Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for 12 aprile 2009

Culle per la vita

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

Secondo gli ultimi dati Istat disponibili in Italia sono circa 3000 ogni anno i neonati abbandonati e ritrovati (a volte anche morti). E non si tratta, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, di figli di stranieri o di minorenni. Il 73% risultano essere figli di italiani, il 27% di immigrati, mentre le madri avrebbero un’età compresa tra i 20 e i 40 anni, con solo il 6% di minorenni. Ancora stando ai dati dei Tribunali minorili sulle dichiarazioni di adottabilità, dei circa 550 mila bambini nati vivi in Italia, dai 300 ai 400 non vengono riconosciuti dalla madre. Sono proprio questi dati che hanno dato origine a un progetto, ribattezzato “ninna ho”, patrocinato dalla Società Italiana di Neonatologia, rivolto a tutte quelle madri che per difficoltà psicologica, sociale o economica non sono in grado di prendersi cura del neonato. L’idea è quella di riproporre le storiche “Ruote degli Esposti”, riadattate ai tempi attuali. Un modo per garantire alle madri il diritto al parto in anonimato presso strutture ospedaliere e di tutelare i neonati a rischio di abbandono e di infanticidio. L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Francesca Rava e da KPMG Italia.

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Museum of Decorative Arts Prague Ruženaková-Boková

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

Until 26 July 2009  the Federal Republic of Germany  Kunst- und Ausstellungshalle  der Bundesrepublik Deutschland  Friedrich-Ebert-Allee 4  D-53113 Bonn Czech Photography of the 20th Century  Art and Exhibition Hall of classic photo reportage, Czech photographers have long played a key  role in all areas of photography and continue to do so to this day.  This exhibition is the first in Germany to present the history and  development of Czech photography from 1900 to the turn of the  millennium. Beginning with Art Nouveau-inspired pictorialism, the comprehensive survey traces the rise of avant-garde photography and  the development of photo montage in the 1920s to the 1940s. It  examines the influence of ideological pressure on photography during  the Second World War, the Stalinist 1950s and the period of Communist  ‘normalisation’ after the occupation in 1968 and introduces the  visitor to the multifaceted range of contemporary trends.  With more than 440 photographs alongside a selection of albums,  videos and examples of important photography publications in books,  magazines and catalogues, the exhibition presents the most  significant trends, artists and works of Czech photography.  The exhibition focuses on the key figures of Czech photography, among  them František Drtikol, Josef Sudek, Jaroslav Rössler, Jaromír  Funke, Jindřich Štyrský, Josef Koudelka, Emila Medkova, Jindřich  Streit, Viktor Kolář, Antonín Kratochvíl and Jan Saudek, whose  work established the international reputation of Czech photography.  But it also presents outstanding works by more than 180 less  prominent artists as well as photographs and photo montages by German photographers who lived or found refuge in Czechoslovakia between the  First and the Second World War.  Czech Photography of the 20th Century was conceived in cooperation  with the Museum of Decorative Arts in Prague and is held under the  patronage of Livia Klausová, wife of the President of the Czech  Republic, and Eva Luise Köhler, wife of the President of the Federal  Republic of Germany.

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Stedelijk Museum Amsterdam seeks new director

