Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 13 aprile 2009

Gli stili di vita

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

L’Aesa ha disposto a livello comunitario un foro consultivo ed un Comitato scientifico con otto gruppi di esperti scientifici. Il foro consultivo è un gruppo tecnico e scientifico che funge da collegamento tra l’autorità con organismi analoghi negli Stati membri.  Il comitato scientifico è responsabile del coordinamento dei pareri dei gruppi di esperti scientifici in materia di sicurezza alimentare, produzione alimentare e tematiche correlate, compresa la nutrizione. La consulenza generale sulla dieta e gli stili di vita sani deve essere, infatti, corroborata da informazioni specifiche sui prodotti alimentari disponibili ai consumatori allorché essi fanno le loro scelte d’acquisto. La legislazione vigente in materia di etichettatura degli alimenti fa obbligo ai produttori di fornire informazioni che consentano ai consumatori di conoscere la natura, la composizione e l’uso dei prodotti che acquistano. Regole armonizzate sull’etichettatura degli ingredienti degli alimenti sono state concordate a livello comunitario negli ultimi due decenni. Le nuove regole comprendono l’introduzione di dichiarazioni quantificate degli ingredienti che forniscono ai consumatori informazioni addizionali sugli ingredienti indicati, e la legislazione sulla definizione di “carne”. Come annunciato nel libro bianco sulla sicurezza alimentare la Commissione ha presentato una direttiva sull’identificazione delle componenti degli ingredienti compositi. Tale disposizione prescrive la dichiarazione della presenza negli alimenti di ingredienti specifici correlati ad allergie o a reazioni d’intolleranza alimentare.

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La sindrome delle apnee/ipopnee ostruttive nel sonno

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

La sindrome delle apnee/ipopnee ostruttive nel sonno è un disturbo molto grave del sonno e potenzialmente mortale che colpisce il quattro percento degli uomini di mezza età e il due percento delle donne di mezza età. Gli individui affetti dalla sindrome delle apnee/ipopnee ostruttive nel sonno soffrono di frequenti risvegli notturni causati dall’ostruzione delle vie respiratorie durante il sonno. L’interruzione del sonno porta ad una eccessiva sonnolenza diurna che induce le persone ad assopirsi frequentemente durante il giorno, mentre sono al lavoro o a casa. Il trattamento standard più frequentemente utilizzato è la pressione positiva continua delle vie aeree (CPAP). L’impiego di uno strumento introdotto per via nasale della CPAP può prevenire l’occlusione delle vie respiratorie e quindi è utilizzato per il trattamento delle cause che generano questo disturbo. Malgrado il trattamento delle cause che provocano il disturbo, molti pazienti continuano a manifestare una sonnolenza residuale eccessiva e quindi potrebbero necessitare l’utilizzo di modafinil.

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La pace secondo l’etica religiosa

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

Essa è un dovere morale oltre che politico e civile. Si presenta come alla luce alla fine del tunnel. Non è solo un principio da evocare. Se la pace è un diritto universale per tutto il genere umano, come per le singole persone, è necessario che vi sia un ordine giuridico universale ed un organismo che presieda alla gestione di quell’ordine. L’enciclica Pacem in terris indica obiettivi pratici, quali la diminuzione degli armamenti e la proibizione delle armi nucleari, chimiche e biologiche. Infine la pace dipende dalla realizzazione di una giustizia sociale universale, fonte non secondaria dei conflitti nel genere umano. E’ necessario, in altri termini, costruire uno stato di fiducia reciproca pur tra interessi in conflitto e facendo da essi emergere un interesse più grande dei loro particolarismi. E ciò implica, secondo F.A. Von Geusau,che la Chiesa “….non deve dire soltanto qualcosa sulla convivenza umana ma deve, invece, in primo luogo ascoltare.”

