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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Giornata mondiale dei Rom

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2009

8 aprile 2009. In occasione della Giornata Mondiale dei Rom istituita in seguito al primo congresso mondiale dei Sinti e dei Rom a Londra nel 1971, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) vuole ricordare che in Europa dai 10 ai 12 milioni di Sinti e Rom continuano a vivere in povertà e in condizioni sociali disastrose. 14 paesi europei hanno una popolazione inferiore al numero complessivo dei Sinti e Rom europei ma ciò nonostante la discriminazione e il razzismo nei confronti della maggiore minoranza europea continua ad essere paragonabile alla situazione degli Afroamericani statunitensi degli anni ’60. Per Sinti e Rom la mortalità infantile è del doppio più alta che nella popolazione maggioritaria e la loro aspettativa di vita è di 10 – 15 anni inferiore rispetto alla media nazionale dei paesi in cui vivono. Spesso i bambini vengono inseriti fin da principio in classi o scuole speciali e in particolare nei paesi dell’Europa dell’Est gli insediamenti sinti e rom sono spesso privi di acqua corrente, canalizzazione, elettricità e gas. La Macedonia continua a negare lo status di rifugiato a 2.000 profughi rom del Kosovo e la Slovenia nega la cittadinanza a circa 4.000 Rom ex-jugoslavi. In Romania la negazione del diritto di cittadinanza riguarda circa mezzo milione di persone, tutte rom. In Italia le difficoltà non mancano. In questo scenario desta particolare preoccupazione l’indifferenza mostrata da buona parte dei cittadini europei per la sorte di persone perseguitate e discriminate in base all’appartenenza etnica. In questo senso vale la pena ricordare che tra le vittime dell’Olocausto vi furono anche circa 500.000 Sinti e Rom. Pochi però sembrano voler ricordare che i crimini commessi comportano una particolare assunzione di responsabilità da parte della comunità, in particolare per le vittime sopravvissute, tant’è che nessun paese ha pensato o voluto offrire aiuto ai 120.000 Rom cacciati dal Kosovo da estremisti albanesi dopo l’intervento della NATO del 1999. Allora gli estremisti appiccarono il fuoco a 75 villaggi rom, mettendo in fuga la popolazione.

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