Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 25 n° 135

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Roma: Uomo morto dopo rifiuto di 5 ospedali

Pubblicato da fidest su lunedì, 18 luglio 2011

Il Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e i disavanzi sanitari regionali, l’on. Leoluca Orlando, ha disposto una richiesta di relazione alla Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, sulla morte di un uomo, deceduto venerdì scorso al Policlinico di Tor Vergata, dopo esser stato rifiutato da cinque ospedali. “Raccogliamo la segnalazione dell’on. Cosimi e, come Commissione, chiederemo chiarezza su quanto accaduto a Giorgio Manni. E’ un atto dovuto nei confronti della vittima, dei suoi famigliari e nei confronti di tutti i cittadini che continuano ad affidarsi alla sanita’ pubblica”, ha commentato il Presidente Orlando. “La Commissione parlamentare che presiedo – ha aggiunto Orlando – attendedalla Regione Lazio una relazione contenente ogni elemento utile per accertare l’esistenza di responsabilità personali e/o l’esistenza di anomalie funzionali e organizzative, nonche’ eventuali provvedimenti sanzionatori e cautelari adottati”.

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Cyberstalking

Pubblicato da fidest su giovedì, 14 luglio 2011

Quando la condotta descritta dalla norma è realizzata attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie, quali internet, posta elettronica, chat, sms e messaggistica istantanea, si parla di cyberstalking. Il panorama legislativo in materia appare abbastanza scarno, in quanto la normativa di riferimento prende in considerazione non è tanto la condotta in quanto tale, quindi il comportamento oggettivo, quanto piuttosto il danno psicologico causato nella vittima, dunque un elemento puramente soggettivo. Lo stato d’ansia permanente e il fondato timore cui la norma in questione fa riferimento perché si possa contestare il reato di stalking sono infatti situazioni prettamente psicologiche, difficili da accertare data l’essenza puramente soggettiva. Se però la legge pecca nell’indicazione di criteri oggettivi, ai fini di una corretta analisi, la giurisprudenza non ignora la problematica. A stabilirlo è la Corte di Cassazione, V sez. penale con sentenza n. 24 giugno 2011, n. 25488 che ha ribadito la rilevanza del reato di stalking confermando, nei confronti di un giovane, il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’ex ragazza convivente, vittima di atti persecutori. Nel caso in esame, l’imputato, dopo che la vittima aveva interrotto la convivenza, si era reso responsabile di continui messaggi inviati tramite il social network Facebook contenenti minacce ed ingiurie e non contento aveva violato il domicilio della vittima e percosso la stessa cagionandole lesioni.
La sentenza assume rilevanza per la puntuale configurazione del reato di stalking da parte della S.C. che viene definito dall’art. 612-bis del c.p. come quel reato commesso da “chiunque reiteratamente, con qualunque mezzo, minaccia o molesta taluno in modo tale da infliggergli un grave disagio psichico ovvero da determinare un giustificato timore per la sicurezza personale propria o di una persona vicina o comunque da pregiudicare in maniera rilevante il suo modo di vivere, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a quattro anni”.
Tale importante decisione, secondo Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV e fondatore dello “Sportello Dei Diritti”, la previsione di questo reato assume una particolare delicatezza anche alla luce dell’attuale era tecnologica. Difatti, come nel caso di specie, i temuti atti persecutori possono essere realizzati non solo con il telefono o lettere anonime, ma utilizzando le nuove tecnologie e quindi tramite i social network, per posta elettronica, con la messaggistica istantanea e strumenti affini. Inoltre la vittima può essere perseguitata controllandone i movimenti tramite la rete (si pensi a chi fa parte di un social network o ha un proprio blog o è iscritto a newsgroup, mailing list, ecc.). Purtroppo gli strumenti del web 2.0 proprio perché dotati di una maggiore interattività che consente uno scambio di informazioni più dinamico tra gli utenti, nascondono delle insidie che possono essere sfruttate da malintenzionati ai danni di vittime del tutto inconsapevoli.

