Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Crisi finanziaria ed economica

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2009

La finanza mondiale e l’economia reale sono già da alcuni mesi alle prese con una forte riduzione del valore della ricchezza. Le conseguenze più immediate le rileviamo con il rallentamento del credito, la sfiducia dei consumatori e delle imprese che provocano una brusca frenata della domanda e della produzione in specie nelle economie più avanzate. E’ un po’ come il classico serpente che si morde la coda. A questo punto i governi e le banche centrali hanno ritenuto opportuno intensificare la propria azione tenendo elevata l’offerta di liquidità ma non trascurando d’incentivare il rafforzamento delle condizioni patrimoniali dei sistemi bancari e d’incoraggiare il credito alle imprese. Per le potenzialità bancarie di erogare prestiti la questione è più complessa di quanto non appaia in un primo momento. Si è assottigliata la raccolta bancaria e ciò significa che i tradizionali risparmiatori fanno più fatica a portare i soldi in banca e le ragioni sono ovvie: aumento della disoccupazione, maggiori spese per la famiglia, ma anche timori sull’insolvenza delle banche, ecc.  Ma se Atene piange Sparta non ride. Le economie emergenti, infatti, cominciano a risentire in maniera forte le difficoltà di finanziamento delle loro produzioni tanto che il vertice del gruppo dei 20 ha ritenuto opportuno potenziare le risorse del Fondo Monetario Internazionale  con uno stanziamento di 250 miliardi di dollari. Sono ritenuti sufficienti per sostenere nei prossimi due anni il credito al commercio. Si uscirà, prima o poi, di certo da questa crisi ma bisogna capire a che prezzo e se nel frattempo siamo capaci di porre mano alle riforme necessarie per essere al passo con i tempi ovvero per una legislazione internazionale condivisa e senza sacche evasive da parte dei vari paradisi fiscali e di riciclaggio del danaro di provenienza illecita. Oggi non ci sono più frontiere per il trasferimento di denaro da un continente all’altro. Oggi dobbiamo entrare nell’ordine d’idee che così come esiste una economia reale lo stesso dobbiamo concepirla nell’ambito finanziario. Non è più possibile andare alla ricerca di titoli spazzatura per rincorrere interessi maggiori senza convincerci che il rischio è di gran lunga più elevato del guadagno immediato, o supposto tale. E riscrivere le regole di finanza internazionale non sarà tanto facile sebbene lo impongano non tanto le attuali emergenze quanto la necessità di garantirci per il futuro un assetto finanziario ed economico fondato più sulle certezze e meno sulle ambiguità e i colpi di mano dei soliti speculatori e imbonitori di turno. (note di approfondimento della sezione economica della Fidest)

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