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

The Stedelijk Museum in Amsterdam, the largest museum for modern art  and design in The Netherlands, plans to reopen in March/April 2010  with a completely renovated and spectacularly enlarged building. The  Stedelijk Museum is currently recruiting for the function of general  artistic director.  The new director will be the successor of Gijs van Tuyl, whose  contract expires on 31 December 2009. Other directors in the recent  past were: Willem Sandberg (1945-1963), Edy de Wilde (1963-1985), Wim  Beeren (1985-1993) and Rudi Fuchs (1993-2003).  The Stedelijk Museum houses a unique collection of 90.000 objects,  embracing a wide variety of disciplines: painting, sculpture, film  and video art, works on paper, artists’ books, photography, applied  arts and design. Outstanding names and movements are Breitner,  Matisse, Malevich, Mondrian, Rietveld and De Stijl, the Bauhaus,  Cobra and post-1945 American Art, with Newman, Kelly, Pollock,  Stella, Warhol and, more recent, Nauman, Kiefer, Merz and Sottsass.  The photographic collection is the oldest belonging to any museum of  modern art in Western Europe and the collection of film and video art  is similarly unique. The large and varied poster collection and the  collection of modern furniture are also world-beaters.  When the Stedelijk opens its doors in 2010, the world-class  collection will once again be exhibited in all its glory. The museum  intends to specialise in exhibitions of great international  relevance, which will serve as sources of inspiration and growth for  the collection. The museum will profile itself both as a  collection-based museum and an inspirational and trend-setting  platform for contemporary art.

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Avvio studio “class action”

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

Secondo lo studio di KRLS Network of Business Ethics redatto per conto di Contribuenti.it, gli annunci di brutto tempo errati fatti a ridosso di Pasqua o delle vacanze estive frenano l’arrivo dei turisti nelle strutture turistiche recettive, provocando una riduzione delle presenze dal 20% al 50%. Un danno alle strutture turistico recettive, agli operatori del settore ed all’economia del paese – sostiene Contribuenti.it  Associazione Contribuenti Italiani – valutabile in almeno 10 miliardi di euro. Di tale danno dovranno rispondere gli istituti meteorologici che hanno diffondono previsioni errate. Per questo motivo l’associazione Contribuenti.it, in collaborazione con KRLS Network of Business Ethics, ha avviato lo studio di azione di risarcimento danni per un controvalore di 10 MLD di euro mettendo a disposizione di tutti gli operatori economici del settore i propri uffici legali, per intentare causa di risarcimento danni contro i responsabili. Senza contare – fa notare Vittorio Carlomagno, Presidente di Contribuenti.it – che una situazione del genere potrebbe determinare il reato di diffusione di notizie false e tendenziose.

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Conservazione sangue cordone ombelicale

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

Quanto spende lo stato italiano? perchè si spende il 2500% in più di paesi come gli Usa e la Germania? aspettiamo che il ministero ci risponda. Nel nostro Paese la conservazione del sangue ombelicale, fonte eccellente di cellule staminali, sta cominciando a prendere piede, anche se chi lo dona lo puo’ fare solo per un benessere generale pubblico e se, fortunato, nel reparto ostetricia in cui ha partorito, la raccolta viene effettuata. Infatti e’ vietata la conservazione del sangue ad uso privato (che sarebbe ottimale per utilizzarlo su se stessi e su malati della stessa famiglia), e puo’ essere depositato solo in apposite banche che, collegate anche a livello internazionale, su richiesta e rispondendo a certe caratteristiche, lo mettono a disposizione.  In questo contesto di altruismo obbligato, che ha pochi esempi nel mondo (la Francia per esempio), apprendiamo oggi un dato economico che ci lascia perplessi. Secondo la presidente del Lazio dell’Associazione donatrici italiane sangue cordone ombelicale (Adisco) Maria Cristina Tirindelli, oggi in una conferenza stampa, tra le altre cose ha detto che “per conservare per un anno presso una banca specializzata un’unita’ di sangue placentare, la spesa e’ di oltre 2000 euro”.  La cosa ci ha fatto sobbalzare, perche’ sappiamo che l’azoto liquido, che e’ la sostanza in cui si conserva il sangue placentare, costa mezzo euro al litro.  Cos’e’ che fa la differenza, cioe’ il 2500% in piu’?  Ovviamente non lo sappiamo e per questo lo chiediamo al nostro ministero della Salute.  Ma abbiamo il forte sospetto che, come in tanti altri ambiti, cio’ che fa la differenza e’ il mercato, l’assenza del quale fa si’ che in una gestione monopolista il prezzo e’ solo frutto della burocrazia dello Stato. E dove sarebbe il guadagno, per lo Stato e per gli assistiti del Servizio Sanitario Nazionale? A noi sembra che non ci sia, e che, vuoi anche per il divieto della conservazione autologa, a pagare siano sempre i contribuenti/pazienti e in modo doppio: economico e per la indisponibilita’ del proprio sangue.  Costi che, ovviamente, pur con l’attuale normativa scoraggiano gli ospedali a dotarsi delle necessarie strutture per facilitare la donazione. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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La tonnara di Carloforte