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Afghanistan: cordoglio per ennesima vittima

Pubblicato da fidest su venerdì, 31 dicembre 2010

La vittima è il caporal maggiore Matteo Miotto, di 24 anni, di Thiene appartenente al settimo reggimento Alpini di Belluno. Miotto si trovava in Afghanistan dal luglio scorso. E’ stato raggiunto da un colpo di fucile sparato da un cecchino intorno alle ore 12,30 mentre era di guardia a sud della zona sotto controllo italiano. Il colpo lo ha raggiunto ad un fianco e proprio nella parte del corpo non protetta. E’ il trentacinquesimo militare italiano ucciso in missione in Afghanistan dal 2004 ad oggi.
La triste notizia è arrivata proprio in un giorno che doveva essere di festa. Il primo ad esprimere il suo cordoglio è stato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il Ministro La Russa, a sua volta, nel dare per primo la notizia della morte del militare ha riconosciuto che ci sono troppi lutti in Afghanistan tra i nostri millitari. Ha anche soggiunto che intende raggiungere l’area di operazione subito dopo i funerali del militare. Per il presidente del Senato Renato Schifani si tratta di “Un altro caduto italiano nella lotta al terrorismo internazionale e per la tutela della pace, della democrazia e della sicurezza internazionale. Una nuova pagina dolorosa per l’Italia”. Cordoglio è stato anche espresso dal ministro degli esteri Frattini e in una nota dalla Farnesina ha soggiunto: “Quello odierno – ha aggiunto – è in termini di tempo l’ultimo, carissimo contributo pagato dai nostri soldati nella loro encomiabile lotta contro il terrorismo internazionale, finalizzata a garantire pace e sicurezza al nostro Paese e alla nostra società”. Per  Antonio Di Pietro: ”Siamo vicini ai familiari del militare morto in Afghanistan. A loro e a tutti i soldati impegnati in quei territori esprimiamo tutto il nostro cordoglio. Quest’anno si chiude con un sentimento di dolore per un’altra vittima di questa brutta guerra. Oggi è un giorno di lutto, un giorno di silenzio e non ribadiremo le nostre posizioni, ma chiediamo al governo di venire a riferire in Parlamento al più presto”.
A sua volta Luca Marco Comellini, Segretario del Pdm ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Esprimo a nome di tutto il partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) il più profondo cordoglio ai familiari dell’ennesimo soldato morto oggi in Afghanistan per mano di un cecchino talebano” E prosegue “siamo costretti ad assistere alla parata di coloro che puntualmente oggi si mostreranno addolorati per dimenticare questo ennesimo lutto appena si spegneranno i riflettori dei funerali di Stato. E’ ora di riflettere seriamente sulla natura della missione che questo Governo si ostina a chiamare di pace”.

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Documentario: Parla con lui

Pubblicato da fidest su venerdì, 29 ottobre 2010

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Oltre i limiti della decenza

Pubblicato da fidest su giovedì, 21 ottobre 2010

Lettera al direttore. Finalmente ho capito. Bruno Vespa, Alessio Vinci, Lino Infante e colleghi, si sono dedicati anima e corpo alla vicenda della ragazzina uccisa ad Avetrana, solo per fare informazione. Evidentemente per fare informazione non sono sufficienti i giornali e i telegiornali. Ed è per questo che ancora ieri i tre signori imperversavano con i loro programmi d’approfondimento, attenti a sorridere il meno possibile, considerate le proteste in questi giorni di tanta gente ancora sensibile. Federica Sciarelli sorride un po’ di più, ma è una donna, e sembra che le donne in televisione debbano sorridere più degli uomini. Ma non è di questo che volevo parlare, dei sorrisi in Tv mentre si parla di tragedie, né della necessità dell’informazione di Vespa e compagni. Volevo solo rivolgere una supplica a questi signori della preziosa informazione.  Fateci vedere le immagini dei presunti mostri, dei parenti e degli amici e dei conoscenti, fateceli vedere continuamente ripetutamente, ma evitate di mostrarci mille volte le immagini della ragazza uccisa. Non avete il diritto di farlo, per rispetto verso di lei. Lo capite questo? Non ne avete il diritto. (Renato Pierri Scrittore ed ex docente di religione)

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Afghanistan: nuova vittima militare italiano

