Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 16 marzo 2009

Lezioni di astronomia

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2009

anno-astronomiaRoma dal 18 al 22 marzo 2009 Ore 21.00, domenica 17.30 Teatro L’Orangerie, Via A. Volta 41/a (Testaccio). Il CETEC presenta di Maurizio Gianotti e Gustavo Verde Regia Donatella Massimilla  Con Gilberta Crispino e Abou Tourè Bakary Aiuto regia Francesca Romana Nascè Il Centro Europeo Teatro e Carcere torna a lavorare al femminile con attori che hanno sviluppato la loro ricerca artistica dentro e fuori le carceri e i luoghi del disagio, attraverso un testo che affronta temi importanti e contemporanei: dalla diversità di una giovane ragazza autistica, alla violenza, alla solidarietà tra persone che provengono da diverse culture e che non rinunciano all’incontro e allo scambio umano e sociale. Da una visione quasi ossessiva del cielo stellato nasce uno scenario di possibilità di comunicazione aldilà delle parole, con proiezioni e visioni “intime e universali”, per uno spettacolo dedicato a un pubblico di tutte le età – ma soprattutto ai giovani – accompagnato da musiche originali composte da artisti emergenti, create appositamente con un contrasto tra ritmi africani e contemporaneità. Due solitudini che si incontrano, in un tema fortemente attuale.  Una racconto di amicizia al confine con l’amore che rivela la possibilità di una storia di comprensione e di accettazione voluta e cercata, giorno per giorno, tra un uomo e una donna “diversi”. http://www.cetec-edge.com

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Collezioni d’arte dedicate all’Egitto

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2009

egitto-nascostoCastello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo 21 marzo saranno esposte al nell’ambito della rassegna organizzata dalla Fondazione Cosso in collaborazione con la Provincia di Torino 18 collezioni d’arte dedicate all’Egitto e provenienti da numerosi musei del Piermonte  “Il tema della mostra non è stato scelto a caso – commenta il Presidente della Provincia, Antonio Saitta –  perché Torino è giustamente famosa nel mondo per il suo Museo Egizio e perché l’Egitto quest’anno è il Paese ospite della Fiera del Libro: abbiamo ritenuto interessante  far conoscere anche il patrimonio di antichità egizie custodito in molti musei piemontesi, spesso all’insaputa del grande pubblico. Alcune delle collezioni esposte a Miradolo non sono mai state presentate al pubblico”. Anche nel 2009 la Provincia di Torino prosegue la sua politica di decentramento e coinvolgimento dell’intero territorio in alcune delle più importanti esposizioni in programma nel capoluogo. “Si tratta ormai di una modalità consolidata di animazione del territorio provinciale, – aggiunge Saitta – dopo il successo della mostra sui Longobardi del 2007 a Novalesa e il positivo riscontro della mostra su Delleani nel 2008 a Miradolo”. Si rinnova, dunque, la proficua collaborazione con la Fondazione Cosso, grazie alla quale il Castello di Miradolo, a San Secondo di Pinerolo, si propone come uno dei poli di attrazione del turismo culturale. Anche per questa mostra, ogni fine settimana la Provincia di Torino metterà a disposizione del pubblico una navetta gratuita che partirà nel pomeriggio da piazza CLN, vicino a Palazzo Bricherasio dove in questo periodo è allestita un’altra grande proposta culturale sull’Egitto, con la mostra dedicata ad Akenathon.

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Il dio bambino

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2009

Padova 19 marzo alle 21 appuntamento a Teatro MPX – Multisala Pio X Sesta Edizione della stagione teatrale Arti inferiori, promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo del Comune di Padova con il sostegno della Cassa di Risparmio del Veneto e organizzata da Arteven – Regione Veneto. Protagonista dello spettacolo Il dio bambino è Eugenio Allegri diretto da Giorgio Gallione. interpreta Il dio bambino. All’interno del progetto di collaborazione con la Fondazione Gaber, il Teatro dell’Archivolto mette in scena questo monologo scritto nel 1993 da Gaber e Luporini che, dopo “Parlami d’amore Mariù” e “Il grigio” proseguiva e approfondiva il particolarissimo percorso teatrale del Gaber di quegli anni: esempio emblematico di quel “teatro di evocazione” teorizzato ed esplorato in tutte le sue forme espressive. In scena Eugenio Allegri dà voce ad una storia d’amore; una normalissima storia d’amore nell’arco degli anni che dà agli autori l’occasione di indagare su quello che oggi dovrebbe essere un uomo: quali i suoi attributi, le sue caratteristiche, la sua maturità; capire se è compiuto o incompiuto, se ce l’ha fatta a diventare un uomo o se è rimasto un bambino. Un bambino che si vanta della sua affascinante spontaneità, invece di vergognarsi di un’eterna fanciullezza del tutto poco virile. È una storia d’amore che potrebbe essere capitata a chiunque, vista ovviamente da un’angolazione maschile. Un uomo a confronto con una donna, il miglior testimone per mettere in dubbio la sua consistenza, il suo essere adulto, la sua presunta virilità. È una storia d’amore che cerca di individuare quali siano oggi le differenze tra questi due esseri così simili e al tempo stesso così diversi con la consapevolezza che se queste differenze un giorno si annullassero la vita cesserebbe di esistere. Non c’è arte, né scienza, né idee, né altra invenzione dell’uomo che non nascano da questa differenza se non addirittura da questa contrapposizione. Come spesso è accaduto, Gaber e Luporini sono molto spietati nelle analisi sull’oggi, ma, tra le righe; c’è sempre un ponte con il futuro; fiduciosi non tanto per l’uomo come è, ma per le sue fantastiche, incredibili possibilità.

