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Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Salute: il latte fresco va sempre bollito

Pubblicato da fidest su sabato, 31 marzo 2012

Caffe Latte

Caffe Latte (Photo credit: Wikipedia)

Il Ministero della Salute ha inviato alla Federazione italiana medici di medicina generale e alle Federazioni mediche e Società scientifiche di pediatria e neonatologia una comunicazione per segnalare alcuni casi di sindrome emolitico-uremica (SEU) associati a infezione da E. coli produttore di verocitotossina (VTEC) in pazienti di età pediatrica, probabilmente acquisite attraverso il consumo di latte crudo (non pastorizzato) contaminato. Il Ministero ha chiesto di diffondere la nota ai medici di medicina generale e ai pediatri perché sensibilizzino genitori e pazienti sulla problematica, informandoli sulla necessità di bollire il latte crudo prima di un eventuale consumo. Come è noto, il Ministero della Salute ha stabilito con l’ordinanza ministeriale del 10 dicembre 2008 (il cui termine di validità è stato recentemente prorogato al 31 dicembre 2012) che il latte crudo deve essere venduto attraverso distributori automatici, appositamente registrati e controllati dalle Asl, che devono riportare correttamente l’indicazione che il latte crudo è da consumarsi previa bollitura, mentre in caso di cessione diretta è il produttore che deve obbligatoriamente informare il consumatore su tale modalità di consumo. Giovanni componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, sottolinea come la bollitura è indispensabile per eliminare l’eventuale presenza di agenti patogeni che possono essere presenti nel latte crudo anche se questo viene prodotto nel totale rispetto delle norme: i pur rigorosi controlli sul latte e sugli allevamenti, da soli, non possono garantirne la completa sicurezza, come invece può fare il processo di bollitura. Per tale motivo, sollecita le autorità preposte a verificare che l’invito a bollire il latte prima di consumarlo sia scritto a chiare lettere sulle macchine distributrici ed eventuali bottiglie dato che con la bollitura si mantengono inalterati tutti i macro nutrienti del latte, come calcio, proteine, lipidi.

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La sfida per le energie verdi

Pubblicato da fidest su mercoledì, 16 febbraio 2011

Roma, 16 febbraio 2011 (orario: 9,30-13,00)Sala della Protomoteca (Campidoglio)  Da due anni si investe più in energie rinnovabili che in fonti fossili. Nel 2009 in Europa e negli USA nel settore elettrico vi è stato più installato da fonti rinnovabili che da tutte le altre. L’Italia si appresta a coprire con le rinnovabili poco meno di un terzo della domanda elettrica al 2020 secondo il Piano Nazionale d’Azione delle fonti rinnovabili presentato dal Governo nel giugno 2010.
Ultimamente sono stati pubblicati diversi rapporti autorevoli che mirano a verificare la possibilità di riuscire a soddisfare con l’energia verde il 100% di tutta la domanda elettrica in Europa entro la metà del secolo.  Quali sono le possibilità dell’Italia?  Partendo dalla pubblicazione di questi rapporti, il convegno si pone l’obiettivo di fare il punto sulle analoghe possibilità del nostro paese attraverso l’analisi dei vari scenari della produzione elettrica da fonti rinnovabili, valutandone gli aspetti economico-finanziari e il possibile ruolo delle amministrazioni locali.

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Maggioranza si…maggioranza no!

Pubblicato da fidest su martedì, 16 novembre 2010

Maggioranza si…maggioranza no!  Questo è il dilemma che cruccia sia l’ex maggioranza che  l’opposizione. Il ragionamento che convince gli afficionados del cavaliere è quello di conservare la maggioranza, dove ancora resiste, e richiamare il popolo elettore per l’altra parte del Parlamento, evidentemente con questa medesima legge elettorale, della serie………. ti piace vincere facile…! Dice il cavaliere: “Avevo la maggioranza, l’ho perduta per strada, ma la mantengo al Senato,  quindi basta, verificare, con elezioni anticipate, se realmente è venuta a mancare la maggioranza alla Camera dei deputati, interpellando il corpo elettorale, con votazioni limitate a quella parte del Parlamento, facendo salva e dando per già espressa, la volontà popolare al Senato.”. Ragionamento correttissimo, tanto corretto da diventare speculare, perché l’opposizione dovrebbe dire  (ma non lo fa !!!) : “Avevi la maggioranza, ora sei in minoranza alla camera dei deputati, conservando una parvenza di maggioranza al Senato. Verifichiamo se la minoranza che ha stravolto il governo è voluta anche dal popolo elettore, chiamando alle urne solo per il Senato, facendo salva e dando per già espressa, la volontà popolare alla Camera.” Risulta evidente ad ognuno che nella migliore delle ipotesi si sancirebbe l’ingovernabilità come metodo, perché chiunque dovesse vincere si ritroverebbe dimezzato tra Camera e Senato, l’una favorevole e l’altra contraria. Ma forse è proprio quello che vuole il presidente del consiglio. (Rosario Amico Roxas)