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

Tra le più antiche tonnare del Mediterraneo, quella di Carloforte si attesta ai vertici internazionali della pesca del tonno di qualita’ con circa 4.000 esemplari pescati. Prima nel Mediterraneo per quantita’, la tonnara vanta una plurisecolare attivita’ mai interrotta dal 1738, anno di fondazione della citta’. E prima ancora, con il nome di Ieracon, in epoca fenicia, e di Acipitrum Insula, nel successivo periodo romano, l’attuale Isola di San Pietro e’ la più antica sede di tonnare di cui si hanno reperti e testimonianze visibili. Nel corso della storia si e’ consolidata una ritualita’ profonda che lega questo meraviglioso luogo del Mediterraneo al tonno. I Fenici, amavano a tal punto il tonno da coniarlo sulle proprie monete. Nel loro ossessivo peregrinare sulle rotte del Mediterraneo alla ricerca di metalli, questi mercanti e navigatori leggendari, fondarono citta’ e stabilirono colonie, convissero con Greci, Romani, Siculi e Sardi… e concepirono le tonnare.
La mattanza. Sulle rotte del tonno di corsa. Gia’ Aristotele, notando la regolarita’ del passaggio dei tonni, ne aveva cercato, invano, una spiegazione logica. Fenici, Arabi, Romani e Spagnoli pensarono di sfruttare la periodicita’ dell’evento per dare impulso all’attivita’ di pesca lungo le coste sarde. Nacque così una sorta di rito laico che si perpetua da millenni, con ritmi ampiamente prevedibili, perché il passaggio dei tonni, come il respiro delle maree, e’ una delle suggestive costanti mediterranee.  I tonni adulti, chiamati ‘‘tonni di corsa’‘, entrano dall’Oceano nel Mediterraneo per riprodursi. Ben pasciuti ed attirati dal richiamo sessuale, in primavera migrano a branchi lungo la costa. La credenza dice, addirittura, che il tonno: ‘‘segue la costa e nuota guardando solo dal  lato sinistro…’‘. Vero o no, i tonnaroti, resi esperti da una tradizione antichissima, tendono le loro reti dalla riva verso il largo dalle classiche e grandi barche nere (bastarde), quasi fossero braccia invisibili tese verso i branchi di tonni in amore. Eros e Thanathos, amore e morte: oggi come ieri si ripete a Carloforte un rito antico, un antico mistero.
Carloforte affonda le sue radici nella mescolanza di etnie dell’intero bacino del Mediterraneo. Nel 1738 alcuni navigatori genovesi provenienti da Tabarka, gia’ colonia ligure sulla costa tunisina, sbarcarono sull’isola di San Pietro – allora disabitata – su invito di Carlo Emanuele III di Savoia, attratti dai banchi di corallo e dalla ricca presenza di tonni. Da questa migrazione nacque Carloforte – così chiamata in onore del Sovrano – e ancor’oggi quelle radici marinare rimangono tenacemente inalterate, perché e’ dal mare che gli isolani traggono benessere, cultura ed una tradizione che ne fa inimitabili maestri d’ascia e tonnaroti per vocazione.

