Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Inquinamento, anziani e salute

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

Uno studio epidemiologico della Stanford University (USA), durato 12 anni in 183 citta’, ha analizzato il volume delle cure mediche di milioni di americani dai 65 agli 84 anni. Lo studio dimostra chiaramente la nocivita’ dell’inquinamento atmosferico poiche’ emerge una stretta correlazione tra la qualita’ dell’aria e i costi sanitari. I ricoveri ospedalieri per insufficienza respiratoria sono il 19% in piu’ nelle citta’ inquinate rispetto a quelle con basso inquinamento. I risultati dovrebbero far riflettere i nostri legislatori -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc- che approvano provvedimenti restrittivi sul fumo. Che le esalazioni del tabacco facciano male e’ indubbio, cosi’ come e’ sacrosanto il diritto dei non fumatori a tutelare la propria salute dal fumo dei fumatori, purtroppo non registriamo analoga attenzione nei confronti dell’inquinamento da gas di scarico delle automobili. Ultimo esempioriguarda la Capitale d’Italia, dove un timido tentativo di limitare il traffico nel centro e’ naufragato per l’opposizione dei commercianti. Insomma sono sempre gli interessi economici di questa o quella lobby che dettano legge. Una di queste lobby e’ proprio lo Stato che mentre si appresta a varare una legislazione piu’ severa, dall’altra detiene il monopolio dei tabacchi, con una imposizione fiscale che raggiunge il 75% del valore di un pacchetto di sigarette. Insomma il denaro non ha odore, neanche di tabacco! Le riforme strutturali in Italia. L’economia nazionale si sta imballando proprio perché non è in grado di imbrigliare le crescenti spese derivanti da voci di bilancio che non sembrano comprimibili senza provocare forti reazioni popolari. Eppure esiste, come emerge chiaro da un progetto messo a punto dai Centri studi della Fidest, una soluzione cercando di risolvere il problema pensando in modo diverso al come lo abbiamo germinato. In altre parole se pensiamo, ad esempio, alla sanità ed analizziamo le spese ci accorgiamo che esse incidono in misura notevole sui costi di gestione e sui prodotti farmaceutici. Se, quindi, noi riduciamo i vari passaggi, oggi richiesti per l’assistenza sanitaria di base, determiniamo un abbassamento notevole del rapporto costi generali/prestazioni effettuate. Dobbiamo, quindi, ragionare in modo diverso per darci un approccio semplificato per l’assistenza sanitaria dando più contenuto al ruolo del medico di base e permettendogli di interagire in tutte le situazioni in cui i propri pazienti abbisognano ora di visite specialistiche ora di ricoveri ospedalieri, ora di terapie particolari, ecc. Tutto ciò cosa può significare? Senza dubbio una minore prescrizione di farmaci o l’uso, in alternativa, di prodotti omeopatici o fitofarmaci o altre soluzioni che possono andare a combinarsi con la propria dieta alimentare. Ma è tutta la filiera assistenziale che, se meglio seguita dal medico di base, consente la contrazione delle spese sanitarie evitando la duplicazione o il ripetersi di accertamenti diagnostici in tempi brevi e per i quali è comprovata la inutilità. E’ una strada percorribile se non ci fossero interessi lobbistici che tendono a far lievitare la spesa sanitaria per poter emungere da essa congrui profitti. E questi interessi sono tanto potenti che ogni possibile riforma è destinata al fallimento se prevede economie di gestione andando a ricadere sull’uso dei prodotti farmaceutici e sui tanti interessi privati messi a punto con il solo scopo di attrarre risorse pubbliche sotto l’egida del servizio costoso, ma con prestazioni mediocri e che prevedono, altresì, interventi ripetitivi.

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