Pubblicato da fidest su venerdì, 17 settembre 2010

«Quello che per tutti i romani doveva essere solo un giorno di festa con l’avvio della riforma per Roma Capitale è stato offuscato dalla drammatica notizia della morte del tenente Alessandro Romani. Tutta Roma si alza in piedi a rendere onore al suo cittadino, ufficiale del glorioso reggimento paracaduti Col Moschin. Questi militari scelgono volontariamente di arruolarsi nei reparti speciali dell’esercito dimostrando il loro coraggio e il loro spirito di servizio. Il tenente Romani è morto combattendo contro il terrorismo e per l’onore di tutta l’Italia». Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
Il tenente Alessandro Romani, Nato a Roma il 18 luglio 1974, aveva numerose, precedenti esperienze in missione all’estero. Era stato ricoverato nell’ospedale statunitense ‘Role 2′ di Farah e sottoposto ad una operazione chirurgica. Era stato raggiunto da un proiettile, durante un conflitto a fuoco, alla spalla.  In un primo tempo si pensava che la ferita non fosse mortale. L’operazione nella quale partecipava l’ufficiale e dove è rimasto ferito un altro militare, ma in condizioni meno gravi, prevedeva la cattura di quattro quattro insorti avvistati da un velivolo senza pilota dell’Aeronautica militare.  E dire che nella stessa mattinata  presso il Quartier Generale Isaf di Kabul, il generale Claudio Mora, Deputy Chief of Staff Stability Isaf, partecipava ad una cerimonia commemorativa del primo anniversario dell’attentato del 17 settembre 2009 nel quale persoero la vita sei militari italiani.

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Bella trasmissione ma con un grave difetto

Pubblicato da fidest su giovedì, 24 giugno 2010

Lettera al direttore. Una bella trasmissione “Chi l’ha visto”, su Rai3. Ben fatta e soprattutto molto utile. Ma un difetto grave ce l’ha. Deve pensare  anche a fare spettacolo, e quindi mostra la ricostruzione dei fatti. E che ricostruzione! Tale da costringere spesso me, spettatore che forse ancora non ci ha fatto l’osso (col tempo ci riuscirò), a girare canale. Ma io evidentemente sono un’eccezione. La maggior parte del pubblico apprezzerà, altrimenti perché trasmetterebbero certe scene? L’altra settimana la “ricostruzione” riguardava il caso di Elisa Claps. La simulazione faceva vedere una ragazza (solo il corpo) che fuggiva disperatamente; un uomo (solo il corpo) che l’aggrediva alle spalle, lo stomaco scoperto della vittima, e un coltello e il sangue…mentre la voce che commentava si chiedeva: “Ma quando l’aggressore le ha tagliato la ciocca di capelli, Elisa Claps era morta o ancora agonizzante?”. Domanda di grande interesse.  Il fratello della povera ragazza era presente negli studi di “Chi l’ha visto” e Federica Sciarelli, col suo sorriso mesto (sorride mestamente, ma sorride come ogni conduttrice che si rispetti) gli ha chiesto scusa, dicendo, se non ricordo male: “Abbiamo dovuto ricostruire”. (Renato Pierri)

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Spettacolo: trilogia crisi economica

Pubblicato da fidest su domenica, 30 maggio 2010

Roma (Trastevere) 7 giugno ore 21.00  al Centro Culturale Libreria Bibli,  via dei fienaroli, 28  anteprima dello spettacolo teatrale Krisis – la trilogia capitolo 1 Il mondo e la stanza   “Krisis – la trilogia”  capitolo 1  Il mondo e la stanza di Giuseppe Salerno. Le tre storie raccontano i vissuti umani della crisi. L’uomo del XXI secolo può fare appello alla speranza, può cedere alla disperazione oppure usare tutta la propria disumanità rendendosi vittima della propria malvagità. Le tre storie sono attraversate da un unico filo narrativo, come se i protagonisti fossero legati da un medesimo destino. Sono le scelte individuali che essi compiono a cambiare il proprio futuro. In scena, i tre paradigmi esistenziali della crisi. Il Mondo e la stanza è il primo capitolo della trilogia: Brigida Rosi è una talentuosa manager di un’azienda privata che viene licenziata a causa della crisi economica in atto. Per reazione si chiude nelle proprie certezze in una stanza. Il suo rapporto col mondo è mediato esclusivamente dai mezzi di comunicazione. La sua giornata è apparentemente vuota. Tuttavia, il suo flusso di coscienza è interrotto da alcune sollecitazioni esterne. In particolare ella racconta del suo incontro decisivo con Carlotta, moglie del suo ex amante. Scritto da Giuseppe Salerno con Susanna Cantelmo chitarra Angelo Magnifico flauto Andrea Salvi musiche originali Antonio Vinci regia Lorenzo de Feo