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2,000th Transportation Project Under Economic Recovery Act

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

Washington, DC – President Barack Obama today announced funding for the 2,000th transportation project under the American Recovery and Reinvestment Act (ARRA), only six weeks after approving the first project.  The President made the remarks at the U.S. Department of Transportation with Vice President Biden and Transportation Secretary Ray LaHood. The 2,000th project is in Kalamazoo County, Michigan.  The $68 million project involves widening of I-94 from two lanes both east and westbound to three lanes in each direction.  The project will improve safety and ease congestion by providing a more efficient interchange.     State departments of transportation around the country have reported to FHWA intense competition by contractors for ARRA projects.  Bids have been roughly 15 to 20 percent lower on average, and as much as 30 percent lower in some cases, than engineers anticipated.  For example, in Colorado, the state’s first five ARRA transportation projects announced on April 2 were 12 percent lower than anticipated.   In Maine, one bridge project was 20 percent lower than estimated.  In Oregon, during February and March 2009, bids have averaged 30 percent lower than expected. President Obama secured passage of the ARRA and signed it into law on February 17, less than one month after taking office.  Less than two weeks later, on March 3, the President, Vice President Biden and Secretary LaHood released the first funding to the states and localities for highways, roads and bridge projects.  That release of funds came eight days earlier than required by law.  ARRA provides a total of $48.1 billion for transportation infrastructure projects to be administered by the U.S. Department of Transportation.  Of that $27.5 billion is for highways and bridges, $8.4 billion is for transit, $8 billion is for high speed rail, $1.3 billion is for Amtrak, $1.5 billion is for discretionary infrastructure grants $1.3 billion is for airports and Federal Aviation Administration facilities and equipment and $100 million for shipyards.  In early February, prior to the passage of the ARRA, Secretary LaHood established within the U.S. Department of Transportation the TIGER (Transportation Investments Generating Economic Recovery) team to ensure that economic recovery dollars for transportation infrastructure projects is rapidly made available and that project spending is monitored and transparent.  On March 3, the President unveiled a TIGER logo, as well as an ARRA logo, that will be placed on construction signs across the country, to mark projects being built and jobs created with Recovery Act funds.

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Terzo polo di centro-dc

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

Il Segretario Politico Nazionale del Terzo Polo di Centro- Democrazia Cristiana Angelo Sandri sta svolgendo in questi giorni un’intensa attività nell’intento di cementare in tutte le circoscrizioni nazionali le candidature a livello locale e per le elezioni europee che si richiamano alla coalizione di centro per il terzo polo. E’ un impegno che concretizza sempre di più il progetto di una grande forza che sta riuscendo a coalizzare associazioni e movimenti che si richiamano ai comuni valori e trova il suo epicentro con il recente accordo con il Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo e la conseguente presenza di candidati del Terzo Polo di Centro-D.C. nella coalizione che si sta venendo a formare e che comprende anche altre forze politiche del centro-destra. Nei prossimi giorni saranno rese note le candidature in tutte le circoscrizioni e presentato il programma  della coalizione. L’evento costituisce, in assoluto, la grossa novità di queste elezioni europee e in ambito locale e si confida che l’elettorato ne comprenderà l’impegno e lo conforterà con il proprio consenso.

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La politica fondata sull’anticapitalismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

Con la caduta dell’Unione sovietica e con la conseguente crisi del socialismo reale come sistema di governo del Paese, si pensava che a crollare fosse anche l’anticapitalismo che ne era l’espressione più eclatante. Non è stato così. La lotta ha solo cambiato pelle. Pensiamo ai movimenti no-global e che a Settle nel 1999 hanno mostrato la loro visibilità raccogliendosi attorno al tema dell’antiglobalizzazione. Purtroppo si avverte attraverso questo spontaneismo la mancanza di una “Chiesa”, la solidità dottrinale, la lucidità ed il vigore intellettuale. Come dire: le ragioni ci sono tutte ma il modo d’esprimerle ed inquadrarle in una dimensione che sappia uscire dalle sue improvvisazioni di maniera ed anche dai suoi eccessi che non ne fanno giustizia, costituiscono un limite che potrebbe ritorcersi, prima o poi, contro. Occorre mettere da parte, se tali movimenti intendono crescere ed essere credibili per la costruzione di una società alternativa al capitalismo, le tentazioni di violenza e l’instaurarsi di correnti eretiche e scismatiche tra i vari gruppi ed i loro leader. Essi si devono appropriare di una nuova “religione secolare” che fondi i suoi presupposti sull’idea che non vi è sviluppo né ricchezza senza l’apertura dei mercati. Nello stesso tempo vanno individuati e capiti i veri nemici per combatterli con maggiore efficacia, ma senza confonderli con quelle forze che potrebbero essere alleate o, comunque, non ostili. In altri termini il nuovo anticapitalismo deve saper dare risposte soddisfacenti, avere dalla propria parte la maggioranza della popolazione mondiale, saper entrare nei santuari del capitalismo alla pari con una propria forza di persuasione e di prospettiva civile e sociale condivisibile. Se si continua, invece, con la logica dei “ribellismi”, delle violenze, la strada diventa più difficile e si finisce con l’essere etichettati da teppisti e diventare solo una faccenda di ordine pubblico.

