Scrive Massimo Donadi: “E’ la sfida vera che chiede il Paese e di questo ha bisogno ed è su questo che Monti deve dare una risposta. Il presidente batta un colpo su crescita e sviluppo, possibilmente non a colpi di fiducia: è questa la sua mission. Ed è su questo che si misurerà la vera sfida tra tecnici e politici”. Un concetto a mio avviso che ben si identifica con la realtà, ma non del tutto definito.
Tanto per cominciare va dato un segnale forte affinchè si ponga mano ad un’equa distribuzione delle risorse e a stabilire delle priorità. Non si può scivolare sui “capricci” dei politici che oppongono resistenza sulla patrimoniale, sulle spese per gli armamenti, sulle frequenze televisive, sulle riforme urgenti come quelle della giustizia, del fisco, della sanità. Da queste fonti è possibile generare lo sviluppo del Paese. Non solo.
Il lettore non del tutto informato potrebbe obiettare che le riforme costano. Non è esatto. Appena andranno a regime si potranno avere consistenti risparmi di gestione e una migliore performance delle varie componenti che vi operano, in specie nel settore pubblico dove la mancanza di controlli incisivi e continui genera costi aggiuntivi fuori misura a tutto scapito delle prestazioni assistenziali.
Tutte queste cose sono state dibattute a lungo in convegni, in tavole rotonde, in meeting congressuali e ora vi è sufficiente materia per passare dai progetti alle realizzazioni. Sappiamo, ad esempio, che il ruolo del medico di famiglia è sottostimato mentre potrebbe giocare una partita importante per passare dall’assistenza universale alla prevenzione universale. Altro snodo importante è la giustizia dove il vero male sta nella lungaggine dei processi. La proposta di alcuni addetti ai lavori è quella di introdurre una riforma che parta subito con nuove regole per ridurre, non certo con il sistema della prescrizione ma in quello della rapidità del giudizio, sia pure salvaguardando il diritto alla difesa. Una delle tante proposte ci sembra interessante citare quella d’assegnare nelle questure delle grandi città un giudice turnista che possa coprire con la sua presenza le 24 ore della giornata per giudicare gli indiziati di reato, ascoltare i testimoni ed emettere un giudizio di primo grado. Un altro suggerimento tra l’altro posto all’attenzione del Presidente Monti, è quello di costituire, a titolo non oneroso, presso la presidenza del consiglio, il dipartimento per il recupero delle aree dismesse e delle risorse sulla base di segnalazioni pervenute ai ministeri competenti e che costituiscono per lo Stato e le amministrazioni locali un mancato introito di svariati milioni di euro.
Si tratta, come si può notare, di piccoli e grandi interventi, ma che hanno il merito di ridurre il disagio dei cittadini e di favorire la funzionalità delle strutture migliorando i servizi. La verità è che la politica teme il successo del governo tecnico e il conseguente consenso popolare, come se non lo avesse già smarrito, e per l’altro versante Monti teme troppo di scontentarli facendo un gioco al massacro dove a restare schiacciati tra l’incudine e il martello vi resta il solito italiano che paga le tasse per la felicità degli evasori. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
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Governo Monti: Manca la sfida vera
Pubblicato da fidest su domenica, 1 aprile 2012
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Gian Luca Beccari: Mutazioni
Pubblicato da fidest su giovedì, 8 aprile 2010
Milano fino al 24/4/2010 viale Col di Lana 8-4°cortile, “Mc2gallery presenta la sua prima personale milanese, con la serie -Mutazioni- . Partendo dalla Letteratura classica e della
