Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Le politiche di ricerca

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

Sono disponibili al pubblico i risultati di un’indagine del centro studi Observa-Scienza e Società sugli orientamenti dell’opinione pubblica italiana nei confronti delle politiche di ricerca e che fu illustrata tempo fa nell’ambito di un Workshop sulle Politiche di Ricerca organizzato dalla Fondazione Eni Enrico Mattei. Ciò che oggi ci sembra interessante richiamare è che posti di fronte alla necessità di scegliere tra una serie di settori di ricerca quelli che secondo loro meritano un investimento, prioritario, oltre quattro italiani su dieci (42,1%) hanno indicato la ricerca sulle cellule staminali nella convinzione che tale ricerca potrà contribuire a curare malattie quali Parkinson e Alzheimer. Segue piuttosto distanziata la ricerca sui mutamenti del clima (15,4%); poi la ricerca in campo biotecnologico volta a migliorare la coltivazione di ortaggi e frutta (11%), la ricerca mirata a sviluppare centrali nucleari più sicure (9,3%) e gli studi nel campo delle neuroscienze (8,5%). Agli ultimi posti la ricerca in campo spaziale volta a scoprire se esistono altre forme di vita nell’Universo (4,7%), quella nell’ambito delle telecomunicazioni (4,2), la fisica che potrebbe aiutarci a comprendere le componenti ultime della materia (2,9%) e le ricerche per sviluppare nuove tecniche di fecondazione assistita (2%). Anche la collocazione politica sull’asse destra/sinistra è in rapporto con le scelte in materia di investimenti per la ricerca: tra coloro che si collocano a sinistra per esempio, assume particolare rilievo un ambito quale la ricerca sul clima, mentre tra coloro che si collocano a destra si assegna un’importanza maggiore della media alla ricerca sulle cellule staminali e nel campo delle neuroscienze. La rilevazione è stata condotta su un campione di 876 soggetti, rappresentativo della popolazione italiana sopra i 18 anni sotto la supervisione scientifica di Massimiano Bucchi (Università di Trento) e Federico Neresini (Università di Padova).

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