglato l’accordo Daniele Petraz per la Glp Srl e Luca D’Agostini della D’Agostini Organizzazione Srl, due dei principali studi di consulenza in materia della provincia.
«La contraffazione, la pirateria e, più in generale, le violazioni della proprietà intellettuale – ha detto Da Pozzo –, sono in continuo aumento e di portata internazionale. Le imprese guardano con attenzione crescente a queste tematiche e alla relativa evoluzione normativa. La loro tutela, infatti, è una delle condizioni necessarie per investire in ricerca e sviluppo e per poter operare in concorrenza leale sul mercato interno e sui mercati internazionali, quanto mai indispensabile oggi, con una competizione economica sempre più agguerrita e globalizzata». La difesa dell’idea «rappresenta un valore aggiunto ancora più forte in un Paese come il nostro, in forte difficoltà e con grossi aggravi a carico delle aziende. Gli strumenti offerti dalla proprietà industriale – brevetti, marchi, disegni o modelli – sono fondamentali per creare valore economico, perciò tutelare la capacità creativa delle imprese – conclude il presidente – è doveroso per sostenere il loro impegno quotidiano e promuovere il loro futuro». A fargli eco, i due professionisti, che hanno sottolineato come «sul tema della tutela della proprietà intellettuale si gioca la vera partita delle aziende in campo internazionale e il “fai da te” può creare più danni che benefici». Assume perciò grande rilevanza una consulenza mirata, che permetta alle imprese di salvaguardare al meglio la propria creatività e idea innovativa. «È dunque fondamentale – hanno concluso – continuare a sensibilizzare le aziende, ma anche i singoli, sull’importanza di questa attività e di questa protezione». E la Cciaa lo fa infatti su più fronti. Si è partiti oggi con l’istituzione del Punto di orientamento – attività effettuata nella sede camerale, su appuntamento e dietro presentazione di una richiesta con le tematiche da approfondire. Info: Ufficio Brevetti, via Morpurgo 4, Tel. 0432273271, Fax 0432509469  servizio che si stima possa coinvolgere almeno un centinaio di utenti all’anno e che rafforza e struttura l’attività in cui l’ufficio camerale è già impegnato da anni. Accanto a esso, la Cciaa «rinnoverà anche per il 2012 il bando di contributi per la copertura delle spese sostenute dalle imprese per la brevettazione», ha aggiunto Da Pozzo. Il bando, attivo dal 2009, ha previsto annualmente agevolazioni, con fondi propri della Camera, particolarmente apprezzate dalle aziende: sono stati infatti stanziati e concessi nelle tre annualità 150 mila euro e finanziate 90 imprese.

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Tutela della salute nello sport

Pubblicato da fidest su venerdì, 9 marzo 2012

Oltre 100 persone fra assessori allo sport, rappresentanti degli uffici sport, degli uffici tecnici dei comuni e dirigenti delle società sportive, hanno partecipato agli incontri sul modello di vigilanza proposto dall’unità operativa igiene e sanità pubblica e medicina dello sport dell’Asl 11. Il percorso, finalizzato all’attivazione di una collaborazione con le municipalità e le società del territorio per la tutela della salute e della sicurezza degli impianti sportivi, è iniziato nell’autunno del 2009 e si è sviluppato in sei incontri.
Il primo incontro propedeutico si è svolto al Circondario Empolese Valdelsa, il secondo nel comune di Empoli, il terzo ha interessato i comuni di Vinci, Capraia e Limite, Cerreto Guidi, Montelupo Fiorentino.
I comuni di Castelfiorentino, Montaione, Montespertoli, Certaldo e Gambassi Terme sono stati coinvolti nel quarto incontro, mentre il quinto è stato l’incontro propedeutico per il territorio del Valdarno e si è tenuto a San Miniato. Infine, il sesto ed ultimo incontro, svoltosi nel febbraio scorso a Santa Croce, ha visto presenti i rappresentanti dei comuni e delle società di Fucecchio, Castelfranco, Montopoli, San Miniato e, appunto, Santa Croce sull’Arno. I temi trattati hanno spaziato dalla sicurezza e igiene degli impianti sportivi al corretto rilascio delle certificazioni per le attività sportive agonistiche e non, fino alla normativa nazionale e regionale di riferimento, con particolare attenzione al ruolo della vigilanza per la tutela dello sport.
Il modello di lavoro di vigilanza proposto ha raccolto apprezzamenti dai presenti in quanto orientato alla valutazione condivisa delle problematiche. Per l’unità operativa igiene e sanità pubblica e medicina dello sport dell’Asl 11 sono intervenuti il dottor Dimitri Fattore e l’operatrice Angela Lo Sinno. Agli incontri, inoltre, è intervenuto il dottor Nicola Mochi, direttore dell’unità operativa medicina dello sport dell’Asl 3.
Prossimamente verranno attivati, in conseguenza di specifiche richieste già manifestate, ulteriori incontri sul tema e un’attività formativa dedicata.