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Congresso An a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2009

“Esprimo soddisfazione e un fiducioso sguardo al futuro per le nostre comunità all’estero e per i nostri referenti di partito attivi oltre confine, che attraverso l’accoglimento all’unanimità dell’Ordine del Giorno alla mozione congressuale di AN, a prima firma mia  e dell’On. Giuseppe Angeli, hanno trovato un cantuccio nella struttura del partito unitario”. Queste le parole di Aldo Di Biagio, deputato del PdL eletto in Europa e proponente di un Ordine del Giorno alla mozione congressuale di An, presentato sabato in occasione del congresso provinciale del partito a Roma. Il richiamo e la valorizzazione degli italiani all’estero all’interno della struttura del PdL, così come tracciato nell’ordine del Giorno, ha ottenuto un riconoscimento condiviso da tutti i referenti di partito intervenuti al congresso provinciale. “Gli attivisti e i dirigenti del Pdl all’estero rappresentano una platea folta ed articolata, – si afferma nell’ordine del giorno – nei confronti della quale il nostro Paese si confronta costantemente e dalla quale trae spunto sotto più profili per tracciare la propria crescita e la propria immagine nel panorama internazionale. Si parla spesso di Made in Italy, risorsa indispensabile del nostro mercato, valvola di sfogo della nostra economia, in questa non facile fase di contrazione, ma come potrebbe essere valorizzato e sostenuto questo brillante comparto economico se non supportato e valorizzato dai nostri connazionali all’estero?” “Il mondo degli italiani oltre confine si configura in un’arena di sogni, di idee e di progetti, sfidanti e innovativi, –  ha continuato Di Biagio – che oggi prende le forme di una classe di protagonisti della politica, della cultura e dell’economia non solo italiana ma europea”. L’Ordine del giorno in considerazione del fatto che nella mozione congressuale non sono stati tracciati adeguati riferimenti all’esistenza, al valore e all’attività delle comunità italiane all’estero, dei referenti di partito operanti oltre confine, e a quell’articolato processo storico, culturale e politico che ha visto AN protagonista attiva ed orgogliosa dei valori e dei diritti degli italiani all’estero, chiedeva che il contenuto, i riferimenti ed i riconoscimenti doverosamente definiti, venissero raccolti e valorizzati nel testo della mozione congressuale finale di Alleanza Nazionale.“L’accoglimento del testo – ha concluso il deputato eletto in Europa – è un segnale deciso di attenzione nei confronti dei tanti connazionali che sono cresciuti in AN e hanno rappresentato un tassello imprescindibile della struttura di partito. L’auspicio e che questa attenzione si sostanzi in un riconoscimento ufficiale nel testo della mozione congressuale finale di AN”.

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Congresso dei giovani commercialisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2009

Varese Dal 2 al 4 aprile il Centro Congressi Ville Ponti  ospita ll 47esimo congresso nazionale dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (Ungdcec). E’ l’appuntamento annuale più importante dell’Ungdcec: Il titolo del convegno è: «Una nuova era per l’economia, dalla crisi alle opportunità di sviluppo» E’ organizzato dalla sezione di Busto Arsizio (Varese), con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione Lombardia, della Camera di Commercio di Varese, della Provincia varesina e dell’Università Carlo Cattaneo. Vuole, nei tre giorni di confronto, dare una nuova prospettiva sull’attuale momento economico.  In questo quadro, l’Ungdcec si pone come osservatore privilegiato dell’attuale situazione economica, facendo del congresso un’occasione di confronto sugli strumenti più idonei per le aziende per superare la crisi. Esemplificativo il titolo che è stato dato alla tre giorni: “Una nuova era per l’economia: dalla crisi alle opportunità di sviluppo”. «Considerata la nostra vocazione ed il ruolo proattivo che il commercialista deve avere in questo contesto, abbiamo voluto proporre un confronto professionale su alcuni strumenti tecnici di natura economica e giuridica utili a consentire non solo la sopravvivenza delle imprese, ma a far loro percorrere processi di sviluppo e crescita in uno scenario di profondo cambiamento», spiega Elisabetta Bombaglio, presidente dell’Ungdcec di Busto Arsizio. «Stiamo vivendo una profonda fase di transizione: per questo abbiamo voluto parlare di “era” dove le imprese hanno bisogno di un supporto per poter affrontare le nuove sfide e porre le basi per superare la crisi». Il programma dei lavori è stato diviso in cinque sessioni che sfoceranno, nel pomeriggio del 3 aprile, in una tavola rotonda dove interverranno esponenti del Governo, del Parlamento, rappresentanti delle associazioni industriali, docenti universitari e del mondo sindacale. «Le sessioni sono state studiate in modo da poter offrire un approccio scientifico e una parte più relazionale con l’intervento di un case history», continua Roberto Ianni, commercialista dell’ordine di Busto Arsizio e vicepresidente del Comitato organizzatore del congresso. La prima sezione riguarda il mercato internazionale visto come nuova opportunità. Osserva Ianni: «L’attività di internazionalizzazione di un’azienda è un aspetto che deve essere affrontato. Parleremo poi del controllo di gestione, ovvero l’analisi dei costi per passare alla gestione finanziaria di un’azienda. Un aspetto importante è la finanza agevolata: in un mercato sempre più esteso, i competitors esteri hanno accesso a fondi e vantaggi economici che li collocano in una posizione di favore. Accedere a fondi pubblici non deve più essere visto come negativo, ma come un’opportunità», sottolinea Ianni. La quarta sessione riguarda le operazioni straordinarie (di natura finanziaria e industriale) come leva di competitività e di sviluppo. Nella quinta sessione saranno riprese le tematiche già sviluppate, ma sotto un profilo prettamente tributario. I lavori si concluderanno con la tavola rotonda.  Conclude Ianni: «La crisi è pesante, e lo scenario per il quale i professionisti si sono attrezzati ad operare è quello dell’emergenza; ma se questa situazione viene affrontata in maniera corretta, alla fine un’azienda può uscirne rafforzata».

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Nuova tecnica chirurgica

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2009

Parma L’équipe della Clinica Chirurgica dell’Ateneo parmense, diretta dal Prof. Luigi Roncoroni, del Dipartimento di Scienze Chirurgiche, utilizza da anni una tecnica chirurgica messa a punto nelle sale operatorie dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma che, in alcuni casi, può risolvere definitivamente i problemi del paziente affetto da stipsi grave. Questa tipologia di intervento, eseguito già ai tempi del compianto Prof. Peracchia, consiste nell’asportazione di un ampio tratto di colon con il risparmio di una porzione prossimale utile a prevenire alcuni fastidiosi effetti collaterali frequenti invece dopo altri tipi di intervento che prevedono l’asportazione di tutto il colon. Il Prof. Roncoroni, coadiuvato dal Prof. Leopoldo Sarli e dagli altri membri della sua équipe, sulla base dell’esperienza maturata negli anni, ha perfezionato tale metodica innovativa, eseguendola anche con il moderno accesso laparoscopico.  Il Prof. Sarli ha provveduto a descrivere alla comunità scientifica i particolari della tecnica, pubblicandola su riviste scientifiche internazionali. E su riviste con alto impatto scientifico sono stati pubblicati anche i risultati dell’esperienza dell’équipe della Clinica Chirurgica del nostro Ateneo, che hanno dimostrato come i pazienti operati godono di una buona funzione intestinale, non hanno più i dolori che lamentavano in precedenza e riferiscono un significativo miglioramento della qualità della loro vita. Un altro membro dell’équipe, il dott. Federico Marchesi, è stato chiamato a relazionare sulla metodica e sui suoi risultati ad un importante congresso internazionale svoltosi quest’anno a Madrid.  Grazie ai buoni risultati ottenuti a Parma, altri chirurghi in Italia e nel mondo hanno adottato la metodica, soprattutto in Francia, Spagna, negli Stati Uniti ed in Cina. E sono state proprio alcune équipes cinesi che hanno pubblicato di recente, sulla rivista International Journal of colorectal disease, i buoni risultati della loro esperienza con la tecnica chirurgica che hanno definito con il nome di “Sarli procedure” dal nome, appunto, dell’autore delle numerose pubblicazioni sull’argomento. Successi di questo tipo, oltre a gratificare i componenti dell’équipe, costituiscono un importante stimolo per i giovani aspiranti ricercatori, specie in un ambiente chirurgico universitario com’è quello nel quale è stata messa a punto la tecnica proposta. Si tratta di un’ulteriore dimostrazione di come nel nostro Ateneo si faccia una buona ricerca scientifica anche in ambito clinico e di come queste attività vadano supportate con un adeguato sostegno.

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Mostra di fuoriserie

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2009

Fiera di Roma dal 18 al 19 aprile 2009 mostra ospite di Fuoriserie, il Salone dedicato alle Auto e Moto d’Epoca. Tra le “anziane e blasonate signore” nei padiglioni di Fuoriserie (www.fierafuoriserie.it), la mostra delle auto e moto d’epoca che si terrà alla Fiera di Roma il 18 e 19 Aprile 2009, si aggira la silhouette di Julia Kendall,  il personaggio dei fumetti creato da Giancarlo Berardi per Bonelli Editore. Criminologa di professione, Julia è lontana dallo stereotipo della top-model, la sua naturale eleganza, invece, richiama l’esile figura di Audrey Hepburn avvolta nel suo inseparabile impermeabile.  Ma che ci fa Julia a Fuoriserie? Semplice, l’affascinante personaggio possiede una Morgan 4/4 del 1967, la sportcar con la quale si muove tra le strade di New York. Il Morgan Club Italia, ha infatti scelto il personaggio di Bonelli come testimonial dei 100 anni del marchio inglese che si celebrano quest’anno. Lo spazio-mostra di 160 mq. nei padiglioni della fiera capitolina è allestito come un percorso narrativo dove il pubblico si potrà muovere tra i grandi pannelli, tavole originali e sagome dei personaggi tratti dalla celebre striscia. “Le tavole del fumetto – spiega Sandra Ghiringhelli, Presidente del Morgan Club Italia –  faranno da quinte ad una ricostruzione di un garage anni ‘40 che richiama le atmosfere della casa costruttice di Malvern a Nord-Ovest di Londra, raccontando l’evoluzione della vettura che meglio ha saputo interpretare l’inconfondibile spirito british della produzione automobilistica d’Oltremanica”.  La mostra curata dallo studio di Architettura Fagone e da EffeCi & Associati in collaborazione con Intermeeting, si avvale della presenza anche di un marchio prestigioso nel mondo dell’automobilismo, Tag Heuer, il cronografo della maison svizzera che con il suo modello Monaco, indossato da un indimenticabile Steeve McQueen nel film 24 Ore di Le Mans, si appresta a celebrare i suoi primi quaranta anni.  L’allestimento del garage d’antan è invece curato da Forest Casa, produttrice di una linea di carpot ispirata alle linee di Carlo Mollino (1905-1973), l’eclettico architetto appassionato di motori che nel 1955 progettò il Bisiluro, un’avveniristica vettura destinata a rimanere come uno dei simboli del design a quattro ruote.  La mostra di Julia si svolgerà a Fuoriserie, la rassegna di auto e moto d’epoca alla Fiera di Roma il 18 e 19 aprile 2009. Una kermesse dove il “rombo della passione” si coniuga con  le vantaggiose opportunità di quello che si conferma il più importante mercato del centro – sud Italia. Organizzata da Intermeeting, Fuoriserie,  è la manifestazione più attesa non solo dai migliaia di appassionati del settore, ma anche dai neocollezionisti. Un week-end per scoprire e trovare le auto dei propri sogni, scovare i classici d’eccezione, le produzioni limitate e le offerte competitive dei privati.