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Pervalle, i bagni sulfurei degli antichi romani

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

A Sorafurcia, in Valdaora (BZ), salute e storia si danno la mano. Proviamo uno dei più efficaci rimedi dell’uomo in un ambiente da sogno. Le proprietà terapeutiche delle sue acque sulfuree erano ben note agli antichi romani. Lo testimoniano i resti ben visibili di una piscina termale e quelli di numerose offerte votive dedicate agli dei protettori della salute e alle ninfe delle acque, come ringraziamento per “guarigione ottenuta”. Le acque di Pervalle, a Sorafurcia, uno dei  gioielli del comprensorio dolomitico di Valdaora (BZ), nel cuore delle bella Val Pusteria, erano e sono più che mai apprezzate nella cura dei disturbi di tipo reumatico e sciatico, trovando applicazione anche in caso di gotta, malattie della pelle e delle vie respiratorie, disturbi femminili. Il mistero del potere di quell’acqua non fu mai sciolto dai nostri antenati, ma i risultati ne autorizzarono l’uso per secoli, come testimonia la pala d’altare del 1720, che orna la cappella dell’edificio. Posti a 1.311 metri d’altitudine, i bagni sulfurei Pervalle, ai piedi delle dolomiti valdaoresi, sono stati riattivati nel 2002 (nel 1980 la famiglia Pörnbacher vi affiancò un moderno albergo) con l’aggiunta di un nuovo stabilimento termale (Tel: 0474.592084). Oltre ai benefici effetti delle cure sulfuree, cinti dalla splendida cornice dolomitica, gli ospiti di Pervalle avranno modo di godere di un territorio ricco di attrattive storiche, legate alle proprietà delle acque e alle antiche attività lavorative. Come i bagni di Pervalle, infatti, anche i “Bad Scharti” (Bagni Scharti), situati tra Valdaora e Riscone, contavano su una fama consolidata e una nutrita frequentazione, soprattutto tra il 1900 e il 1960, da parte degli abitanti di Valdaora e di Brunico. Le acque termali trovavano applicazione nei disturbi gastrici e nelle malattie della pelle. Oggi lo stabilimento ha cessato ognni attività, trasformandosi in una residenza privata.  Fino al 1962 in Valdaora si cuoceva la calce. I resti dei sette forni di cottura, posti lungo il percorso del torrente Furcia, sono ancora oggi visitabili, muti testimoni della fatica di vivere: per riempire il forno occorreva una settimana con il lavoro di 8-9 persone e 4 cavalli da traino per trasportare le bianche, finissime pietre dal rio Furcia e dal rio Langtal. La cottura della calce durava sette giorni e impiegava dai 100 ai 140 metri cubi di legname. La calce di Sorafurcia era assai apprezzata per la sua alta qualità. Storie di montagna. Storie di Valdaora.

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La Sicilia che Omero avrebbe voluto vedere

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

Uno straordinario itinerario attraverso i miti isolani della tavola e del bicchiere (ma non solo), ideato per chi trova irresistibile il richiamo del gusto, dello spirito, della cultura. Creato da un’Associazione di 15 magnifici ristoranti.  La Sicilia decifrata secondo una chiave di lettura nuova, dinamica. Un itinerario virtuoso creato per i novelli “ulissidi” dell’enogastonomia legata al territorio. Si chiama “Le Soste di Ulisse”, infatti, l’associazione di 15 magnifici ristoratori decisi ad imprimere una svolta epocale agli itinerari del gusto siciliano, sposandolo con le suggestioni naturali e artistiche e a dare un volto nuovo alla tipologia turistica, sensibile, proprio  come l’eroe omerico, al richiamo del nuovo, del bello e del buono. Anzi, del meglio. L’itinerario edonistico-culturale tocca i ristoranti di ben sette province siciliane (Palermo, Messina, Catania, Siracusa, Ragusa, Enna, Agrigento), alcuni dei quali maestri anche nell’arte dell’accoglienza alberghiera: un potente stimolo per intraprendere una sorta di viaggio iniziatico attraverso le straordinarie offerte delle “Soste di Ulisse” e diventare turisti dell’eccellenza.