Mitologia, la cui forza narrativa e psicologica e’ tale da renderle sempre attuali, Beccari ambienta delle -mise en scene- teatrali che immortala sia in video, di grande impatto visivo ed emotivo, sia con scatti fotografici che segnano,come capitoli visivi, la scansione di racconti dalla forza atemporale ed universale, che parlano all’ Uomo dell’Uomo e le sue debolezze. -Mutazioni- si ispira alle -Metamorfosi- di Ovidio: il poeta latino racconta l’uomo, la durezza del genere umano, le sue trasformazioni nell’interazione continua Dio/uomo, amore/ira; allo stessa stregua -Mutazioni- e’ – in maniera sempre diversa per sua natura – o vuole essere – la rappresentazione meta-mediale e metamorfica di un’opera classica tra le piu’ vive ai giorni nostri. Il travestimento e’ uno sviluppo dell’autocoscienza, un rito d’iniziazione alla propria personalità; e’ un accenno di metamorfosi, di cambiamento. Un complesso mondo esoterico e simbolista che trova in Beccari un raffinato e colto interprete di mondi arcaici e lontani, ma dal senso sempre attuale perche’ gli istinti dell’Uomo, nonostante i secoli, non sono mai cambiati nonostante l’evoluzione e la civilizzazione”. (beccari)
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Nuovi membri della Casa Universale di Giustizia
Pubblicato da fidest su lunedì, 22 marzo 2010
Haifa (Israele) La Casa Universale di Giustizia ha annunciato i risultati di un’elezione suppletiva di due dei suoi nove membri. I nuovi membri sono Stephen Birkland e Stephen Hall, eletti da una votazione i cui elettori sono i membri dei direttivi nazionali baha’i di tutto il mondo. La votazione è stata fatta per posta e i risultati sono stati comunicati oggi a tutte le Assemblee Spirituali Nazionali.
La Casa Universale di Giustizia è il capo della Fede baha’i. La sua sede permanente si trova nel Centro Mondiale Baha’i di Haifa, dove tutti i membri risiedono durante il termine del loro servizio. L’elezione regolare dei nove membri della Casa ricorre ogni cinque anni durante una convenzione internazionale che si tiene a Haifa. L’elezione più recente risale al 2008. L’elezione suppletiva si è resa necessaria perché la Casa di Giustizia ha accolto le dimissioni presentate da due dei suoi membri, il signor Hooper Dunbar e il dottor Peter Khan, a causa della loro età avanzata e del grande peso del lavoro che grava sui membri della Casa di Giustizia.
La Fede bahá’í è una religione mondiale indipendente con circa sei milioni di seguaci. È la seconda religione per diffusione geografica nel mondo. È sorta nel XIX secolo Iran con l’apparizione di due profeti, noti come Il Báb (1819-1850) e Bahá’u'lláh (1817-1892). Bahá’u'lláh ha proclamato che i fondatori di tutte le grandi religioni del mondo hanno il medesimo rango e che tutti i loro messaggi hanno origine divina. Inoltre, i credenti della Fede bahá’í ritengono che la loro Fede sia la realizzazione delle promesse di tutte le grandi religioni. I principi e gli insegnamenti della Fede bahá’í toccano molti aspetti della vita umana, ma il loro scopo fondamentale è l’unificazione dell’umanità in un’unica società globale, diversa nelle sue culture ma pacifica, giusta e animata da un unico grande sistema di valori. Bahá’u'lláh ha detto: «La terra è un solo paese e l’umanità i suoi cittadini». I bahá’í credono che lo scopo delle religioni sia la promozione della civiltà. Essi pregano assieme e si consultano assieme per risolvere ogni problema. Sono obbedienti ai governi dei paesi nei quali risiedono, servono l’umanità e osservano la più alta moralità personale.Per ulteriori informazioni, si vedano http://www.bahai.org e http://www.bahai.it
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Omeopatia in Ostetricia e Ginecologia
Pubblicato da fidest su martedì, 3 novembre 2009
Palermo 21 Novembre 2009 Dalle ore 9.00 alle ore 13.00 Via Terrasanta, 39 Sala Convegni dello Studio Progetto MED.I.CO seminario dal titolo: “Argomenti di Omeopatia in Ostetricia e Ginecologia” Relatore Prof. Giuseppe Scaglione Ginecologo oncologo omeopata. Scopo del seminario è affrontare la complessità dell’universo femminile secondo la chiave interpretativa propria della medicina omeopatica, fornendo sia una lettura universale della medicina dei simili, sia la proposta pragmatica di alcuni medicinali omeopatici specifici per le singole affezioni dell’apparato genitale femminile.