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Lotta disuguale al colon-retto

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2009

Il messaggio che la diagnosi precoce è determinante per combattere tumori frequenti come quelli della mammella o della prostata o della cervice uterina dovrebbe essere acquisito. Sembra lo sia di meno invece per un’altra neoplasia che pure è al terzo posto nel mondo per incidenza e al secondo posto in Europa tra i “big killer”, con circa 500 morti al giorno (e oltre 400.000 nuovi casi all’anno): il tumore del colon-retto. Eppure a differenza di altri tipi di cancro più del 90% dei malati potrebbe andare incontro a remissione grazie a diagnosi precoce e terapia tempestiva: lo screening è fondamentale, ma su questo come sull’accesso alle terapie più avanzate in Europa c’è grande disomogeneità tra paesi e all’interno degli stessi, come emerge da un rapporto realizzato dalla London School of Economics presentato a Milano.

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1° Concorso Internazionale “Giornalisti del Mediterraneo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2009

Scade il 30 marzo 2009 il termine utile per partecipate al 1° Concorso Internazionale “Giornalista del Mediterraneo”. Evento patrocinato dalla Presidenza del Parlamento Europeo, dall’ Assemblea Parlamentare del Mediterraneo e dalle Ambasciate di Turchia, Grecia, Svezia.  “L’obiettivo del concorso – spiega Tommaso Forte, Giornalista, Presidente dell’Associazione “Terra del Mediterraneo” e ideatore del Concorso – è quello di coinvolgere i giornalisti della carta stampata e della televisione, oltre che gli allievi delle scuole di giornalismo e delle facoltà universitarie che si occupano di Comunicazione in tutta Europa, con particolare interesse per quei paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Il bando è possibile scaricarlo sul sito http://www.terradelmediterraneo.it e informazioni al 346/8262198.  “Il 1° Concorso Internazionale “Giornalisti del Mediterraneo” – spiega Rudy Salles, Presidente dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo – rappresenta un’eccellente occasione per avvicinare ulteriormente i cittadini a chi li rappresenta. E’ anche un’occasione per creare ulteriori sinergie tra gli operatori dell’informazione, la società civile e le istituzioni nazionali e internazionali”.  Il concorso si articolerà in sette sezioni: Tutela dei Minori; Politica Estera e Internazionale; Ecomafie, Pubblica Sicurezza; Premio Economia; Premio del Mediterraneo, Premio Wojtyla e Premio “Anso” (Associazione Nazionale Stampa Online). Nell’ambito della manifestazione, saranno premiati con la “Caravella del Mediterraneo”, Maurizio Belpietro, direttore del settimanale “Panorama”, Carlo Bollino, direttore de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, Diego Minuti, direttore dell’ agenzia di stampa mediterranea “Ansa Med”.

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Renato Zero dal vivo

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2009

renato-zeroRoma giovedì 19 marzo 2009 dalle ore 22.00 Galleria Colonna Alberto Sordi e in collegamento a Milano  Piazza Piemonte  Feltrinelli Libri e Musica Apertura straordinaria di mezzanotte  in occasione dell’uscita del nuovo album Sono passati più di tre anni dall’uscita dell’ultimo album di Renato Zero. Altrettanto tempo è passato da quando Renato ha presentato il suo ultimo disco con un’apertura di mezzanotte alla Feltrinelli. Ora, per la gioia dei suoi fan e di tutti gli amanti della bella musica, Renato Zero torna con un nuovo disco, e con una nuova midnight opening, in Galleria Colonna, alla Feltrinelli Libri e Musica. E, non contento, sovverte tutte le regole del mercato del disco. Con Presente, infatti, Renato Zero lancia una novità assoluta: il self made disco. È la prima volta, nella storia della discografia italiana, che un artista importante non si avvale di una major o di un’etichetta indipendente per la produzione e la distribuzione del proprio album, ma sceglie di fare tutto da solo, attraverso la sua etichetta Tattica s.r.l. E inoltre, solo per i fan di Milano, i primi 100 titolari Carta Più che acquisteranno il disco riceveranno l’invito per il concerto di Renato Zero a Milano

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“Mai più la guerra”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2009

Una raccolta di scritti dello storico Fulvio De Giorgi su “La Chiesa della giustizia e della pace dopo l’11 settembre”.  Il volume, prefato da monsignor Francesco Beschi, viene presentato presso la Libreria dell’Università Cattolica di Brescia mercoledì 18 marzo alle 18 (via Trieste 17/D).  Alla presenza dell’Autore ne discutono il direttore editoriale dell’Editrice Morcelliana Ilario Bertoletti e Mario Taccolini direttore del Dipartimento di scienze storiche e filologiche dell’Università Cattolica, che promuove l’appuntamento insieme all’Università Popolare “A. Lunardi” e al Centro-Studi “Paolo VI. Mai più la guerra”.  Con una fedeltà profonda all’insegnamento sociale dei Papi (in particolare Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI), l’autore medita dunque sulle vie di giustizia e di pace che la Chiesa apre nel difficile mondo del XXI secolo: il mondo del grande conflitto apertosi l’11 settembre 2001.  In una forma di pedagogia popolare che vuole rivolgersi, con il linguaggio semplice e piano del Vangelo e con un tono confidenziale e fraterno, ai gruppi, alle comunità ecclesiali di base, alle parrocchie italiane, l’autore intende aprire un “dialogo del cuore” e provocare alla riflessione personale e comunitaria: per l’autoformazione dei fedeli laici e per un’offerta di nutrimento spirituale ed etico-sociale agli operatori pastorali. Del resto spesso i temi, le questioni, le meditazioni, raccolti in questo volume sono stati maturati dall’autore in molte discussioni comunitarie di confronto critico, di preghiera, di ricerca.
Fulvio De Giorgi insegna Storia dell’educazione nell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. E stato responsabile per la pastorale della pace nella diocesi di Lecce, membro del Consiglio pastorale diocesano di Milano, più volte relatore nelle scuole di formazione della Rosa Bianca, Presidente del Centro studi «Paolo VI – Mai più la guerra!» di Brescia. Tra le sue ultime pubblicazioni: Educare Caino (La Scuola, Brescia 2004) , Laicità europea (Morcelliana, Brescia 2007); Il Medioevo dei modernisti. Modelli di comportamento e pedagogia della libertà (La Scuola, Brescia 2009).