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La sessualità nei pazienti mielolesi

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

“Particolare attenzione – ha detto il dottor Matteo Marzotto Caotorta, Responsabile Modulo Servizio di Andrologia della Divisione di Urologia e Unità Spinale dell’Ospedale Civile ‘G. Fornaroli’  di Magenta (Mi) – meritano i pazienti mielolesi, soprattutto perché l’età nella quale vengono colpiti è spesso molto giovane. Si tratta di ragazzi dai 25 ai 40 anni che hanno avuto incidenti motociclistici e traumi della strada”. Naturalmente questo argomento va affrontato nella fase più giusta della riabilitazione: il che significa, nei pazienti con traumi vertebro-midollari, non prima che siano passati 6-12 mesi, per consentire una riabilitazione delle funzioni neurovegetative (funzione vescicale e intestinale). Va ricordato che nei primi sei mesi dopo l’incidente, le risposte genito-sessuali possono essere ancora ridotte, in funzione dello shock spinale e potrebbe comunque esserci una parziale ripresa dell’attività sessuale spontanea, in particolare nei pazienti con lesioni midollari parziali. A richiedere il counselling sessuale sono in genere i pazienti stessi; i più giovani anche subito dopo il trauma. Altre volte è la moglie o la compagna che si pongono il problema della riproduzione; nel caso di ragazzi con problemi quali spina bifida o mielomeningocele – magari operati in età pediatrica – a volte è la madre a porre al medico il quesito di come sarà la sessualità del figlio. Per la prognosi relativa alla ripresa dell’attività sessuale in un paziente con trauma midollare è fondamentale il tipo di lesione (totale, parziale), il livello della lesione, l’età, le eventuali patologie associate e il tipo di attività sessuale presente prima del trauma. Se il trauma ha interessato il midollo spinale a livello dell’undicesima o dodicesima vertebra toracica o della prima o seconda vertebra lombare, viene danneggiato il centro spinale simpatico dell’erezione e questo compromette maggiormente la possibilità di evocare un’erezione. Se la lesione midollare è più alta, è più facile che ci sia una ripresa dell’attività sessuale. “Sembra un controsenso – prosegue il dottor Marzotto Caotorta – ma il paziente tetraplegico, quello con paralisi delle gambe e delle braccia, può mostrare una migliore risposta alla terapia medica, rispetto ad un paziente paralizzato solo alle gambe. Alla terapia medica risponde il 90% dei pazienti con lesioni midollari parziali e il 60-70% dei pazienti con lesioni midollari complete”.

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Ma cos’è la globalizzazione?

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

E’ un termine di origine anglosassone. Esprime la tendenza, scrive Maria De Falco Marotta nel suo libro “Verso una globalizzazione etica? (Elledici editore),  delle imprese a sviluppare congiuntamente processi di internazionalizzazione e di informatizzazione. Con internazionalizzazione si intende l’insieme dei processi di apertura verso l’estero di parte di entità economiche nazionali. Accanto alla forma tradizionale di internazionalizzazione che prevede il controllo diretto e maggioritario delle filiali estere, negli ultimi anni hanno acquisito sempre maggiore importanza le così dette “nuove forme” di investimento basate su accordi di collaborazione anche minoritari con partner locali. L’adozione di queste “nuove forme” da un lato permette la penetrazione commerciale e produttiva anche in paesi caratterizzati da ostilità nei confronti di presenze straniere e dall’altro consente di ridurre i costi e la rischiosità degli investimenti all’estero. In effetti l’aumento della complessità delle organizzazioni multinazionali che operano in paesi diversi e che adottano ormai moduli operativi flessibili non più standardizzati secondo un modello unico, diventa gestibile solo se corrispondentemente aumenta la potenza e la centralizzazione del sistema informativo. In ogni caso una cosa è certa: il processo è appena iniziato ed i suoi sintomi non sono tutti positivi. Il problema più difficile affonda nell’etica. La globalizzazione con le sue accentuazioni di natura prettamente economica su scala mondiale e il rinnovamento dei suoi quadri funzionali, attraverso fusioni di varie proporzioni, va verso lo sviluppo dei popoli e l’arricchimento di pochi? Ecco il grosso interrogativo che le agenzie educative, soprattutto, dovranno porsi assolutamente.”(in sintesi)