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La casta degli editori
Pubblicato da fidest su martedì, 1 settembre 2009
il dr Antonio Giangrande, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie sottolinea che: “La libertà di manifestazione del pensiero è una delle principali libertà e diritto fondamentale dell’era moderna. Tanto più se è mirata allo sviluppo socio-economico-culturale della comunità. Questa libertà è riconosciuta da tutte le moderne costituzioni. Ad essa è dedicato l’art. 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, come l’art. 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, ratificata dall’Italia con l. 4 agosto 1955, n. 848. L’art. 21 della Costituzione italiana stabilisce che: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Tale libertà è, tra le altre, considerata come corollario dell’articolo 13 della stessa Costituzione della Repubblica italiana, che prevede l’inviolabilità della libertà personale, tanto fisica quanto psichica. L’interpretazione dell’art. 21 dà vita a dei principi: Il diritto di critica e di cronaca, oltre alla libertà di informare e la libertà di essere informati. Il pensiero per essere manifestato ha bisogno di formarsi come merce accessibile a tutti, quindi essere pubblicato e distribuito”. Oggi questo diritto, per Antonio Giangrande è messo in discussione in quanto l’informazione è, di fatto, filtrata dagli editori i quali assegnano una scala di priorità alla notizia che denota più un interesse commerciale che culturale e d’opinione. Se poi si considera la produzione saggistica, letteraria e quanto altro la maglia del filtro è ancora più stretta poiché l’elaborato è sottoposto al giudizio insindacabile dell’editore in base a requisiti che prescindono dal valore intrinseco dell’opera ma ne valutano solo la commercialibità che è, ovviamente, suddita alla notorietà dell’autore e alla sua capacità di attirare l’attenzione del grosso pubblico per altri meriti. Ne consegue che per Giangrande: “L’autore autoprodotto non ha benefici, né sovvenzionamenti, né visibilità. L’editoria, è quindi un’attività economica privata, ha finanziamenti pubblici e pubblicitari, benefici postali, regime speciale IVA, sostegno dei media e delle istituzioni” ma solo per porsi al servizio di un certo tipo di autore. Ne consegue che “è impossibile essere invitati o premiati a manifestazioni culturali, se non si è tutorati da qualche editore, pur avendo scritto un capolavoro. Spesso gli editori sono proprietari di testate d’informazione o di emittenti radiotelevisive, quindi si parla dell’opera o dell’autore solo se si fa parte dell’entourage. Inoltre per poter pubblicare un articolo d’informazione si è costretti a far parte di un’altra casta: quella dei giornalisti”. E ancora osserva Giangrande: “C’è da dire che non tutti gli editori sono parigrado. C’è prevaricazione dei più forti a danno dei più deboli. Alcuni di loro, operanti nel campo radiotelevisivo, sono vittime di tentativi di acquisizione illegale delle frequenze assegnatele, con mancanza di tutela reale. Qualcuno spera che le opportunità tecnologiche, social network o blog, superino la censura mediatica. Poveri illusi. Non basta una piattaforma d’elite, chiusa ed autoreferenziale, con tecnologie non accessibili alla massa, oltretutto soggetta a sequestro ed ad oscuramento giudiziario. Nulla, oggi, per arrivare a tutti, può soppiantare un buon articolo, un buon libro, una buona canzone, un buon film, o una buona trasmissione radiotelevisiva. In conclusione. Con questo sistema si può ben dire che il libero pensiero, pur lecito e meritevole di attenzione, è tale solo quando è chiuso in una mente destinata all’oblio, altrimenti deve essere per forza conformato al sistema: quindi non più libero”. http://www.controtuttelemafie.it
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XXVIII Edizione AsoloArtFilmFestival
Pubblicato da fidest su lunedì, 27 luglio 2009