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Disabili e istituzioni

Pubblicato da fidest su sabato, 24 dicembre 2011

Bologna

Image by vic15 via Flickr

Bologna. Dopo il flash mob del mese di ottobre dei disabili e delle loro famiglie le istituzioni non sembrano aver capito l’importanza di quella manifestazione tanto partecipata.
La regione ha inviato alle associazioni per la tutela della disabilità e alla consulta per il superamento dell’handicap la nuova bozza di delibera, stilata dalla stessa, riguardante la compartecipazione degli utenti al costo di servizi socio-riabilitativi: in essa si ritrova l’ingiusta applicazione dell’art. 49 della legge regionale, attuata nel dicembre 2009 a danno delle persone con disabilità. Nonostante sia stato impiegato tempo, dibattiti, riunioni e proteste pubbliche perché si potesse arrivare ad una soluzione di equità contributiva delle persone disabili per i servizi di assistenza, i responsabili politici ed i loro funzionari non sentono il dovere di rispettare un diritto sancito da una legge nazionale ordinaria e dalla Costituzione. La presidente dell’ANFFAS di Bologna Gabriella D’Abbiero ha scritto una lettera aperta al presidente della regione, agli assessori regionali alla sanità e al sociale, ed a tutti i membri del consiglio comunale di Bologna, per protestare contro questa ingiusta posizione presa, sulla “ proposta della Regione di un aumento dell’esborso economico molto maggiore rispetto al passato addossato alla famiglia senza riconoscere i gravosi impegni personali di assistenza e cura di un figlio con disabilità grave e quelli economici che una famiglia deve sostenere nell’arco della vita intera. Dunque non solo il mancato rispetto di una legge dello Stato, la prevaricazione, in nome di cavilli legali smentiti dalla nostra stessa Costituzione, ma anche la beffa di un aumento vergognoso della contribuzione, speculando su una pensione di invalidità di € 256,00 e di un’indennità di accompagnamento, che sentenze del Consiglio di Stato dichiarano intoccabili in quanto necessarie all’assistenza quotidiana della persona disabile grave”. La presidente si chiede se questa sia la giustizia e l’ equità sociali tanto sbandierate dai politici in questione se, dopo anni e anni nei quali Anffas Bologna ha tentato attraverso incontri e confronti di evidenziare le ragioni per cui ha ritenuto, nei riguardi della compartecipazione ai servizi, di sostenere e tutelare i diritti della persona con disabilità e della famiglia (come sancito dalla legge 130 dalla Costituzione e dalla Convenzione Onu), questo sia il risultato.
In particolare quello che rivendica Anffas è:
1. Differenziazione fra la persona con disabilità grave e l’anziano che diventa non autosufficiente: la persona con disabilità è a totale carico della famiglia ed incapace di produrre reddito dalla nascita fino alla morte.
2. Per la frequenza ai centri diurni fare riferimento al reddito del solo utente, escluse pensione di invalidità e indennità di accompagnamento: con quali mezzi economici può vivere una persona disabile che ha bisogni oltremodo maggiori rispetto ad una persona normale e necessita di assistenza continua? Se non vi è reddito, non si può richiedere alcuna contribuzione.
3. Fermo restando il riferimento al reddito individuale, per l’inserimento nella struttura residenziale l’indennità di accompagnamento (vista la finalità della stessa) “accompagna” l’utente, mentre la pensione deve restare nella sua disponibilità per le necessità personali. Inoltre la eventuale compartecipazione deve riguardare il pasto ed il trasporto e non il costo del servizio, che come sancito dai Lea, spetta all’ente pubblico.
Alla luce di queste considerazioni, estese e sostenute da tutta la Consulta per il Superamento dell’Handicap di Bologna, ci chiediamo se le istituzioni potranno ancora procedere calpestando i diritti di centinaia e centinaia di cittadini bolognesi.