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La fede come pratica di vita

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

A volte ci chiediamo come sia possibile per un fedele ad una qualche professione di fede nutrire un qualsivoglia forma di ostilità nei confronti dei propri simili che appartengano ad una chiesa diversa dalla propria. Ma lo pensiamo e possiamo anche esternarlo ad un nostro simile, solo in termini teorici. La pratica di vita, invece, ci sottopone a prove che finiscono con il farci negare questo principio di massima. Come un cattolico, ad esempio, può capire e meno che mai condividere il fanatismo religioso di taluni musulmani che predicano la guerra santa, la morte del nemico anche a costo della propria, esprimono il concetto di infedele e lo considerano un essere immondo da schiacciare? Forse, a questo punto, dimentichiamo, o troviamo più comodo dimenticare, che tutto il nostro passato ci richiama a questa pratica tanto crudele quanto iniqua di misurare i rapporti con il nostro prossimo con l’essere della stessa Chiesa in opposizione anche cruenta con le altre. Stiamo oggi, probabilmente, pagando lo scotto di quelle chiusure a volte strumentali e di convenienza che ben altri fini nascondevano ma preferivano ripararsi dietro il paravento della religione per giustificarli e motivarli con più forza e capacità di penetrazione nell’immaginario popolare. Se andiamo a considerare la realtà odierna ci accorgiamo, infatti, che la professione di una pratica religiosa è spesso presa a pretesto per combattere una battaglia decisamente “laica” e “aconfessionale”. Non si possono, ad esempio, rendere credibili le parole di un Saddam Hussein che invoca la guerra santa in nome dell’Islam per la liberazione del suo Paese dall’occupazione straniera, conoscendo le crudeltà che ha inflitto a gran parte del suo popolo. Eppure taluni Iman gli credono e lo assecondano. Ma il peccato d’origine è anche di quell’Occidente culturalmente evoluto che ancora non sa riconoscersi in una libertà e in una democrazia che sappia togliersi di dosso il panno sporco degli interessi di parte, delle proprie convenienze industriali e commerciali. La stessa libertà e la stessa democrazia diventano a questo punto, agli occhi di chi dovrebbe concepirle in tal senso, un qualcosa di ambiguo che rende il principio da giusto a sommamente ingiusto pur riconoscendogli, in linea di principio, una sua validità. E questa contraddizione diventa ancora più stridente se continuiamo a coinvolgere nel “progetto” quel Dio che, per bocca del suo figlio, ha fatto dire: “date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. E’ bene ricordarlo tutti insieme, nessuno escluso.

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Damien Hirst Requiem

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

PinchukArtCentre 25 April – 20 September 2009  Block А, 1/3-2, Chervonoarmiyska Street/Baseyna Street  Besarabka quarter Kyiv 01 004  Ukraine  Damien Hirst Requiem at the PinchukArtCentre in Ukraine  The PinchukArtCentre (Kyiv, Ukraine) is pleased to announce Requiem,  a major retrospective of over 100 works dating from 1990 to 2008, by  Damien Hirst. Requiem opens on 25th April and continues through 20th  September 2009.  Requiem brings together many of the artist’s most celebrated works.  Ranging from early iconic sculptures such as A Thousand Years, 1990  and Away from the Flock, 1994 to more recent works like the  monumental butterfly triptych, Doorways to the Kingdom of Heaven,  2007 as well as Death Explained, 2007, a sculpture of a shark cut in  half in formaldehyde, the exhibition shows the extraordinary breadth  of Hirst’s artistic enterprise.  Since the start of his career, Hirst has pushed the boundaries of art  and what it means to be an artist. Requiem bears witness to a bold new  direction in his work by showing for the first time a series of skull  paintings he created between 2006 and 2008. In works such as Floating  Skull, 2006, The Meek Shall Inherit the Earth, 2008 and Men Shall Know  Nothing, 2008, Hirst returns to the solitary practice of painting and  confronts, in very personal terms, the darkness that lies at the  heart of human nature and experience.

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Rinvio dei Talami di Orsogna

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

talami3A causa della pioggia che sta interessando larga parte dell’Abruzzo, la rappresentazione dei Talami di Orsogna (Chieti), in programma per questa mattina, è stata rinviata a domenica prossima, 19 aprile 2009, alle ore 11.30, con la sfilata in piazza Mazzini dei sette carri. In quell’occasione si terrà la raccolta di fondi per le popolazioni dell’Aquila colpite dal terremoto, anche tramite la vendita di oggetti legati ai Talami e delle cartoline con l’annullo filatelico realizzato da Poste Italiane per la manifestazione di Orsogna. Nel pomeriggio di oggi, lunedì, dalle ore 18, si terrà invece regolarmente nel Teatro comunale «Camillo De Nardis» lo spettacolo teatrale «Avaste», a cura delle associazioni Teatro di Plinio e Universitas Guardiae, anch’esso finalizzato alla raccolta di fondi per la comunità dell’Aquila. Si stanno svolgendo regolarmente i riti religiosi: in mattinata si è tenuta la Santa Messa nella Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari, officiata dal parroco Don Mario Persoglio insieme all’arcivescovo di Lanciano-Vasto, Monsignor Tommaso Valentinetti, ospite nell’occasione. Monsignor Valentinetti ha promesso che parteciperà comunque all’edizione estiva dei Talami, in programma la sera di Ferragosto. Domani, martedì, si svolgerà alle ore 17.30 la processione in onore della Madonna del Rifugio, cui seguirà la Santa Messa. (foto talami)

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Children’s education in the war

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

In the Democratic Republic of Congo over 12 percent of children do not reach their first birthday. Many children die while hiding in the bush. Many children who survive are traumatized by acts of vandalism and  barbarity perpetuated by armed groups. They witness horrendous scenes in  which their own families and friends are killed, sometimes hacked to death  in front of them. Many young people have lost years of schooling.  War, poverty and the breakdown of traditional coping mechanisms have forced children onto the streets or away from their original home environment into situations where they are facing neglect and exploitation. Refugees International describes the complexity of the situation for these children by listing the many categories used to describe them: children in the street (during the day), children of the street (during day and night), children in prison, child laborers, child prostitutes, children accused of sorcery, demobilized or escaped child soldiers, unaccompanied displaced children, displaced children and abandoned children. A new category has also been created for children orphaned by AIDS. All of these young people are in serious need of protection and assistance. Many fit into more than one of these categories. The number of Congolese children on the street in urban areas has  increased, according to UNICEF and other agencies operating in DRC. International and local organizations have programs to provide housing,  education and food for some vulnerable children. The ICRC, UNICEF and others run limited prevention and child reunification programs. In February 2003, ICRC reunited nearly 200 children with their families after many had been separated for several months as a result of conflict. According to Save the Children, some separated children from previous conflicts are still awaiting reunification.

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Università d’esportazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

Tutte le università del mondo occidentale dovrebbero cercare di trovare validi spazi operativi per offrire ai giovani dei paesi del sottosviluppo le stesse opportunità oggi consentite ai loro coetanei dei Paesi più fortunati. Come fare in pratica? Bisognerebbe evitare, innanzitutto, di obbligare i giovani a trasferirsi in occidente. Sarebbe preferibile, a questo punto, che l’istruzione universitaria si spostasse nei luoghi del “bisogno”. Sotto questo aspetto esiste un progetto che offre diversi spunti di riflessione. In pratica si tratterebbe di un “trasferimento volontario” di quei doventi che siano disponibili per un certo numero di anni a recarsi all’estero per rafforzare, ove già esistono strutture universitarie, o per costituire nuovi poli universitari. Questo genere di docenze dovrebbero, per motivi di opportunità politica, limitarsi alle materie scientifiche e tecniche. Va altresì precisato che si tratterebbe, in ogni caso, di un impegno “temporaneo” in quanto l’obiettivo finale è quello di formare una classe “universitaria” con insegnanti autoctoni. Ci auguriamo che gli ostacoli oggi presenti siano superati in quanto si tratta, in primo luogo, di inopportune forme di concorrenza solo strumentali e di supposte aree d’influenza di talune università nei confronti di altre.