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Il Libano dai mille volti

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

Il Libano si dirige verso le elezioni legislative del prossimo giugno in un clima di crescente tensione, aggravato dalla recente uccisione, lo scorso 23 marzo nei pressi di Sidone, di Kamal Madahat, numero due dell’Olp (l’Organizzazione per la liberazione della Palestina). L’auspicio del presidente della Repubblica libanese, Michel Sleiman, è che le consultazioni possano svolgersi in modo libero e democratico, nel segno della riconciliazione e della stabilità: “La costituzione garantisce la partecipazione di tutti i cittadini in maniera equilibrata alla vita politica”. La nuova fase apertasi con gli accordi di Doha nel maggio 2008 – accordi che hanno messo fine a una lunga crisi istituzionale e consentito l’elezione di Sleiman a presidente – non ha condotto finora a una reale stabilizzazione dello scenario politico su temi chiave come la sicurezza, l’arsenale di Hezbollah, la sovranità del Governo, la legge elettorale. La concreta possibilità che a giugno il movimento sciita guidato da Hassan Nasrallah ottenga la maggioranza dei consensi potrebbe avere ripercussioni notevoli, modificando a vantaggio degli sciiti – la maggioranza della popolazione – quel “principio della separazione dei poteri, del loro equilibrio e della loro collaborazione” sancito non solo dagli accordi di Taef, che misero fine alla guerra civile nel 1989, ma anche dalla tradizione. Senza dubbio, una vittoria di Hezbollah avrebbe l’effetto di consolidare l’asse sciita in Medio Oriente, con conseguenze strategiche di rilievo, soprattutto per la nuova Amministrazione statunitense. L’intesa raggiunta a Doha – da molti considerata una vittoria de facto di Hezbollah – prevede il ritorno alla legge elettorale del 1960, una misura temporanea in attesa di un nuovo censimento della popolazione che apra la strada a un accordo su regole definitive. La legge elettorale sostituita, quella promulgata nel 2000, prevedeva la suddivisione del Paese in 14 grandi circoscrizioni, più o meno coincidenti con i muhafazat (governorati), nelle quali venivano eletti i 128 membri del Parlamento. Con la decisione di ritornare, almeno temporaneamente, alla legge del 1960, si è reintrodotto invece il sistema delle qada (contee), il che significa la costituzione di circoscrizioni elettorali molto più piccole. In totale 27 qada, alle quali bisogna aggiungere i tre distretti in cui – come stabilito a Doha – è suddivisa la capitale Beirut. Nel complesso, questo sistema garantisce una più equilibrata rappresentatività a tutte le confessioni presenti nel Paese. E tuttavia, pone anche maggiori difficoltà ai partiti nella scelta delle strategie politiche. Nel suo ultimo editoriale per il periodico “Anba”, organo del Partito sociale progressista, il leader Walihd Joumblatt – voce importante del 14 Marzo – sottolinea la necessità di mantenere il clima d’intesa tra le varie forze politiche del Paese fino alla fine delle elezioni “allo scopo di aprire uno spazio di sicurezza che permetta progressivamente l’adozione di misure suscettibili di ristabilire la fiducia tra i vari partiti politici in ragione delle differenze che hanno segnato il passato”.  Il premier Fuad Siniora, un altro dei leader più rappresentativi del 14 Marzo, ha già annunciato la propria candidatura. In lizza per uno dei seggi assegnati ai musulmani sunniti nel collegio elettorale a Sidone, Siniora ha dichiarato di affidarsi ai voti “dei libanesi che hanno partecipato all’intifada del 14 marzo del 2005”, chiara allusione alle grandi manifestazioni popolari che nella primavera di quattro anni fa seguirono l’assassinio dell’ex premier Rafik Hariri – ucciso da un’autobomba sul lungomare di Beirut – e che costrinsero, insieme a forti pressioni internazionali, il regime di Damasco a ritirare le truppe. Sul fronte dell’opposizione, Hezbollah – come riferiscono i cronisti politici locali – avrebbe rinunciato a parecchi seggi per favorire un’intesa tra il presidente dell’Assemblea nazionale, Nabih Berri, capo del partito sciita Amal, e Michel Aoun, il comandante in capo dell’esercito alla fine degli anni Ottanta, poi nominato primo ministro ad interim dal presidente uscente Gemayel e oggi – dopo quindici anni di esilio in Francia – alla guida del Movimento patriottico libero. “Siamo gli eredi – ha dichiarato Aoun in un recente discorso – di una generazione che ha creduto nel feudalesimo politico; così, sono sempre gli stessi nomi che tornano al potere”. Aoun ha condannato due fenomeni che, a suo giudizio, danneggiano la vita politica libanese: il feudalesimo politico e la corruzione dilagante. Proprio per questo, ha spiegato il leader del Movimento patriottico libero, “abbiamo bisogno di riforme amministrative e di un’autorità centrale che possa imporre la propria volontà sull’amministrazione per conformarla alle formalità legislative”. Aoun ha poi confermato, in un altro discorso, le distanze da Al Kataëb, le Falangi libanesi: “Il fossato che esiste tra noi e Al Kataëb è grande, per molte ragioni, sul piano sociale e su quello intellettuale”. Tensioni pesanti, che non potranno non incidere sull’azione di un futuro Esecutivo sotto il controllo di Hezbollah. Luca M. Possati  ( in sintesi. fonte ©L’Osservatore Romano – 9 aprile 2009)