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Maggior tutela Usa per i vini dei Colli Orientali

Pubblicato da fidest su domenica, 11 dicembre 2011

Colli Orientali del Friuli

Image by candido33 via Flickr

Non sarà solo il Prosecco a beneficiare della tutela garantita dall’accordo bilaterale “Notifica di modifica degli allegati dell’accordo tra la Comunità Europea e gli Stati Uniti d’America sul commercio del vino”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 24 novembre (che aggiorna quella del 2005) e che fa seguito alla “Decisione della Commissione del 13 settembre 2011” in materia. Altre importanti denominazioni italiane saranno d’ora in poi tutelata con maggiore rigore negli Usa. Alcune sono nuove, altre sono messe a punto e/o correzioni a diciture o menzioni che potevano essere oggetto di controversia. Per quello che riguarda il Fvg, nell’elenco dei vini tutelati sono state inserite, fra le Dop (Denomiazioni di Origine Protetta) anche la “Colli Orientali del Friuli – Schiopettino di Prepotto” e la “Colli Orientali del Friuli Picolit – Cialla”.

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Politiche etiche di gestione

Pubblicato da fidest su sabato, 10 dicembre 2011

Loveable Pets

Image via Wikipedia

Nei mesi scorsi il C.C.S.A. (Comitato Contro la Sperimentazione Animale) in collaborazione con l’associazione “Vita – Una Zampa per la Spagna” ha iniziato una raccolta firme sostenuta e diffusa dall’OIPA, oltre che da altre associazioni ed organizzazioni internazionali, per diffondere la realtà delle condizioni in cui vengono detenuti i cani e gatti in Spagna e altri paesi europei, arrivando a raccoglierne 112.683. Un vero e proprio record, tanto che la Commissione Petizioni ha confermato di essere di fronte alla più consistente raccolta firme del 2011. L’incontro con il gabinetto del Commissario Dalli era mirato a far presente l’indignazione dei cittadini europei riguardo alle barbarie perpetrate in alcuni Paesi membri, come la Spagna e la Romania, e a evidenziare come siano in disaccordo con quanto portato avanti dagli stessi europarlamentari che il 14 ottobre scorso hanno firmato una dichiarazione scritta auspicando politiche etiche per la gestione della popolazione canina nell’Ue. Con il supporto di Zanoni, l’OIPA ha chiesto che venga considerato l’articolo 13 del Trattato di Lisbona che riconosce gli animali in quanto esseri senzienti e il Programma d’azione comunitario per la protezione ed il benessere degli animali 2006-2010, affinchè sia emanata una direttiva che obblighi tutti i paesi membri dell’UE a mettere in pratica misure di prevenzione come sterilizzazione massiva, informazione e sensibilizzazione. I membri dello staff di Dalli hanno confermato di essere a conoscenza del problema e di ricevere molte pressioni da cittadini e politici, tuttavia hanno fatto presente che l’art.13 del Trattato di Lisbona è solo il principio generale e manca ancora una legge applicativa sulla quale basarsi per intervenire in questi casi. La questione verrà ora portata all’attenzione della Commissione che darà un riscontro sulla strategia che intenderà adottare.“Questo è senza dubbio il primo importante passo sulla strada per l’approvazione di una norma europea sulla tutela dei randagi – ha commentato Massimo Pradella, Presidente dell’OIPA – ma è necessario continuare a fare pressione affinché lo sdegno dei cittadini europei venga ascoltato e azioni vergognose e indegne di una società civile, come il trattamento riservato ai randagi in Spagna e Romania, vengano portate sul tavolo di chi ha il potere di porvi fine”.