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Certificati medici on-line

Pubblicato da fidest su sabato, 11 settembre 2010

E’ stata completata la rilevazione sullo stato di attuazione della procedura di invio telematico dei certificati medici, realizzata da Formez PA su incarico del Dipartimento per la Innovazione e la Digitalizzazione della PA. Il monitoraggio, iniziato lunedì 9 agosto, è stato avviato al fine di verificare la distribuzione ai medici delle credenziali di accesso (PIN). La rilevazione, che ha anche l’obiettivo di evidenziare quali siano state le motivazioni che hanno rallentato l’adeguamento alla nuova procedura, è rivolta alle Regioni e alle Province Autonome di Bolzano e Trento. Da notare che le Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Toscana hanno optato per il sistema CNS (Carta Nazionale dei Servizi), potendo cioé già effettuare l’invio telematico dei certificati senza attendere la consegna del PIN.  Nel periodo intercorso tra il 9 agosto ed il 10 settembre sono state contattate 167 (su un totale di 168, escluse le quattro Regioni aderenti alla CNS) tra ASL ed Aziende Ospedaliere operanti sul territorio nazionale. Le amministrazioni che hanno partecipato e risposto in modo esaustivo all’intervista sono state l’82%, mentre il 18% delle organizzazioni ascoltate ha fornito dati parziali e a tutt’oggi non completi, Dalle interviste è emerso che la distribuzione dei PIN alle 168 aziende è conclusa. Il 100% delle ASL avevano attivato già ad agosto il piano di distribuzione dei PIN (e hanno medici già operativi), mentre lo stesso piano era attivato dal 73% delle aziende ospedaliere. In molti casi le ASL/AO hanno stabilito autonomamente la quantità di credenziali da distribuire secondo regole interne. Le singole aziende sanitarie hanno infatti indicato delle “quantità obiettivo” di medici che ritengono siano coinvolti nel processo di certificazione medica, escludendo quanti non rilasciano certificati da trasmettere. Sul totale delle aziende che hanno completato le interviste, la “quantità obiettivo” di medici da raggiungere è risultata pari a 93.000 credenziali di accesso. Per tutte le aziende è stata data priorità alla certificazione online dei medici di base, in alcuni casi anche dei pediatri. La ricerca, confrontata con i dati di attivazione rilevati dal Ministero dell’Economia, ha confermato che per molte aziende sanitarie la distribuzione ai medici di base è in fase di completamento, mentre risulta già avviata nella totalità delle aziende sanitarie intervistate, anche la distribuzione ai medici ospedalieri. Gli ostacoli alla distribuzione, registrati principalmente nelle aziende ospedaliere, sono da ricondurre soprattutto a problemi organizzativi-burocratici interni alle aziende (reticenza dei medici a ritirare materialmente la busta contenente il PIN; periodo di ferie; dissenso dei sindacati; attesa di direttive definitive nel caso di alcune Regioni; problemi di natura tecnico-informatica, ma solo per un numero di casi molto limitato).  La situazione varia da Regione a Regione (sempre escludendo le quattro regioni con Carta Nazionale dei Servizi): le ASL che risultano vicine al completamento del risultato obiettivo che si sono prefissate sono prevalentemente nelle Marche, Veneto, Piemonte, Sardegna, Val d’Aosta e Provincia Autonoma di Trento, mentre le situazioni più complicate risultano in Sicilia, Puglia e Campania.

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Ex ferrovie concesse

Pubblicato da fidest su giovedì, 22 aprile 2010

«Nei prossimi giorni, insieme alla Regione Lazio, apriremo un tavolo per verificare le condizioni del materiale rotabile e delle tratte delle ex ferrovie concesse ereditate dalle precedenti amministrazioni». È quanto dichiara l’assessore alle Politiche della  Mobilità del Comune di Roma, Sergio Marchi.«Rispetto all’incidente di ieri mattina e alle prime reazioni apparse sulle agenzie di stampa – prosegue l’Assessore – ribadiamo che sono ancora in corso gli accertamenti tecnici al termine dei quali Atac Spa, che gestisce il servizio, darà tutte le spiegazioni del caso. Pertanto – conclude Marchi -  prima  del termine degli accertamenti, invitiamo tutti a non diffondere allarmismi privi di concrete verifiche da parte della Commissione interna all’azienda, chiesta dall’Amministrazione comunale immediatamente dopo l’accaduto».