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Editoria: La tradizione tradita

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

Roma 15 aprile alle ore 18.00, alla libreria Paoline Multimedia in via del Mascherino un istant-book per capire le ragioni della scelta di Benedetto XVI, di revocare la scomunica ai seguaci di monsignor Lefebvre e della successiva crisi tra Santa Sede e mondo ebraico. Questo è La tradizione tradita (Paoline), il nuovo libro di Aldo Maria Valli, vaticanista del Tg1, scritto insieme a Lorenzo Lorenzoni, Rai VaticanoIl volume analizza l’intera vicenda offrendo elementi per una riflessione pacata e una valutazione dei fatti. A parlarne insieme agli autori Mons. Vincenzo Paglia, Vescovo di Terni e Presidente della Commissione ecumenismo e dialogo della Cei, Gad Lerner giornalista e scrittore, Luigi Accattoli, vaticanista del Corriere della Sera. A moderare l’incontro Giuseppe De Carli, Giornalista, vaticanista, responsabile della struttura Rai Vaticano. «Il libro – hanno dichiarato Valli e Lorenzoni – ripercorre l’intera vicenda della revoca della scomunica e ne prende spunto, sia per illustrare l’impegno della Chiesa, e dello stesso Joseph Ratzinger, nel sanare le ferite del passato nei confronti dell’ebraismo, sia per una riflessione sull’idea di tradizione in quanto patrimonio della fede che nessuno fra il popolo di Dio può rivendicare in termini esclusivi o utilizzandola come arma per fomentare contrapposizioni». «In particolare  – hanno continuato – il libro mostra come il Concilio Vaticano II, tanto avversato da monsignor Lefebvre e dai suoi seguaci, non abbia mai rinnegato la tradizione, ma sia stato un momento decisivo di riflessione sul modo in cui rendere partecipe l’uomo moderno dei tesori custoditi nel depositum fidei».

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Contratti di perforazione in Algeria

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

L’Eni, E.On, Gazprom e Bg, hanno firmato ad Algeri contratti esplorativi nel paese per un totale di 272 milioni di dollari. In particolare l’Eni investirà 69 milioni di dollari per la perforazione di 8 pozzi nella licenza Kerzaz, nel bacino di Gourara,

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L’eolico va a “gonfie vele”

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

L’eolico italiano ha battuto un record storico registrando nel 2008 l’installazione di 1.010 MW che hanno portato il totale in funzione nel nostro paese a 3.736 MW.

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