Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Expo: QUEER/SCHRäG

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2009

Bellinzona (Switzerland)  Via Tamaro 3 until 07 June 2009 il CACT Centro d’Arte Contemporanea Ticino apre l’esposizione tematica QUEER/SCHRäG.  L’iniziativa ridefinisce e ribadisce quanto l’arte sia un necessario e valido antidoto alla vita e alla realtà, affinché il concetto di imperfezione e l’apologia del difetto possano permettere una lettura evolutiva della vita stessa e della socialità, nell’affermazione delle specificità individuali di ogni artista. Più volte ho scritto della reclusione del corpo in senso lato e del trionfo del potere come forma di chiusura rispetto all’erranza visionaria e continuamente osmotica dell’uomo. Questa mostra collettiva intende solo sfiorare tali tematiche, per approfondirle nelle prossime personali. Pier Giorgio De Pinto (1968) con la sua opera video clear skies & dark skies (2007-2008) – video ispirato dall’omonimo brano e testo musicale all’interno dell’album Chemism di Massimo & Pierce – rivisita in un flash back l’esistenza tormentata e la morte improvvisa di Jhonn Balance, co-fondatore e anima del gruppo di musica sperimentale Coil. Immaginario e velleità del corpo umano sono i lavori fotografici di Stefano scheda (1957) espressi sotto il titolo Il ritratto ritrattato. il corpo del ritratto/il ritratto del corpo (2000). Differenti stampe fotografiche di corpi nudi femminili e maschili, impressi su fogli di carta normale vengono sovrapposti e arrotolati aleatoriamente come scampoli di pelle a diverse altezze e fissati per mezzo di pinzette. La presenza di due giovani artisti al CACT è fondamentale: Daniela Droz e Marco Villani, quest’ultimo peraltro già da noi trattato all’interno della pubblicazione Il Corpo del Reato. La Reclusione. DANIELA DROZ (1982) propone 3 scatti fotografici di grande formato sul tema delle mut(il)azioni corporali volontarie e delle metamorfosi attorno dei concetti di codice d’identità, dal titolo PAIN MAKES YOU BEAUTIFUL (2008), mentre Marco Villani (1973) espone per la prima volta l’installazione video LEXOTAN POEM (2008); una riflessione poetica filmico-fotografica del suo vissuto giovanile e a tratti oscuro, intercalando alla sua analisi di uomo adulto spezzoni di filmini girati in Super 8 quand’egli era ragazzo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: