Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Ospedale del Mare a Napoli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2009

Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali – Partito Democratico, segretaria della Commissione Sanita’ e componente della Commissione d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del SSN L’Ospedale del Mare, il piu’ grosso dell’Italia Meridionale (450 posti letto e 190 milioni il costo stimato nel 2004), e’ in costruzione in spregio alle piu’ elementari norme di sicurezza a 8 km dal centro eruttivo del Vesuvio, nel quartiere Ponticelli di Napoli. In zona gialla, a 100 metri dalla zona rossa . La delimitazione della zona rossa (con divieto assoluto di costruzione) e di quella gialla (zona a pericolosita’ differita e da evacuare) intorno al Vesuvio, e’ stata realizzata seguendo i confini amministrativi solo per esigenze logistiche e operative, essendo aree effettivamente a rischio. Solitamente la delimitazione della zona rossa viene fissata con una distanza dal centro del vulcano che oscilla tra 10 e 12 km, e questo avviene per la parte sud-est anche del Vesuvio, non per quella nord-ovest, per cui Ponticelli e l’Ospedale del Mare risultano in zona esclusa dal rischio-invasione della lava. L’appello ora e’ nel tavolo della commissione d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale presieduta dal senatore Ignazio Marino, affinche’ si occupi di un ospedale che, invece di accogliere i feriti di una eruzione, se va bene dovra’ essere evacuato, se va male restera’ sotto la lava. Commissione che gia’ ha aperto inchiesta sull’ospedale de L’Aquila crollato per il terremoto e che forse (come ribadito anche dal sen. Marino) ha maggior senso che si occupi anche dei disastri che possono essere prevenuti. Le eruzioni dei vulcani, i terremoti, gli uragani non possono essere impediti, ma lo Stato ha il dovere di prevenire i rischi e non di mettere a rischio coscientemente la popolazione. Costruire un ospedale in quella zona e’ rendersi complice di tentata strage.

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