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Consumatori: tutela alimentare

Pubblicato da fidest su mercoledì, 7 dicembre 2011

“Le notizie di queste ore sull’intervento della Guardia di Finanza sono piuttosto gravi per l’entità dei prodotti contraffatti, oltre 700 mila tonnellate. Quest’importante azione di vigilanza sul mercato contribuisce a rendere più credibile anche le attività degli altri soggetti coinvolti nella filiera dell’agroalimentare di qualità tra cui ACCREDIA”. Lo rende noto Federico Grazioli, Presidente dell’Ente Unico per l’accreditamento degli organismi di certificazione e ispezione e dei laboratori di prova e taratura. “In stretta collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole – aggiunge Grazioli – noi garantiamo che gli organismi di certificazione, prima accreditati e poi autorizzati, abbiano le competenze ad attestare che il singolo prodotto è stato realizzato secondo disciplinari di produzione, anche del metodo biologico. Parliamo di 9 organismi che operano specificamente in questo settore ma che arrivano alla quota di 33 se ci riferiamo a tutte le produzioni agroalimentari di qualità (DOC, DOP, IGP etc), per un totale di 10 mila giornate di valutazione all’anno da parte di ACCREDIA. E’ importante segnalare che questo tipo di certificazione consente alle nostre imprese produttrici di esportare sui mercati comunitari ed internazionali in virtù del mutuo riconoscimento delle attestazioni rilasciate dagli organismi accreditati senza le quali quei prodotti non potrebbero circolare.”
ACCREDIA è l’Ente unico nazionale di accreditamento, riconosciuto dallo Stato il 22 dicembre 2009.
Ogni Paese europeo ha il suo Ente di accreditamento. L’Ente Unico Nazionale è responsabile per l’accreditamento in conformità agli standard internazionali della serie ISO 17000 e alle guide e alla serie armonizzata delle norme europee EN 45000. Tutti gli Enti operano senza fini di lucro.

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Malattie rare

Pubblicato da fidest su venerdì, 30 settembre 2011

Medicina, Epidemiologia, Patologia, Malattie, ...