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“Caso” Gugliotta: parole responsabili della famiglia

Pubblicato da fidest su domenica, 16 maggio 2010

“Apprezziamo Stefano Gugliotta e la sua famiglia per la responsabilità delle parole espresse  durante la conferenza stampa di ieri mattina”. – Queste le parole di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia – commentando le parole del ragazzo rimasto vittima degli incidenti nel dopo partita tra Inter e Roma. Gugliotta infatti nella conferenza stampa di ieri aveva detto “Colgo l’occasione per chiedere a tutti di abbassare i toni. Penso che la maggior parte degli uomini delle Forze dell’Ordine siano in buona fede e corrette. Sono pochi i casi di abuso di potere e violenza gratuita. Forse ora qualche poliziotto avrà il tempo per riflettere sul suo comportamento”. Gugliotta ha specificato che dopo le “emozioni” iniziali è il momento di pacificare gli animi visto che a suo parere la maggior parte delle Forze dell’Ordine fanno sempre il loro dovere. “Anche noi – dice Franco Maccari – pensiamo che sia il momento della riflessione affinché possano essere accertati serenamente i fatti, ma soprattutto delle assunzioni delle responsabilità, ove queste ci siano state. Il gesto di un alto Funzionario della Polizia che ha presentato le scuse alla madre di Gugliotta su quanto avvenuto al figlio – evidenzia ancor di più l’alta professionalità della Polizia di Stato. Ed è nel nostro interesse accertare la verità sull’accaduto e faremo di tutto per cercarla.” “Continueremo però – continua il Segretario Generale del Coisp – a respingere e condannare qualsiasi atteggiamento di strumentalizzazione, adottato da alcune frange politiche, volto a denigrare l’operato della Polizia di Stato e far passare per vittime sempre e comunque coloro i quali non hanno nessun rispetto delle più elementari regole del vivere civile e comune. Quella stessa politica – conclude Maccari – che, si ricorda della violenza negli stadi, solo quando a commettere un errore (e cioè raramente) sia un Poliziotto, dimenticando che la maggior parte delle volte le Forze dell’Ordine devono agire negli stadi come se fossero in delle arene per colpa dei soliti barbari che cercano l’assalto nei confronti dei Servitori dello Stato per sfogare le loro depressioni mentali e i loro istinti animaleschi.”

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Premio europeo al film “Bella”

Pubblicato da fidest su lunedì, 1 marzo 2010

Roma 2 marzo alle ore 10 presso la Sala Capranichetta in Piazza Montecitorio è prevista la proiezione del film – alle ore 11,30 consegneranno il premio Gianfranco Fini, presidente della Camera, e Pier Ferdinando Casini, già presidente della Camera – alle ore 12 si svolgerà un dibattito tra Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, Eduardo Veràstegui, ed il pubblico su “Il linguaggio della vita” Il film, basato su una storia vera, ha un’anima profondamente pro life eppure la parola “aborto” non è pronunciata nemmeno una volta, perché lo scopo del film è raccontare con delicatezza come l’aborto non sia l’unica soluzione possibile per una gravidanza indesiderata. Il film, nonostante i riconoscimenti internazionali ed il favore di pubblico incontrato non è ancora stato messo in programmazione nelle sale italiane o nelle nostre reti televisive. Solo grazie ad un’iniziativa Movimento per la vita-Acec-Microcinema è da un mese entrato nella programmazione delle 1000 sale parrocchiali sparse in tutta Italia e soprattutto sta circolando in una rete alternativa di proiezioni realizzate dai 600 movimenti e Centri locali del Movimento per la vita in una sorta di samizdat cinematografico. «L’auspicio» spiega Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita «è che questa proiezione che abbiamo realizzato per i parlamentari possa richiamare l’attenzione su questo film e superare la “censura” di cui è vittima.