Asolo, 28 agosto – 6 settembre 2009 Cinema e Censura Per il 2010 AAFF e Replay, azienda veneta di denim e casualwear sponsor dell’evento, getteranno le basi per tracciare un nuovo sentiero intitolato “RE-veal”: un contenitore per tutti quei video che, trascendendo i generi, sono stati “sommersi” o censurati sia dal Marketing che dalla politica.“RE-veal” si propone quindi di individuare, liberare e far rivivere tutte le espressioni video e dare loro spazio e respiro tramite il festival e la rete. A partire dal 2009, AsoloArtFilmFestival si lega al tema della Censura. Componente essenziale riconosciuta tra le libertà fondamentali e sancita dalla tutela e rispetto dei diritti umani, connessa al valore della pace e la sicurezza internazionale in conformità alla Carta delle Nazioni Unite, è la Libertà di Opinione e di Espressione prevista dall’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Fortemente voluto dal regista iraniano Babak Payami ben prima delle recenti tensioni in Iran, il progetto “Censored Cinema” prende vita durante la XXVIII edizione del festival asolano attraverso due seminari, “Arte e Censura” e “Censura, democrazia e dittatura”, ed un dibattito, “Il diritto di offendere”, con ospiti di rilievo nazionale ed internazionale. Dal 2010 “Censored Cinema” si amplierà e diverrà programma ufficiale del festival, presentando ogni anno una selezione di film che sono stati censurati nel proprio Paese d’origine per ragioni di carattere politico. I film saranno selezionati all’interno delle Nazioni con le peggiori condizioni in fatto di violazione dei diritti umani, così come contenuto nella relazione redatta e pubblicata annualmente da Amnesty International ed altri organismi internazionali. AsoloArtFilmFestival vuole diventare una piattaforma dalla quale i cultori del cinema di ogni parte del mondo potranno dichiarare la loro solidarietà ed il loro sostegno a quei registi che sono stati e sono soggetti a persecuzione nel loro Paese d’origine. Ad affiancare tutto questo, sarà costituita una ONG dedicata alla protezione e al sostegno dei registi perseguitati nel loro Paese d’origine per il loro lavoro artistico. Sarà creata una rete di corrispondenti locali nei vari Paesi da monitorare, che tenga sotto controllo qualunque forma di censura, dalla non pubblicazione fino all’arresto o prigionia, riguardante tutti gli aspetti di lavorazione di un film. Sempre nella logica del valore di libertà e creatività l’edizione del 2010 vedrà il lancio del festival on-line: tutte le proiezioni, sia dell’edizione storica che di “Censored Cinema”, saranno trasmesse in contemporanea via web, dando così la possibilità al mondo intero di assistere in diretta al festival. (censura)
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Bullismo in aumento
Pubblicato da fidest su venerdì, 26 giugno 2009
I dati che si riferiscono agli atti di bullismo nel Lazio sono preoccupanti: circa il 66,92% avvengono fuori dalla scuola e nel 26,3% dei casi le vittime principali sono considerate dei diversi per etnia, disabilità e status sociale. “Nei tristi episodi di bullismo – ha commentato il responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti, Vittorio Marinelli – non si rinviene nient’altro che i nuovi valori operanti nella nostra società. Un tempo andavano di moda concetti obsoleti come la solidarietà o ridicoli come l’amore universale e la fratellanza. Oggi invece dilaga l’arrivismo, la competizione, lo sfruttamento e l’egoismo. I ragazzi quindi non fanno altro che mettere in pratica quanto apprendono dai loro genitori e quanto vedono intorno ad essi. Per esempio a Roma, capitale mondiale per il numero di macchine rispetto alla popolazione, il comportamento intelligente per i nostri obesi teenager quello di andare a scuola a piedi oppure in bicicletta. Invece i giovani agognano la micro car o la macchinetta tout court, saltando di pari passo motorino, moto e altri simboli di libertà. Il modello di riferimento è il suv, un mezzo brutto ingombrante, pericoloso e soprattutto stupido – conclude il responsabile del movimento presieduto da Antonello De Pierro – esattamente come il bullismo”.
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