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Corso di esperto in cerimoniale

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2009

Dal 29 maggio al 3 luglio 9:00 alle ore 16:00 presso la sede della SIOI – Palazzetto Venezia – Piazza San Marco, 51 – Roma. p.v., si svolgerà un corso sul protocollo nazionale ed internazionale – Management di eventi internazionali. Il Corso, si propone di fare acquisire la conoscenza delle regole del Cerimoniale e del codice di comportamento formale presente nei più svariati aspetti delle relazioni pubbliche internazionali e in tutti i momenti di rappresentanza e comunicazione esterna, consentendo l¹approfondimento dell¹insieme di regole che disciplinano il cerimoniale in generale riferito ai suoi aspetti codificati (Protocollo). Il percorso didattico è strutturato in aree di studio, (Cerimoniale di Stato, Cerimoniale delle Nazioni Unite, Cerimoniale degli Enti territoriali, Cerimoniale del Giappone, Cerimoniale del Sovrano Militare Ordine di Malta, Cerimoniale dei Paesi Arabi, Cerimoniale dello Stato Vaticano, Cerimoniale delle Società, Protocollo Militare e Onorificenze, Protocollo Olimpico, Araldica e Onorificenze, Regole per l’organizzazione di conferenze internazionali, Regole scritte e non scritte per gli incontri conviviali) con l¹obiettivo di approfondire la conoscenza dei principi e delle procedure alla base del cerimoniale e dei diversi Protocolli. I destinatari dell¹iniziativa sono i dirigenti e i funzionari della Pubblica Amministrazione e delle Ambasciate estere in Italia, coloro che operano in strutture coinvolte nell’organizzazione di eventi di rilevanza nazionale ed internazionale e i giovani interessati ad intraprendere una carriera nelle Relazioni Pubbliche internazionali o nella Corporate Communication. È previsto un incontro a settimana (il venerdì) dalle ore  La quota di iscrizione al Corso è di Euro 1.200,00 di cui 250,00 non restituibili, andranno versati al momento dell’iscrizione tramite CCP 33468000 intestato alla SIOI.  Al termine del Corso sarà rilasciato un diploma di Esperto in Cerimoniale e protocollo nazionale ed internazionale.

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Fuci: conclusa la 1° settimana dell’università

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2009

E’ calato il sipario sulla 1a edizione della Settimana dell’Università della FUCI, l’evento che la Federazione Universitaria Cattolica Italiana ha organizzato in oltre 30 atenei italiani. Unico il tema, “Amare studiare”, declinato però in modo diverso nei vari gruppi FUCI, i quali hanno organizzato conferenze, concerti, presentazioni di libri, mostre fotografiche, cineforum. Nell’occasione di questa Settimana, la FUCI ha divulgato il proprio “Manifesto per l’Università” con il quale la Federazione ha voluto ribadire la «testimonianza di affetto e di pensiero per l’Università italiana in un momento assai delicato per la trasformazione del suo assetto e per il suo possibile futuro», come si legge nel Manifesto stesso. «Siamo molto soddisfatti di questa prima edizione – affermano dalla Presidenza Nazionale della FUCI – pur essendo una novità assoluta, abbiamo avuto un’ottima risposta sia dal punto vista della qualità degli eventi, sia come visibilità. Il nostro parlare di e in università non vuole essere un una tantum, ma vuole ribadire il nostro impegno negli atenei. Nonostante l’attuale situazione del sistema universitario, restiamo profondamente convinti che l’università sia il luogo privilegiato della formazione personale di un giovane, sia intellettuale che spirituale». Si segnala tra gli altri, la presenza del Ministro della gioventù, Giorgia Meloni, che ha risposto alle domande dei ragazzi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Guido Formigoni e Franco Todescan sono intervenuti a Vicenza nell’incontro dal titolo“In ricordo di Aldo Moro”. Si è approfondita la figura di Leopoldo Elia a Macerata, mentre a Trento vi è stata una riflessione sul tema della sofferenza con Piergiorgio Cattani, malato di SLA. Di crisi economica si è parlato a Piacenza, di immigrazione a Rimini e di legalità a Messina. L’occasione della Settimana dell’Università è stata anche propizia per rinsaldare, sia a livello nazionale che locale, il legame con enti e associazioni vicine, quali le Pastorali diocesane dell’università e dei giovani, con l’Azione Cattolica, in particolare il Movimento Studenti, il Meic e altri organismi. http://www.fuci.net

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“Festival Assisi nel Mondo 2009”

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Roma, 18 marzo 2009 Ore 11.30 UNICEF Italia, via Palestro 68 Progetto”Omaggio all’Umbria” Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Presidenza del Consiglio de Ministri Ministero dei Beni Culturali Presidente Mauro Masi Direttore testimonial Zubin Mehta Consulente artistico Uto Ughi elaborazione e sovrintendenza Laura Musell  organizzazione Associazione “Omaggio all’Umbria” Diretto  ed  organizzato  dalla cantante lirica Laura Musella, il festival, giunto  alla sua terza edizione, è presieduto dal Prof. Mauro Masi, attuale segretario  generale  della  presidenza  del Consiglio dei Ministri, con la consulenza artistica di Uto Ughi. La  rassegna  porterà  in  alcune  delle  più  belle chiese dell’Umbria una moltitudine di giovanissimi musicisti, che faranno da ponte fra il concerto dell’orchestra  del  Maggio  Musicale  Fiorentino  diretta  da Zubin Mehta, presso  il  Duomo  di  Orvieto  e il concerto finale del maestro Uto Ughi e della  sua orchestra I Filarmonici di Roma  al Lyrik Theatre di Assisi il 7 giugno.