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Editoriale de “Il Popolo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

Riproduciamo l’editoriale pubblicato su Il Popolo da parte del suo vice direttore Sante Pisani con l’auguro che questa storica testata possa ritrovare i successi di un tempo. (www.ilpopolo.it) “Non è solo un risultato politico straordinario la decisione del 28.02.2009 che ha dato vita al Terzo Polo di Centro Democrazia Cristiana, con più di quaranta fra partiti politici, movimenti e Associazioni che hanno scelto Angelo Sandri come premier e il sottoscritto come vice premier, ma è un segnale per tutti gli aderenti, al di là dei recinti di parte, che ci dice qualcosa di inedito e di imprevisto sull’Italia di oggi, qualcosa che va controcorrente e dunque merita di essere osservato con attenzione. Il Paese, dice questo segnale, non è omologato ad un falso senso comune impastato con i materiali di un ribellismo verso lo pseudo-duopolio proprietario della cosa pubblica nazionale e, per effetto della preclusione ai partiti verso l’Europa con l’imposizione del 4%, anche della politica nazional-europea da un lato, e di una protesta popolare dall’altro, apre, invero, lo spazio per una partecipazione nuova al discorso pubblico – nuova nelle persone, nel linguaggio, nei riti, nei contenuti – quello spazio viene occupato e dilatato, quasi rivendicato dai cittadini che lo rendono simbolico e dunque immediatamente significativo dal punto di vista politico e persino culturale, distruggendo in un solo giorno la povertà del cortocircuito che caratterizza la politica Veltrusconiana in “Vaffanculo alla Democrazia”. C’è infatti, ed anche, l’evidente ricerca di un barlume in fondo al grigiore di questi giorni, caratterizzato dal grave lutto italiano per i circa 300 morti sotto le macerie in Abruzzo, nella mobilitazione di tutta l’Italia per partecipare alla ricostruzione del distrutto materiale e morale. C’è la voglia quasi disperata di un nuovo inizio. In una formula, e prima ancora di parlare di politica, la giornata del 28 febbraio dimostra come un pezzo rilevante d’Italia non debba rinunciare a credere che il cambiamento è ancora possibile. Noi del Terzo Polo di Centro Democrazia Cristiana ci tenteremo, anche informandoVi parossisticamente, con il nostro Organo di Informazione “Il Popolo On Line”. Coscienti che un progetto di rieditazione di un organo di stampa politico, puo’ comportare la diffusione d’informazioni non veritiere, creare distorsioni, disinformazioni, manipolazioni della notizia riteniamo, pertanto, indispensabile avere una redazione che agisca da filtro. Ogni autore si assume la responsabilità delle affermazioni pubblicate ed è suo compito verificarne la veridicità prima di sottoporre l’articolo. La redazione si occuperà di verificare la conformità dell’articolo alla politica editoriale e condurrà delle verifiche ove necessario. Il Popolo Online esorta tutti i suoi reporter alla massima attenzione sulla proprietà intellettuale dell’informazione che intende pubblicare nel pieno rispetto del diritto d’autore. Nel malaugurato caso in cui un articolo contenga delle inesattezze o imprecisioni evidenti non emerse nel corso del doppio filtraggio autore/redazione, può essere soppresso dal sito in qualsiasi momento. Sottoponendo un articolo o un documento su “Il Popolo”, i reporter accettano, implicitamente, che possa essere riprodotto su altri siti Internet e da altri media. “Il Popolo” privilegia la pubblicazione di notizie d’attualità su avvenimenti o fatti oggettivi e, nella misura del possibile, inediti. Chiunque può diventare reporter per “Il Popolo”, a prescindere dai suoi orientamenti politici, religiosi, sociali, culturali o economici. Crediamo che questa differenza di profili apporti ricchezza all’informazione e al dibattito”.

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Licitra sostituisce Alvarez in Tosca

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

Teatro Regio di Parma 14 aprile 2009, ore 20.00 A causa del perdurare di una fastidiosa forma allergica che lo ha colpito improvvisamente nel corso della recita di mercoledì 8 aprile (recita, anche questa, conclusa tra le acclamazioni del pubblico entusiasta), Marcelo Alvarez non potrà interpretare il ruolo di Cavaradossi in Tosca martedì 14 aprile 2009 alle ore 20.00. Per il ruolo, è stato chiamato a sostituirlo Salvatore Licitra, artista applaudito e amato nei teatri di tutto il mondo: dopo aver fatto il suo debutto proprio al Regio nel 1998 in Un Ballo in maschera (l’artista ha studiato a Parma), la sua folgorante carriera lo ha visto richiesto tra gli altri più volte da direttori quali Riccardo Muti, James Levine, Zubin Mehta.