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“E’ necessario un documento normativo che riassuma e integri le norme attuali in materia di malattie rare, che tenga conto delle specificità e delle criticità riscontrate nel settore”. Questa la dichiarazione del ministro della Salute, Ferruccio Fazio, nel corso del convegno Autorizzazione Temporanea di Utilizzo:“Carenze Legislative e Tutela del Diritto alla Salute” che si è svolto a Roma. Un’autorevole presa di posizione, che sottolinea l’importanza di tutelare i pazienti che hanno una malattia rara. Come sottolineato dai relatori del Convegno, l’ATU, Autorizzazione Temporanea di Utilizzo dei farmaci orfani o salvavita, consente un aiuto reale a circa 2 milioni di malati nel nostro Paese, colpiti dalla carenza di strutture e farmaci adeguati. Esperti del Settore, Società Scientifiche e rappresentanti di associazioni dei malati hanno esaminato gli aspetti legislativi, i progressi della ricerca scientifica, ribadendo l’importanza di questa tematica che l’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori” http://www.dossetti.it , segue da più di dieci anni. Si è fatta portavoce delle istanze dei malati, presentando in Senato la mozione 1-00232, il 10 febbraio 2010, che ha avuto un sostegno da quasi tutti i gruppi (Pd, Pdl e altri) e un DDL il 3 maggio 2010.
Molto seguito l’intervento della dottoressa Françoise Rossi, Direttore scientifico e Regolatorio di LFB – SA, che ha spiegato il sistema dell’Autorizzazione Temporanea di Utilizzo vigente in Francia: prevede l’uso di un farmaco orfano e/o destinato alla cura di malattie rare o gravi, prima ancora che abbia ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio, purché sia in fase di sviluppo e non ci sia una valida alternativa terapeutica con un altro regolarmente autorizzato. Tale norma consentirebbe ai pazienti di poter assumere tali farmaci con largo anticipo rispetto ai tempi necessari alla conclusione degli studi clinici ed all’ottenimento dell’autorizzazione alla commercializzazione.“In Francia – ha spiegato la dottoressa Rossi – l’ATU è applicata già da 15 anni e ne beneficiano 10 mila pazienti all’anno, sia in forma nominativa, su richiesta del singolo paziente, sia con un’autorizzazione di gruppo per malati che soffrono di una determinata patologia”.

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Onu: contro il crimine

Pubblicato da fidest su sabato, 3 settembre 2011

The UN headquarters in New York

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L’Agenzia delle Nazioni Unite contro il Crimine (UNODC), in questi giorni ha lanciato sul Web un portale anticorruzione che potrà consentire agli addetti del settore ed al pubblico fondamentali strumenti di ricerca e risorse per la lotta alla corruzione. Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, si tratta di un importante passo avanti per consentire un approccio scientifico di natura internazionale ad una materia, quella della lotta alla corruzione, che è diventata di fondamentale importanza nel panorama più generale della lotta alla criminalità e nella quale lo scambio d’informazioni ed i successi dei vari Paesi diventano fondamentali per tentare di debellare questa piaga della società e della vita degli stati. Il portale è una sorta di biblioteca giuridica che a partire dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione fornisce in unico gateway una banca dati elettronica della normativa in materia di convenzione e giurisprudenza di oltre 175 Stati, sistematizzato conformemente ai requisiti della convenzione. Il portale riunisce conoscenze legali ed anche non strettamente giuridiche relative alla lotta alla corruzione e una serie di asset recovery, che permettono agli Stati membri, la comunità anticorruzione ed al pubblico in generale di accedere a tali informazioni in una posizione centrale. Nel sito è inserita anche una piattaforma di apprendimento sulla materia dell’anticorruzione, fornendo uno spazio comune in cui strumenti analitici realizzati da organizzazioni partner possono essere cercati e accessibili dagli utenti in tutto il mondo. Un ulteriore obiettivo chiave del portale è quello di creare una comunità di professionisti con cui gli utenti registrati possano comunicare, scambiare informazioni e creare un calendario di eventi. L’area di lavoro comune è destinata a istituzioni partner, anticorruzione, professionisti ed esperti di comunicazione. Attualmente, tra le organizzazioni partner sono incluse: la Banca africana di sviluppo, la Banca asiatica di sviluppo, il gruppo di Stati del Consiglio d’Europa contro la corruzione, l’associazione internazionale di lotta alla corruzione, l’Istituto di Basilea sulla Governance, l’organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo (OSCE), il centro di risorse anticorruzione U4, il programma di sviluppo delle Nazioni Unite, l’United Nations Interregional Crime e Justice Research Institute, la Banca mondiale e la United Nations Global Compact. (Giovanni D’Agata)

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Disabili: nel 2040 ci saranno quasi 7 milioni