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Rapporto blossom & company assobiotec

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Milano il 16 marzo 2009, ore 14:30 presso il Milano Convention Centre c/o Fieramilanocity (Via Gattamelata – Porta Carraia Gattamelata 1 – Room White 2, 2° “Biotecnologie in Italia 2009. Analisi strategica e finanziaria” nell’ambito della manifestazione internazionale Bio-Europe Spring 2009. Il Rapporto “Biotecnologie in Italia”, giunto alla quinta edizione, offre un’aggiornata fotografia del comparto insieme ad una analisi critica dei trend di sviluppo e dei punti di forza e di debolezza. Presenteranno e commenteranno i risultati dell’indagine: Stefano Milani – CEO Blossom & Company Sergio Dompé – Presidente Farmindustria Roberto Gradnik – Presidente Assobiotec

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Quelli di via Fani

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2009

via-faniIl 16 marzo 1978 gli uomini della scorta di Moro vengono uccisi da un comando delle Brigate Rosse all’incrocio tra via Fani e via Stresa, a Roma. Questa è la storia di cinque persone, poliziotti e carabinieri che hanno dato la loro vita per proteggere il Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro: eroi del quotidiano, dimenticati troppo in fretta che questo Sindacato di Polizia COISP vuole tristemente, ma con grande orgoglio, ricordare. Erano ragazzi semplici, padri affettuosi, mariti presenti, figli e fratelli adorati. Carabinieri e poliziotti con un forte senso di responsabilità nei confronti del servizio e dello Stato, uccisi mentre compivano il loro dovere.
Francesco Zizzi, nasce a Fasano, in provincia di Brindisi, nel 1948. Entrato nella Pubblica Sicurezza nel 1972, quattro anni dopo vince il concorso per la scuola allievi sottufficiali di Nettuno. Il 16 marzo del 1978 è il suo primo giorno al servizio della scorta di Moro. Si trova nell’alfetta che precede la macchina dell’Onorevole, seduto al posto del passeggero. Muore a trent’anni come vice brigadiere di polizia, durante il trasporto all’ospedale Gemelli di Roma. Giulio Rivera, nasce nel 1954 a Guglionesi, in provincia di Campobasso. Nel 1974 si arruola nella Pubblica Sicurezza e viene chiamato al servizio della scorta di Aldo Moro. Il 16 marzo si trova alla guida dell’alfetta che precede la macchina del Presidente. Muore a 24 anni all’istante, crivellato da otto pallottole. Raffaele Iozzino nasce in provincia di Napoli, a Casola, nel 1953. Nel 1971 si arruola nella Pubblica Sicurezza, frequenta la scuola di Alessandria e viene successivamente aggregato al Viminale e quindi comandato alla scorta dell’On. Moro. Il 16 marzo del 1978 si trova nel sedile posteriore dell’alfetta che precede la macchina del Presidente. Muore come agente di polizia a solo 25 anni. Il carabiniere Domenico ricci, Nasce a San Paolo di Jesi, in provincia di Ancona, nel 1934. Abile motociclista, entra a far parte della scorta di Moro alla fine degli anni Cinquanta. Diviene il suo autista di fiducia e non lo lascia fino alla morte. Il 16 marzo 1978 si trova al posto di guida della Fiat 130 su cui viaggiava il Presidente della DC. A 42 anni lascia una moglie e due bambini. Oreste Leonardi nasce nel 1926 a Torino. Mentre frequenta il II ginnasio, Oreste rimane orfano del padre che muore durante la seconda guerra mondiale. Da quel momento decide di terminare gli studi e di arruolarsi nell’Arma dei Carabinieri. Dopo aver lavorato in diverse sedi, viene inviato a Viterbo. Lì diviene istruttore alla Scuola Sabotatori del Centro Militare di Paracadutismo e nel 1963 viene chiamato come guardia del corpo dell’On. Aldo Moro. Il maresciallo Leonardi era l’ombra di Moro, la sua guardia del corpo più fedele: quel 16 marzo del 1978, trovandosi nel sedile anteriore della macchina del Presidente, vicino al posto di guida, è proprio lui a compiere un tentativo estremo per proteggere Moro con il proprio corpo. A 52 anni ha lasciato una moglie e due figli.

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Ictus: fattori comportamentali predicono incidenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2009

La combinazione di quattro fattori comportamentali correlati alla salute è in grado di predire una differenza più che doppia nell’incidenza dell’ictus in ambo i sessi. Fattori relativi allo stile di vita come fumo, attività fisica e dieta influenzano il rischio di malattie cardiovascolari, compreso l’ictus: è stato confermato che la combinazione di fumo, attività fisica, assunzione di alcool e di frutta e verdura esercita un’influenza significativa sul rischio di ictus. Anche piccole differenze nello stile di vita possono dunque avere un impatto potenzialmente sostanziale su questo rischio. L’associazione fra il rischio di ictus e questi elementi risulta costante fra popolazioni diverse, e permane sia negli studi osservazionali che in quelli randomizzati: preoccupa però la scarsità di soggetti che adottino uno stile di vita che protegga dall’ictus. Benché gli interventi sullo stile di vita possano essere di grande beneficio, è necessario un cambiamento radicale nel comportamento di molti pazienti per ottenere dei risultati. (BMJ online 2009, pubblicato il 20/2)