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Teatro: Familie Flöz

Pubblicato da fidest su martedì, 2 febbraio 2010

Firenze  12 febbraio ore 21.00 Teatro Comunale Corsini Evento internazionale hotel paradiso Riapertura dopo rinnovo Ovvero “La scorciatoia per il Paradiso passa attraverso l’Inferno” di Anna Kistel, Sebastin Kautz, Thomas Rascher, Frederick Rohn, Hajo Schüler, Michael Vogel con Anna Kistel, Sebastin Kautz, Thomas Rascher, Frederick Rohn regia Michael Vogel maschere Hajo Schüler. Hotel Paradiso è un piccolo albergo di montagna gestito con pugno di ferro dall’anziana capo-famiglia e popolato da strani personaggi: c’è il figlio della proprietaria che sogna il vero amore mentre lotta con la sorella per la gestione dell’albergo; una cameriera con un problema di cleptomania e un cuoco con la malsana mania di macellare… non solo animali.  Quando si scopre la prima vittima, l’intero albergo precipita in una spirale di misteriosi avvenimenti che si succedono con un ritmo vorticoso. Un’inedita Familie Flöz in versione noir! Un surreale giallo alpino, dove il mistero si stempera in una girandola di situazioni grottesche, trovate esilaranti e spunti poetici.  Come i precedenti Ristorante Immortale e Teatro Delusio, Hotel Paradiso è un’opera ricca di umorismo, sentimenti e un tocco di malinconia, che conferma la sorprendente bravura di una delle compagnie teatrali più amate e acclamate a livello internazionale.
Familie Flöz, con sede stabile a Berlino, è un gruppo teatrale composto da attori, musicisti, ballerini, creatori di maschere, tecnici, drammaturghi e registi provenienti da più di 10 nazioni. Fin dalla loro prima apparizione sulle scene i Familie Flöz sono stati accolti da uno straordinario successo di pubblico e critica che li ha resi celebri un tutta Europa; i loro lavori sono stati rappresentati in ben 27 nazioni.(floez)

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Il caso Cosentino

Pubblicato da fidest su giovedì, 19 novembre 2009

Editoriale Fidest. L’avvocato Nicola Cosentino, per quanto ci è dato di sapere, già mesi fa ebbe a subire una mozione di sfiducia nei suoi confronti, ma l’aula a larga maggioranza la respinse. Oggi si ripete e, questa volta, l’unico partito, l’Idv, che l’ha presentata, si ritrova solo. Questo significa che sarà respinta dalla Camera dei deputati la richiesta della magistratura di autorizzazione a procedere nei suoi confronti in aggiunta al fatto che continuerà a fare il sottosegretario come se nulla fosse. Dobbiamo meravigliarcene? Assolutamente no. E’ nella norma. Se si insiste finiamo con il trasformare quest’uomo politico in una vittima e noi non lo vogliamo in tale veste. La verità è che dovremmo fare una seria riflessione sul nostro sistema giudiziario che ha il suo tallone d’Achille nella eccessiva lungaggine del suo iter procedurale. Cosa intendiamo dire con ciò? E’ che un po’ tutti di là delle proteste formali trovano conveniente lasciare che la magistratura languisca perchè esiste un interesse trasversale nel quale i carcerati e i “grandi inquisiti” possono sperare nei condoni, nelle prescrizioni e nelle amnistie. E se ritorniamo per un momento al caso Cosentino, ma potrebbe essere di molti altri politici e non, possiamo, nella peggiore delle ipotesi, prefigurare il seguente scenario: un rinvio a giudizio da parte dell’organo inquirente per la celebrazione di un processo che tra rinvii di varia natura potrebbe concludersi tra tre o quattro anni. Ma non è tutto. Se l’imputato è condannato continuerà a non accadere nulla in quanto c’è l’appello ovvero almeno altri tre o quattro anni e alla fine c’è la prescrizione. E allora perché, ci chiediamo, tanta fatica per inquisirlo e arrestarlo? Se le cose vanno in questo modo non dobbiamo prendercela con chi fa il suo dovere ma con il sistema che produce tali anomalie ridicolizzando il ruolo della giustizia e alla giustizia nel subire questa umiliazione. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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In memoria di Pasolini

Pubblicato da fidest su domenica, 1 novembre 2009

Lunedi’ 2 novembre alle ore 12 come ogni anno dal 1976 raduno all’Idroscalo di Ostia, luogo in cui Pier Paolo Pasolini è stato brutalmente ucciso, vittima tristemente più celebre di una violentissima e assassina omofobia che nella notte tra l’ 1 e il 2 novembre del 1975 ha infierito sul corpo di un Genio, lacerandone la vitalità, le movenze, il sorriso, gli occhi, il cuore ma non intaccando di una virgola il pensiero di un grande e autentico profeta della modernità, attuale ancora oggi, trentaquattro anni dopo. Il cantuatore Ciri Ceccarini (www.ciriceccarini.it) proporrà una rilettura musicale della storica “Ballata per la Morte di Pasolini” che sarà contenuta nel cd di prossima pubblicazione “Sono ciò che sono” Luci spente a mezzanotte per l’Operazione Notte Buia, nell’ora della morte di Pier Paolo Pasolini.

