Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Monitoraggio dei contratti di lavoro flessibile nelle p.a.

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2009

Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta rende noti i dati del monitoraggio dei contratti di lavoro flessibile nelle Pubbliche Amministrazioni avviato lo scorso 6 marzo tramite un questionario trasmesso via mail a 9.186 amministrazioni centrali e periferiche. Su richiesta delle singole amministrazioni, sono poi stati reinviati altri 1.700 questionari con specifica password ed è stata fornita dal Formez un’assistenza completa agli Enti (sono pervenute 1.123 richieste di assistenza alla compilazione e 1.825 richieste di reinvio dei questionari). Al 30 marzo le Amministrazioni che hanno trasmesso questionari compilati in ogni parte sono state  circa 3.800.  Il loro elenco dettagliato è consultabile sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione (www.innovazionepa.it) e i dati dettagliati di ciascuna (distinti per modalità di assunzione, anzianità contrattuali, risorse disponibili, posti liberi in pianta organica per area professionale) vengono pubblicati in queste ore una volta inseriti nel sistema di elaborazione. Le singole Amministrazioni potranno controllarli nel dettaglio ed eventualmente richiedere correzioni in caso di errori nella loro compilazione Dall’esame dei dati già classificati (stimati pari al 90% del totale che risulterà alla fine della elaborazione) possono essere tratte considerazioni importanti: a) Il personale con contratto di lavoro flessibile che possiede i requisiti previsti dalle leggi vigenti per la regolarizzazione è a tutt’oggi pari a 11.445 unità nella regione Sicilia e ad altre 12.807 unità in tutto il resto del Paese. La maggior parte di questo opera nelle ASL (1.549 unità in Sicilia e 5.529 unità nel resto del Paese). In questa categoria altre voci consistenti sono rappresentate dai Comuni (3.253 unità a cui vanno aggiunte altre 9.170 unità in Sicilia) e dagli Enti di ricerca (1.392 unità).  b) Emerge chiaramente come il problema del precariato non sia un problema legislativo e che ogni ulteriore slittamento generico dei tempi non affronti né aiuti la soluzione del problema. Le situazioni sono infatti molto diverse sul territorio nazionale. In molti casi il precariato nelle Pubbliche Amministrazioni si conferma come un problema di organizzazione e non invece legislativo o di risorse.  c) Molte Amministrazioni hanno già proceduto alla regolarizzazione del proprio personale. Risulta inoltre che, eccezion fatta per la Sicilia, un numero pressoché equivalente al totale del personale regolarizzabile sia stato già definitivamente assunto o sia in corso di regolarizzazione (esattamente 2.176 unità in Sicilia e 17.302 unità nel resto d’Italia). d) Dei 10.559 lavoratori che sono in possesso dei requisiti per la regolarizzazione e che gli Enti intendono assumere, 5.306 maturano i 3 anni a giugno 2009 e 2.541 a dicembre 2009. e) Il fenomeno del personale con contratto flessibile e con requisiti per la regolarizzazione risulta per l’80% concentrato nel Mezzogiorno (inclusa la Sicilia), in misura prevalente nelle ASL e nei comuni di media dimensione. Fanno eccezione gli Enti di ricerca e le Università, dove il fenomeno non risente della dislocazione geografica. Un caso a parte è rappresentato dalla Croce Rossa Italiana, i cui lavoratori precari non sono inseriti tra quelli regolarizzabili in quanto non hanno anzianità direttamente con la CRI (2.248), bensì prevalentemente con le Regioni e le ASL di provenienza (D.lgvo 368/2001 art.2, commi 366 e 367 della l.244/2007). f) Il questionario ha infine rilevato anche che i contratti a tempo determinato privi dei requisiti ai sensi della legge vigente (almeno 3 anni di anzianità) sono 17.045, che i contratti co.co.co. sono 12.849 mentre i contratti di diretta collaborazione dei vertici politici sono in tutto 1.709 (dati generali inclusa la Sicilia). Nel complesso il problema risulta assolutamente nei limiti fisiologici (fatte alcune eccezioni, la legge siciliana in particolare), mediamente inferiore al 2% e comunque inferiore al 5% degli organici anche considerando i contratti di limitata anzianità, le collaborazioni, etc.

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