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Cosa mangeranno i nostri giovani?

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

Vi sono oggi due partiti a proposito della introduzione o meno delle produzioni Ogm. I sostenitori pensano, innanzitutto, che non siano un pericolo per l’organismo umano e paventano, inoltre, la grande opportunità che si offre a quei paesi che non dispongono di risorse alimentari proprie. In pratica il ricorso agli organismi geneticamente modificati consente di ridurre del 70% l’uso dei pesticidi nelle coltivazioni e ciò significa meno chimica nelle campagne. Sono anche un ottimo strumento per combattere la siccità. A questo punto gli oppositori non demordono. Essi sostengono che ogni volta che si inserisce un gene estraneo, questo altera il funzionamento degli altri geni preesistenti. La pianta diventerebbe instabile geneticamente e alterata fisiologicamente. Esempi se ne fanno a tale riguardo. Pensiamo al cotone geneticamente modificato. E’ stato osservato che esso si rivela particolarmente sensibile ai virus. Questo perché, osserva il premio Nobel Renato Dulbecco, “con l’inserimento di geni estranei aumenta la cosiddetta ricombinazione che è alla base dello sviluppo di nuove varietà di virus”. In buona sostanza i contrari agli Ogm chiedono maggiori garanzie e non certo si dichiarano in assoluto contrari all’introduzione degli organismi geneticamente modificati. Sembrano volerci dire: prudenza e non vi lasciate prendere da un facile entusiasmo in seguito ai successi ottenuti sino ad oggi. E per una vita la prudenza non è mai troppa.

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I figli del futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

Pecora clonata, cavallo clonato, uomo clonato? La scienza ci lascia intravedere questa ultima possibilità. Cosa può significare tutto ciò per l’umanità di un domani prossimo venturo? Ricordiamo a questo riguardo un libro titolato Vulnus (edizioni Fidest) dove si paventa la possibilità che gli abitanti delle città e delle campagne siano tutti costituiti da adulti. I bambini nascono e si allevano altrove. Non hanno bisogno di genitori, ma di educatori. Nascono nei laboratori, si allevano in centri specializzati come ora facciamo con gli animali da cortile in batteria ed una volta “maturi” li spediamo nelle fattorie e nei grandi agglomerati urbani per lavorare. E’ questo il nostro futuro? Gli uomini e le donne così prodotti non avranno il piacere ed anche il peso di una maternità e di una paternità. Vivranno forse ancora amandosi, ma per se stessi ed il loro piacere senza altre conseguenze. Il loro programma prevede, sempre secondo il racconto tratto da Vulnus, una vita affrancata dalle malattie e dal dolore. Si morrà, ovviamente, ma il passaggio è anch’esso programmato. Sta nella moltiplicazione cellulare che non essendo infinita permette di stabilire anzitempo il momento del collasso finale. Si scompare, punto e basta. Avremo una popolazione terrestre di non più di 300 milioni di abitanti concentrati in grosse aree e dagli altissimi palazzi. Le malattie ci sono ancora ma possono essere curate attraverso l’uso di cibi appropriati e che contengono determinati farmaci. Esiste, in pratica, una variabile nella morte accidentale (disgrazia, improvvisa ed irreversibile insorgenza di un tumore) ma essa è molto circoscritta ed i casi registrabili sono da considerarsi fisiologici. Questa rivoluzione è prevista intorno all’anno tremila dopo almeno sei secoli di lotte fratricide, di esplosioni atomiche devastanti e vasti inquinamenti della crosta terrestre. Mille anni ci attendono da oggi al tremila, ma ci chiediamo è solo una profezia fantascientifica o una realtà che oggi difficilmente metabolizziamo ma è in nuce nel nostro cervello prima ancora che nel nostro cuore? Ai posteri, come sempre, la risposta più appropriata.

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Cosa ci aspettiamo dalla scuola?

