Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Anoressia e bulimia allo specchio

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2009

Più di 9.000 casi di disturbi alimentari in Italia ogni anno, soprattutto per i giovani di età compresa tra i 12 e i 25 anni. Per il 63,2% si tratta di bulimia, 36,8% la percentuale di chi soffre di anoressia. E preoccupa l’esposizione mediatica del fenomeno: 300.000 siti internet nel mondo sono pro-ana, cioè conferiscono al disturbo alimentare una valenza positiva, descrivendo e confrontando le esperienze di chi soffre di disturbi alimentari; l’Eurispes, in un’indagine sperimentale effettuata nell’arco temporale di soli dieci giorni, ha individuato 260 siti pro-ana italiani, pari allo 0,1% del totale mondiale. Emerge da un’elaborazione C.O.I.R.A.G. su dati 2008 del Ministero della Salute e di Eurispes. Ma cosa rivela un’analisi psicologica dei disturbi alimentari?  L’armonia fra noi e il nostro corpo, noi e gli altri, non è sempre assicurata: vi sono periodi chiave dell’esistenza  in cui conflitti e delusioni inevitabili si ripercuotono sul nostro modo di nutrirci. Le tensioni familiari, le preoccupazioni professionali, i dissensi con una persona cara, e ancor di più tradimenti, separazioni e delusioni, possono sia toglierci l’appetito sia, al contrario, indurci a mangiare più del necessario. In tali circostanze si rompe l’armonia tra le esigenze del corpo e gli interessi o desideri della mente. La problematica relazionale fondante i disturbi alimentari è quindi quella con il proprio corpo, o meglio, con l’immagine del corpo, ossia con quel quadro mentale che ci facciamo del nostro corpo, il modo in cui esso ci appare. Ecco perché questi disturbi emergono proprio in adolescenza. In adolescenza l’individuo deve imparare a conoscere il proprio corpo, a viverlo come uno strumento che gli permette di entrare in relazione con gli altri e con l’ambiente: bisogna tenere conto che in questo momento l’adolescente tende ad essere ipercritico verso se stesso, percepisce come difetti le momentanee sproporzioni del corpo, ha reazioni esagerate davanti a lievi imperfezioni fisiche. Queste preoccupazioni derivano dal fatto che l’adolescente è alla ricerca della propria identità, di fatto costruita attraverso l’immagine che gli altri rimandano, e nel percorso di conoscenza di sé ha bisogno di riferirsi ad una immagine ideale di femminilità e mascolinità. Ecco che, allora, gli indici corporei legati alla statura, al peso, alle proporzioni tra i vari organi somatici vengono fortemente investiti, creando ansie, perplessità, vissuti di inadeguatezza e sentimenti di inferiorità nei confronti di un’immagine di sé non ancora stabile ed adattiva. E di disagio adolescenziale e metodi di prevenzione dai rischi si discuterà al 17mo Congresso Internazionale Gruppi in Tempo di Conflitti che si terrà a Roma dal 24 al 29 agosto 2009. Esperti ed ospiti di livello internazionale affronteranno le grandi questioni globali che hanno una diretta influenza sui singoli individui e sulle società, analizzando quelle istanze sociali e culturali e i loro effetti sulla vita di tutti i giorni.

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