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Ricordo di Giovanna Reggiani

Pubblicato da fidest su domenica, 1 novembre 2009

Roma, 2 novembre 2009, alle ore 10.30, il Partito dei Romeni d’Italia e il XX Municipio ricorderanno la tragica morte della signora Giovanna Reggiani, vittima di un gravissimo fatto di sangue che colpì la nostra comunità, a due anni dallo svolgimento dei fatti, con il deposito di una corona di fiori sul luogo della tragedia. La rappresentanza del PIR (Partito dei Romeni d’Italia) sarà comporta dal Presidente, Giancarlo Germani e dal Segretario, Mihai Muntean, mentre quella del XX Municipio, dal VicePresidente e Assessore alla Cultura, Marco Perina, dall’Assessore ai LL.PP., Stefano Erbaggi, dal Presidente del Consiglio Municipale, Simone Ariola e dal Presidente della Commissione Politiche Sociali, immigrazione e integrazione del XX Municipio, Giorgio Mori. La stazione della ferrovia, Roma-Viterbo, è stata ristrutturata completamente, garantendo maggiore sicurezza a tutti coloro che frequentano la zona ed il percorso di ricostruzione dei rapporti tra le due comunità, italiana e romena, è in lento processo di normalizzazione, dopo fortissimi attriti.

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A proposito del lodo Alfano

Pubblicato da fidest su giovedì, 8 ottobre 2009

Editoriale fidest. La recente sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano fa una nuova vittima illustre: quella della dissacrazione di un altro organo di garanzia super partes dopo quanto si è detto sul Presidente della Repubblica. Di certo sarebbe stato meno traumatico se la decisione fosse stata di segno opposto e persino più realistica dati i tempi e le circostanze. La colpa di Berlusconi, se vogliamo dirla tutta, è di aver preteso, con una legge, sospendere le varie vertenze giudiziarie che gli sono state ascritte. Non si può e oggi lo dice la Corte costituzionale. Qualcuno si scandalizza. Dobbiamo meravigliarcene? No di certo. In una società dove tutto è messo in discussione siamo giunti al punto da non capire il giusto dall’ingiusto, dal lecito all’illecito. Abbiamo sfornato centinaia di migliaia di leggi eppure abbiamo sempre bisogno di altre per perseguire gli habitué del crimine. Ora, ritornando al caso recente, ci chiediamo perché solleviamo tanto polverone su un fatto che potremmo descrivere in poche parole: un certo presidente del consiglio si sente perseguitato dalla giustizia e teme che essa voglia impedirgli di svolgere il suo mandato, benedetto dalla volontà popolare che è “sovrana” con poteri assoluti, e cerca di tutelarsi in qualche modo. Questa guarentigia, gli dicono, oggi non è percorribile. Bene. Chiuso l’argomento. Deve accettare di essere processato e se, come dichiara, è innocente sarà solo una passeggiata nelle aule di giustizia. Ma qui cade l’asino. E’ proprio vero che la giustizia è imparziale? Secondo questo presidente del consiglio vi sono grossi dubbi in proposito poiché, sempre a suo dire, vi sono dei giudici che gli vogliono male. Ma ci chiediamo non esiste in Italia un ben oliato sistema di gradi di giudizio che possono ribaltare le sentenze del grado inferiore? Il caso più eclatante lo abbiamo avuto con il senatore a vita Giulio Andreotti ritenuto dalla procura di Palermo un amico di mafiosi e da quella di Perugia il mandante del delitto Pecorelli. Altri giudici ci hanno detto, invece, che era puro come un angelo ed è stato assolto, in via definitiva, con formula piena. A questo punto dovremmo solo abituarci ad avere un presidente del consiglio, ad esempio, condannato in primo grado ma a piede libero in attesa del processo di secondo grado. Ma il prestigio della carica dove lo mettiamo? Lasciamo perdere sono cose di altri tempi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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