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

E’ convinzione corrente che la scuola è solo una “chiave di accesso” per la vita, quella che è costellata da tante speranze per un nostro avvenire e con essa la possibilità di trovare un lavoro possibilmente congeniale ai nostri studi e alle nostre attese. Purtroppo non è sempre così. Tanto per cominciare esiste la disoccupazione e per quella giovanile è un male ancora maggiore considerato il fatto che sono proprio costoro ad avere più bisogno di produrre per crearsi una propria autonoma esistenza. Vi è, in subordine, il rischio che si possa trovare un’occupazione non congeniale alle proprie aspettative e con un livello di funzioni inferiore agli stessi studi intrapresi. Incomincia in questo modo un grado di frustrazione che ci amareggia e che potrebbe scaricarsi, anche senza volerlo, sui nostri figli e nipoti. Costoro, a loro volta, potrebbero affrontare la vita con una dose troppo elevata di scetticismo che inevitabilmente ricadrebbe sulle rispettive scelte scolastiche, prima, e lavorative dopo. In altri termini è proprio dalla scuola che incomincia la nostra avventura terrena ed è proprio la scuola a darci le prime speranze ed anche cocenti delusioni. Chi ad esempio in Italia sceglie di proseguire gli studi universitari pensa di aver trovato l’eldorado dell’eterna giovinezza. Pensiamo ad esempio ad un corso di laurea di cinque-sei anni, agli altri tre per un dottorato di ricerca, alle varie specializzazioni e, se tutto va bene, la vita universitaria o assimilata ad essa se vi aggiungiamo l’anno o i due anni di un master, diventa un arco di tempo lunghissimo che ci allontana, se abbiamo genitori benestanti, dalla realtà di un lavoro e finisce con il renderlo sempre più precario in avvenire dato che molti imprenditori sono abituati a considera “giovani” solo quelli che non hanno superato i 26 anni e “vecchi” quelli che sono andati oltre. Per contro all’estero, in specie negli Usa, si è abituati a lauree molto brevi (di tre anni come quelle introdotte in Italia di recente, ma non certo con l’espediente del 3+2 e poi ancora + 3 e + 2, ecc.). Non solo. Scopriamo, ad esempio, che un laureato in legge per vivere, se gli va bene, fa l’esperto in risorse umane o il programmatore informatico, e le altre lauree spesso si mescolano con lavori del tutto diversi dalle rispettive formazioni scolastiche ed universitarie. Abbiamo scoperto, tanto per citare un caso, che un noto cardiologo italiano ha il suo bravo diploma di geometra. L’università, probabilmente, gli ha fatto scoprire la sua vera vocazione e gli è andata bene, ma non è di tutti. Meglio andrebbe, a nostro avviso, se già dalle medie imparassimo sia pure in part-time a lavorare e a capire che i due momenti non sono né devono essere tanto lontani tra di loro e a renderci conto che si possono trovare elementi comuni nei rispettivi indirizzi scelti.

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Gli spazi della politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

La generazione che ha vissuto l’esperienza fascista nella sua maturità è oramai scomparsa ed anche i suoli figli sono oggi invecchiati. Qualcuno è rimasto balilla ma molti pochi sono gli avanguardisti di allora. Il fascismo ci ha mostrato un modo di prendere e mantenere il potere, di là dell’arte spregiudicata ed energica del suo capo, a fronte delle attese sociali a seguito della rivoluzione bolscevica. E’ stata la prima logica conseguenza della filosofia gattopardesca del tutto cambiare per nulla cambiare. Dopo la catastrofe della guerra ci fu un nuovo rimescolamento delle carte politiche. Prevalse l’opinione che occorreva riprendere il filo interrotto della tradizione politica del popolarismo sturziano. Si trattava di colmare un vuoto lasciato da una classe dirigente ritenuta compromessa con il passato regime. L’interprete gradito ai più fu la Democrazia Cristiana. Essa a differenza degli altri partiti che si affacciarono sulla scena nazionale aveva il comune merito di essere antifascista ed in più un consenso popolare ampio sulla base di una ideologia di Fede. Nello stesso tempo, e non è cosa di poco conto, aveva il consenso dell’Occidente che nella conferenza di Yalta si era diviso il mondo con l’Urss. La D.C. fu quindi scelta ed imposta per meriti suoi propri e per ragioni che possiamo definire di equilibrio internazionale. Questa riflessione è oggi d’obbligo dato che con la caduta del muro di Berlino del 1989 vi è stato nella politica italiana, per quanto ci riguarda nello specifico, una nuova svolta. Di fronte all’attenuazione della carica ideologica del partito comunista italiano, privato della sua sponda  dell’internazionale comunista, e da una Democrazia cristiana le cui diverse anime si sono sentire liberate dal loro vincolo unitario imposto dalle alchimie del bipolarismo dei blocchi, si creò un nuovo vuoto che apparve destabilizzante per chi avrebbe voluto continuare a volgere a proprio vantaggio la presa ed il mantenimento del potere. Occorreva un rilancio della proposta politica con un uomo da indubbie doti di organizzatore e di showman. Doveva essere in grado di coagulare le forze politiche che si erano disperse e far ritrovare loro una nuova bandiera sotto il segno della continuità. Il resto è cronaca e non ancora può essere affidata agli storici. Ma è una cronaca che cerca di spiegarci come certi passaggi sono dei veri e propri traumi esistenziali per gli italiani e non è facile poterli liquidare in poche battute.