Pubblicato da fidest su martedì, 12 luglio 2011

Con il progressivo invecchiamento della popolazione, i soggetti disabili in Italia aumenteranno enormemente sino a 4,8 milioni nel 2020 (7,9% della popolazione) e saranno 6,7 milioni nel 2040, addirittura il 10,7% della popolazione, circa il 70% entro il 2040. Uno scenario di fronte al quale bisogna intervenire con un piano nazionale per il superamento della disabiltità. A fare il punto della situazione è stata una ricerca realizzata dal Censis per Unipol. che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” riporta. Oggi le persone con disabilità in Italia sono oggi il 6,7% della popolazione, in tutto circa 4,1 milioni. Ma con il progressivo invecchiamento demografico Una situazione che si fa, quindi, sempre più allarmante per le famiglie considerando che già oggi il 30,8% dei nuclei familiari riscontra un bisogno assistenziale. Nella maggior parte dei casi si tratta della difficoltà di accudire i figli, ma nel 6,9% il problema dipende dalla disabilità o dalla non autosufficienza di uno dei membri della famiglia. Le risposte, però, arrivano quasi sempre dall’interno della famiglia stessa. Per le madri lavoratrici “conciliazione” ancora più faticosa. Secondo l’indagine quando ci sono i bambini, le madri riducono spesso il lavoro fuori casa: nel 40% dei casi quando il figlio è piccolo (meno di sei anni), nel 21,9% dei casi quando il figlio è più grande. Ma il 7,1% delle madri con bambini piccoli e il 5% di quelle con figli grandi sono costrette a lasciare del tutto il lavoro. Anche i problemi legati alla disabilità o non autosufficienza di uno dei componenti della famiglia ricadono essenzialmente sulle donne (36,9%). Nel 6,9% dei casi, inoltre, i figli ritardano l’uscita di casa, per dare una mano ai familiari. Molto frequente è, poi, il ricorso all’aiuto a pagamento delle colf o badanti (30,1%). In totale il 14,9% delle famiglie esprime il bisogno di servizi di assistenza pubblici, ma solo il 5% ha trovato risposte adeguate nel sistema pubblico. Crescono i bisogni assistenziali e nelle famiglie la prima vittima è la donna. Per queste ragioni, Giovanni D’Agata s’impegnerà affinché sia portata in Parlamento una proposta di legge che introduca un piano nazionale per il superamento della disabilità con interventi di ampio respiro, di aiuto alle famiglie. Se l’Italia vuole essere all’avanguardia anche rispetto agli altri paesi deve investire in tecnologie per mettere in condizione tutte queste persone di recuperare facoltà perdute.

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Difesa: La Russa tarocca I numeri

Pubblicato da fidest su domenica, 10 luglio 2011

“Dalle agenzie apprendo che come al solito la Lega abbaia ma non morde” – Lo dichiara Luca Marco Comellini, segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm)- “Ma non solo questo – prosegue Comellini- i leghisti si lasciano pure prendere in giro sulla riduzione dei numeri che è assolutamente fittizia. Infatti –aggiunge- dal sito della Difesa risulta che al 30 giugno erano 7.224 i militari in 29 missioni in 28 Paesi e non 9250 come riferito oggi alle agenzie di stampa, quindi ridurli a 7172 mi sembra ben poca cosa. Delle due una –sottolinea Comellini -o Bossi non sa fare i conti, oppure La Russa ha aumentato strumentalmente i numeri per poi ridurli e mantenere sempre lo stesso risultato di impegno perché i conti non tornano e al riguardo c’è sempre meno chiarezza da parte della Difesa. Credo che i cittadini, ai quali il Governo chiede sempre maggiori sacrifici, abbiano tutto il diritto di sapere quanto spendono per mandare i loro saldati in guerra. Una cosa è certa -conclude Comellini- in questo periodo di crisi gli unici che se la godono sono quelli che forniscono le armi mentre alla vera cooperazione, che dovrebbe essere il solo scopo di queste missioni, vengono riservate le briciole.” Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia)

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