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L’impresa famiglia ovvero strategie d’impresa

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2009

Ora che la ragione del cambiamento incomincia a delinearsi con più chiarezza possiamo rivolgere con più attenzione il nostro sguardo sulla famiglia e al suo ruolo nella società dei nostri giorni.  L’uomo, possiamo dire per sua natura, nasce imprenditore, anche se talvolta non lo sa. Incomincia in famiglia allorché entra in competizione con i fratelli e i cugini, e continua in quanto deve saper gestire il bilancio dalle sue personali magre entrate a quelle più ampie, ma non troppo, della famiglia o ad amministrare quelle altrui e via dicendo.Questa “vocazione” è soprattutto intesa nel trovare nella famiglia la capacità di saperla far funzionare al meglio con un contributo, checchè si possa obiettare, corale entro e fuori  le quattro mura di casa. Ma la famiglia rappresenta per l’uomo contemporaneo un altro aspetto che non va sottovalutato e che si ricollega ai limiti imposti dal “possibile sviluppo” in rapporto alla componente umana. Infatti tutte le nostre ricerche si imbattono, ad un certo punto, sull’aspetto occupazionale che ha dominato la scena del XX secolo ed è passato dalla “cultura della piena occupazione” a quella “delle grandi emigrazioni ed immigrazioni” da un continente all’altro, da una nazione all’altra e da una “regione all’altra”. Ora siamo arrivati ad una “rivoluzione tecnologica” dove il surplus occupazionale ha raggiunto a livello mondiale un’eccedenza record di 800 milioni di persone per cui aggiungere dosi tecnologiche al circuito produttivo significa solo incrementare questo surplus.  Se ci limitiamo al solo esempio dell’Italia, e fermiamo la nostra attenzione agli ultimi 50 anni del nostro secolo, vediamo con chiarezza i guasti che sono stati provocati da tali eccedenze di manodopera. Infatti subito dopo la seconda guerra mondiale, e pur in presenza di un impegno non indifferente per la ricostruzione di un Paese così duramente provato dagli eventi bellici, i disoccupati erano tanti e non si trovò di meglio che trasformare i partiti in uffici di collocamento (politica assistenziale) e le imprese pubbliche in moltiplicatori di opportunità lavorative secondo la logica pensata ma non scritta che lavorare al 20% vale pur sempre che non lavorare. Cosa è venuto fuori da tutto ciò? Che la gente si è abituata a lavorare poco e male e sono stati scoraggiate le innovazioni tecnologiche per evitare una perdita secca di posti di lavoro. Ora che questo espediente si è rivelato, per quello che è, in tutta la sua crudezza e mentre nel mondo impazza quel mito della “qualità totale”, della logica dei “costi”, del “profitto” e via dicendo, ci troviamo a fare dei conti resi più amari dal fatto che non siamo stati capaci di controllare le correnti immigratorie provenienti dai paesi terzi e che ora stanno procurandoci un altro sensibile guasto. Esso riguarda l’immissione nei nostri circuiti produttivi del personale generico, scartato dai paesi d’origine, mentre i capitali d’investimento cercano altri lidi. Quindi più modeste risorse per crescere e maggiore manodopera che ci impedisce uno sviluppo tecnologicamente armonico con le aspettative del mercato. E se vogliamo fare delle cifre, sia pure all’ingrosso, ci troviamo al cospetto di una disoccupazione residente intorno ai 3 milioni di persone e che tende a crescere e alla quale andranno ad aggiungersi prima o poi almeno due dei tre milioni di immigrati tra clandestini ed irregolari che circolano in Italia e che per giunta stanno già creando grossi problemi d’ordine pubblico, di sanita, di giustizia e via dicendo. A questo punto senza voler entrare nel merito delle cose da fare o da non fare, per correggere queste anomalie del sistema-nazione, possiamo dire che la famiglia resta uno dei punti di maggiore riferimento per tutti e non solo dal punto di vista di una concezione di puro contenuto “economico”. Significa, quindi, che un altro processo è in atto dove il concetto di lavoro tende a ripiegarsi sull’unità famiglia più che sull’unità lavoratore.  Parlare, quindi, di “strategie d’impresa” e tenere puntato l’occhio sulla “famiglia” vuol dire praticamente la stessa cosa. Sta ora da capire come potrà inserirsi la famiglia nel mondo del lavoro, ripartirsi i compiti, esteriorizzarsi impiegata in fabbrica o in un ufficio oppure ripiegarsi nell’ homeworking, ma tutto in una funzione “corale.” Se esaminiamo all’interno della famiglia il sistema logistico-produttivo che può sviluppare notiamo, innanzitutto, una elevata flessibilità dinamica e che è, poi, la strada obbligata per raggiungere l’eccellenza operativa. Altrettanto efficienti e competitivi, rispetto alle mutevoli esigenze del mercato, sono i suoi vari processi di riadattamento. E’ un metodo che ha per obiettivo la massima soddisfazione del cliente garantendo nel contempo il minor costo logistico totale e passando, inevitabilmente, da un genere di rapporto umano che, se fortemente motivato, è il solo capace di migliorare  le performance aziendali e di renderle, quindi, competitive. Se poi analizziamo i vincoli che sbarrano la strada ai processi di miglioramento aziendale, ci rendiamo conto che essi dipendono, in massima parte, dai ritardi e dagli errori dei “processi decisionali” che avvengono dentro il sistema. Non basta, infatti, guardare all’interno di una fabbrica per individuare le eventuali lacunosità della sua catena lavorativa, ma di uscire all’esterno transitando dal cliente al fornitore e di veicolare il passaggio attraverso l’analisi di integrazione  delle tre reti logistiche di acquisizione, di trasformazione e di distribuzione. Si può quindi passare da una logica a “stella”, con al centro la fabbrica, ad una ad “anello”. Da qui all’introduzione di metodologie “mixed model” il passo è breve. La famiglia-azienda o l’azienda-famiglia non è diversa dalle altre “aziende” per quanto riguarda le analisi dei costi  e il suo assetto operativo. Impostare, quindi, un sistema di rilevazione e classificazione dei costi per attività elementari (Activity Based Costing) permette di definire correttamente la priorità strategica e consente una migliore gestione delle dinamiche competitive nel tempo. Un discorso che è senza dubbio più pregnante per quei prodotti che presentano margini sempre più bassi e in costante erosione, mentre la realtà del mercato impone la continua ricerca di nuovi vantaggi competitivi lungo la catena del valore (ricerca, sviluppo e rete commerciale) e nello stesso tempo si richiede al management una informazione più attenta e continua sulle attività di mercato (margine di sviluppo delle vendite, concorrenza, possibile recupero di competitività del brand aziendale nei confronti di altri marchi e di prodotti diversi.) Il bacino d’utenza per l’azienda famiglia presenta due distintivi aspetti: quello di operare all’interno di un “settore” (l’indotto aziendale per ritagliarsi lavori complementari quali la tenuta di contabilità, amministrazione e servizi rispetto all’azienda cliente) oppure di proiettarsi all’esterno in autonomia o in funzione complementare a quella dell’impresa committente. Inoltre la sua potenzialità di mercato (focusing  assessment) è inseribile in due distinte caratteristiche:
•    (Scope of activity) Utenti e consumi potenziali disponibili per tutte le aziende.
•    Reti e consumi potenzialmente disponibili per tutte le aziende per un certo prodotto.
•    Reti e consumi potenzialmente disponibili al brand dell’azienda e degli altri brands.
Il “Brand”, com’è noto si avvale di una componente concorrenziale. Ad esempio: la concorrenza che le lenti a contatto (per la vista) fanno a quelle di tipo tradizionale.
Queste “linee di mercato” sono importanti per le aziende familiari quanto per le altre poichè offrono un  “bacino d’utenza” diversificato in rapporto alla sua ricettività  e nel tener conto del loro grado di utilizzazione specifico determinato proprio dal focusing assessment che analizza tutti i fattori di consumo dei diversi livelli di mercato correlandoli in modo corretto. In definitiva ciò che abbiamo dimostrato è che per far funzionare l’azienda famiglia non basta dotarla di un pc e di un sistema multimediale, ma occorre molto di più. Occorre che il sistema-paese ne abbia, in primo luogo la consapevolezza dell’esistenza di questo “valore” e come passo successivo adotti le misure necessarie per metterlo a frutto in una logica corporativa. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Lettera aperta a Berlusconi