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Occhiali da sole. Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

Con la bella stagione e la maggiore incidenza dei raggi solari, diventa frequente l’uso di occhiali da sole, il cui scopo e’ quello di proteggere gli occhi dalle radiazioni solari. A differenza della falsa borsetta griffata, il cui acquisto non provoca un danno alla salute, gli occhiali da sole, quando non sono conformi alle prescrizione di legge (Decreto Legsl. n. 475/1992) possono causare danni alla vista, cioe’ cataratta, degenerazione maculare e congiuntiviti -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc. E gli occhiali da sole fuori legge sono proprio quelli messi in vendita sulle bancarelle, per strada o sulle spiagge da improvvisati venditori, spesso extracomunitari. Come scegliere dunque un buon paio di occhiali? Gli occhiali da sole devono essere accompagnati dalla nota informativa, prevista tra l’altro dalla legge, dove sono indicati il fabbricante o mandatario, il grado di protezione, la categoria (da 0 a 4, dal piu’ chiaro al piu’ scuro), i limiti di impiego, le istruzioni d’uso e la marchiatura CE (conformita’ europea). Certo tutto questo non basta, perche’ la nota informativa puo’ essere allegata anche ad un paio di occhiali fasulli, e allora non rimane che rivolgersi ad un ottico di fiducia. (fonte: http://www.aduc.it)

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Cultura e religioni monoteiste

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

Saggio di Riccardo Alfonso (edizioni Fidest). Le recenti vicende che in Ucraina hanno messo a nudo i contrasti tra religioni che si richiamano alla comune matrice cristiana: Chiesa d’oriente e d’occidente) rendono attuale un saggio scritto qualche anno fa. L’autore nella sua prefazione scrive, tra l’altro: In un mondo occidentale che perde il senso dei valori assoluti e non riesce più in particolare ad agganciarli ad un Dio signore di tutto, la testimonianza del primato di Dio su ogni cosa e della sua esigenza di giustizia ci fa comprendere i valori storici di coloro che portano con se tale testimonianza. Da qui parte una proposta: E’ necessario che incominciamo dalle scuole da ogni ordine e grado. E’ una cultura dell’informazione e della formazione che va incoraggiata e sostenuta per favorire la conoscenza e la comprensione delle posizioni altrui.

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Leggere che passione, ma cosa?

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

Vi sono troppi libri in giro e se ne stampano molti altri ad un ritmo frenetico. Non è, come si crede, un fermento culturale da ammirare. Se analizziamo i contenuti di alcuni testi ci accorgiamo che essi non rappresentano quei motivi di interesse che si vorrebbero da una nuova edizione sia essa di narrativa di saggistica o di storia o di economia o di politica. In diversi casi si tratta di concetti fritti e rifritti e nemmeno esposti con intelligenza. Parlare, in questi casi, di libri spazzatura forse si esprime un concetto forte, ma potrebbe rendere il pensiero a proposito di una proliferazione di una notizia ed il modo di rappresentarla con particolari non essenziali e soprattutto con una eccessiva ripetitività. I più ottimisti fanno osservare che la circostanza non dovrebbe preoccuparci: è il mercato, dicono, ad operare la selezione. Noi non siamo in proposito convinti anche perché basta un battage pubblicitario ad hoc per trasformare un mediocre libro in un prodotto d’acquistare mentre non sempre i buoni testi hanno tanta fortuna di farsi conoscere attraverso i media. E l’inconveniente di un libro poco interessante è quello che presenta il rischio di far disamorare il lettore anche per altre letture. E’ bene mettere in conto questo aspetto. Sarebbe interessante scegliere un diverso percorso per valutare il valore di un testo in luogo di un altro e l’editoria on-line potrebbe fare al caso presentando una sintesi delle opere. In questo modo si può già avere un’idea del contenuto prima dell’acquisto.

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