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Porto Ancona: Interrogazione a risposta scritta

Pubblicato da fidest su sabato, 8 agosto 2009

Al ministro delle infrastrutture e dei trasporti Per sapere, premesso che: -  il porto di Ancona rappresenta uno dei riferimenti logistico-navali più importanti dell’Adriatico; ogni anno nel porto di Ancona transita un importante numero di passeggeri tale da porlo al centro dello scacchiere Nord-Sud d’Europa e del Mediterraneo Orientale anche sul versante turistico;   il ministero interrogato ha provveduto a finanziare il programma innovativo in ambito urbano denominato (PIAU) “Porti  & Stazioni”, concedendo al Comune di Ancona risorse importanti al fine di avviare un’opera di riqualificazione urbana e di riorganizzazione dell’area portuale soprattutto in termini di implementazione dell’efficienza dei collegamenti porto-territorio e di valorizzazione del rapporto tra il porto e la città;  malgrado i programmi di riorganizzazione ed il ruolo di riferimento riconosciuto al porto della città marchigiana, continuano a sussistere gravi problemi di carattere organizzativo, la situazione sembra addirittura peggiorata rispetto a qualche anno fa, tale da rendere un vero e proprio calvario il transito nell’area portuale finalizzato all’imbarco, sebbene giustificata da esigenze di sicurezza le cui dinamiche sembrano essere incomprensibili ai più. Tali criticità si aggiungono alla forti difficoltà logistiche ed organizzative che caratterizzano la Città di Ancona da anni;   l’area portuale è caratterizzata da una cattiva segnalazione, che per alcuni tratti risulta assente, scarso personale di riferimento in grado di fornire informazioni o dare indicazioni;  per procedere all’imbarco si è costretti ad imboccare un vero e proprio girone infernale, con l’obbligo di dirigersi con l’autovettura al di fuori della struttura di transito, per ottenere il rilascio dei biglietti presso biglietterie distanti chilometri dal luogo dell’imbarco e collocate praticamente al di fuori dell’area portuale. Tale articolata e problematica struttura costringerebbe gli utenti ignari a recarsi presso le strutture portuali molte ore prima del previsto imbarco; i cittadini ed i turisti italiani e stranieri sconvolti hanno manifestato chiaramente allo scarso personale operativo all’interno dell’area, il proprio disappunto, con inevitabile riflessi di questo generale malcontento sulla credibilità dell’intera struttura portuale e del servizio offerto all’utente;  ci si chiede se la città di Ancona, dati i presupposti, desidera ancora essere un riferimento marittimo per il Paese sull’Adriatico:  se è  a conoscenza della cattiva organizzazione della struttura portuale di Ancona, se ritenga opportuno procedere con una ispezione che consenta di verificare lo stato attuale della struttura e della sua organizzazione; quali provvedimenti intende predisporre al fine di porre rimedio ad una situazione, che rischia realmente di ledere l’immagine del nostro Paese, intaccando uno dei suoi settori più rilevanti in termini di impatto economico, quali il turismo.

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Sicurezza Roma: Patto per l’Esquilino

Pubblicato da fidest su sabato, 8 agosto 2009

“ Dopo che sarà acquisito il regolamento per il volontariato per la sicurezza territoriale, il Comune di Roma incontrerà, insieme alla prefettura, i rappresentanti delle associazioni che intendono monitorare su base volontaria il territorio al fine di verificare il possesso dei requisiti previsti dal decreto attuativo. In particolare, insieme a tutte le associazioni del centro storico, a settembre valuteremo la fattibilità di una collaborazione che valorizzi le varie esperienze sul territorio e faremo un bilancio sull’attuazione del Patto per l’Esquilino”. Lo dichiara in una nota il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Afghanistan e il mandato Onu

Pubblicato da fidest su giovedì, 30 luglio 2009

“Il poderoso invio di nuovi armamenti e truppe per rafforzare lo schieramento del il contingente che opera in Afghanistan, appena annunciato dal Ministro La Russa, stride fortemente con la natura della missione in questione.”Lo afferma Luca Marco Comellini, segretario del Partito per la tutela dei diritti dei militari (PDM) – “E’ tuttavia apprezzabile l’impegno del ministro nel voler garantire la massima sicurezza ai militari del contingente italiano, – prosegue Comellini – e questo ci conferma l’attenzione che lo stesso ha prestato alle nostre interrogazioni e sollecitazioni sulla sicurezza dei nostri militari, ma – conclude Comellini – lo invitiamo a voler meglio valutare i suggerimenti tattici che gli vengono forniti dai vertici militari e, doverosamente, a verificare se vi siano delle oggettive responsabilità nell’autorizzazione all’uso di mezzi inadeguati di cui già erano noti i limiti e la carenza di protezione offerta agli equipaggi nelle mutate condizioni operative.”

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