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2009

Egregio presidente. Aumenta la disoccupazione, le famiglie sono sempre di più in difficoltà nel far quadrare i loro bilanci, i pensionati sono alla stretta finale, ma lei afferma con il suo ministro Tremonti che non ci sono risorse sufficienti per coprire quell’area del disagio che già conta milioni di italiani e tende ad ampliarsi maggiormente. Mi permetto di dirle che non è vero. E’ un clamoroso falso. Le risorse ci sono se tagliamo gli sprechi e gestiamo come un buon padre di famiglia la bilancia pubblica. Quale paese al mondo tra quelli a “democrazia compiuta” presenta un’area evasiva che supera i 110 miliardi di euro, che dispone il più grande parco di auto blu (sono oltre sessantamila), che i bilanci dell’assistenza sono fuori controllo soprattutto per i milioni di euro che vengono sottratti dai mancati controlli, se permettiamo consulenze milionarie da parte delle amministrazioni locali, se abbiamo il più alto costo della giustizia non per via delle intercettazioni telefoniche ma per la lunghezza degli iter processuali, se permettiamo a talune categorie di lavoratori pubblici retribuzioni da “nababbi” se affidiamo appalti a società per i lavori pubblici che non offrono garanzie sulla qualità dei prodotti impiegati (vedasi, ad esempio, i lavori di ammodernamento della rete stradale romana e quelli dell’autostrada Salerno- Reggio Calabria). Questo è solo un piccolo saggio di quanto potremmo recuperare e se ne ricavassimo una minore imposizione fiscale avremmo anche l’opportunità di far rientrare, sia pure in parte, il lavoro nero che sottrae, tra l’altro “risorse” agli enti previdenziali e assistenziali. Egregio presidente, mi dicono che ella è un buon amministratore. Lo dimostri, per cortesia e non si lasci sedurre dalle lobby e dai vari potentati d’affari italiani e multinazionali.

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Lettere al direttore

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2009

Gentile direttore, ieri Franceschini, oggi Berlusconi, a destra e a sinistra si continua si continua a ripetere che su temi etici deve esserci libertà di coscienza. Sono io che non capisco oppure si crea apposta confusione? Sulla questione del testamento biologico, mi pare si  confonda la libertà di coscienza riguardo alla signoria sulla propria vita, che è cosa ovvia in una democrazia, e quindi anche superfluo, inutile ribadire che deve esserci, con la libertà di coscienza riguardo alla signoria sulla vita altrui, che è palesemente un’assurdità. (Attilio Doni Genova)
Franceschini e Berlusconi sulla questione del testamento biologico hanno un problema comune nell’ambito dei rispettivi schieramenti nel senso che “esiste un partito trasversale” forte e determinato che non possono permettersi dal sottovalutarlo. Nel merito, a mio avviso, la materia resta “prigioniera” da interessi di bottega più che da obiettive motivazioni.

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