Roma 11 giugno 2011 a Roma, alle 9.00, in via degli Aldobrandeschi 190. Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Il falso mito della perfezione e dell’apparenza finisce spesso per condizionare la vita di tanti ragazzi che rischiano di essere vittime di gravi problemi, come l’anoressia, o che vivono uno stato di disagio e di emarginazione. Di questo si parlerà nel corso “La psicologia e le sfide della modernità”, organizzato La partecipazione al corso è gratuita, previa iscrizione. Il corso è accreditato ECM e si rivolge a suore, sacerdoti, catechisti, operatori di pastorale giovanile, medici, psicologi e infermieri. Il corso affronterà il tema delle dimensioni affettive nell’era moderna, mettendo in evidenza i messaggi positivi e negativi che vengono proposti dai mass media alle nuove generazioni.
Interverranno: Tonino Cantelmi, psichiatra (“Vita Affettiva e società tecno liquida”), Maria Beatrice Toro, psicoterapeuta (“L’insostenibile peso del Corpo: l’anoressia ai tempi di Internet”), Antonio Sarnicola, psichiatra (“Il Corpo ingombrante: l’obesità”), Michela Pensavalli,psicoterapeuta (“Dalla dipendenza affettiva alla trappola della ipersessualizzazione moderna”), Daniele Mugnaini, psicoterapeuta (“Ipersessualizzazione dei Media: meccanismi patologici”), German Sanchez, direttore operativo dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (“La Vita Consacrata e le sfide della modernità liquida: il contributo della psicologia”). Moderatore: Ruggero Di Biagi, Segretario Nazionale UGL medici.
Il corso è organizzato dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum in collaborazione con AIPPC (Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici), Istituto di Terapia Cognitivo Comportamentale, SCINT scuola di specializzazione in psicoterapia cognitiva interpersonale, Italian Hospital Group, La Fondazione Centro di Formazione Culturale, UGL Medici.
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I giovani e la vita affettiva nell’era digitale
Pubblicato da fidest su martedì, 7 giugno 2011
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Salvaguardare la vita affettiva dei carcerati
Pubblicato da fidest su giovedì, 8 aprile 2010
Dichiarazione di Rita Bernardini, parlamentare radicale eletta nelle liste del PD e membro della Commissione Giustizia della Camera Non posso che condividere le dichiarazioni con le quali il sottosegretario Casellati ha posto il problema di come salvaguardare la vita affettiva delle persone private della libertà. Ho sempre pensato infatti che maggiore considerazione per chi è in carcere, non vuol dire minor sicurezza per chi sta fuori, mentre un regime detentivo che non offre alcuna possibilità di scelta al detenuto e che lo priva di ogni legame affettivo con la vita esterna risulta essere, invece, un fattore criminologico di notevole spessore, che spesso porta alla ricaduta nel reato. Per questi motivi nella mozione sulle carceri presentata in questa legislatura la delegazione radicale nel Gruppo del PD aveva chiesto al Governo di impegnarsi affinché ai detenuti e agli internati venisse finalmente concessa la possibilità di coltivare i propri rapporti affettivi anche all’interno del carcere, consentendo loro di incontrare le persone autorizzate ai colloqui in locali adibiti o realizzati a tale scopo, senza controlli visivi e auditivi. La maggioranza dei parlamentari, sia alla Camera che al Senato, previo parere contrario espresso dell’Esecutivo, ha bocciato questa proposta. Mi metto a disposizione dell’on. Casellati per convincere i suoi colleghi di Governo ad approvare una tale riforma di civiltà dell’ordinamento penitenziario.
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